Ceratozamia popolucana

Ceratozamia popolucana è una cicadea del Veracruz meridionale, in Messico, scoperta nella riserva della biosfera di Los Tuxtlas, dove cresce nella foresta tropicale umida su suolo calcareo. Descritta nel 2026, è la specie più recente del genere Ceratozamia; il nome onora la cultura indigena popoluca della regione. Le sue popolazioni erano state attribuite in un primo tempo a Ceratozamia subroseophylla o a Ceratozamia dominguezii. Si riconosce dalle foglie giovani rosso ciliegia. Gli autori la considerano in pericolo critico di estinzione; la IUCN non l’ha ancora valutata.

L’essenziale su Ceratozamia popolucana

  • Nome accettato: Ceratozamia popolucana Pérez-Farr., Gut.-Ortega & Vovides (2026), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni attribuite in un primo tempo a Ceratozamia subroseophylla o a Ceratozamia dominguezii
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Messico, Veracruz meridionale (Los Tuxtlas; comune di Hueyapan de Ocampo per il tipo); quota non documentata nelle fonti consultate
  • Stato IUCN: non valutata; «in pericolo critico» (CR B2ab(iii)) proposto dagli autori
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta tropicale umida su carsismo (parole chiave dell’articolo); nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni da adulta: non documentati in cifre nelle fonti consultate; fusto più corto e più sottile e foglie più corte rispetto alle due specie vicine
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia popolucana?

Il criterio migliore è il colore delle foglie giovani: in Ceratozamia popolucana spuntano rosso ciliegia, coperte da una peluria da giallastra a biancastra, un carattere unico secondo gli autori. Il riassunto della descrizione (Pérez-Farrera e collaboratori, 2026) indica anche queste differenze rispetto alle due specie vicine di Los Tuxtlas e di Uxpanapa:

  • Fusto: più corto e più sottile che in Ceratozamia subroseophylla e in Ceratozamia dominguezii;
  • Foglie: più corte che in queste due specie; rosso ciliegia quando spuntano;
  • Foglioline: verde oliva, come in Ceratozamia dominguezii, mentre quelle di Ceratozamia subroseophylla sono verde scuro lucido;
  • Coni femminili: verde chiaro quando spuntano, mentre sono gialli con peluria rossastra in Ceratozamia subroseophylla e con peluria arancione chiaro in Ceratozamia dominguezii;
  • Coni maschili: diversi da quelli delle due specie vicine, secondo gli autori; il dettaglio non ha potuto essere letto.

Le misure dettagliate (dimensioni di fusto, foglie, foglioline, coni e semi) si trovano nell’articolo completo, che non ha potuto essere consultato: non sono quindi riportate qui.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

Gli stessi autori hanno scambiato all’inizio queste piante per l’una o l’altra di due specie vicine per geografia e per aspetto delle piante adulte:

  • Ceratozamia subroseophylla, descritta di Los Tuxtlas e presente anche a Uxpanapa e nel Tabasco: pianta più grande, foglioline verde scuro lucido, coni femminili giovani gialli con peluria rossastra;
  • Ceratozamia dominguezii, delle foreste su carsismo di Uxpanapa: pianta più grande, foglioline verde oliva, coni femminili giovani con peluria arancione chiaro.

Senza foglie giovani né coni, una pianta adulta si distingue male da queste due specie: soltanto la sua provenienza, documentata in modo affidabile, permette di attribuirla a Ceratozamia popolucana.

Tassonomia

Ceratozamia popolucana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta nel 2026 sulla rivista Phytotaxa (760(1): 77-92, nome pubblicato a pagina 83), in un articolo di Miguel Ángel Pérez-Farrera, Andrew Vovides, Pedro Díaz Jiménez, Mauricio G. Martínez-Martínez, María Ydelia Sánchez-Tinoco, Gaspar Moreno-Méndez e José Said Gutiérrez-Ortega, intitolato «Ceratozamia popolucana (Zamiaceae): A new species from Los Tuxtlas, Veracruz, Mexico». Il nome è attribuito a Pérez-Farrera, Gutiérrez-Ortega e Vovides. Dell’articolo è stato possibile leggere soltanto il riassunto.

Secondo il riassunto, gli autori pensavano all’inizio che queste popolazioni appartenessero a Ceratozamia subroseophylla o a Ceratozamia dominguezii, per la loro posizione e per la somiglianza delle piante adulte. Differenze nette nei coni maschili e femminili, nella forma del fusto e nelle dimensioni delle foglie, osservate per diversi anni su popolazioni selvatiche, li hanno portati a descrivere una specie nuova.

L’olotipo è stato raccolto il 4 ottobre 2021 nel comune di Hueyapan de Ocampo, nel Veracruz, da Pérez-Farrera e Díaz-Jiménez (n. 4069). È conservato nell’erbario Eizi Matuda (HEM), a Tuxtla Gutiérrez, con un isotipo nell’erbario XAL di Xalapa.

La descrizione arriva in un contesto tassonomico ancora discusso: la monografia del 2022 poneva Ceratozamia dominguezii in sinonimia con Ceratozamia subroseophylla, cosa che The World List of Cycads non segue. La descrizione del 2026 confronta la nuova specie con entrambe, senza prendere posizione nelle fonti consultate.

Etimologia e storia

L’epiteto onora la cultura indigena popoluca della regione di Los Tuxtlas, nel Veracruz (descrizione originale, citata da The World List of Cycads).

Nessuna fonte documenta l’introduzione della specie in coltivazione.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie. La monografia del 2022 riporta un nome popoluca, «hymniom pekmuk», per Ceratozamia subroseophylla nel Veracruz; nessuna fonte dice se valga anche per le piante oggi classificate come Ceratozamia popolucana.

In natura

Ceratozamia popolucana è nota nella riserva della biosfera di Los Tuxtlas, nel Veracruz meridionale; il tipo proviene dal comune di Hueyapan de Ocampo. Le parole chiave dell’articolo indicano una foresta tropicale umida su carsismo. Il riassunto non riporta né la quota, né il numero di popolazioni, né la loro consistenza; gli autori parlano soltanto di un numero limitato di popolazioni e di un areale molto ristretto.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia popolucana non è ancora stata valutata nella Lista rossa IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). I suoi autori propongono di classificarla in via preliminare in pericolo critico di estinzione, secondo il criterio B2ab(iii): area occupata molto ridotta, numero limitato di località e distruzione continua dell’habitat. Questa proposta non ha valore ufficiale.

Come tutte le specie del genere, Ceratozamia popolucana rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.

Species+ non riporta ancora questa specie con il suo nome, perché è stata descritta dopo la lista di riferimento della CITES per le cicadee (2013); l’iscrizione riguarda però l’intero genere («Ceratozamia spp.») e quindi la comprende. Stato verificato su Species+ il 3 ottobre 2026. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia popolucana, e nessuna fonte ne segnala la presenza in collezione.

Il suo ambiente, una foresta tropicale umida su calcare, fa pensare a una coltivazione al caldo, a mezz’ombra, in un substrato drenante. Sono indicazioni dedotte dall’habitat, non verificate da prove pubblicate.

Moltiplicazione

Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Maneggiate i semi con i guanti.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie.

Rusticità

Per Ceratozamia popolucana, descritta nel 2026, non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una pianta di foresta tropicale umida: finché mancano prove documentate, va coltivata al riparo dal gelo.

In Italia

Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia popolucana, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è riportato alcun uso per questa specie. La monografia del 2022 segnala, per Ceratozamia subroseophylla nel Veracruz, un infuso di fusto bollito contro i calcoli renali; nulla indica che questo uso riguardi anche Ceratozamia popolucana.

Domande frequenti

Da dove viene il nome popolucana?

Dalla cultura popoluca. L’epiteto onora questo popolo indigeno della regione di Los Tuxtlas, nel Veracruz, dove la specie è stata scoperta.

Dove cresce?

Nella riserva della biosfera di Los Tuxtlas, nel Veracruz meridionale, in Messico. Vive nella foresta tropicale umida su suolo calcareo.

Come riconoscere Ceratozamia popolucana?

Dalle foglie giovani rosso ciliegia, coperte da una peluria da giallastra a biancastra. Anche il fusto e le foglie sono più piccoli di quelli delle specie vicine.

Che differenza c’è con Ceratozamia subroseophylla?

Le dimensioni, il colore delle foglioline e quello dei coni giovani. Ceratozamia subroseophylla è più grande, ha foglioline verde scuro lucido e coni femminili giovani gialli.

È minacciata?

Sì, secondo i suoi autori, che propongono «in pericolo critico». La IUCN non l’ha ancora valutata; il suo areale è molto ristretto e l’habitat continua a ridursi.

Si può comprare?

Nessuna fonte la segnala in coltivazione. Tutto il genere è iscritto all’Appendice I della CITES e all’Allegato A del regolamento europeo: possono circolare soltanto piante nate in coltivazione, con i loro documenti.

Sopporta il gelo?

Non si sa. Non esiste alcuna prova; è una pianta di foresta tropicale, da tenere al riparo dal gelo.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia popolucana: https://cycadlist.org/scientific_name/1081 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
  • Phytotaxa, Ceratozamia popolucana (Zamiaceae): A new species from Los Tuxtlas, Veracruz, Mexico (2026): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.760.1.4 — riassunto: scoperta, differenze con Ceratozamia subroseophylla e Ceratozamia dominguezii, stato proposto. Articolo sottoposto a revisione paritaria; riassunto letto sul sito della rivista, testo integrale non consultato (accesso a pagamento).
  • PubMed Central, Monograph of Ceratozamia (Martínez-Domínguez e coll., 2022): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — specie vicine (Ceratozamia subroseophylla, Ceratozamia dominguezii), nome popoluca e uso riportati per Ceratozamia subroseophylla. Articolo sottoposto a revisione paritaria, ad accesso libero; testo integrale letto.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — iscrizione dell’intero genere all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 e all’Allegato A dell’Unione europea; la specie, descritta dopo la lista di riferimento del 2013, non vi compare con il suo nome. Banca dati ufficiale; consultata il 3 ottobre 2026.
  • Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.

Bibliografia

  • Pérez-Farrera, M.A., Vovides, A.P., Díaz Jiménez, P., Martínez-Martínez, M.G., Sánchez-Tinoco, M.Y., Moreno-Méndez, G. & Gutiérrez-Ortega, J.S. (2026). Ceratozamia popolucana (Zamiaceae): A new species from Los Tuxtlas, Veracruz, Mexico. Phytotaxa 760(1): 77-92. DOI: 10.11646/phytotaxa.760.1.4. [Protologo; riassunto letto, testo integrale non consultato.]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere, anteriore alla descrizione; consultata per le specie vicine.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]