Ceratozamia dominguezii

Ceratozamia dominguezii è una grande cicadea del Messico sud-orientale, nota soltanto nelle foreste tropicali su carsismo di Uxpanapa, nel Veracruz meridionale, tra 100 e 130 m di quota. Descritta nel 2021, questa specie del genere Ceratozamia si distingue per le foglie giovani color caramello, le foglie tra le più lunghe del genere e il viola scuro al centro delle squame dei coni. Il suo status è discusso: la monografia del 2022 l’ha messa in sinonimia con Ceratozamia subroseophylla, ma The World List of Cycads, la lista di riferimento degli specialisti, respinge questa sinonimia e la mantiene come specie a sé. Le piante di Uxpanapa sono state a lungo attribuite a Ceratozamia robusta.

L’essenziale su Ceratozamia dominguezii

  • Nome accettato: Ceratozamia dominguezii Pérez-Farr. & Gut.Ortega (2021), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); messa in sinonimia con Ceratozamia subroseophylla da Martínez-Domínguez e collaboratori (2022), sinonimia respinta da The World List of Cycads e da Haynes (2023); la posizione di POWO non ha potuto essere letta direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni identificate in passato come Ceratozamia robusta
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in spagnolo
  • Distribuzione naturale: Messico, Veracruz sud-orientale (Uxpanapa e Jesús Carranza), foresta tropicale su carsismo, da 100 a 130 m
  • Stato IUCN: non valutata (NE) nella Lista rossa; in pericolo critico (CR) secondo la proposta degli autori della descrizione, in pericolo (EN) secondo una valutazione preliminare pubblicata nel 2025
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, sottobosco della foresta tropicale di bassa quota, su rocce calcaree (pianta rupicola)
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto alto da 32 a 132 cm e largo da 20 a 30 cm; da 22 a 43 foglie lunghe da 1,65 a 3,16 m
  • Tossicità: nessun dato specifico; tutte le cicadee sono da considerare tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia dominguezii?

Si riconosce da tre caratteri insieme: foglie molto lunghe con foglioline ampiamente distanziate, foglie giovani color caramello e squame dei coni con la faccia esterna viola scuro al centro. La descrizione originale (Pérez-Farrera e collaboratori, 2021) fornisce queste misure:

  • Fusto: cilindrico, eretto, a volte coricato con l’età, non ramificato, coperto dalle basi delle foglie vecchie, alto da 32 a 132 cm e largo da 20,7 a 30 cm; la pianta cresce sulle rocce;
  • Foglie: da 22 a 43 per corona, in una corona semiaperta, erette e poi ascendenti, lunghe da 1,65 a 3,16 m e larghe da 50 a 68 cm, color caramello quando spuntano e poi verdi; picciolo da 35 a 103 cm, fittamente armato di aculei spessi; rachide da 1,02 a 2,48 m, con aculei sparsi;
  • Foglioline: da 15 a 37 paia, papiracee, lineari, da subfalcate a falcate, a margine intero; foglioline mediane da 25 a 43 cm per 2,7-4,5 cm, distanziate da 2,7 a 6,2 cm; da 30 a 33 nervature poco visibili;
  • Coni maschili: solitari, conici, eretti, da 34 a 50 cm per 5-6 cm, con tomento arancione quando spuntano;
  • Coni femminili: solitari, cilindrici, eretti, da 44 a 48 cm per 10-12 cm, con l’apice mucronato; squame con due corna, viola scuro al centro della faccia esterna, che schiarisce in bruno giallastro verso i margini;
  • Semi: ovoidali, lunghi da 2,5 a 2,9 cm, con polpa color crema prima della maturità.

Rispetto alle altre specie del complesso di Ceratozamia robusta, le piante di Uxpanapa hanno in media il rachide più lungo (circa 1,73 m), le foglioline mediane più distanziate e le foglioline basali più larghe. Le loro foglioline sono papiracee, mentre in Ceratozamia aurantiaca sono coriacee.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

Fuori dal suo habitat, Ceratozamia dominguezii può essere confusa con le altre grandi specie del complesso di Ceratozamia robusta, tutte con fusto robusto, grandi foglie e piccioli molto spinosi:

  • Ceratozamia subroseophylla, della Sierra de Los Tuxtlas, ha foglie giovani bruno giallastre, piccioli più lunghi, un numero maggiore di foglioline e una base rosata sulle squame dei coni femminili;
  • Ceratozamia robusta, del Chiapas, del Guatemala e del Belize, ha foglie giovani bruno rossastre, una corona chiusa e un cono femminile acuminato;
  • Ceratozamia aurantiaca, dell’Oaxaca settentrionale, ha foglie giovani arancioni e foglioline coriacee.

A Uxpanapa vive un’altra specie del genere, Ceratozamia euryphyllidia, ma appartiene a un altro gruppo (il complesso di Ceratozamia miqueliana) e le sue foglioline molto larghe la rendono facile da distinguere. Senza un’origine selvatica nota, una pianta coltivata non può essere attribuita con certezza all’una o all’altra di queste specie.

Tassonomia: una specie contestata

Ceratozamia dominguezii è accettata da The World List of Cycads, ma la sua validità è oggetto di un disaccordo aperto tra specialisti, riassunto qui sotto.

La descrizione del 2021

Le piante di Uxpanapa furono raccolte per la prima volta nel 1975 dal botanico Mario Vázquez Torres, dell’Università Veracruzana, e identificate come Ceratozamia robusta. Riesaminando questo complesso di specie, Miguel Angel Pérez-Farrera, José Said Gutiérrez-Ortega e i loro colleghi hanno ritrovato le popolazioni in natura nel 2019, misurato quindici piante adulte e confrontato le loro foglie con quelle di Ceratozamia robusta, di Ceratozamia subroseophylla e di Ceratozamia aurantiaca. Sei dei sette caratteri misurati differivano in modo significativo tra le specie, e l’analisi discriminante separava nettamente i quattro gruppi. Gli autori hanno descritto la specie sulla rivista Taxonomy nel 2021.

La messa in sinonimia del 2022

Nella loro monografia del genere (PhytoKeys, 2022), Lilí Martínez-Domínguez e i suoi coautori hanno attribuito le popolazioni di Uxpanapa a Ceratozamia subroseophylla, una specie che loro stessi avevano descritto nel 2016 a partire dalle popolazioni di Los Tuxtlas. Secondo loro queste piante «rientrano nell’intervallo di variazione» di Ceratozamia subroseophylla come la definiscono, sulla base della morfologia delle foglie e dei coni e della fenologia. La loro descrizione di Ceratozamia subroseophylla include infatti esemplari di Uxpanapa e di Jesús Carranza.

Il rifiuto di The World List of Cycads

The World List of Cycads respinge espressamente questa sinonimia. La sua nota indica che la monografia ha collocato la specie sotto Ceratozamia subroseophylla senza discutere le differenze morfometriche e qualitative esposte nella descrizione del 2021 e senza fornire dati a sostegno; la sinonimia è quindi respinta «finché non saranno pubblicate prove convincenti». Anche Jody Haynes, in una revisione critica della monografia pubblicata nel 2023 su Phytotaxa, respinge questa messa in sinonimia.

Per il lettore la conseguenza è semplice: a seconda della fonte consultata, la stessa pianta può comparire con il nome di Ceratozamia dominguezii o di Ceratozamia subroseophylla. Questo sito segue The World List of Cycads. Nessuno studio genetico permette ancora di decidere: una valutazione pubblicata nel 2025 osserva che in GenBank non è disponibile alcuna sequenza della specie.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Héctor Gómez-Domínguez, tecnico in pensione dell’erbario Eizi Matuda (Chiapas), le cui esplorazioni e raccolte hanno permesso di scoprire diverse cicadee del Messico meridionale. L’esemplare tipo, una pianta maschile, è stato raccolto il 29 maggio 2021 a Uxpanapa, a 130 m di quota, da Miguel Angel Pérez-Farrera (n. 4013); l’olotipo è conservato nell’erbario HEM, gli isotipi negli erbari MEXU e XAL. Il nome è stato pubblicato lo stesso anno sulla rivista Taxonomy (vol. 1, n. 4).

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome volgare, né in italiano, né in spagnolo, né in una lingua locale. La pianta si chiama semplicemente Ceratozamia dominguezii.

In natura

Ceratozamia dominguezii cresce soltanto nel rifugio floristico di Uxpanapa, nel Veracruz sud-orientale. Vive nella foresta tropicale su carsismo, tra 100 e 130 m di quota, come pianta rupicola. Tra le piante che l’accompagnano la descrizione originale cita Brosimum alicastrum, Swietenia macrophylla, Bursera simaruba, Pseudobombax ellipticum, la palma Astrocaryum mexicanum e diverse Chamaedorea.

Gli autori vedono in Uxpanapa un rifugio in cui le foreste tropicali umide avrebbero resistito alle variazioni climatiche dal Miocene in poi, il che spiegherebbe la differenziazione della specie. Uxpanapa ospita altre due cicadee, Ceratozamia euryphyllidia e Zamia purpurea. Nel 2021 erano note quattro popolazioni; la valutazione del 2025 ne conta cinque, in tre comuni.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia dominguezii non è valutata nella Lista rossa IUCN, ma tutte le valutazioni proposte la giudicano fortemente minacciata.

  • Descrizione del 2021: gli autori propongono la categoria in pericolo critico (CR, criterio B2ab(i,ii,iii,iv,v)), a causa della deforestazione di Uxpanapa, una delle foreste più colpite del Veracruz.
  • Valutazione del 2025: in uno studio sulle cicadee del Veracruz pubblicato su Cambridge Prisms: Extinction, Jorge Antonio Gómez Díaz propone, a titolo preliminare, la categoria in pericolo (EN), e la categoria P («in pericolo di estinzione») secondo il metodo della norma messicana NOM-059. Stima l’area di presenza in 1.318 km², di cui l’87% di habitat trasformato e nessuna parte in aree protette. La specie vi ottiene uno dei punteggi di priorità più alti tra le cicadee dello Stato, e il livello di conoscenze più basso.

Come tutto il genere, Ceratozamia dominguezii è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ non riporta questo nome, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere, semi compresi. Il commercio è possibile soltanto con piante nate da riproduzione artificiale e con i documenti richiesti; chiedeteli al venditore. Stati consultati il 2 ottobre 2026 su The World List of Cycads e Species+; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio.

Coltivazione

Nessuna fonte documenta la coltivazione di Ceratozamia dominguezii: non si sa se sia presente in qualche collezione, e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Le sole indicazioni utili vengono dal suo habitat: una foresta tropicale calda e umida di bassa quota, un sottobosco ombreggiato e rocce calcaree ben drenate. I consigli generali dati per il genere (mezz’ombra, substrato drenante, annaffiature regolari senza eccessi) valgono con riserva; si veda la pagina del genere.

Moltiplicazione

Nessun dato specifico. Come le altre Ceratozamia, la pianta è dioica e si moltiplica realisticamente soltanto per semina di semi fecondati. Per questa specie non è stata pubblicata alcuna informazione sulla germinazione o sulla crescita delle plantule.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia per Ceratozamia dominguezii.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Ceratozamia dominguezii al freddo, al caldo o alla siccità.

In Italia

Nessuna coltivazione, né in piena terra né in vaso, è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è segnalata alcuna coltivazione, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove. Il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca del 2 ottobre 2026).

Riferimenti internazionali

Nessun riscontro datato è stato trovato con le ricerche sul web. Il suo habitat, a 100-130 m di quota nel Veracruz meridionale, è uno dei più caldi del genere: niente permette di supporre una tolleranza al gelo.

Tossicità e precauzioni

Nessuno studio di tossicità riguarda Ceratozamia dominguezii né il genere Ceratozamia, ma il rischio è documentato nelle altre cicadee. I loro semi e i loro tessuti contengono cicasina e macrozamina, trasformate nell’intestino in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Considerate quindi la pianta tossica: tenete semi e foglie lontano da bambini e animali, usate i guanti per maneggiare i semi, e in caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso per questa specie.

Domande frequenti

Ceratozamia dominguezii è una specie valida?

Dipende dalla fonte. The World List of Cycads la accetta e respinge la messa in sinonimia, in mancanza di prove pubblicate; la monografia di Martínez-Domínguez e collaboratori (2022) la attribuisce a Ceratozamia subroseophylla. Questo sito segue The World List of Cycads.

Dove cresce?

Soltanto a Uxpanapa, nel Veracruz sud-orientale, in Messico, nelle foreste tropicali su carsismo, tra 100 e 130 m di quota.

Come riconoscerla?

Dalle foglie giovani color caramello, dalle foglie molto lunghe (fino a più di 3 m) con foglioline ampiamente distanziate, e dal centro viola scuro delle squame dei coni, maschili e femminili.

È minacciata?

Sì, molto probabilmente. Non è ancora valutata dalla IUCN, ma gli autori propongono la categoria in pericolo critico, e una valutazione preliminare del 2025 la classifica in pericolo, con l’87% del suo habitat già trasformato.

Resiste al freddo?

Non si sa. Non esiste alcuna prova né alcun riscontro di coltivazione. Vive in una delle regioni più calde dell’areale del genere, a bassa quota: va considerata una pianta da tenere al riparo dal gelo.

Si può comprare?

Soltanto una pianta nata da riproduzione artificiale, con i suoi documenti. Tutto il genere è all’Appendice I della CITES e all’Allegato A del regolamento europeo, applicato anche in Italia; non è stata trovata alcuna offerta commerciale di questa specie.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia dominguezii: https://cycadlist.org/scientific_name/909 — autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, stato IUCN (NE), nota che respinge la messa in sinonimia con Ceratozamia subroseophylla. Lista di riferimento degli specialisti; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985, Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
  • Monografia di Ceratozamia (PhytoKeys 208), testo integrale su PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — trattamento di Ceratozamia subroseophylla che include le popolazioni di Uxpanapa. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
  • Gómez Díaz (2025), Assessing the extinction risk of Veracruz cycads: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12034500/ — valutazione preliminare, area di presenza, perdita di habitat, priorità di conservazione. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
  • Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.

Bibliografia

  • Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Vovides, A.P., Calonje, M. & Díaz-Jiménez, P. (2021). Ceratozamia dominguezii (Zamiaceae): a new cycad species from southeastern Mexico. Taxonomy 1(4): 345-359. DOI: 10.3390/taxonomy1040026. [Descrizione originale, morfometria, habitat, stato proposto; testo integrale consultato.]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Messa in sinonimia sotto Ceratozamia subroseophylla; testo integrale consultato.]
  • Haynes, J.L. (2023). Critical review of “Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus” published in PhytoKeys 208: 1–102 (2022). Phytotaxa 612(2): 159-200. DOI: 10.11646/phytotaxa.612.2.4. [Rifiuto della sinonimia; riassunto consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Etimologia, ripresa da The World List of Cycads.]
  • Gómez Díaz, J.A. (2025). Assessing the extinction risk of Veracruz cycads. Cambridge Prisms: Extinction 3: e7. DOI: 10.1017/ext.2025.5. [Valutazione preliminare e indicatori di minaccia; testo integrale consultato.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]