Ceratozamia kuesteriana è una piccola cicadea del Tamaulipas meridionale, nel Messico nord-orientale, dove cresce su rocce calcaree, in foreste di pini e querce e in foreste nebulose, tra 1.100 e 1.500 m di quota. Questa specie del genere Ceratozamia si riconosce dalle foglioline strette, quasi lineari, scavate a doccia, e dalle foglie giovani bruno rossastre. Descritta già nel 1857 su una pianta coltivata a San Pietroburgo, è classificata in pericolo critico di estinzione dalla IUCN. Fra gli appassionati passa per una delle Ceratozamia più resistenti al freddo, ma nessun dato numerico affidabile lo conferma ancora in Italia o in Francia. È coltivata all’Orto Botanico di Napoli e figurava già nel 1912 nel catalogo dei Giardini Hanbury della Mortola.
L’essenziale su Ceratozamia kuesteriana
- Nome accettato: Ceratozamia kuesteriana Regel (1857), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e da Species+; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo riconosciuto da The World List of Cycads
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in Messico
- Distribuzione naturale: Messico, Tamaulipas meridionale (comuni di Gómez Farías, Ocampo e Tula), da 1.100 a 1.500 m di quota
- Stato IUCN: in pericolo critico di estinzione (CR, criterio A2cd), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES dal 1985 (tutto il genere); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa, semi inclusi
- Rusticità documentata: giovani piante intatte a −4 °C in serra nel Rossiglione (Francia) nel febbraio 2012; defogliazione quasi totale verso −11 °C in piena terra in Carolina del Sud nel dicembre 2022 (forum PalmTalk, tramite estratto); nessuna prova in piena terra pubblicata in Italia o in Francia (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, rocce calcaree in foresta; in coltivazione, ombra leggera o mezz’ombra e substrato molto drenante
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto da 10 a 30 cm, in parte interrato; da 1 a 11 foglie lunghe da 0,8 a 1,3 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia kuesteriana?
La si riconosce dalle numerose foglioline strette (meno di un centimetro di larghezza), arcuate verso l’alto e scavate a doccia, dalle foglie ascendenti e dai getti giovani bruno rossastri. Ecco la descrizione della monografia del genere pubblicata nel 2022 da Lilí Martínez-Domínguez e collaboratori:
- Fusto: corto, lungo da 10 a 30 cm e largo da 10 a 25 cm, semi-interrato, eretto; catafilli persistenti, triangolari, bruno rossastri, lanosi quando spuntano e in parte anche dopo;
- Foglie: da 1 a 11, ascendenti, lunghe da 80 a 133 cm; bruno rossastre quando spuntano, coperte di peli grigio biancastri, poi glabre; il picciolo, da 30 a 72 cm, bruno verdastro, porta da 1 a 10 aculei minuscoli; l’asse è talvolta inerme;
- Foglioline: da 22 a 50 paia, lineari, arcuate verso l’alto, falcate alla base, sottili come carta e scavate a doccia; quelle mediane misurano da 17 a 32 cm per 0,6-1 cm; l’articolazione sull’asse è bruna;
- Coni maschili: solitari, cilindrici, eretti, piccoli, da 11 a 15 cm per 1,6-2,5 cm, verde giallastri e poi bruno giallastri con peli bruno rossastri; peduncolo di 8-14 cm;
- Coni femminili: solitari, eretti, da 13 a 21 cm per 7-9 cm, verdi con peli bruni, poi verde grigiastri con peli neri; squame con due corna diritte di 3-5 mm, separate da un angolo ottuso;
- Semi: ovoidali, da 1,5 a 2,3 cm, con l’involucro carnoso bianco rossastro prima della maturità e bruno chiaro a maturità.
I coltivatori notano soprattutto il colore dei getti: sul forum francese Fous de palmiers, un coltivatore di Nantes descrive nel 2012 una giovane foglia «di un bel rosso scuro» quando spunta.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
Secondo la monografia del 2022, la specie più simile per aspetto è Ceratozamia sabatoi, del Querétaro e dello Hidalgo; Ceratozamia kuesteriana se ne distingue facilmente per le foglioline scavate a doccia e le foglie ascendenti. Nella stessa regione, Ceratozamia hildae ha foglioline riunite in mazzetti e Ceratozamia latifolia foglioline larghe e oblunghe: la confusione con esse è poco probabile.
In coltivazione una confusione con Ceratozamia mirandae, del Chiapas, è possibile su un getto giovane: sul forum Fous de palmiers, nel 2019, un coltivatore del Gard esitava tra le due su una foto e chiedeva un primo piano delle basi delle foglie e delle foglioline per decidere.
Tassonomia
Ceratozamia kuesteriana è un nome accettato da The World List of Cycads e da Species+; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. The World List of Cycads non le attribuisce alcun sinonimo. La specie è stata descritta nel 1857 dal botanico Eduard Regel sul Bulletin de la Société impériale des naturalistes de Moscou (volume 30, pagine 187-188, tavole 3 e 4).
È una delle specie più antiche del genere, descritta undici anni dopo Ceratozamia mexicana. Come per quest’ultima, il tipo è una pianta coltivata in Europa e non un campione raccolto in natura, il che ha lasciato a lungo nel vago la sua origine esatta. Nella filogenesi del genere pubblicata nel 2023 da Habib e collaboratori, il genere si divide in tre grandi cladi; la posizione della specie non è stata verificata nel testo integrale dello studio.
Etimologia e storia
L’epiteto onora il barone K. von Kuester (1820-1893), raccoglitore di piante russo del XIX secolo e mecenate del giardino botanico imperiale di San Pietroburgo (The World List of Cycads, dal compendio etimologico di Haynes, 2022).
Il tipo è una pianta coltivata nel giardino botanico di San Pietroburgo («Ex Horto Petropolitano»), preparata da Regel nel 1856; secondo The World List of Cycads proveniva da materiale raccolto in Messico dal collezionista Karwinsky nel 1843. L’olotipo è conservato nell’erbario dell’Istituto botanico Komarov di San Pietroburgo (LE), con un isotipo a Utrecht (U). Il più antico campione selvatico citato dalla monografia del 2022 è stato raccolto nel 1961 nel comune di Gómez Farías, nel Tamaulipas.
La specie è entrata presto nei giardini italiani: l’Hortus Mortolensis, il catalogo delle piante coltivate nel giardino di Sir Thomas Hanbury alla Mortola (Ventimiglia), pubblicato nel 1912, elenca già Ceratozamia kuesteriana accanto a Ceratozamia mexicana. Questa lista descrive la collezione di allora, non quella attuale.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune. La monografia del 2022 non ne riporta alcuno in Messico, e nelle fonti consultate non è stato trovato alcun nome italiano, francese o inglese proprio della specie.
In natura
Ceratozamia kuesteriana è endemica del Tamaulipas. Secondo la monografia del 2022 cresce su rocce carsiche, in foreste di pini e querce e in foreste nebulose, tra 1.100 e 1.500 m di quota; i campioni studiati provengono dai comuni di Gómez Farías, Ocampo e Tula.
In base agli areali indicati da The World List of Cycads, il Tamaulipas è lo Stato più settentrionale in cui cresce il genere. Non è stato trovato alcuno studio di popolazione, di impollinazione o di fenologia dedicato alla specie.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia kuesteriana è classificata in pericolo critico di estinzione (CR) nella Lista rossa IUCN, secondo il criterio A2cd, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022: il criterio A2 traduce un forte declino delle popolazioni, osservato e legato al regresso dell’habitat e ai prelievi. La monografia del 2022 cita la stessa categoria, con in più il criterio B2ab(ii,iii,iv).
Sul piano normativo, Ceratozamia kuesteriana rientra, come tutto il genere Ceratozamia, nell’Appendice I della CITES, dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, figura nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97 (lista aggiornata dal regolamento (UE) 2026/1383, in vigore dal 29 giugno 2026), semi compresi: acquisto, vendita, trasporto a fini commerciali e importazione richiedono documenti che provino che le piante o i semi provengono da riproduzione artificiale.
Le piante proposte in Europa vengono in linea di principio da semine fatte negli Stati Uniti o in Europa; esigete i documenti che lo dimostrano. Nel 2012 alcuni appassionati francesi notavano sul forum Fous de palmiers che la specie era difficile da trovare e che le spedizioni di semi verso l’Europa erano frenate dalla normativa.
Lo stato CITES ed europeo è stato riletto su Species+ il 2 ottobre 2026; lo stato IUCN è ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, e chiedete sempre al venditore i documenti di provenienza.
Coltivazione
Ceratozamia kuesteriana è giudicata abbastanza facile e robusta dagli appassionati, che la coltivano soprattutto in vaso. Nessun giardino botanico né alcuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni proprie della specie; i consigli seguenti vengono dal forum Fous de palmiers e restano osservazioni di appassionati francesi, valide anche per il clima di molte regioni italiane.
- Esposizione: ombra leggera o mezz’ombra. Un coltivatore del Rossiglione ha constatato nel 2012 che la sua pianta, sistemata nella parte molto ombreggiata di una serra, produceva foglie filate; consiglia un’ombra leggera, a est. Un coltivatore della Côte Bleue (Bocche del Rodano) prevedeva nel 2014 di piantarla per tre quarti al sole, mitigato da un pino; il risultato non è stato pubblicato.
- Substrato: drenante. Un coltivatore di Nantes usa un buon terriccio mescolato a sabbia grossolana, e un coltivatore del Gard un miscuglio molto drenante.
- Annaffiatura: regolare durante la crescita, ridotta d’inverno; un coltivatore di Nantes la giudica poco sensibile agli errori di annaffiatura.
- Vento: un coltivatore del Rossiglione avverte che le foglie sono molto fragili, da proteggere dal vento e dai passaggi.
- Ripresa: un coltivatore del Gard ha ricevuto nel 2012 una pianta a radice nuda, rimasta più di dieci giorni in transito nello sfagno; rinvasata in un miscuglio molto drenante, ha perso il vecchio fogliame e poi ha rimesso un bel getto qualche mese dopo. Un coltivatore di Nantes indica che un pollone ricevuto senza radici ha impiegato un anno a formarle.
Le piccole dimensioni ne fanno una pianta da vaso facile da ritirare o da proteggere, come sottolineano diversi coltivatori.
Moltiplicazione
Per semina di semi freschi, nati da un’impollinazione tra una pianta maschile e una femminile, quasi sempre a mano in coltivazione. La specie produce talvolta polloni: un coltivatore di Nantes ne ha radicato uno, ma gli è servito un anno. Pulite i semi con i guanti e seminateli al caldo, in un substrato drenante.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Come nelle altre cicadee, il pericolo principale in coltivazione è il marciume delle radici e del fusto in un terreno freddo e bagnato; sorvegliate anche le cocciniglie.
Rusticità
Ceratozamia kuesteriana ha fama di essere una delle Ceratozamia più rustiche, perché vive in montagna nel Messico nord-orientale. I dati disponibili sono però scarsi: in Italia e in Francia non è stata pubblicata alcuna prova in piena terra, e gli unici valori precisi vengono da serre e da un forum americano letto tramite estratto.
In Italia
In Italia la specie è coltivata in serra e in vaso; non è stato trovato alcun risultato in piena terra.
- All’Orto Botanico di Napoli compare negli Index Seminum dall’edizione 2012-13 a quella 2018-19, nelle serre (Serre Califano), ed è citata fra le Ceratozamia della collezione in un articolo sulle serre del giardino pubblicato online nel 2019 sulla rivista Delpinoa. Queste liste descrivono la situazione degli anni indicati.
- Ai Giardini Hanbury della Mortola figurava nel catalogo del 1912; non è stata trovata alcuna fonte recente che ne confermi la presenza.
- Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna; zona USDA 8a/8b secondo lui) scrive sul forum Tropicamente, nel settembre 2012, di non aver ancora provato al freddo intenso la sua Ceratozamia kuesteriana, tenuta in serra: nel febbraio 2012, con −8 °C all’esterno, la minima nella serra era di −2 °C, forse grazie alla copertura di neve e all’intercapedine. Nel giugno 2013 indicava che la stessa pianta era stata la prima a mettere foglie nuove quell’anno, dopo una primavera fredda. Riscontro incompleto (vaso o piena terra non precisato), ma è l’unico italiano su questa specie.
Sullo stesso forum la specie compare anche in classifiche di rusticità riprese da appassionati della California settentrionale (vedi sotto), senza prove italiane. Le esperienze francesi che seguono vengono da regioni dal clima vicino a quello di molte zone italiane (riviere ligure e tirrenica, Sicilia, Sardegna, Puglia): sono utili anche al lettore italiano, ma restano esperienze francesi, senza corrispondenza termica precisa con una città italiana.
Esperienze francesi
Diversi appassionati la coltivano dal 2012 (Nantes, Gard, Rossiglione, Côte Bleue), ma in vaso o in serra; nessuno ha pubblicato un risultato in piena terra dopo un inverno freddo. Esiste un solo dato sul freddo:
- Un coltivatore del Rossiglione (Pirenei Orientali, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che le sue giovani Ceratozamia kuesteriana, coltivate in serra, sono rimaste intatte nel febbraio 2012, quando la temperatura nella serra è scesa a −4 °C; un eventuale riscaldamento non è precisato.
Non esiste alcun dato per la costa atlantica, la Bretagna, l’interno continentale o la montagna.
Riferimenti internazionali
- Un coltivatore della Carolina del Sud (Stati Uniti, zona USDA 8a) indica sul forum PalmTalk che le sue Ceratozamia kuesteriana, Ceratozamia latifolia e Ceratozamia hildae in piena terra hanno perso dal 90 al 100% del fogliame nel dicembre 2022, verso −11 °C (12 °F); la ripresa non è documentata. Messaggio ripreso da un estratto di ricerca, perché il forum è bloccato.
- Sul forum italiano Tropicamente un coltivatore riferiva nel 2009, sulla base di appassionati della California settentrionale, che la specie sopporterebbe minime da −7 a −9 °C con danni lievi o moderati alle foglie; è una testimonianza di seconda mano, senza luogo né data precisi.
Siti commerciali o enciclopedici online indicano limiti molto diversi, da −3,8 °C a −9 °C, senza citare misure: questi valori non vengono ripresi. I coltivatori americani consigliano, per le Ceratozamia in piena terra, di piantarle sotto una copertura di alberi e di interrarne il fusto, perché la pianta possa ripartire dopo un gelo che distrugge le foglie. In Italia una prova in piena terra ha senso soltanto in un luogo riparato, in terreno molto drenante, con una protezione pronta per le notti fredde.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia kuesteriana. Il rischio è invece ben documentato nelle altre cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono intossicarsi gravemente. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
La monografia del 2022 non riporta alcun uso per questa specie. L’unico uso documentato è quello ornamentale, in collezione.
Domande frequenti
Ceratozamia kuesteriana è rustica in Italia?
Non lo si sa ancora. Ha fama di essere una delle Ceratozamia più resistenti, ma in Italia e in Francia non è stata pubblicata alcuna prova in piena terra; giovani piante hanno sopportato −4 °C in serra nel Rossiglione, e piante in piena terra hanno perso quasi tutto il fogliame verso −11 °C in Carolina del Sud. Una protezione resta indispensabile.
Perché le foglie giovani sono rosse?
È un carattere della specie: le foglie spuntano bruno rossastre e poi diventano verdi maturando. I coltivatori descrivono un rosso scuro molto decorativo.
Come si riconosce Ceratozamia kuesteriana?
Dalle foglioline molto strette, larghe meno di un centimetro, arcuate verso l’alto e scavate a doccia, su foglie erette di circa un metro. I getti bruno rossastri completano il quadro.
Sole o ombra?
Meglio ombra leggera o mezz’ombra. Troppa ombra dà foglie filate, e le foglie fragili temono il vento; non è stato pubblicato alcun risultato in pieno sole.
Perché è stata descritta in Russia?
Perché il tipo è una pianta coltivata nel giardino botanico di San Pietroburgo, nata da materiale inviato dal Messico negli anni Quaranta dell’Ottocento. Eduard Regel la descrisse nel 1857 e la dedicò al barone von Kuester, mecenate di quel giardino.
Dove vederla in Italia?
All’Orto Botanico di Napoli, che la coltiva nelle serre secondo i suoi Index Seminum dal 2012-13 al 2018-19 e un articolo del 2019. I Giardini Hanbury della Mortola la elencavano nel 1912, ma nessuna fonte recente ne conferma la presenza.
È minacciata?
Sì. È classificata in pericolo critico di estinzione dalla IUCN (valutazione pubblicata nel 2022) e vive soltanto su poche montagne del Tamaulipas meridionale.
Si può acquistare liberamente?
No, non senza documenti. Come tutto il genere, figura nell’Appendice I della CITES e nell’Allegato A del regolamento europeo, semi compresi; possono essere venduti soltanto esemplari nati in coltivazione, con i relativi documenti.
Leggi anche su Succulentes
- Cicadee negli orti botanici italiani: dove vederle e perché
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- Irrigazione delle Cycas: errori comuni e come evitarli
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia kuesteriana: https://cycadlist.org/scientific_name/29 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN (valutazione del 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- PhytoKeys, Monograph of Ceratozamia (2022): https://phytokeys.pensoft.net/article/80382/ — descrizione dettagliata, tipo, distribuzione, quote, habitat, nomi comuni, usi, discussione della specie. Articolo sottoposto a revisione paritaria, ad accesso libero; testo integrale consultato.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia kuesteriana: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/18591/legal — Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 (iscrizione del genere), Allegato A dell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 2 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Biodiversity Heritage Library, protologo di Regel (1857): http://biodiversitylibrary.org/page/44192476 — descrizione originale, link indicato da The World List of Cycads. Fonte primaria; pagina non consultata.
- Orto Botanico di Napoli, Index Seminum 2012-13: https://www.ortobotaniconapoli.it/images/index-seminum/Index_Seminum_12_13_Naples_Botanical_Garden_Italy.pdf e Index Seminum 2018-19: https://www.ortobotaniconapoli.it/images/index-seminum/INDEX%20SEMINUM%202018-2019.pdf — Ceratozamia kuesteriana nelle Serre Califano. Liste ufficiali del giardino, datate; consultate il 10 ottobre 2026.
- Sibilio G., The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy, Delpinoa 56-57 (2014-2015, online nel 2019): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D_069-103.pdf — Ceratozamia kuesteriana citata fra le specie delle serre. Pubblicazione del giardino; consultata il 10 ottobre 2026.
- Hortus Mortolensis (1912), Internet Archive: https://archive.org/details/hortusmortolensi00giar — Ceratozamia kuesteriana e Ceratozamia mexicana nel giardino Hanbury della Mortola. Catalogo storico; consultato il 10 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussioni «Ceratozamia» e «Le foglie nuove delle Cycadacee»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/ceratozamia-2/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/page/2/ — pianta in serra a Ravenna, −2 °C in serra con −8 °C all’esterno nel febbraio 2012 (#post-50564, settembre 2012); prima foglia nuova dopo una primavera fredda (#post-40939, giugno 2013). Forum italiano di coltivatori, riscontro incompleto; messaggi letti l’11 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Ceratozamia mexicana»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/ceratozamia-mexicana/ — classifica di rusticità ripresa da appassionati californiani (#post-38945, febbraio 2009). Forum italiano di coltivatori; testimonianza di seconda mano, messaggio letto.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Ceratozamia kuesteriana»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12496 — colore dei getti a Nantes (#p198689), esposizione e foglie fragili nel Rossiglione (#p202181, #p203405), ripresa di una pianta a radice nuda nel Gard (#p202996), difficoltà di approvvigionamento (#p202553). Forum francese di coltivatori, osservazioni di appassionati di valore indicativo.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Conférence sur les Cycadacées acclimatables»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=180715#p180715 — giovani piante intatte a −4 °C in serra nel Rossiglione, febbraio 2012. Forum francese di coltivatori.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «ceratozamia latifolia», «le substrat des Ceratozamia et les soins ?» e «Identification cycas»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=202337#p202337, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=241900#p241900, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=325151#p325151 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=482353#p482353 — pollone radicato in un anno e substrato a Nantes, progetto di piantagione sulla Côte Bleue (2014), possibile confusione con Ceratozamia mirandae (2019). Forum francese di coltivatori.
- PalmTalk, discussione «2022 December freeze, SC zone 8a»: https://www.palmtalk.org/forum/topic/76838-2022_12-2022-december-freeze-sc-zone-8a/ — defogliazione del 90-100% verso −11 °C in Carolina del Sud. Forum di coltivatori; dato ripreso da un estratto di ricerca, discussione non letta (sito bloccato).
Bibliografia
- Regel, E. (1857). [Descrizione di Ceratozamia kuesteriana.] Bulletin de la Société Impériale des Naturalistes de Moscou 30(1): 187-188, tav. 3, fig. 6; tav. 4, fig. 22. [Protologo; riferimento ripreso da The World List of Cycads, non consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. doi:10.3897/phytokeys.208.80382 [Monografia del genere; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Ceratozamia kuesteriana. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42101A69868021. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42101A69868021.en [Valutazione pubblicata nella versione 2022-1 della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads e da Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Habib, S., Gong, Y., Dong, S., Lindstrom, A., Stevenson, D.W., Wu, H. & Zhang, S. (2023). Phylotranscriptomics shed light on intrageneric relationships and historical biogeography of Ceratozamia (Cycadales). Plants 12(3): 478. doi:10.3390/plants12030478 [Filogenesi del genere; consultato tramite il riassunto.]
- Sibilio, G. (2019). The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy. Delpinoa 56-57: 69-103 (volume 2014-2015). [Presenza nelle serre di Napoli; testo consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]