Zamia loddigesii è una cicadea messicana del versante atlantico, diffusa lungo la pianura costiera del Golfo del Messico dal Tamaulipas al Veracruz meridionale, e citata anche nell’Hidalgo, nell’Oaxaca, nel Tabasco e nel Chiapas. Questa specie del genere Zamia ha un fusto sotterraneo e poche foglie erette dalle foglioline lanceolate e coriacee. Descritta nel 1843 da piante coltivate in Europa, è la Zamia messicana con la storia nomenclaturale più complicata, e nel 2024 ha perso una parte delle sue popolazioni a favore di Zamia lawsoniana. È quasi minacciata secondo la IUCN e, nell’Hidalgo, legata a credenze sull’origine del mais.
In sintesi: Zamia loddigesii
- Nome accettato: Zamia loddigesii Miq. (1843), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: tra gli altri Zamia galeottii de Vriese (1845), Zamia leiboldii Miq. (1847), Zamia mexicana Miq. (1861), Zamia sylvatica Chamb. (1926), Palmifolium loddigesii (Miq.) Kuntze (1891); Zamia lawsoniana, considerata sinonimo dal 1995, è stata ristabilita nel 2024
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; in Messico teocinte, teocintle, camotillo e amigo del maíz
- Distribuzione naturale: Messico (Chiapas, Hidalgo, Oaxaca, Tabasco, Tamaulipas, Veracruz), da 20 a 1200 m di quota
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT), criterio A4ac, valutazione del 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, semi esclusi dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; in Messico, «minacciata» nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010
- Rusticità documentata: nessun dato verificato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura anche in ambienti disturbati, compresi i campi di mais a riposo; nessuna raccomandazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto sotterraneo; 2-3 foglie (talvolta 4) lunghe da 45 a 95 cm
- Tossicità: pianta tossica, come tutte le cicadee; il fusto mal preparato può causare intossicazioni gravi (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia loddigesii?
È una Zamia senza tronco aereo, con poche foglie erette o aperte e foglioline lanceolate, coriacee e dentellate verso l’apice; si distingue dalle specie vicine soprattutto per la larghezza delle foglioline e per i coni. La specie è però molto variabile da una popolazione all’altra (Limón e colleghi, 2016). Le misure seguenti vengono dal confronto pubblicato nel 2024 da Nicolalde-Morejón e colleghi, basato su piante misurate in natura:
- Foglie: da 2 a 3, talvolta 4, erette o aperte, verde chiaro all’emissione, lunghe da 45 a 95 cm e larghe da 30 a 41 cm; peli del picciolo bianco-grigiastri; picciolo e rachide diritti, con 40-60 aculei robusti sul picciolo.
- Foglioline: da 12 a 23 paia, lanceolate e coriacee; quelle mediane sono lunghe da 16 a 26 cm e larghe da 1,8 a 3,1 cm, con 13-18 denti.
- Coni maschili: da 1 a 6 per apice, lunghi da 8 a 14 cm e larghi da 1,8 a 3,5 cm, su un peduncolo di 6-10 cm.
- Cono femminile: da ellissoidale a cilindrico, bruno chiaro (crema o giallastro secondo la chiave dello stesso articolo), lungo da 12 a 16 cm e largo da 4 a 6 cm, su un peduncolo di 5-10 cm, con 40-80 scaglie fertili.
Nicolalde-Morejón e colleghi (2011) descrivono il «complesso Zamia loddigesii» come il gruppo più difficile da identificare tra le Zamia messicane: foglioline coriacee da lineari-lanceolate a oblanceolate, fusto sotterraneo, e i numeri cromosomici più alti del genere in Messico.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido naturale confermato, né alcun ibrido orticolo. Nella descrizione di Zamia grijalvensis (2012), gli autori hanno ipotizzato che Zamia loddigesii possa essere uno dei genitori di quella specie del Chiapas; l’ipotesi si basava su pochi conteggi cromosomici e non è stata confermata. Un’origine ibrida, con Zamia loddigesii tra i possibili genitori, era stata proposta anche per Zamia katzeriana (Pérez-Farrera e colleghi, 2016); uno studio del 2023 ha invece confermato che si tratta di una specie distinta, e i dati di Lindstrom e colleghi (2024) mostrano che non è vicina a Zamia loddigesii.
Possibili confusioni
Le confusioni sono frequenti, perché la variabilità di Zamia loddigesii si sovrappone a quella di diverse specie vicine. La chiave pubblicata nel 2024 separa:
- Zamia lawsoniana, del Veracruz meridionale, del Chiapas settentrionale e del Tabasco: foglioline lineari larghe al massimo 1,46 cm, picciolo e rachide leggermente ritorti, coni su peduncoli lunghissimi (fino a 32 cm per i maschili). Alcune Zamia loddigesii di ambienti disturbati hanno foglioline strette, ma rachide e picciolo restano diritti;
- Zamia prasina, della penisola dello Yucatán (Messico, Belize, Guatemala): foglioline simili ma coni femminili bruni; nel Tabasco (Macuspana) esistono popolazioni intermedie tra le due specie (Limón e colleghi, 2016);
- Zamia spartea, dell’istmo di Tehuantepec, e Zamia stenophyllidia, del Michoacán: foglioline lineari e strette;
- Zamia inermis, del Veracruz centrale: foglioline a margine intero;
- Zamia furfuracea, la «palma di cartone» dei giardini: foglioline obovate o oblanceolate, spesse e carenate.
Nel 2011 Nicolalde-Morejón e colleghi riunivano Zamia loddigesii, Zamia paucijuga e Zamia polymorpha (oggi Zamia prasina) nel complesso Zamia loddigesii, il cui chiarimento richiedeva, secondo loro, studi di popolazione con dati molecolari.
Tassonomia
Zamia loddigesii è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata pubblicata nel 1843 dal botanico olandese Friedrich Anton Wilhelm Miquel nel Tijdschrift voor Natuurlijke Geschiedenis en Physiologie (volume 10, pagine 72-73), da piante coltivate in Europa.
Per molto tempo non si conosceva alcun esemplare d’erbario che potesse servire da tipo, e Stevenson e Sabato (1986) avevano tipificato il nome sulla descrizione stessa. In seguito è stato ritrovato a Utrecht un esemplare coltivato, la raccolta Van Houtte 3374, preparato prima della pubblicazione e conforme alla descrizione di Miquel: è stato designato lectotipo nella revisione delle Zamia della Mega-Mexico (Nicolalde-Morejón e colleghi, 2009).
Il nome ha accumulato molti sinonimi: dodici nomi correlati secondo Nicolalde-Morejón e colleghi (2011), quattordici tra nomi e varietà nell’elenco di The World List of Cycads, da Zamia galeottii e Zamia leiboldii (anni 1840) a Zamia mexicana Miq. (1861), che non va confusa con Ceratozamia mexicana, e a Zamia sylvatica (1926). Nel 2024 Fernando Nicolalde-Morejón, Lilí Martínez-Domínguez, Marlon Aramis González-Aguilar e Dennis Wm. Stevenson hanno ristabilito Zamia lawsoniana Dyer, sinonimo di Zamia loddigesii dal 1995: le popolazioni del confine tra Veracruz sud-orientale, Chiapas nord-orientale e Tabasco, con foglioline strette e coni a peduncolo lunghissimo, appartengono ora a quella specie. Lo stesso articolo colloca Zamia loddigesii nel clado mesoamericano «Furfuracea» della filogenesi di Calonje e colleghi (2019). Lo studio basato sui trascrittomi di Lindstrom e colleghi (2024), che ha campionato una pianta del Veracruz, la colloca in un «complesso loddigesii-furfuracea» che comprende anche Zamia paucijuga, la Zamia della costa pacifica.
In pratica, una pianta etichettata Zamia loddigesii proveniente dal Tabasco o dal Veracruz meridionale potrebbe oggi corrispondere a Zamia lawsoniana.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Joachim Conrad Loddiges (1738-1826), fornitore londinese di piante esotiche e corrispondente di Miquel (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). Come molte cicadee dell’Ottocento, la specie è stata descritta da piante coltivate nei vivai europei prima di essere studiata in natura; il lectotipo stesso è una pianta coltivata.
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano. In Messico la Lista rossa della IUCN, ripresa da GBIF, registra i nomi spagnoli teocinte, teocintle, camotillo e amigo del maíz («amico del mais»). Per i Nahua della Huasteca dell’Hidalgo settentrionale, il nome teocintle significa «spiga di mais sacra» o «ancestrale» (Bonta e colleghi, 2019). Attenzione all’omonimia: «teosinte» indica anche i parenti selvatici del mais, graminacee del genere Zea.
In natura
Zamia loddigesii in senso ampio è diffusa lungo la pianura costiera del Golfo del Messico, dal Tamaulipas al Veracruz meridionale (Nicolalde-Morejón e colleghi, 2024). The World List of Cycads e la sintesi del 2014 sulle cicadee messicane la citano in sei Stati (Chiapas, Hidalgo, Oaxaca, Tabasco, Tamaulipas e Veracruz), da 20 a 1200 m di quota, nelle regioni biogeografiche del Golfo del Messico e della Sierra Madre Oriental. Dopo il ristabilimento di Zamia lawsoniana nel 2024, una parte delle popolazioni del Tabasco e del Veracruz meridionale non le appartiene più: il suo areale esatto resta da aggiornare. The World List of Cycads non cita il Belize, dove vive invece la vicina Zamia prasina.
È una delle Zamia messicane più raccolte (circa 80 raccolte d’erbario nel 2011), perché diffusa in zone facilmente accessibili. Cresce anche in ambienti disturbati: nell’Hidalgo le sue foglie spuntano dai fusti sotterranei nei campi di mais lasciati a riposo e bruciati (Bonta e colleghi, 2019).
Stato di conservazione e normativa
La specie è classificata quasi minacciata (NT, criterio A4ac) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (ripresa da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente). In Messico figura come «minacciata» nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010 (Nicolalde-Morejón e colleghi, 2014). Uno studio del 2025 sul rischio di estinzione delle cicadee del Veracruz le attribuisce, insieme a Dioon edule, una delle priorità di conservazione più basse dello Stato, per l’ampia distribuzione.
Uno studio genetico su quattro popolazioni (González-Astorga e colleghi, 2006) ha trovato una diversità genetica relativamente alta rispetto ad altre cicadee e ad alberi tropicali, ma anche una perdita di alleli dovuta all’isolamento delle popolazioni, frammentate dalla conversione dell’habitat; gli autori raccomandavano santuari, aree protette e meno disboscamento.
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, la specie rientra nell’Appendice II della CITES, in cui il genere figura dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97: l’importazione di piante vive richiede un permesso. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto e chiedete documenti di provenienza.
Coltivazione
Nessuna fonte affidabile consultata pubblica raccomandazioni di coltivazione proprie della specie, né dati di coltivazione verificati: i consigli che circolano (substrati, esposizione, temperature minime) non citano fonti. Si può solo partire dal suo ambiente: pianura costiera e pendici della Sierra Madre Oriental, fino a 1200 m, con una buona tolleranza agli ambienti disturbati. Un substrato drenante, calore in estate e un inverno senza gelo sono la pista più coerente, ma restano una deduzione.
In Italia
Zamia loddigesii è una delle poche specie del gruppo citate negli orti botanici italiani. La pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, datata 23 febbraio 2009, la elenca tra le 48 cicadee della collezione. A Palermo, le foto di una visita all’Orto botanico, pubblicate sul forum Tropicamente il 2 novembre 2009, comprendono una pianta che la didascalia di un partecipante identifica come Zamia loddigesii. In entrambi i casi l’identificazione non è verificata, la presenza attuale (2026) non è nota e le fonti non dicono se le piante crescano all’aperto o in serra; dopo la separazione di Zamia lawsoniana nel 2024, solo l’origine delle piante permetterebbe di confermare il nome. Il forum Tropicamente non contiene alcun riscontro di coltivazione privata (ricerca dell’11 ottobre 2026).
Le Zamia messicane hanno anche una storia di ricerca italiana: i numeri cromosomici del complesso Zamia loddigesii citati da Nicolalde-Morejón e colleghi (2011) vengono dagli studi cariologici di A. Moretti (1990), che ha raccontato nella rivista dell’Orto Botanico di Napoli, Delpinoa, le spedizioni del giardino in Messico del 1979 e del 1980. Nel 1996 un gruppo di studiosi dell’Orto napoletano ha pubblicato, con Dennis Wm. Stevenson, uno studio sulla cariologia e la filogenesi di alcune Zamia mesoamericane (Caputo e colleghi, American Journal of Botany); le specie trattate non hanno potuto essere verificate.
Moltiplicazione
La specie è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile e, in coltivazione, un’impollinazione a mano. In natura le piante maschili possono portare numerosi coni sullo stesso individuo (Bonta e colleghi, 2019, fotografano un esemplare con molti coni maschili). I semi si puliscono dalla polpa con i guanti e si seminano freschi. Nessun dato pubblicato e verificato sui tempi di germinazione è stato trovato.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume del fusto in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie, tra cui la cocciniglia asiatica delle cicadee (Aulacaspis yasumatsui).
Rusticità
Non esiste alcun dato verificato sulla resistenza di Zamia loddigesii al freddo. Le zone di rusticità e le temperature minime che circolano su siti commerciali non citano alcuna prova documentata, e non sono riprese qui. La specie vive dal livello del mare fino a 1200 m, in un clima con una stagione secca marcata, e il suo fusto è sotterraneo; nessuna fonte dice però fino a che temperatura resista.
In Italia e nel sud della Francia
Non è documentata alcuna prova datata all’aperto in Italia: le piante di Messina e Palermo citate sopra non sono accompagnate da osservazioni sul freddo, e il forum Tropicamente non contiene riscontri. Neppure nel Sud-Est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è stata trovata alcuna esperienza documentata. In attesa di prove, la soluzione prudente è il vaso, riparato dal gelo in inverno.
Riferimenti internazionali
Nessun dato di freddo misurato e attribuibile con certezza alla specie è stato trovato sui forum o nelle pubblicazioni consultate.
Tossicità e precauzioni
La pianta è tossica. Tutte le cicadee contengono cicasina e BMAA, un amminoacido neurotossico; per la vicina Zamia furfuracea l’ASPCA segnala vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo, e i semi sono la parte più pericolosa. Per le cicadee del Messico e dell’America centrale, Bonta e colleghi (2019) riferiscono che l’amido mal disintossicato provoca da mal di stomaco e vomito fino alla morte, e citano un decesso attribuito al consumo di fusti di Zamia. Tenete la pianta lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Zamia loddigesii è una delle cicadee messicane meglio documentate dall’etnobotanica (Bonta e colleghi, 2019). Nella Huasteca dell’Hidalgo, i Nahua credono ancora che Zamia loddigesii e Ceratozamia fuscoviridis siano antenate del mais. Quando si semina il mais, le piante di teocintle che spuntano nei campi a riposo vengono lasciate intatte, perché si pensa che diano al mais vigore, resistenza ai parassiti e spighe più grandi. Una pianta maschile con molti coni evoca la divinità locale del mais, Chicomesintli («sette spighe») o Chicomexochitl («sette fiori»).
L’amido delle Zamia, ricavato dai fusti e non dai semi, oggi è usato molto raramente come alimento in Messico e nel nord dell’America centrale (Bonta e colleghi, 2019). Il consumo richiede una lunga disintossicazione; non tentate alcuna preparazione.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra Zamia loddigesii e Zamia furfuracea?
Le foglioline. Quelle di Zamia furfuracea sono obovate o oblanceolate, spesse e rigide come cartone; quelle di Zamia loddigesii sono lanceolate, più sottili e dentellate. Le due specie sono messicane e spesso confuse nel commercio.
Che cosa è cambiato con Zamia lawsoniana?
Nel 2024 le popolazioni del Veracruz meridionale, del Chiapas settentrionale e del Tabasco, con foglioline strette e coni a peduncolo lunghissimo, sono state attribuite a Zamia lawsoniana, ristabilita come specie. Zamia loddigesii resta la specie della pianura costiera del Golfo, dal Tamaulipas al Veracruz.
Perché ha così tanti sinonimi?
Perché varia molto da una popolazione all’altra e perché nell’Ottocento si descrivevano nuove specie da piante coltivate in Europa. Oggi The World List of Cycads ne elenca quattordici tra nomi e varietà.
Si trova negli orti botanici italiani?
Sì, secondo fonti del 2009: figura nell’elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina e in una foto dell’Orto botanico di Palermo pubblicata su un forum. La presenza attuale non è verificata.
Il teocintle è il teosinte del mais?
No. Teocintle o teocinte indica in Messico Zamia loddigesii e altre cicadee; il teosinte è il parente selvatico del mais, una graminacea del genere Zea. I Nahua dell’Hidalgo credono però che il teocintle sia l’antenato del mais.
Resiste al freddo?
Non si sa con certezza: nessun dato verificato esiste. In Italia è prudente coltivarla in vaso, al riparo dal gelo in inverno.
È tossica?
Sì. Come tutte le cicadee contiene tossine pericolose, soprattutto nei semi; anche il fusto, un tempo consumato, richiede una lunga disintossicazione.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia loddigesii: https://cycadlist.org/scientific_name/502 — autore, protologo, lectotipo, distribuzione, stato IUCN, etimologia, sinonimi. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
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- Revista Mexicana de Biodiversidad, Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico (2011): https://doi.org/10.22201/ib.20078706e.2011.2.487 — complesso Zamia loddigesii, lectotipo, numero di raccolte. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Revista Mexicana de Biodiversidad, Biodiversidad de Zamiaceae en México (2014): https://doi.org/10.7550/rmb.38114 — Stati, quota, regioni biogeografiche, categoria della NOM-059-SEMARNAT-2010. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine, Ethnobotany of Mexican and northern Central American cycads (2019): https://doi.org/10.1186/s13002-018-0282-z — nome teocintle, credenze sul mais, pratiche nei campi a riposo, tossicità dell’amido. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato tramite Europe PMC.
- PubMed Central, Lindstrom e colleghi (2024): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — posizione filogenetica (complesso loddigesii-furfuracea), origine non ibrida di Zamia katzeriana. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- GBIF, Zamia loddigesii, nomi volgari: https://www.gbif.org/species/5284091 — teocinte, teocintle, camotillo, amigo del maíz secondo la Lista rossa della IUCN. Banca dati di aggregazione; consultata tramite la sua API l’11 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Messina, Cicadee: https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — elenco delle cicadee della collezione, con Zamia loddigesii (pagina datata 23 febbraio 2009). Istituzione; presenza attuale non verificata.
- Forum Tropicamente, «Foto orto botanico Palermo»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/foto-orto-botanico-palermo/page/2/#post-43267 — didascalia «zamia_loddigesii» tra le foto dell’Orto botanico di Palermo (2 novembre 2009). Forum italiano; identificazione del partecipante.
- Orto Botanico di Napoli, Elenco delle pubblicazioni dell’Orto botanico di Napoli negli ultimi 40 anni: https://www.ortobotaniconapoli.it/images/ELENCO-PUBBLICAZIONI-ORTO-1985-2023.pdf — spedizioni in Messico (Moretti, Delpinoa) e studio cariologico del 1996 sulle Zamia mesoamericane. Istituzione; consultato l’11 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia loddigesii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/24113/legal — Appendice II della CITES per il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea, citata a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
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