Zamia spartea

Zamia spartea è una piccola cicadea del Messico meridionale, endemica di una stretta regione dell’istmo di Tehuantepec, nello Stato di Oaxaca, dove cresce tra 200 e 400 m di altitudine. Descritta nel 1868 da Alphonse de Candolle, questa specie del genere Zamia deve il nome alle foglioline strettissime e rigide, larghe pochi millimetri, che ricordano gli steli di una scopa di ginestra. A lungo trattata come semplice varietà di Zamia loddigesii (Zamia loddigesii var. spartea), è oggi riconosciuta come specie a sé stante, classificata in pericolo critico dalla IUCN.

In sintesi: Zamia spartea

  • Nome accettato: Zamia spartea A.DC. (1868), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Palmifolium sparteum (A.DC.) Kuntze (1891); Zamia loddigesii var. spartea (A.DC.) J.Schust. (1932)
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «tzukix», nome vernacolo riportato nel 1868 dalla descrizione originale
  • Distribuzione naturale: Messico, Stato di Oaxaca (istmo di Tehuantepec), da 200 a 400 m di altitudine
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR), valutazione pubblicata nel 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (iscrizione dell’intero genere, semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato numerico (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta tropicale; nessuna raccomandazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo; 2-5 foglie (talvolta 8) di 35-60 cm, con foglioline di 20-53 cm per 3-6 mm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia spartea?

Zamia spartea si riconosce dalle foglie erette, dal picciolo leggermente ritorto e soprattutto dalle foglioline lineari, coriacee e rigide, larghe appena 3-6 mm, che portano soltanto cinque o sei piccoli denti verso l’apice. Le foglie nuove spuntano bruno-rossastre. Descrizione secondo le misure pubblicate nel 2024 (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024):

  • Foglie: 2-5 (talvolta 8), erette, lunghe 35-60 cm e larghe 30-52 cm; picciolo ritorto, rachide leggermente ritorto; 20-40 aculei sottili sul picciolo; peli bianco-grigiastri sul picciolo; foglie nuove bruno-rossastre.
  • Foglioline: 15-27 paia, lineari, coriacee; quelle mediane misurano 20-53 cm per 0,3-0,6 cm e portano 5 o 6 denti.
  • Coni maschili: 2 o 3 per testa, di 6,5-8,5 cm per 1,4-1,9 cm, su un peduncolo di 6-8 cm.
  • Coni femminili: cilindrici, bruni, a punta acuta, di 9-12 cm per 4,2-4,8 cm, su un peduncolo corto di 3,4-3,8 cm; 60-70 squame.

La descrizione originale di Alphonse de Candolle, fatta su un campione d’erbario incompleto, dava già l’essenziale: foglioline opposte, raramente alterne, una ventina per lato, lungamente lineari e acuminate, glabre, rigide, con 7-10 nervature, di 25-30 cm per 4-5 mm, a margine arrotolato e con 3 o 4 piccoli denti all’apice; picciolo fittamente armato di aculei diritti di 1-2 mm, rachide meno armato; peduncoli maschile e femminile coperti da una peluria fulva (de Candolle, 1868). Il fusto è sotterraneo, come nelle specie vicine (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011).

Ibridi

Nelle fonti scientifiche consultate non è documentato alcun ibrido. Sul forum francese Fous de palmiers un appassionato sosteneva, tra il 2010 e il 2014, che Zamia loddigesii fosse un ibrido stabilizzato di Zamia furfuracea e di Zamia spartea; nessuna pubblicazione consultata conferma questa ipotesi, e i lavori recenti trattano Zamia loddigesii come una specie a sé stante.

Possibili confusioni

Zamia spartea fa parte di un insieme di specie messicane a foglioline strette, facili da confondere su esemplari sterili. Una chiave pubblicata nel 2024 permette di separarle (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024):

  • Zamia lawsoniana (Veracruz meridionale, Chiapas settentrionale, Tabasco): la più simile per l’apparato vegetativo, ma foglie verde chiaro allo spuntare, 60-70 aculei sul picciolo, coni femminili bruno chiaro e lunghi peduncoli (10-25 cm per i coni femminili, 19-32 cm per i maschili); foresta di querce e foresta tropicale sempreverde;
  • Zamia loddigesii (pianura costiera del golfo del Messico): foglioline lanceolate, larghe 1,8-3,1 cm, con 13-18 denti; coni femminili da crema a giallastri;
  • Zamia stenophyllidia (Michoacán): foglioline sottili, papiracee, picciolo diritto con 2-6 aculei robusti, foglie verde chiaro allo spuntare, coni femminili ovoidi giallastri;
  • Zamia spartea: foglioline lineari coriacee larghe 3-6 mm, foglie bruno-rossastre allo spuntare, picciolo ritorto con 20-40 aculei sottili, coni bruni su peduncoli corti (3-8 cm).

Zamia furfuracea, molto coltivata e presente in diversi orti botanici italiani, non ha nulla in comune: le sue foglioline sono larghe, da obovate a oblanceolate, spesse e carenate.

Tassonomia

Zamia spartea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il nome ha conosciuto due cambiamenti di rango o di genere, oggi abbandonati:

  • nel 1891 Otto Kuntze lo trasferì nel genere Palmifolium, con il nome di Palmifolium sparteum; questo nome di genere è oggi un sinonimo di Zamia;
  • nel 1932 Julius Schuster, nella trattazione delle cicadee della serie Das Pflanzenreich, lo ridusse al rango di varietà di Zamia loddigesii, con il nome di Zamia loddigesii var. spartea.

Nella revisione delle Zamia del «Mega-Messico» pubblicata nel 2009 da Fernando Nicolalde-Morejón, Andrew P. Vovides e Dennis W. Stevenson, e poi nei lavori successivi della stessa équipe, Zamia spartea figura come specie distinta, endemica dell’istmo di Tehuantepec (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2009, articolo non letto, citato da Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011 e 2024). Nel 2011 gli stessi autori osservano che, per la sua morfologia, la specie andrebbe studiata insieme al complesso di Zamia loddigesii, dalle foglioline coriacee e dai fusti sotterranei, i cui limiti restano difficili (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011). Nel 2024 lo studio che ha ristabilito Zamia lawsoniana ha misurato esemplari di Zamia spartea e confermato i caratteri che la distinguono dalle specie vicine. Per il lettore, il nome di varietà «Zamia loddigesii var. spartea», ancora presente in fonti datate, indica la stessa pianta.

Etimologia e storia

L’epiteto spartea viene dal latino sparteus, «di sparto» o «simile all’erba», e indica la consistenza rigida, come quella di una scopa, delle foglioline (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). Lo stesso de Candolle scrive che le foglioline hanno una «consistenza di sparto».

La specie fu descritta nel 1868 da Alphonse de Candolle nel Prodromus (volume 16, parte 2, pagina 539), sulla base di un campione d’erbario comunicato nel 1832 da Alamán, proveniente dal sud del Messico; la località è indicata così: «prope Acayucam, Verapa, Chimalapi». Il tipo, senza numero, è conservato nell’erbario de Candolle a Ginevra (G-DC); The World List of Cycads indica come località «Chimalapi». Il campione era incompleto: la parte inferiore era tagliata e i coni non erano interi (de Candolle, 1868).

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. La descrizione originale del 1868 riferisce che la pianta era chiamata «tzukix» nella regione di raccolta, senza precisare la lingua (de Candolle, 1868). Nessun’altra fonte moderna consultata cita questo nome.

In natura

Zamia spartea è endemica di una piccola regione dell’istmo di Tehuantepec, nello Stato di Oaxaca, tra 200 e 400 m di altitudine (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024). Le raccolte recenti citate provengono dai comuni di Matías Romero Avendaño (La Princesa, 220 m) e di San Juan Guichicovi (Ocotal, 240 m). Le fonti divergono sull’ambiente: lo studio del 2024 parla di foresta tropicale decidua, quello del 2011 di foresta tropicale sempreverde e di foresta tropicale decidua (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011 e 2024).

Il sud-est del Messico (Veracruz meridionale, Tabasco, sud-est dell’Oaxaca, Chiapas settentrionale) è uno dei due grandi centri di diversità delle Zamia del Mega-Messico: vi vivono sette specie, tra cui Zamia spartea, Zamia cremnophila, Zamia katzeriana, Zamia lacandona, Zamia loddigesii e Zamia purpurea, sotto un clima caldo e umido di circa 25 °C di media annua e 3000-4000 mm di pioggia all’anno (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011). Impollinatori e biologia della specie non sono stati studiati nelle fonti consultate.

Stato di conservazione e normativa

Zamia spartea è classificata in pericolo critico (CR) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio A2ad, che corrisponde a un declino osservato della popolazione di almeno l’80 % in dieci anni o tre generazioni, stimato da osservazioni dirette e dal livello di prelievo (valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente, e il dettaglio delle minacce non è stato letto).

Le raccolte d’erbario sono poche, soprattutto fuori dal Messico: nel 2011 ne era censita una sola negli erbari stranieri studiati (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011).

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia spartea rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ cita la specie per nome, sotto l’iscrizione del genere (consultazione del 3 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Zamia spartea. L’enciclopedia virtuale delle cicadee dell’associazione floridiana PACSOF mostrava, nel 1998, una pianta femminile con cono fotografata in un giardino privato di Los Angeles, in California: prova che la specie circola in collezione, ma senza indicazioni sulle condizioni.

In Italia non figura negli elenchi pubblicati degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina del 2009, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), né sul forum Tropicamente.

Il suo ambiente fornisce qualche indicazione: bassa quota, clima caldo, stagione secca probabile in foresta decidua. Una coltivazione in serra calda o, nelle regioni senza gelo, all’aperto in posizione riparata, in un substrato molto drenante, sarebbe la pista più coerente; non è stata convalidata da prove pubblicate.

Moltiplicazione

Non esistono dati propri della specie. Come tutte le Zamia, ha piante maschili e piante femminili e si moltiplicherebbe per semina di semi freschi. Visto il suo statuto, sono accettabili soltanto semi provenienti da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie.

Rusticità

Non esiste alcun dato numerico di resistenza al freddo per Zamia spartea. Vive a bassa quota nell’istmo di Tehuantepec, sotto un clima caldo; nulla permette di dire che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia né in Francia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona. Il forum francese Fous de palmiers la cita soltanto a proposito della supposta origine di Zamia loddigesii, senza riscontri di coltivazione; il forum italiano Tropicamente non la cita. Nessun episodio di gelo datato la riguarda; manca quindi anche l’esperienza del sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. In mancanza di dati, va coltivata al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

L’unica traccia di coltivazione all’aperto trovata è la pianta fotografata nel 1998 in un giardino privato di Los Angeles (California), senza alcun dato di temperatura né di durata. Altrove non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia spartea. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e per il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

La descrizione originale indica che la pianta era ritenuta un antidoto contro i morsi di serpente («mordicationi serpentum antidota»), senza precisare la parte usata né il modo d’impiego (de Candolle, 1868). Nessuno studio ha verificato questo uso, che non va riprodotto: le cicadee sono tossiche, e un morso di serpente richiede cure mediche urgenti.

Domande frequenti

Che cosa significa il nome Zamia spartea?

«Simile allo sparto». L’epiteto latino descrive le foglioline strettissime e rigide, come gli steli di una scopa; de Candolle parlava di una «consistenza di sparto».

È una varietà di Zamia loddigesii?

No, non più. Fu trattata come Zamia loddigesii var. spartea nel 1932, ma le revisioni recenti la riconoscono come specie distinta, con foglioline molto più strette e foglie bruno-rossastre allo spuntare.

Come distinguerla da Zamia lawsoniana?

Dal colore delle foglie giovani e dalla lunghezza dei peduncoli. Zamia spartea ha foglie bruno-rossastre allo spuntare e coni su peduncoli corti; Zamia lawsoniana ha foglie verde chiaro e coni portati da lunghi peduncoli.

Dove cresce?

Soltanto in Messico, in una piccola regione dell’istmo di Tehuantepec (Oaxaca), tra 200 e 400 m di altitudine.

È minacciata?

Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico, per un declino della popolazione stimato in almeno l’80 %, legato in particolare ai prelievi.

È rustica?

Non è documentato. Non esiste alcun dato sul freddo; è una pianta di bassa quota di un clima caldo, da tenere al riparo dal gelo.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia spartea: https://cycadlist.org/scientific_name/554 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN e criteri, etimologia, sinonimi. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
  • Internet Archive, Prodromus systematis naturalis regni vegetabilis, volume 16 (2): https://archive.org/details/mobot31753003013296 — descrizione originale di Zamia spartea (pagina 539): descrizione, località, nome vernacolo, uso. Testo originale del 1868 digitalizzato dal Missouri Botanical Garden; testo OCR consultato per la scheda francese.
  • Acta Botanica Mexicana, Reestablishment of Zamia lawsoniana (2024): https://doi.org/10.21829/abm131.2024.2262 — tabelle dei caratteri e misure di Zamia spartea, chiave, distribuzione e altitudine. Articolo con revisione paritaria ad accesso libero; testo integrale consultato.
  • Revista Mexicana de Biodiversidad, Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico (2011): https://www.redalyc.org/pdf/425/42521043001.pdf — distribuzione, tipi di vegetazione, centro di diversità, numero di raccolte, posizione nel complesso di Zamia loddigesii. Articolo con revisione paritaria ad accesso libero; testo integrale consultato.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Zamia spartea: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/18118/legal — Appendice II della CITES (iscrizione del genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • PACSOF, Virtual Cycad Encyclopedia, Zamia spartea (archivio dell’università di Amburgo): https://www-archiv.fdm.uni-hamburg.de/b-online/library/cycads/zamia_spartea.htm — fotografia di una pianta coltivata a Los Angeles (1998). Sito di un’associazione di collezionisti, valore indicativo.

Bibliografia

  • de Candolle, A. (1868). Cycadaceae. In: de Candolle, A.P. (ed.), Prodromus systematis naturalis regni vegetabilis 16(2): 522-548. [Protologo, pagina 539; testo OCR consultato.]
  • Nicolalde-Morejón, F., Martínez-Domínguez, L., González-Aguilar, M.A. & Stevenson, D.W. (2024). Reestablishment of Zamia lawsoniana (Zamiaceae, Cycadales), an endemic species of Mexico, with first description of the ovulate strobilus. Acta Botanica Mexicana 131: e2262. doi:10.21829/abm131.2024.2262 [Testo integrale consultato.]
  • Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F. & Vovides, A.P. (2011). Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico: de la taxonomía alfa a los códigos de barras genéticos. Revista Mexicana de Biodiversidad 82(2): 341-355. [Testo integrale consultato.]
  • Nicolalde-Morejón, F., Vovides, A.P. & Stevenson, D.W. (2009). Taxonomic revision of Zamia in Mega-Mexico. Brittonia 61(4): 301-335. doi:10.1007/s12228-009-9077-9 [Revisione di riferimento; non consultata, citata dagli articoli letti; riferimento verificato su Crossref.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia spartea. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42118A69835242. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42118A69835242.en [Valutazione IUCN; riferimento verificato su Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]