Ceratozamia aurantiaca è una grande cicadea dell’Oaxaca settentrionale, in Messico, che cresce sulle rocce calcaree nelle foreste tropicali della Sierra Norte, tra 200 e 800 m di quota. Questa specie del genere Ceratozamia deve il nome al colore unico delle foglie giovani, che spuntano brune, diventano arancione vivo e poi verdi. Era coltivata da decenni in Florida con il nome di Ceratozamia sp. «Presa Alemán» prima di essere descritta nel 2021. Nello stesso anno è stata descritta anche con il nome di Ceratozamia martinezii, oggi considerato un sinonimo.
L’essenziale su Ceratozamia aurantiaca
- Nome accettato: Ceratozamia aurantiaca Pérez-Farr., Gut.Ortega, J.L.Haynes & Vovides (2021), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: Ceratozamia martinezii Mart.-Domínguez, Nic.-Mor. & D.W.Stev. (2021); nome orticolo Ceratozamia sp. «Presa Alemán»; popolazioni identificate in passato come Ceratozamia robusta o Ceratozamia mexicana
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato
- Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca settentrionale (Sierra Norte: San Pedro Teutila, San Bartolomé Ayautla e dintorni), foreste tropicali su carsismo, da 200 a 800 m
- Stato IUCN: non valutata (NE); in pericolo (EN) secondo la proposta degli autori della descrizione e di quelli della monografia
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: nessun valore misurato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foresta tropicale su rocce calcaree o foresta di pini e querce
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto eretto, a volte coricato con l’età, da 0,2 a 1,5 m (fino a 2,5 m secondo la monografia); foglie da 1,17 a 2,57 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia aurantiaca?
Il riferimento migliore è il colore delle foglie giovani: spuntano bruno rossastre, passano presto all’arancione vivo e poi diventano verdi. Nessun’altra specie del genere ha questa tinta, che si conserva in coltivazione: un esemplare coltivato da quasi trent’anni al Fairchild Tropical Botanic Garden, in Florida, continua a produrla. La descrizione originale (Pérez-Farrera e collaboratori, 2021) fornisce queste misure:
- Fusto: cilindrico, eretto, a volte coricato con l’età, non ramificato, alto da 20 a 150 cm e largo da 10 a 15 cm; pianta rupicola;
- Foglie: da 10 a 27 per corona (15 in media), erette e poi arcuate, da 1,17 a 2,57 m per 53-77 cm; picciolo da 31 a 73 cm, fittamente armato di aculei spessi; rachide da 85 a 187 cm;
- Foglioline: da 19 a 31 paia, coriacee, da lineari a subfalcate, a volte sigmoidi; foglioline mediane da 21 a 38 cm per 3,4-4,7 cm, distanziate da 2,4 a 4,7 cm;
- Coni maschili: cilindrici, eretti, da 34 a 36 cm per 4-6 cm, arancione chiaro e tomentosi quando spuntano;
- Coni femminili: cilindrici, eretti, da 39 a 42 cm per circa 10,5 cm, arancione chiaro marmorizzato di verde, con l’apice mucronato;
- Semi: ovoidali, con polpa color crema e poi bruno aranciata, lunghi circa da 2,3 a 2,7 cm.
La monografia del 2022, che include le piante descritte con il nome di Ceratozamia martinezii, amplia questi valori: fusto fino a 2,5 m, da 7 a 30 foglie (fino a 50), da 12 a 38 paia di foglioline oblunghe e coni femminili lunghi soltanto da 11 a 36 cm. Descrive inoltre foglioline papiracee, mentre la descrizione originale le dice coriacee: su questo punto le due fonti divergono.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Ceratozamia aurantiaca appartiene al complesso di Ceratozamia robusta, un gruppo di grandi specie con il fusto robusto e piccioli molto spinosi:
- Ceratozamia robusta ha foglie giovani bruno rossastre, fusto sempre eretto, foglioline papiracee e cono femminile acuminato; i suoi piccioli sono più lunghi e le foglioline più fitte e più strette;
- Ceratozamia subroseophylla, di Los Tuxtlas, ha foglie giovani bruno giallastre, piccioli nettamente più lunghi e un numero maggiore di foglioline;
- Ceratozamia dominguezii, di Uxpanapa, ha foglie giovani color caramello e foglioline papiracee;
- Ceratozamia whitelockiana, vicina dal punto di vista geografico, ha foglie giovani verdi; la monografia la considera tuttavia la specie più affine.
Una pianta adulta senza foglie giovani può essere difficile da identificare; il colore arancione del germoglio resta il criterio più sicuro.
Tassonomia
Ceratozamia aurantiaca è una specie recente, descritta nel 2021, e la sua storia spiega perché abbia due nomi.
Negli anni Settanta fu scoperta una popolazione di Ceratozamia vicino alla diga idroelettrica Miguel Alemán, nella Sierra Norte dell’Oaxaca. Gli esemplari d’erbario la attribuivano di volta in volta a Ceratozamia mexicana, a Ceratozamia mexicana var. robusta o a Ceratozamia robusta. Piante raccolte in quegli anni sono state introdotte in coltivazione negli Stati Uniti, quasi soltanto in Florida, con il nome informale di «Presa Alemán». La località d’origine fu poi sommersa dal bacino e il taxon fu creduto scomparso, finché non furono scoperte nuove popolazioni nei dintorni.
Nell’agosto 2021 Miguel Angel Pérez-Farrera, José Said Gutiérrez-Ortega, Jody Haynes, Andrew Vovides e i loro coautori l’hanno descritta sulla rivista Taxonomy, dopo aver confrontato sedici piante di San Pedro Teutila con le popolazioni tipo di Ceratozamia robusta e di Ceratozamia subroseophylla. Nel novembre 2021 Lilí Martínez-Domínguez e i suoi coautori hanno descritto la stessa pianta sul Nordic Journal of Botany, con il nome di Ceratozamia martinezii, a partire da una pianta femminile raccolta nel 2020 a El Faro, nello stesso comune. Il nome aurantiaca, pubblicato per primo, ha la priorità: la monografia del 2022 e The World List of Cycads collocano Ceratozamia martinezii in sinonimia, e Haynes (2023) ha confermato questa attribuzione.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino aurantiacus, «arancione», e indica il colore delle foglie giovani. L’esemplare tipo, una pianta femminile, è stato raccolto il 30 maggio 2021 a San Pedro Teutila, nella Sierra Norte dell’Oaxaca, da Miguel Angel Pérez-Farrera e Pedro Díaz-Jiménez (n. 4014); l’olotipo è conservato nell’erbario HEM, un isotipo nell’erbario XAL. Gli autori hanno dedicato la specie a due amici scomparsi: George Sparkman, orticoltore appassionato di cicadee, e John Rees, geografo e pioniere dello studio delle cicadee del Messico.
Nomi comuni
Non si conosce alcun nome volgare, né in italiano né in spagnolo, e la monografia del 2022 non ne riporta. Nel commercio orticolo americano la specie ha circolato a lungo con l’etichetta «Presa Alemán» o «Presa Aleman».
In natura
Ceratozamia aurantiaca vive nell’Oaxaca settentrionale, a sud del Río Santo Domingo, nei comuni di San Pedro Teutila e di San Bartolomé Ayautla; alcuni esemplari d’erbario provengono anche da Santa María Tlalixtac, da Chiquihuitlán de Benito Juárez e da San Felipe Jalapa de Díaz. Cresce su rocce calcaree, nella foresta tropicale sempreverde o nella foresta di pini e querce, tra 200 e 800 m secondo la descrizione, tra 458 e 800 m secondo la monografia.
Gli autori collegano queste foreste umide ai rifugi floristici in cui la vegetazione tropicale avrebbe resistito alle variazioni climatiche del passato, oggi separati da valli secche o da montagne. Sono note tre popolazioni: la descrizione stima circa 50 adulti a San Bartolomé Ayautla e quasi 200 a San Pedro Teutila; la monografia conta da 100 a 300 adulti per popolazione visitata, con plantule e piante giovani.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia aurantiaca non è ancora valutata dalla IUCN, ma le due équipe che l’hanno studiata la considerano in pericolo.
Gli autori della descrizione propongono la categoria in pericolo (EN, criteri A2ce+4c; C1) e la categoria P («in pericolo di estinzione») della norma messicana NOM-059, a causa di un areale molto ridotto, degli incendi e dei disboscamenti legati all’allevamento. Anche la monografia del 2022 propone la categoria in pericolo: una delle popolazioni è bruciata nel 2018 e nessuna si trova in un’area protetta.
Come tutto il genere, la specie è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ non riporta questo nome, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere, semi compresi. Le piante coltivate con il nome «Presa Alemán» non sfuggono a questa regola: acquisto e rivendita richiedono i documenti di provenienza. Stati consultati il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore.
Coltivazione
Ceratozamia aurantiaca è una delle poche Ceratozamia descritte di recente già presenti in coltivazione, grazie alle piante «Presa Alemán» introdotte in Florida. Il Fairchild Tropical Botanic Garden la coltiva da quasi trent’anni, e la descrizione originale vi mostra coni maschili e femminili. Non è stata trovata alcuna scheda di coltivazione pubblicata da un giardino o da un’istituzione. In natura la pianta vive sotto una copertura forestale, su rocce calcaree drenanti, in un clima tropicale umido: la mezz’ombra, un substrato molto drenante e annaffiature regolari ma senza eccessi sono le condizioni che più vi si avvicinano, a titolo indicativo.
Moltiplicazione
Per il genere, in pratica, è documentata soltanto la semina; per la specie non è stato pubblicato alcun dato proprio. La semina segnalata in Francia (vedi Rusticità) mostra che alcuni semi sono circolati tra gli amatori.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia per questa specie.
Rusticità
Per Ceratozamia aurantiaca non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo.
In Italia
Nessuna coltivazione, né in piena terra né in vaso, è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie, né con il nome aurantiaca, né con quelli di martinezii o «Presa Alemán» (ricerche dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.
Esperienze francesi
Nessuna coltivazione in piena terra è stata segnalata in Francia, nemmeno sul litorale mediterraneo, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. L’unica menzione trovata è sul forum Fous de palmiers: nel febbraio 2014 un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) mostrava una giovane plantula di Ceratozamia sp. «Presa Aleman» in vaso, senza altre precisazioni e senza alcuna informazione sul freddo.
Riferimenti internazionali
Un estratto di ricerca attribuisce a questa specie una tolleranza «sotto lo zero» in zona USDA 9b e consiglia di interrare il fusto sotto la copertura degli alberi; la fonte esatta (data, luogo, valore) non ha potuto essere identificata, e l’informazione non viene quindi considerata. Il suo ambiente di bassa quota, in clima tropicale umido, non fa pensare ad alcuna particolare tolleranza al gelo.
Tossicità e precauzioni
Non esiste alcun dato di tossicità per Ceratozamia aurantiaca né per il genere, ma le cicadee studiate, in particolare Cycas e Zamia, contengono tossine gravi: la cicasina e la macrozamina, che liberano metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e la BMAA, un amminoacido neurotossico. Queste sostanze si concentrano soprattutto nei semi. Trattate la pianta come tossica: semi lontano dalla portata di bambini e animali, guanti per maneggiarli, e chiamata immediata a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario in caso di ingestione.
Usi tradizionali
Secondo la monografia del 2022, gli abitanti usano le foglie per confezionare corone e composizioni floreali. Non è documentato alcun altro uso.
Domande frequenti
Perché le foglie giovani sono arancioni?
È un carattere proprio della specie. Le foglie spuntano brune, diventano arancione vivo e poi verdi. Il colore si mantiene in coltivazione, segno che è di origine genetica e non legato all’ambiente.
«Presa Alemán» e Ceratozamia aurantiaca sono la stessa pianta?
Sì. «Presa Alemán» è il nome informale dato in coltivazione alle piante raccolte vicino alla diga Miguel Alemán negli anni Settanta; la descrizione del 2021 le attribuisce a Ceratozamia aurantiaca.
Che differenza c’è con Ceratozamia martinezii?
Nessuna: è la stessa specie, descritta due volte nel 2021 da due équipe diverse. Ceratozamia aurantiaca è stata pubblicata per prima e ha la priorità; Ceratozamia martinezii è un sinonimo.
Che differenza c’è con Ceratozamia robusta?
Soprattutto il colore delle foglie giovani, arancione anziché bruno rossastro. Ceratozamia aurantiaca ha anche piccioli più corti, foglioline più larghe e più distanziate e un cono femminile mucronato.
È rustica?
Non si sa. Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo. È una specie di foresta tropicale di bassa quota, da svernare al riparo dal gelo per prudenza.
È minacciata?
Sì. Non è ancora valutata dalla IUCN, ma sia gli autori della descrizione sia quelli della monografia propongono la categoria in pericolo: soltanto tre popolazioni, colpite dagli incendi e dall’allevamento.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia aurantiaca: https://cycadlist.org/scientific_name/907 — autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, stato IUCN (NE), sinonimia di Ceratozamia martinezii, PDF della descrizione originale. Lista di riferimento degli specialisti; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985, Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- Monografia di Ceratozamia (PhytoKeys 208), testo integrale su PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione ampliata, distribuzione, usi, stato proposto. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Germination des graines de Zamia envoyées par Sim01»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14274&start=105 — plantula di Ceratozamia sp. «Presa Aleman» in vaso, febbraio 2014 (#p320547). Forum francese di coltivatori, semplice menzione.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Haynes, J.L., Chemnick, J., Salas-Morales, S.H., Calonje, M. & Vovides, A.P. (2021). Ceratozamia aurantiaca (Zamiaceae): a new cycad species from the northern rainforests of Oaxaca, Mexico. Taxonomy 1(3): 243-255. DOI: 10.3390/taxonomy1030018. [Descrizione originale, storia di «Presa Alemán», morfometria, stato proposto; testo integrale consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2021). A new Mexican Ceratozamia (Zamiaceae) species with notes on reproductive phenology. Nordic Journal of Botany 2022(1): e03348. DOI: 10.1111/njb.03348. [Descrizione di Ceratozamia martinezii, sinonimo; riassunto consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2023). Critical review of “Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus” published in PhytoKeys 208: 1–102 (2022). Phytotaxa 612(2): 159-200. DOI: 10.11646/phytotaxa.612.2.4. [Attribuzione di Ceratozamia martinezii; riassunto e menzione da parte di The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]