Zamia restrepoi, a lungo conosciuta come Chigua restrepoi, è una cicadea della Colombia che cresce soltanto nel dipartimento di Córdoba, ai piedi della Cordigliera Occidentale, nelle foreste umide di bassa quota del bacino del fiume Sinú. È l’unico membro del genere Zamia le cui foglioline abbiano una vera nervatura centrale: per questo carattere fu collocata nel 1990 in un genere a parte, Chigua, riunito a Zamia nel 2009. Classificata in pericolo critico dalla IUCN, è anche l’unica specie del genere iscritta all’Appendice I della CITES, dal 18 gennaio 1990, con il nome di Chigua restrepoi.
In sintesi: Zamia restrepoi
- Nome accettato: Zamia restrepoi (D.W.Stev.) A.Lindstr. (2009), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Chigua restrepoi D.W.Stev. (1990), nome originale; Chigua bernalii D.W.Stev. (1990), sinonimo
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «corocito» (spagnolo, uso locale in Colombia); «chigua» (spagnolo, nome indicato da Species+)
- Distribuzione naturale: Colombia, dipartimento di Córdoba (comune di Tierralta), tra 100 e 200 m circa
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES dal 18 gennaio 1990 (iscritta come Chigua restrepoi), senza esenzione per i semi; Allegato A nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foresta umida, sotto una buona copertura, su suolo ben drenato; nessuna raccomandazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo di circa 10 cm di diametro; fino a 5 foglie, lunghe al massimo 3 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum italiani consultati
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia restrepoi?
Zamia restrepoi si riconosce a colpo d’occhio: le sue foglioline sottili sono percorse da una nervatura centrale in rilievo, che non esiste in nessun’altra Zamia. Gli altri caratteri sono quelli del piccolo gruppo di specie colombiane a cui appartiene: fusto sotterraneo, picciolo armato di aculei, foglioline dentate e coni portati da lunghi peduncoli. Descrizione secondo la scheda del piano d’azione colombiano per la conservazione delle zamie (López-Gallego, 2015):
- Fusto: sotterraneo, fino a 10 cm di diametro.
- Foglie: in rosetta in cima al fusto, fino a 5 alla volta, lunghe al massimo 3 m; il picciolo e la parte inferiore del rachide portano numerosi aculei. Le foglie giovani sono brune e coperte da un’abbondante peluria.
- Foglioline: al massimo 30 per foglia, lanceolate, senza picciolulo, lunghe fino a 35 cm e larghe fino a 5 cm, di consistenza papiracea, con una nervatura principale e denti marcati sul margine, verso l’apice.
- Coni maschili: bruni, pubescenti, fino a 5 cm, su un lungo peduncolo che può raggiungere 10 cm.
- Coni femminili: bruno-rossastri, pubescenti, fino a 15 cm, su un peduncolo che può raggiungere 30 cm.
- Semi: con involucro carnoso rosso, di circa 1 cm.
L’anatomia conferma la singolarità di questa nervatura: in tutte le Zamia studiate i fasci conduttori della fogliolina sono paralleli e di dimensioni simili, tranne in Zamia restrepoi, dove la nervatura centrale corrisponde a un unico grosso fascio (Glos e collaboratori, 2022, sulla base di Stevenson e collaboratori, 1996). Nella chiave del gruppo pubblicata nel 2021 la specie si separa dalle altre per tre criteri: picciolo armato di aculei, foglioline sessili senza collaretto, nervatura centrale ben visibile (Calonje e collaboratori, 2021).
Ibridi
Non è noto alcun ibrido.
Possibili confusioni
Confonderla con un’altra Zamia è quasi impossibile, a causa della nervatura centrale. Tra le cicadee, una nervatura centrale si ritrova nelle Cycas, le cui foglioline non hanno altre nervature visibili, e in Stangeria del Sudafrica, la cui nervatura centrale emette nervature laterali; nessuno dei due generi cresce in America. Nello stesso bacino del Sinú, a una ventina di chilometri dalle vecchie raccolte di Zamia restrepoi, vive Zamia sinuensis, descritta nel 2021: le sue foglioline fortemente ondulate non hanno nervatura centrale, e le due specie, che non si somigliano affatto, non sembrano crescere insieme (Calonje e collaboratori, 2021). Anche il nome di Zamia chigua, specie del Chocó colombiano descritta nel 1854, può creare confusione: non ha nulla a che vedere con l’antico genere Chigua.
Tassonomia
Zamia restrepoi è il nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Questo nome deriva dall’inclusione dell’antico genere Chigua nel genere Zamia.
Il genere Chigua, dal 1990 al 2009
Nel 1990 Dennis W. Stevenson, dell’Orto botanico di New York, descrisse nelle Memoirs of the New York Botanical Garden (volume 57, pagine 169-172) un nuovo genere di cicadee, Chigua, con due specie del comune di Tierralta, nel Córdoba: Chigua restrepoi e Chigua bernalii. A giustificare un genere distinto era la nervatura delle foglioline, dotate di una nervatura centrale da cui partono nervature laterali ramificate, mentre le Zamia hanno soltanto nervature parallele. Il nome del genere riprende «chigua», nome indigeno delle cicadee in Colombia.
L’inclusione in Zamia (Lindström, 2009)
Nel 2009 il botanico Anders J. Lindström pubblicò sulla rivista Taxon (volume 58, pagine 265-270) un articolo dedicato alla tipificazione di diversi nomi di Zamia, che riesaminava anche lo statuto di Chigua. Vi mise il genere Chigua in sinonimia con Zamia, creò la combinazione Zamia restrepoi (D.W.Stev.) A.Lindstr. e riunì Chigua bernalii nella stessa specie. I suoi argomenti sono di tre ordini (Lindstrom, 2009).
Morfologia: dei cinque caratteri proposti nel 1990 per definire Chigua, tre si ritrovano in molte Zamia o in tutte (foglioline da subopposte ad alterne, squame maschili e femminili esagonali e peltate). Le protuberanze agli angoli delle squame femminili, presentate come uniche, compaiono in Zamia urep, Zamia melanorrhachis e Zamia disodon quando il cono non è stato impollinato: per Lindström sono un artefatto dovuto alla mancata impollinazione o all’essiccazione. Restano la nervatura centrale, senza equivalenti nelle Zamia, e i coni con peduncolo lunghissimo, ritrovati poi in Zamia disodon e Zamia melanorrhachis, che hanno anche nervature laterali in rilievo simili.
Genetica: gli studi molecolari pubblicati fino ad allora andavano tutti nella stessa direzione. Secondo i lavori citati da Lindström, il DNA cloroplastico separa Chigua da Zamia meno di quanto separi Ceratozamia da Microcycas; due filogenesi del 2003 e del 2005 collocano Chigua dentro Zamia, e i codici a barre genetici testati nel 2007 distinguono tutti i generi di cicadee tranne Chigua e Zamia.
Una sola specie: Chigua restrepoi era nota soltanto da due esemplari e Chigua bernalii da uno solo, sterile, raccolti a pochi chilometri l’uno dall’altro; due specie tanto vicine che crescono quasi fianco a fianco sarebbero un caso senza precedenti tra le cicadee. All’inizio del 2008 Lindström visitò la località tipo, allora sommersa dal bacino di una diga, e vi trovò soltanto piante sparse nella foresta degradata vicina; misurò le numerose piante salvate e ripiantate più in alto, in una zona rimboschita. La larghezza e il numero delle foglioline variano tanto da non permettere di separare due specie: le foglioline larghe e poco numerose del tipo di restrepoi (3-5 cm di larghezza, 20-30 per foglia) e quelle strette e numerose del tipo di bernalii (1-1,5 cm, 30-55 per foglia) rientrano nella variabilità di una stessa specie, come si osserva in altre Zamia tra piante al sole e all’ombra. Lindström mantenne il nome legato all’esemplare fertile, restrepoi.
Lindström osserva anche che la tavola pubblicata nel 1990 sembra mostrare giovani coni femminili, e non coni maschili come indica la didascalia, e ricorda il numero cromosomico della specie, 2n = 18, lo stesso di Zamia manicata e di Zamia amplifolia (Lindstrom, 2009).
Gli studi molecolari successivi confermano che la specie è proprio una Zamia: appartiene al «clade manicata», un gruppo di specie del nord della Colombia e di Panama orientale la cui parentela è solidamente stabilita (Calonje e collaboratori, 2019, citati da Calonje e collaboratori, 2021). Il gruppo riunisce Zamia manicata, Zamia disodon, Zamia melanorrhachis, Zamia restrepoi e, dal 2021, Zamia imbricata e Zamia sinuensis. I suoi membri hanno foglioline di una diversità straordinaria, ma condividono un fusto sotterraneo o semi-interrato, foglioline fortemente dentate, coni su lunghi peduncoli, piccoli semi dall’involucro sottilissimo e minuscoli coni maschili (Calonje e collaboratori, 2021). La nervatura centrale di Zamia restrepoi appare così come un’innovazione propria di una specie, e non come il segno di una linea evolutiva separata.
La CITES ha recepito questo cambiamento più tardi: secondo Species+, Chigua è stato fuso in Zamia, e Chigua bernalii riunito a Chigua restrepoi, nel 2017, in seguito alle modifiche di nomenclatura adottate dalla diciassettesima Conferenza delle Parti. Per il lettore la conseguenza è semplice: Chigua restrepoi, Chigua bernalii e Zamia restrepoi indicano la stessa pianta, e non esiste una Zamia bernalii accettata.
Etimologia e storia
L’epiteto restrepoi onora padre Sergio Restrepo (1939-1989), botanico colombiano che scoprì la specie, accompagnò e guidò Knut Norstog e Dennis Stevenson durante il loro lavoro sul campo e fu poi assassinato (Stevenson, 1990, secondo Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). L’origine dell’epiteto bernalii non è stata verificata; il tipo di Chigua bernalii fu raccolto da R. Bernal e colleghi.
Gli erbari conservano le tracce di una storia più antica della descrizione. La raccolta più vecchia conosciuta fu fatta il 5 e 6 marzo 1918 a Tierralta, tra 90 e 120 m, dal botanico statunitense Francis W. Pennell (n. 4608). La specie fu poi raccolta soltanto nel 1986: il 24 e il 27 luglio da R. Bernal e colleghi (il secondo esemplare, n. 1189, raccolto a 150 m in una foresta disturbata, diventò il tipo di Chigua bernalii, conservato all’erbario nazionale della Colombia, con isotipi a K, US e FTG), poi in settembre da I. Turner. Il tipo di Chigua restrepoi fu raccolto il 14 marzo 1987 a Tierralta, a 100 m, da Dennis Stevenson e colleghi (n. 693) ed è conservato all’erbario dell’università di Antioquia (HUA), con isotipi a FTG e NY (Lindstrom, 2009). Altre raccolte risalgono al 1999, al 2015 e all’ottobre 2017 (Calonje e collaboratori, 2021, allegato).
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. In Colombia il piano d’azione nazionale per la conservazione delle zamie riporta il nome «corocito», usato dagli abitanti della regione in cui cresce la specie (López-Gallego, 2015). Species+ indica «chigua» come nome spagnolo; si tratta in realtà del nome indigeno delle cicadee in generale in Colombia, all’origine del nome di genere Chigua e dell’epiteto di Zamia chigua, il che lo rende ambiguo.
In natura
Zamia restrepoi è endemica della Colombia. Cresce nel nord-ovest del paese, sui contrafforti della serranía de San Jerónimo, ai piedi della Cordigliera Occidentale, là dove le Ande scendono verso la pianura caraibica, soltanto nel dipartimento di Córdoba (comune di Tierralta). Le popolazioni note si trovano tra 100 e 200 m di altitudine; gli esemplari d’erbario sono stati raccolti tra 84 e 150 m circa (López-Gallego, 2015; Calonje e collaboratori, 2021).
È una pianta del sottobosco delle foreste tropicali umide pedemontane, su suoli ben drenati e sotto una buona copertura forestale. Come tutte le cicadee, ospita nelle radici cianobatteri (Nostoc) che fissano l’azoto dell’aria. La sua biologia resta poco conosciuta: la frequenza di produzione dei coni è ignota, gli impollinatori non sono stati identificati (i coleotteri del genere Pharaxonotha, che impollinano altre Zamia colombiane, non vi sono stati segnalati) e i semi sembrano cadere soprattutto ai piedi della pianta, senza un disseminatore animale noto. I bruchi delle farfalle del genere Eumaeus, che divorano il fogliame di molte Zamia, non vi sono stati osservati (López-Gallego, 2015).
Non è stato pubblicato alcun dato climatico proprio della specie. Per Zamia sinuensis, che cresce nello stesso bacino a una ventina di chilometri, gli autori indicano un clima tropicale monsonico: 25,4 °C di media annua, 2200-2900 mm di pioggia all’anno, con una stagione secca da dicembre a marzo (Calonje e collaboratori, 2021).
Stato di conservazione e normativa
Zamia restrepoi è classificata in pericolo critico (CR) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri A2ac+4ac, B1ab(iii,v)+2ab(iii,v) e C2a(ii) (valutazione di C. López-Gallego pubblicata nel 2022, secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). In Colombia è classificata in pericolo critico nelle liste rosse nazionali del 2005 (allora con i due nomi Chigua restrepoi e Chigua bernalii) e del 2015.
Il piano d’azione colombiano del 2015 descrive una situazione molto grave (López-Gallego, 2015):
- la costruzione di una diga, quella di Urrá, ha distrutto la località tipo, a lungo l’unica conosciuta: la popolazione del medio Quimarí è considerata estinta per l’inondazione; alcune piante sono state salvate e ripiantate in un arboreto vicino, quello della fondazione Biozoo, nell’ambito delle compensazioni ambientali dell’opera;
- l’unica popolazione conosciuta in seguito, all’Alto del Jui (Tierralta), conta meno di 50 adulti, distribuiti in due frammenti di foresta molto piccoli (meno di 100 ettari), in mezzo a pascoli e coltivazioni;
- gli studi condotti dall’università di Antioquia dal 2013 al 2015 non vi hanno osservato né semi, né plantule, né piante giovani: la popolazione non si rinnova;
- i frammenti rimasti sono degradati dal taglio selettivo del legname, dalla caccia e da altre attività; non è stato segnalato alcun prelievo per il commercio;
- la specie è stata segnalata nel parco nazionale naturale di Paramillo, senza che si sappia se vi esista una popolazione vitale.
Sono in corso alcune misure: piante in collezione al Giardino botanico di Medellín, un programma di salvataggio di piante minacciate in ambienti degradati, reintroduzione in siti più sicuri e moltiplicazione sul posto, coordinati dal gruppo di ricerca EECO dell’università di Antioquia (López-Gallego, 2015). Un programma di salvataggio, moltiplicazione e reintroduzione era già stato presentato nel 2007 sulla rivista The Cycad Newsletter (López-Gallego e López-Alvarez, 2007; titolo rilevato da The World List of Cycads, articolo non letto). Gli autori del 2021 hanno visitato di nuovo la popolazione di Tierralta.
Zamia restrepoi è l’unica specie del genere iscritta all’Appendice I della CITES, dal 18 gennaio 1990, con il nome di Chigua restrepoi. Questo statuto è più severo di quello delle altre Zamia: l’annotazione #4, che esenta i semi delle specie dell’Appendice II, non si applica, per cui i semi sono coperti come le piante. Il commercio internazionale a fini commerciali di esemplari prelevati in natura è in linea di principio vietato, e ogni movimento richiede permessi di esportazione e di importazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie figura nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97 (allegati fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026), che disciplina rigorosamente anche il suo uso commerciale all’interno dell’Unione. Statuti verificati su Species+ il 3 ottobre 2026. Il piano d’azione colombiano del 2015 indica per errore l’Appendice II: fa fede Species+.
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Zamia restrepoi è quasi assente dalle collezioni, e non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione. Sul forum francese Fous de palmiers, un appassionato che aveva visitato un vivaio colombiano nel 2012 vi aveva visto delle «Chigua restrepoi»; lo stesso partecipante la descriveva nel 2016 come quasi assente dalla coltivazione. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Europa.
In Italia la specie non figura negli elenchi pubblicati degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina del 2009, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente il genere Chigua compare soltanto in un elenco delle cicadee protette (2009) e tra le piante che, secondo un partecipante, quasi nessun appassionato avrà mai l’occasione di coltivare.
Il suo ambiente fornisce qualche indicazione: calore tutto l’anno, piogge abbondanti con una stagione secca, sottobosco ombroso, suolo ben drenato. Le sue foglioline sottili sarebbero, secondo un’ipotesi di Stevenson e colleghi, un adattamento alla poca luce dei sottoboschi fitti (citata da Glos e collaboratori, 2022). Una serra calda e umida, un substrato molto drenante e una luce filtrata sarebbero la pista più coerente; non è stata convalidata da prove pubblicate.
Moltiplicazione
Non sono stati pubblicati dati sulla germinazione o sull’allevamento delle plantule. Come tutte le Zamia, la specie ha piante maschili e piante femminili e si moltiplica per seme. Il piano d’azione colombiano menziona lavori di moltiplicazione per rafforzare le popolazioni, senza darne i risultati (López-Gallego, 2015). L’iscrizione all’Appendice I copre i semi: il loro commercio internazionale richiede gli stessi permessi di quello delle piante.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri della specie. In natura non sono stati segnalati danni da bruchi di Eumaeus (López-Gallego, 2015). In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie.
Rusticità
Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Zamia restrepoi. Vive a bassa quota, sotto un clima tropicale senza stagione fredda; nulla lascia pensare che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia né in Francia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona. Il forum francese Fous de palmiers cita la specie solo tre volte, senza alcun riscontro di coltivazione, e il forum italiano Tropicamente non la cita per nome. Nessun episodio di gelo datato la riguarda; manca quindi anche l’esperienza del sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. È concepibile soltanto la serra calda.
Riferimenti internazionali
Non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo altrove, né sui forum né presso gli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia restrepoi. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e per il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Il piano d’azione colombiano riferisce un uso locale: alcuni contadini della regione, apparentemente influenzati da comunità indigene, usano il rizoma (il fusto sotterraneo) in medicina per aiutare la cicatrizzazione di ferite della pelle, compresi i morsi di serpente (López-Gallego, 2015). Questo uso non è stato oggetto di alcuno studio e non va riprodotto, vista la tossicità delle cicadee.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra Chigua restrepoi e Zamia restrepoi?
Nessuna: è la stessa pianta. Descritta nel 1990 nel genere Chigua, è stata trasferita in Zamia da Anders Lindström nel 2009; la CITES ha adottato il cambiamento nel 2017. Anche Chigua bernalii è un sinonimo.
Perché era stato creato un genere a parte?
Per le foglioline. Hanno una nervatura centrale da cui partono nervature laterali, mentre le altre Zamia hanno solo nervature parallele. Gli studi molecolari collocano però la specie tra le Zamia colombiane del clade manicata.
È la Zamia più protetta?
Sì. È l’unica specie del genere iscritta all’Appendice I della CITES, dal 1990, e all’Allegato A nell’Unione europea. A differenza delle altre Zamia, anche i suoi semi sono controllati.
Quante piante restano in natura?
Pochissime. Nel 2015 l’unica popolazione conosciuta contava meno di 50 adulti in due piccoli frammenti di foresta, senza plantule né piante giovani. La località tipo è stata distrutta dalla diga di Urrá.
Si può acquistare?
Praticamente no. La specie è quasi assente dalle collezioni, e l’Appendice I della CITES vieta in linea di principio il commercio internazionale di piante prelevate in natura. Ogni pianta offerta deve essere accompagnata dai documenti CITES ed europei.
È rustica?
No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo e vive a bassa quota sotto un clima tropicale: è una pianta da serra calda.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia restrepoi: https://cycadlist.org/scientific_name/547 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN e criteri, etimologia, sinonimia di Chigua restrepoi e Chigua bernalii, riferimenti di Lindström (2009) e della valutazione IUCN. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- Ministero colombiano dell’Ambiente, Plan de acción para la conservación de las zamias de Colombia (2015): https://www.minambiente.gov.co/wp-content/uploads/2021/10/Plan-de-accio%CC%81n-para-la-conservacio%CC%81n-de-las-zamias-de-Colombia-2015.pdf — scheda della specie: descrizione, habitat, popolazioni, diga di Urrá, collezioni, misure, nome locale e uso. Documento ufficiale redatto dall’università di Antioquia; letto per intero (contiene un errore sull’appendice CITES).
- Phytotaxa, Two new species of Zamia (Zamiaceae, Cycadales) from the Magdalena-Urabá moist forests ecoregion of northern Colombia (2021): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.497.1.1 — clade manicata, chiave, esemplari d’erbario di Zamia restrepoi e tipi di Chigua. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia restrepoi: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/68389/legal — iscrizione all’Appendice I il 18 gennaio 1990 con il nome di Chigua, fusione di Chigua in Zamia nel 2017, Allegato A dell’Unione europea, nome spagnolo. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «Cônes des Cycadales» e «identification encephalartos ?»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12783&start=30 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=13401 — presenza in un vivaio colombiano (2012) e rarità in coltivazione (2016). Forum di coltivatori, valore indicativo.
- Tropicamente, discussione «Cycas cinesi»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-cinesi/ — genere Chigua citato nell’elenco delle cicadee dell’Appendice I e come pianta che nessun appassionato coltiva (marzo 2009). Forum italiano di piante tropicali; nessun dato di coltivazione.
Bibliografia
- Lindstrom, A.J. (2009). Typification of some species names in Zamia L. (Zamiaceae), with an assessment of the status of Chigua D. Stev. Taxon 58(1): 265-270. doi:10.1002/tax.581025 [Sinonimia di Chigua e combinazione Zamia restrepoi; testo integrale letto per la scheda francese: argomenti morfologici e molecolari, misure delle piante salvate, tipi, numero cromosomico.]
- Stevenson, D.W. (1990). Chigua, a new genus in the Zamiaceae, with comments on its biogeographic significance. Memoirs of the New York Botanical Garden 57: 169-172. [Descrizione di Chigua restrepoi e Chigua bernalii; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Calonje e collaboratori (2021); non consultato.]
- Calonje, M., Castro Hernández, J., Coca, L.F., Jaramillo, D. & Aristizábal, A. (2021). Two new species of Zamia (Zamiaceae, Cycadales) from the Magdalena-Urabá moist forests ecoregion of northern Colombia. Phytotaxa 497(1): 1-19. doi:10.11646/phytotaxa.497.1.1 [Testo integrale consultato.]
- López-Gallego, C. (2015). Plan de acción para la conservación de las zamias de Colombia. Ministerio de Ambiente y Desarrollo Sostenible e Universidad de Antioquia, Bogotá. [Documento ufficiale; letto per intero.]
- López-Gallego, C. (2022). Zamia restrepoi. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T185752A69844329. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T185752A69844329.en [Valutazione IUCN; riferimento verificato su Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- López-Gallego, C. & López-Alvarez, N. (2007). A rescue, propagation and reintroduction program for one of the most endangered cycad genera: Chigua in northwestern Colombia. The Cycad Newsletter 30(4): 34-35. [Riferimento rilevato tramite The World List of Cycads; non consultato.]
- Glos, R.A.E., Salzman, S., Calonje, M., Vovides, A.P., Coiro, M., Gandolfo, M.A. & Specht, C.D. (2022). Leaflet anatomical diversity in Zamia (Cycadales: Zamiaceae) shows little correlation with phylogeny and climate. The Botanical Review 88: 437-452. doi:10.1007/s12229-021-09272-0 [Anatomia della nervatura centrale; testo integrale consultato.]
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