Ceratozamia chimalapensis è una cicadea dell’Oaxaca orientale, in Messico, endemica della regione dei Chimalapas e della Sierra Atravesada, dove cresce tra 290 e 1.000 m di quota. Descritta nel 2008, questa specie del genere Ceratozamia porta foglie lunghe con numerose foglioline strette e coni femminili particolarmente lunghi. Chiamata localmente «mazacopa», ha usi tradizionali documentati. La IUCN la classifica in pericolo.
L’essenziale su Ceratozamia chimalapensis
- Nome accettato: Ceratozamia chimalapensis Pérez-Farr. & Vovides (2008), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «mazacopa» nell’Oaxaca
- Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca orientale (Chimalapas, Sierra Atravesada), da 290 a 1.000 m
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri A3cd+4cd; B2ab(ii,iii,v)), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foresta di querce su suoli argillosi secondo la monografia; foresta tropicale sempreverde secondo Habib e collaboratori (2023)
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto da 20 a 60 cm; da 7 a 24 foglie lunghe da 0,66 a 2,5 m
- Tossicità: nessun dato di tossicità specifico, ma il seme è usato localmente come veleno per topi; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia chimalapensis?
Il fogliame ricorda quello delle specie a foglioline strette del Chiapas, ma i coni femminili sono nettamente più lunghi, con 11-12 file di squame e più di 90 semi per cono. La monografia del 2022 ne dà questa descrizione:
- Fusto: aereo, eretto o coricato, lungo da 20 a 60 cm e largo da 15 a 30 cm;
- Foglie: da 7 a 24, ascendenti, lunghe da 66 a 250 cm, brune quando spuntano; picciolo da 40 a 70 cm, con 20-30 aculei sottili; rachide spinoso;
- Foglioline: da 36 a 70 paia, lanceolate, papiracee, verde chiaro; foglioline mediane da 27 a 46 cm per 1,2-1,8 cm, distanziate da 0,8 a 1,3 cm; articolazione da bruna a bruno giallastra;
- Coni maschili: cilindrici, eretti, da 25 a 40 cm per 3-5 cm, verde giallastri e poi color crema; squame maschili ellittiche;
- Coni femminili: cilindrici, eretti, da 35 a 40 cm per 7,3-10,6 cm, verdi con peli nerastri, con l’apice acuminato; da 99 a 192 squame, con corna diritte e sottili;
- Semi: ovali, da 2 a 3 cm, con polpa gialla e poi bruno chiara.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Per le foglie, Ceratozamia chimalapensis somiglia a due specie del Chiapas:
- Ceratozamia mirandae e Ceratozamia alvarezii hanno un fogliame simile, ma coni femminili più corti e semi sferici, non ovali;
- Ceratozamia alvarezii è inoltre una pianta più piccola, con il fusto spesso ramificato e foglioline larghe meno di un centimetro.
Fuori dal suo areale d’origine, l’identificazione di una pianta senza coni è molto incerta.
Tassonomia
Ceratozamia chimalapensis non ha mai cambiato nome. È stata descritta nel 2008 sul Botanical Journal of the Linnean Society, in un articolo firmato da Andrew Vovides, Miguel Angel Pérez-Farrera, Jorge González-Astorga e Carlos Iglesias, che conteneva osservazioni sul suo habitat e sulle sue affinità; The World List of Cycads attribuisce il nome a Pérez-Farr. & Vovides.
Lo studio filogenomico di Habib e collaboratori (2023) la colloca nel sottoclade norstogii del clade Miqueliana, insieme a Ceratozamia norstogii, Ceratozamia alvarezii, Ceratozamia mirandae e Ceratozamia vovidesii; gli autori propongono di includerla nel complesso di Ceratozamia norstogii, con cui condivide caratteri delle foglie e dei coni. Uno dei set di dati ne fa la parente più stretta di Ceratozamia alvarezii. Uno studio del 2024 osserva che la forma ellittica delle sue squame maschili è una novità evolutiva propria di questo clade.
Etimologia e storia
L’epiteto si riferisce ai Chimalapas, una vasta regione forestale dell’Oaxaca orientale, in omaggio alla sua ricchezza biologica e alla varietà della flora dello Stato. L’esemplare tipo, una pianta femminile, è stato raccolto il 21 gennaio 2002 da Miguel Angel Pérez-Farrera (n. 2622) a Chimalapa; l’olotipo è conservato nell’erbario HEM, gli isotipi negli erbari MEXU, MO e XAL. Esistono raccolte più antiche: la monografia cita un esemplare del 1946 (Santiago Niltepec, 1.000 m) e un altro del 1995 (Santa María Chimalapa, 290 m).
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano. La descrizione del 2008, citata dalla monografia del 2022, riporta il nome locale «mazacopa» nell’Oaxaca.
In natura
Ceratozamia chimalapensis è endemica dell’Oaxaca, nella Sierra Atravesada e nella regione dei Chimalapas, tra 290 e 1.000 m. Le fonti descrivono il suo ambiente in modo diverso: la monografia del 2022 la colloca nella foresta di querce su suoli argillosi, mentre lo studio di Habib e collaboratori (2023) la annovera tra le specie della foresta tropicale sempreverde. Oltre al tipo sono citati soltanto due esemplari d’erbario, e la monografia ritiene che la specie sia nota soltanto in una zona ristretta.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia chimalapensis è classificata in pericolo (EN, criteri A3cd+4cd; B2ab(ii,iii,v)) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione di A.P. Vovides pubblicata nel 2022. La monografia del 2022, scritta prima di questa pubblicazione, giudicava i dati insufficienti per proporre una categoria.
Come tutto il genere, è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026; Species+ la cita espressamente. I semi sono interessati allo stesso titolo delle piante. Stati consultati il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.
Coltivazione
Non è stata trovata alcuna scheda di coltivazione né alcun riscontro di coltivatori. Il suo ambiente di media e bassa quota nell’Oaxaca orientale indica una pianta di clima caldo, da proteggere dal gelo; le condizioni generali del genere (mezz’ombra, suolo drenante, annaffiature regolari senza eccessi) valgono con riserva.
Moltiplicazione
Nessun dato specifico. La pianta è dioica e si moltiplica per semina. Secondo la monografia, un cono femminile porta più di 90 semi.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia per questa specie.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Ceratozamia chimalapensis al freddo.
In Italia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, in nessuna zona climatica. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è segnalata alcuna coltivazione, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove. Il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca del 2 ottobre 2026).
Riferimenti internazionali
Nessun riscontro datato è stato trovato con le ricerche sul web. Per le sue stazioni non è stato pubblicato alcun dato climatico; la quota, da 290 a 1.000 m nel Messico meridionale, non lascia prevedere tolleranza al gelo.
Tossicità e precauzioni
Nessuna analisi riguarda questa specie, ma un uso locale ne conferma indirettamente la tossicità dei semi: secondo la descrizione del 2008, il seme macinato serve da veleno per topi. Come nelle altre cicadee, bisogna supporre la presenza di cicasina, macrozamina e BMAA, tossiche per il fegato e il sistema nervoso. La polpa del seme viene tuttavia mangiata localmente; questo uso non ne garantisce l’innocuità. Tenete semi e foglie lontano da bambini e animali, e in caso di ingestione contattate un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
La descrizione del 2008, citata dalla monografia del 2022, riporta tre usi: la polpa del seme (sarcotesta) viene mangiata, il seme macinato serve da topicida e, mescolato al miele, da insetticida. Non è indicato alcun dettaglio su quantità o preparazione.
Domande frequenti
Dove cresce Ceratozamia chimalapensis?
Nell’Oaxaca orientale, in Messico, nella Sierra Atravesada e nella regione dei Chimalapas, tra 290 e 1.000 m.
Che cosa significa «mazacopa»?
È il nome locale della pianta nell’Oaxaca, riportato dalla descrizione del 2008. La sua origine non è spiegata nelle fonti consultate.
Come riconoscerla?
Dalle numerose foglioline strette (da 36 a 70 paia) e soprattutto dai coni femminili lunghi da 35 a 40 cm, con semi ovali, più grandi di quelli di Ceratozamia mirandae e di Ceratozamia alvarezii.
È tossica?
Sì, va considerata tale. Il suo seme macinato è usato come veleno per topi, e tutte le cicadee studiate contengono tossine gravi.
È minacciata?
Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN dal 2022 ed è nota soltanto in una zona ristretta dell’Oaxaca.
Si può coltivare in Italia?
Non è nota alcuna coltivazione, né in Italia né altrove. In mancanza di dati va trattata come una pianta da serra o da veranda, al riparo dal gelo, e acquistata soltanto con i documenti CITES.
Leggi anche su Succulentes
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia chimalapensis: https://cycadlist.org/scientific_name/20 — autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, stato IUCN del 2022, etimologia. Lista di riferimento degli specialisti; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia chimalapensis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65505/legal — Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985, Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- Monografia di Ceratozamia (PhytoKeys 208), testo integrale su PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, areale, nome locale, usi. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Habib e coll. (2023), Plants 12(3): 478: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9921377/ — posizione filogenetica, habitat. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Vovides, A.P., Pérez-Farrera, M.A., González-Astorga, J. & Iglesias, C. (2008). A new species of Ceratozamia (Zamiaceae) from Oaxaca, Mexico with comments on habitat and relationships. Botanical Journal of the Linnean Society 157(2): 169-175. DOI: 10.1111/j.1095-8339.2008.00793.x. [Descrizione originale; non consultata, dati ripresi dalla monografia e da The World List of Cycads.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Testo integrale consultato.]
- Habib, S., Gong, Y., Dong, S., Lindstrom, A., Stevenson, D.W., Wu, H. & Zhang, S. (2023). Phylotranscriptomics shed light on intrageneric relationships and historical biogeography of Ceratozamia (Cycadales). Plants 12(3): 478. DOI: 10.3390/plants12030478. [Testo integrale consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F., Gernandt, D.S., Huesca-Domínguez, I. & Stevenson, D.W. (2024). Evolutionary trends of reproductive phenotype in Cycadales: an analysis of morphological evolution in Ceratozamia. Annals of Botany 134(4): 631-650. DOI: 10.1093/aob/mcae058. [Testo integrale consultato.]
- Vovides, A.P. (2022). Ceratozamia chimalapensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T187825A1827801. DOI: 10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T187825A1827801.en. [Categoria ripresa da The World List of Cycads; Lista rossa non consultata.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]