Ceratozamia oliversacksii è una cicadea dell’Oaxaca meridionale, in Messico, che cresce nelle foreste nebulose della Sierra Madre del Sur, su rocce calcaree coperte di humus, tra 1.040 e 1.850 m di quota. Descritta nel 2022, questa specie del genere Ceratozamia porta il nome del neurologo e scrittore Oliver Sacks, appassionato di cicadee e innamorato dell’Oaxaca. È una grande pianta dalle foglie ricadenti, verdi fin da quando spuntano, e non è ancora stata valutata dalla IUCN.
L’essenziale su Ceratozamia oliversacksii
- Nome accettato: Ceratozamia oliversacksii D.W.Stev., Mart.-Domínguez & Nic.-Mor. (2022), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato
- Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca meridionale (Sierra Madre del Sur: Candelaria Loxicha, San Agustín Loxicha, Santa Catarina Juquila, San Miguel del Puerto), da 1.040 a 1.850 m
- Stato IUCN: non valutata; «vulnerabile» proposta in via preliminare dagli autori
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, rocce carsiche ricche di sostanza organica, nella foresta nebulosa e al suo margine con la pineta; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto coricato da 30 a 80 cm; da 7 a 36 foglie (fino a 50) lunghe da 1,2 a 2,6 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia oliversacksii?
Secondo la monografia del genere (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2022), Ceratozamia oliversacksii si distingue per le foglie verdi fin dalla loro comparsa e per le foglioline insieme lineari e papiracee. Il cono femminile, con la punta acuta, conta da 11 a 13 squame per fila verticale. Ecco la descrizione della monografia:
- Fusto: aereo, coricato, lungo da 30 a 80 cm e largo da 10 a 40 cm; catafilli persistenti, triangolari, bruno rossastri, lanosi quando spuntano;
- Foglie: da 7 a 36 (fino a 50), ricadenti, lunghe da 124 a 258 cm; verdi quando spuntano, con peli bruni, poi glabre. Il picciolo, lungo da 45 a 110 cm, verde e poi verde scuro, porta da 40 a 65 aculei sottili di 5-7 mm; il rachide, lungo da 85 a 182 cm, è armato;
- Foglioline: da 24 a 47 paia, lineari, piane o arcuate, papiracee, verdi e glabre, con la punta affilata e di solito simmetrica; quelle mediane misurano da 25 a 40 cm per 2,3-3,6 cm;
- Coni maschili: solitari, cilindrici, eretti, da 20 a 35 cm per 3-5,7 cm, verdastri con peli rossastri, poi giallo verdastri; peduncolo di 10-15 cm;
- Coni femminili: solitari, cilindrici, eretti, da 33 a 36 cm per 11,5-14 cm, giallo verdastri quando spuntano e poi verdi, glabri o con peli bruno rossastri, con la punta acuta; peduncolo di 8-10 cm. Contano da 80 a 210 squame con corna diritte di 3-5 mm;
- Semi: ovali, da 2,45 a 2,65 cm, con la polpa da bianco giallastra a gialla prima della maturità, bruno chiara a maturità.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
La monografia del 2022 avvicina la specie a due altre grandi Ceratozamia del Messico meridionale e a una terza, più a est:
- Ceratozamia leptoceras, della Sierra Madre del Sur del Guerrero: foglioline lineari ma membranose; le squame maschili hanno una parte sterile lineare e la base delle squame femminili è molto pelosa;
- Ceratozamia robusta, del Chiapas e del Guatemala: foglie giovani bruno scuro quando spuntano, foglioline lanceolate, coni più grandi (cono maschile fino a 70 cm);
- Ceratozamia subroseophylla, del Veracruz meridionale e del Tabasco: picciolo e rachide verde brunastri, coperti di aculei abbondanti e robusti, foglioline lanceolate.
L’origine aiuta molto: Ceratozamia oliversacksii è l’unica di queste specie nota nell’Oaxaca meridionale.
Tassonomia
Ceratozamia oliversacksii è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta nel 2022 da L. Martínez-Domínguez, F. Nicolalde-Morejón, F. Vergara-Silva e D.W. Stevenson sul Kew Bulletin (77: 211-219), con il titolo «Ceratozamia oliversacksii (Zamiaceae), a new species of gymnosperm from western Oaxaca, Mexico». L’articolo, pubblicato online nel febbraio 2022, non ha potuto essere letto; i suoi dati sono ripresi nella monografia del genere uscita lo stesso anno, che questa scheda segue.
Il nome è attribuito a Stevenson, Martínez-Domínguez e Nicolalde-Morejón. L’olotipo è una pianta femminile raccolta il 10 giugno 2021 sul Cerro Perico, nel comune di Candelaria Loxicha, a 1.616 m, da Martínez-Domínguez, Nicolalde-Morejón e M. Rios-Méndez (n. 2261). È conservato nell’erbario CIB dell’Università Veracruzana, con isotipi a Kew (K), a Città del Messico (MEXU) e a New York (NY).
La specie veniva raccolta molto prima di ricevere un nome: la monografia cita esemplari del 1965, raccolti da J. Rzedowski e R. McVaugh nel comune di Santa Catarina Juquila, e poi raccolte dal 2000 al 2005. Nessuna fonte consultata dice con quale nome fossero classificate prima queste piante.
Etimologia e storia
L’epiteto rende omaggio a Oliver Sacks (1933-2015), neurologo e storico della scienza, che amava le cicadee: ha dedicato loro una parte del libro The Island of the Colorblind and Cycad Island (1997) e ha raccontato il suo legame con l’Oaxaca nel diario di viaggio Oaxaca Journal (2002). L’omaggio riunisce quindi le sue due passioni, le cicadee e l’Oaxaca (The World List of Cycads, sulla base del compendio etimologico di Haynes, 2022; monografia del 2022).
Nessuna fonte documenta l’introduzione della specie in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in un’altra lingua: la monografia del 2022 non ne riporta nessuno.
In natura
Secondo la monografia del 2022, Ceratozamia oliversacksii cresce nella parte orientale della Sierra Madre del Sur, negli altopiani dell’Oaxaca. Vive su rocce carsiche ricche di sostanza organica, nella foresta nebulosa e nella fascia di passaggio tra foresta nebulosa e pineta, tra 1.040 e 1.850 m. Gli esemplari esaminati provengono dai comuni di Candelaria Loxicha, San Agustín Loxicha, Santa Catarina Juquila e San Miguel del Puerto.
Gli autori hanno visitato quattro popolazioni, ciascuna con 50-300 piante adulte e con tutte le età rappresentate, dalle plantule alle piante riproduttive. Non è stato trovato alcuno studio sull’impollinazione o sulla fenologia.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia oliversacksii non è ancora stata valutata nella Lista rossa IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). I suoi autori propongono, in via preliminare, la categoria «vulnerabile», sulla base delle quattro popolazioni visitate e della presenza di tutte le classi di età. Questa proposta non ha valore ufficiale.
Come tutte le specie del genere, Ceratozamia oliversacksii rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.
Species+ non riporta ancora questa specie con il suo nome, perché è stata descritta dopo la lista di riferimento della CITES per le cicadee (2013); l’iscrizione riguarda però l’intero genere («Ceratozamia spp.») e quindi la comprende. Stato verificato su Species+ il 3 ottobre 2026. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia oliversacksii, e sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Nessuna fonte ne segnala la presenza in collezione.
Il suo ambiente, rocce calcaree coperte di humus nella foresta nebulosa, fa pensare a una coltivazione a mezz’ombra, con un’umidità costante e un substrato drenante ricco di sostanza organica. Le grandi dimensioni, con foglie di oltre 2 m, la destinano piuttosto alla piena terra o a un contenitore molto grande. Sono indicazioni dedotte dall’habitat e dalla descrizione, non verificate da prove pubblicate.
Moltiplicazione
Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Maneggiate i semi con i guanti.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. I rischi abituali delle Ceratozamia in coltivazione sono il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le cocciniglie.
Rusticità
Per Ceratozamia oliversacksii, descritta nel 2022 e assente dai forum, non esiste alcun dato di resistenza al freddo.
In Italia
Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione. In attesa di prove, coltivatela al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove: né sui forum anglofoni consultati, né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia oliversacksii, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
La monografia del 2022 non riporta alcun uso per questa specie.
Domande frequenti
Perché porta il nome di Oliver Sacks?
Per rendere omaggio al neurologo e scrittore Oliver Sacks (1933-2015). Amava le cicadee, che ha descritto in The Island of the Colorblind and Cycad Island, e ha raccontato il suo legame con l’Oaxaca in Oaxaca Journal.
Dove cresce?
Nell’Oaxaca meridionale, in Messico. Vive nelle foreste nebulose della Sierra Madre del Sur, tra 1.040 e 1.850 m.
Come riconoscere Ceratozamia oliversacksii?
Dalle foglie verdi fin dalla loro comparsa e dalle foglioline lineari e papiracee. Il cono femminile, con la punta acuta, porta da 11 a 13 squame per fila.
Che differenza c’è con Ceratozamia robusta?
Le foglie giovani e la regione. Ceratozamia robusta, del Chiapas e del Guatemala, ha foglie giovani bruno scuro e foglioline lanceolate; Ceratozamia oliversacksii è propria dell’Oaxaca meridionale.
È minacciata?
Ufficialmente non si sa ancora. La IUCN non l’ha valutata; i suoi autori propongono «vulnerabile», con quattro popolazioni di 50-300 adulti.
Si può coltivare?
In teoria sì, ma nessuna fonte la segnala in collezione. Tutto il genere è iscritto all’Appendice I della CITES: possono circolare soltanto piante nate in coltivazione, con i loro documenti.
Sopporta il gelo?
Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova; coltivatela al riparo dal gelo.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia oliversacksii: https://cycadlist.org/scientific_name/910 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- PubMed Central, Monograph of Ceratozamia (Martínez-Domínguez e coll., 2022): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, tipo, distribuzione, quote, habitat, nomi comuni, usi, stato, discussione della specie. Articolo sottoposto a revisione paritaria, ad accesso libero; testo integrale letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — iscrizione dell’intero genere all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 e all’Allegato A dell’Unione europea; la specie, descritta dopo la lista di riferimento del 2013, non vi compare con il suo nome. Banca dati ufficiale; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Ceratozamia oliversacksii (Zamiaceae), a new species of gymnosperm from western Oaxaca, Mexico. Kew Bulletin 77: 211-219. DOI: 10.1007/s12225-021-09992-x. [Protologo; titolo e paginazione verificati su Crossref, articolo non consultato (accesso a pagamento).]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere; testo integrale consultato.]
- Sacks, O. (1997). The Island of the Colorblind and Cycad Island. [Libro citato nell’etimologia della specie; non consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]