Ceratozamia subroseophylla è una grande cicadea del Messico sud-orientale, descritta nel 2016 dalla regione montuosa di Los Tuxtlas, nel Veracruz meridionale, dove cresce nella foresta tropicale umida su suoli vulcanici, tra circa 400 e 1.050 m di quota. Questa specie del genere Ceratozamia era nota ai coltivatori come Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla». Deve il nome alla base rosa pallido delle squame dei coni femminili. I suoi limiti sono discussi: la monografia del 2022 vi include Ceratozamia dominguezii, specie che The World List of Cycads continua ad accettare. La IUCN la classifica in pericolo.
L’essenziale su Ceratozamia subroseophylla
- Nome accettato: Ceratozamia subroseophylla Mart.-Domínguez & Nic.-Mor. (2016), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nota in orticoltura come Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla»; Ceratozamia dominguezii Pérez-Farr. & Gut.Ortega (2021) è messa in sinonimia dalla monografia del 2022, ma resta accettata da The World List of Cycads (vedi Tassonomia)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «hymniom pekmuk» in lingua popoluca (Veracruz)
- Distribuzione naturale: Messico, Veracruz (Los Tuxtlas); nel senso ampio della monografia del 2022 anche Uxpanapa (Veracruz) e Tabasco, da 111 a 1.050 m
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criterio B1ab(iii)), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foresta tropicale sempreverde su suoli vulcanici o rocce carsiche; in coltivazione, mezz’ombra e terreno ricco di humus e drenante
- Portamento e dimensioni da adulta: specie grande, fusto da 30 cm a 2,5 m (eccezionalmente 5 m) e largo da 18 a 45 cm; foglie lunghe da 0,7 a 3,7 m (misure della monografia, in senso ampio); in senso stretto (descrizione originale): fusto da 10 a 150 cm e largo da 18 a 41 cm, foglie da 0,72 a 2,72 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia subroseophylla?
Il carattere più netto è il cono femminile: a maturità la base delle sue squame è rosa pallido, e l’apice porta una breve punta (mucrone). Le foglie giovani sono bruno giallastre e il picciolo porta numerosi aculei robusti. La monografia del 2022, che include le popolazioni di Uxpanapa, la descrive così:
- Fusto: aereo, eretto e poi coricato, lungo da 30 a 250 cm (fino a 500 cm) e largo da 18 a 45 cm;
- Foglie: da 10 a 83, lunghe da 72 a 370 cm, erette, bruno giallastre quando spuntano; picciolo lungo da 50 a 150 cm, armato di 25-55 aculei robusti lunghi da 4 a 8,5 mm;
- Foglioline: da 23 a 48 paia, lanceolate, papiracee, verde scuro, glauche sulla pagina inferiore, con nervature ben visibili, lunghe da 18 a 45 cm e larghe da 2,5 a 4 cm;
- Coni maschili: cilindrici, da 15 a 30 cm per 3,1-5,4 cm, verdi con peli rossastri e poi giallo verdastri;
- Coni femminili: cilindrici, da 15,5 a 40 cm per 7-11,6 cm, gialli con peli da rossastri a porpora quando spuntano, verdi a maturità con la base delle squame rosa pallido, apice mucronato;
- Semi: ovali, da 2,9 a 3,8 cm, con la polpa bianco rosata che diventa bruno chiara.
La descrizione originale (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2016), basata soltanto sulle popolazioni di Los Tuxtlas, fornisce le misure della specie in senso stretto: fusto aereo lungo da 10 a 150 cm e largo da 18 a 41 cm; da 2 a 83 foglie ascendenti lunghe da 72 a 272 cm; picciolo da 29 a 104 cm e rachide da 19 a 188 cm, spinosi tranne che nelle plantule; da 7 a 40 foglioline (il testo non precisa se si tratti di paia), oblunghe nelle piante giovani e poi lanceolate, falciformi nella metà terminale, papiracee, quelle mediane lunghe da 18 a 44,5 cm e larghe da 2,5 a 5 cm, distanziate da 1,7 a 3,9 cm, con l’articolazione bruna e poi verde; stipole tomentose bruno rossastre di 3,7-4 cm; cono maschile di 15 cm su un peduncolo di 9,5-10 cm; cono femminile lungo da 15,5 a 23,4 cm e largo da 7 a 7,8 cm, giallo con pubescenza rossastra quando spunta, portato da un peduncolo bruno chiaro di 9,8-17,5 cm e formato da 128-137 squame verdi, corna comprese, con la base rosa pallido coperta di pubescenza bruno scura; semi ovoidali, da crema a bruno chiari, lunghi da 3 a 3,8 cm.
La diagnosi insiste sul picciolo e sul rachide bruno verdastri molto spinosi, sulle foglie giovani bruno giallastre, sulle foglioline papiracee, brune alla base, lanceolate e simmetriche nell’adulto, e sul cono femminile mucronato con squame verdi a base rosa. Dice le foglioline non pruinose sulla pagina inferiore, mentre la descrizione dettagliata dello stesso articolo le dice pruinose: gli autori non spiegano questa contraddizione interna.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
La specie appartiene al complesso di Ceratozamia robusta, un gruppo di grandi specie con fusto spesso, foglie lunghe e coni grossi (Pérez-Farrera e collaboratori, 2022). Le confusioni possibili sono quindi numerose:
- Ceratozamia robusta: cono femminile verde scuro con radi peli nerastri, squame con la faccia terminale sporgente e corna diritte ad angolo retto, senza base rosa; foglie giovani bruno rossastre (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2022; Pérez-Farrera e collaboratori, 2022);
- Ceratozamia dominguezii, di Uxpanapa: foglie giovani color caramello, il rachide più lungo del complesso, centro della faccia terminale delle squame viola scuro (Pérez-Farrera e collaboratori, 2021); vedi Tassonomia;
- Ceratozamia miqueliana: presente nella stessa regione di Los Tuxtlas, ma con foglioline molto più larghe (da 6 a 6,5 cm) e poco numerose, una quindicina di paia (Chemnick & Gregory, 1995);
- Ceratozamia leptoceras e Ceratozamia oliversacksii, del Messico occidentale: non hanno il picciolo e il rachide bruno verdastri, armati di numerosi aculei robusti, di Ceratozamia subroseophylla; le loro foglioline sono membranacee nella prima e strettissime nella seconda (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2022; Pérez-Farrera e collaboratori, 2022).
Senza coni una Ceratozamia si distingue a fatica da una Zamia.
Tassonomia
Ceratozamia subroseophylla è un nome accettato da The World List of Cycads e dalla monografia del 2022. I suoi limiti, invece, sono oggetto di un disaccordo tra specialisti.
Una specie descritta nel 2016
La specie è stata descritta nel 2016 su Phytotaxa da Lilí Martínez-Domínguez, Fernando Nicolalde-Morejón, Francisco Vergara-Silva e Dennis Stevenson, dopo il riesame di quattro specie già note: Ceratozamia miqueliana, con cui convive a Los Tuxtlas, Ceratozamia mexicana, Ceratozamia robusta e Ceratozamia brevifrons. Gli autori l’hanno distinta per caratteri morfologici propri e per varianti diagnostiche di sequenze di DNA (il cosiddetto «DNA barcoding»). In precedenza la pianta era coltivata con il nome di Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla».
Il disaccordo su Ceratozamia dominguezii
Nel 2021 Miguel Ángel Pérez-Farrera e José Said Gutiérrez-Ortega descrivono Ceratozamia dominguezii, delle foreste su carsismo di bassa quota di Uxpanapa, nel Veracruz sud-orientale. La separano dalle altre specie del complesso di Ceratozamia robusta, compresa Ceratozamia subroseophylla, con misure delle foglie e caratteri qualitativi: foglie giovani color caramello, i rachidi più lunghi del complesso, foglioline papiracee, faccia terminale delle squame viola scuro al centro.
L’anno seguente la monografia di Martínez-Domínguez e collaboratori (2022) mette Ceratozamia dominguezii in sinonimia con Ceratozamia subroseophylla: secondo gli autori le popolazioni di Uxpanapa rientrano nella variabilità della specie come loro la delimitano, in base alla morfologia vegetativa e riproduttiva e alla fenologia. La loro descrizione di Ceratozamia subroseophylla comprende quindi queste popolazioni, da cui un areale esteso fino al Tabasco e misure molto ampie.
Questa sinonimia non è seguita da tutti. The World List of Cycads la respinge espressamente: osserva che gli autori della monografia non hanno discusso le differenze morfometriche e qualitative pubblicate nel 2021 né fornito dati a sostegno, e mantiene Ceratozamia dominguezii come specie distinta «finché non saranno pubblicate prove convincenti». Anche Jody Haynes (2023), nella sua critica della monografia, respinge questa sinonimia. Inoltre l’analisi morfometrica pubblicata con la descrizione di Ceratozamia schiblii (2022) separa nettamente le due specie: Ceratozamia subroseophylla ha in particolare piccioli più lunghi, Ceratozamia dominguezii rachidi più lunghi. La posizione di POWO non ha potuto essere verificata direttamente.
Che cosa cambia per il lettore: questo sito segue The World List of Cycads e tratta Ceratozamia dominguezii come specie a sé. In senso stretto, quindi, Ceratozamia subroseophylla è la pianta di Los Tuxtlas. Le misure e l’areale della monografia, che includono Uxpanapa, vanno letti con questa riserva, e una pianta di Uxpanapa venduta con l’uno o con l’altro nome proviene dalla stessa popolazione.
Posizione nel genere
La specie è stata inclusa nella filogenesi di Habib e collaboratori (2023), basata su materiale del giardino botanico Nong Nooch, in Thailandia, ma la sua posizione non è commentata nel testo. Lo studio del 2024 sull’evoluzione dei coni la colloca nel grande clade Mexicana e osserva che le sue foglioline lanceolate sono comparse indipendentemente da quelle di Ceratozamia vovidesii, del clade Miqueliana.
Etimologia e storia
L’epiteto unisce il latino sub, «sotto», e roseus, «rosa», al greco phyllon, «foglia»: indica la tinta rosa pallido della base dei megasporofilli, le squame fertili dei coni femminili, che sono foglie modificate (Haynes, 2022). Il tipo è una pianta femminile raccolta il 15 luglio 2014 da Lilí Martínez-Domínguez (n. 158) su una collina di fronte a Sinapan, nel comune di Santiago Tuxtla, a 425 m (olotipo nell’erbario CIB; isotipi a MEXU e NY). I paratipi provengono dal Cerro El Vigía (Santiago Tuxtla, 474 m, marzo 2014), da Sinapan (due piante maschili, luglio 2014) e da Tatahuicapan de Juárez (849 m). La descrizione originale precisa che la base rosa pallido delle squame si vede in tutti gli stadi del cono femminile, ed è per questo che è stata scelta come carattere di identificazione. Prima della descrizione la pianta circolava già nelle collezioni con il nome di Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla».
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. La monografia del 2022 registra un nome in lingua popoluca, «hymniom pekmuk», tratto da un cartellino d’erbario di M. Leonti (n. 542); la fonte non localizza questa raccolta con maggiore precisione.
In natura
In senso stretto Ceratozamia subroseophylla vive nella regione montuosa di Los Tuxtlas, nel Veracruz meridionale, su suoli di origine vulcanica nella foresta tropicale sempreverde, tra circa 420 e 1.050 m. Nel senso ampio della monografia del 2022, che include Uxpanapa e una popolazione di Macuspana (Tabasco), cresce anche su rocce carsiche, a partire da 111 m di quota.
La descrizione originale colloca la specie tra la zona montuosa di Sinapan (Santiago Tuxtla) e quella del vulcano San Martín Pajapan (Tatahuicapan de Juárez), tra 420 e 1.050 m, in una foresta tropicale sempreverde relitta e molto disturbata. Il massiccio vulcanico di Los Tuxtlas risale all’Oligocene, e la regione è considerata un antico rifugio floristico (Wendt, 1987). Il clima è caldo e umido, con piogge estive: circa 2.292 mm di precipitazioni l’anno, una stagione secca (31,1 mm di pioggia, valore riportato senza altre precisazioni) e una temperatura media di 24,7 °C (García, 2004, citato dagli autori).
Uno studio sul rischio di estinzione delle cicadee del Veracruz (Gómez Díaz, 2025), che tratta separatamente le due specie, conta 8 località per Ceratozamia subroseophylla, un’area di presenza di 1.365 km², l’87% dell’habitat trasformato e il 60% dell’areale fuori dalle aree protette; la colloca tra le cicadee più minacciate dello Stato. L’autore censisce soltanto quattordici studi scientifici che la menzionano. Non è stato trovato alcuno studio sull’impollinazione della specie.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia subroseophylla è classificata in pericolo (EN, criterio B1ab(iii)) nella Lista rossa IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022: l’areale è ristretto e la qualità dell’habitat è in declino. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente; lo stato è ripreso da The World List of Cycads. La minaccia principale è il cambiamento d’uso del suolo nel Veracruz e nel Tabasco (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2022). In Messico la specie non compare nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010; uno studio del 2025 propone di iscriverla come «in pericolo di estinzione» (Gómez Díaz, 2025).
Come tutto il genere Ceratozamia, la specie è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 (le cicadee erano all’Appendice II dal 1977). L’iscrizione riguarda l’intero genere e copre quindi anche le specie descritte di recente. Il commercio internazionale di piante selvatiche a scopo commerciale è vietato e i semi non godono di alcuna esenzione. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Stati riletti su Species+ il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o cessione.
In pratica, acquistate soltanto piante nate da seme, con i documenti di provenienza, e annotate il nome con cui vengono vendute (compreso Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla»).
Coltivazione
Nessuna fonte descrive in modo specifico la sua coltivazione. Si sa soltanto che era coltivata prima della descrizione, con il nome di Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla», e che fa parte della collezione del giardino botanico Nong Nooch. Le indicazioni che seguono si basano sul suo habitat e sulle regole generali del genere:
- Esposizione: mezz’ombra o ombra leggera; è una pianta di foresta tropicale.
- Substrato: ricco di humus e ben drenante.
- Annaffiature: regolari durante la crescita, senza ristagni, ridotte in inverno.
- Spazio: è una delle specie più grandi del genere, con foglie di diversi metri nella pianta adulta e aculei robusti; prevedete spazio e guanti.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme. Le piante sono maschili o femminili, e in coltivazione occorre un’impollinazione manuale per ottenere semi fertili. Non è stato trovato alcun dato sulla germinazione di questa specie.
Malattie e parassiti
La descrizione originale mostra in fotografia un defogliatore del genere Eumaeus (una farfalla) sulla specie, senza altre precisazioni; non è documentata alcuna malattia propria di Ceratozamia subroseophylla. Per le Ceratozamia coltivate i forum segnalano soprattutto il marciume in un terreno freddo e fradicio e le bruciature delle foglie dopo un’esposizione improvvisa al sole (vedi la pagina del genere).
Rusticità
Per Ceratozamia subroseophylla non esiste alcun dato: né riscontri di coltivazione datati, né temperature minime pubblicate per le sue stazioni di bassa e media quota; la descrizione originale riporta soltanto una temperatura media di 24,7 °C per la regione di Los Tuxtlas.
In Italia
Nessuna coltivazione è segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, né con il nome attuale né con quello di Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla». Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è segnalata alcuna coltivazione, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove. Il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’ottobre 2026). I riscontri francesi sul genere riguardano Ceratozamia mexicana e Ceratozamia latifolia.
Riferimenti internazionali
Nessun riscontro è stato trovato nemmeno con le ricerche sui forum di lingua inglese e spagnola. Pianta di foresta tropicale di bassa e media quota, va coltivata al riparo dal gelo, in serra o in casa nelle regioni fredde, finché non esisteranno prove documentate.
Tossicità e precauzioni
Non esiste alcun dato di tossicità per Ceratozamia subroseophylla né per il genere Ceratozamia. Il rischio è documentato in altre cicadee, in particolare Cycas e Zamia: i loro semi soprattutto contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Considerate quindi la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi e, in caso di ingestione, una chiamata immediata a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
L’uso medicinale riportato più avanti non dimostra che la pianta sia innocua: non consumate alcun preparato a base di cicadee.
Usi tradizionali
La monografia del 2022 riferisce, sulla base dello stesso cartellino d’erbario di M. Leonti, che presso i Popoluca del Veracruz il fusto viene bollito per preparare un decotto medicinale contro i calcoli renali. Nelle fonti consultate questo uso non è stato oggetto di alcuno studio pubblicato.
Domande frequenti
Perché il nome subroseophylla?
Per il colore dei coni femminili. La base delle loro squame, che sono foglie modificate, prende una tinta rosa pallido a maturità; l’epiteto significa all’incirca «dalle foglie rosate alla base».
Ceratozamia dominguezii è la stessa specie?
Gli specialisti non sono d’accordo. La monografia del 2022 la mette in sinonimia, ma The World List of Cycads e Jody Haynes (2023) respingono questa sinonimia per mancanza di prove. Questo sito segue The World List of Cycads e tratta le due specie separatamente.
È la vecchia Ceratozamia robusta «Santiago Tuxtla»?
Sì. Secondo The World List of Cycads è con questo nome che la pianta circolava in orticoltura prima della descrizione del 2016.
Dove cresce?
Nella regione di Los Tuxtlas, nel Veracruz meridionale. Vive nella foresta tropicale umida su suoli vulcanici, tra circa 400 e 1.050 m; la monografia del 2022 vi aggiunge Uxpanapa e il Tabasco.
Come riconoscerla?
Dal cono femminile: la base delle squame è rosa pallido e l’apice porta una breve punta. Il picciolo è armato di numerosi aculei robusti e le foglie giovani sono bruno giallastre.
Resiste al freddo?
Non si sa, ed è poco probabile. Non esiste alcuna prova documentata, e si tratta di una pianta di foresta tropicale di bassa e media quota: coltivatela al riparo dal gelo.
Leggi anche su Succulentes
- Irrigazione delle Cycas: errori comuni e come evitarli
- Le cicadali producono fiori o coni? Maschi, femmine e riproduzione
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia subroseophylla: https://cycadlist.org/scientific_name/817 — autori, descrizione originale, tipo, nome orticolo, distribuzione, stato IUCN del 2022, etimologia. Lista di riferimento degli specialisti; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- The World List of Cycads, Ceratozamia dominguezii: https://cycadlist.org/scientific_name/909 — nota che respinge la sinonimia con Ceratozamia subroseophylla. Lista di riferimento; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Plazi TreatmentBank, trattamento di Ceratozamia subroseophylla (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2016, Phytotaxa 268(1), pp. 35-37): https://treatment.plazi.org/id/03A28790FFE9FFA9FF635378FE8E9356 — testo integrale della parte tassonomica della descrizione originale (diagnosi, tipi, descrizione, etimologia, distribuzione, habitat, clima). Estrazione fedele della fonte primaria; letta il 10 ottobre 2026.
- Monografia di Ceratozamia (PhytoKeys 208), testo integrale su PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, tipo, areale, quote, nomi comuni e usi, stato preliminare. Articolo sottoposto a revisione paritaria; testo integrale letto.
- Taxonomy (MDPI), descrizione di Ceratozamia schiblii: https://doi.org/10.3390/taxonomy2030025 — confronti morfometrici del complesso di Ceratozamia robusta, comprese Ceratozamia subroseophylla e Ceratozamia dominguezii. Articolo sottoposto a revisione paritaria; testo integrale letto.
- Gómez Díaz (2025), rischio di estinzione delle cicadee del Veracruz, PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12034500/ — località, areale, perdita di habitat, proposta NOM-059. Articolo sottoposto a revisione paritaria; testo integrale letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — iscrizione dell’intero genere all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 e all’Allegato A nell’Unione europea; la specie, descritta dopo la lista di riferimento del 2013, non vi compare con il suo nome. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2016). Integrative taxonomy of Mexican cycads: biogeography, morphology and DNA barcoding corroborate a new sympatric species in Ceratozamia (Zamiaceae). Phytotaxa 268(1): 25-45. DOI: 10.11646/phytotaxa.268.1.2. [Descrizione originale; parte tassonomica letta per intero tramite Plazi; analisi biogeografiche, morfologiche e molecolari note dal riassunto. Fonte primaria.]
- Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Vovides, A.P., Calonje, M. & Díaz-Jiménez, P. (2021). Ceratozamia dominguezii (Zamiaceae): a new cycad species from southeastern Mexico. Taxonomy 1(4): 345-359. DOI: 10.3390/taxonomy1040026. [Descrizione della specie vicina; consultata tramite il riassunto.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere; testo integrale letto su PubMed Central.]
- Haynes, J.L. (2023). Critical review of “Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus” published in PhytoKeys 208: 1–102 (2022). Phytotaxa 612(2): 159-200. DOI: 10.11646/phytotaxa.612.2.4. [Critica della monografia; consultata tramite il riassunto.]
- Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Gregory, T.J., Chemnick, J., Salas-Morales, S., Calonje, M. & Díaz-Jiménez, P. (2022). Ceratozamia schiblii (Zamiaceae): a new cycad species from the eastern mountains of Oaxaca, Mexico. Taxonomy 2(3): 324-338. DOI: 10.3390/taxonomy2030025. [Morfometria del complesso di Ceratozamia robusta; testo integrale letto.]
- Habib, S., Gong, Y., Dong, S., Lindstrom, A., Stevenson, D.W., Wu, H. & Zhang, S. (2023). Phylotranscriptomics shed light on intrageneric relationships and historical biogeography of Ceratozamia (Cycadales). Plants 12(3): 478. DOI: 10.3390/plants12030478. [Filogenesi di 30 specie, materiale del giardino botanico Nong Nooch; testo integrale letto.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F., Gernandt, D.S., Huesca-Domínguez, I. & Stevenson, D.W. (2024). Evolutionary trends of reproductive phenotype in Cycadales: an analysis of morphological evolution in Ceratozamia. Annals of Botany 134(4): 631-650. DOI: 10.1093/aob/mcae058. [Evoluzione dei caratteri; testo integrale letto su PubMed Central.]
- Chemnick, J. & Gregory, T.J. (1995, pubblicato nel 1996). A new species of Ceratozamia (Zamiaceae) from Oaxaca, Mexico with comments on distribution, habitat, and relationships. Phytologia 79(1): 51-57. [Misure di Ceratozamia miqueliana; testo integrale letto.]
- Gómez Díaz, J.A. (2025). Assessing the extinction risk of Veracruz cycads. Cambridge Prisms: Extinction 3: e7. DOI: 10.1017/ext.2025.5. [Indicatori di rischio; testo integrale letto.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Ceratozamia subroseophylla. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T103631959A103632275. [Categoria EN; riferimento ripreso da The World List of Cycads, pagina non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia; citata tramite The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]