Il genere Dioon riunisce diciannove cicadee americane, quasi tutte messicane: diciotto specie vivono in Messico, dalla Sonora al Chiapas, e una sola, Dioon mejiae, in Honduras. Sono piante dal portamento di palma, con un fusto che in alcune specie resta corto o in parte interrato, ma che in Dioon spinulosum supera i dieci metri. Molte crescono su pendii rocciosi, in foreste secche o tra le querce; altre, come Dioon spinulosum, vivono all’ombra di foreste tropicali. La crescita è lentissima e la longevità fuori dal comune: già nel 1911 un Dioon edule di Xalapa fu stimato di 970 anni. Il genere fu pubblicato da Lindley nel 1843 con la grafia Dion, ancora presente nei testi antichi, ed è stato descritto anche come Platyzamia. Due specie attuali sono state a lungo trattate come varietà: Dioon angustifolium, a lungo noto come Dioon edule var. angustifolium, e Dioon sonorense, descritto come Dioon tomasellii var. sonorense. Il genere ha anche un forte legame con l’Italia: quattro specie portano il nome di botanici napoletani e italiani, e l’Orto Botanico di Napoli ne conserva una delle collezioni più ricche al mondo. Tutto il genere è iscritto all’appendice II della CITES, e quattordici delle quindici specie valutate dalla IUCN sono classificate vulnerabili o in pericolo.
In sintesi: Dioon
- Nome accettato: Dioon Lindl., pubblicato nel 1843 nell’Edwards’s Botanical Register 29 (misc.): 59 con la grafia Dion; la grafia Dioon è conservata
- Numero di specie: 19, senza taxa infraspecifici (The World List of Cycads, versione 2026.08.15)
- Nomi precedenti: Dion Lindl. (1843); Platyzamia Zucc. (1846); a livello di specie, Dioon edule var. angustifolium (oggi Dioon angustifolium), Dioon tomasellii var. sonorense (oggi Dioon sonorense), Dioon edule var. latipinnium (ricondotto a Dioon mejiae)
- Famiglia: Zamiaceae, di cui Dioon costituisce il ramo più antico secondo le analisi genetiche
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; chamal, tiotamal o palma de dolores in Messico (Dioon edule), tiusinte in Honduras (Dioon mejiae), chestnut dioon e giant dioon in inglese
- Distribuzione naturale: Messico (18 specie) e Honduras (1 specie); nessuna presenza naturale confermata in Nicaragua
- Stato IUCN: 8 specie in pericolo (EN), 6 vulnerabili (VU), 1 quasi minacciata (NT), 4 non valutate (NE); tutte le valutazioni citate risalgono al 2022
- CITES: appendice II dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esenta in particolare i semi; allegato B nell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383)
- Rusticità documentata: Dioon edule è sopravvissuto in piena terra in Francia a −7 °C sotto protezione passiva (periferia parigina, inverno 2009-2010) e a −8 / −10 °C sotto tessuto (giovane pianta, Nîmes, febbraio 2012), ma è andato perso a −7 °C in vaso a Ravenna (dicembre 2009); Dioon spinulosum ha sopportato −2 °C una mattina senza danni in vaso (Côte Bleue, inverno 2012-2013) ed è consigliato solo dalla zona USDA 9b (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: da pieno sole a mezz’ombra per Dioon edule, da mezz’ombra a ombra per Dioon spinulosum (Università della Florida); suolo molto drenante
- Portamento: fusto raramente più alto di 1,2-1,5 m in Dioon edule; fino a 10-15 m in Dioon spinulosum (Chamberlain, 1919)
- Longevità: età stimata di 970 anni per un Dioon edule alto meno di 1,5 m (Chamberlain, 1919), stima confermata da Vovides (1990)
- In Italia: genere meglio rappresentato nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli (pubblicazione del 2019); Dioon edule all’aperto a Napoli, a Palermo e ai Giardini Hanbury (vedi In Italia)
- Tossicità: semi tossici crudi, come in tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Caratteri del genere Dioon
Un Dioon si riconosce dalle foglioline prive di nervatura mediana, percorse da numerose nervature parallele, e dai coni femminili in cui ogni squama porta due semi, da cui il nome del genere. The World List of Cycads ne dà la descrizione seguente:
- Portamento: piante dioiche, dall’aspetto di palma, con fusto spesso e cilindrico, aereo o sotterraneo. Secondo le specie, le basi delle foglie vecchie restano sul fusto o cadono lasciando una corteccia liscia. La maggior parte delle specie produce polloni alla base; le ramificazioni aeree sono rare.
- Foglie: pennate, disposte a spirale e separate da catafilli (foglie ridotte a squame). Le foglioline basali sono spesso ridotte a spine. Il picciolo non porta aculei ed è spesso ingrossato alla base. Le foglie sono pelose, almeno da giovani.
- Foglioline: semplici, spesso orlate di spine, a base larga, non articolate, inserite vicino ai margini del rachide, sul lato superiore. Non hanno nervatura mediana ma numerose nervature parallele che si biforcano.
- Coni: coni maschili e femminili peduncolati. Ogni squama del cono femminile termina con una parte appiattita e rialzata e porta due ovuli, raramente tre, rivolti verso l’asse del cono.
- Semi: da quasi sferici a ellissoidi, ricoperti da un involucro carnoso bianco o crema (sarcotesta).

I coni sono talvolta enormi. Charles J. Chamberlain, che studiò sul campo le cicadee messicane tra il 1904 e il 1910, descrive in Dioon spinulosum coni femminili lunghi oltre 50 cm e pesanti 9-14 kg, con 200-300 semi di circa 4 cm; quelli di Dioon edule pesano 4,5-6,5 kg. Segnala anche una particolarità del genere: anelli di accrescimento nel legno, che si credevano assenti nelle cicadee. In Dioon spinulosum si forma un anello a ogni nuova corona di foglie; in Dioon edule gli anelli segnano soltanto i lunghi periodi di riposo.
Dioon o Cycas?
In giardino i giovani Dioon vengono a volte confusi con Cycas revoluta. Il criterio più semplice è la fogliolina: secondo le descrizioni di The World List of Cycads, quella di una Cycas ha una sola nervatura mediana spessa, quella di un Dioon numerose nervature parallele senza nervatura mediana. Differiscono anche gli organi femminili: nelle Cycas le foglie fertili formano una rosetta aperta in cima al fusto, che poi continua a crescere, mentre Dioon forma un vero cono. Infine i semi delle Cycas hanno un involucro carnoso giallo, arancione o bruno, quelli dei Dioon un involucro bianco o crema. Il genere si distingue anche per la distribuzione: Dioon è americano, Cycas asiatico, africano e oceaniano, e nemmeno il genere africano Encephalartos cresce in America.
Tassonomia e classificazione
Dioon è un genere accettato della famiglia Zamiaceae. The World List of Cycads, la lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, vi riconosce 19 specie nella versione del 15 agosto 2026, senza sottospecie né varietà. La World Checklist of Vascular Plants di Kew, la banca dati su cui si basa POWO (l’autorità nomenclaturale del sito), ne accetta 18 nella versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF: diverge sulla specie dell’Honduras (vedi più avanti, Dioon mejiae) e non include ancora Dioon nuusaviorum, descritto nel 2026.
Da Dion a Dioon
John Lindley pubblicò il genere nel 1843 con il nome di Dion, secondo l’indice IPNI. La grafia Dioon, più fedele all’etimologia greca, è quella adottata da The World List of Cycads, da GBIF e dalla maggior parte delle opere; il repertorio francese TAXREF la indica come conservata. Nella letteratura antica si trovano quindi entrambe le grafie, per esempio Dion edule o Dion angustifolium. Il genere Platyzamia, pubblicato da Zuccarini nel 1846, è un sinonimo: la sua specie Platyzamia rigida è oggi ricondotta a Dioon edule.
Il ramo più antico delle Zamiaceae
I dati genetici collocano Dioon in una posizione particolare nella famiglia. L’analisi di cinque geni nucleari pubblicata da Salas-Leiva e collaboratori nel 2013 (Annals of Botany) mostra che Dioon è la prima linea a separarsi dopo Cycas, prima di Bowenia e di tutte le altre Zamiaceae. Lo stesso studio stima che i generi attuali di cicadee abbiano tutti meno di 12 milioni di anni nella loro forma moderna: la linea è antica, ma le specie attuali sono recenti.
Due grandi gruppi di specie
All’interno del genere, uno studio basato sul DNA nucleare e cloroplastico (González, Vovides e Bárcenas, Systematic Botany, 2008) ha confermato l’esistenza di due grandi gruppi, che contrappongono le specie della Sierra Madre occidentale, sul versante pacifico, a quelle della Sierra Madre orientale, sul versante del golfo del Messico. Nel 2018 Gutiérrez-Ortega e collaboratori hanno distinto quattro linee, derivate da un antenato comune del Messico orientale: una si è diversificata nel Messico sud-orientale e in America centrale, le altre tre nel nord-est, nel sud e nel nord-ovest del Messico, soprattutto nel Miocene, circa 15 milioni di anni fa. Un secondo studio della stessa équipe mostra che i passaggi verso ambienti aridi sono avvenuti soltanto in uno dei due grandi gruppi, e che le specie delle zone secche hanno sviluppato adattamenti dell’epidermide fogliare.
Specie descritte di recente, altre cambiate di rango
Il numero di specie è molto aumentato negli ultimi quarant’anni, in buona parte grazie a botanici legati all’Orto Botanico di Napoli. De Luca e Sabato, autori anche di articoli sulla rivista del giardino, Delpinoa, per lo più con Vázquez Torres, hanno descritto sei specie tra il 1979 e il 1984: Dioon califanoi, Dioon caputoi, Dioon rzedowskii, Dioon merolae, Dioon holmgrenii e Dioon tomasellii. Altre sette sono seguite dal 2003, l’ultima delle quali è Dioon nuusaviorum, pubblicata nel 2026 su PhytoKeys. Due nomi antichi hanno cambiato rango. Dioon angustifolium, descritto da Miquel nel 1847 e poi ridotto al rango di varietà o di sottospecie di Dioon edule, è stato di nuovo riconosciuto come specie nel 2003 da González-Astorga e colleghi, dopo uno studio genetico e morfologico; la scelta è stata confermata nel 2005 ed è seguita da The World List of Cycads. Dioon sonorense fu descritto nel 1984 come varietà di Dioon tomasellii ed elevato al rango di specie nel 1998 da Chemnick, Gregory e Salas-Morales (Phytologia). Per il lettore, ciò significa che una pianta acquistata con il vecchio nome di varietà corrisponde oggi a una specie a sé.
Dioon mejiae o Dioon pectinatum?
Le fonti divergono sulla specie dell’Honduras. The World List of Cycads accetta Dioon mejiae Standl. & L.O.Williams (1950) e considera Dioon pectinatum Mast. (1893), noto soltanto da un’illustrazione del Gardeners’ Chronicle, un nome dubbio (nomen dubium). La World Checklist of Vascular Plants di Kew, su cui si basa POWO, fa il contrario: accetta Dioon pectinatum, limitato all’Honduras, e mette Dioon mejiae in sinonimia (versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF). Il sito segue The World List of Cycads e mantiene il nome Dioon mejiae, usato dalla IUCN, dalla CITES e da quasi tutta la letteratura.
Etimologia e storia del genere
Il nome Dioon deriva dal greco dis, «due», e ōon, «uovo», in riferimento ai due semi portati da ogni squama del cono femminile (The World List of Cycads). Lindley descrisse il genere e la sua prima specie, Dioon edule, nel 1843, da una pianta giunta dal Messico e coltivata nel giardino della Società di orticoltura di Londra (oggi Royal Horticultural Society). L’epiteto edule significa «commestibile», con riferimento al consumo dei semi in Messico (Haynes, 2022). Diversi nomi di specie rendono omaggio a botanici napoletani e italiani legati allo studio del genere: Luigi Califano (califanoi), Giuseppe Caputo (caputoi), Aldo Merola (merolae) e Ruggero Tomaselli (tomasellii). Dioon mejiae onora Isidoro Mejía, medico di Danlí, in Honduras, nel cui giardino fu raccolta la pianta tipo. Dioon nuusaviorum rende omaggio al popolo Ñuu savi, il cui nome significa «popolo della pioggia».
All’inizio del Novecento il botanico statunitense Charles J. Chamberlain fece conoscere i Dioon nel loro ambiente naturale. Racconta in The Living Cycads (1919) di aver trovato Dioon edule in abbondanza a Chavarrillo, a un’ora di treno da Xalapa (Veracruz). Dioon spinulosum, invece, era conosciuto soltanto da poche piante in vaso, segnalate per errore a Progreso, nello Yucatán, e a Córdoba. Chamberlain lo localizzò infine verso il 1908 vicino a Tierra Blanca e sui monti oltre Tuxtepec, dove formava in alcuni punti una vera «foresta di Dioon».
Longevità: piante millenarie
Sì, i Dioon sono tra le piante a seme più longeve, ed è uno dei rari casi di cicadea la cui età sia stata stimata con un metodo pubblicato. Chamberlain contò le basi delle foglie vecchie che coprono il fusto e le divise per il numero medio di foglie prodotte ogni anno. In Dioon edule si forma una corona di una ventina di foglie circa ogni due anni, cioè una decina di foglie all’anno. Il professor Luis Murillo aveva annotato per undici anni ogni foglia prodotta dalla pianta del suo giardino di Xalapa: questa pianta, alta meno di 1,5 m, fu così stimata di 970 anni. Chamberlain precisava che il metodo sottostima l’età reale, perché le piante giovani fanno pochissime foglie e le piante restano talvolta a riposo per diversi anni dopo un cono.
Nel 1990 Andrew P. Vovides ha studiato una popolazione selvatica di Dioon edule nel Veracruz centrale e ha confermato questa stima, secondo il riassunto del suo articolo sull’American Journal of Botany. Vi misura anche l’estrema lentezza della riproduzione: un cono ogni 2,8-8,8 anni nelle piante maschili e ogni 10-52 anni in quelle femminili. La pianta di Murillo è stata ritrovata nel giardino della Quinta de las Rosas, a Xalapa; un articolo dell’Università di Veracruz pubblicato nel 2017 stima che abbia oggi superato i mille anni.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano: in italiano si usa il nome del genere, «dioon», o il termine generico di «cicadea». I nomi in uso vengono dai Paesi d’origine o dall’inglese orticolo:
- Spagnolo del Messico: tiotamal, quiotamal e chamal per Dioon edule nella regione di Xalapa (Università di Veracruz, 2017); palma de santa teresita e palma de dolores per Dioon edule; coyolillo, palma de chicle e palma de dolores per Dioon spinulosum; palma de la virgen per Dioon sonorense e Dioon tomasellii; palma del sol e plumilla per Dioon holmgrenii; palma real per Dioon purpusii e Dioon caputoi (Species+)
- Spagnolo dell’Honduras: tiusinte per Dioon mejiae (Bonta et al., 2006); Species+ riporta palma teosinte
- Inglese: chestnut dioon per Dioon edule e giant dioon per Dioon spinulosum (Università della Florida)
Diversi di questi nomi sono ambigui: palma de la virgen, palma real o palma de dolores si applicano a più specie, e la parola «palma» non deve far credere che si tratti di palme.
Biogeografia ed ecologia
Il genere Dioon è centrato sui monti del Messico. Le sue specie si distribuiscono in tre insiemi geografici, a cui si aggiunge la specie dell’Honduras. Secondo The World List of Cycads:
- Nord-est e versante del golfo del Messico: Dioon edule (Hidalgo, Querétaro, San Luis Potosí, Tamaulipas, Veracruz), Dioon angustifolium (Nuevo León, Tamaulipas) e Dioon spinulosum (Veracruz, Oaxaca);
- Messico meridionale: dodici specie, di cui dieci presenti nello Stato di Oaxaca, spesso su un areale molto ridotto, oltre a Dioon merolae, presente anche in Chiapas, Dioon nuusaviorum in Guerrero e Dioon stevensonii in Guerrero e Michoacán;
- Nord-ovest, versante pacifico: Dioon sonorense (Sonora, Sinaloa), Dioon vovidesii (Sonora) e Dioon tomasellii (Durango, Jalisco, Nayarit, Sinaloa);
- Honduras: Dioon mejiae, nei dipartimenti di Colón, Olancho e Yoro.
Gli ambienti sono vari, dalle foreste umide alle zone aride, e molti sono secchi per una parte dell’anno. Chamberlain descrive Dioon edule «in pieno sole tropicale», più alto delle piccole querce adulte che lo circondano, con «ananas selvatici», cactus e felci capaci di sopportare la siccità. Vovides (1990) lo trova in popolamenti raggruppati su suoli sottili e affioramenti rocciosi di una foresta tropicale decidua, dove la siccità prolungata e il fuoco uccidono la maggior parte delle plantule. All’opposto, Dioon spinulosum cresce su rocce calcaree all’ombra di un’alta foresta in cui Chamberlain cita il «cedro spagnolo», il mogano e la ceiba. Le località tipo mostrano anche l’ampiezza delle quote: 650-850 m per Dioon holmgrenii, circa 1 100 m per Dioon argenteum, 1 600 m per Dioon planifolium e circa 2 000 m per Dioon caputoi.
E il Nicaragua?
Diversi siti orticoli e banche dati secondarie indicano che Dioon mejiae cresce anche in Nicaragua. Né The World List of Cycads né Species+ riportano questo Paese: entrambi limitano la specie all’Honduras. Nessuna specie di Dioon è quindi considerata indigena del Nicaragua.
Usi tradizionali
I semi di diversi Dioon sono serviti da alimento. Chamberlain riferisce che quelli di Dioon edule e di Dioon spinulosum davano una farina per le tortillas, e che i bambini facevano giocattoli con l’involucro duro del seme. In Honduras lo studio etnobotanico di Bonta e collaboratori (Journal of Ethnobiology, 2006) mostra che il tiusinte integra l’alimentazione a base di mais e fagioli di circa 33 000 persone: i semi, raccolti dai coni femminili, sono trasformati in tamales e tortillas, e le foglie decorano le feste cattoliche. Questi usi si basano su preparazioni tradizionali lunghe; i semi crudi sono tossici (vedi Tossicità e precauzioni).
Normativa e conservazione
Tutte le specie di Dioon sono protette dalla CITES, nell’appendice II. Secondo Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, il genere vi figura dal 4 febbraio 1977, nell’ambito dell’iscrizione delle Zamiaceae e dell’insieme delle cicadee, a eccezione delle specie dell’appendice I. Species+ dettaglia soltanto quattordici specie di Dioon, perché la sua lista di riferimento risale al 2013, ma l’iscrizione a livello di genere copre anche le specie descritte in seguito.
L’iscrizione porta l’annotazione #4, che Species+ riporta per il genere dal 23 giugno 2010 e la cui versione in vigore risale al 5 marzo 2026 (CoP20). Per le cicadee esenta dalla CITES:
- i semi, le spore e il polline;
- le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili;
- i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente.
Le piante vive, anche giovani, restano quindi soggette ai permessi CITES per il commercio internazionale, ma non i semi. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, il genere figura nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, con la stessa annotazione; l’elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Le regole sono le stesse in tutti i Paesi dell’Unione. In Messico la norma NOM-059-SEMARNAT-2010 protegge anche specie di Dioon. Prima di importare, vendere o acquistare un Dioon, verificatene lo stato su Species+ e su EUR-Lex e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione. Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali. Species+ è stato consultato il 1° ottobre 2026.
Nella Lista Rossa IUCN, secondo i riferimenti citati da The World List of Cycads, 15 specie sono state valutate nel 2022: 8 sono in pericolo, 6 vulnerabili e 1 quasi minacciata (Dioon edule); nessuna è classificata in pericolo critico. Le 4 specie descritte dal 2018 non sono ancora state valutate. Lo stato di ogni specie è indicato nell’elenco delle specie più avanti. Le minacce citate dagli studi consultati sono la distruzione dell’habitat, l’allevamento, l’agricoltura itinerante su debbio e lo sfruttamento forestale in Honduras (Bonta et al., 2006), oltre alla siccità e al fuoco, che uccidono le plantule in natura (Vovides, 1990).
Coltivazione
I Dioon si coltivano bene a condizione di rispettare tre regole: un suolo molto drenante, molto calore d’estate e un inverno piuttosto asciutto. Crescono molto lentamente: sul forum francese Fous de palmiers un coltivatore dell’Ardèche parla di una sola foglia all’anno su un giovane Dioon edule.
- Esposizione: Dioon edule ama il pieno sole e sopporta la mezz’ombra; l’Università della Florida consiglia invece mezz’ombra o ombra per Dioon spinulosum, specie di sottobosco in natura.
- Suolo: molto drenante, ricco di elementi minerali (lapillo, ghiaia, sabbia grossolana). In un terreno pesante piantate su un rialzo o in una roccaglia; il colletto non deve mai restare nell’acqua. Nei riscontri di coltivazione, l’eccesso d’acqua in inverno è la causa di insuccesso citata in piena terra.
- Irrigazione: i coltivatori consigliano di annaffiare in estate, quando la pianta cresce, lasciando asciugare tra un’annaffiatura e l’altra, e di tenere la pianta quasi all’asciutto in inverno. Secondo l’Università della Florida, i Dioon sopportano bene la siccità una volta attecchiti.
- Salsedine: l’Università della Florida indica che Dioon edule tollera bene il sale, il che lo rende una specie possibile nei giardini costieri; nulla di simile è segnalato per Dioon spinulosum.
- Moltiplicazione: soprattutto per seme, perché i semi sono esenti dalla CITES. Un coltivatore di Napoli indica sul forum Tropicamente di aver sempre ottenuto circa il 50 % di germinazione con i suoi semi di Dioon edule, e consiglia di farli germinare su uno strato di perlite umida, al coperto, verso i 25-30 °C, prima di invasarli.
In Italia: orti botanici, giardini storici e riscontri
L’Orto Botanico di Napoli, riferimento mondiale per il genere. La collezione di cicadee di Napoli è nata dal lascito delle piante di Luigi Califano (1901-1976), al quale è dedicato Dioon califanoi, e si è arricchita con le raccolte sul campo (Messico, America centrale e meridionale, Africa) condotte tra il 1969 e il 1994; i resoconti delle spedizioni in Messico del 1979 e del 1980, pubblicati nel 2022 e nel 2023, descrivono l’origine dei Dioon del giardino. La descrizione delle serre pubblicata nel 2019 (volume 2014-2015 di Delpinoa, la rivista del giardino) presenta Dioon come il genere meglio rappresentato e cita Dioon edule, Dioon purpusii, Dioon mejiae, Dioon califanoi, Dioon caputoi, Dioon merolae, Dioon tomasellii, Dioon rzedowskii, Dioon holmgrenii e Dioon spinulosum, di cui la pubblicazione sottolinea la bellezza degli esemplari. La maggior parte delle piante è coltivata nelle Serre Califano, che servono alla conservazione e non sono sempre visitabili. All’aperto, nell’Area delle gimnosperme, la descrizione del giardino del 2007 cita Dioon edule, con i suoi grandi coni. Nell’Index Seminum di Napoli, che elenca ogni anno i materiali offerti allo scambio, Dioon edule compare nell’edizione 2012-2013 (due accessioni all’aperto e una in serra), con Dioon mejiae e Dioon spinulosum; nelle edizioni 2020-2021 e 2022-2023 figurano Dioon edule e Dioon merolae (origine Messico) con polline disponibile, segno di piante maschili che producono coni. Una pubblicazione del 1988 riferisce persino che gli uccelli avevano disperso semi di Dioon edule posati sui banconi di semina del giardino.
Palermo. La pagina ufficiale del Cycadetum dell’Orto Botanico di Palermo (non datata) presenta una scheda di Dioon edule tra le piante della collezione. Sul forum Tropicamente un visitatore elencava, dalle didascalie delle sue foto dell’ottobre 2009, Dioon edule e Dioon spinulosum, e un altro, nel dicembre 2010, Dioon rzedowskii e Dioon edule; sono identificazioni di visitatori, non etichette verificate.
Giardini Hanbury (La Mortola, Ventimiglia). Il catalogo del 1897 delle piante coltivate all’aperto cita già Dioon edule. L’Hortus Mortolensis del 1912 precisa che un grande esemplare maschile, acquistato nel luglio 1888 dal giardino del principe Troubetzkoy, era stato piantato in posizione molto soleggiata, in suolo sabbioso secco, e che si trovava in ottimo stato. È la più antica testimonianza italiana datata di un Dioon in piena terra trovata per questa pagina. La banca dati BGCI PlantSearch elenca ancora Dioon edule per Hanbury, ma la sua lista ricalca quella del 1912: non si sa se la pianta storica sia ancora viva.
Altri orti botanici. BGCI PlantSearch, consultato nell’ottobre 2026 e privo di date di aggiornamento per giardino, elenca Dioon edule anche per Pisa, Catania e Pavia, e Dioon spinulosum per Pavia. Al Giardino dei Semplici di Firenze il genere fa parte della collezione di cicadee (otto generi, circa 60 specie), senza elenco pubblicato delle specie.
Riscontri di coltivatori italiani. Il riscontro italiano più completo trovato è un insuccesso, istruttivo:
- Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona 8a/8b) indica sul forum Tropicamente che la sua pianta di Dioon edule, di 21 anni, in vaso sotto una terrazza, contro un muro e al riparo dalla pioggia, non è sopravvissuta all’episodio del dicembre 2009: −7 °C sotto la terrazza (−10 °C in campo aperto), con brina e una massima diurna di −3 °C. La pianta sembrava intatta nel gennaio 2010, aveva perso quasi tutte le foglie in aprile ed è poi andata perduta (messaggi dal dicembre 2009 al settembre 2012).
Il riscontro riguarda una pianta in vaso: non dice nulla del comportamento della specie in piena terra in Emilia-Romagna, che non è documentato. Non è documentato alcun riscontro datato per le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna, la Puglia, i laghi prealpini o la pianura padana, a parte gli orti botanici sopra citati.
Rusticità di Dioon edule e di Dioon spinulosum
Le due specie più comuni in coltivazione si comportano in modo molto diverso al freddo. Dioon edule è una delle cicadee più resistenti: l’Università della Florida lo indica per le zone USDA da 8 a 11, cioè minime medie da −12 °C a oltre 4 °C. Dioon spinulosum vi è consigliato solo per le zone da 9b a 11, cioè non sotto −4 °C circa. In Europa i riscontri di coltivazione vanno nello stesso senso, con una sfumatura: a Nantes la perdita di un Dioon edule è attribuita dal suo autore all’eccesso d’acqua in inverno più che al freddo stesso.
Esperienze francesi, utili per l’Italia. Il clima dei giardini del sud-est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Hérault, Gard, Rossiglione) è vicino a quello di molte regioni italiane, in particolare delle coste liguri e tirreniche, della Sicilia, della Sardegna e della Puglia: i riscontri francesi possono quindi orientare il coltivatore italiano, pur restando esperienze francesi, senza equivalenza precisa con una località italiana. Secondo questi riscontri, Dioon edule passa la maggior parte degli inverni in piena terra nel Gard e nel sud-ovest della Francia. Danni al fogliame sono stati osservati verso −6 / −7 °C senza protezione ad Agen, seguiti da una ripresa. La specie è riuscita anche nella periferia parigina sotto protezione passiva. L’unico insuccesso di Dioon edule riferito in Francia dipende dall’eccesso d’acqua: a Nantes alcune piante sono morte con appena −4 °C. Dioon spinulosum ha possibilità all’aperto soltanto nei giardini mediterranei più miti; altrove si coltiva in vaso ricoverato al riparo dal gelo.
Riscontri pubblicati sui forum. Sono osservazioni di amatori: hanno valore indicativo e non costituiscono una regola generale.
- Un coltivatore di Nîmes (Gard, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Dioon edule, un semenzale di un anno e mezzo piantato in piena terra nella primavera 2011, è sopravvissuta nel febbraio 2012 a −8 / −10 °C, con diversi giorni senza disgelo, protetta soltanto da un tessuto P17 e da un telo di plastica: fogliame intatto, mentre la sua Cycas revoluta era defogliata all’80 % (messaggio del marzo 2012).
- Un coltivatore del Gard (Francia) indica sullo stesso forum che la sua pianta di Dioon edule, piantata nella primavera 2011, è sopravvissuta nell’inverno 2011-2012 a punte di −9 °C, senza alcun danno, su suolo asciutto. Non precisa una protezione (messaggio del dicembre 2012).
- Un coltivatore di Agen (Lot-et-Garonne, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Dioon edule, in piena terra da due anni e senza protezione, è sopravvissuta nell’inverno 2009-2010 a −6 / −7 °C: foglie bruciate, poi nuova vegetazione in primavera (messaggi del giugno e del novembre 2010).
- Un coltivatore della periferia parigina (Île-de-France) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Dioon edule, in piena terra dall’estate 2009, con un caudice di circa 8 cm, è sopravvissuta nell’inverno 2009-2010 a −7 °C sotto protezione passiva, con le foglie intatte. Lo stesso coltivatore aveva perso un Dioon angustifolium più piccolo, protetto allo stesso modo, a −12 °C nell’inverno 2008-2009 (messaggi dell’aprile e del novembre 2010).
- Un coltivatore della periferia parigina indica sullo stesso forum che la sua pianta di Dioon edule, grande come una mela, in piena terra al terzo inverno sotto protezione passiva, ha avuto la corona bruciata durante l’ondata di freddo del febbraio 2012, ma il caudice è rimasto sano. Non indica la temperatura (messaggio del marzo 2012).
- Un coltivatore di Nantes (Loire-Atlantique, Francia) indica sul forum Fous de palmiers di aver perso i suoi Dioon edule e Dioon califanoi piantati in piena terra nel 2007, durante un inverno pure mite (−4 °C e pochi giorni di gelo), probabilmente per eccesso d’acqua nonostante un buon drenaggio. Non precisa una protezione (messaggio del gennaio 2011).
- Un coltivatore della Côte Bleue (Bocche del Rodano, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Dioon spinulosum, in vaso all’aperto sotto una terrazza esposta a sud, è sopravvissuta nell’inverno 2012-2013 a −2 °C una mattina, senza danni (messaggio del novembre 2013).
Riferimenti internazionali
In Florida l’Università della Florida classifica Dioon edule nelle zone USDA da 8 a 11 e Dioon spinulosum nelle zone da 9b a 11, e nota che il primo tollera bene il sale e la siccità una volta attecchito. In natura Dioon edule vive in pieno sole su suoli sottili e secchi, dove la siccità prolungata e il fuoco sono le principali cause di mortalità delle plantule (Vovides, 1990). Non è stato trattenuto alcun riscontro datato dal Sudafrica né dall’Australia per queste due specie.
Tossicità e precauzioni
Sì, i Dioon sono tossici, e i loro semi lo sono in modo particolare quando sono crudi. Le cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo (MAM), tossico per il fegato e il sistema nervoso. Non è stata consultata alcuna analisi specifica del genere Dioon, ma il rischio è ben documentato in altre cicadee, soprattutto per i cani che masticano i semi e per il bestiame che consuma le foglie. Il consumo tradizionale dei semi in Messico e in Honduras passa per una cottura o una trasformazione lunga, che non va riprodotta in casa. Usate guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Le specie del genere Dioon
Ecco le 19 specie accettate da The World List of Cycads (versione 2026.08.15), ordinate per regione. Per ciascuna: autore e anno di pubblicazione, distribuzione, significato del nome quando è documentato (Haynes, 2022) e stato IUCN con l’anno della valutazione.
Messico: nord-est e versante del golfo
- Dioon angustifolium Miq. (1847): Nuevo León e Tamaulipas; «a foglie strette», per le foglioline sottili delle foglie giovanili; a lungo trattato come varietà di Dioon edule; vulnerabile (VU, 2022).
- Dioon edule Lindl. (1843): Hidalgo, Querétaro, San Luis Potosí, Tamaulipas e Veracruz; specie tipo del genere, «commestibile»; con Dioon spinulosum, una delle due specie più coltivate in Florida e la più rustica delle due (Università della Florida); coltivato all’aperto a Napoli e ai Giardini Hanbury; quasi minacciato (NT, 2022).
- Dioon spinulosum Dyer ex Eichler (1883): Oaxaca e Veracruz; «spinoso», per il margine delle foglioline; la specie più grande del genere, oltre 15 m in natura (16-18 m secondo la revisione del 2020); in pericolo (EN, 2022).
Messico: sud (Oaxaca, Puebla, Chiapas, Guerrero, Michoacán)
- Dioon argenteum T.J.Greg., Chemnick, Salas-Mor. & Vovides (2003): Oaxaca, Sierra Norte; «argentato», per la peluria persistente delle foglie; vulnerabile (VU, 2022).
- Dioon califanoi De Luca & Sabato (1979): Oaxaca e Puebla; dedicato a Luigi Califano; in pericolo (EN, 2022).
- Dioon caputoi De Luca, Sabato & Vázq.Torres (1980): Oaxaca e Puebla, verso 2 000 m; dedicato a Giuseppe Caputo; in pericolo (EN, 2022).
- Dioon holmgrenii De Luca, Sabato & Vázq.Torres (1981): Oaxaca, località tipo tra Puerto Escondido e Oaxaca, verso 650-850 m; dedicato al botanico Noel H. Holmgren; vulnerabile (VU, 2022).
- Dioon merolae De Luca, Sabato & Vázq.Torres (1981): Chiapas e Oaxaca; dedicato ad Aldo Merola; vulnerabile (VU, 2022).
- Dioon nuusaviorum Mart.-Domínguez, Nic.-Mor. & D.W.Stev. (2026): Guerrero; dedicato al popolo Ñuu savi; non valutato (NE).
- Dioon oaxacensis Gut.Ortega, Pérez-Farr. & Vovides (2020): Oaxaca, Sierra Sur; «di Oaxaca»; non valutato (NE).
- Dioon planifolium Salas-Mor., Chemnick & T.J.Greg. (2016): Oaxaca, valle del río Mixteco; «a foglie piatte»; vulnerabile (VU, 2022).
- Dioon purpusii Rose (1909): Oaxaca, canyon di Tomellín; dedicato al botanico Carl A. Purpus; in pericolo (EN, 2022).
- Dioon rzedowskii De Luca, A.Moretti, Sabato & Vázq.Torres (1980): Oaxaca; dedicato al botanico Jerzy Rzedowski; in pericolo (EN, 2022).
- Dioon salas-moralesiae Gut.Ortega & Pérez-Farr. (2021): Oaxaca; dedicato alla botanica Silvia H. Salas-Morales; non valutato (NE).
- Dioon stevensonii Nic.-Mor. & Vovides (2009): Guerrero e Michoacán; dedicato al botanico Dennis W. Stevenson; in pericolo (EN, 2022).
Messico: nord-ovest (versante pacifico)
- Dioon sonorense (De Luca, Sabato & Vázq.Torres) Chemnick, T.J.Greg. & Salas-Mor. (1998): Sonora e Sinaloa; un tempo Dioon tomasellii var. sonorense; in pericolo (EN, 2022).
- Dioon tomasellii De Luca, Sabato & Vázq.Torres (1984): Durango, Jalisco, Nayarit e Sinaloa; dedicato a Ruggero Tomaselli; vulnerabile (VU, 2022).
- Dioon vovidesii Gut.Ortega & Pérez-Farr. (2018): Sonora, Sierra de Mazatán; dedicato al botanico Andrew P. Vovides; non valutato (NE).
Honduras
- Dioon mejiae Standl. & L.O.Williams (1950): Colón, Olancho e Yoro; unica specie fuori dal Messico, chiamata tiusinte; dedicata a Isidoro Mejía; sinonimo: Dioon edule var. latipinnium Dyer; POWO accetterebbe piuttosto Dioon pectinatum (vedi Tassonomia); in pericolo (EN, 2022).
Nicaragua
Nessuna specie di Dioon è riconosciuta come indigena del Nicaragua da The World List of Cycads né da Species+. Le segnalazioni di Dioon mejiae in questo Paese, frequenti sui siti orticoli, non sono confermate (vedi Biogeografia ed ecologia).
Domande frequenti
Quante specie comprende il genere Dioon?
Diciannove, secondo The World List of Cycads (versione del 15 agosto 2026). Diciotto vivono in Messico e una in Honduras. Solo cinque delle specie attuali erano note prima del 1979; sette sono state descritte dal 2003, l’ultima, Dioon nuusaviorum, nel 2026.
Dioon edule resiste al gelo in Italia?
Fino a un certo punto, e soprattutto in piena terra e all’asciutto. È nettamente più rustico di Dioon spinulosum, secondo l’Università della Florida e i riscontri di coltivazione. Nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, alcuni coltivatori riferiscono sopravvivenze in piena terra a −8 / −10 °C a Nîmes nel febbraio 2012 sotto un semplice tessuto e a −9 °C nel Gard su suolo asciutto. In Italia, invece, una pianta di 21 anni in vaso è andata perduta a Ravenna dopo −7 °C nel dicembre 2009. Secondo i riscontri francesi, le perdite vengono soprattutto dagli inverni umidi e dai suoli mal drenati. Ai Giardini Hanbury un esemplare piantato nel 1888 in suolo sabbioso secco e soleggiato era in ottimo stato nel 1912.
Dioon spinulosum può passare l’inverno all’aperto?
Raramente, se non nei giardini più miti. L’unico riscontro trattenuto descrive una pianta in vaso rimasta intatta dopo −2 °C una mattina, sulla Côte Bleue, e l’Università della Florida non la consiglia sotto la zona USDA 9b, cioè circa −4 °C. Nella maggior parte dell’Italia coltivatela in vaso e ricoveratela al riparo dal gelo in inverno; a Napoli, gli esemplari citati crescono in serra.
Quanti anni può vivere un Dioon?
Diversi secoli, e probabilmente più di mille anni. Nel 1911 Chamberlain stimò di 970 anni un Dioon edule alto meno di 1,5 m, contando le basi delle foglie sul fusto; Vovides confermò la stima nel 1990. La pianta, ritrovata a Xalapa, avrebbe oggi superato i mille anni.
Dion e Dioon sono lo stesso genere?
Sì. Lindley pubblicò il genere nel 1843 con il nome di Dion; la grafia Dioon, adottata in seguito, è oggi la sola utilizzata. Nomi come Dion edule indicano quindi le stesse piante di Dioon edule.
Serve un permesso CITES per acquistare un Dioon?
Dipende da che cosa si acquista. Le piante vive sono nell’appendice II della CITES e nell’allegato B del regolamento europeo: il loro commercio internazionale richiede documenti. I semi, invece, sono esenti grazie all’annotazione #4. Acquistate piante provenienti da coltivazione, con la prova della loro origine.
Dove vedere dei Dioon in Italia?
Soprattutto all’Orto Botanico di Napoli, dove Dioon è il genere meglio rappresentato nelle Serre Califano (pubblicazione del 2019) e dove Dioon edule cresce anche all’aperto nell’Area delle gimnosperme. Dioon edule è segnalato anche all’Orto Botanico di Palermo e ai Giardini Hanbury. Le serre di Napoli non sono sempre visitabili: informatevi prima della visita.
I semi di Dioon sono commestibili?
No, non crudi: sono tossici, come quelli di tutte le cicadee. In Messico e in Honduras sono consumati dopo una preparazione tradizionale lunga, sotto forma di farina per tortillas o tamales. Non cercate di prepararli da soli e chiamate un centro antiveleni in caso di ingestione.
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- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), genere Dioon: https://cycadlist.org/genus/Dioon — 19 specie accettate, descrizione del genere, etimologia, sinonimo Platyzamia; pagine delle specie: protologhi, distribuzione, sinonimi, stato IUCN e riferimenti delle valutazioni del 2022, etimologie (Haynes 2022), stato di nomen dubium di Dioon pectinatum. Lista del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 1° ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Dioon: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13570/legal — appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, annotazione #4 (CoP15 poi CoP20), allegato B dell’Unione europea, nomi comuni spagnoli, distribuzione delle specie (solo Honduras per Dioon mejiae). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 1° ottobre 2026.
- IPNI, Dion Lindl.: https://www.ipni.org/n/13519-1 — pubblicazione originale del genere con la grafia Dion (Edwards’s Bot. Reg. 29 (Misc.): 59, 1843); anno di Dioon caputoi (1980). Banca dati di riferimento, affidabile.
- World Checklist of Vascular Plants (WCVP, Royal Botanic Gardens, Kew), versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF: https://www.gbif.org/species/207874303 — Dioon mejiae trattato come sinonimo di Dioon pectinatum (Honduras); grafia Dioon conservata, Dion variante ortografica; 18 specie accettate, Dioon nuusaviorum non ancora incluso. Lista di Kew su cui si basa POWO, autorità nomenclaturale del sito; affidabile.
- UF/IFAS Gardening Solutions (Università della Florida), Dioon: https://gardeningsolutions.ifas.ufl.edu/plants/trees-and-shrubs/palms-and-cycads/dioon/ — nomi inglesi, zone USDA di Dioon edule e Dioon spinulosum, esposizione, tolleranza al sale e alla siccità. Servizio universitario di divulgazione, affidabile.
- Università di Veracruz, «Una planta milenaria en Xalapa» (Ciencia y Luz, 31 ottobre 2017): https://www.uv.mx/cienciauv/files/2017/10/037-CYL-UNA-PLANTA-MILENARIA-EN-XALAPA-00.pdf — storia della pianta di Luis Murillo, stimata di 970 anni nel 1911 e ritrovata alla Quinta de las Rosas; nomi tiotamal, quiotamal e chamal. Articolo divulgativo universitario, affidabile per il racconto.
- Orto Botanico di Napoli, pagina «Cycadales»: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/collezioni/cycadales.html — origine della collezione (lascito di Luigi Califano, spedizioni), collezione particolarmente ricca in Dioon. Pagina istituzionale non datata, consultata il 10 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Napoli, «23. Serre Califano»: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/23-serre-califano.html — serre destinate alla conservazione, non sempre visitabili. Pagina istituzionale non datata, consultata il 10 ottobre 2026.
- Menale B., De Luca P., «L’Orto Botanico di Napoli», Delpinoa 49: 111-135 (vol. 2007, uscito nel 2011): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_49_2007_%5B2011%5D/Delpinoa_n_s_49_2007_%5B2011%5D_111-135.pdf — Dioon edule all’aperto nell’Area delle gimnosperme, con coni. Pubblicazione del giardino, affidabile per quella data.
- Sibilio G., «The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy», Delpinoa 56-57: 69-103 (vol. 2014-2015, uscito in rete nel 2019): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D_069-103.pdf — Dioon genere meglio rappresentato nelle Serre Califano, dieci specie citate. Pubblicazione del giardino, la più recente sulle specie.
- Caputo P., Nazzaro R., Sabato S., «Observations on seeds in the Cycadales», Delpinoa 27-28: 29-36 (uscito nel 1988): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_27-28_1985-86_%5B1988%5D/Delpinoa_27-28_1985-86_%5B1988%5D_029-036.pdf — semi di Dioon edule dispersi dagli uccelli nell’orto botanico. Pubblicazione del giardino, testimonianza datata.
- Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, edizioni 2012-2013, 2020-2021 e 2022-2023: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/index-seminum.html — Dioon edule, Dioon mejiae, Dioon spinulosum (2012-2013), Dioon edule e Dioon merolae con polline (2020-2023). Elenchi di scambio annuali, non inventari completi.
- UNIPA Heritage, «Cycadetum» (Orto Botanico di Palermo): https://musei.unipa.it/en/node/287 — schede delle piante della collezione, tra cui Dioon edule. Pagina istituzionale non datata, consultata il 10 ottobre 2026.
- Hortus Mortolensis. Alphabetical catalogue of plants growing in the garden of the late Sir Thomas Hanbury (1912): https://archive.org/details/hortusmortolensi00giar — Dioon edule maschio acquistato nel luglio 1888, piantato in pieno sole in suolo sabbioso secco, in ottimo stato nel 1912. Catalogo storico, testimonianza datata.
- Alphabetical catalogue of plants growing in the open air in the garden of Thomas Hanbury, La Mortola (1897): https://archive.org/details/alphabeticalcat00dint — Dioon edule all’aperto. Catalogo storico (testo OCR imperfetto).
- BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — Dioon edule segnalato a Hanbury, Pisa, Catania e Pavia; Dioon spinulosum a Pavia. Banca dati internazionale degli orti botanici, consultata il 10 ottobre 2026; nessuna data di aggiornamento per giardino, molto incompleta per l’Italia.
- Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, «Cycads»: https://www.sma.unifi.it/vp-915-cycads.html — Dioon tra gli otto generi della collezione del Giardino dei Semplici. Pagina istituzionale non datata, consultata il 10 ottobre 2026.
- Tropicamente, forum italiano: https://www.tropicamente.it/forums/ — riscontro di coltivazione a Ravenna e consigli di semina di un coltivatore di Napoli; discussioni piante-che-ce-lhanno-fatta-non-ce-lhanno-fatta, rusticita-encephalartos-ferox, le-foglie-nuove-delle-cycadacee, cicadee-rustiche e nursery-ceratozamia. Forum di coltivatori, osservazioni di amatori a valore indicativo.
- Tropicamente, discussioni «foto orto botanico palermo» e «cycadee in vaso»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/foto-orto-botanico-palermo/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycadee-in-vaso/ — Dioon edule, Dioon spinulosum e Dioon rzedowskii nelle visite all’Orto Botanico di Palermo (ottobre 2009, dicembre 2010). Forum italiano, identificazioni di visitatori.
- Forum Fous de palmiers: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/ — riscontri di coltivazione di Dioon edule e Dioon spinulosum in Francia (Nîmes, Gard, Agen, periferia parigina, Nantes, Côte Bleue, Ardèche), messaggi dal 2009 al 2013. Forum francese di coltivatori, a valore indicativo.
Bibliografia
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- Gutiérrez-Ortega, J.S., Yamamoto, T., Vovides, A.P. et al. (2018). Aridification as a driver of biodiversity: a case study for the cycad genus Dioon (Zamiaceae). Annals of Botany 121(1): 47-60. doi:10.1093/aob/mcx123 [Passaggi verso ambienti aridi in uno solo dei due grandi gruppi, adattamenti dell’epidermide; articolo con revisione paritaria.]
- Bonta, M., Flores Pinot, O., Graham, D., Haynes, J. & Sandoval, G. (2006). Ethnobotany and conservation of tiusinte (Dioon mejiae Standl. & L.O. Williams, Zamiaceae) in northeastern Honduras. Journal of Ethnobiology 26(2): 228-257. doi:10.2993/0278-0771(2006)26[228:EACOTD]2.0.CO;2 [Usi alimentari e religiosi, minacce; articolo con revisione paritaria.]
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