Il genere Encephalartos

Encephalartos

Il genere Encephalartos riunisce le grandi cicadee dell’Africa: 65 specie, tutte africane, distribuite dal Capo Orientale, in Sudafrica, fino al Sud Sudan e alla Nigeria. Sono piante dal portamento di palma, con fusto aereo o sotterraneo, e le loro foglie rigide, spesso glauche e spinose, le hanno rese celebri tra i collezionisti. Il Sudafrica ne ospita 37, di cui 29 non esistono in nessun altro luogo. Il genere è anche uno dei più minacciati del mondo vegetale: cinque specie sopravvivono ormai solo in coltivazione, tra cui Encephalartos woodii, noto da un’unica pianta maschile, e il bracconaggio per giardini e collezioni continua a svuotare le popolazioni selvatiche. Tutte le specie sono iscritte all’Appendice I della CITES. In Italia l’Orto Botanico di Napoli ne ha coltivate decine di specie. Una specie ha cambiato grafia nel 2024: Encephalartos caffer, nome ancora comune nei cataloghi, si scrive ora Encephalartos afer.

L’essenziale su Encephalartos

  • Nome accettato: Encephalartos Lehm., pubblicato nel 1834 da Johann Georg Christian Lehmann (Nov. Stirp. Pug. 6: 11); accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15)
  • Numero di specie: 65 specie e 6 taxa infraspecifici, cioè 71 nomi accettati (The World List of Cycads, versione 2026.08.15)
  • Nomi antichi: nessun sinonimo a livello di genere; a livello di specie Encephalartos caffer è diventato Encephalartos afer (2024), e diversi nomi descritti tra gli anni Ottanta e Duemila sono oggi sinonimi (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «broodboom» (albero del pane) in afrikaans per Encephalartos altensteinii, e numerosi nomi inglesi per singola specie (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: Africa subsahariana, dal Sudafrica (37 specie) al Sud Sudan e all’Africa occidentale (Benin, Ghana, Nigeria, Togo); nessuna specie in Madagascar
  • Stato IUCN: 5 specie estinte in natura (EW), 19 in pericolo critico (CR), 8 in pericolo (EN), 20 vulnerabili (VU), 6 quasi minacciate (NT) e 7 a minor preoccupazione (LC); valutazioni del 2022, tranne undici specie dell’Africa orientale rivalutate in valutazioni pubblicate nel 2024 (ancora citate con le valutazioni del 2010 da The World List of Cycads)
  • CITES: tutto il genere in Appendice I dal 4 febbraio 1977, senza annotazioni (i semi sono compresi); Allegato A nell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383)
  • Rusticità documentata: nessun dato pubblicato da un giardino italiano. Sul forum Tropicamente, a Ravenna, un Encephalartos friderici-guilielmi in vaso sotto una terrazza e un Encephalartos lehmannii in serra fredda non hanno superato i −7 °C del dicembre 2009. In Francia, sul forum Fous de palmiers, Encephalartos friderici-guilielmi ha sopportato da −9,5 a −10 °C in piena terra nel febbraio 2012 (Nantes sotto campana, Béarn senza protezione) e Encephalartos lehmannii −7 °C senza protezione nel Rossiglione; Encephalartos horridus non è stato provato in piena terra sotto i −4 °C (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sole o luce intensa per la maggior parte delle specie coltivate, suolo molto drenante; l’eccesso d’acqua, soprattutto in inverno o su una pianta giovane, è la causa d’insuccesso più citata dai coltivatori
  • Portamento: da specie piccole, come Encephalartos humilis («umile»), a specie arborescenti, con fusti fino a 6,7 m in Encephalartos altensteinii (Palmer e Pitman, 1972)
  • Tossicità: semi e altre parti tossici, come in tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Caratteri del genere Encephalartos

Un Encephalartos si riconosce dalle foglioline senza nervatura centrale, percorse da nervature parallele, e dai veri coni, maschili e femminili, portati da piante separate. The World List of Cycads ne dà la descrizione seguente:

  • Portamento: piante dioiche dall’aspetto di palma, con fusto spesso e cilindrico, aereo o sotterraneo, spesso voluminoso, coperto dalle basi delle vecchie foglie. La maggior parte delle specie produce polloni alla base; le ramificazioni aeree sono poco frequenti.
  • Foglie: pennate, disposte a spirale e separate da catafilli (foglie ridotte a squame). Le foglioline inferiori sono spesso ridotte a spine. Il picciolo non porta aculei; è spesso ingrossato alla base, e in alcune specie ha un collare di colore diverso. Le foglie giovani sono pelose.
  • Foglioline: semplici, con margini spesso spinosi, dentati o lobati, con numerose nervature parallele che si biforcano, senza nervatura centrale distinta, non articolate.
  • Coni: le squame dei coni maschili e femminili terminano con una parte allargata, spesso appiattita o sfaccettata, ma mai prolungata in una spina rivolta verso l’alto. Ogni squama femminile porta due ovuli, raramente tre, rivolti verso l’asse del cono.
  • Semi: quasi rotondi o oblunghi, ricoperti da un involucro carnoso (sarcotesta) rosso, giallo, arancio o bruno.
Encephalartos friderici-guilielmi
Encephalartos friderici-guilielmi coltivato nel Giardino botanico della Città di Nizza

Encephalartos, Cycas o Stangeria?

Tre generi di cicadee vivono allo stato selvatico in Africa, e il criterio più semplice per distinguerli è la fogliolina. Quella di una Cycas porta una sola nervatura centrale spessa; quella di un Encephalartos, numerose nervature parallele senza nervatura centrale. Anche gli organi femminili sono diversi: nelle Cycas le foglie fertili formano una rosetta aperta in cima al fusto, mentre un Encephalartos forma un vero cono. L’unica Cycas africana accettata da The World List of Cycads, Cycas thouarsii, vive in Kenya, in Tanzania, alle Comore e in Madagascar. Il terzo genere, Stangeria, conta una sola specie del Capo Orientale e del KwaZulu-Natal, con foglioline che portano una forte nervatura centrale e numerose nervature laterali, come la fronda di una felce (The World List of Cycads).

Tassonomia e classificazione

Encephalartos è un genere accettato della famiglia delle Zamiaceae. The World List of Cycads, la lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee dell’IUCN, vi riconosce 65 specie e 6 taxa infraspecifici nella versione del 15 agosto 2026. Le sottospecie formano tre coppie: Encephalartos barteri subsp. barteri e subsp. allochrous, Encephalartos ferox subsp. ferox e subsp. emersus, Encephalartos tegulaneus subsp. tegulaneus e subsp. powysii. In questa lista il genere non è diviso in sottogeneri né in sezioni.

Da Encephalartos caffer a Encephalartos afer

L’unico cambio di nome che riguarda una specie comune in coltivazione è recente. Nel luglio 2024 la sezione di nomenclatura del XX Congresso internazionale di botanica, riunito a Madrid, ha adottato un nuovo articolo 61.6 del Codice internazionale di nomenclatura: gli epiteti formati sulla radice «caf(f)r-», derivata da un termine diventato offensivo in Africa australe, sono vietati e vanno corretti in «afr-» (SANBI, rapporto sull’edizione 2025 della lista nazionale delle piante del Sudafrica). IPNI e The World List of Cycads scrivono quindi Encephalartos afer (Thunb.) Lehm., precisando che la grafia dell’epiteto è stata corretta secondo l’articolo 61.6 del Codice di Madrid. Il nome di base è Cycas afra, descritto da Thunberg nel 1775. Per chi coltiva, la pianta non cambia: Encephalartos caffer ed Encephalartos afer indicano la stessa specie, e Species+ usa ancora la vecchia grafia.

Specie descritte, poi riunite

Più della metà delle specie attuali è stata descritta dopo il 1950, e molte tra il 1988 e il 2002. Diverse di queste descrizioni sono state in seguito messe in sinonimia. Secondo The World List of Cycads, Encephalartos imbricans Vorster (1995) è ricondotto a Encephalartos equatorialis, Encephalartos successibus Vorster (1995) a Encephalartos whitelockii, Encephalartos venetus Vorster (1996) a Encephalartos nubimontanus, Encephalartos verrucosus (1988) a Encephalartos dolomiticus, Encephalartos graniticola (1988) a Encephalartos dyerianus, Encephalartos flavistrobilus (2006) a Encephalartos schaijesii ed Encephalartos eximius I.Verd. (1954) a Encephalartos cycadifolius. Encephalartos kanga Pócs & Q.Luke (2008) ed Encephalartos voiensis (1989) sono sinonimi di Encephalartos kisambo; per Encephalartos kanga, The World List of Cycads riporta le ragioni date da Haynes (2009): forte sovrapposizione dei caratteri vegetativi, assenza di dati sui coni maschili e coni femminili descritti su una sola pianta. Al contrario Encephalartos middelburgensis, descritto prima come sottospecie di Encephalartos eugene-maraisii da Lavranos e Goode (1988), è oggi una specie. Gli studi che hanno motivato le altre sinonimie non sono stati verificati per questa pagina.

Etimologia e storia del genere

Il nome Encephalartos significa «pane nella testa». Viene dal greco en, «dentro», kephalê, «testa», e artos, «pane», in riferimento alla farina che le popolazioni locali ricavavano dal fusto di alcune specie (The World List of Cycads). Il botanico tedesco Johann Georg Christian Lehmann, direttore dell’orto botanico di Amburgo, pubblicò il genere nel 1834, insieme a diverse specie del Capo, tra cui Encephalartos altensteinii, Encephalartos friderici-guilielmi ed Encephalartos lehmannii. Alcune di queste specie erano già note sotto altri generi: Encephalartos horridus, Encephalartos longifolius ed Encephalartos cycadifolius erano state descritte da Jacquin nel 1801 come Zamia, ed Encephalartos afer da Thunberg nel 1775 come Cycas.

Gli epiteti raccontano una parte di questa storia. Encephalartos friderici-guilielmi onora il re di Prussia Federico Guglielmo III, la cui serra di palme di Potsdam non aveva eguali all’epoca, ed Encephalartos altensteinii il barone Karl von Altenstein, uomo di Stato della sua corte e protettore delle scienze. Encephalartos lehmannii rende omaggio allo stesso Lehmann, Encephalartos woodii a John Medley Wood, curatore dell’orto botanico del Natal, ed Encephalartos dyerianus al botanico sudafricano Robert Allen Dyer, monografo delle cicadee del Sudafrica. Encephalartos eugene-maraisii è dedicato allo scrittore e naturalista Eugène Marais, che aveva segnalato la pianta alla nipote, la botanica Inez Verdoorn, autrice della descrizione nel 1945. Encephalartos inopinus, «inatteso», fu scoperto in una fattoria chiamata Onverwagt, «inatteso» in olandese (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads).

Il genere ha anche un legame con Napoli: Encephalartos delucanus, della Tanzania, descritto nel 1992, è dedicato al botanico napoletano Paolo De Luca. Secondo la rivista dell’Orto Botanico di Napoli, Delpinoa, diversi Encephalartos raccolti in Africa sono stati donati al giardino, e i suoi esemplari più belli furono esposti al primo congresso internazionale sulle cicadee, a Beaulieu-sur-Mer nel 1987.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano: in italiano si dice «encephalartos» o, in modo generico, «cicadea» o «cycas». I nomi in uso vengono dall’Africa australe o dall’inglese dei vivai:

  • Afrikaans: broodboom, «albero del pane», per Encephalartos altensteinii (Palmer e Pitman, 1972, citati dalla Gymnosperm Database); la parola richiama l’etimologia del genere
  • Zulu: uJobane per Encephalartos altensteinii (stessa fonte)
  • Taita (Kenya): kisambo, nome locale diventato l’epiteto di Encephalartos kisambo (The World List of Cycads)
  • Inglese: Wood’s cycad (Encephalartos woodii), Eastern Cape blue cycad (Encephalartos horridus), Drakensberg cycad (Encephalartos ghellinckii), Winterberg cycad (Encephalartos cycadifolius) secondo l’enciclopedia delle cicadee delle società di palme della Florida; Karoo cycad (Encephalartos lehmannii) secondo Palmer e Pitman; woolly cycad (Encephalartos heenanii), Escarpment cycad (Encephalartos brevifoliolatus) e Blue cycad (Encephalartos nubimontanus) secondo i documenti del SANBI

Questi nomi non sono sempre univoci: nelle schede PlantZAfrica del SANBI, per esempio, il nome xhosa «umguza» è indicato per Encephalartos altensteinii, Encephalartos natalensis ed Encephalartos ghellinckii, e «umphanga» per le prime due.

Biogeografia ed ecologia

Il genere Encephalartos è esclusivamente africano, e il suo centro di diversità è il Sudafrica. Secondo le distribuzioni di The World List of Cycads, le 65 specie si ripartiscono così per paese (una specie può essere presente in più paesi):

  • Sudafrica: 37 specie, di cui 29 endemiche; 14 nel Capo Orientale, 13 nel KwaZulu-Natal, 9 nel Limpopo, 7 nel Mpumalanga e 1 nel Gauteng
  • Mozambico: 12 specie, di cui 3 endemiche (nelle province di Manica e Nampula)
  • Eswatini: 10 specie, di cui 1 endemica
  • Repubblica Democratica del Congo: 7 specie, di cui 2 endemiche
  • Tanzania: 5 specie; Kenya: 4; Uganda: 4, di cui 3 endemiche
  • Zimbabwe: 3 specie; Angola, Sud Sudan e Zambia: 2 ciascuno
  • Malawi, Repubblica Centrafricana, Benin, Ghana, Nigeria e Togo: 1 specie ciascuno

Le specie più settentrionali vivono nel Sud Sudan: Encephalartos septentrionalis, «il settentrionale», descritto nel 1871 da Schweinfurth, ed Encephalartos mackenziei. Nessuna è nota in Madagascar. A ovest, una sola specie, Encephalartos barteri, è presente dal Benin alla Nigeria.

Gli ambienti sono molto vari. Encephalartos arenarius deve il nome agli antichi cordoni dunali del Capo Orientale in cui cresce, Encephalartos dolomiticus ai suoli di dolomia del Limpopo ed Encephalartos equatorialis alla sua località, sulla riva nord del lago Vittoria, vicino all’equatore. Le località tipo vanno dal livello del mare (Encephalartos ferox subsp. emersus, su piccole alture sopra le pianure alluvionali di Inhambane) a più di 2.000 m (Encephalartos tegulaneus, raccolto verso i 7.000 piedi sul monte Lololokwe, in Kenya). Secondo il SANBI (PlantZAfrica), Encephalartos ghellinckii cresce nelle praterie del Drakensberg fino a circa 2.400 m, con inverni segnati da forti gelate e neve, e gli incendi dell’erba vi sono frequenti; il fuoco ha un ruolo importante nella produzione dei coni e delle nuove foglie. Le cicatrici lasciate dagli incendi della savana sono, secondo il SANBI, caratteristiche delle piante di origine selvatica.

Cinque specie estinte in natura

Cinque specie di Encephalartos sono classificate «estinte in natura» (EW) da The World List of Cycads, che cita per ciascuna una valutazione della Lista rossa IUCN pubblicata nel 2022 (Bösenberg, 2022). I documenti del SANBI citano la stessa valutazione per Encephalartos brevifoliolatus ed Encephalartos nubimontanus. Sono:

  • Encephalartos woodii (KwaZulu-Natal): è stata trovata una sola pianta, maschile, individuata nel 1895 da John Medley Wood nella foresta di Ngoye, nello Zululand. Era una pianta isolata con quattro fusti e alcuni polloni alla base. I polloni furono prelevati e coltivati in Sudafrica e all’estero, due grandi fusti furono piantati nell’orto botanico di Durban nel 1907, e l’ultimo fusto fu rimosso da Ngoye verso il 1916 (Palmer e Pitman, 1972). Tutte le piante coltivate sono quindi polloni di questo individuo maschile, e nessuna pianta femminile è nota nonostante numerose spedizioni.
  • Encephalartos heenanii (Mpumalanga ed Eswatini): 115 piante (326 fusti) contate nel 1995, circa 24 piante (45 fusti) nel 2006 e una sola pianta vista da un elicottero nel 2013, in una riserva naturale provinciale; le piante sono scomparse anche dai pochi siti noti in Eswatini (SANBI, 2015).
  • Encephalartos brevifoliolatus (Limpopo): descritto nel 1996 su cinque-sette piante sparse, tutte maschili, ed estinto in natura poco dopo la descrizione; figura nella Lista rossa come EW dal 2006. Una sola pianta coltivata avrebbe prodotto un cono femminile (SANBI, 2023).
  • Encephalartos nubimontanus (Limpopo, regione del Wolkberg): 66 piante osservate negli anni Novanta, otto nel 2000, pochi fusti nel 2003-2004 e nessuno nel 2010-2011; tutte le sottopopolazioni note sono state prelevate da collezionisti (SANBI, 2023).
  • Encephalartos relictus (Eswatini): descritto nel 2001 da una raccolta fatta nel marzo 1971 sui monti Lebombo, presso Siteki; il nome significa «abbandonato» (The World List of Cycads). I dettagli sul numero e sul sesso delle piante note non sono stati verificati per questa pagina.

Altre specie sono vicine alla stessa situazione. The World List of Cycads classifica Encephalartos chimanimaniensis in pericolo (EN), e non estinto, contrariamente a quanto affermano alcuni siti; Encephalartos dolomiticus, Encephalartos cupidus, Encephalartos latifrons, Encephalartos hirsutus ed Encephalartos middelburgensis sono in pericolo critico (CR).

Normativa e conservazione

Tutte le specie di Encephalartos sono in Appendice I della CITES, il livello di protezione più alto. Secondo Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, il genere vi figura dal 4 febbraio 1977. Diversamente dalle cicadee dell’Appendice II, l’iscrizione non porta annotazioni: semi, polline e plantule sono coperti come le piante. Il commercio internazionale di piante prelevate in natura a fini commerciali è vietato. Le piante riprodotte artificialmente di specie dell’Appendice I sono trattate come esemplari dell’Appendice II (articolo VII della Convenzione), il che ne permette l’esportazione da vivai registrati, secondo i documenti del SANBI. Un altro genere di cicadee è interamente in Appendice I: Ceratozamia.

In Italia, come in tutta l’Unione europea, il genere figura nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97 dal 1° giugno 1997; la lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Oltre al permesso, l’UE segue i pareri del suo gruppo di consultazione scientifica sulle importazioni di piante riprodotte artificialmente dal Sudafrica. Secondo Species+, consultato il 1° ottobre 2026:

  • parere favorevole, fino a 15 cm di diametro del caudice: Encephalartos altensteinii, Encephalartos ferox, Encephalartos friderici-guilielmi, Encephalartos ghellinckii, Encephalartos lanatus, Encephalartos lehmannii, Encephalartos longifolius, Encephalartos natalensis, Encephalartos paucidentatus, Encephalartos princeps, Encephalartos senticosus, Encephalartos transvenosus ed Encephalartos trispinosus (parere del 20 giugno 2011);
  • parere favorevole fino a 7 cm di caudice e sfavorevole oltre per diverse specie, tra cui Encephalartos cycadifolius, Encephalartos gratus, Encephalartos hildebrandtii ed Encephalartos manikensis (pareri del 2011 e del 2013); favorevole solo fino a 7 cm per Encephalartos afer (con il nome caffer), Encephalartos villosus e, dal 2017, Encephalartos humilis;
  • parere sfavorevole, qualunque sia la taglia, dal 7 febbraio 2013, per numerose specie, tra cui Encephalartos horridus, Encephalartos laevifolius, Encephalartos woodii, Encephalartos latifrons e tutte le specie estinte in natura.

Prima di importare, comprare o vendere un Encephalartos, verificatene lo status su Species+ e su EUR-Lex, consultate se necessario le autorità CITES italiane (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri) ed esigete i documenti che provano l’origine da coltivazione. Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali.

Nella Lista rossa IUCN, secondo i riferimenti citati da The World List of Cycads, 47 delle 65 specie sono minacciate (19 CR, 8 EN, 20 VU), a cui si aggiungono le 5 specie estinte in natura. La maggior parte delle valutazioni risale al 2022. Per undici specie dell’Africa orientale e del Sud Sudan The World List of Cycads cita ancora valutazioni del 2010, ma tutte e undici sono state rivalutate, tra il 2020 e il 2023, in valutazioni pubblicate dalla IUCN nel 2024, senza cambiamento di categoria (GBIF e Crossref, consultati il 26 ottobre 2026). Lo stato di ciascuna specie è indicato nell’elenco delle specie più in basso.

Il bracconaggio in Sudafrica

Sì, il bracconaggio è oggi la principale minaccia per gli Encephalartos del Sudafrica, e colpisce soprattutto il mercato dei giardini e delle collezioni. Secondo i documenti del SANBI, l’autorità scientifica sudafricana, i prelievi mirati in natura sono la minaccia principale per 36 delle 37 specie del paese, il 70 % delle quali è minacciato di estinzione. Le cicadee sono protette dalle ordinanze provinciali dagli anni Settanta, e la raccolta di cicadee selvatiche è vietata in tutto il paese dal febbraio 2007 (regolamento TOPS, sostituito nel maggio 2012 dall’avviso governativo n. 371). Il bracconaggio continua comunque (SANBI, 2015).

Un rapporto della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (2021) ne dà la misura:

  • nell’agosto 2014, in due notti di pioggia, alcuni ladri hanno portato via 24 Encephalartos latifrons, una specie di cui restano meno di 100 piante in natura, dall’orto botanico nazionale di Kirstenbosch, a Città del Capo;
  • nella provincia del Capo Orientale quasi 1.000 cicadee sono state sradicate in 27 furti tra il 2011 e il 2018, e le oltre 630 cicadee sequestrate dalla polizia tra il 2011 e il 2016 appartenevano tutte a specie della Lista rossa;
  • le autorità sudafricane classificano questo traffico tra i crimini prioritari contro la fauna e la flora, insieme al bracconaggio di rinoceronti, elefanti e abaloni;
  • il mercato interno sudafricano pesa più del traffico internazionale, e l’esistenza di un commercio legale di piante coltivate serve da copertura per il riciclaggio di piante selvatiche.

Le piante sradicate sopravvivono male: secondo il SANBI, dal 30 al 50 % delle cicadee tolte dalla natura muore negli anni successivi. In un caso del 2006, alcuni bracconieri hanno cercato di cancellare con una smerigliatrice le cicatrici d’incendio, tipiche delle piante selvatiche, su tre Encephalartos heenanii. Le cortecce delle cicadee sono raccolte illegalmente anche per la medicina tradizionale (muthi), in quantità di diverse tonnellate all’anno secondo i ricercatori citati dalla Global Initiative, ma questo mercato fa meno danni del commercio orticolo.

Coltivazione in generale

Gli Encephalartos si coltivano bene in vaso ovunque, e in piena terra nelle zone più miti, a tre condizioni: un suolo molto drenante, caldo in estate e un inverno senza eccesso d’acqua. La crescita è lenta, da una a poche foglie all’anno, e i prezzi dei grandi esemplari restano alti, per cui molti appassionati partono da piante giovani o da semi.

  • Substrato: in gran parte minerale (pomice, lapillo, ghiaia, sabbia grossolana), con una parte limitata di terriccio ben decomposto. In piena terra piantate su una baulatura o in una roccera.
  • Irrigazione: regolare durante la stagione calda, quando la pianta cresce, lasciando asciugare tra un apporto e l’altro; quasi nulla in inverno. Sul forum Fous de palmiers gli insuccessi citati dipendono più spesso dall’acqua che dal freddo: marciume dopo un inverno umido in Bretagna, perdita quasi totale di un giovane Encephalartos cycadifolius annaffiato abbondantemente in estate nel Rossiglione.
  • Esposizione: pieno sole per le specie a fogliame glauco, sole o mezz’ombra per le specie verdi. Le piante che escono da un riparo in primavera vanno abituate gradualmente al sole diretto per evitare scottature.
  • Coltivazione in vaso: le piante passano l’estate fuori e l’inverno in una serra al riparo dal gelo, in una veranda o in una stanza luminosa. Vasi profondi si adattano alla radice fittonante delle giovani piante.
  • Semina: i semi devono essere freschi e fecondati. Le cicadee possono produrre semi di dimensioni normali senza fecondazione, che non germineranno; diffidate quindi dei semi venduti senza garanzia. I semi di Encephalartos rientrano anch’essi nell’Appendice I della CITES.
  • Trapianto: i coltivatori sconsigliano di spostare una pianta ben radicata; un esemplare trapiantato può perdere tutte le foglie e restare diversi anni senza crescere.
Encephalartos gratus
Encephalartos gratus coltivato al Jardim Botânico Tropical di Lisbona, Portogallo

In Italia: orti botanici

In Italia gli Encephalartos si vedono soprattutto negli orti botanici, quasi sempre in serra; all’aperto, le fonti ne citano alcuni a Napoli, a Palermo, alla Mortola e a Roma. Le fonti seguenti sono datate e non descrivono necessariamente le collezioni di oggi.

  • Napoli: uno studio pubblicato nel 1997 su Delpinoa (dati del 1993-94) analizza 34 specie di Encephalartos, per 121 esemplari, tutti coltivati nell’Orto Botanico, tra cui un Encephalartos woodii ed Encephalartos sclavoi. Nel 1981 vi crescevano sette Encephalartos longifolius «all’aperto o in serra»; un articolo del 2007 cita Encephalartos villosus all’aperto, nell’Area delle gimnosperme, e la pubblicazione più recente sulle serre (Sibilio, uscita nel 2019) mostra Encephalartos arenarius ed Encephalartos sclavoi alle Serre Califano. Gli Index Seminum del 2012-13 propongono materiale di Encephalartos ferox, Encephalartos horridus, Encephalartos lehmannii ed Encephalartos longifolius, e quelli del 2020-21 e del 2022-23 polline di Encephalartos ferox; il sito del giardino mostra coni femminili di Encephalartos ferox. Lo stato attuale dell’Encephalartos woodii di Napoli non è chiaro: nel 2010 un messaggio del forum Tropicamente segnalava un pollone rubato qualche anno prima e una pianta senza più foglie.
  • Palermo: secondo la pagina dell’Università dedicata al Cycadetum, crescono all’aperto «diversi esemplari notevoli» di Encephalartos longifolius, di «Encephalartos woodii» e di Macrozamia moorei, in aiuole dedicate a Encephalartos e Cycas vicino alla Serra Carolina; il giardino presenta anche una scheda di Encephalartos ferox. Due fonti più recenti (un articolo di stampa del 3 agosto 2025 e la mostra «Celibi» dell’Università nel 2026) descrivono la pianta di Palermo come l’ibrido Encephalartos woodii × Encephalartos natalensis, «il più vicino alla specie d’origine».
  • Giardini Hanbury (La Mortola, Ventimiglia): il catalogo del 1897 delle piante all’aperto elenca Encephalartos altensteinii, Encephalartos cycadifolius, Encephalartos lehmannii, Encephalartos villosus e «Zamia horrida» (oggi Encephalartos horridus); l’Hortus Mortolensis del 1912 riprende le stesse cinque specie. La lista attuale di BGCI PlantSearch (Encephalartos altensteinii, Encephalartos horridus, Encephalartos lehmannii) coincide con quella del 1912, e non si sa se descriva piante ancora vive.
  • Roma: un messaggio del forum Tropicamente (agosto 2013) mostra un Encephalartos lehmannii in vaso, all’aperto vicino all’ingresso dell’Orto botanico, con tre polloni alla base.
  • Firenze: un messaggio del forum Tropicamente (gennaio 2011) descrive un Encephalartos cycadifolius in vaso nella serra fredda, con un fusto di circa un metro.
  • Altri giardini: BGCI PlantSearch, senza data di aggiornamento, elenca Encephalartos hildebrandtii ed Encephalartos horridus a Catania, Encephalartos horridus a Pisa e a Pavia. Il giardino Radicepura (Giarre, Catania) presenta un percorso botanico «con esemplari rari come gli Encephalartos», senza nominare le specie.

Rusticità degli Encephalartos in Europa

La rusticità di un Encephalartos dipende tanto dall’età della pianta e dall’umidità del suolo quanto dalla temperatura. Le sopravvivenze in zona fredda riguardano spesso piante giovani con caudice sotterraneo, protette dall’inerzia termica del suolo e, in natura, dalla neve. Gli esemplari adulti con fusto aereo non hanno questa protezione: un risultato ottenuto su una pianta giovane non vale per una pianta adulta. I riscontri qui sotto riguardano soprattutto piante giovani o di media taglia.

Contesto italiano. Nessun risultato di coltivazione in piena terra è stato pubblicato da un giardino italiano, e i pochi riscontri datati del forum Tropicamente vengono da Ravenna, dove un Encephalartos friderici-guilielmi e un Encephalartos lehmannii in vaso, al riparo, non hanno superato l’ondata di freddo del dicembre 2009. Nessun riscontro è stato trovato per la pianura padana interna, i laghi prealpini, il versante adriatico meridionale o le isole, al di là delle piante degli orti botanici di Palermo e Napoli. La coltivazione all’aperto resta quindi un’esperienza da tentare solo nelle zone costiere più miti, in suolo molto drenante; altrove il vaso con svernamento al riparo dal gelo è la soluzione sicura.

Esperienze francesi trasferibili all’Italia. Il clima del Sud-Est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Hérault, Rossiglione, Corsica) è vicino a quello di molte regioni italiane, dalle riviere ligure e tirrenica alla Sicilia, alla Sardegna e alla Puglia: i riscontri francesi sono quindi utili al lettore italiano, ma restano esperienze francesi, senza corrispondenza termica precisa con una città italiana. Sul litorale mediterraneo e nel Sud-Ovest francese Encephalartos friderici-guilielmi è la specie più spesso citata come rustica: alcuni coltivatori riportano sopravvivenze senza danni a −10 °C in piena terra. Encephalartos lehmannii passa gli inverni del Rossiglione in piena terra senza protezione, con danni al fogliame verso −7 °C. Encephalartos horridus è stato seguito solo in posizione riparata, fino a −4 °C. Sulla facciata atlantica Encephalartos friderici-guilielmi ha resistito a Nantes all’ondata di freddo del febbraio 2012, sotto campana; in Bretagna meridionale, a Concarneau, i risultati sono più incerti e gli insuccessi vengono soprattutto dal marciume. Sulla Costa Azzurra, foto pubblicate nel 2010 sul forum Fous de palmiers mostrano Encephalartos horridus, Encephalartos lehmannii ed Encephalartos longifolius piantati nel giardino botanico della Villa Thuret, ad Antibes.

Per Encephalartos ghellinckii ed Encephalartos laevifolius non è documentato alcun riscontro datato e quantificato. Per Encephalartos cycadifolius l’unico riscontro documentato riguarda un insuccesso dovuto all’eccesso d’acqua.

Riscontri pubblicati sui forum. Sono osservazioni di amatori: hanno valore indicativo e non valgono come regola generale. Sono ripresi solo i riscontri completi e, tra quelli a cui manca un elemento, i più utili e credibili.

Encephalartos friderici-guilielmi:

  • Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona 8a/8b) indica sul forum Tropicamente che la sua pianta di Encephalartos friderici-guilielmi, in vaso sotto una terrazza, contro un muro e al riparo dalla pioggia, non è sopravvissuta all’episodio del dicembre 2009: −7 °C sotto la terrazza (−10 °C in campo aperto), con brina, neve e una massima diurna di −3 °C. Nel gennaio 2010 le foglie erano in parte secche, a giugno ne restava poca speranza, e nel 2013 conferma la perdita della pianta (messaggi dal dicembre 2009 al settembre 2013).
  • Un coltivatore di Nantes (Loira Atlantica, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos friderici-guilielmi, in piena terra dal 2004 in un suolo molto drenante, è sopravvissuta nel febbraio 2012 a −9,5 °C, minima registrata in giardino durante un’ondata di freddo di quindici giorni con tre o quattro giorni senza disgelo, sotto una campana: nessuna traccia di danni. Già nel 2007 indicava che la pianta, ancora giovane, aveva sopportato −8 °C senza protezione (messaggi del settembre 2007, del febbraio e del marzo 2012).
  • Un coltivatore del Béarn (Pirenei Atlantici, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos friderici-guilielmi, un piccolo esemplare con caudice di circa 4 cm piantato in piena terra nella primavera 2009, è sopravvissuta nel febbraio 2012 a gelate ripetute fino a −10 °C, senza alcuna protezione e senza defogliazione, poi a due inverni molto piovosi (messaggi del febbraio 2012 e dell’aprile 2014).
  • Un coltivatore della Côte Bleue (Bocche del Rodano, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos friderici-guilielmi, in piena terra per il primo inverno, ha passato in buona forma l’inverno 2009-2010, lungo e nevoso, con una minima di −7 °C misurata sotto riparo (messaggio del febbraio 2010).
  • Un coltivatore di Concarneau (Finistère, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos friderici-guilielmi, piantata in piena terra nella primavera 2011, ha avuto le tre foglie bruciate nel febbraio 2012 da −5 °C per qualche ora; queste foglie si erano formate prima della messa a dimora. Non precisa alcuna protezione (messaggio dell’aprile 2012).

Encephalartos lehmannii:

  • Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona 8a/8b) indica sul forum Tropicamente che la sua pianta di Encephalartos lehmannii, in vaso in una serra fredda non riscaldata, al riparo da vento e neve ma con minime poco diverse dall’esterno secondo lui, ha avuto tutte le foglie bruciate dall’episodio del dicembre 2009 a −7 °C, poi non è sopravvissuta (messaggi dal dicembre 2009 all’agosto 2012).
  • Un coltivatore del Rossiglione (Pirenei Orientali, Francia, zona 9b) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos lehmannii, in piena terra da una dozzina d’anni e senza protezione, è sopravvissuta nell’inverno 2009-2010 a diverse ondate di freddo, tra cui −7 °C, con neve: foglie appena arrossate, poi sei o sette foglie nuove l’estate seguente. Nel febbraio 2012, con il solo caudice protetto da corteccia di pino, ha passato una dozzina di giorni di gelo fino a −5 °C con un vento di nord-ovest violentissimo, fogliame intatto. Qualche anno prima un gelo a −7 °C l’aveva quasi del tutto defogliata e le aveva fatto produrre una seconda testa (messaggi dal marzo 2010 al febbraio 2012).
  • Un coltivatore di Concarneau (Finistère, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che le sue prove con Encephalartos lehmannii ed Encephalartos natalensis sono fallite nell’inverno 2007-2008, in cui segnala −4 °C: piante marcite all’uscita dall’inverno. Non precisa se fossero in vaso o in piena terra (messaggio del gennaio 2009).

Encephalartos horridus:

  • Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) indica sul forum Tropicamente che il suo Encephalartos horridus, in vaso nella stessa serra fredda, ha avuto le punte delle foglie secche dopo i −7 °C del dicembre 2009.
  • Il coltivatore del Rossiglione indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos horridus, in piena terra in un patio dove la minima assoluta non è scesa sotto −4 °C quando il giardino arrivava a −7 °C, non ha mai avuto danni al fogliame in una dozzina d’anni; non menziona protezioni. Nel 2026 stima che resista «intatta verso −3 °C, al massimo −4 °C» con tempo secco. Non cita episodi datati (messaggi del gennaio 2011 e dell’agosto 2026).

Encephalartos cycadifolius:

  • Il coltivatore del Rossiglione indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Encephalartos cycadifolius, un semenzale portato dalla California nel 1994, ha perso tutte le foglie tranne una dopo essere stata annaffiata abbondantemente in sua assenza durante l’estate 2009. L’inverno seguente, con −7 °C e neve, l’ultima foglia è rimasta intatta e il caudice duro. La pianta era in piena terra (messaggi dal dicembre 2009 al gennaio 2011).
Encephalartos horridus
Encephalartos horridus con un cono

Riferimenti internazionali

Come ricordano alcuni coltivatori sul forum Fous de palmiers, nel loro areale d’origine la maggior parte degli Encephalartos conosce inverni secchi ed estati calde e piovose, cioè l’opposto del clima mediterraneo. Le specie delle praterie d’altitudine del Sudafrica, come Encephalartos ghellinckii nel Drakensberg, subiscono gelo, neve e incendi della savana (SANBI, PlantZAfrica). Non sono documentati dati di coltivazione al freddo per le specie dell’Africa orientale e centrale, né riscontri datati e quantificati da altri continenti per le sei specie citate qui.

Tossicità e precauzioni

Sì, gli Encephalartos sono tossici, e i loro semi in particolare. Uno studio pubblicato nel 1944 nell’Onderstepoort Journal of Veterinary Science and Animal Industry ha dimostrato per la prima volta la tossicità di Encephalartos horridus (Van der Walt, 1944). Come le altre cicadee, contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo; i semi sono la parte più pericolosa. Negli animali come nell’uomo queste tossine colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso; il rischio è ben documentato in altre cicadee, soprattutto per i cani che masticano i semi. Le preparazioni tradizionali di farina ricavata dal fusto non vanno imitate. Usate guanti per maneggiare i semi, e tenete piante e semi lontano da bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Le specie del genere Encephalartos

Ecco le 65 specie accettate da The World List of Cycads (versione 2026.08.15), ordinate per regione. Per ciascuna: autore e anno di pubblicazione, distribuzione, significato del nome (Haynes, 2022) e stato IUCN con l’anno della valutazione. I nomi in link rimandano alle schede già pubblicate in italiano.

Sudafrica

Capo Orientale

  • Encephalartos afer (Thunb.) Lehm. (1834): Capo Orientale; un tempo Encephalartos caffer, epiteto corretto nel 2024; dalla Cafreria, antica regione del Capo Orientale; quasi minacciato (NT, 2022).
  • Encephalartos altensteinii Lehm. (1834): Capo Orientale; dedicato al barone Karl von Altenstein; specie arborescente; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos arenarius R.A.Dyer (1956): Capo Orientale, antichi cordoni dunali; «delle sabbie»; in pericolo (EN, 2022).
  • Encephalartos cycadifolius (Jacq.) Lehm. (1834): Capo Orientale; «a foglie di Cycas»; sinonimo: Encephalartos eximius; minor preoccupazione (LC, 2022).
  • Encephalartos horridus (Jacq.) Lehm. (1834): Capo Orientale; «irto», per le foglioline rigide e pungenti; in pericolo (EN, 2022).
  • Encephalartos latifrons Lehm. (1838): Capo Orientale; «a foglie larghe»; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos lehmannii Lehm. (1834): Capo Orientale; dedicato a J.G.C. Lehmann, autore del genere; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos longifolius (Jacq.) Lehm. (1834): Capo Orientale; «a foglie lunghe»; quasi minacciato (NT, 2022).
  • Encephalartos princeps R.A.Dyer (1965): Capo Orientale, bacino del Kei; «primo, principale»; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos trispinosus (Hook.) R.A.Dyer (1965): Capo Orientale; «a tre spine», per le foglioline; un tempo Encephalartos horridus var. trispinosus; vulnerabile (VU, 2022).

Più province

  • Encephalartos friderici-guilielmi Lehm. (1834): Capo Orientale, KwaZulu-Natal; dedicato al re di Prussia Federico Guglielmo III; quasi minacciato (NT, 2022).
  • Encephalartos ghellinckii Lem. (1867): Capo Orientale, KwaZulu-Natal; dedicato all’orticoltore belga Édouard de Ghellinck de Walle; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos laevifolius Stapf & Burtt Davy (1926): Capo Orientale, KwaZulu-Natal, Limpopo, Mpumalanga ed Eswatini; «a foglie lisce»; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos villosus Lem. (1867): Capo Orientale, KwaZulu-Natal ed Eswatini; «villoso», per la corona lanosa; minor preoccupazione (LC, 2022).

KwaZulu-Natal

  • Encephalartos aemulans Vorster (1990): KwaZulu-Natal; «che eguaglia», coni maschili e femminili simili; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos cerinus Lavranos & D.L.Goode (1989): KwaZulu-Natal, un’unica gola presso Tugela Ferry; «ceroso», per la cera glauca delle foglie; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos ferox G.Bertol. (1851): KwaZulu-Natal e Mozambico meridionale; «feroce», per le foglioline pungenti; due sottospecie, subsp. ferox e subsp. emersus P.Rousseau, Vorster & A.E.van Wyk (2015), del Mozambico (Inhambane); quasi minacciato (NT, 2022).
  • Encephalartos lebomboensis I.Verd. (1949): KwaZulu-Natal, Eswatini, Mozambico; monti Lebombo; in pericolo (EN, 2022).
  • Encephalartos msinganus Vorster (1996): KwaZulu-Natal, distretto di Msinga; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos natalensis R.A.Dyer & I.Verd. (1951): KwaZulu-Natal; «del Natal»; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos ngoyanus I.Verd. (1949): KwaZulu-Natal, Eswatini, Mozambico; foresta di Ngoye; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos senticosus Vorster (1996): KwaZulu-Natal, Eswatini, Mozambico; «pieno di spine»; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos woodii Sander (1908): KwaZulu-Natal, foresta di Ngoye; dedicato a John Medley Wood; una sola pianta maschile conosciuta; estinto in natura (EW, 2022).

Limpopo

  • Encephalartos brevifoliolatus Vorster (1996): Limpopo; «a foglioline corte»; estinto in natura (EW, 2022).
  • Encephalartos dolomiticus Lavranos & D.L.Goode (1988): Limpopo, suoli di dolomia; sinonimo: Encephalartos verrucosus; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos dyerianus Lavranos & D.L.Goode (1988): Limpopo, un’unica collina di granito; dedicato a R.A. Dyer; sinonimo: Encephalartos graniticola; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos eugene-maraisii I.Verd. (1945): Limpopo, Waterberg; dedicato a Eugène Marais; in pericolo (EN, 2022).
  • Encephalartos hirsutus P.J.H.Hurter (1996): Limpopo; «irsuto», foglie pelose; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos inopinus R.A.Dyer (1964): Limpopo; «inatteso»; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos nubimontanus P.J.H.Hurter (1995): Limpopo, regione del Wolkberg; «monte delle nuvole»; sinonimo: Encephalartos venetus; estinto in natura (EW, 2022).
  • Encephalartos transvenosus Stapf & Burtt Davy (1926): Limpopo; «a nervature trasversali»; grande specie arborescente; quasi minacciato (NT, 2022).

Mpumalanga e Gauteng

  • Encephalartos cupidus R.A.Dyer (1971): Mpumalanga; «desideroso», poiché il suo autore la riteneva desiderabile per i collezionisti; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos heenanii R.A.Dyer (1972): Mpumalanga ed Eswatini; dedicato a Denis Heenan; estinto in natura (EW, 2022).
  • Encephalartos humilis I.Verd. (1951): Mpumalanga; «umile», per la piccola taglia; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos lanatus Stapf & Burtt Davy (1926): Mpumalanga, Gauteng; «lanoso»; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos middelburgensis Vorster, Robbertse & S.van der Westh. (1989): Mpumalanga, distretto di Middelburg; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos paucidentatus Stapf & Burtt Davy (1926): Mpumalanga ed Eswatini; «con pochi denti»; vulnerabile (VU, 2022).

Africa australe fuori dal Sudafrica

  • Encephalartos aplanatus Vorster (1996): Eswatini, Mozambico; «non piatto», per le foglioline ritorte; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos relictus P.J.H.Hurter (2001): Eswatini, monti Lebombo; «abbandonato»; estinto in natura (EW, 2022).
  • Encephalartos umbeluziensis R.A.Dyer (1951): Eswatini, Mozambico, fiume Umbeluzi; in pericolo (EN, 2022).
  • Encephalartos chimanimaniensis R.A.Dyer & I.Verd. (1969): Mozambico (Manica), Zimbabwe (Manicaland), monti Chimanimani; in pericolo (EN, 2022).
  • Encephalartos manikensis (Gilliland) Gilliland (1939): Mozambico (Manica), Zimbabwe; un tempo Encephalartos gratus var. manikensis; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos munchii R.A.Dyer & I.Verd. (1969): Mozambico (Manica); dedicato a Raymond C. Munch; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos pterogonus R.A.Dyer & I.Verd. (1969): Mozambico (Manica); «ad angoli alati», per le squame dei coni; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos turneri Lavranos & D.L.Goode (1988): Mozambico (Nampula); dedicato a Ian S. Turner; minor preoccupazione (LC, 2022).
  • Encephalartos concinnus R.A.Dyer & I.Verd. (1969): Zimbabwe (Matabeleland Sud, Midlands, Masvingo); «ordinato»; in pericolo critico (CR, 2022).
  • Encephalartos gratus Prain (1916): Malawi (Mulanje), Mozambico (Zambezia); «gradevole»; vulnerabile (VU, 2022).

Africa orientale

  • Encephalartos bubalinus Melville (1957): Kenya (Narok), Tanzania (Arusha); «color camoscio», per la peluria dei catafilli; vulnerabile (VU, 2024).
  • Encephalartos delucanus Malaisse, Sclavo & Crosiers (1992): Tanzania (Katavi); dedicato al botanico napoletano Paolo De Luca; in pericolo (EN, 2024).
  • Encephalartos hildebrandtii A.Braun & C.D.Bouché (1874): Kenya (Costa), Tanzania (Tanga, Lushoto, isola di Zanzibar); dedicato all’esploratore Johann Maria Hildebrandt; minor preoccupazione (LC, 2024).
  • Encephalartos kisambo Faden & Beentje (1989): Kenya (Taita-Taveta), Tanzania (Kilimangiaro, forse Morogoro); nome locale in lingua taita; sinonimi: Encephalartos kanga, Encephalartos voiensis; in pericolo (EN, 2024).
  • Encephalartos sclavoi A.Moretti, D.W.Stev. & De Luca (1990): Tanzania (Tanga); dedicato al collezionista francese Jean-Pierre Sclavo; in pericolo critico (CR, 2024).
  • Encephalartos tegulaneus Melville (1957): Kenya (Est, Rift Valley); «a tegole», per le squame dei coni maschili; due sottospecie, subsp. tegulaneus (Rift Valley) e subsp. powysii Miringu & Beentje (Est); minor preoccupazione (LC, 2024).
  • Encephalartos equatorialis P.J.H.Hurter (1995): Uganda (Est), riva nord del lago Vittoria; sinonimo: Encephalartos imbricans; in pericolo critico (CR, 2024).
  • Encephalartos macrostrobilus S.Jones & Wynants (1997): Uganda (Nord); «a grandi coni»; in pericolo critico (CR, 2024).
  • Encephalartos whitelockii P.J.H.Hurter (1995): Uganda (Ovest), gola del Mpanga; dedicato a Loran M. Whitelock; sinonimo: Encephalartos successibus; in pericolo critico (CR, 2024).
  • Encephalartos mackenziei L.E.Newton (2002): Sud Sudan (Equatoria Orientale); dedicato a Paul Mackenzie, raccoglitore del tipo; in pericolo critico (CR, 2024).
  • Encephalartos septentrionalis Schweinf. (1871): Sud Sudan (Equatoria Occidentale), Uganda (Nord), Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo; «settentrionale»; minor preoccupazione (LC, 2024).

Africa centrale e occidentale

  • Encephalartos ituriensis Bamps & Lisowski (1990): Repubblica Democratica del Congo, foresta dell’Ituri; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos laurentianus De Wild. (1903): Repubblica Democratica del Congo, Angola (valle del Kwango); dedicato a Émile Laurent, professore a Gembloux; quasi minacciato (NT, 2022).
  • Encephalartos marunguensis Devred (1958): Repubblica Democratica del Congo (Katanga), monti Marungu; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos poggei Asch. (1878): Repubblica Democratica del Congo (Kasai, Katanga), Angola (Lunda Sud); dedicato all’esploratore Paul Pogge; minor preoccupazione (LC, 2022).
  • Encephalartos schaijesii Malaisse, Sclavo & Crosiers (1993): Repubblica Democratica del Congo (Lualaba), Zambia (Nord-Ovest); dedicato a Michel Schaijes; sinonimo: Encephalartos flavistrobilus; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos schmitzii Malaisse (1969): Repubblica Democratica del Congo (Alto Katanga), Zambia (Muchinga); dedicato al forestale André Schmitz; vulnerabile (VU, 2022).
  • Encephalartos barteri Carruth. ex Miq. (1868): Benin, Ghana, Nigeria, Togo; dedicato a Charles Barter; unica specie dell’Africa occidentale; due sottospecie, subsp. barteri e subsp. allochrous L.E.Newton (1978), dell’altopiano di Jos, in Nigeria; vulnerabile (VU, 2022).

Domande frequenti

Che cosa significa il nome Encephalartos?

«Pane nella testa». Il nome unisce le parole greche en (dentro), kephalê (testa) e artos (pane), in riferimento alla farina che alcune popolazioni africane ricavavano dal fusto di certe specie. Il nome afrikaans «broodboom», albero del pane, riprende la stessa idea. Questa farina non è commestibile senza preparazione, perché la pianta è tossica.

Quante specie comprende il genere Encephalartos?

Sessantacinque, secondo The World List of Cycads (versione del 15 agosto 2026), più sei sottospecie. Trentasette vivono in Sudafrica. Le cifre più alte che si trovano talvolta in rete sommano spesso specie e sottospecie, o riprendono nomi oggi in sinonimia.

Quale Encephalartos resiste meglio al freddo?

Encephalartos friderici-guilielmi, secondo i riscontri di coltivazione. In Francia alcuni coltivatori riportano sopravvivenze senza danni fino a −10 °C in piena terra nel febbraio 2012, nel Béarn senza protezione e a Nantes sotto campana. Encephalartos lehmannii viene dopo, con danni al fogliame verso −7 °C nel Rossiglione. In Italia, a Ravenna, entrambe le specie in vaso e al riparo sono morte dopo i −7 °C del dicembre 2009. Questi risultati riguardano piante giovani o medie; un inverno umido può fare più danni di un freddo secco.

Encephalartos horridus può restare fuori d’inverno?

Solo nei giardini più miti e ben riparati. L’unico riscontro documentato in piena terra, in Francia, descrive una pianta intatta da una dozzina d’anni in un patio del Rossiglione, dove non si scende mai sotto i −4 °C. A Ravenna, una pianta in vaso in serra fredda ha avuto le punte delle foglie secche dopo −7 °C. Altrove coltivatelo in vaso, in un substrato che asciughi in fretta, e ritiratelo al riparo dal gelo.

Perché di Encephalartos woodii esistono solo piante maschili?

Perché in natura è stata trovata una sola pianta, ed era un maschio. Scoperta nel 1895 nella foresta di Ngoye, nel KwaZulu-Natal, è stata moltiplicata per polloni prima che l’ultimo fusto fosse rimosso verso il 1916. Tutte le piante coltivate sono quindi cloni di quel maschio, e nessuna femmina è stata trovata nonostante numerose ricerche. A Palermo l’Orto botanico coltiva un ibrido Encephalartos woodii × Encephalartos natalensis, presentato come la pianta più vicina alla specie d’origine.

Serve un permesso CITES per comprare un Encephalartos?

Sì, per qualsiasi commercio internazionale, semi compresi. Il genere è in Appendice I della CITES e nell’Allegato A del regolamento europeo, senza l’esenzione per i semi prevista per le cicadee dell’Appendice II. Nell’Unione europea l’importazione dal Sudafrica dipende inoltre da pareri per specie, sfavorevoli per esempio per Encephalartos horridus. Comprate solo piante coltivate, accompagnate dai loro documenti.

Encephalartos caffer ed Encephalartos afer sono la stessa pianta?

Sì. Dopo l’adozione dell’articolo 61.6 del Codice di nomenclatura al congresso di Madrid del 2024, l’epiteto caffer è sostituito da afer. IPNI e The World List of Cycads scrivono ora Encephalartos afer, ma il nome Encephalartos caffer resta comune nei cataloghi e in Species+.

Gli Encephalartos sono tossici?

Sì, soprattutto i semi. La loro tossicità è dimostrata dal 1944 per Encephalartos horridus, e le tossine delle cicadee attaccano il fegato e il sistema nervoso. Tenete semi e piante lontano da bambini e animali, e chiamate un centro antiveleni o un veterinario in caso di ingestione.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Lehmann, J.G.C. (1834). Novarum et minus cognitarum stirpium pugillus 6: 11, t. 1-5. Amburgo. [Pubblicazione del genere Encephalartos; rilevata tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: specie accettate, sinonimi, distribuzioni, stati IUCN.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Significato dei nomi delle specie; citato da The World List of Cycads.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Valutazioni di Encephalartos per The IUCN Red List of Threatened Species 2022 (per esempio Encephalartos woodii: e.T41881A51057496; Encephalartos horridus: e.T41905A51056703; Encephalartos friderici-guilielmi: e.T41930A51054937). [Categorie IUCN del 2022; riferimenti rilevati su The World List of Cycads.]
  • Donaldson, J.S. (2010) e Kalema, J. (2010). Valutazioni di Encephalartos dell’Africa orientale per The IUCN Red List of Threatened Species 2010 (per esempio Encephalartos sclavoi: e.T41924A114568376). [Categorie IUCN del 2010; riferimenti rilevati su The World List of Cycads. Queste valutazioni sono state sostituite da quelle pubblicate in The IUCN Red List of Threatened Species 2024-1 (per esempio Encephalartos septentrionalis: doi:10.2305/IUCN.UK.2024-1.RLTS.T41950A51044730.en), di cui autori e date provengono da Crossref e le categorie da GBIF.]
  • Rousseau, P., Vorster, P.J., Afonso, A.V. & Van Wyk, A.E. (2015). Taxonomic notes on Encephalartos ferox (Cycadales: Zamiaceae), with the description of a new subspecies from Mozambique. Phytotaxa 204(2): 99-115. [Descrizione di Encephalartos ferox subsp. emersus; rilevata tramite The World List of Cycads.]
  • Haynes, J.L. (2009). Cycad Newsletter 32(1): 6-14. [Sinonimia di Encephalartos kanga con Encephalartos kisambo; citata da The World List of Cycads.]
  • Palmer, E. & Pitman, N. (1972). Trees of Southern Africa. A.A. Balkema, Città del Capo. [Storia di Encephalartos woodii, nomi comuni, dimensioni; citato dalla Gymnosperm Database.]
  • Van der Walt, S.J. (1944). Recent investigations into the toxicity of plants, etc., in the Union of South Africa. Onderstepoort Journal of Veterinary Science and Animal Industry 20(1). https://repository.up.ac.za/handle/2263/59542 [Tossicità di Encephalartos horridus dimostrata.]
  • SANBI, Scientific Authority of South Africa (2015; 2023, aggiornato nel 2025). NDF assessments per Encephalartos heenanii, Encephalartos brevifoliolatus ed Encephalartos nubimontanus. South African National Biodiversity Institute, Pretoria. [Dati di popolazione, legislazione sudafricana, bracconaggio.]
  • Global Initiative Against Transnational Organized Crime (2021). «Loved to death»: poaching for the horticultural market threatens cycads in South Africa. Risk Bulletin 22, Observatory of Illicit Economies in Eastern and Southern Africa. [Bracconaggio e traffico in Sudafrica.]
  • Commissione europea (2026). Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione del 22 giugno 2026 che modifica il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 [Lista in vigore degli allegati dell’UE; riferimento rilevato su Species+.]