Ceratozamia brevifrons è una cicadea del Veracruz centrale, in Messico, nota soltanto nella Sierra de Chiconquiaco, dove cresce al passaggio tra la foresta nebulosa e la foresta di querce, tra 450 e 1.370 m di quota. Questa specie del genere Ceratozamia deve il nome alle foglie, che sembrano tagliate di netto all’apice. Descritta già nel 1847, per più di un secolo e mezzo è stata considerata una semplice forma di Ceratozamia mexicana, prima di essere ristabilita nel 2012. La IUCN la classifica in pericolo. Tra i collezionisti circola anche come Ceratozamia «Palma Sola», dal nome di una sua popolazione.
L’essenziale su Ceratozamia brevifrons
- Nome accettato: Ceratozamia brevifrons Miq. (1847), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: considerata a lungo sinonimo di Ceratozamia mexicana (poi di Ceratozamia mexicana var. mexicana), fino al 2012; la popolazione di Palma Sola è stata chiamata anche Ceratozamia mexicana var. robusta
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; nel Veracruz «palma», «palmilla», e «tepezmaite» o «palmita», nomi condivisi con altre specie
- Distribuzione naturale: Messico, Veracruz centrale (Sierra de Chiconquiaco), da 450 a 1.370 m
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criterio A2c), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: −6 °C sopportati senza protezione e senza danni da una pianta «Palma Sola» in piena terra sotto eucalipti, nel Var (Francia), nell’inverno 2011-2012; osservazione unica di un giardino, di valore indicativo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, margine tra foresta nebulosa e foresta di querce; pianta terricola
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto eretto da 20 a 70 cm; da 6 a 36 foglie lunghe da 0,6 a 1,7 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia brevifrons?
Il suo carattere più netto è la forma della foglia: le foglioline dell’apice sono grandi quasi quanto quelle mediane, così che la foglia sembra troncata. Completano il ritratto le foglioline coriacee, carenate sulla pagina superiore, e i piccioli irti di numerosi aculei corti e robusti. La monografia del 2022 ne dà questa descrizione:
- Fusto: aereo, eretto, lungo da 20 a 70 cm e largo da 15 a 40 cm;
- Foglie: da 6 a 36, ricadenti, lunghe da 58 a 173 cm, verde giallastre con peli bruni quando spuntano; picciolo da 20 a 56 cm, armato di 40-90 aculei robusti; rachide spinoso;
- Foglioline: da 13 a 38 paia, lanceolate, inserite a carena, a volte embricate, coriacee, verde chiaro, falcate alla base; foglioline mediane da 15,5 a 41 cm per 2-4,1 cm; articolazione gialla;
- Coni maschili: cilindrici, eretti, da 18 a 31 cm per 4-7 cm, verde giallastri;
- Coni femminili: cilindrici, da 25 a 33 cm per 9,8-12,5 cm, verde giallastri con peli da bruni a nerastri, con l’apice acuminato e apicolato; da 80 a 224 squame con corna diritte e robuste;
- Semi: ovali, da 2 a 3 cm, con polpa gialla e poi bruno chiara.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Ceratozamia brevifrons fa parte del complesso di Ceratozamia mexicana, un gruppo di specie affini del Veracruz centrale:
- Ceratozamia mexicana ha foglioline lanceolate piatte, con l’apice simmetrico, e un cono femminile verde scuro con peli neri e grigi;
- Ceratozamia tenuis e Ceratozamia morettii, delle vicine foreste nebulose, sono anch’esse specie terricole di questo gruppo;
- lo studio di Habib e collaboratori (2023) nota che per la morfologia Ceratozamia brevifrons ricorda anche Ceratozamia robusta.
Il nome Ceratozamia mexicana è stato applicato a lungo a tutte queste piante: un’etichetta vecchia non basta a identificare una pianta coltivata.
Tassonomia
Ceratozamia brevifrons ha una storia nomenclaturale lunga e movimentata.
Il botanico olandese Friedrich Anton Wilhelm Miquel la descrisse nel 1847. Già l’anno seguente la considerava una forma giovanile di Ceratozamia mexicana, e nelle sue opere della maturità riunì sotto quest’ultimo nome le cinque specie che aveva descritto. Questa impostazione fu seguita da Regel (1876), da Thiselton-Dyer (1884) e da Schuster (1932), poi da Vovides e collaboratori (1983), che ne facevano un sinonimo di Ceratozamia mexicana var. mexicana.
Nel 2012 Andrew Vovides, Sergio Avendaño, Miguel Angel Pérez-Farrera e Dennis Stevenson (Brittonia) hanno ritrovato in natura piante corrispondenti alla descrizione di Miquel. In mancanza di materiale originale, hanno designato un neotipo e ristabilito la specie. Le revisioni successive l’hanno accettata, e nel 2025 uno studio di tassonomia integrativa (Medina-Villarreal e collaboratori, Plant Species Biology), che combina filogeografia, morfometria e nicchie climatiche su 13 popolazioni, l’ha confermata come una delle sette linee del complesso di Ceratozamia mexicana, insieme a Ceratozamia delucana, Ceratozamia decumbens, Ceratozamia mexicana, Ceratozamia morettii, Ceratozamia tenuis e una specie criptica ancora senza nome.
La popolazione di Palma Sola, nel comune di Alto Lucero de Gutiérrez Barrios, dove la monografia del 2022 colloca il neotipo, illustra queste esitazioni: è stata chiamata Ceratozamia mexicana var. robusta nel 1983, Ceratozamia brevifrons nel 2008, Ceratozamia mexicana nel 2016 e di nuovo Ceratozamia brevifrons nel 2022. Lo studio di Medina-Villarreal e collaboratori (2025), consultato soltanto nel riassunto, attribuisce le popolazioni di Palma Sola e di Rancho Nuevo a Ceratozamia brevifrons.
Per il lettore la conseguenza è concreta: libri ed etichette vecchie chiamano ancora questa pianta Ceratozamia mexicana, e i collezionisti la conoscono spesso come Ceratozamia «Palma Sola». Sul forum italiano Tropicamente, nel settembre 2012, un partecipante segnalava già che la «Palma Sola» si chiamava ormai brevifrons.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino brevis, «corto», e frons, «foglia» o «fronda»: le foglioline terminali, grandi quasi quanto le mediane, danno l’impressione di una foglia accorciata. Il nome è stato pubblicato da Miquel nel 1847 nel Tijdschrift voor de Wis- en Natuurkundige Wetenschappen (vol. 1, pp. 41-42).
Il neotipo, designato da Vovides e collaboratori nel 2012, è stato raccolto nell’aprile 2005 da Sergio Avendaño (n. 5699) nel comune di Alto Lucero de Gutiérrez Barrios (Veracruz); è conservato nell’erbario XAL.
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano. La monografia del 2022 riporta, dalle etichette d’erbario, i nomi «palma» e «palmilla» nel Veracruz. Uno studio del 2024 raggruppa Ceratozamia brevifrons, Ceratozamia morettii e Ceratozamia tenuis sotto il nome locale di «tepezmaite» o «palmita»: questi nomi non designano quindi una sola specie. Tra i collezionisti, anche italiani, la pianta circola con il nome «Palma Sola», che è quello di una località e non un nome volgare.
In natura
Ceratozamia brevifrons è nota soltanto nella Sierra de Chiconquiaco, nel Veracruz centrale, nei comuni di Alto Lucero de Gutiérrez Barrios, Chiconquiaco, Colipa, Juchique de Ferrer e Vega de Alatorre. Cresce al passaggio tra la foresta nebulosa e la foresta di querce, tra 450 e 1.370 m; è una pianta terricola, non rupicola.
Uno studio di modellizzazione pubblicato nel 2024 su PLOS ONE (Gómez-Díaz e collaboratori) la presenta come la più «tropicale» dei tre tepezmaite del Veracruz centrale: la sua distribuzione dipende soprattutto dalla stagionalità delle temperature, e occupa le quote più basse. Secondo questo modello, durante i periodi glaciali la specie si sarebbe rifugiata sui contrafforti della Sierra de Chiconquiaco, e con il riscaldamento futuro il suo areale favorevole potrebbe estendersi di circa il 60%, al contrario di quelli di Ceratozamia morettii e di Ceratozamia tenuis.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia brevifrons è classificata in pericolo (EN, criterio A2c) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione di D.W. Stevenson e A.P. Vovides pubblicata nel 2022.
La monografia del 2022 ricorda che un modello di nicchia stimava il suo areale potenziale in circa 817 km², di cui 558 km² di habitat trasformato, e che nessuna popolazione si trova in un’area protetta. La valutazione delle cicadee del Veracruz pubblicata nel 2025 (Gómez Díaz) le attribuisce otto località, un’area di presenza di 693 km² e l’89% di habitat perduto. In Messico la specie è protetta dalla norma NOM-059 soltanto attraverso la sua vecchia sinonimia con Ceratozamia mexicana, secondo lo studio del 2024.
Come tutto il genere, è iscritta all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026; Species+ la cita espressamente. I semi non godono di alcuna esenzione. Stati consultati il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.
Coltivazione
Non è stata trovata alcuna scheda di coltivazione pubblicata da un giardino o da un’istituzione. La pianta è però stata coltivata da amatori europei con il nome «Palma Sola», in Francia e in Italia (vedi Rusticità). Il suo ambiente d’origine, un margine di foresta nebulosa e di querceto sul versante del golfo del Messico, fa pensare a mezz’ombra, suolo ricco di humus ben drenato e umidità regolare; sono indicazioni dedotte dall’habitat. I riscontri raccolti vanno nella stessa direzione: la pianta del Var cresce sotto la copertura di eucalipti, mentre a Ravenna una pianta è marcita dopo piogge torrenziali.
Sul forum Fous de palmiers, un coltivatore del Gard segnalava nell’aprile 2013 una Ceratozamia brevifrons in coltivazione da cui, dopo diversi giorni di pioggia, colava molta linfa dai piccioli tagliati di fresco; altri partecipanti hanno descritto lo stesso fenomeno, senza gravità, su altre cicadee. Il tipo di coltivazione non è precisato.
Moltiplicazione
Nessun dato specifico. Come le altre Ceratozamia, si moltiplica per semina di semi fecondati, perché la pianta è dioica.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia per questa specie. L’unico problema segnalato in coltivazione è il marciume dopo un eccesso di pioggia (vedi Rusticità).
Rusticità
Per Ceratozamia brevifrons è documentata una sola osservazione di resistenza al freddo, in Francia, e un solo riscontro italiano, che riguarda l’eccesso d’acqua; restano indicativi.
In Italia
Nessun risultato di coltivazione in piena terra è stato pubblicato in Italia da un giardino o da un’istituzione, e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate. Il forum Tropicamente contiene invece un riscontro utile, letto nell’ottobre 2026:
- Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna; zona USDA 8a/8b secondo lui) indica sul forum Tropicamente, all’inizio di settembre 2012, di aver perso di recente per marciume una Ceratozamia «Palma Sola», insieme a due Cycas, dopo piogge torrenziali: secondo lui il terreno deve asciugare in fretta, altrimenti la pianta rischia di marcire. Il tipo di coltivazione (vaso o piena terra) non è precisato.
Nessun riscontro italiano completo (luogo, data, temperatura) riguarda il freddo: in una discussione dello stesso mese, un altro partecipante, che non indica la sua località, scriveva soltanto che la sua «Palma Sola» aveva già passato due inverni all’aperto. Le esperienze francesi riportate qui sotto vengono da una regione dal clima vicino a quello di molte zone italiane (riviere ligure e tirrenica, Sicilia, Sardegna, Puglia): sono utili anche al lettore italiano, ma restano esperienze francesi, senza corrispondenza termica precisa con una città italiana.
Esperienze francesi
Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var), una Ceratozamia «Palma Sola», popolazione di Alto Lucero attribuita a Ceratozamia brevifrons, in piena terra da più di dieci anni sotto una copertura di eucalipti, ha sopportato −6 °C senza protezione nell’inverno 2011-2012, senza alcun danno da gelo. Non è stato trovato nessun altro risultato di coltivazione in piena terra in Francia, né sul litorale mediterraneo né altrove (costa atlantica, Bretagna, interno, montagna). L’unico messaggio trovato sul forum Fous de palmiers (Gard, aprile 2013) non dà alcuna informazione sul freddo. I riscontri francesi sul genere riguardano soprattutto Ceratozamia mexicana e non possono essere trasferiti a questa specie.
Riferimenti internazionali
Nessun riscontro datato è stato trovato con le ricerche sul web. Lo studio del 2024 la descrive come la specie di clima tropicale del gruppo, a differenza dei tepezmaite della foresta nebulosa più fresca: un elemento che non induce a crederla particolarmente rustica.
Tossicità e precauzioni
Non esiste alcun dato di tossicità per questa specie né per il genere. Nelle altre cicadee soprattutto i semi contengono cicasina e macrozamina, trasformate nell’organismo in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Trattate la pianta come tossica: semi lontano dalla portata di bambini e animali, guanti per maneggiarli, e chiamata a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario in caso di ingestione.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso; la monografia del 2022 non ne riporta.
Domande frequenti
Ceratozamia brevifrons è una forma di Ceratozamia mexicana?
No. È stata trattata così dal 1848 al 2012, ma nel 2012 è stata ristabilita come specie, e uno studio genetico ed ecologico del 2025 conferma che forma una linea distinta.
La Ceratozamia «Palma Sola» è una Ceratozamia brevifrons?
Sì, secondo le fonti attuali. Palma Sola è una località del comune di Alto Lucero, nel Veracruz, dove la monografia del 2022 colloca il neotipo della specie, e lo studio del 2025 attribuisce questa popolazione a Ceratozamia brevifrons. In passato la stessa popolazione è stata chiamata anche Ceratozamia mexicana.
Che cosa vuol dire «brevifrons»?
«Dalla foglia corta», dal latino brevis e frons. Poiché le foglioline dell’apice sono grandi quasi quanto quelle mediane, la foglia sembra tagliata.
È minacciata?
Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN dal 2022: il suo areale è piccolo, in gran parte trasformato dall’agricoltura, e nessuna popolazione è protetta.
Resiste al freddo?
Si sa poco. Esiste una sola osservazione: al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var), una pianta «Palma Sola» in piena terra sotto eucalipti ha sopportato −6 °C senza protezione nell’inverno 2011-2012, senza danni. Teme anche l’eccesso d’acqua: a Ravenna una pianta è marcita dopo piogge torrenziali nel 2012. Fuori da un luogo riparato, per prudenza, svernatela al riparo dal gelo.
Che cos’è il «tepezmaite»?
Un nome locale del Veracruz centrale che indica diverse Ceratozamia: Ceratozamia brevifrons, Ceratozamia morettii e Ceratozamia tenuis.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia brevifrons: https://cycadlist.org/scientific_name/19 — autore, pubblicazione, neotipo, distribuzione, stato IUCN del 2022, nota di sinonimia, etimologia. Lista di riferimento degli specialisti; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia brevifrons: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/52424/legal — Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985, Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- Monografia di Ceratozamia (PhytoKeys 208), testo integrale su PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, areale, quote, nomi comuni, stato. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Martínez-Domínguez e coll. (2018), Taxonomic review of Ceratozamia in the Sierra Madre Oriental: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6023955/ — storia della sinonimia. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Gómez-Díaz e coll. (2024), PLOS ONE: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10852229/ — nome locale, modelli di distribuzione passata, presente e futura. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Gómez Díaz (2025), Assessing the extinction risk of Veracruz cycads: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12034500/ — località, area di presenza, perdita di habitat. Articolo sottoposto a revisione paritaria; consultato direttamente.
- Tropicamente, discussione «Cicadee rustiche»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cicadee-rustiche/ — «Palma Sola» che ha passato due inverni all’aperto (località non indicata), settembre 2012 (#post-50521). Forum italiano di coltivatori, riscontro incompleto; letto l’11 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Encephalartos princeps»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/encephalartos-princeps/ — perdita per marciume di una Ceratozamia «Palma Sola» a Ravenna dopo piogge torrenziali, settembre 2012 (#post-50498). Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; letto l’11 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Ceratozamia»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/ceratozamia-2/ — la «Palma Sola» ormai chiamata brevifrons, settembre 2012 (#post-50569). Forum italiano di coltivatori; letto l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Phénomène bizarre !!»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=15377 — colatura di linfa su una Ceratozamia brevifrons coltivata nel Gard, aprile 2013 (#p261251). Forum francese di coltivatori, semplice osservazione.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
Bibliografia
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- Vovides, A.P., Avendaño, S., Pérez-Farrera, M.A. & Stevenson, D.W. (2012). What is Ceratozamia brevifrons (Zamiaceae)? Brittonia 64(1): 35-42. DOI: 10.1007/s12228-011-9199-8. [Ristabilimento e neotipificazione; non consultato, dati ripresi da The World List of Cycads e dalla monografia.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2018). Taxonomic review of Ceratozamia (Zamiaceae) in the Sierra Madre Oriental, Mexico. PhytoKeys 100: 91-124. DOI: 10.3897/phytokeys.100.23152. [Storia tassonomica; testo integrale consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Testo integrale consultato.]
- Medina-Villarreal, A., González-Astorga, J. & Espinosa de los Monteros, A. (2025). Integrative taxonomy of the Ceratozamia mexicana Brongn. (Zamiaceae) species complex from a phylogeographic perspective. Plant Species Biology 40(6): 530-546. DOI: 10.1111/1442-1984.70008. [Sette linee; attribuisce le popolazioni di Palma Sola e di Rancho Nuevo a Ceratozamia brevifrons; consultato soltanto il riassunto.]
- Gómez-Díaz, J.A. e coll. (2024). Past, present and future in the geographical distribution of Mexican Tepezmaite cycads: genus Ceratozamia. PLOS ONE 19(2): e0284007. DOI: 10.1371/journal.pone.0284007. [Modelli di nicchia; testo integrale consultato.]
- Gómez Díaz, J.A. (2025). Assessing the extinction risk of Veracruz cycads. Cambridge Prisms: Extinction 3: e7. DOI: 10.1017/ext.2025.5. [Indicatori di minaccia; testo integrale consultato.]
- Stevenson, D.W. & Vovides, A.P. (2022). Ceratozamia brevifrons. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T187824A1827713. DOI: 10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T187824A1827713.en. [Categoria ripresa da The World List of Cycads; Lista rossa non consultata.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]