Ceratozamia chamberlainii è una cicadea della Sierra Madre Orientale, in Messico, che vive nella regione carsica della Huasteca, tra il San Luis Potosí meridionale, il Querétaro e l’Hidalgo settentrionale, nella foresta nebulosa e nella foresta di pini e querce, su rocce, intorno a 900-1.200 m di quota. Descritta nel 2017, questa specie del genere Ceratozamia si riconosce dalle foglie giovani bruno rossastre e dalle nervature rossastre che le foglioline conservano da adulte. Le sue popolazioni erano identificate in precedenza come Ceratozamia fuscoviridis. La IUCN la classifica in pericolo.
L’essenziale su Ceratozamia chamberlainii
- Nome accettato: Ceratozamia chamberlainii Mart.-Domínguez, Nic.-Mor. & D.W.Stev. (2017), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO lo accetta secondo un estratto di ricerca (non letto direttamente)
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni identificate in passato come Ceratozamia fuscoviridis
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «chamal» e «chamalillo» nel San Luis Potosí, «teocintle» nell’Hidalgo
- Distribuzione naturale: Messico, regione carsica della Huasteca (San Luis Potosí, Querétaro, Hidalgo), soprattutto tra 900 e 1.200 m
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri A2c; B1ab(i,ii,iii)), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, affioramenti rocciosi nella foresta nebulosa e nella foresta di pini e querce
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto da 20 a 60 cm, eretto o coricato; da 10 a 40 foglie lunghe da 1 a 2,07 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia chamberlainii?
Si riconosce dalle foglie bruno rossastre quando spuntano, un colore che da adulte resta sull’articolazione e sulla base delle foglioline, e dalle foglioline oblunghe e coriacee, percorse da nervature bruno rossastre ben visibili. La monografia di Martínez-Domínguez e collaboratori (2022) ne dà questa descrizione:
- Fusto: aereo, eretto o coricato, lungo da 20 a 60 cm e largo da 15 a 30 cm;
- Foglie: (5) 10-40, ricadenti, lunghe da 100 a 207 cm, bruno rossastre con peli grigio biancastri quando spuntano; picciolo da 30 a 69 cm, bruno nerastro a maturità, con 9-30 aculei robusti e corti; rachide bruno rossastro, spinoso;
- Foglioline: da 20 a 42 paia, oblunghe, coriacee, verde scuro; foglioline mediane da 20 a 37 cm per 2,3-4 cm; nervature e articolazione bruno rossastre;
- Coni maschili: uno o due, cilindrici, eretti, da 20 a 31 cm per 4,5-6 cm, bruno verdastri e poi verdastri con peli bruno rossastri;
- Coni femminili: cilindrici, eretti, da 25,5 a 30 cm per 7,5-10,5 cm, verde grigiastri e poi bruno grigiastro chiaro, con l’apice acuminato; da 49 a 180 squame;
- Semi: ovali, da 2,2 a 3,5 cm (a volte 4 cm), con polpa da rosso biancastra a rosa prima della maturità, poi bruno chiara.
La descrizione originale (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2017) indica come caratteri distintivi il picciolo e il rachide guarniti di numerosi aculei corti; le foglie bruno rossastre quando spuntano, colore che nell’adulto resta sull’articolazione, sul picciolo e sul margine delle foglioline; foglioline oblunghe, piane ma curvate verso il basso nella metà terminale della foglia, non falcate alla base, coriacee, con l’apice asimmetrico e nervature bruno rossastre; infine un cono femminile ad apice acuminato, bruno grigiastro chiaro con peli rossi e squame verdi.
Le sue misure coincidono in gran parte con quelle della monografia, con alcune differenze: da 5 a 40 foglie; da 20 a 42 foglioline (il testo non precisa se si tratti di paia); coni maschili da 26 a 31 cm per 4,8-6 cm, verde giallastri con pubescenza bruna a maturità, su un peduncolo bruno rossastro di 6-10,3 cm, con microsporofilli di 1,6-2,3 cm per 1,1-1,5 cm; cono femminile solitario da 28 a 30 cm per 9-10,5 cm, verde grigiastro con pubescenza bruno rossastra quando spunta, su un peduncolo di 4,5-11 cm, con 72-190 squame; semi lunghi da 3 a 4 cm. Il fusto vi è descritto come aereo, alto da 20 a 60 cm e largo da 15 a 30 cm, e le stipole come tomentose, bruno rossastre, di 2-3 cm.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Ceratozamia chamberlainii è vicina, per geografia e per aspetto, a due specie della Sierra Madre Orientale:
- Ceratozamia fuscoviridis, dell’Hidalgo centrale e del Veracruz, con il cui nome venivano indicate le sue popolazioni; se ne distingue per la forma delle foglioline, il colore delle foglie giovani, il colore del cono femminile e la forma delle squame;
- Ceratozamia latifolia, del San Luis Potosí, ha un picciolo inerme o con tre aculei al massimo, foglioline papiracee e articolazioni da giallastre a verdastre.
La descrizione di Ceratozamia aurantiaca (2021) ricorda che le specie settentrionali del genere, tra cui Ceratozamia chamberlainii, producono sempre foglie giovani da brunastre a rossastre.
Tassonomia
Ceratozamia chamberlainii è stata separata da Ceratozamia fuscoviridis nel 2017. Diverse popolazioni della regione carsica della Huasteca avevano un’identità discussa ed erano attribuite a Ceratozamia fuscoviridis. Lilí Martínez-Domínguez, Fernando Nicolalde-Morejón e Dennis Stevenson hanno ripercorso la storia di quel nome, esaminato gli esemplari d’erbario e studiato le popolazioni sul terreno. L’analisi della variazione morfologica, qualitativa e quantitativa, li ha portati a riconoscere due specie: Ceratozamia fuscoviridis, dall’Hidalgo centrale verso il Veracruz, e una specie nuova, Ceratozamia chamberlainii, dal San Luis Potosí meridionale all’Hidalgo settentrionale. La revisione tassonomica delle Ceratozamia della Sierra Madre Orientale pubblicata nel 2018 dagli stessi autori, e poi la monografia del 2022, hanno confermato questa impostazione.
Per il lettore significa che piante o esemplari d’erbario vecchi etichettati Ceratozamia fuscoviridis possono appartenere a questa specie. Nessuno studio genetico pubblicato ne precisa ancora la posizione nel genere: non era tra le specie campionate da Habib e collaboratori (2023).
Etimologia e storia
L’epiteto onora Charles Joseph Chamberlain (1863-1943), dell’Università di Chicago, considerato da alcuni il padre dello studio moderno delle cicadee, per i suoi lavori sulla loro biologia e per le sue ricerche sul campo in Messico.
L’esemplare tipo, una pianta femminile, è stato raccolto il 20 marzo 2016 a La Ceiba, nel comune di Xilitla (San Luis Potosí), da Lilí Martínez-Domínguez, Fernando Nicolalde-Morejón e Q. Santiago-Jiménez (n. 933). L’olotipo è conservato nell’erbario CIB, gli isotipi negli erbari MEXU e NY. La quota della raccolta varia secondo le fonti: 850 m nella descrizione originale, come in The World List of Cycads, 1.044 m nella monografia del 2022. Gli altri esemplari esaminati per la descrizione, il più antico dei quali risale al 1991 (E. Carranza 3119, MEXU), provengono da Landa de Matamoros (Querétaro), da Chapulhuacán e La Misión (Hidalgo) e da Xilitla (San Luis Potosí). Il nome è stato pubblicato nel 2017 su Phytotaxa (vol. 317).
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano. La monografia del 2022 riporta, dalle etichette d’erbario, «chamal» e «chamalillo» nel San Luis Potosí e «teocintle» nell’Hidalgo. Sono nomi condivisi: «chamalillo» è citato anche per Ceratozamia hildae, e nomi simili si applicano ad altre cicadee della regione.
In natura
Ceratozamia chamberlainii vive nella parte settentrionale della regione carsica della Huasteca, negli Stati del San Luis Potosí (Xilitla, Aquismón, Tamazunchale), del Querétaro (Landa de Matamoros) e dell’Hidalgo (Chapulhuacán, La Misión). Cresce nella foresta nebulosa e nella foresta di pini e querce, su affioramenti rocciosi, soprattutto tra 900 e 1.200 m; gli esemplari citati nella monografia vanno da 600 a 1.500 m, e un ultimo è registrato a 1.948 m.
La descrizione originale cita soltanto la foresta di pini e querce, dove la pianta cresce su affioramenti rocciosi con pareti esposte, tra 900 e 1.200 m; la foresta nebulosa è citata dalla monografia del 2022. Lo stesso esemplare tipo, raccolto a 850 m secondo la descrizione, si trova un po’ al di sotto di questo intervallo.
La monografia conta nove popolazioni, con adulti, piante giovani e plantule, una parte delle quali nella riserva della biosfera della Sierra Gorda (Querétaro).
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia chamberlainii è classificata in pericolo (EN, criteri A2c; B1ab(i,ii,iii)) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg, F. Nicolalde-Morejón e L. Martínez-Domínguez pubblicata nel 2022.
Come tutto il genere, è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ non riporta questo nome, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere, semi compresi. Possono essere commercializzate soltanto piante nate da riproduzione artificiale, con i loro documenti. Stati consultati il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore.
Coltivazione
Non è stata trovata alcuna scheda di coltivazione né alcun riscontro di coltivatori per Ceratozamia chamberlainii. Il suo ambiente, foreste di montagna su roccia in una regione che ospita anche Ceratozamia hildae e Ceratozamia latifolia, indica una pianta da mezz’ombra, in un suolo drenante e sassoso. Non bisogna però attribuirle la relativa rusticità riportata per queste due specie: nessun dato la conferma.
Moltiplicazione
Nessun dato specifico. Come tutte le Ceratozamia, è dioica e si moltiplica per semina di semi fecondati. La presenza di plantule nelle popolazioni naturali mostra che in natura la rinnovazione avviene.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia per questa specie.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Ceratozamia chamberlainii al freddo.
In Italia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, in nessuna zona climatica. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate. Sullo stesso forum, nel 2012, un coltivatore di Ravenna citava una Ceratozamia chiamata «fuscoviridis», tenuta in inverno al riparo dal gelo; poiché le piante etichettate con quel nome possono appartenere a più specie, questo riscontro non viene attribuito a Ceratozamia chamberlainii.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è segnalata alcuna coltivazione, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove. Il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca del 2 ottobre 2026).
Riferimenti internazionali
Nessun riscontro datato è stato trovato con le ricerche sul web. Il suo ambiente, le foreste di montagna della Sierra Madre Orientale a 900-1.200 m, è più fresco di quello delle specie di pianura, ma per le sue stazioni non è stata pubblicata alcuna temperatura minima.
Tossicità e precauzioni
Nessuno studio di tossicità riguarda questa specie o il genere, ma il rischio è documentato in altre cicadee: i loro semi e le loro foglie contengono cicasina e macrozamina, da cui deriva un composto tossico per il fegato e il sistema nervoso, e la BMAA, un amminoacido neurotossico. Considerate la pianta tossica per l’uomo, i cani, i gatti e il bestiame; in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso; la monografia del 2022 non ne riporta.
Domande frequenti
Dove cresce Ceratozamia chamberlainii?
Nella regione carsica della Huasteca, in Messico, negli Stati del San Luis Potosí, del Querétaro e dell’Hidalgo, nella foresta nebulosa e nella foresta di pini e querce, soprattutto tra 900 e 1.200 m.
Come distinguerla da Ceratozamia fuscoviridis?
Dalle foglioline oblunghe e coriacee con nervature bruno rossastre, dalle foglie giovani bruno rossastre e dai piccioli con numerosi aculei corti. Ceratozamia fuscoviridis ha articolazioni da giallastre a verdastre.
Perché questo nome?
In omaggio a Charles Joseph Chamberlain (1863-1943), botanico dell’Università di Chicago, pioniere dello studio delle cicadee e delle loro popolazioni messicane.
È minacciata?
Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN dal 2022. Sono note nove popolazioni, una parte delle quali nella riserva della biosfera della Sierra Gorda.
È rustica?
Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova né alcun riscontro di coltivazione. La sua regione ospita specie ritenute un po’ rustiche, ma questo non dimostra nulla per lei.
Si può coltivare?
Non è documentata alcuna coltivazione. Se se ne trovano, devono essere piante nate da riproduzione artificiale, con i documenti CITES; la coltivazione in vaso, al riparo dal gelo, resta l’unica via prudente.
Leggi anche su Succulentes
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- Irrigazione delle Cycas: errori comuni e come evitarli
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia chamberlainii: https://cycadlist.org/scientific_name/818 — autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, stato IUCN del 2022, etimologia. Lista di riferimento degli specialisti; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985, Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- Monografia di Ceratozamia (PhytoKeys 208), testo integrale su PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, areale, quote, nomi comuni, popolazioni. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Martínez-Domínguez e coll. (2018), Taxonomic review of Ceratozamia in the Sierra Madre Oriental: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6023955/ — descrizione e habitat. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Plazi TreatmentBank, trattamento di Ceratozamia chamberlainii (Martínez-Domínguez e coll. 2017, Phytotaxa 317(1), pp. 22-23): https://treatment.plazi.org/id/FF35878CEE10FFD45FB129802C89FC59 — testo integrale della parte tassonomica della descrizione originale (tipo, esemplari, descrizione numerica, habitat, etimologia). Estrazione fedele della fonte primaria; letta il 10 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Ceratozamia mexicana»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/ceratozamia-mexicana/page/2/ — Ceratozamia «fuscoviridis» coltivata a Ravenna, giugno 2012 (#post-38965); identificazione non verificabile, citata solo per spiegare perché il riscontro non è attribuito alla specie. Forum italiano di coltivatori; letto l’11 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F. & Stevenson, D.W. (2017). Qualitative and quantitative morphological evidence for recognition of a new species within Ceratozamia (Zamiaceae) from Mexico. Phytotaxa 317(1): 17-28. DOI: 10.11646/phytotaxa.317.1.2. [Descrizione originale; parte tassonomica (pp. 22-23: diagnosi, tipo, esemplari esaminati, descrizione, etimologia, distribuzione e habitat) letta nel testo integrale tramite Plazi; analisi morfologiche note dal riassunto. Fonte primaria.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2018). Taxonomic review of Ceratozamia (Zamiaceae) in the Sierra Madre Oriental, Mexico. PhytoKeys 100: 91-124. DOI: 10.3897/phytokeys.100.23152. [Testo integrale consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Testo integrale consultato.]
- Pérez-Farrera, M.A. e coll. (2021). Ceratozamia aurantiaca (Zamiaceae): a new cycad species from the northern rainforests of Oaxaca, Mexico. Taxonomy 1(3): 243-255. DOI: 10.3390/taxonomy1030018. [Colore delle foglie giovani delle specie settentrionali; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D., Nicolalde-Morejón, F. & Martínez-Domínguez, L. (2022). Ceratozamia chamberlainii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T126333682A126334155. DOI: 10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T126333682A126334155.en. [Categoria ripresa da The World List of Cycads; Lista rossa non consultata.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]