Il genere Ceratozamia raccoglie cicadee della famiglia delle Zamiaceae che vivono nelle foreste di montagna e nelle foreste tropicali umide del Messico, del Guatemala, del Belize e dell’Honduras. Si riconosce da un dettaglio presente su ogni cono: le squame, maschili e femminili, terminano con due piccole corna. È un genere in piena revisione: 36 specie nella monografia del 2022, 45 oggi per The World List of Cycads, quasi tutte descritte dagli anni Duemila e spesso confinate in poche montagne. L’intero genere è iscritto dal 1985 all’Appendice I della CITES. In Italia queste cicadee di mezz’ombra si vedono soprattutto negli orti botanici, Napoli in testa. La specie più nota, Ceratozamia mexicana, è stata descritta anche con i nomi di Ceratozamia longifolia e Ceratozamia intermedia, e molte piante vendute con il suo nome appartengono in realtà ad altre specie.
L’essenziale su Ceratozamia
- Nome accettato (POWO): Ceratozamia Brongn. (1846), pubblicato da Adolphe Brongniart negli Annales des Sciences Naturelles (Botanique, serie 3, vol. 5); specie tipo: Ceratozamia mexicana Brongn.
- Numero di specie: 45, senza taxa infraspecifici, secondo The World List of Cycads (versione 2026.08.15); 36 nella monografia di Martínez-Domínguez e collaboratori (2022), 38 note all’epoca dello studio filogenetico di Habib e collaboratori (2023); il conteggio di POWO non è stato letto direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: Ceratozamia longifolia Miq. e Ceratozamia intermedia Miq. per Ceratozamia mexicana; Ceratozamia microstrobila, ricondotto a Ceratozamia latifolia; Ceratozamia martinezii, ricondotto a Ceratozamia aurantiaca
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «tepezmaite», «cícada», «pata de gallo» e «chamalillo» in Messico a seconda delle specie; «horncone» in inglese
- Distribuzione naturale: dal Messico all’Honduras (POWO), con la grande maggioranza delle specie in Messico; dal livello del mare fino a 2.100 m di quota
- CITES: Appendice I per tutte le specie del genere dal 1° agosto 1985 (Appendice II dal 1977 al 1985); Allegato A nell’Unione europea (regolamento (CE) n. 338/97, allegati in vigore fissati dal regolamento (UE) 2026/1383)
- Stato IUCN: 30 specie valutate, tutte nel 2022 e tutte minacciate: 7 in pericolo critico (CR), 20 in pericolo (EN) e 3 vulnerabili (VU); 15 specie, quasi tutte descritte di recente, non sono valutate (NE), secondo The World List of Cycads (vedi Normativa e conservazione)
- Rusticità documentata: nessun dato pubblicato da un giardino o da un’istituzione italiana. Sul forum Tropicamente, una Ceratozamia latifolia in vaso ha sopportato −2 °C all’aperto ai Castelli Romani (dicembre 2009). In Francia, sul forum Fous de palmiers, alcune Ceratozamia mexicana in piena terra, sotto velo o campana, hanno superato l’ondata di freddo del febbraio 2012 a Nantes (−9,5 °C in giardino, intatta) e nella periferia di Parigi (−8,5 °C, defogliata poi ripartita); senza protezione, una Ceratozamia brevifrons «Palma Sola» ha sopportato −6 °C nel Var nell’inverno 2011-2012. Osservazioni di amatori, indicative (vedi Coltivazione)
- Esposizione e substrato: ombra leggera o mezz’ombra, suolo ricco di humus ma ben drenato
- Tossicità: nessun dato specifico per il genere; tutte le cicadee sono considerate tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)
Caratteri del genere Ceratozamia
Una Ceratozamia si riconosce con certezza dai coni: ogni squama fertile (sporofillo), a forma di scudo, porta due sporgenze a forma di corno. Nessun altro genere di cicadee ha questo carattere, che ha dato il nome al genere.
- Fusto: piuttosto sottile, da ovoide a cilindrico, raramente ramificato; a seconda delle specie resta in parte interrato o si alza sopra il suolo. Le specie più piccole superano appena qualche decina di centimetri, le più grandi arrivano a circa un metro di fusto.
- Foglie: pennate, disposte a corone. Le foglioline sono articolate alla base sul rachide, e il picciolo e il rachide portano spesso piccoli aculei. Le foglie giovani hanno colori diversi secondo le specie (bronzo, ramato, rosso ciliegia o bianco verdastro), un carattere usato per descrivere le specie più recenti.
- Coni: le piante sono dioiche, cioè maschili o femminili. Il cono maschile è cilindrico; il cono femminile, ellissoide, porta squame con due corna ben distanziate.
- Cromosomi: le specie studiate hanno 2n = 16 cromosomi, con un cariotipo simile da una specie all’altra.
Il genere più simile nell’aspetto è Zamia, che condivide lo stesso areale in America centrale. Senza coni i due generi sono difficili da distinguere; con un cono basta guardare se le due corna ci sono o no.
Tassonomia e classificazione
Ceratozamia è un genere accettato da POWO, collocato nella famiglia delle Zamiaceae. Il numero delle specie è più che raddoppiato in venticinque anni, e gli specialisti non sono sempre d’accordo sui loro confini.
Quante specie?
La monografia di Lilí Martínez-Domínguez e collaboratori, pubblicata nel 2022 su PhytoKeys, descriveva 36 specie. L’anno seguente Jody Haynes l’ha criticata duramente su Phytotaxa: vi segnalava numerose incoerenze, contestava lo status di Ceratozamia osbornei e la messa in sinonimia di Ceratozamia dominguezii con Ceratozamia subroseophylla, e riconduceva formalmente Ceratozamia martinezii a Ceratozamia aurantiaca. The World List of Cycads accetta oggi Ceratozamia osbornei senza riserve, accetta anche Ceratozamia dominguezii, respingendo esplicitamente la sinonimia con Ceratozamia subroseophylla finché non saranno pubblicate prove convincenti, e riconosce Ceratozamia reesii, separata da Ceratozamia latifolia nel 2022. Da allora sono state descritte nuove specie quasi ogni anno: Ceratozamia rosea nel 2023, Ceratozamia alba, Ceratozamia chinantlensis, Ceratozamia gigantea e Ceratozamia guatemalensis nel 2024, poi Ceratozamia popolucana nel 2026. The World List of Cycads ne accetta oggi 45, senza sottospecie né varietà (versione del 15 agosto 2026). Le cifre più vecchie che circolano ancora, 27 o «circa 35», sono superate.
Il complesso di Ceratozamia mexicana
Per molto tempo il nome Ceratozamia mexicana è stato usato per quasi tutte le popolazioni del Veracruz centrale. Nel 2016 Vovides e collaboratori hanno dimostrato, su Botanical Sciences, che vi crescevano due forme ben distinte: hanno ristabilito Ceratozamia tenuis, descritta in origine come varietà di Ceratozamia mexicana, e hanno precisato i tipi delle due specie. Nel 2025 uno studio che combina filogeografia, morfometria e nicchie climatiche ha riconosciuto sette linee in questo complesso: Ceratozamia brevifrons, Ceratozamia delucana, Ceratozamia decumbens, Ceratozamia mexicana, Ceratozamia morettii, Ceratozamia tenuis e una specie criptica ancora senza nome. Per chi coltiva la conseguenza è concreta: molte piante etichettate Ceratozamia mexicana nei giardini corrispondono al vecchio senso largo del nome, e i coltivatori segnalano anche frequenti confusioni con Ceratozamia latifolia.
Tre cladi: che cosa dice la filogenesi
Lo studio filogenomico di Habib e collaboratori (2023, Plants 12: 478), basato su 3.954 geni nucleari di 30 specie, divide il genere in tre grandi cladi, chiamati Matudae, Miqueliana e Mexicana, che comprendono rispettivamente uno, due e tre sottocladi. Non sono sezioni formali, ma seguono il rilievo: i loro confini coincidono con le grandi catene montuose del Messico. Gli autori confermano l’unità di alcuni complessi di specie, tra cui quelli di Ceratozamia norstogii e di Ceratozamia miqueliana, e collocano l’origine del genere nel Messico meridionale, nel Miocene medio, con la massima diversificazione nel Pliocene. L’appartenenza di ciascuna specie ai sottocladi non ha potuto essere verificata sul testo integrale dello studio; inoltre lo studio del 2025 colloca Ceratozamia decumbens nel complesso mexicana. Per questo la vecchia ripartizione delle specie in sei gruppi (A–F), presentata un tempo su questa pagina, è stata ritirata, e l’indice qui sotto è ordinato per regione.
Etimologia e storia del genere
Il nome Ceratozamia unisce il greco keras (genitivo keratos), «corno», al nome del genere Zamia: è una «Zamia con le corna», per le due corna delle squame dei coni.
Il botanico francese Adolphe Brongniart descrisse il genere e la sua specie tipo, Ceratozamia mexicana, nel 1846, negli Annales des Sciences Naturelles. Non partì da una pianta selvatica, ma da esemplari coltivati al Jardin des plantes di Parigi, nati da materiale che il raccoglitore Ghiesbreght aveva spedito dal Messico nel 1845. L’esemplare tipo è conservato nell’erbario del Muséum national d’histoire naturelle (P). Secondo POWO, Ceratozamia mexicana in senso stretto è oggi limitata al Veracruz centro-settentrionale.
Il genere ha anche una storia europea. Foglioline fossili attribuite a Ceratozamia sono state trovate nell’Oligocene di Flörsheim (Germania), di Budapest e di Trbovlje (Slovenia), e nel Miocene inferiore dell’Austria e della Boemia (Ceratozamia hofmannii). L’epidermide ben conservata ha permesso di confermarne l’attribuzione al genere, che dunque è vissuto in Europa prima di sopravvivere soltanto in America centrale.
In Italia le Ceratozamia sono arrivate presto nei giardini: il catalogo Hortus Mortolensis del 1912 elenca Ceratozamia kuesteriana e Ceratozamia mexicana nei Giardini Hanbury della Mortola, a Ventimiglia, e quello del 1897 delle piante coltivate all’aperto cita probabilmente già Ceratozamia mexicana (il riferimento bibliografico è leggibile, il nome no, a causa di una scansione imperfetta).
Nomi comuni
In una fonte affidabile non è stato trovato alcun nome volgare italiano: in italiano si dice semplicemente «Ceratozamia». Il nome inglese «horncone», «cono con le corna», è usato dalla Gymnosperm Database, che propone anche nomi derivati per ogni specie. In Messico la flora online dell’UNAM riporta per Ceratozamia hildae i nomi «chamalillo», «cícada» e «pata de gallo»; il nome «tepezmaite» è usato nel Veracruz centrale per Ceratozamia brevifrons, Ceratozamia morettii e Ceratozamia tenuis, e «teosintle» per Ceratozamia fuscoviridis nell’Hidalgo. Nell’inglese dei vivai Ceratozamia hildae è spesso chiamata «bamboo cycad», perché le foglioline strette raggruppate a coppie ricordano un bambù.
Biogeografia ed ecologia
Le Ceratozamia vivono dal Messico nord-orientale fino all’Honduras. Secondo la monografia del 2022 crescono dal livello del mare fino a 2.100 m, e la maggior parte delle specie è concentrata in quota, sulle montagne messicane.

- Grandi centri di diversità: la Sierra Madre Orientale, la Sierra Madre del Sur, la fascia vulcanica transmessicana e gli altopiani del Chiapas, che da soli ospitano otto specie secondo la monografia del 2022.
- Ambienti: soprattutto foreste nebulose e foreste di querce o di pini e querce in montagna, ma anche, a bassa quota, foreste tropicali sempreverdi su carsismo. Le specie del complesso di Ceratozamia miqueliana crescono spesso su rocce calcaree tra 100 e 600 m, nel Veracruz meridionale, nel Tabasco e nel Chiapas settentrionale.
- Areali ridotti: molte specie sono note da un solo massiccio, da una valle o da due località. Ceratozamia zaragozae, nel San Luis Potosí, era nota da un’unica popolazione di una cinquantina di individui.
- Fuori dal Messico: alcune specie raggiungono il Guatemala e il Belize, e una specie è esclusiva dell’Honduras.
Come nella maggior parte delle cicadee americane, i coni sono impollinati da coleotteri. In Ceratozamia santillanii un piccolo coleottero della famiglia Erotylidae, Pharaxonotha perezi, vive e si riproduce nei coni maschili, si nutre di polline e lo trasporta verso i coni femminili. I dati molecolari mostrano che una linea di questi insetti è propria delle Ceratozamia.
Normativa e conservazione
Tutte le specie di Ceratozamia sono iscritte all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985; prima, dal 1977, il genere figurava all’Appendice II con le altre cicadee. Condividono questo status con quelle di Encephalartos. Il commercio internazionale di piante selvatiche a fini commerciali è vietato: circolano solo, con i documenti richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia vale la stessa regola che in tutta l’Unione europea: il regolamento (CE) n. 338/97 colloca le specie dell’Appendice I della CITES nel suo Allegato A, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ nomina solo 27 specie di Ceratozamia, sulla base della lista di riferimento del 2013, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere e copre quindi anche le specie descritte in seguito. I semi non godono di alcuna esenzione. Prima di comprare, importare o vendere una Ceratozamia, chiedete al venditore i documenti di provenienza e verificate la normativa in vigore su EUR-Lex e presso le autorità CITES italiane (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri): queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali.
Nella Lista rossa IUCN tutte le specie valutate sono minacciate. Secondo The World List of Cycads, 30 delle 45 specie sono state valutate, tutte nel 2022: 7 sono in pericolo critico (Ceratozamia hildae, Ceratozamia hondurensis, Ceratozamia huastecorum, Ceratozamia kuesteriana, Ceratozamia mexicana, Ceratozamia santillanii e Ceratozamia zoquorum), 20 in pericolo, tra cui Ceratozamia fuscoviridis, Ceratozamia miqueliana, Ceratozamia matudae e Ceratozamia robusta, e 3 vulnerabili (Ceratozamia latifolia, Ceratozamia totonacorum e Ceratozamia vovidesii). Le altre 15, quasi tutte descritte dal 2020 in poi, non sono ancora state valutate; alcune hanno ricevuto una valutazione preliminare nella descrizione originale, come Ceratozamia popolucana, proposta in pericolo critico. Le minacce principali sono la scomparsa delle foreste nebulose e delle foreste di bassa quota, disboscate per l’agricoltura e l’allevamento, e la raccolta di piante selvatiche. La raccolta non è sempre dannosa: tra i Totonachi di Santiago Ecatlán (Puebla) le foglie di Ceratozamia totonacorum decorano gli altari del Giorno dei Morti, e uno studio del 2023 ha mostrato che la raccolta tradizionale, fatta senza danneggiare le piante, mantiene stabile la popolazione. Gli stati IUCN citati vengono da The World List of Cycads (pagine delle specie consultate il 10 ottobre 2026), perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente; lo status CITES è stato riletto su Species+ il 1° ottobre 2026. Verificateli su queste banche dati prima di qualsiasi uso normativo.
Coltivazione delle Ceratozamia
Le Ceratozamia sono cicadee di sottobosco: al contrario di molti Dioon o degli Encephalartos di ambienti secchi, chiedono un po’ d’ombra, un suolo più ricco di humus e un’umidità più regolare, senza mai sopportare l’acqua stagnante.
- Esposizione: ombra leggera o mezz’ombra, come nelle loro foreste d’origine. Alcune specie tollerano però il sole: il servizio di divulgazione dell’Università della Florida (UF/IFAS) indica che Ceratozamia hildae cresce dal pieno sole all’ombra quasi totale. In pieno sole il fogliame spesso impallidisce, e i riscontri degli amatori francesi divergono secondo il clima (vedi più avanti). Nel clima mediterraneo, offrite ombra nel pomeriggio in estate.
- Substrato: ricco di sostanza organica ma molto drenante; un suolo fradicio in inverno fa marcire radici e fusto.
- Irrigazione: regolare e moderata durante la crescita, nettamente ridotta in inverno. UF/IFAS precisa che il suolo non deve mai restare saturo. All’ombra il fabbisogno resta modesto: al giardino Huntington, in California, le Ceratozamia piantate nel sottobosco prosperano con poca acqua.
- Crescita: lenta, come in tutte le cicadee. Le giovani piante sopportano male la mancanza d’acqua: un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) racconta sul forum Fous de palmiers di aver perso diverse giovani Ceratozamia per siccità e consiglia di interrare bene il caudice (messaggio del gennaio 2013, senza data dell’episodio). Anche l’eccesso d’acqua uccide: un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) indica sul forum Tropicamente di aver perso una Ceratozamia «Palma Sola» per marciume dopo piogge torrenziali, alla fine dell’estate 2012.
- Moltiplicazione: soprattutto per seme, perché i polloni sono rari. I semi, piuttosto grandi, germinano lentamente; la giovane radice fittonante è fragile e chiede un vaso profondo.
In Italia: orti botanici
Le Ceratozamia sono presenti in diversi orti botanici italiani, quasi sempre in serra; le fonti seguenti sono datate e non descrivono necessariamente le collezioni di oggi.
- Napoli: il sito dell’Orto Botanico definisce la sua collezione di cicadee «particolarmente ricca» in Ceratozamia, Dioon, Encephalartos e Zamia. Un articolo della rivista del giardino, Delpinoa (volume 2007, uscito nel 2011), cita Ceratozamia mexicana all’aperto, nell’Area delle gimnosperme, con le radici coralloidi visibili in superficie. Una pubblicazione sulle serre (Sibilio, volume 2014-2015, uscito nel 2019) nomina Ceratozamia hildae, Ceratozamia latifolia e Ceratozamia kuesteriana alle Serre Califano. Gli Index Seminum dal 2012-13 al 2018-19 propongono polline di Ceratozamia hildae, Ceratozamia kuesteriana, Ceratozamia latifolia e Ceratozamia mexicana, segno che piante maschili vi producono coni, e un articolo del 1994 analizza semi di «Ceratozamia mexicana var. latifolia» raccolti su una pianta coltivata nell’Orto.
- Palermo: le foto di una visita all’Orto botanico pubblicate sul forum Tropicamente (ottobre-novembre 2009) mostrano una Ceratozamia mexicana, identificata dai partecipanti.
- Padova: secondo il forum Tropicamente (visita del settembre 2010), una Ceratozamia chiamata «mexicana» dai partecipanti, con un fusto vecchio, cresce in piena terra in una serra aperta, addossata a un muro.
- Firenze: il Museo di Storia Naturale indica Ceratozamia tra gli otto generi di cicadee della collezione, coltivata soprattutto in vaso nella serra fredda; nessuna lista di specie è pubblicata.
- Altri giardini: la banca dati BGCI PlantSearch, consultata il 10 ottobre 2026 e senza data di aggiornamento, elenca Ceratozamia mexicana per gli orti botanici di Pisa, Padova, Catania, Pavia e Siena. Una checklist della flora ornamentale siciliana (Di Gristina e collaboratori, 2025) cita Ceratozamia mexicana tra i taxa rari o notevoli di strade, parchi e ville dell’isola.
In Italia: clima e riscontri di coltivazione
Nessun risultato di coltivazione in piena terra è stato pubblicato in Italia da un giardino o da un’istituzione. I pochi riscontri italiani vengono dal forum Tropicamente e riguardano piante in vaso o al riparo. Le Ceratozamia restano quindi in Italia piante da collezione, coltivate soprattutto in vaso, in serra o in veranda. Una prova in piena terra resta un esperimento, da riservare alle zone a inverno mite (riviere ligure e tirrenica, Sicilia, Sardegna, Puglia meridionale), in un luogo riparato, sotto copertura arborea, in suolo drenante e con una protezione dalla pioggia fredda invernale. Il clima del Sud-Est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Hérault, Rossiglione, Corsica) è vicino a quello di molte regioni italiane: i riscontri francesi riportati più avanti sono quindi utili anche al lettore italiano, ma restano esperienze francesi, senza corrispondenza termica precisa con una città italiana.
Riscontri pubblicati sui forum. Sono osservazioni di amatori: hanno valore indicativo e non valgono come regola generale. I messaggi sono stati riletti nelle discussioni nell’ottobre 2026. In Italia:
- Un coltivatore dei Castelli Romani (Lazio) indica sul forum Tropicamente che la sua Ceratozamia latifolia in vaso, all’aperto, ha sopportato bene −2 °C nel dicembre 2009, mentre i suoi banani sono gelati.
- Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna; zona USDA 8a/8b secondo lui) indica sul forum Tropicamente che la sua Ceratozamia latifolia, ricevuta con il nome di Ceratozamia microstrobila, non ha subito alcun danno nel febbraio 2012 a −2 °C, in una serra tunnel fredda a doppia parete riscaldata qualche ora, mentre fuori c’erano −8 °C. Aveva già visto una Ceratozamia latifolia in vaso, all’aperto ma riparata da pioggia e vento, sopportare −3 °C in un inverno precedente al 2009.
Esperienze francesi, trasferibili alle zone italiane a clima simile, di fronte al freddo:
- Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var), una Ceratozamia «Palma Sola», popolazione di Alto Lucero ricondotta a Ceratozamia brevifrons, coltivata in piena terra da più di dieci anni sotto una copertura di eucalipti, ha sopportato −6 °C senza protezione nell’inverno 2011-2012, senza alcun danno da gelo. Irrigata a pioggia in estate, cresce lentamente.
- Un coltivatore della periferia sud-est di Parigi (rive della Marna, Île-de-France; zona USDA 8b secondo lui) indica sul forum Fous de palmiers che la sua Ceratozamia mexicana in piena terra, piantata nel 2009 in un’aiuola drenante, ha passato senza problemi l’inverno 2010-2011, il secondo all’aperto, con minime di −7 / −8 °C, sotto un velo invernale P17 e un film a bolle.
- Lo stesso coltivatore indica che la sua Ceratozamia mexicana in piena terra è sopravvissuta nel febbraio 2012 a −8,5 °C, dopo circa una settimana senza disgelo, sotto una protezione sommaria: la pianta è stata defogliata, ma il bulbo è rimasto sano e ha emesso una nuova foglia nel luglio 2012. Secondo lui −10 °C di punta sono il limite della specie in clima mediterraneo secco.
- Un coltivatore di Nantes (Loira Atlantica) indica sul forum Fous de palmiers che le sue due giovani Ceratozamia mexicana in piena terra, piantate nella primavera 2010, hanno conservato un fogliame intatto dopo numerose gelate a −6 °C nel novembre e dicembre 2010. Crescono sotto la copertura fitta di Brahea armata, contro un muro esposto a sud-est, con un semplice velo invernale.
- Lo stesso coltivatore indica che la sua Ceratozamia mexicana in piena terra è rimasta intatta nel febbraio 2012, a parte leggerissime bruciature su una foglia vecchia, mentre il giardino è sceso a −9,5 °C con 3 o 4 giorni senza disgelo. Il termometro sotto la campana di protezione ha segnato almeno −6 °C.
- Un coltivatore di Concarneau (Finistère) indica sul forum Fous de palmiers che la sua Ceratozamia mexicana in piena terra non ha subito alcun danno nel febbraio 2012 a −5 °C, raggiunti per qualche ora: «fogliame ben verde». La protezione non è precisata.
- Un coltivatore del Gard indica sul forum Fous de palmiers che la sua Ceratozamia mexicana in piena terra, con un caudice di 4-5 cm, non ha subito danni nell’inverno 2012-2013, dopo gelate brevi fino a −4 °C.
- Un coltivatore di Saint-Médard-de-Guizières (Gironda; zona USDA 8a) indica sul forum Fous de palmiers che la sua Ceratozamia in vaso, senza alcuna protezione, sotto la copertura di un boschetto di bambù, è sopravvissuta all’inverno 2014-2015 e ha emesso una nuova foglia. La specie non è ripetuta nel messaggio, pubblicato in una discussione su Ceratozamia latifolia. La stazione di Cubzac-les-Ponts ha registrato da −6 a −8 °C, e il coltivatore stima 2 o 3 °C in meno al piede della pianta; giudica lui stesso il valore approssimativo.
- Un coltivatore del Rossiglione racconta sul forum Fous de palmiers di aver visto, in una collezione privata della Corsica, una Ceratozamia hildae intatta dopo −0,5 °C nell’inverno 2011-2012, il più rigido degli ultimi dieci anni secondo lui. La coltivazione non è precisata, e il testimone sottolinea che questo non prova la rusticità della specie.
Di fronte al sole e al vento, i riscontri francesi divergono:
- Un coltivatore del Tarn (zona USDA 8b) indica sul forum Fous de palmiers che nella primavera 2014 la sua Ceratozamia mexicana appena piantata in piena terra, a mezz’ombra, ha avuto foglie spezzate alla base da un vento a 100 km/h, poi bruciature e due foglie perse per il sole. Una grande Ceratozamia latifolia in vaso, all’ombra fino al primo pomeriggio, ha visto le foglie impallidire e poi seccarsi.
- Al contrario, un coltivatore di Ensuès-la-Redonne (Côte Bleue, Bocche del Rodano), di fronte al mare, indica sul forum Fous de palmiers che nella primavera 2014 la sua Ceratozamia mexicana sopportava il pieno sole, e che una Ceratozamia latifolia in vaso vi ha completato una crescita senza problemi.
Riferimenti internazionali
I dati più numerosi vengono da coltivatori nordamericani, ma i loro forum sono stati letti solo attraverso estratti di ricerca. Alcuni vivai statunitensi indicano circa −7 / −10 °C per Ceratozamia hildae adulta, senza rilievi pubblicati a sostegno. I coltivatori consigliano di interrare il fusto, che può così ripartire dopo un gelo forte. La maggior parte delle altre specie, che vengono da foreste tropicali, va trattata come pianta da tenere al riparo dal gelo.
- Un coltivatore del Texas (Stati Uniti; città non precisata) indica sul forum PalmTalk che la sua Ceratozamia hildae senza protezione, verosimilmente in piena terra, è sopravvissuta nel febbraio 2021 a −16 °C (3 °F) e ha emesso nuove foglie (rilevato da un estratto di ricerca).
- Un coltivatore della Carolina del Sud (Stati Uniti, zona USDA 8a) indica sul forum PalmTalk che le sue Ceratozamia latifolia, Ceratozamia kuesteriana e Ceratozamia hildae in piena terra hanno perso dal 90 al 100 % del fogliame nel dicembre 2022, verso −11 °C; la ripresa non è documentata (rilevato da un estratto di ricerca).
- Un coltivatore di Altamonte Springs (Florida centrale, Stati Uniti) indica sul forum PalmTalk che la sua Ceratozamia hildae non ha subito danni nel febbraio 2026 a −5 °C (23 °F). Coltivazione e protezione non sono precisate (rilevato da un estratto di ricerca).
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità specifico per le Ceratozamia, ma il rischio è documentato nelle altre cicadee, in particolare in Zamia e in Cycas. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, trattate le Ceratozamia come tossiche: tenete semi e foglie lontano da bambini e animali, e usate guanti per pulire i semi. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Specie del genere Ceratozamia
Le 45 specie qui sotto sono accettate da The World List of Cycads (versione 2026.08.15), che fornisce autori, areali e stato IUCN; lo status di alcune resta discusso da altri autori (vedi Tassonomia). Sono ordinate per regione, da nord a sud. Nessuna ha ancora una scheda in italiano su questo sito.
Sierra Madre Orientale: Tamaulipas, San Luis Potosí, Querétaro, Hidalgo
- Ceratozamia kuesteriana Regel: descritta nel 1857 senza località precisa, ritrovata nel Tamaulipas meridionale (comuni di Gómez Farías, Ocampo e Tula), su rocce carsiche in foreste di pini e querce e in foresta nebulosa, tra 1.100 e 1.500 m; in pericolo critico (CR, 2022).
- Ceratozamia zaragozae Medellín: San Luis Potosí, presso Río Verde; considerata una delle più minacciate del genere; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia hildae G.P.Landry & M.C.Wilson: Sierra Gorda (Querétaro e San Luis Potosí), in foresta tropicale sempreverde su rocce carsiche, tra 300 e 1.200 m; foglioline strette raggruppate, la «bamboo cycad» degli anglosassoni; in pericolo critico (CR, 2022).
- Ceratozamia latifolia Miq.: San Luis Potosí secondo The World List of Cycads; include l’antica Ceratozamia microstrobila; vulnerabile (VU, 2022).
- Ceratozamia reesii Vovides, Pérez-Farr. & Gut.Ortega: separata da Ceratozamia latifolia nel 2022; comune di Xilitla (San Luis Potosí); non valutata (NE).
- Ceratozamia chamberlainii Mart.-Domínguez, Nic.-Mor. & D.W.Stev.: Querétaro, San Luis Potosí e Hidalgo, foresta nebulosa su rocce tra 900 e 1.200 m; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia sabatoi Vovides, Vázq.Torres, Schutzman & Iglesias: Hidalgo e Querétaro, due località note; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia fuscoviridis W.Bull: Hidalgo e Veracruz; in pericolo (EN, 2022).
Veracruz centrale e settentrionale, Puebla
- Ceratozamia mexicana Brongn.: specie tipo, Veracruz centro-settentrionale in senso stretto; in pericolo critico (CR, 2022).
- Ceratozamia tenuis (Dyer) D.W.Stev. & Vovides: Veracruz centrale, foresta nebulosa su suoli vulcanici tra 1.200 e 1.850 m; ristabilita nel 2016; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia brevifrons Miq.: microendemica del Veracruz centrale; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia morettii Vázq.Torres & Vovides: foresta nebulosa del Veracruz; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia decumbens Vovides, Avendaño, Pérez-Farr. & Gonz.-Astorga: piccolo massiccio del Veracruz centrale, su carsismo, tra 450 e 1.000 m; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia delucana Vázq.Torres, A.Moretti & Carvajal-Hern.: Sierra Norte de Puebla e Veracruz; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia totonacorum Mart.-Domínguez & Nic.-Mor.: Sierra Norte de Puebla, Hidalgo e Veracruz, su pareti rocciose tra 600 e 1.050 m; foglie usate per il Giorno dei Morti; vulnerabile (VU, 2022).
- Ceratozamia huastecorum Avendaño, Vovides & Cast.-Campos: endemica della Sierra de Otontepec, nella Huasteca, nel Veracruz settentrionale, in foresta nebulosa tra 800 e 1.300 m; in pericolo critico (CR, 2022).
Veracruz meridionale, Tabasco e Oaxaca settentrionale: foreste tropicali di bassa quota
- Ceratozamia miqueliana H.Wendl.: Veracruz, Tabasco e Chiapas, su carsismo a bassa quota; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia euryphyllidia Vázq.Torres, Sabato & D.W.Stev.: Veracruz meridionale e confini dell’Oaxaca (Uxpanapa, Chimalapas); foglioline molto larghe; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia dominguezii Pérez-Farr. & Gut.Ortega: foreste su carsismo di Uxpanapa (Veracruz sud-orientale); accettata da The World List of Cycads, che respinge la sinonimia con Ceratozamia subroseophylla proposta nel 2022; non valutata (NE).
- Ceratozamia subroseophylla Mart.-Domínguez & Nic.-Mor.: Sierra de Los Tuxtlas (Veracruz), tra 420 e 1.050 m; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia popolucana Pérez-Farr., Gut.-Ortega & Vovides: Los Tuxtlas, descritta nel 2026; foglie giovani rosso ciliegia; non valutata (NE), proposta in pericolo critico dagli autori.
- Ceratozamia aurantiaca Pérez-Farr., Gut.Ortega, J.L.Haynes & Vovides: foreste su carsismo dell’Oaxaca settentrionale; include Ceratozamia martinezii; non valutata (NE).
- Ceratozamia gigantea Mart.-Domínguez, Nic.-Mor., D.W.Stev. & Gonz.-Aguilar: foreste su carsismo delle montagne del Tabasco, descritta nel 2024; non valutata (NE).
- Ceratozamia becerrae Pérez-Farr., Vovides & Schutzman: Sierra Madrigal, Tabasco meridionale e Chiapas; non valutata (NE).
Montagne dell’Oaxaca e del Guerrero
- Ceratozamia mixeorum Chemnick, T.J.Greg. & Salas-Mor.: Sierra Mixe (Oaxaca); in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia whitelockiana Chemnick & T.J.Greg.: Oaxaca, pochissime località note; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia schiblii Pérez-Farr. & Gut.Ortega: montagne dell’Oaxaca orientale, descritta nel 2022; non valutata (NE).
- Ceratozamia chimalapensis Pérez-Farr. & Vovides: foreste nebulose dei Chimalapas (Oaxaca); in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia chinantlensis Pérez-Farr., Ram.-Oviedo & Gut.-Ortega: pareti della Sierra de La Chinantla (Oaxaca), descritta nel 2024; foglie giovani color bronzo; non valutata (NE).
- Ceratozamia oliversacksii D.W.Stev., Mart.-Domínguez & Nic.-Mor.: foreste nebulose dell’Oaxaca occidentale, descritta nel 2022; non valutata (NE).
- Ceratozamia leptoceras Mart.-Domínguez, Nic.-Mor., D.W.Stev. & Lorea-Hern.: Sierra Madre del Sur, Guerrero, su carsismo tra 1.170 e 1.400 m; descritta nel 2020, è la specie più occidentale del genere; non valutata (NE).
Chiapas
- Ceratozamia matudae Lundell: Sierra Madre del Chiapas, su rocce carsiche in foresta tropicale sempreverde, tra 1.000 e 1.500 m; descritta nel 1939; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia norstogii D.W.Stev.: parte settentrionale della Sierra Madre del Chiapas, fino all’Oaxaca, in foreste di querce e pini; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia vovidesii Pérez-Farr. & Iglesias: Sierra Madre del Chiapas; vulnerabile (VU, 2022).
- Ceratozamia mirandae Vovides, Pérez-Farr. & Iglesias: endemica del Chiapas; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia alvarezii Pérez-Farr., Vovides & Iglesias: microendemica dei comuni di Cintalapa e Jiquipilas; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia zoquorum Pérez-Farr., Vovides & Iglesias: Chiapas e Tabasco; in pericolo critico (CR, 2022).
- Ceratozamia santillanii Pérez-Farr. & Vovides: altopiani del Chiapas settentrionale; impollinata da Pharaxonotha perezi; in pericolo critico (CR, 2022).
- Ceratozamia sancheziae Pérez-Farr., Gut.Ortega & Vovides: altopiani del Chiapas (Tenejapa, Altamirano), in foresta di querce e in foresta di pini e querce tra 1.000 e 1.536 m secondo la monografia del 2022 (da 1.500 a 1.800 m secondo la descrizione originale del 2021); le piante di Yajalón citate nella descrizione restano di identità incerta secondo la monografia; pubblicata nel 2021 con la grafia sanchezae, corretta in sancheziae, forma adottata da The World List of Cycads per un epiteto dedicato a una donna, María Ydelia Sánchez-Tinoco; non valutata (NE).
- Ceratozamia rosea Pérez-Farr., Gut.Ortega & Vovides: montagne del Chiapas settentrionale, descritta nel 2023; non valutata (NE).
- Ceratozamia alba Pérez-Farr., Gut.Ortega & Vovides: riserva della biosfera Selva El Ocote, descritta nel 2024; foglie giovani bianco verdastre; non valutata (NE).
America centrale: Guatemala, Belize, Honduras
- Ceratozamia robusta Miq.: Guatemala (Alta Verapaz, Petén, Quiché, Huehuetenango, Izabal) e Chiapas secondo The World List of Cycads, che non la segnala in Belize; è la specie più diffusa e la più grande del genere, ma i suoi confini sono oggi discussi; in pericolo (EN, 2022).
- Ceratozamia osbornei D.W.Stev., Mart.-Domínguez & Nic.-Mor.: foreste sempreverdi del Belize (Cayo, Toledo), descritta nel 2022; accettata da The World List of Cycads, discussa da Haynes (2023); non valutata (NE).
- Ceratozamia guatemalensis Pérez-Farr., Gut.Ortega & M.L.Quezada: Sierra de los Cuchumatanes (Huehuetenango), descritta nel 2024; prima specie esclusiva del Guatemala; non valutata (NE).
- Ceratozamia hondurensis J.L.Haynes, Whitelock, Schutzman & R.S.Adams: endemica dell’Honduras (Atlántida), descritta nel 2008; in pericolo critico (CR, 2022).
Domande frequenti sulle Ceratozamia
Come distinguere una Ceratozamia da una Zamia?
Dai coni. Nelle Ceratozamia ogni squama porta due piccole corna; nelle Zamia no. Senza coni i due generi si somigliano molto, e solo l’etichetta d’origine permette di decidere.
Quante specie di Ceratozamia esistono?
Dipende dalla fonte e dalla data. The World List of Cycads ne accetta 45 (versione del 15 agosto 2026), contro 36 nella monografia del 2022. Nuove specie vengono descritte quasi ogni anno, soprattutto in Chiapas, Oaxaca e Veracruz.
Si può coltivare una Ceratozamia in piena terra in Italia?
Resta un esperimento. Nessun risultato pubblicato da un giardino o da un’istituzione è stato trovato per l’Italia, e i riscontri del forum Tropicamente riguardano piante in vaso (−2 °C ai Castelli Romani nel dicembre 2009). In Francia, alcuni amatori riportano Ceratozamia mexicana in piena terra che hanno superato l’ondata di freddo del febbraio 2012, quasi sempre sotto protezione, e nel Var una Ceratozamia brevifrons «Palma Sola» sotto eucalipti ha sopportato −6 °C senza protezione. Una prova ha senso solo in un luogo riparato delle zone a inverno mite, in suolo drenante e sotto copertura; altrove resta la regola il vaso con svernamento al riparo dal gelo.
Una Ceratozamia sopporta il pieno sole?
Alcune sì, come Ceratozamia hildae secondo l’Università della Florida. Ma sono piante di sottobosco. In pieno sole il fogliame impallidisce e può bruciare, soprattutto dopo la messa a dimora: un coltivatore del Tarn ha perso alcune foglie nella primavera 2014, mentre un altro, di fronte al mare sulla Côte Bleue, coltiva Ceratozamia mexicana al sole senza problemi. Un’ombra leggera o una mezz’ombra luminosa vanno meglio, con ombra nel pomeriggio sotto il sole estivo del Sud.
Si può comprare liberamente una Ceratozamia?
No, non senza documenti. Tutto il genere è all’Appendice I della CITES dal 1985 e all’Allegato A del regolamento europeo, applicato anche in Italia. Si possono vendere solo piante nate da riproduzione artificiale, con i documenti di provenienza. Chiedeteli al venditore e conservateli.
La mia Ceratozamia mexicana è davvero una Ceratozamia mexicana?
Non per forza. Il nome ha coperto a lungo diverse specie del Veracruz oggi separate, come Ceratozamia tenuis o Ceratozamia brevifrons, e i coltivatori segnalano confusioni con Ceratozamia latifolia. Solo una pianta di origine selvatica nota, o l’esame di uno specialista, permette di identificarla con certezza.
Dove vedere delle Ceratozamia in Italia?
Soprattutto all’Orto Botanico di Napoli, che pubblica i nomi di quattro specie e ha coltivato Ceratozamia mexicana anche all’aperto, nell’Area delle gimnosperme (fonte del 2007). Altre piante sono segnalate a Palermo e a Padova dal forum Tropicamente, e nella serra fredda di Firenze. Le serre di Napoli, pensate per la conservazione, non sono sempre visitabili.
Le Ceratozamia sono tossiche?
Bisogna supporlo. Non è stato trovato alcuno studio specifico per il genere, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi per il fegato e il sistema nervoso, soprattutto nei semi. Tenetele lontano da bambini e animali.
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- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
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Fonti
Siti di riferimento
- Plants of the World Online (POWO), Ceratozamia: https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:13517-1 — genere accettato, areale (dal Messico all’Honduras), specie tipo, status di diversi nomi (Ceratozamia microstrobila in sinonimia). Banca dati di riferimento (Kew), autorità nomenclaturale del sito, consultata attraverso estratti di ricerca.
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), IUCN/SSC Cycad Specialist Group: https://cycadlist.org/genus/Ceratozamia — 45 specie accettate, autori, protologhi, areali, stati IUCN e anni di valutazione (2022), sinonimie (Ceratozamia martinezii, Ceratozamia microstrobila), status di Ceratozamia osbornei, Ceratozamia dominguezii e Ceratozamia reesii. Lista di riferimento degli specialisti; pagine del genere e delle 45 specie consultate direttamente il 10 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — Appendice I dal 1° agosto 1985 (Appendice II dal 1977 al 1985), Allegato A nell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 1° ottobre 2026.
- The Gymnosperm Database, Ceratozamia: https://www.conifers.org/za/Ceratozamia.php — descrizione morfologica del genere, nome inglese horncone. Banca dati specializzata curata da un botanico, affidabile per la morfologia.
- Flora de México online (UNAM), Ceratozamia hildae: https://efloramex.ib.unam.mx/cdm_dataportal/taxon/f3f59e2a-3af3-419b-8b8e-4c42cc6f1968 — nomi comuni messicani. Banca dati istituzionale.
- UF/IFAS Gardening Solutions, Bamboo Cycad (Ceratozamia hildae): https://gardeningsolutions.ifas.ufl.edu/plants/trees-and-shrubs/palms-and-cycads/bamboo-cycad/ — tolleranza dal pieno sole all’ombra quasi totale, suolo drenato mai saturo. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; consultato attraverso estratti.
- The Huntington, Cycad collection: https://www.huntington.org/cycad-collection — Ceratozamia nel sottobosco ombreggiato, prospere con poca acqua, nella California meridionale. Giardino botanico, affidabile; consultato attraverso estratti.
- CITES, Appendici I, II e III: https://cites.org/eng/app/appendices.php — iscrizione del genere all’Appendice I. Testo ufficiale; sito non consultato direttamente, iscrizione riletta su Species+.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione del 22 giugno 2026: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Orto Botanico di Napoli, pagina «Cycadales»: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/collezioni/cycadales.html — collezione «particolarmente ricca» in Ceratozamia, Dioon, Encephalartos e Zamia. Istituzione, pagina non datata letta il 10 ottobre 2026.
- Menale B., De Luca P., «L’Orto Botanico di Napoli», Delpinoa 49 (volume 2007, pubblicato nel 2011): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_49_2007_%5B2011%5D/Delpinoa_n_s_49_2007_%5B2011%5D_111-135.pdf — Ceratozamia mexicana all’aperto con radici coralloidi visibili. Rivista dell’Orto botanico, affidabile per la situazione del 2007.
- Sibilio G., «The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy», Delpinoa 56-57 (volume 2014-2015, pubblicato online nel 2019): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D_069-103.pdf — Ceratozamia hildae, latifolia e kuesteriana alle Serre Califano. Rivista dell’Orto botanico, fonte più recente sulle specie.
- Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli (edizioni dal 2012-13 al 2018-19): https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/index-seminum.html — polline di quattro specie di Ceratozamia proposto allo scambio. Liste annuali dell’istituzione; indicano ciò che era disponibile in un dato anno, non un inventario completo.
- Siniscalco Gigliano G., Nazzaro R., acidi grassi dei semi, Delpinoa 31-32 (pubblicato nel 1994): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_31-32_1989-90_%5B1994%5D/Delpinoa_31-32_1989-90_%5B1994%5D_141-148.pdf — semi di Ceratozamia mexicana var. latifolia raccolti su una pianta coltivata nell’Orto. Articolo scientifico, fonte antica.
- Hortus Mortolensis. Alphabetical catalogue of plants growing in the garden of the late Sir Thomas Hanbury (1912): https://archive.org/details/hortusmortolensi00giar — Ceratozamia kuesteriana e Ceratozamia mexicana alla Mortola. Catalogo storico, non descrive la collezione attuale.
- Alphabetical catalogue of plants growing in the open air in the garden of Thomas Hanbury, La Mortola (1897): https://archive.org/details/alphabeticalcat00dint — probabile Ceratozamia mexicana (nome illeggibile nella scansione). Catalogo storico.
- Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, «Cycads»: https://www.msn.unifi.it/vp-915-cycads.html — Ceratozamia tra gli otto generi della collezione, in vaso nella serra fredda. Istituzione, pagina non datata.
- BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — Ceratozamia mexicana negli orti botanici di Pisa, Padova, Catania, Pavia e Siena. Banca dati internazionale dei giardini botanici, interrogata il 10 ottobre 2026, molto incompleta per l’Italia e senza data di aggiornamento.
- Tropicamente, discussione «Foto orto botanico Palermo»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/foto-orto-botanico-palermo/ — Ceratozamia mexicana fotografata all’Orto botanico di Palermo (visita del 28 ottobre 2009). Forum italiano, identificazione dei partecipanti.
- Tropicamente, discussione «Giardino botanico di Padova»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/giardino-botanico-di-padova/ — Ceratozamia in piena terra in una serra aperta (visita del settembre 2010, messaggi del dicembre 2010). Forum italiano, identificazione dei partecipanti.
- Tropicamente, discussione «Nursery – ceratozamia»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/nursery-ceratozamia/ — Ceratozamia latifolia in vaso a −2 °C ai Castelli Romani nel dicembre 2009 (#post-42216). Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Tropicamente, discussione «Ceratozamia Microstrobila»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/ceratozamia-microstrobila/ — nessun danno a −2 °C in serra tunnel a Ravenna nel febbraio 2012 (#post-43684). Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Tropicamente, discussione «Le foglie nuove delle Cycadacee»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/ — Ceratozamia latifolia in vaso, riparata, a −3 °C a Ravenna (#post-40891). Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Tropicamente, discussione «Encephalartos princeps»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/encephalartos-princeps/ — perdita di una Ceratozamia «Palma Sola» per marciume a Ravenna alla fine dell’estate 2012 (#post-50498). Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- PalmTalk, discussione «2022 December freeze, SC zone 8a»: https://www.palmtalk.org/forum/topic/76838-2022_12-2022-december-freeze-sc-zone-8a/ — perdita dal 90 al 100 % del fogliame verso −11 °C nel dicembre 2022 in Carolina del Sud. Forum di coltivatori, valore indicativo; rilevato da un estratto di ricerca, discussione non letta (sito protetto).
- PalmTalk, discussione «Cycads through epic freeze events»: https://www.palmtalk.org/forum/topic/68609-cycads-through-epic-freeze-events/ — sopravvivenza di Ceratozamia hildae a 3 °F (−16 °C) in Texas nel febbraio 2021. Forum di coltivatori, valore indicativo; rilevato da un estratto di ricerca, discussione non letta.
- PalmTalk, discussione «2026_02 preliminary cold damage to my palms after 23F, central Florida»: https://www.palmtalk.org/forum/topic/92884-2026_02-preliminary-cold-damage-to-my-palms-after-23f-central-florida/ — Ceratozamia hildae senza danni a 23 °F (−5 °C) nel febbraio 2026 ad Altamonte Springs. Forum di coltivatori, valore indicativo; rilevato da un estratto di ricerca, discussione non letta.
- Forum Fous de palmiers, discussione «ceratozamia mexicana», pagine 1 e 2: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?f=254&t=7090 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?f=254&t=7090&start=15 — periferia sud-est di Parigi: inverno 2010-2011 a −7 / −8 °C sotto velo (#p124920), poi defogliazione a −8,5 °C nel febbraio 2012 e nuova foglia in luglio (#p198662, #p203878). Forum francese di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Conférence sur les Cycadacées acclimatables», pagine 1 e 2: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=11385 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=11385&start=15 — bilanci del febbraio 2012 a Nantes (#p178194), nella periferia parigina (#p178237) e a Concarneau (#p178827). Forum francese di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Forum Fous de palmiers, discussione «FEVRIER 2012», pagine 146 e 165: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=10982&start=2460 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=10982&start=2175 — −8,5 °C nella periferia parigina (#p169420), −5 °C a Concarneau (#p168017). Forum francese di coltivatori, valore indicativo; pagine lette per intero.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «Forum sur les Cycadales» e «Cycas panzhihuaensis» (Nantes): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=8427&start=30 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=3323&start=75 — fogliame intatto dopo −6 °C in novembre-dicembre 2010 (#p116534); −9,5 °C in giardino e almeno −6 °C sotto la campana nel febbraio 2012 (#p171543). Forum francese di coltivatori, valore indicativo; pagine lette per intero.
- Forum Fous de palmiers, discussione «le substrat des Ceratozamia et les soins ?»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14569 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14569&start=15 — gelate fino a −4 °C nel Gard nel 2012-2013 (#p242345, #p242496); giovani piante perse per siccità (#p241820). Forum francese di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Forum Fous de palmiers, discussione «ceratozamia latifolia», pagina 2: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12495&start=15 — sopravvivenza in vaso in Gironda nell’inverno 2014-2015 (#p374850); danni da vento e sole nel Tarn e pieno sole sopportato sulla Côte Bleue nella primavera 2014 (#p325146, #p325151). Forum francese di coltivatori, valore indicativo; discussione letta per intero.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Ceratozamia kuesteriana»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12496 — Ceratozamia hildae intatta a −0,5 °C in Corsica nell’inverno 2011-2012 (#p202547). Forum francese di coltivatori, testimonianza indiretta; discussione letta per intero.
Bibliografia
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