Cycas sexseminifera è una piccola cicadea rupicola dei rilievi carsici del Guangxi, nella Cina meridionale, e del Vietnam settentrionale, dove cresce nelle fessure delle rocce calcaree, spesso su pareti verticali senza suolo visibile. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1996 dal botanico cinese Wei Fa-Nan su una pianta coltivata nell’orto botanico di Guilin; la Flora of China la tratta invece con il nome di Cycas miquelii, che secondo Hill (2008) le è stato applicato per errore. È il centro di un gruppo di specie descritte sui massicci calcarei del Guangxi, oggi in gran parte riunite sotto il suo nome. La IUCN la considera a rischio minimo.
In sintesi: Cycas sexseminifera
- Nome accettato: Cycas sexseminifera F.N.Wei (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas longisporophylla F.N.Wei, Cycas spiniformis J.Y.Liang, Cycas brevipinnata Hung T.Chang, Y.Y.Huang & Y.C.Zhong, Cycas septemsperma Hung T.Chang, Y.Y.Huang & H.X.Zheng; Cycas acuminatissima e Cycas crassipes secondo Hill (2008) e Species+; chiamata Cycas miquelii (nome applicato per errore) dalla Flora of China
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; in cinese 石山苏铁 (shi shan su tie), nella Flora of China, con il nome di Cycas miquelii
- Distribuzione naturale: Cina (Guangxi meridionale e centrale), Vietnam settentrionale (province di Cao Bằng, Ninh Bình, Thanh Hóa)
- Stato IUCN: a rischio minimo (LC), valutazione di K.D. Hill (2010), confermata da quella di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023) secondo GBIF
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato pubblicato verificabile (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, fessure di rocce calcaree nude, da esposte a semiombreggiate; nessun dato di coltivazione pubblicato
- Portamento e dimensioni: fusto corto, da sotterraneo a 1 m, di 8-20 cm di diametro; foglie di 50-120 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; solo qualche menzione, senza dati di coltivazione, sul forum Tropicamente
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas sexseminifera?
Dal portamento nano, con un fusto corto e foglie corte e piatte, dalle foglioline corte, strette, piatte, piuttosto rigide e pungenti, e dalla lamina piccola ma larga dei macrosporofilli, con una spina apicale larga e ben distinta dalle spine laterali. Sono i caratteri che Hill (2008) indica come i più utili; il picciolo è spesso privo di spine, ma questo carattere non è affatto costante. La descrizione che segue è quella di Hill (2008).
Il fusto, arborescente o sotterraneo, va da 0 a 1 m di altezza, con 8-20 cm di diametro, e porta da 4 a 20 foglie. Le foglie, verde scuro e semilucide, sono da leggermente carenate a piatte e misurano 50-120 cm; portano 80-200 foglioline e una peluria bruna che cade man mano che si distendono, e il rachide termina sempre con una coppia di foglioline. Il picciolo, di 10-40 cm, è glabro, inerme o spinoso per il 5-100 % della lunghezza. Le foglioline mediane, nettamente bicolori, misurano 13-24 cm per 6-10 mm, con i margini piatti o appena ricurvi e la punta terminata da una spina; sono distanziate di 8-14 mm. I catafilli, strettamente triangolari, morbidi e pelosi, misurano 3-5 cm.
I coni maschili, da strettamente ovoidi a fusiformi, gialli, misurano 15-30 cm per 5-8 cm; i microsporofilli sono morbidi, con una spina apicale rudimentale o assente. I macrosporofilli, lunghi 8-12 cm e coperti da una peluria bruna, portano 2-6 ovuli glabri; la lamina, orbicolare, di 35-55 mm per 30-50 mm, è profondamente pettinata, con 16-28 spine laterali morbide di 10-25 mm e una spina apicale distinta di 30-40 mm. I semi, ovoidi, misurano 20-28 mm per 18-25 mm; il tegumento carnoso, giallo e senza pruina, non ha strato fibroso, e il guscio va da liscio a verrucoso. I coni maschili morbidi, il tegumento lasso che si stacca facilmente e il guscio verrucoso sono caratteri condivisi con le specie vicine della sezione Stangerioides.
La Flora of China, che tratta la specie come Cycas miquelii, dà valori un po’ diversi: fusto di solito sotterraneo, fino a 60 cm fuori terra, foglie di 50-100 cm con 60-100 paia di foglioline di 13-18 cm per 14-18 mm, macrosporofilli di 8-14 cm.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido naturale o orticolo. La complessità del gruppo riguarda piuttosto la delimitazione delle specie (vedi Tassonomia).
Possibili confusioni
La specie più vicina è Cycas ferruginea, che vive nello stesso tipo di ambiente, sulle stesse falesie calcaree del Guangxi e del Vietnam settentrionale. Nella chiave di Hill (2008) le due specie si separano per le dimensioni della lamina dei macrosporofilli: 35-55 mm per 30-50 mm in Cycas sexseminifera, 70-110 mm per 50-80 mm in Cycas ferruginea, che si riconosce inoltre dalla fitta peluria color ruggine dei nuovi getti, dalle foglie più lunghe e dalle foglioline più lunghe, spesso falcate. La Flora of China aggiunge che Cycas ferruginea ha foglioline verde chiaro, sottili, pelose sulla faccia superiore e non pungenti, mentre quelle di Cycas sexseminifera (il suo Cycas miquelii) sono verde scuro, coriacee, glabre e pungenti. Anche Cycas tropophylla cresce sulle pareti calcaree nude (Hill 2008).
Il nome Cycas inermis, che indica una specie del Vietnam meridionale, le fu applicato da Metcalf nel 1942 proprio perché i suoi piccioli sono spesso inermi; trattazioni cinesi più tarde la confusero con Cycas pectinata, che in Cina vive molto più a ovest (Hill 2008). La Flora of China segnala infine che piante cinesi di questa specie sono state identificate per errore come Cycas siamensis.
Tassonomia
Cycas sexseminifera è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Wei Fa-Nan l’ha descritta nel 1996 sulla rivista Guihaia (16(1): 1), sulla base di una pianta coltivata nell’orto botanico di Guilin, introdotta dalla contea di Longzhou, nel Guangxi (F.N. Wei 2223, 1994; olotipo nell’erbario dell’Istituto di botanica del Guangxi, IBK).
La specie appartiene alla sezione Stangerioides, il gruppo sino-vietnamita dai coni maschili morbidi, dagli ovuli glabri e dai semi gialli con il guscio più o meno verrucoso (Hill 2008). Alla fine degli anni Novanta, sui rilievi carsici del Guangxi furono descritte diverse specie molto simili, quattro delle quali su piante coltivate: Cycas longisporophylla e Cycas spiniformis (1997, su piante dell’orto botanico di Guilin introdotte da Longzhou), Cycas brevipinnata e Cycas septemsperma (1998, su piante dell’arboreto di Nanning), Cycas acuminatissima (1998) e Cycas crassipes (1999). Hill (2008) le ha riunite tutte sotto Cycas sexseminifera. The World List of Cycads accoglie le prime quattro come sinonimi, ma colloca Cycas acuminatissima e Cycas crassipes nella sinonimia di Cycas segmentifida, come già Chen e Stevenson (1999) per la prima; Species+ elenca invece tutti e sei i nomi tra i sinonimi di Cycas sexseminifera. La divergenza resta aperta.
Prima ancora, Wang (1996) e la Flora of China (Chen e Stevenson 1999) avevano usato per queste piante il nome Cycas miquelii Warb. Secondo Hill (2008), però, il materiale originale di quel nome corrisponde a forme di Cycas revoluta senza spine sul picciolo, e il nome va quindi messo in sinonimia di quest’ultima; la neotipificazione proposta da de Laubenfels e Adema (1998) si basava su un esemplare di Cycas clivicola della Thailandia meridionale. Chi trova il nome Cycas miquelii in vecchie etichette o in testi cinesi deve tenerne conto.
Uno studio recente ha chiarito i limiti del gruppo. Xi, Liu, Gong e Feng (2025), con dati genomici (ddRAD-seq) e morfologici su quattro dei sei taxon del «complesso di Cycas sexseminifera», hanno riconosciuto due specie soltanto: Cycas ferruginea e una Cycas sexseminifera ridefinita, che comprende Cycas longisporophylla e Cycas spiniformis. Cycas brevipinnata e Cycas septemsperma non hanno potuto essere campionate, perché non se ne conoscono né popolazioni selvatiche né piante coltivate.
Etimologia e storia
L’epiteto deriva dal latino sex, «sei», e seminifera, «che porta semi»: allude ai sei semi osservati sul macrosporofillo della pianta tipo (Haynes 2022). Hill (2008) precisa che l’autore credeva, a torto, che questo numero fosse un carattere distintivo; in realtà la specie porta da 2 a 6 ovuli per macrosporofillo.
La specie è stata a lungo confusa con altre: Metcalf (1942) le applicò il nome Cycas inermis, trattazioni cinesi successive (Cheng et al. 1975, Zhou et al. 1990) la confusero con Cycas pectinata, e la sua presenza in Vietnam fu trascurata da diversi autori (Hill 2008). Il fatto che il tipo, e quello di molti suoi sinonimi, sia stato descritto su piante coltivate in orti e vivai del Guangxi suggerisce che fosse già diffusa in coltivazione nella regione.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. La Flora of China, che tratta la specie con il nome di Cycas miquelii, riporta il nome cinese 石山苏铁 (shi shan su tie). Nessun nome vietnamita è stato trovato nelle fonti consultate.
In natura
Cycas sexseminifera è diffusa nel Guangxi meridionale e centrale, in Cina, e in un’area limitata della provincia di Cao Bằng, nel Vietnam centro-settentrionale, al confine con il Guangxi, con una presenza disgiunta nella provincia di Thanh Hóa, a sud di Hanoi (Hill 2008); The World List of Cycads cita anche la provincia di Ninh Bình, dove Hill ha raccolto una pianta coltivata in un giardino, prelevata sulla collina dietro il villaggio. Localmente abbondante, cresce nelle fessure degli affioramenti nudi nei paesaggi carsici accidentati, spesso su pareti verticali senza suolo visibile (Hill 2008). Zheng et al. (2017) la descrivono su falesie ripide e fessure di roccia esposte. La Flora of China indica invece fessure rocciose in mezz’ombra nelle foreste di latifoglie dei monti calcarei, spesso su versanti esposti a nord, tra 200 e 500 m, con impollinazione in marzo-aprile e semi maturi in agosto-ottobre.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas sexseminifera a rischio minimo (LC), secondo la valutazione di K.D. Hill (2010); una nuova valutazione di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023) è registrata da Crossref, e GBIF indica la stessa categoria. In precedenza Donaldson (2003) la classificava quasi minacciata (NT). Hill (2008) segnala una domanda evidente sui mercati orticoli della Cina e del Vietnam e una raccolta consistente in natura per questo commercio, ma osserva che la specie è estremamente abbondante in molti siti inaccessibili. In Cina è presente in diverse aree protette del Guangxi, tra cui le riserve naturali nazionali dei monti Daming, di Nonggang e di Chongzuo (Zheng et al. 2017).
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas sexseminifera rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie con il suo nome e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).
Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione, tanto più per una specie raccolta in natura per il commercio.
Coltivazione
La specie è coltivata nella sua regione d’origine (lo dimostrano i tipi descritti su piante di orti e vivai del Guangxi) e ricercata sui mercati orticoli cinesi e vietnamiti (Hill 2008), ma nessuna istituzione consultata ha pubblicato consigli di coltivazione. L’affermazione, diffusa in rete, che sia una delle Cycas asiatiche più facili da coltivare non è sostenuta da alcuna fonte verificabile. Le indicazioni che si possono dedurre dal suo habitat (substrato molto drenante, roccioso, probabilmente calcareo, nessun ristagno d’acqua) restano deduzioni, non risultati pubblicati.
In Italia
Cycas sexseminifera non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente compare in tre soli messaggi, nessuno dei quali riporta un dato di coltivazione: nel marzo 2009 un coltivatore di Ravenna chiede se qualcuno coltivi questa e altre Cycas cinesi allora apparse in commercio; nel novembre 2009 un altro membro ipotizza, senza certezza, che una pianta fotografata possa essere una Cycas sexseminifera; nel settembre 2023 un utente cerca un vivaio italiano che la venda. Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. La produzione di polloni basali, citata in rete, non è documentata da fonti verificabili. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.
Malattie e parassiti
Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate.
Rusticità
Per Cycas sexseminifera non esiste alcun dato pubblicato e verificabile di resistenza al freddo. Vive in un clima subtropicale monsonico: le zone USDA che le si attribuiscono in rete non sono sostenute da misure.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stato trovato alcun riscontro utilizzabile: sul forum Fous de palmiers la specie compare solo in elenchi o domande, senza temperature né risultati, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Nemmeno fuori dall’Europa è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato. Un consiglio prudente, in mancanza di dati, è coltivarla in vaso e ripararla dal gelo.
Tossicità e precauzioni
Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas sexseminifera. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale proprio della specie. Il suo uso noto è ornamentale: Hill (2008) segnala la domanda sui mercati orticoli della Cina e del Vietnam.
Domande frequenti
Che cosa significa sexseminifera?
«Che porta sei semi», in latino: il nome ricorda i sei semi osservati sul macrosporofillo della pianta tipo. Non è un carattere costante, perché i macrosporofilli portano da 2 a 6 ovuli.
Dove cresce in natura?
Sulle rocce calcaree del Guangxi meridionale e centrale, in Cina, e del Vietnam settentrionale (Cao Bằng, Thanh Hóa, Ninh Bình), spesso su pareti verticali senza suolo visibile.
Cycas sexseminifera e Cycas miquelii sono la stessa pianta?
Sì, nel senso della Flora of China, che chiama Cycas miquelii questa specie. Secondo Hill (2008), però, il vero Cycas miquelii Warb. corrisponde a Cycas revoluta, e il nome corretto è Cycas sexseminifera.
Come distinguerla da Cycas ferruginea?
Dalla lamina dei macrosporofilli, circa due volte più piccola, e dall’assenza della fitta peluria color ruggine sui nuovi getti; ha anche foglie e foglioline più corte.
Che cos’è il «complesso di Cycas sexseminifera»?
Un gruppo di sei specie molto simili descritte sui rilievi carsici del Guangxi. Uno studio genomico del 2025 ne riconosce due soltanto: Cycas ferruginea e Cycas sexseminifera, che assorbe Cycas longisporophylla e Cycas spiniformis.
È minacciata?
No. La IUCN la classifica a rischio minimo, ma è raccolta in natura per il commercio orticolo.
È rustica in Italia?
Non si sa. Non esiste alcun dato verificabile sul freddo: in mancanza di prove, tenetela in vaso e al riparo dal gelo.
È velenosa?
Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas sexseminifera: https://cycadlist.org/scientific_name/210 — protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (LC), sinonimi, etimologia, riferimenti. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas sexseminifera: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/28620/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, sinonimi, paesi dell’areale (Cina, Vietnam). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Flora of China (eFloras), Cycas miquelii: http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=2&taxon_id=210000344 — descrizione, nome cinese, habitat, fenologia e confronto con Cycas ferruginea, con il nome di Cycas miquelii. Flora nazionale di riferimento, con un concetto della specie oggi non seguito; consultata il 13 ottobre 2026.
- International Plant Names Index (IPNI), Cycas sexseminifera: https://www.ipni.org/n/988620-1 — dati nomenclaturali (autore, pubblicazione). Banca dati nomenclaturale di riferimento; consultata il 13 ottobre 2026.
- GBIF, statuto IUCN di Cycas sexseminifera: https://api.gbif.org/v1/species/2683215/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (LC). Banca dati internazionale che riprende la Lista rossa; consultata il 13 ottobre 2026.
- Tropicamente, ricerca «sexseminifera»: https://www.tropicamente.it/forums/search/sexseminifera/ — tre menzioni (2009, 2009, 2023), senza dati di coltivazione. Forum italiano di coltivatori; ricerca del 13 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- Xi, H.-H., Liu, J., Gong, X. & Feng, X.-Y. (2025). Integrative species delimitation of the Cycas sexseminifera complex (Cycadaceae) utilizing genomic and morphological data. Taxon 75(1): e70029. doi:10.1002/tax.70029 [Ridefinizione del complesso in due specie; consultato solo il riassunto.]
- Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 [Habitat e aree protette in Cina; testo integrale consultato.]
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- Hill, K.D. (2010). Cycas sexseminifera. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42084A10624720. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas sexseminifera. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T42084A69157287. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42084A69157287.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
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- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]