Esiste un gruppo di cicadali che ogni collezionista desidera ma che quasi nessuno riesce a coltivare con successo in Italia. I Cycas blu australiani — Cycas couttsiana, Cycas cupida, Cycas cairnsiana — sono tra le piante più affascinanti del genere: fogliame argentato-azzurro, portamento compatto, un aspetto che toglie il fiato. Ma sulle proprie radici, anche in una serra riscaldata in Sicilia o in Liguria, queste piante deperiscono. Crescono con una lentezza esasperante — o non crescono affatto. E al primo inverno umido, marciscono.
Simon Lavaud, vivaista francese specializzato in cicadali, alla guida del vivaio Cycadales (cycadales.eu), ha messo a punto una soluzione pratica per queste piante: innestare queste specie difficili su un portainnesto di Cycas revoluta. Nelle descrizioni delle piante innestate che vende, Lavaud afferma che crescono cinque volte più velocemente di quelle non innestate e che tollerano il marciume invernale come lo stesso Cycas revoluta, avvertendo però che il portainnesto non trasmette loro la sua resistenza al freddo.
Il problema: perché i Cycas australiani falliscono in Italia
Chi ha provato a coltivare un Cycas couttsiana o un Cycas cairnsiana in Italia conosce bene la frustrazione. Queste specie provengono dall’Australia tropicale e subtropicale, dove le estati sono lunghe, calde e umide, e gli inverni caldi e asciutti. Anche nelle migliori condizioni italiane, i problemi si accumulano:
Calore insufficiente. Anche nel Meridione e nelle isole, le estati italiane non raggiungono le temperature prolungate e le ore di luce del Queensland tropicale. Come osserva Simon Lavaud nella sua nota del 2021, nell’habitat di questi Cycas le temperature non scendono mai sotto i 10 °C e di giorno si avvicinano ai 30 °C o li superano per buona parte dell’anno, condizioni che nei climi europei si raggiungono raramente per più di tre mesi all’anno. Le piante accumulano meno gradi-giorno di crescita, e il loro metabolismo — già lento per natura — rallenta ulteriormente. Nel Centro-Nord, la situazione è ancora peggiore: le estati della Pianura Padana sono calde ma brevi, e quelle delle zone prealpine e appenniniche non bastano a sostenere una crescita significativa.
Marciume radicale: il vero assassino. Le radici dei Cycas australiani si sono evolute per substrati caldi e perfettamente drenati, che non sperimentano mai umidità prolungata a basse temperature. In un vaso in Italia — anche sotto serra — la combinazione di temperature invernali più basse e di un substrato che rimane umido per giorni innesca il marciume radicale da Phytophthora e Fusarium. Le radici cedono, il caudice si ammorbidisce, e la pianta muore. Spesso dopo anni di cure attente, il che rende la perdita particolarmente dolorosa.
Il problema è particolarmente acuto nelle regioni con inverni umidi. In Liguria e nella zona dei laghi, le piogge invernali sono abbondanti. Nella Pianura Padana, le nebbie persistenti mantengono un’umidità costante. Anche al Meridione, le precipitazioni autunnali e invernali possono saturare il substrato per settimane. Per un Cycas australiano in vaso, queste condizioni sono letali.
Il circolo vizioso. Una pianta che cresce lentamente produce meno massa radicale, il che significa meno resilienza allo stress, il che significa più vulnerabilità al marciume, il che rallenta ulteriormente la crescita. Sulle proprie radici, molti Cycas australiani in condizioni italiane sono intrappolati in un lento declino che si maschera da semplice stasi.
La soluzione: un portainnesto di Cycas revoluta
L’idea alla base del metodo Lavaud è semplice. Secondo lui, il portainnesto Cycas revoluta è perfettamente adatto al clima europeo, e le piante innestate tollerano il marciume invernale come il revoluta: non c’è bisogno di preoccuparsi di annaffiare troppo quando le temperature scendono. Nella sua nota del 2021 sulla coltivazione dei Cycas australiani in clima europeo spiega perché è decisivo: annaffiare un Cycas australiano sulle proprie radici quando fa fresco espone a un rischio molto elevato di marciume radicale.
Innestando un soggetto tropicale (la specie desiderata, il “nesto”) su un portainnesto di Cycas revoluta, si offre alla pianta un apparato radicale perfettamente adattato alle condizioni che dovrà affrontare. Il nesto porta la bellezza — il fogliame blu di Cycas couttsiana, le foglie argentate di Cycas siamensis “Silver” — mentre il portainnesto fornisce il motore: radici robuste, resistenti al marciume, capaci di assorbire acqua e nutrienti con efficienza anche in condizioni non ideali.
Che cosa riferisce Simon Lavaud
Simon Lavaud descrive i vantaggi dell’innesto nelle schede delle piante innestate in vendita su cycadales.eu (pagine consultate il 24 ottobre 2026). Non precisa come siano stati fatti i confronti: le sue cifre sono osservazioni di un vivaista, non i risultati di una sperimentazione pubblicata.
Crescita più rapida. Secondo Lavaud, le piante innestate crescono cinque volte più velocemente di quelle non innestate. Per mostrare che cosa possono diventare in condizioni ottimali, alcune sue schede presentano le foto di una pianta innestata della sua collezione, più vecchia di due anni di quella in vendita.
Tolleranza all’umidità invernale. Lavaud scrive che le piante innestate tollerano il marciume invernale come il revoluta. Sulle proprie radici, aggiunge, i Cycas australiani sono quasi impossibili da coltivare in clima europeo, anche in Italia o in Spagna: nel migliore dei casi sopravvivono ma crescono lentissimamente, e in piena terra marciscono a causa delle piogge invernali.
Facilità di cura. Lavaud presenta le piante innestate come molto facili da coltivare e consiglia di trattarle come un Cycas revoluta, precisando che i risultati migliori si ottengono in condizioni calde e umide, in un substrato ricco ma drenante.
Specie proposte innestate
Alla consultazione del 24 ottobre 2026, il catalogo di Simon Lavaud proponeva piante innestate di Cycas couttsiana, Cycas siamensis “Silver”, Cycas cairnsiana, Cycas arnhemica e Cycas candida, tutte su portainnesto Cycas revoluta e fornite in vaso da 3 litri. Due di esse sono descritte più in dettaglio:
Cycas couttsiana — che Lavaud descrive come uno dei Cycas più blu dell’Australia, originario di un habitat dalle stagioni marcate e dalle temperature elevate. La sua nota del 2021 lo colloca tra le specie australiane «difficili» in coltivazione europea.
Cycas siamensis “Silver” — una pianta della Thailandia le cui foglie mature sono, scrive Lavaud, ricoperte da una fine peluria bianca che dà loro un aspetto argentato. La descrive come difficile da coltivare ed estremamente lenta anche in Thailandia, e quasi impossibile da coltivare in clima europeo sulle proprie radici.
Né la nota di Lavaud né il suo catalogo affermano che qualsiasi Cycas possa essere innestato su Cycas revoluta: le specie sopra elencate sono semplicemente quelle che propone innestate. Altre specie australiane che la sua nota del 2021 classifica di difficoltà «media», come Cycas ophiolitica (che, precisa, tollera condizioni un po’ più fresche) e Cycas media, non figuravano tra le piante innestate del suo sito al momento della consultazione.
I limiti — cosa l’innesto non risolve
L’onestà sui limiti della tecnica è fondamentale. Simon Lavaud li elenca lui stesso, e ogni coltivatore che considera questo approccio deve comprenderne le limitazioni prima di iniziare:
Nessun trasferimento di resistenza al freddo. Lavaud lo scrive chiaramente: il portainnesto non trasmette la sua resistenza al freddo, quindi la pianta va comunque tenuta al riparo dal gelo. Per i suoi Cycas australiani innestati indica che le piante possono tollerare qualche ora a −1/−2 °C se poi le temperature risalgono rapidamente, ma che è preferibile tenerle al riparo dal gelo. Per l’Italia se ne possono trarre le seguenti indicazioni generali, che non provengono da Lavaud:
- Meridione e isole: le piante innestate possono essere tenute sotto una protezione leggera (tettoia, veranda chiusa) durante i mesi più freddi. Il rischio di gelo è minimo ma non assente durante le ondate di freddo eccezionali.
- Liguria e zona dei laghi: ricovero obbligatorio in serra fredda o locale protetto dal gelo da novembre a marzo.
- Pianura Padana e Centro-Nord: serra riscaldata indispensabile. Le temperature invernali (−5/−10 °C) ucciderebbero il fogliame del nesto anche se il portainnesto sopravvive.
- Zone prealpine e Appennino: coltivazione esclusivamente in serra riscaldata con illuminazione supplementare.
Produzione di polloni dal portainnesto. Secondo Lavaud, il portainnesto Cycas revoluta tende a emettere polloni, che vanno tagliati abbastanza spesso. Si tratta di un’operazione di manutenzione ricorrente, non occasionale.
Apporti di ferro. Lavaud ricorda che il Cycas revoluta è esigente in ferro e consiglia di somministrare alle piante innestate chelato di ferro (o sangue secco) almeno due volte all’anno.
Piante di serra. Le piante innestate proposte da Lavaud sono allevate in serra e fornite in vaso, e lui avverte di non esporle al pieno sole prima di averle acclimatate. Non fornisce alcun risultato per piante innestate coltivate in piena terra: non bisogna quindi presumere che una pianta innestata messa a dimora in giardino si comporti allo stesso modo.
Il principio della tecnica di innesto
L’innesto delle cicadali segue gli stessi principi fondamentali dell’innesto degli alberi da frutto o delle conifere ornamentali: un nesto (una porzione della specie desiderata contenente il punto vegetativo) viene unito a un portainnesto (l’apparato radicale di una specie compatibile) in modo che i tessuti vascolari si uniscano e il nesto cresca sulle radici del portainnesto. Simon Lavaud non pubblica il proprio protocollo di innesto: quanto segue è il principio generale, non la descrizione del suo metodo.
L’approccio generale prevede la selezione di un portainnesto Cycas revoluta sano e ben sviluppato (le piante innestate proposte da Lavaud poggiano su portainnesti di circa 5-8 cm), la preparazione del nesto da una pianta giovane o un pollone della specie desiderata, tagli netti per esporre il tessuto vascolare di entrambi, unione con contatto stretto e legatura, e mantenimento della pianta innestata in condizioni calde e umide fino a che l’unione guarisce e spunta una nuova crescita — tipicamente diversi mesi.
La tecnica richiede pratica, pazienza, e la disponibilità ad accettare un tasso di insuccesso — non tutti gli innesti attecchiscono. I principianti devono aspettarsi una curva di apprendimento e dovrebbero iniziare con materiale sacrificabile.
Cosa significa per i collezionisti italiani
L’Italia ospita una delle comunità di collezionisti di cicadali più appassionate d’Europa. Dal Meridione alla Riviera Ligure, centinaia di amatori coltivano collezioni di Cycas, Encephalartos, Zamia e Dioon con risultati spesso eccellenti. Ma i Cycas australiani restano tra i più difficili: secondo lo stesso Lavaud, la loro coltivazione in Europa è possibile ma delicata, e la crescita lenta.
L’innesto potrebbe cambiare le cose: se le piante innestate si comportano come Lavaud annuncia, un collezionista con una serra, in Sicilia o in Liguria come nel Nord Italia, può sperare di coltivare queste specie in buone condizioni. I dati pubblicati non permettono ancora di giudicarne i risultati a lungo termine.
Per i collezionisti orientati alla conservazione, c’è un beneficio ulteriore: le piante innestate di specie rare crescono più rapidamente e con maggior successo, il che riduce la pressione alla raccolta in natura e aumenta la popolazione ex situ di taxa minacciati.
Dove acquistare piante innestate
Simon Lavaud presenta i suoi Cycas innestati come i primi messi in vendita, in esclusiva nel suo vivaio Cycadales. Ogni pianta è accompagnata da una scheda di coltivazione: https://cycadales.eu. La sua nota del 2021 (in francese) sulle basi della coltivazione dei Cycas australiani in clima europeo tratta del loro habitat, del substrato, dell’annaffiatura e della concimazione: https://cycadales.eu/wp-content/uploads/2021/04/Bases-de-la-culture-des-Cycas-australiens.pdf
Per approfondire la coltivazione delle cicadali, le schede specie e i consigli di cura, consultate la nostra sezione dedicata alle cicadali su questo sito.