Ceratozamia delucana

Ceratozamia delucana è una grande cicadea del Messico centro-orientale, che vive nella Sierra Norte di Puebla e nel Veracruz centrale, nella foresta tropicale sempreverde e nella foresta nebulosa, tra 500 e 1.650 m di quota. Descritta nel 2013 sulla rivista dell’Orto Botanico di Napoli, questa specie del genere Ceratozamia porta il nome di un botanico napoletano e può portare fino a un centinaio di foglie lunghe più di due metri. Molto variabile, si distingue dalle specie vicine soprattutto per i coni femminili. La IUCN la classifica in pericolo.

L’essenziale su Ceratozamia delucana

  • Nome accettato: Ceratozamia delucana Vázq.Torres, A.Moretti & Carvajal-Hern. (2013), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Messico, Puebla settentrionale e Veracruz centrale, da 500 a 1.650 m
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri A2cd; B1ab(i,ii,iii)), valutazione pubblicata nel 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, rocce calcaree nella foresta tropicale sempreverde e nella foresta nebulosa di montagna secondo la monografia; colline sabbiose ricche di materia organica secondo la descrizione originale
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto da 20 a 90 cm, largo da 25 a 40 cm; da 10 a 100 foglie lunghe da 1,06 a 2,23 m
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia delucana?

È una grande pianta molto variabile, con il fusto spesso e numerose foglie, le cui foglioline sono spesso glauche. Secondo la monografia il carattere più sicuro è il cono femminile: verde, di solito privo di peli a maturità, con l’apice acuto. La monografia di Martínez-Domínguez e collaboratori (2022) ne dà questa descrizione:

  • Fusto: aereo, eretto o coricato, lungo da 20 a 90 cm e largo da 25 a 40 cm;
  • Foglie: da 10 a 100, ascendenti, lunghe da 106 a 223 cm, verde giallastre con peli bruni quando spuntano; picciolo da 30 a 87 cm, verde chiaro, con 35-76 aculei sottili; rachide spinoso;
  • Foglioline: da 20 a 43 paia, da lanceolate a oblunghe, da papiracee a coriacee, glauche; foglioline mediane da 22 a 45 cm per 2,3-4,6 cm; articolazione verde;
  • Coni maschili: cilindrici, eretti, da 24 a 32 cm per 5,5-7,6 cm, verde giallastri con peli nerastri;
  • Coni femminili: da cilindrici a globosi, da 17 a 40 cm per 10-13,5 cm, verde scuro con peli nerastri quando spuntano, verdi e di solito glabri a maturità, con l’apice acuto; da 48 a 266 squame;
  • Semi: ovali, da 2 a 3 cm, con polpa gialla e poi bruno chiara.

La descrizione originale (Vázquez-Torres e collaboratori, pubblicata nel 2013), letta per questa scheda, non coincide del tutto con la monografia. Vi si leggono un fusto semi-interrato, alto meno di 20 cm e largo da 30 a 40 cm; più di 30 foglie lunghe da 1,5 a 2 m, con il picciolo da 50 a 90 cm armato di aculei robusti; da 50 a 70 foglioline per lato, papiracee, lunghe da 30 a 45 cm e larghe da 2 a 4 cm; coni maschili da 20 a 40 cm per 6-7 cm, bianco verdastri e poi bianco giallastri; un cono femminile verdastro da giovane, da bruno a bruno scuro a maturità, da 13 a 22 cm per 6-8 cm, con l’apice mucronato, su un peduncolo tomentoso di 10-18 cm; semi da 2,1 a 2,4 cm. Il colore del cono femminile maturo, quindi, non è un criterio sicuro finché le due fonti non saranno conciliate.

La monografia e uno studio del 2024 sull’evoluzione dei caratteri riproduttivi sottolineano il suo polimorfismo: forma e simmetria delle foglioline, forma del cono femminile e delle squame maschili variano da una pianta all’altra.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

Ceratozamia delucana appartiene al complesso di Ceratozamia mexicana e somiglia soprattutto a due specie vicine:

  • Ceratozamia morettii, della foresta nebulosa del Veracruz, ha un fogliame simile, ma è una pianta più piccola, con il cono femminile verde coperto di peli nerastri a maturità e l’apice apicolato;
  • Ceratozamia totonacorum, della Sierra Norte di Puebla, se ne distingue per le foglie giovani brune;
  • Ceratozamia mexicana e Ceratozamia tenuis, del Veracruz centrale, fanno parte dello stesso complesso.

Gli autori della descrizione originale la avvicinavano soprattutto a Ceratozamia latifolia, che ha foglioline di forma simile ma fusto, foglie e foglioline molto più piccoli. Fuori dal suo habitat, una pianta di provenienza ignota è difficile da attribuire con certezza.

Tassonomia

Ceratozamia delucana è stata descritta da Mario Vázquez Torres, Aldo Moretti e Carlos Carvajal-Hernández sulla rivista Delpinoa, pubblicata dall’Orto Botanico di Napoli (vol. 50-51, con la data 2008-2009 ma uscito nel dicembre 2013); The World List of Cycads adotta il 2013 come anno di pubblicazione. Al momento della descrizione Aldo Moretti lavorava al Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli Federico II, e l’articolo ha un riassunto in italiano. Il nome non è più cambiato.

Due studi recenti ne confermano lo status. Lo studio filogenomico di Habib e collaboratori (2023), che l’ha campionata, la colloca nel sottoclade latifolia del clade Mexicana, insieme a Ceratozamia mexicana, Ceratozamia tenuis, Ceratozamia morettii, Ceratozamia fuscoviridis e Ceratozamia totonacorum. Nel 2025 lo studio integrativo di Medina-Villarreal e collaboratori, che combina filogeografia, morfometria e nicchie climatiche, la riconosce come una delle sette linee distinte del complesso di Ceratozamia mexicana, accanto tra l’altro a Ceratozamia brevifrons e a Ceratozamia decumbens.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Paolo De Luca (1944-2021), professore all’Università di Napoli Federico II; la descrizione originale lo definisce un instancabile ricercatore in biologia e un promotore degli studi sulle cicadee messicane dal 1970. L’esemplare tipo, una pianta femminile, è stato raccolto il 20 gennaio 2012 da Mario Vázquez Torres e Carlos Carvajal-Hernández (n. 10200) sulla strada da Atzalan a Tlapacoyan, 3 km a nord-est di Atzalan (Veracruz), nella foresta nebulosa di montagna, verso 1.400-1.500 m. L’olotipo è conservato nell’erbario CIB, gli isotipi negli erbari XAL e XALU. La descrizione originale non indica la località precisa, per proteggere le popolazioni dai raccoglitori commerciali; la strada citata viene dalla monografia. Esistono raccolte molto più antiche, oggi attribuite a questa specie: 1970 a Tlapacoyan, 1979 a Las Minas.

Nomi comuni

Non si conosce alcun nome volgare; la monografia del 2022 non ne riporta. Non esiste un nome italiano, nonostante il legame della specie con Napoli.

In natura

Ceratozamia delucana vive nella parte settentrionale dello Stato di Puebla (comuni di Hueytamalco e di Xochitlán de Vicente Suárez) e nel Veracruz centrale (Atzalan, Las Minas, Tlapacoyan). Secondo la monografia cresce su rocce calcaree nella foresta tropicale sempreverde, tra 500 e 1.650 m; la località tipo è registrata nella foresta nebulosa di montagna. Gli autori della monografia hanno seguito sei popolazioni per sei anni: non vi hanno osservato perdite di individui, ma rinnovazione e una produzione regolare di coni maschili e femminili.

La descrizione originale presenta un quadro un po’ diverso: la pianta vi cresce soprattutto su basse colline sabbiose più o meno consolidate, con pendenze di 30-50° e abbondante materia organica, in una foresta nebulosa di montagna con Pinus pseudostrobus, Pinus chiapensis, Clethra mexicana, Alnus jorullensis, Quercus crassifolia, Liquidambar macrophylla e felci arboree, leggermente disturbata dal pascolo di capre e pecore e da un’agricoltura marginale. Gli autori vi avevano visto tre gruppi che contavano in tutto meno di 300 piante adulte.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia delucana è classificata in pericolo (EN, criteri A2cd; B1ab(i,ii,iii)) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg, L. Martínez-Domínguez e F. Nicolalde-Morejón pubblicata nel 2022. La minaccia principale è la perdita di habitat nel Veracruz centrale, dove nessuna area protetta copre la specie. Già nel 2013 gli autori della descrizione temevano che la raccolta commerciale potesse portarla all’estinzione.

La valutazione delle cicadee del Veracruz pubblicata nel 2025 (Gómez Díaz) le attribuisce cinque località, un’area di presenza di 1.050 km², il 45% di habitat perduto e nessuna popolazione in un’area protetta; applicando il metodo della norma messicana NOM-059, l’autore propone la categoria A («minacciata»), perché la specie non è ancora iscritta in quella lista.

Come tutto il genere, è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ non riporta questo nome, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere, semi compresi. Stati consultati il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore.

Coltivazione

Non è stata trovata alcuna scheda di coltivazione né alcun riscontro di coltivatori per Ceratozamia delucana. Il suo ambiente, da rocce calcaree sotto copertura forestale a pendii ricchi di humus nella foresta nebulosa, fa pensare a una pianta da mezz’ombra, in un substrato drenante e ricco di humus, con un’umidità regolare; questi consigli sono dedotti dall’ambiente, non da risultati di coltivazione.

Moltiplicazione

Nessun dato specifico. Come tutte le Ceratozamia, è dioica e si moltiplica per semina di semi fecondati; i suoi coni femminili possono portare più di 250 squame.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia per questa specie.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Ceratozamia delucana al freddo.

In Italia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, in nessuna zona climatica, e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate, compreso l’Orto Botanico di Napoli, che ne ha pubblicato la descrizione. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026).

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è segnalata alcuna coltivazione, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove. Il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca del 2 ottobre 2026).

Riferimenti internazionali

Nessun riscontro datato è stato trovato con le ricerche sul web. Le sue stazioni più alte, verso 1.600 m nella foresta nebulosa, sono tra le più fresche del genere, ma per esse non è stata pubblicata alcuna temperatura minima, e non esiste alcuna prova di coltivazione.

Tossicità e precauzioni

Nessun dato di tossicità riguarda la specie o il genere. Nelle cicadee studiate, semi e foglie contengono cicasina e macrozamina, la cui digestione libera una sostanza tossica per il fegato e il sistema nervoso, oltre alla BMAA, neurotossica. Considerate quindi la pianta tossica per l’uomo e per gli animali domestici; in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso; la monografia del 2022 non ne riporta.

Domande frequenti

Dove cresce Ceratozamia delucana?

Nella parte settentrionale dello Stato di Puebla e nel Veracruz centrale, in Messico, nella foresta tropicale e nella foresta nebulosa di montagna, tra 500 e 1.650 m di quota.

Chi era De Luca?

Paolo De Luca (1944-2021), professore all’Università di Napoli Federico II, studioso della biologia delle cicadee messicane. La specie è stata descritta sulla rivista dell’Orto Botanico di Napoli, Delpinoa, con un coautore dell’università napoletana.

Come distinguerla da Ceratozamia morettii?

Dalle dimensioni e dai coni. Ceratozamia delucana è più grande, con foglie fino a 2,2 m e numerose paia di foglioline; secondo la monografia il suo cono femminile è verde e quasi glabro a maturità, con l’apice acuto, ma la descrizione originale lo dice bruno a maturità.

È minacciata?

Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN dal 2022, a causa della perdita del suo habitat nel Veracruz centrale, dove non è protetta da alcuna riserva.

Resiste al freddo?

Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova né alcun riscontro di coltivazione, anche se alcune sue stazioni si trovano nella foresta nebulosa, verso 1.600 m.

Fa parte del complesso di Ceratozamia mexicana?

Sì. Uno studio del 2025 la riconosce come una delle sette linee distinte di questo complesso, accanto a Ceratozamia mexicana, Ceratozamia tenuis e Ceratozamia morettii.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Vázquez-Torres, M., Moretti, A. & Carvajal-Hernández, C. (2013). A new species of Ceratozamia (Zamiaceae) from Veracruz, Mexico. Delpinoa 50-51: 129-133 («2008-2009», pubblicato nel dicembre 2013). [Descrizione originale; testo integrale letto l’11 ottobre 2026 sul sito dell’Orto Botanico di Napoli. Fonte primaria.]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Testo integrale consultato.]
  • Habib, S., Gong, Y., Dong, S., Lindstrom, A., Stevenson, D.W., Wu, H. & Zhang, S. (2023). Phylotranscriptomics shed light on intrageneric relationships and historical biogeography of Ceratozamia (Cycadales). Plants 12(3): 478. DOI: 10.3390/plants12030478. [Testo integrale consultato.]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F., Gernandt, D.S., Huesca-Domínguez, I. & Stevenson, D.W. (2024). Evolutionary trends of reproductive phenotype in Cycadales: an analysis of morphological evolution in Ceratozamia. Annals of Botany 134(4): 631-650. DOI: 10.1093/aob/mcae058. [Polimorfismo; testo integrale consultato.]
  • Medina-Villarreal, A., González-Astorga, J. & Espinosa de los Monteros, A. (2025). Integrative taxonomy of the Ceratozamia mexicana Brongn. (Zamiaceae) species complex from a phylogeographic perspective. Plant Species Biology 40(6): 530-546. DOI: 10.1111/1442-1984.70008. [Riassunto consultato.]
  • Gómez Díaz, J.A. (2025). Assessing the extinction risk of Veracruz cycads. Cambridge Prisms: Extinction 3: e7. DOI: 10.1017/ext.2025.5. [Testo integrale consultato.]
  • Bösenberg, J.D., Martínez-Domínguez, L. & Nicolalde-Morejón, F. (2022). Ceratozamia delucana. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T66901148A66901156. DOI: 10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T66901148A66901156.en. [Categoria ripresa da The World List of Cycads; Lista rossa non consultata.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]