Cycas rumphii è una grande cicadea delle coste dell’Indonesia orientale, centrata sulle Molucche, da cui raggiunge Sulawesi, la Nuova Guinea e l’isola di Natale. Specie tipo di un gruppo di Cycas costiere dai semi galleggianti, la sottosezione Rumphiae del genere Cycas, è stata a lungo usata, come Cycas circinalis, come nome contenitore per le Cycas tropicali a foglie piatte dell’Asia e del Pacifico. È rara in coltivazione in Europa, dove la maggior parte delle piante vendute con questo nome appartiene ad altre specie, e nulla indica che sopporti il gelo.
In sintesi: Cycas rumphii
- Nome accettato: Cycas rumphii Miq. (1839), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); accettato anche dalla WCVP, base di POWO (consultata tramite GBIF il 31 ottobre 2026)
- Sinonimi: Cycas celebica Miq. (1839), secondo Lindstrom, Hill e Stanberg (2009) e The World List of Cycads; de Laubenfels e Adema (1998) la consideravano una specie distinta (vedi Tassonomia)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; specie tipo della sottosezione Rumphiae K.D.Hill (1994)
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; queen sago in inglese (nome orticolo applicato anche ad altre specie); paku laut, «felce di mare», in malese (vedi Nomi comuni)
- Distribuzione naturale: Indonesia (Molucche, Sulawesi, Papua, Giava orientale, Kalimantan occidentale), nord della Papua Nuova Guinea, Australia (isola di Natale, scogliera Ashmore)
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT A2cd), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessuna misura pubblicata per la specie; piante vendute con questo nome, di identità incerta, indenni a Barcellona dopo diversi giorni intorno a 0-1 °C (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura boscaglie chiuse e foreste vicine alla riva, su suoli più o meno calcarei; in coltivazione calore, luce intensa e substrato drenante
- Portamento e dimensioni: fusto di solito fino a 3 m, al massimo 10-12 m, di 11-40 cm di diametro; foglie lucide di 1,5-3 m
- In Italia: piante maschili nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli; segnalata a Messina (2009) e in alcuni giardini privati del Sud, con identità non verificata
- Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas rumphii?
Cycas rumphii si riconosce dalle foglie piatte, verde vivo e molto lucide, con foglioline larghe e dure, dai coni maschili le cui squame non hanno quasi punta e dai semi con una cresta all’apice del guscio e uno strato spugnoso che li fa galleggiare (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009; de Laubenfels e Adema 1998).
Il fusto misura di solito fino a 3 m, raramente 10 m, per 11-20 cm di diametro nel punto più stretto secondo Lindstrom, Hill e Stanberg (2009); de Laubenfels e Adema (1998), che avevano un concetto più ampio della specie, indicano fino a 12 m e 20-30 (40) cm, spesso ramificato. Le foglie, lunghe 150-250 cm, sono piatte: le foglioline opposte si inseriscono a 180° sul rachide. Ciascuna porta 150-200 foglioline e si copre di una peluria arancione che cade quando si distende. Il picciolo, di 35-60 cm, è spinoso per una lunghezza variabile, spesso per tutta la lunghezza. Le foglioline mediane misurano 22-32 cm per 12-16 mm, nettamente più chiare di sotto, spesso arcuate, con margini un po’ ricurvi e punta non pungente. I catafilli, strettamente triangolari, sono morbidi.
I coni maschili, fusiformi, da gialli a bruno chiaro, misurano 35-55 cm per 10-15 cm; ogni microsporofillo porta solo una punta rudimentale, rivolta in alto, di 2-5 mm. I macrosporofilli, di 18-32 cm, sono coperti da un feltro bianco o giallo; portano 2-6 ovuli e una lamina lanceolata di 50-75 mm, appena dentata, con una dozzina di denti morbidi di 0-4 mm e una punta apicale sottile di 10-25 mm. I semi, ovoidi e appiattiti, di circa 45 mm per 30 mm, hanno polpa bruno-arancione; il guscio porta una cresta all’apice e ricopre uno strato spugnoso (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009).
Ibridi
Non è descritto alcun ibrido naturale di Cycas rumphii. Lindstrom, Hill e Stanberg (2009) ipotizzano tuttavia, nella parte orientale dell’areale, una possibile mescolanza genetica con Cycas bougainvilleana, per spiegare una variazione anatomica delle foglioline. Non è documentato alcun ibrido orticolo.
Possibili confusioni
Un nome a lungo applicato ad altre Cycas
Miquel descrisse Cycas rumphii nel 1839 dalle tavole di Rumphius, senza mai fissarne chiaramente i limiti. Il nome fu poi applicato, insieme o al posto di Cycas circinalis, a quasi tutte le Cycas tropicali a foglie piatte del Sud-Est asiatico e del Pacifico: Pilger (1926) riuniva con questo nome tutti i taxa indonesiani, e Schuster (1932) vi aggiungeva sottospecie e varietà oggi attribuite ad altre specie (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009). Il nome Cycas rumphii subsp. zeylanica indica così una pianta dello Sri Lanka, oggi Cycas zeylanica (Lindstrom e Hill 2007).
In coltivazione la confusione continua, nei due sensi. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna scriveva nel 2009 che «per anni la rumphii è stata chiamata circinalis» e riferiva di un articolo secondo cui la maggior parte delle «circinalis» degli orti botanici europei sarebbero in realtà Cycas rumphii. Al Royal Botanic Garden di Edimburgo, un inventario pubblicato nel 2010 ha in effetti rideterminato come Cycas rumphii diverse piante etichettate Cycas circinalis. Al contrario, un vivaista francese specializzato ricorda nel 2020, sul forum Fous de palmiers, che Cycas rumphii cresce solo nelle Molucche e a Sulawesi, che è molto rara in coltivazione e che tutte le «circinalis» e «rumphii» da lui viste in vendita in Europa erano Cycas thouarsii.
Come distinguerla dalle specie vicine
- Cycas thouarsii, del Madagascar e dell’Africa orientale: microsporofilli terminati da una punta di 5-8 mm, nettamente uncinata, semi rossi di 54-60 mm senza cresta descritta, foglioline più strette (8-13 mm) secondo de Laubenfels e Adema (1998).
- Cycas seemannii, delle Figi, di Tonga, di Vanuatu e della Nuova Caledonia: picciolo poco o per niente spinoso e foglioline più strette; de Laubenfels e Adema (1998), che la includono in Cycas celebica, le attribuiscono semi più grandi (55-70 mm) con cresta debole.
- Cycas edentata, delle coste delle Filippine, della Malesia e della Thailandia: semi senza cresta e microsporofilli con punta lunga, almeno 12 mm (de Laubenfels e Adema 1998; Lindstrom, Hill e Stanberg 2009).
- Cycas scratchleyana, delle foreste dalle Molucche alla Nuova Guinea: foglioline meno acuminate e semi più piccoli con cresta debole; a questa specie somiglia la tavola 22 di Rumphius, a lungo citata come tipo (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009).
- Cycas circinalis, dell’India: semi senza strato spugnoso e microsporofilli terminati da una lunga punta di 20-39 mm.
Tassonomia
Miquel pubblicò Cycas rumphii nel 1839 sulla base dell’«Olus calappoides» o «Sajor calappa» dell’Herbarium Amboinense di Rumphius (1741). Poiché i campioni di Rumphius andarono perduti in un naufragio, Miquel si basò sulle tavole 22 (pianta femminile) e 23 (pianta maschile). Le due tavole rappresentano in realtà due specie: la tavola 22 somiglia a Cycas scratchleyana. Lindstrom (2002) ha designato la tavola 23 come lectotipo, in accordo con l’uso attuale del nome e con una raccolta recente di Ambon (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009). The World List of Cycads adotta questo lectotipo.
Hill (1994) creò la sottosezione Rumphiae per il gruppo di Cycas rumphii in Nuova Guinea e nel Pacifico occidentale. Vi riconosceva sei specie, di cui tre nuove (Cycas bougainvilleana, Cycas apoa e Cycas micronesica), accanto a Cycas rumphii, Cycas scratchleyana e Cycas seemannii (riassunto dell’articolo). La sottosezione si definisce per uno strato spugnoso all’interno del seme; una maturazione dei semi in due anni vi è confermata per Cycas seemannii, Cycas thouarsii e Cycas bougainvilleana (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009).
De Laubenfels e Adema (1998) proposero una suddivisione diversa. Collocavano Cycas rumphii in un sottogenere Truncata definito dai microsporofilli troncati, vi includevano Cycas bougainvilleana, che giudicavano fondata su caratteri poco affidabili, e riconoscevano Cycas celebica come specie distinta, a picciolo poco spinoso, includendovi Cycas seemannii e Cycas micronesica. Lindstrom, Hill e Stanberg (2009) hanno invece riportato Cycas celebica in sinonimia di Cycas rumphii: l’assenza di spine sul picciolo, visibile nella tavola tipo, varia all’interno delle popolazioni di Sulawesi. The World List of Cycads, seguita dal sito, adotta questo trattamento e accetta Cycas bougainvilleana, Cycas seemannii e Cycas micronesica come specie distinte.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Georg Eberhard Rumpf, detto Rumphius (1628-1702), naturalista di origine tedesca al servizio della Compagnia olandese delle Indie orientali ad Ambon (Haynes 2022; Lindstrom, Hill e Stanberg 2009). Il nome latino che dava alla pianta, Olus calappoides, significa letteralmente «ortaggio simile alla palma da cocco».
Roxburgh fu il primo, nel 1832, a riconoscere una Cycas malesiana distinta tra le piante coltivate nell’orto botanico di Calcutta, ma la trattò con il nome di Cycas circinalis. Dopo Miquel, Stapf (1916) riassunse il dibattito sulla specie, e Schuster (1932) ne diede un trattamento «sostanzialmente corretto» secondo Lindstrom, Hill e Stanberg (2009), salvo varietà e sottospecie. Gli errori di nome sono però continuati fino nelle opere di riferimento: Jones (1993) illustrava ancora la specie come Cycas circinalis, errore corretto nella seconda edizione (2002).
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano attestato. In inglese, queen sago (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009), nome usato in Florida anche per altre grandi Cycas tropicali; Species+ riporta Malayan fern palm. In malese, i nomi raccolti da Hill (1994) e ripresi da Lindstrom, Hill e Stanberg (2009) comprendono pakoe laut o paku laut, «felce di mare», paku gajah, haji e intalappana; in lingua biak, nufuès.
In natura
Secondo la concezione di Lindstrom, Hill e Stanberg (2009), Cycas rumphii ha un areale centrato sulle Molucche. Raggiunge a est la Papua indonesiana e una parte della costa nord della Papua Nuova Guinea, a nord Sulawesi, a ovest il sud del Borneo, il nord-est di Giava e l’isola di Natale. The World List of Cycads cita anche la scogliera Ashmore, dove sono stati trovati semi spiaggiati, probabilmente provenienti dall’Indonesia, oltre alla Nuova Britannia orientale e alla Nuova Irlanda. De Laubenfels e Adema (1998) estendevano la specie alle isole Salomone, Marshall e Caroline, includendovi Cycas bougainvilleana. Species+, che riprende un concetto più antico, cita ancora India, Malesia, Filippine, Singapore e Thailandia.
La specie cresce soprattutto in boscaglie chiuse e foreste su suoli più o meno calcarei, vicino alla riva (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009). I semi galleggiano, il che favorisce la dispersione via mare; secondo de Laubenfels e Adema (1998) anche l’uomo l’ha trasportata, il che spiegherebbe alcune stazioni isolate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas rumphii come quasi minacciata (NT A2cd), nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (categoria verificata tramite GBIF e The World List of Cycads). La valutazione precedente, di K.D. Hill, risale al 2010; Donaldson (2003) la classificava già NT. Lindstrom, Hill e Stanberg (2009) spiegano che, un tempo abbondante, occupa siti costieri sottoposti a forte pressione demografica, allo sviluppo e all’acquacoltura: probabilmente non è minacciata a breve termine, ma potrebbe diventarlo.
Come tutta la famiglia delle Cycadaceae, la specie è iscritta nell’Appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline e plantule in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (allegati fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e preferite piante ottenute da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è documentata alcuna scheda di coltivazione propria di Cycas rumphii in senso stretto. L’ambiente naturale, foreste costiere tropicali umide senza stagione fredda, indica una pianta da serra calda o veranda nella maggior parte d’Italia: è una deduzione tratta dall’habitat, confermata dai pochi riscontri di coltivazione. All’orto botanico dell’università di Cambridge la specie è coltivata in serra dal 1981. Un rapporto pubblicato dal Royal Botanic Garden di Edimburgo nel 2010 attribuiva i problemi di crescita e le malattie della sua collezione di cicadee a collocazioni troppo umide e mal drenate. In vaso servono un substrato molto drenante, luce intensa, calore tutto l’anno e irrigazioni regolari d’estate, distanziate d’inverno.
In Italia
All’Orto Botanico di Napoli, piante maschili di Cycas rumphii crescono nelle serre Califano: il giardino ne ha offerto il polline negli Index Seminum dal 2012-13 al 2022-23, segno che producono coni. L’Orto Botanico di Messina la elencava tra le sue cicadee nel 2009. L’identità di queste piante non è stata verificata alla luce delle revisioni recenti.
Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ischia, dove le minime notturne in genere non scendono sotto i 4 °C, ha messo a dimora in piena terra un esemplare nel gennaio 2010; un altro coltivatore riferisce che in Sicilia, sulla costa occidentale a 1 km dal mare, le sue «circinnalis e rumphi» restavano all’aperto d’inverno senza problemi (2009). Il Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var, Francia) non ha pubblicato osservazioni sulla specie.
Moltiplicazione
Cycas rumphii si moltiplica per seme; servono una pianta maschile e una femminile. I semi hanno uno strato spugnoso che li fa galleggiare. Non è documentato alcun protocollo di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES.
Malattie e parassiti
L’Università della Florida ha osservato la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, su Cycas rumphii nella contea di Miami-Dade, dove è stata fotografata una fronda infestata (Weissling, Howard e Hamon, scheda EENY-096). La specie figura anche tra le piante ospiti della farfalla Chilades pandava nel Sud-Est asiatico. Come tutte le Cycas, può marcire se il substrato resta umido con il fresco.
Rusticità
Non è stata pubblicata alcuna misura di rusticità per Cycas rumphii in senso stretto, e le piante vendute con questo nome sono di identità incerta.
In Italia e nel sud della Francia
Gli unici riscontri italiani sono quelli di Ischia e della Sicilia occidentale citati sopra, in zone dove il gelo è raro. Nel sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, un coltivatore della Côte Bleue (Bocche del Rodano) scriveva nel 2010 sul forum Fous de palmiers di non averla in piena terra, giudicando che temperature sotto zero potessero esserle fatali; non è documentato alcun riscontro francese di piena terra. Nella maggior parte d’Italia va coltivata in vaso e ritirata al riparo dal gelo d’inverno.
Riferimenti internazionali
A Barcellona un coltivatore riferisce nell’ottobre 2010, sul forum Fous de palmiers, che sei piante vendute con questo nome, in piena terra da quattro anni, avevano sopportato la neve dell’inverno precedente e diversi giorni intorno a 0-1 °C senza danni alle fronde. Queste piante non sono state identificate da un botanico.
Tossicità e precauzioni
Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas rumphii, ma tutte le specie di Cycas studiate contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA, soprattutto nei semi. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Considerate la pianta tossica: semi fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per maneggiarli e, in caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Le fonti pubblicate non descrivono usi tradizionali precisi di Cycas rumphii. Il nome datole da Rumphius, «ortaggio simile alla palma da cocco», fa pensare che la pianta venisse consumata ad Ambon, ma nessuna fonte consultata lo conferma.
Domande frequenti
La mia Cycas rumphii del vivaio è una vera Cycas rumphii?
Non è detto. La specie in senso stretto è rara in coltivazione in Europa; secondo un vivaista specializzato le piante vendute con questo nome sono spesso Cycas thouarsii, mentre in alcuni orti botanici è vero il contrario: piante chiamate Cycas circinalis si sono rivelate Cycas rumphii.
Come riconoscere Cycas rumphii?
Soprattutto dagli organi riproduttivi: squame dei coni maschili quasi senza punta (2-5 mm) e semi con strato spugnoso e cresta all’apice del guscio. Le foglioline, larghe 12-16 mm, sono molto lucide.
Da dove viene?
Dalle coste dell’Indonesia orientale, soprattutto Molucche, Sulawesi e Papua, fino al nord della Papua Nuova Guinea e all’isola di Natale.
Che differenza c’è con Cycas thouarsii e Cycas seemannii?
Cycas thouarsii, africana, ha microsporofilli con punta uncinata di 5-8 mm e semi rossi senza cresta descritta; Cycas seemannii, delle Figi e delle isole vicine, ha un picciolo poco spinoso e foglioline più strette secondo de Laubenfels e Adema (1998), che non la separavano da Cycas celebica.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Solo nelle situazioni quasi prive di gelo, come Ischia o la costa della Sicilia occidentale, e con identità della pianta incerta. Altrove va coltivata in vaso e ritirata d’inverno.
È minacciata?
È classificata quasi minacciata dalla IUCN (2023): i suoi habitat costieri subiscono la pressione demografica, lo sviluppo e l’acquacoltura.
È velenosa?
Bisogna supporlo. Non esistono analisi proprie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola: la Cycas rumphii maschile delle serre di Napoli.
- Aulacaspis yasumatsui — La cocciniglia asiatica delle cycas: identificazione, trattamento e prevenzione
- Cycas in vaso: cura, rinvaso, irrigazione e svernamento
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas rumphii: https://cycadlist.org/scientific_name/197 — protologo (Bull. Sci. Phys. Nat. Néerl. 2: 45, 1839), lectotipo (Rumphius, Herb. Amb., t. 23), distribuzione, NT A2cd, sinonimia (C. celebica), etimologia secondo Haynes (2022). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
- GBIF, WCVP (Cycas rumphii): https://api.gbif.org/v1/species/206945244 — nome accettato nella World Checklist of Vascular Plants (base di POWO), pubblicato in Bull. Sci. Phys. Nat. Néerl. 2: 45 (1839). Dati di Kew diffusi da GBIF, affidabili; consultati il 31 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas rumphii: https://api.gbif.org/v1/species/2683272/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (NT). Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 19 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas rumphii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/22704/legal — Appendice II della CITES, Allegato B dell’UE, nomi comuni, distribuzione (concetto ampio, antico). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 19 ottobre 2026.
- University of Florida (EDIS), Cycad Aulacaspis Scale (EENY-096/IN253), T.J. Weissling, F.W. Howard e A.B. Hamon: https://edis.ifas.ufl.edu/publication/IN253 — Cycas rumphii tra le cicadee infestate in Florida, foto di una fronda infestata. Scheda universitaria, affidabile.
- Royal Botanic Garden Edinburgh, Sibbaldia n. 8 (2010), «Data capture and taxonomic determination of Cycadales at the Royal Botanic Garden Edinburgh»: https://journals.rbge.org.uk/rbgesib/article/download/134/124 — rideterminazione di «Cycas circinalis» come Cycas rumphii, condizioni troppo umide. Pubblicazione istituzionale.
- Cambridge University Botanic Garden, Living Collections Portal: https://www.botanic.cam.ac.uk/collections/collectionsportal/search-results?genus=&species=&family=Cycadaceae — Cycas rumphii in serra, accessione del 1981 di origine selvatica. Fonte istituzionale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Napoli, Index Seminum: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/index-seminum.html — polline di Cycas rumphii (serre Califano) dal 2012-13 al 2022-23. Fonte istituzionale.
- Orto Botanico di Messina, Cicadee: https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — Cycas rumphii nell’elenco del 2009. Fonte istituzionale.
- Forum Tropicamente: https://www.tropicamente.it/forums/topic/la-mia-foresta-pluviale/ (Ischia, 2010), https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-thouarsii/ (Sicilia, 2009), https://www.tropicamente.it/forums/topic/da-identificare-3/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/riconoscimento-cycas/ (Ravenna, 2009). Riscontri datati, citati senza nome.
- Forum Fous de palmiers (Francia): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=484940 (vivaista, 2020), https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=104169 (Barcellona, 2010) e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=104210 (Côte Bleue, 2010). Riscontri datati, citati senza nome; identità delle piante non verificata.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità di Cycas revoluta per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario americano, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- Rumphius, G.E. (1741). Herbarium Amboinense 1: 86-87, t. 20-23. Amsterdam. [Tavole tipo; citate secondo Lindstrom, Hill e Stanberg 2009.]
- Hill, K.D. (1994). The Cycas rumphii complex (Cycadaceae) in New Guinea and the western Pacific. Australian Systematic Botany 7(6): 543-567. doi:10.1071/SB9940543 [Sottosezione Rumphiae, sei specie; riassunto (Crossref).]
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- Lindstrom, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [C. rumphii subsp. zeylanica attribuita a C. zeylanica; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas rumphii. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T216470283A69156062. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T216470283A69156062.en [Valutazione attuale (NT); riferimento verificato su Crossref.]
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- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]