Cycas siamensis

Cycas siamensis è una cicadea dell’Indocina continentale, diffusa dalla Birmania alla Thailandia, al Laos, alla Cambogia e al Vietnam, dove cresce nelle foreste secche decidue su suoli poveri. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1863 da Friedrich Anton Wilhelm Miquel su una pianta raccolta in Thailandia, l’antico regno del Siam da cui prende il nome. La riconoscono la base del fusto rigonfia, a bulbo, spesso in parte sotterranea, e le foglie corte con foglioline brevi. In Thailandia, dove si chiama ปรงนา (prong na), è una delle due sole Cycas di cui il paese autorizzi l’esportazione. La IUCN la considera vulnerabile.

In sintesi: Cycas siamensis

  • Nome accettato: Cycas siamensis Miq. (1863), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas immersa Craib (1912); Epicycas siamensis (Miq.) de Laub. (1998); Cycas aurea secondo Species+; in passato Cycas siamensis comprendeva come sottospecie le attuali Cycas balansae e Cycas inermis
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; in thailandese ปรงนา (prong na); altri nomi locali in Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam secondo la banca dati PROSEA
  • Distribuzione naturale: Birmania, Thailandia (pianure di quasi tutte le regioni tranne il sud), Laos (Champasak, Saravan), Cambogia, Vietnam (tra cui Đắk Lắk, Gia Lai, Kon Tum, Nghệ An)
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd), valutazione di H.T. Nguyen (2010), confermata da quella di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023) secondo GBIF
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; pianta protetta in Thailandia
  • Rusticità documentata: nessun dato verificabile (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta secca decidua su suoli poveri, fino a 1200 m
  • Portamento e dimensioni: base a bulbo fino a circa 1 m di diametro, fusto fino a 2,5 m; foglie di 45-110 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas siamensis?

Dalla base del fusto rigonfia a bulbo, dalle foglie corte con foglioline brevi e piatte, spesso arrotondate all’apice, dal picciolo corto e di solito spinoso, e dai coni maschili cilindrici. Sono i caratteri che de Laubenfels e Adema (1998), che la chiamavano Epicycas siamensis, usano per separarla da Cycas pectinata; la descrizione che segue è la loro.

Il bulbo, sotterraneo o sporgente, raggiunge circa 1 m di diametro; il fusto, quando c’è, arriva a 2,5 m di altezza per 8-20 cm di diametro. Le foglie misurano 45-110 cm e portano da 50 a 103 foglioline per lato; il picciolo, di 8-18 cm, è di solito spinoso per tutta la lunghezza, talvolta inerme, e il rachide è pubescente da giovane. Le foglioline misurano 6-12 cm per 4-7 mm, hanno i margini piatti, la nervatura mediana in rilievo sulle due facce e l’apice da acuto ad arrotondato; sono verdi, più chiare di sotto.

I coni maschili, cilindrici o oblunghi, misurano 20-30 cm per 6-8 cm, su un peduncolo di 1-2 cm; i microsporofilli, larghi 17-20 mm, terminano con un apice sterile acuminato di 7-12 mm e un uncino rivolto bruscamente verso l’alto, lungo 5-10 mm. I macrosporofilli portano 2-4 ovuli; la parte sterile, triangolare, di 22-35 mm per 17-30 mm, porta una decina di denti per lato, lunghi 6-10 mm, e una punta a forma di spina di 14-25 mm. I semi, gialli, misurano 29-35 mm per 30-35 mm. Come le altre specie della sezione Indosinenses, ha coni maschili duri, ovuli glabri, una lamina dei macrosporofilli pettinata e uno strato fibroso nel tegumento carnoso del seme (Hill 2008).

Sul forum francese Fous de palmiers, nel 2012, un collezionista che la coltiva ha osservato che le foglie di Cycas siamensis sono raramente ricadenti, di solito aperte a 180° o erette, con foglioline piuttosto corte, spesso più corte di quelle di Cycas revoluta; si tratta di un’osservazione di coltivazione, non di una descrizione pubblicata.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido naturale o orticolo. Il nome commerciale Cycas siamensis «Silver», usato per piante dalle foglie argentate vendute anche come bulbi senza foglie dalla Thailandia, non corrisponde ad alcun taxon registrato da The World List of Cycads, e nessuna fonte consultata ne precisa l’origine. Sul forum francese Fous de palmiers un collezionista osservava nel gennaio 2010 che questo «Silver» non era stato attribuito con certezza a Cycas siamensis e poteva essere una specie a sé: secondo lui, che aveva visto le due piante in Thailandia, i suoi semi sono grandi quasi la metà e anche le foglie sembrano diverse, oltre che per l’indumento. È l’opinione di un coltivatore esperto, non una conclusione pubblicata.

Possibili confusioni

La confusione storica più importante è con Cycas pectinata: de Laubenfels e Adema (1998) ricordano che Smitinand (1971, 1972) illustrò come Cycas siamensis organi fertili di Cycas pectinata, mentre le figure di Cycas pectinata di Leandri (1931) rappresentano per lo più Cycas siamensis. Cycas pectinata ha foglioline più lunghe, coni maschili non cilindrici, microsporofilli meno allungati, denti dei macrosporofilli molto più lunghi e nessuna base a bulbo.

Diverse specie del Sud-est asiatico hanno anch’esse una base rigonfia. Cycas lindstromii, del Vietnam meridionale, è vicina, ma il suo bulbo spesso ramificato non forma mai un fusto aereo, i macrosporofilli sono più stretti e le foglie più corte (de Laubenfels e Adema 1998). Cycas elephantipes, della provincia di Chaiyaphum, dove secondo The World List of Cycads è presente anche Cycas siamensis, e Cycas pachypoda, del sud del Vietnam, formano anch’esse fusti dalla base rigonfia.

In Cina il nome è stato applicato a torto ad altre specie: Cheng e colleghi (1975) chiamavano Cycas siamensis la specie oggi nota come Cycas collina (Hill 2008), e la Flora of China segnala che piante cinesi della specie che essa chiama Cycas miquelii, cioè Cycas sexseminifera, sono state identificate per errore come Cycas siamensis. Il commercio, infine, aggiunge confusioni proprie. Sul forum francese Fous de palmiers un collezionista segnalava nel febbraio 2010 un venditore che proponeva piante di Cycas siamensis con i nomi di Cycas pruinosa o di Cycas calcicola. Si è visto anche il caso inverso: nell’agosto 2012 lo stesso collezionista riteneva che una pianta acquistata come Cycas siamensis da un coltivatore del Var appartenesse verosimilmente a un’altra sezione, quella delle Stangerioides, per il portamento delle foglie e l’aspetto del caudice, e la avvicinava a Cycas ferruginea; nel 2014 riferiva di aver comprato tre piante vendute come Cycas siamensis che si erano rivelate una specie vietnamita non identificata della stessa sezione Stangerioides.

Tassonomia

Cycas siamensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Miquel la descrisse nel 1863 sulla Botanische Zeitung (21: 333-334), in un articolo intitolato «Ueber eine neue Cycas aus Siam», sulla base di una raccolta di J.E. Teijsmann fatta nel marzo 1862 nella provincia di Kanchanaburi (olotipo nell’erbario di Utrecht, U; isotipo a Leida, L).

È la specie tipo (lectotipo, secondo Hill e Yang 1998) della sezione Indosinenses, istituita da Josef Schuster nel 1932. Schuster vi includeva soltanto Cycas siamensis e Cycas micholitzii, quest’ultima poi trasferita nella sezione Stangerioides; oggi la sezione riunisce le Cycas dai coni maschili duri, dagli ovuli glabri, dalla grande lamina dei macrosporofilli profondamente pettinata e con uno strato fibroso nel tegumento del seme, dall’India himalayana e dal Nepal fino al Vietnam, alla Cina meridionale e al nord della penisola malese (Hill 2008).

Il concetto della specie è stato a lungo molto ampio. Schuster (1932) vi includeva come sottospecie le piante oggi chiamate Cycas balansae e Cycas inermis, riconosciute oggi come specie distinte. De Laubenfels e Adema (1998) la trasferirono nel genere Epicycas, che The World List of Cycads non riconosce. The World List of Cycads registra come unico sinonimo tassonomico Cycas immersa Craib (1912); Species+ aggiunge Cycas aurea. Altri nomi citati in rete come sinonimi non sono stati verificati.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce alla presenza della specie in Thailandia, che al momento della descrizione si chiamava regno del Siam (Haynes 2022). La pianta tipo fu raccolta da J.E. Teijsmann nel marzo 1862, nella provincia di Kanchanaburi, e la specie fu descritta l’anno seguente. Compare poi in una revisione di Regel (1876) e, nel 1878, in una rubrica di «nuove piante da giardino» del Gardeners’ Chronicle (Masters 1878), il che suggerisce che fosse già coltivata in Europa; le fonti consultate non ne danno i particolari.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. In Thailandia la specie si chiama ปรงนา (prong na), nome usato dal Dipartimento dell’agricoltura thailandese. La banca dati PROSEA (Plant Resources of South-East Asia) riporta altri nomi locali: prâng’ in Cambogia, ph’aawz kh’ôôk in Laos, prong-liam (provincia di Trat), prong-pa (Thailandia centrale) e talapat-ruesi (sud-ovest) in Thailandia, thiên tuê xiêm in Vietnam. Questi nomi sono stati raccolti prima delle revisioni recenti del genere e possono riferirsi anche a specie vicine. In commercio circola anche il nome «Siamensis Silver» (o «Silver»), per una forma dalle foglie argentate.

In natura

Cycas siamensis è diffusa dalla Birmania alla Thailandia, al Laos (province di Champasak e Saravan), alla Cambogia e al Vietnam (tra cui Đắk Lắk, Gia Lai, Kon Tum e Nghệ An), secondo The World List of Cycads. In Thailandia è presente in numerose province, da Tak e Uttaradit a Chachoengsao e Chon Buri; il Dipartimento dell’agricoltura thailandese la descrive diffusa nelle pianure di quasi tutte le regioni del paese, tranne il sud. Cresce nella foresta secca decidua su suoli poveri, fino a 1200 m di quota (de Laubenfels e Adema 1998). Species+ elenca tra i paesi dell’areale anche la Cina e la Malaysia, e PROSEA cita il nord della penisola malese; The World List of Cycads non cita né l’una né l’altra, e per Hill (2008) le vecchie segnalazioni cinesi si riferiscono ad altre specie.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas siamensis come vulnerabile (VU) in base ai criteri A2cd+4cd, cioè per una riduzione della popolazione dedotta dal declino dell’habitat e dallo sfruttamento, passato e in corso; la valutazione è di H.T. Nguyen (2010), e una nuova valutazione di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023) mantiene la stessa categoria secondo GBIF. In Thailandia la situazione appare meno grave: lo studio del Dipartimento dell’agricoltura condotto tra il 2015 e il 2019 per fissare le condizioni di esportazione (Non-Detriment Findings della CITES) ha trovato tracce di scavi illegali nelle popolazioni di tutte le Cycas del paese, ma considera Cycas siamensis la specie thailandese meno a rischio, perché è molto diffusa e abbondante nelle aree protette, nelle foreste comunitarie e nei terreni privati.

Per questo la Thailandia ne autorizza l’esportazione, unica specie insieme a Cycas chamaoensis: possono essere esportate piante riprodotte artificialmente e piante di origine selvatica, ma queste ultime soltanto se provengono da terreni privati. In Thailandia tutte le Cycas native sono piante protette dalla legge sulle varietà vegetali del 1975.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas siamensis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie con il suo nome e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione, soprattutto per i grossi bulbi, che possono essere stati prelevati in natura.

Coltivazione

È una delle Cycas asiatiche che si trovano più facilmente in commercio in Europa, sotto forma di semi o di bulbi, ma nessuna istituzione consultata ha pubblicato consigli di coltivazione propri della specie. Sui forum francofoni diversi collezionisti la coltivano in serra o in casa. Il comportamento più spesso segnalato è la perdita stagionale delle foglie: un coltivatore della Polonia osserva sul forum Fous de palmiers, nel 2010 e nel 2012, che la sua Cycas siamensis perde le foglie in inverno, come Cycas media, e che per questo può essere facile da proteggere; nel 2010 un collezionista che coltiva in serra nell’Ain e nell’Hérault riferisce invece che i suoi semenzali continuano a emettere foglie in inverno. Nel 2013 un collezionista sconsigliava inoltre i bulbi senza foglie importati dalla Thailandia, spesso troppo secchi e difficili da far ripartire. Questi riscontri riguardano piante in vaso al riparo, in condizioni non sempre precisate. Le indicazioni che si possono dedurre dall’habitat (substrato povero e molto drenante, riposo asciutto) restano deduzioni.

In Italia

Cycas siamensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca di «siamensis» restituisce soltanto altre piante con lo stesso epiteto (palme e alberi), nessun messaggio su questa cicadea. Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. La semina è documentata da un coltivatore della Polonia sul forum Fous de palmiers: seminati all’inizio di settembre 2007 in un acquario riscaldato (30-32 °C nella parte alta) su un substrato sabbioso e drenante, 8 semi su 10 avevano germinato dopo due mesi e 9 su 10 a gennaio 2008; un seme non maturo era stato scartato. Un collezionista francese che la coltiva descrive anche una pianta con una ventina di polloni, che emettono foglie in momenti diversi (2012). I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate.

Rusticità

Per Cycas siamensis non esiste alcun dato pubblicato e verificabile di resistenza al freddo. Vive in un clima tropicale con una lunga stagione secca: le zone USDA e le tolleranze vicine a 0 °C che le si attribuiscono in rete non sono sostenute da misure.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, i riscontri trovati sul forum Fous de palmiers riguardano piante in serra o in casa, senza temperature minime né prove in piena terra; un coltivatore della Côte Bleue (Bocche del Rodano) menziona nel 2012 una Cycas siamensis che «l’ha lasciato», senza precisare né le condizioni né la causa. Il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Nemmeno fuori dall’Europa è stato trovato alcun valore di freddo verificabile né alcun riscontro di coltivazione datato. In mancanza di dati, la prudenza consiglia di coltivarla in vaso, al riparo dal gelo e all’asciutto durante il riposo.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas siamensis. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Il suo uso meglio documentato è ornamentale: in Thailandia è commerciata sul mercato interno e può essere esportata. La banca dati PROSEA la elenca tra le piante a frutti e semi commestibili del Sud-est asiatico, con usi «simili a quelli di Cycas rumphii», senza descriverli; nessuna fonte consultata documenta usi medicinali propri della specie. Data la tossicità del genere, queste menzioni non sono in alcun modo una raccomandazione.

Domande frequenti

Che cosa significa siamensis?

«Del Siam», l’antico nome della Thailandia, dove fu raccolta la pianta tipo nel 1862.

Come riconoscerla?

Dalla base del fusto rigonfia a bulbo, dalle foglie corte (45-110 cm) con foglioline brevi, spesso arrotondate all’apice, e dai coni maschili cilindrici.

Dove cresce in natura?

Nelle foreste secche decidue su suoli poveri della Birmania, della Thailandia, del Laos, della Cambogia e del Vietnam, fino a 1200 m.

Che cos’è la Cycas siamensis «Silver»?

Un nome commerciale per piante dalle foglie argentate, vendute anche come bulbi senza foglie. Non corrisponde ad alcun taxon registrato, la sua origine non è documentata e un collezionista che ha visto le piante in Thailandia dubita che appartenga davvero a Cycas siamensis.

Perde le foglie in inverno?

Spesso sì, secondo alcuni coltivatori europei, che la vedono perdere le foglie durante la stagione fredda in vaso; altri non osservano questo comportamento sui semenzali in serra.

È minacciata?

Sì, secondo la IUCN, che la classifica vulnerabile per il declino dell’habitat e la raccolta. In Thailandia è considerata la Cycas meno a rischio del paese.

È rustica in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato verificabile sul freddo: in mancanza di prove, tenetela in vaso e al riparo dal gelo.

È velenosa?

Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas siamensis: https://cycadlist.org/scientific_name/213 — protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (VU A2cd+4cd), sinonimi, etimologia, riferimenti. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 13 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Cycas siamensis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/17514/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, sinonimi, paesi dell’areale. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • Dipartimento dell’agricoltura della Thailandia (2019), «วิจัยสถานภาพพืชอนุรักษ์สกุลปรง (Cycas spp.) — Non-Detriment Findings for Cycas spp.»: https://info.doa.go.th/research/pdf/2562/499_2562.pdf — nome thailandese, distribuzione in Thailandia, minacce, commercio e regole di esportazione. Rapporto ufficiale, affidabile; letto per intero (in thailandese) il 12 e il 13 ottobre 2026.
  • GBIF, statuto IUCN di Cycas siamensis: https://api.gbif.org/v1/species/2683286/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (VU). Banca dati internazionale che riprende la Lista rossa; consultata il 13 ottobre 2026.
  • PROSEA (Plant Resources of South-East Asia), tramite Pl@ntUse, Cycas siamensis: https://plantuse.plantnet.org/en/Cycas_siamensis_(PROSEA) — nomi locali in Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam, distribuzione (compreso il nord della penisola malese), usi paragonati a quelli di Cycas rumphii. Opera di riferimento regionale (P.C.M. Jansen e colleghi), anteriore alle revisioni recenti del genere; consultata il 13 ottobre 2026, riletta il 18 ottobre 2026.
  • Flora of China (eFloras), Cycas miquelii: http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=2&taxon_id=210000344 — nota sulle piante cinesi identificate per errore come Cycas siamensis. Flora nazionale di riferimento; consultata il 13 ottobre 2026.
  • Fous de palmiers, discussioni «cycas siamensis» (2012), «Encephalartos cycadifolius» (2010), «Cycas Elephantipes ?» (2010), «Dioon Edule Aurea» (2010), «Cycadales pour étés frais» (2012), «Le flusher fou» (2012), «Cycas petraea» (2012), «Liste des vendeurs de Cycadales» (2013), «Aquarium – germoir» (2007-2008) e «Cycadales: le coin des bons plans et espèces rares» (2014): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12839 — osservazioni di coltivazione in vaso e al riparo, semina, dubbi sul «Silver», bulbi importati, confusioni commerciali. Forum francese di appassionati, riscontri individuali; consultato il 13 ottobre 2026, messaggi del 2010, 2012, 2013 e 2014 riletti il 18 ottobre 2026.
  • Tropicamente, ricerca «siamensis»: https://www.tropicamente.it/forums/search/siamensis/ — nessun messaggio su questa cicadea (solo omonimi di altri generi). Forum italiano di coltivatori; ricerca del 13 ottobre 2026.
  • ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.

Bibliografia

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  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Sezione Indosinenses e suo lectotipo, nomi applicati per errore in Cina; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. & Yang, S.L. (1999). The genus Cycas (Cycadaceae) in Thailand. Brittonia 51(1): 48-73. [Descrizione (pp. 53-55, fig. 4); non consultato, riferimento rilevato su The World List of Cycads.]
  • Hill, K.D., Nguyên, T.H. & Lôc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. [Popolazioni vietnamite (pp. 180-182); non consultato, riferimento rilevato su The World List of Cycads.]
  • Miquel, F.A.W. (1863). Ueber eine neue Cycas aus Siam. Botanische Zeitung 21: 333-334. [Protologo; non consultato direttamente, citato da The World List of Cycads.]
  • Tang, W. & Yang, S.L. (1995). Focus on Cycas siamensis. Encephalartos 43: 4-11. [Articolo di sintesi; non consultato, riferimento rilevato su The World List of Cycads.]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas siamensis. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42066A10641954. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas siamensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T42066A69157502. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42066A69157502.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
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  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]