Cycas inermis

Cycas inermis è una cicadea del Vietnam centrale e meridionale, presente anche nel Laos centrale, che cresce nelle zone pedemontane. Descritta alla fine del Settecento dal missionario e botanico portoghese João de Loureiro, è uno dei nomi più antichi del genere Cycas. L’epiteto significa «senza armi», perché Loureiro non aveva mai visto spine sulla sua pianta. Il nome è stato contestato, applicato ad altre specie della Cina e delle Filippine e perfino giudicato non valido, prima di essere ristabilito per la specie vietnamita nel 2004 e nel 2009. La IUCN la classifica vulnerabile.

In sintesi: Cycas inermis

  • Nome accettato: Cycas inermis Lour. (Flora Cochinchinensis, datata 1790, pubblicata nel 1793), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas revoluta var. inermis (Lour.) Miq. (1861); Cycas siamensis subsp. inermis (Lour.) J.Schust. (1932)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nessun nome vernacolare confermato da una fonte affidabile
  • Distribuzione naturale: Vietnam (Da Nang, Quang Nam, Khanh Hoa, Dong Nai) e Laos (Khammouane)
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd), valutazione pubblicata nel 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: non documentati nelle fonti consultate, oltre alla presenza nelle zone pedemontane (Hill e Stanberg 2009)
  • Portamento e dimensioni adulte: non verificati alla fonte (la revisione del 2004 non ha potuto essere letta); vedi Come riconoscere
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas inermis?

La descrizione di riferimento si trova nella revisione delle Cycas del Vietnam di Hill, Nguyen e Phan (The Botanical Review, 2004, pp. 182-186, fig. 16 e 17), che non ha potuto essere consultata (accesso a pagamento). Il protologo di Loureiro insiste su un solo carattere: la pianta è sempre inerme, senza spine, non si ramifica mai e non è mai monoica. Come osservano Hill e Stanberg (2009), Loureiro non precisa quali organi siano privi di spine. De Laubenfels e Adema (1998) aggiungono che Loureiro indicava foglioline di 15 cm, mentre l’esemplare di Loureiro conservato al Natural History Museum di Londra (BM) ne porta di 32 cm.

Non è possibile fornire misure verificate: le descrizioni e le cifre che circolano online non hanno potuto essere confrontate con la revisione del 2004 e non sono riprese. L’assenza di spine, del resto, è un criterio debole se preso da solo: in Cina Metcalf diede il nome Cycas inermis a un’altra specie, Cycas sexseminifera, i cui piccioli sono spesso inermi, un carattere che Hill (2008) giudica «per nulla costante». Solo una pianta di origine selvatica documentata, o il confronto con la descrizione del 2004, consente un’identificazione sicura.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido di questa specie, né in natura né in coltivazione.

Possibili confusioni

La storia del nome spiega perché Cycas inermis sia stata accostata, o confusa, con diverse altre specie:

  • Cycas macrocarpa, della Thailandia, della penisola malese e del Laos, la parente più stretta secondo Hill e Stanberg (2009);
  • Cycas sexseminifera, piccola cicadea del Guangxi e del Vietnam settentrionale, alla quale Metcalf applicò nel 1942 il nome Cycas inermis perché i suoi piccioli sono spesso privi di spine (Hill 2008);
  • Cycas revoluta, la comune cycas dei giardini, alla quale Miquel ricondusse il nome come varietà (1861) e nella cui sinonimia lo collocarono de Laubenfels e Adema (1998);
  • Cycas siamensis, cicadea delle savane dell’Indocina, sotto la quale Schuster classificò questa pianta come sottospecie (1932);
  • Cycas riuminiana, delle Filippine, alla quale appartiene, secondo Hill e Stanberg (2009), il tipo di Cycas truncata, nome creato da de Laubenfels nel 2007 includendovi Cycas inermis.

Un’ultima avvertenza riguarda l’epiteto, molto comune in botanica: chi cerca «inermis» tra le cicadee trova anche Zamia inermis, una specie messicana di tutt’altro genere. Le due piante condividono soltanto il nome della specie.

Tassonomia

Cycas inermis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. João de Loureiro lo pubblicò nella sua Flora Cochinchinensis (volume 2, p. 632), opera datata 1790 ma uscita nell’ottobre 1793 secondo il repertorio Taxonomic Literature, citato da The World List of Cycads. Un esemplare di Loureiro conservato al Museo di storia naturale di Londra (BM) può ragionevolmente essere considerato l’olotipo (Hill e colleghi 2004; Hill e Stanberg 2009).

La storia del nome è travagliata. Miquel ne fece una varietà di Cycas revoluta (1861) e applicò perfino il nome, per errore, a piante coltivate ad Amsterdam che in realtà erano Cycas revoluta senza spine (Hill 2008). Schuster lo ricondusse nel 1932 a Cycas siamensis. In Cina, Metcalf lo applicò nel 1942 alla specie oggi chiamata Cycas sexseminifera. De Laubenfels e Adema (1998) giudicarono il nome illegittimo, sostenendo che Loureiro lo avesse dato come sinonimo di Cycas revoluta, e accostarono la sua descrizione a una Cycas non descritta dei calcari di Saraburi, in Thailandia. Nel 2007 de Laubenfels lo mise ancora in sinonimia della sua nuova Cycas truncata, delle Filippine.

Hill e Stanberg (Telopea, 2009) hanno confutato questa lettura. Nel testo latino Loureiro cita Cycas circinalis, Cycas revoluta e l’«Olus Calapoides» di Rumphius per confrontarle con la sua pianta: secondo lui quelle tre non meritano di essere separate, mentre la sua se ne distingue perché l’ha sempre trovata inerme. Il nome è quindi valido e legittimo, ed è Cycas truncata, pubblicata con Cycas inermis in sinonimia, a diventare illegittima. Hill, Nguyen e Phan (2004) avevano già applicato il nome alla specie delle zone pedemontane del Vietnam centrale e meridionale, che giudicano ampiamente diffusa e vicina a Cycas macrocarpa. Per il lettore, le Cycas chiamate «inermis» in vecchi testi o in collezioni di origine cinese o filippina possono quindi corrispondere a specie diverse.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino inermis, «senza armi», con allusione all’assenza di spine sul picciolo (Haynes 2022, citato da The World List of Cycads). Loureiro, missionario gesuita, studiò la flora della Cocincina, l’attuale Vietnam meridionale, dove visse a lungo. La sua precisazione, «non l’ho mai vista ramificata, né monoica», mostra che conosceva la pianta viva.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome comune italiano. Nessun nome vernacolare ha potuto essere confermato da una fonte affidabile: i nomi vietnamiti che circolano online non hanno potuto essere verificati in una flora vietnamita.

In natura

The World List of Cycads cita Cycas inermis nelle province vietnamite di Da Nang, Quang Nam, Khanh Hoa e Dong Nai e nella provincia di Khammouane, in Laos. Secondo Hill e Stanberg (2009) è un taxon diffuso nelle zone pedemontane del Vietnam centrale e meridionale.

Tipo di vegetazione, suoli, impollinatori, fenologia e dispersori dei semi non sono documentati nelle fonti consultate.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas inermis vulnerabile (VU) secondo i criteri A2cd+4cd: riduzione della popolazione, passata e prevista, legata al declino dell’habitat e allo sfruttamento. La valutazione è quella di John Donald Bösenberg, pubblicata nel 2022; una prima valutazione di H.T. Nguyen risaliva al 2010. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente e le minacce precise non sono descritte nelle fonti lette.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas inermis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.

Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Per Cycas inermis non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione specifica, e sui forum francesi e italiani consultati non è stato trovato alcun riscontro. Il suo areale tropicale, nel Vietnam centrale e meridionale, lascia solo supporre, per deduzione, una pianta da serra calda, oppure da grande vaso da ritirare in inverno, su un substrato drenante come per le altre Cycas.

In Italia

Cycas inermis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch); l’unica «inermis» citata per l’Orto botanico di Napoli, nell’Index Seminum 2012-13, è Zamia inermis, coltivata nelle serre Califano. Sul forum Tropicamente la ricerca «cycas inermis» non dà alcun risultato e la ricerca «inermis» restituisce soltanto discussioni su altre piante, come palme e carrubi (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro in piena terra o in vaso è quindi documentato in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.

Rusticità

Per Cycas inermis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale, nel Vietnam centrale e meridionale, ha un clima tropicale senza gelo, e nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.

Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: la ricerca sul forum francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro sul freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas inermis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.

In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Che cosa significa inermis?

«Senza armi» in latino. Loureiro aveva sempre trovato la sua pianta priva di spine, senza precisare di quali organi parlasse.

Dove cresce Cycas inermis?

Nel Vietnam centrale e meridionale, da Da Nang a Dong Nai, e nel Laos centrale, nelle zone pedemontane.

Il nome Cycas inermis è valido?

Sì. De Laubenfels lo aveva giudicato illegittimo, ma nel 2009 Hill e Stanberg hanno dimostrato che Loureiro aveva descritto davvero una specie distinta.

È una varietà di Cycas revoluta?

No. Miquel l’aveva classificata così nel 1861, ma si tratta di una specie vietnamita distinta, vicina a Cycas macrocarpa.

Che rapporto ha con Zamia inermis?

Nessuno. Le due piante condividono soltanto l’epiteto: Zamia inermis è una cicadea messicana di un altro genere.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica vulnerabile, a causa del declino del suo habitat e dello sfruttamento.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e nessun riscontro italiano: è una pianta tropicale, da tenere in serra calda o in vaso ritirato in inverno.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Loureiro, J. de (1790 [1793]). Flora Cochinchinensis 2: 632. Lisbona. [Protologo; non consultato direttamente, testo latino citato e tradotto da Hill e Stanberg (2009).]
  • Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Phan, L.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Revisione di riferimento, descrizione alle pp. 182-186; non consultata (accesso a pagamento).]
  • Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). Notes on Cycas truncata de Laub. and related matters. Telopea 12(3): 447-450. doi:10.7751/telopea20095832 [Validità del nome, lettura del protologo, parentela con Cycas macrocarpa; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Usi errati del nome da parte di Miquel e Metcalf, incostanza dei piccioli inermi in Cycas sexseminifera; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Trattamento del nome come illegittimo (p. 384 secondo The World List of Cycads); foglioline di 15 cm secondo Loureiro contro 32 cm sull’esemplare BM; concezione molto ampia delle specie; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de (2007). Cycas truncata de Laub., a long-known but not validly named species. Encephalartos 92: 17. [Non consultato, citato secondo Hill e Stanberg (2009).]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas inermis. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42055A68902862. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]