Cycas balansae

Cycas balansae è una cicadea senza fusto aereo delle foreste sempreverdi del sud-est del Guangxi, in Cina, e del Vietnam settentrionale, dove vive all’ombra fitta del sottobosco. Descritta da Otto Warburg nel 1900 a partire da una pianta raccolta nel cortile di una pagoda vicino ad Hanoi, questa specie del genere Cycas porta il nome del naturalista francese Benedict Balansa. È nota anche con i nomi di Cycas shiwandashanica e Cycas palmatifida, oggi considerati sinonimi, e la IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2010, confermata nel 2023).

In sintesi: Cycas balansae

  • Nome accettato: Cycas balansae Warb. (1900), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas siamensis subsp. balansae (Warb.) J.Schust. (1932); Cycas shiwandashanica Hung T.Chang & Y.C.Zhong (1995); Cycas palmatifida Hung T.Chang, Y.Y.Huang & Y.C.Zhong (1998)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «Balansa’s Sago» (nome commerciale inglese di un vivaio britannico); «Tue da voi» (vietnamita, secondo Species+)
  • Distribuzione naturale: Cina (monti Shiwandashan, Guangxi sud-orientale) e Vietnam settentrionale (province di Lang Son, Quang Ninh, Thai Nguyen e Vinh Phuc)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN); prima valutazione di Nguyễn Tiến Hiệp (2010, criteri A2acd+4acd), nuova valutazione di Nguyễn Tiến Hiệp e A. Lindstrom pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun valore misurato; un vivaio britannico la colloca in zona USDA 9b, senza dati di coltivazione a sostegno (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: ombra fitta del sottobosco di foreste sempreverdi alte e chiuse; suoli limosi su scisti o graniti
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo di 12-20 cm di diametro; 4-9 foglie di 1,2-2,6 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; citata nel 2009 in una collezione privata lombarda tenuta al riparo d’inverno
  • Tossicità: nessuna analisi specifica; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas balansae?

Si riconosce dalle poche foglie molto lunghe, portate da piccioli lunghi e armati di spine sottili, ricoperti da un tomento bruno-porpora scuro che spesso persiste. Ken Hill, nella revisione del genere in Cina (2008), aggiunge coni maschili di taglia intermedia, con microsporofilli arrotondati privi di punta, megasporofilli ridotti con poche divisioni lunghe e sottili, e semi piccoli. La sua descrizione:

  • Fusto: sotterraneo (acaule), di 12-20 cm di diametro nel punto più stretto; 4-9 foglie nella corona.
  • Foglie: verde scuro, da molto lucide a semilucide, di 120-260 cm, leggermente carenate o piatte in sezione (le foglioline opposte formano un angolo di 160-180°), con 90-160 foglioline; il rachide termina sempre con un paio di foglioline.
  • Picciolo: di 40-160 cm, cioè il 30-40 % della foglia; pubescente, con tomento bruno-porpora scuro, spinoso per tutta la lunghezza, con spine di 4-10 mm.
  • Foglioline mediane: semplici, nettamente discolori, di 22-30 cm per 10-15 mm, inserite a 75-85° sul rachide, ristrette a 3-4 mm alla base, distanziate di 11-21 mm; consistenza rigida, margini piatti o appena ricurvi, apice morbidamente acuminato, non spinoso.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, pelosi, di 6-7 cm.
  • Coni maschili: fusiformi, gialli, di 20-25 cm per 4-7 cm; microsporofilli morbidi, senza spina apicale.
  • Megasporofilli: di 8-12 cm, con tomento bruno, portano 2-4 ovuli glabri; lembo ovato di 4-6 cm, profondamente pettinato, con 14-24 spine morbide di 25-40 mm; spina apicale non distinta da quelle laterali.
  • Semi: ovoidi, di 25-27 mm per 20 mm; sarcotesta gialla, non pruinosa, senza strato fibroso; sclerotesta leggermente verrucosa.

Alcune descrizioni divulgative parlano di foglioline sottili e cartacee: la revisione di Hill le descrive invece di consistenza rigida.

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido naturale con nome, ma la genetica indica scambi con specie vicine. Uno studio RADseq su sei specie di Cycas della Cina meridionale (Tao e colleghi, Frontiers in Genetics, 2021) ha trovato in generale poca mescolanza tra le specie, salvo negli individui di Cycas dolichophylla, che mostrano un’importante mescolanza genetica con Cycas bifida, Cycas changjiangensis e Cycas balansae. Non è documentato alcun ibrido di coltivazione.

Possibili confusioni

Le confusioni più frequenti riguardano le altre Cycas senza fusto della sezione Stangerioides, diffusa dal nord della Thailandia e del Myanmar fino al Laos, al Vietnam e alla Cina meridionale. Nella chiave di Hill (2008), Cycas balansae si separa così:

  • Cycas dolichophylla: foglioline più larghe (14-25 mm), arrotondate di colpo alla base, e picciolo più corto (20-35 % della foglia); Cycas balansae ha foglioline di 10-15 mm, ristrette e affusolate alla base, e un picciolo lungo (30-40 %).
  • Cycas tanqingii: microsporofilli con una spina terminale distinta, assente in Cycas balansae.
  • Cycas collina: foglie più grandi e spesso più numerose, con più foglioline, e coni maschili più grandi. È la specie dello Yunnan meridionale (regione di Xishuangbanna) e del Vietnam nord-occidentale a cui gli autori cinesi hanno a lungo applicato il nome Cycas balansae.
  • Cycas ferruginea: condivide in parte l’areale (Lang Son e Thai Nguyen in Vietnam, Guangxi occidentale in Cina), ma cresce sulle pareti nude delle rupi calcaree, mentre Cycas balansae vive su suoli limosi all’ombra della foresta.

Anche la letteratura conferma che il nome è stato applicato a piante diverse: de Laubenfels e Adema (1998) includevano una parte di queste piante in un Cycas tonkinensis in senso ampio, e i dati di distribuzione delle pubblicazioni cinesi vanno quindi letti con prudenza (vedi Tassonomia).

Tassonomia

Cycas balansae è una specie accettata, ma il suo contenuto è cambiato più volte. Warburg la descrisse nel 1900 in Monsunia (1: 179); Josef Schuster la ridusse nel 1932 a sottospecie di Cycas siamensis (Cycas siamensis subsp. balansae), combinazione oggi considerata sinonimo. Le revisioni di Ken Hill sul Vietnam (con Nguyen Tien Hiep e Phan Ke Loc, 2004) e sulla Cina (2008) l’hanno ristabilita come specie e collocata nella sezione Stangerioides, definita da coni maschili morbidi, megasporofilli pettinati, ovuli glabri e semi gialli dalla sarcotesta che si stacca facilmente.

Due specie cinesi del Guangxi sono state poste in sinonimia:

  • Cycas shiwandashanica Hung T.Chang & Y.C.Zhong (1995), descritta a partire da piante della foresta di latifoglie di Nasuo, presso Fangchenggang; inclusa in Cycas balansae da Chen e Stevenson nella Flora of China (1999), poi da Hill (2008).
  • Cycas palmatifida Hung T.Chang, Y.Y.Huang & Y.C.Zhong (1998), descritta su una pianta coltivata nell’arboreto di Nanning, originaria della contea di Fangcheng; Hill ha studiato la pianta viva e l’ha posta in sinonimia.

The World List of Cycads segue questa impostazione. Il punto delicato riguarda l’uso del nome in Cina. Secondo Hill (2008), le piante dello Yunnan meridionale che alcuni autori cinesi chiamavano Cycas balansae (Wang 1996; Chen e Stevenson 1999) appartengono a Cycas collina. Nel 2006, uno studio genetico con marcatori ISSR su 158 piante di tutte le popolazioni cinesi del «complesso Cycas balansae» (Xiao e Gong, Annals of Botany) ha distinto cinque gruppi corrispondenti a Cycas balansae in senso stretto, Cycas parvula, Cycas shiwandashanica, Cycas tanqingii e Cycas simplicipinna. Lo studio tratta quindi come distinte le piante dello Shiwandashan, che per Hill e per la lista mondiale sono proprio Cycas balansae; il «Cycas balansae in senso stretto» degli autori corrisponde probabilmente all’uso cinese del nome, ma nessuna fonte lo afferma esplicitamente.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Benedict Balansa (1825-1892), naturalista ed esploratore botanico francese che raccolse molto per il Museo di storia naturale di Parigi e che passò gli anni dal 1885 al 1892 nel Tonchino, nel nord del Vietnam, dove morì (Hill 2008; Haynes 2022).

La storia del tipo è singolare. Warburg citava un’unica raccolta di Balansa, il n. 4084: coni provenienti dal cortile di un tempio vicino ad Hanoi, conservati nell’erbario Barbey. Il campione del museo di Berlino, che doveva essere il tipo, andò con ogni evidenza distrutto durante la seconda guerra mondiale. A Parigi restano due fogli, uno con una porzione di cono maschile e uno con una porzione di foglia; l’etichetta precisa «Dioique. Frondes de deux mètres de hauteur», «Village du papier près de Hanoi, dans la cour d’une pagode», aprile 1889. Hill li ha designati come lectotipo nella revisione cinese del 2008, con isolectotipi a Ginevra e a Kew. The World List of Cycads cita anche la tipificazione della revisione vietnamita del 2004.

Il tipo stesso viene quindi da una pianta coltivata. Hill (2008) elenca altri esemplari coltivati: nei giardini di Hai Phong già nel 1885 (Balansa 563), a Nanning, in un villaggio della contea di Fangcheng, perfino nel giardino di un ristorante della provincia di Tuyen Quang.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Il vivaio britannico Trebrown la propone con il nome commerciale inglese «Balansa’s Sago». Species+, la banca dati della CITES, registra il nome vietnamita «Tue da voi», trascritto senza segni diacritici; nessuna altra fonte consultata lo conferma. Il nome cinese non ha potuto essere verificato su una flora.

In natura

Cycas balansae cresce all’ombra fitta di foreste sempreverdi alte e chiuse, nei punti più riparati, dove è localmente frequente ma mai in popolamenti densi (Hill 2008). Preferisce suoli limosi su scisti o graniti.

Secondo Hill e The World List of Cycads, l’areale comprende i monti Shiwandashan, nel Guangxi costiero sud-orientale, e si estende in Vietnam nelle regioni a nord-ovest e a nord-est di Hanoi: province di Lang Son, Quang Ninh, Thai Nguyen e Vinh Phuc. Hill cita anche una pianta coltivata in provincia di Tuyen Quang, raccolta sul versante nord-occidentale della catena del Tam Dao.

Le fonti cinesi danno un quadro diverso. Uno studio di modellizzazione pubblicato nel 2025 (Zhang e colleghi, Plants) descrive una pianta delle foreste pluviali tropicali o delle foreste monsoniche su calcare nelle valli dello Yunnan e del Guangxi, tra 100 e 800 m di quota, e colloca il cuore della distribuzione a Xishuangbanna e nei dintorni, nello Yunnan meridionale, sulla base di 87 punti raccolti in banche dati cinesi e in GBIF. Questi punti dello Yunnan corrispondono probabilmente alle piante che Hill attribuisce a Cycas collina; lo studio non discute la questione.

Lo stesso studio individua come fattori principali della distribuzione la stagionalità della temperatura, la temperatura media del trimestre più freddo, l’isotermia e le precipitazioni del trimestre più caldo, e prevede con il cambiamento climatico una leggera riduzione dell’area adatta e uno spostamento verso nord.

Stato di conservazione e normativa

Cycas balansae è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa della IUCN. La prima valutazione, di Nguyễn Tiến Hiệp (2010), adottava i criteri A2acd+4acd, ripresi da The World List of Cycads: una riduzione della popolazione dovuta al declino dell’habitat e al prelievo. Una nuova valutazione, firmata da Nguyễn Tiến Hiệp e A. Lindstrom, è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento rilevato su Crossref) e ha mantenuto la categoria EN, che è quella diffusa oggi dalla IUCN (rilevata tramite GBIF). In precedenza, la valutazione di Donaldson (2003), ripresa da Hill nel 2008, la considerava quasi minacciata (NT). In Cina figura come specie in pericolo nella Lista rossa della biodiversità cinese delle piante superiori, secondo Zhang e colleghi (2025), che segnalano popolazioni in forte calo, un habitat sempre più frammentato e un basso tasso di produzione di semi, e propongono un’area protetta prioritaria nella città di Simao, nello Yunnan. Le schede della Lista rossa non hanno potuto essere consultate direttamente.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas balansae rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES; il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 12 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni di coltivazione specifiche per Cycas balansae. La specie è però coltivata da molto tempo nel suo paese d’origine: il tipo stesso proviene dal cortile di una pagoda vicino ad Hanoi, e Hill (2008) cita piante coltivate a Hai Phong, a Nanning e in diversi villaggi. Secondo Zhang e colleghi (2025), in Cina è coltivata anche nelle province del Sichuan, del Guangdong e a Taiwan, apprezzata per il portamento.

Il suo habitat dà le indicazioni più sicure. A differenza di Cycas revoluta e di molte Cycas da pieno sole, è una pianta del sottobosco ombroso di foreste sempreverdi umide, su suoli limosi: le si addicono quindi una luce filtrata o un’ombra luminosa e un substrato ricco ma ben drenato. Queste indicazioni derivano dall’ambiente naturale e non da prove di coltivazione pubblicate.

In Italia

Cycas balansae non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). L’unica traccia di coltivazione trovata viene dal forum Tropicamente: nell’ottobre 2009 un collezionista di Monza, in Lombardia, la elencava tra una trentina di piccole cicadee che preferiva tenere in casa d’inverno, chiedendo quali fossero adatte alla serra fredda. Nelle risposte, un coltivatore di Ravenna ha indicato la rusticità di diverse Cycas cinesi e vietnamite, osservando che sono ancora poco conosciute, ma non si è espresso su Cycas balansae. Non è stato trovato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas balansae è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Zhang e colleghi (2025) ricordano che il basso tasso di produzione di semi ne limita l’espansione naturale. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione specifico per la specie, né alcuna esperienza di moltiplicazione per polloni. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie, tra cui Aulacaspis yasumatsui, minacciano tutte le Cycas coltivate, e i marciumi del colletto colpiscono le cicadee tenute in un substrato troppo bagnato, ma non è stato segnalato alcun attacco su questa specie in particolare.

Rusticità

Per Cycas balansae non esiste alcun dato misurato di resistenza al freddo. Il vivaio britannico Trebrown la classifica in zona USDA 9b, che corrisponde a minime medie annue comprese tra −3,9 °C e −1,1 °C; si tratta però di una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione. Nessun messaggio di forum consultato riporta una temperatura sopportata dalla specie.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. L’unica pianta italiana nota, quella del collezionista di Monza citata sopra, era tenuta al riparo in casa d’inverno. Sul forum francese Fous de palmiers, il cui pubblico coltiva nel sud-est della Francia con un clima vicino a quello di molte regioni italiane, la specie non è mai citata; neppure il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures ha pubblicato osservazioni su di essa. In mancanza di dati, la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato al di fuori dell’Italia e della Francia. Nel suo ambiente naturale, sotto le alte foreste del Vietnam settentrionale e del Guangxi, la pianta vive al riparo della copertura forestale; lo studio di Zhang e colleghi (2025) conferma che la temperatura del trimestre più freddo è uno dei fattori che ne limitano la distribuzione, senza indicare una soglia di gelo.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas balansae, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Considerate quindi la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Zhang e colleghi (2025) riferiscono che nella medicina tradizionale cinese radici, fusti e foglie di Cycas balansae sono considerati antinfiammatori, analgesici e antipertensivi, che il midollo ricco di amido ha un valore alimentare e che la pianta è apprezzata come ornamentale. Questi usi riguardano le piante chiamate così in Cina, probabilmente in parte Cycas collina (vedi Tassonomia), e nessuno di essi è convalidato dalla farmacologia moderna: date le tossine del genere, non vanno in alcun caso riprodotti.

Domande frequenti

Cycas balansae resiste al gelo?

Non si sa. Non esiste alcuna misura pubblicata; un vivaio britannico la colloca in zona USDA 9b (minime medie tra −3,9 °C e −1,1 °C), ma senza dati di coltivazione a sostegno.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non è documentato. L’unica pianta italiana nota era tenuta in casa d’inverno; senza dati, la prudenza consiglia il vaso e il riparo dal gelo.

Ha bisogno di ombra?

Sì, a giudicare dal suo ambiente. In natura cresce all’ombra fitta di foreste sempreverdi alte e chiuse, a differenza di Cycas revoluta; non sono state pubblicate prove di coltivazione al sole.

Qual è la differenza con Cycas revoluta?

È netta. Cycas balansae non ha fusto aereo, porta solo 4-9 foglie lunghe fino a 2,6 m con foglioline piatte larghe 10-15 mm e lunghi piccioli spinosi, e vive all’ombra; Cycas revoluta forma un tronco, ha foglie più corte e foglioline dai margini arrotolati.

Cycas shiwandashanica è la stessa specie?

Sì, secondo la tassonomia attuale. La Flora of China (1999), Hill (2008) e The World List of Cycads la considerano sinonimo di Cycas balansae; uno studio genetico del 2006 la trattava invece come un’unità distinta.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo dal 2010, categoria mantenuta dalla nuova valutazione del 2023, per il declino dell’habitat e il prelievo, ed è protetta dalla CITES (appendice II) e, nell’Unione europea, dall’allegato B.

È tossica?

Sì, bisogna considerarla tale. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose per l’uomo e gli animali, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Warburg, O. (1900). Monsunia: Beiträge zur Kenntniss der Vegetation des Süd- und Ostasiatischen Monsungebietes 1: 179. [Protologo; non consultato direttamente, riferimento ripreso da Hill (2008) e da The World List of Cycads.]
  • Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Loc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Revisione per il Vietnam; riferimento verificato su Crossref, testo non consultato.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Revisione di riferimento per la Cina: descrizione, chiave, lectotipificazione, sinonimi, distribuzione, habitat, uso del nome da parte degli autori cinesi; testo integrale consultato.]
  • Xiao, L.-Q. & Gong, X. (2006). Genetic differentiation and relationships of populations in the Cycas balansae complex (Cycadaceae) and its conservation implications. Annals of Botany 97(5): 807-812. doi:10.1093/aob/mcl039 [Studio ISSR su 158 piante cinesi; riassunto consultato.]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas balansae. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42069A10642849. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42069A10642849.en [Prima valutazione della Lista rossa (EN); riferimento verificato su Crossref, categoria ripresa da The World List of Cycads, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Nguyễn, T.H. & Lindstrom, A. (2023). Cycas balansae. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42069A67336462. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42069A67336462.en [Valutazione in vigore (EN); riferimento verificato su Crossref, categoria rilevata tramite GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
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  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dei nomi di cicadee; ripresa tramite The World List of Cycads.]
  • Zhang, H., Zhou, Y., Zhang, S., Wang, Z. & Liu, Z. (2025). Adaptive distribution and priority protection of endangered species Cycas balansae. Plants 14(5): 815. doi:10.3390/plants14050815 [Modellizzazione MaxEnt della distribuzione in Cina, usi tradizionali, statuto cinese; testo integrale consultato. Si basa sull’uso cinese del nome.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]