Cycas dolichophylla

Cycas dolichophylla è una cicadea del Vietnam settentrionale e dell’estremo sud della Cina, che vive all’ombra delle foreste sempreverdi della regione del Fiume Rosso. Specie del genere Cycas, si riconosce prima di tutto dalle foglie, tra le più lunghe del genere: da 2 a 4,5 m, portate da un fusto tozzo che raramente supera 1,5 m. Descritta soltanto nel 2004 dal botanico australiano Ken Hill e dai suoi colleghi vietnamiti, era tuttavia, secondo lo stesso Hill, la Cycas più diffusa e più abbondante del nord del Vietnam. Non ha un nome scientifico precedente: prima della descrizione queste piante semplicemente non venivano distinte. La IUCN la considera quasi minacciata (valutazione del 2010) e, come tutte le Cycas, è iscritta nell’appendice II della CITES.

In sintesi: Cycas dolichophylla

  • Nome accettato: Cycas dolichophylla K.D.Hill, T.H.Nguyên & P.K.Lôc (2004), secondo The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo registrato da The World List of Cycads
  • Famiglia: Cycadaceae; sezione Stangerioides (Hill, 2008)
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nessun nome vernacolare verificato in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Vietnam settentrionale (11 province), Cina (Guangxi, Yunnan); presenza nel Laos incerta
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT), rivalutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (versione 2023-1 della Lista rossa), che sostituisce quella di H.T. Nguyen (2010, NT A4cd)
  • CITES e altre protezioni: appendice II (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato misurato né riscontro di coltivazione datato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, ombra fitta di foreste chiuse, su suoli limosi sopra calcare, scisto o granito; esigenze in coltivazione non documentate
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto alto al massimo 1,5 m, di 18-30 cm di diametro; da 8 a 40 foglie lunghe da 2 a 4,5 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas dolichophylla?

Cycas dolichophylla si riconosce dall’insieme di un fusto corto e robusto e di foglie enormi, molto lucide, con foglioline larghe e arrotondate alla base. La descrizione che segue è quella di Ken Hill nella sua revisione delle Cycas della Cina (2008), che riprende la descrizione originale del 2004:

  • Fusto: aereo, alto fino a 1,5 m, con un diametro di 18-30 cm nel punto più stretto;
  • Corona: da 8 a 40 foglie, da verde vivo a verde scuro, molto lucide;
  • Foglie: lunghe da 2 a 4,5 m, piatte in sezione, con 150-270 foglioline; le foglie giovani sono coperte da una peluria arancione che cade quando si aprono; il rachide termina sempre con una coppia di foglioline;
  • Picciolo: 40-110 cm, cioè il 20-35% della foglia, liscio, armato di spine di 4-10 mm su quasi tutta la lunghezza;
  • Foglioline mediane: lunghe 19-42 cm e larghe 14-25 mm, nettamente arrotondate alla base, distanziate di 16-30 mm, con margini ondulati e punta molle;
  • Coni maschili: strettamente ovoidi o fusiformi, gialli, lunghi 35-58 cm e larghi 8-10 cm;
  • Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): 15-26 cm, coperti da una peluria bruna, con 2-4 ovuli; lamina arrotondata, profondamente divisa in 16-26 spine molli di 4-5 cm;
  • Semi: ovoidi, lunghi 4-6,4 cm; involucro carnoso (sarcotesta) giallo; nessuno strato spugnoso interno.

Hill riassume così i caratteri distintivi: un fusto aereo robusto ma corto, foglie più lunghe e più numerose che nelle specie vicine, foglioline numerose, corte e larghe, arrotondate alla base, lunghe spine sottili sul picciolo e grandi coni maschili con squame prive di punta.

Ibridi

Sì, in natura sono segnalate forme ibride, anche se nessun ibrido ha ricevuto un nome accettato. Hill (2008) descrive in Vietnam, intorno a Vo Nhai e a Yen Son (provincia di Thai Nguyen), piante coltivate nei villaggi, intermedie tra Cycas dolichophylla e Cycas ferruginea, che interpreta come ibridi: la seconda specie vive sulle pareti calcaree, la prima nelle foreste vicine su suoli profondi. Segnala anche forme intermedie con Cycas bifida a ovest di Thai Nguyen e una zona di transizione con Cycas collina a ovest di Moc Chau, nella provincia di Son La.

Cycas multifrondis, descritta nel 1996 da una pianta coltivata all’orto botanico di Xiamen, era per Hill (2008) una forma di uno sciame ibrido tra Cycas dolichophylla e Cycas bifida; The World List of Cycads oggi la accetta come specie. Uno studio genomico cinese (Tao e colleghi, 2021), condotto su sei specie della Cina meridionale, ha trovato nei cinque individui di Cycas dolichophylla analizzati una forte mescolanza genetica: circa il 45% del genoma condiviso con Cycas bifida, il 34% con Cycas balansae e il 21% con Cycas changjiangensis, oltre a segnali di flusso genico con Cycas szechuanensis. Gli stessi autori sottolineano che il campione è piccolo.

Possibili confusioni

In coltivazione la confusione più frequente è con Cycas siamensis. Nel 2010, sul forum francese Fous de palmiers, diversi appassionati hanno confrontato piante acquistate in Europa con il nome di Cycas dolichophylla: un partecipante che aveva visto la specie in Vietnam le ha ricondotte a Cycas siamensis, che ha foglie molto più corte e foglioline strette (discussione «Cycas Elephantipes ?»). Prima di qualsiasi acquisto conviene quindi controllare la larghezza delle foglioline e la lunghezza delle foglie adulte.

In natura, diverse specie vicine del nord del Vietnam e dello Yunnan possono trarre in inganno:

  • Cycas balansae: la chiave di Hill (2008) le separa per le foglioline, ristrette e assottigliate alla base in Cycas balansae, e per il picciolo, più lungo (30-40% della foglia contro 20-35%); i megasporofilli si somigliano, ma sono più grandi e più robusti in Cycas dolichophylla;
  • Cycas tanqingii: foglioline più lunghe, più distanziate, non arrotondate alla base, e picciolo più lungo (Hill, 2008);
  • Cycas collina: pianta senza fusto aereo, con spine del picciolo più corte (1-3 mm), secondo la chiave di Hill (2008);
  • Cycas ferruginea: specie delle pareti calcaree, più piccola, con cui Cycas dolichophylla si ibrida localmente.

Tassonomia

Cycas dolichophylla è una specie accettata da The World List of Cycads; POWO, l’autorità nomenclaturale seguita dal sito, non ha potuto essere consultato (sito bloccato). È stata descritta nel 2004 da Ken Hill, Nguyên Tiên Hiêp e Phan Kê Lôc nella loro revisione delle Cycas del Vietnam, pubblicata su The Botanical Review (volume 70, pagine 157-160, figura 7). Il tipo fu raccolto il 2 novembre 1996 da Nguyên Tiên Hiêp sul monte Pu La, nel distretto di Na Hang (provincia di Tuyen Quang, Vietnam), e depositato nell’erbario di Hanoi (HN).

L’abbreviazione degli autori cambia da una fonte all’altra: «K.D.Hill, T.H.Nguyên & P.K.Lôc» per The World List of Cycads, «K.D.Hill, H.T.Nguyen & L.K.Phan» in Hill (2008) e in Species+. Si tratta degli stessi autori; qui si segue la forma di The World List of Cycads.

Hill (2008) colloca Cycas dolichophylla nella sezione Stangerioides, quella delle Cycas della Cina e dell’Indocina con coni maschili morbidi e semi privi di strato fibroso. La inserisce in un sottogruppo forse naturale, definito da un fusto aereo robusto ed eretto, che riunisce soprattutto specie cinesi (Cycas taiwaniana, Cycas diannanensis e Cycas hainanensis, nome che The World List of Cycads considera oggi sinonimo di Cycas taiwaniana): Cycas dolichophylla è l’unico membro del gruppo noto fuori dalla Cina.

Uno studio filogeografico dell’Istituto di botanica di Kunming (Zheng, Liu e Gong, 2016), condotto su 13 popolazioni che coprono quasi tutto l’areale, ha individuato due linee separate dalla faglia del Fiume Rosso, una a sud-ovest e l’altra a nord-est, oltre a una separazione genetica tra popolazioni cinesi e vietnamite. Queste linee non sono trattate come taxa distinti.

Etimologia e storia

L’epiteto dolichophylla deriva dal greco dolichos, «lungo», e phyllon, «foglia», in riferimento alle foglie straordinariamente lunghe della specie (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads; la stessa spiegazione si trova in Hill, 2008).

Secondo Hill (2008), questa Cycas, la più diffusa e abbondante del nord del Vietnam, è stata riconosciuta come specie distinta solo alla fine degli anni Novanta. Le raccolte d’erbario citate da Hill risalgono per lo più al periodo 1996-2000, durante le esplorazioni condotte in Vietnam e nello Yunnan. Non è stata trovata alcuna informazione affidabile sulla data della sua introduzione in coltivazione in Europa.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato. Nessun nome vernacolare vietnamita o cinese proprio della specie ha potuto essere verificato nelle fonti consultate: Hill (2008), che riporta i nomi cinesi di diverse specie, non ne indica per questa. I nomi «long-leaved cycad» e il nome cinese che circolano in rete non sono ripresi qui, perché nessuna fonte li conferma.

In natura

Cycas dolichophylla vive nelle foreste sempreverdi del bacino del Fiume Rosso, dal nord del Vietnam al sud-est dello Yunnan. The World List of Cycads la indica nelle province vietnamite di Bac Kan, Cao Bang, Ha Giang, Hoa Binh, Lai Chau, Lao Cai, Ninh Binh, Son La, Thai Nguyen, Thanh Hoa e Tuyen Quang, in Cina nel Guangxi e nello Yunnan, e con dubbio nel Laos. Hill (2008) descriveva un areale che va dal confine cinese fino al parco nazionale di Ben En, nella provincia di Thanh Hoa, e che penetra «molto poco» nello Yunnan orientale; citava raccolte nelle contee di Hekou e di Pingbian.

La specie è localmente frequente nei luoghi riparati, all’ombra fitta delle grandi foreste sempreverdi chiuse. Cresce su suoli limosi che poggiano su calcare, scisto o granito; Hill osserva che queste foreste sono oggi spesso ridotte a boscaglie di ricrescita e a macchie di bambù. Due delle raccolte vietnamite citate da Hill sono state fatte intorno ai 400 m di quota; l’escursione altitudinale della specie non è documentata nelle fonti consultate. Lo studio di Zheng e colleghi (2016) descrive una specie adattata a condizioni calde e umide, i cui semi, privi di strato spugnoso, non galleggiano: la dispersione tramite l’acqua è quindi scarsa.

Lo stesso studio e quello di Tao e colleghi (2021) rilevano una forte contrazione delle popolazioni circa 70 000 anni fa, durante l’ultimo periodo glaciale.

Stato di conservazione e normativa

Cycas dolichophylla è classificata quasi minacciata (NT) nella Lista rossa della IUCN. La rivalutazione di J.D. Bösenberg, pubblicata nella versione 2023-1 (riferimento verificato su Crossref), ha sostituito la valutazione di H.T. Nguyen (2010), che The World List of Cycads indica come NT, criterio A4cd; i dati della Lista rossa ripresi da GBIF confermano la categoria NT (consultazione del 21 ottobre 2026). La Lista rossa stessa non ha potuto essere consultata: i criteri della valutazione del 2023 non sono noti. Hill (2008) indicava ancora la categoria «vulnerabile» (VU), tratta dalla valutazione di Donaldson (2003). In Cina, lo studio di Zheng e colleghi (2017) segnala la specie nelle riserve naturali provinciali di Gulinqing e di Malipo (Yunnan) e osserva che, tranne a Malipo, le popolazioni osservate sono in calo. Hill (2008) cita due minacce principali per le Cycas della Cina: la distruzione dell’habitat e la raccolta delle piante in natura. Nel 2010 un viaggiatore del forum Fous de palmiers riferiva di aver potuto vedere la specie, nel nord del Vietnam, soltanto coltivata nei villaggi, perché l’habitat era molto degradato.

Come tutte le specie della famiglia delle Cycadaceae, Cycas dolichophylla è iscritta nell’appendice II della CITES; Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, la indica come iscrizione a livello di famiglia, con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026). Questa annotazione esenta in particolare semi, polline e plantule o colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili; le piante vive restano soggette ai permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie figura nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Nelle fonti affidabili consultate non è stato trovato alcun dato di coltivazione proprio di Cycas dolichophylla, né in Italia né altrove. Le indicazioni che seguono si deducono dal suo habitat e vanno prese come riferimenti prudenti, non come regole accertate:

  • la pianta vive all’ombra fitta di foreste umide: una luce filtrata sembra più adatta di un pieno sole cocente;
  • cresce su suoli limosi sopra rocce diverse: un substrato ricco ma drenante dovrebbe andare bene, senza particolari esigenze di calcare;
  • le foglie adulte di 2-4,5 m richiedono molto spazio: in vaso resta maneggevole solo una pianta giovane;
  • il suo areale è tropicale o subtropicale monsonico: con ogni probabilità in Italia va coltivata in serra o in veranda riscaldata.

Gli intervalli di pH, i ritmi di irrigazione e le velocità di crescita che si leggono in rete non si basano su alcuna fonte e non sono ripresi.

In Italia

Cycas dolichophylla non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca del nome sul forum Tropicamente non dà alcun risultato. Non è documentata alcuna pianta coltivata in Italia. Visto quanto accaduto in Francia, dove piante vendute con questo nome si sono rivelate Cycas siamensis, chi trovasse in commercio una «Cycas dolichophylla» farà bene a verificarne l’identità.

Moltiplicazione

La moltiplicazione avviene per semina di semi freschi, come per le altre Cycas; non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione propria della specie. Nel dicembre 2010 un coltivatore francese ha riferito sul forum Fous de palmiers la germinazione in casa di semi portati dal Vietnam, senza dettagli sulle condizioni. Togliete l’involucro carnoso con i guanti prima della semina: è tossico.

Malattie e parassiti

Non è stato trovato alcun dato proprio di Cycas dolichophylla. Valgono le minacce note per il genere: la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, che può uccidere una pianta, e il marciume delle radici in un substrato poco drenante. La banca dati dell’OEPP non elenca l’Italia tra i paesi in cui la cocciniglia è segnalata, mentre per la Francia la indica assente, soltanto intercettata (aggiornamento del 27 settembre 2026).

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza al freddo di Cycas dolichophylla: nessuna misura, nessun riscontro di coltivazione in piena terra.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato trovato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), né alcun bilancio dopo un’ondata di freddo. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers (ricerca sul nome della specie, 18 messaggi letti) compaiono soltanto discussioni di identificazione, un racconto di viaggio e una semina in casa, senza alcuna temperatura, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. In mancanza di dati, nessuna zona italiana può essere indicata per la piena terra.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun valore di rusticità misurato o riferito, né nelle pubblicazioni scientifiche, né sui siti di orti botanici o di vivai specializzati consultati. Le classi di rusticità USDA (9b-10a) e le minime dell’habitat che si incontrano in rete non sono sostenute da alcuna fonte e non sono riprese. L’unica indicazione pubblicata è indiretta: Zheng e colleghi (2016) descrivono una specie adattata al caldo e all’umidità, le cui popolazioni si sono ridotte nelle fasi fredde e secche del Pleistocene.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità proprio di Cycas dolichophylla, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi lo sono di più. Il veleno principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta con sangue, ittero, lesioni al fegato e casi mortali; il Pet Poison Helpline aggiunge disturbi nervosi.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun uso tradizionale proprio di Cycas dolichophylla. Hill (2008) menziona soltanto numerose piante coltivate nei villaggi e nei giardini del nord del Vietnam, spesso prelevate nelle foreste vicine, senza precisarne l’uso.

Domande frequenti

Cycas dolichophylla resiste al freddo in Italia?

Non si sa. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in piena terra né alcuna misura di resistenza al freddo. Il suo habitat di foresta tropicale o subtropicale umida suggerisce di coltivarla in serra o in veranda al riparo dal gelo.

Quanto sono lunghe le sue foglie?

Da 2 a 4,5 m nella pianta adulta, secondo Hill (2008). È uno dei caratteri che meglio la distinguono dalle altre Cycas della regione, insieme alle foglioline larghe 14-25 mm e arrotondate alla base.

Che differenza c’è con Cycas siamensis?

È netta nella pianta adulta. Cycas siamensis ha foglie molto più corte e foglioline strette; Cycas dolichophylla porta foglie enormi con foglioline larghe. Alcune piante vendute in Europa come Cycas dolichophylla si sono rivelate Cycas siamensis.

È minacciata?

È quasi minacciata secondo la IUCN (rivalutazione pubblicata nel 2023). In Cina la maggior parte delle popolazioni osservate è in calo, e in Vietnam il suo habitat forestale è molto degradato.

Si può coltivare in vaso?

Sì, da giovane. Da adulta, con foglie di diversi metri, diventa difficile da sistemare; non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in vaso di lunga durata.

Si ibrida con altre Cycas?

Sì, in natura. Sono segnalate forme intermedie con Cycas ferruginea, Cycas bifida e Cycas collina, e uno studio genomico mostra un’importante mescolanza con Cycas bifida, Cycas balansae e Cycas changjiangensis.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Nessuna analisi ha riguardato questa specie, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, in particolare i semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas dolichophylla: https://cycadlist.org/scientific_name/119 — autori, protologo (Botanical Review 70(2): 157-160), tipo (Nguyen 2124, monte Pu La, 1996), distribuzione, statuto IUCN della valutazione precedente, NT A4cd (Nguyen, 2010), etimologia (Haynes, 2022). Lista di riferimento delle cicadee, affidabile; consultata il 2 ottobre 2026.
  • GBIF (API), Cycas dolichophylla: https://api.gbif.org/v1/species/2683212/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (NT, iucnTaxonID 42053). Infrastruttura di dati di riferimento che riprende la Lista rossa; consultata il 21 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Cycas dolichophylla: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/17492/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4, versione del 5 marzo 2026) e allegato B dell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • Forum Fous de palmiers, discussioni «Cycas Elephantipes ?» (t=6476), «Voyage au Vietnam, Cycas tropophylla, dolichophylla, fugax» (t=8485) e «Joyeuses fêtes aux fous de Cycadales» (t=8636): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/ — confusione con Cycas siamensis in coltivazione (2010), piante coltivate nei villaggi del nord del Vietnam (2010), semina in casa (2010). Forum francese di coltivatori, osservazioni di appassionati a valore indicativo.
  • Tropicamente, ricerca «dolichophylla»: https://www.tropicamente.it/forums/search/dolichophylla/ — nessun messaggio sulla specie (ricerca del 12 ottobre 2026). Principale forum italiano di piante tropicali.
  • NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
  • ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli, cicasina, sintomi. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
  • Pet Poison Helpline, Sago Palm: https://www.petpoisonhelpline.com/poison/sago-palm/ — sintomi digestivi, nervosi ed epatici negli animali. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
  • Banca dati mondiale dell’OEPP, Aulacaspis yasumatsui: https://gd.eppo.int/taxon/AULSYA/distribution — distribuzione per paese (Italia non elencata; Francia: assente, solo intercettata). Organizzazione intergovernativa, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026 (aggiornamento del 27 settembre 2026).

Bibliografia

  • Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Loc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Protologo, pagine 157-160, figura 7; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Crossref, testo non consultato.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Descrizione completa, chiave, sezione Stangerioides, distribuzione, habitat, ibridi e forme intermedie, nomi esclusi (Cycas multifrondis); articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
  • Zheng, Y., Liu, J. & Gong, X. (2016). Tectonic and climatic impacts on the biota within the Red River Fault, evidence from phylogeography of Cycas dolichophylla (Cycadaceae). Scientific Reports 6: 33540. doi:10.1038/srep33540 [Filogeografia su 13 popolazioni, due linee ai lati della faglia del Fiume Rosso, assenza di strato spugnoso nel seme, declino demografico; articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 [Riserve di Gulinqing e di Malipo, declino delle popolazioni fuori da Malipo; articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
  • Tao, Y., Chen, B., Kang, M., Liu, Y. & Wang, J. (2021). Genome-wide evidence for complex hybridization and demographic history in a group of Cycas from China. Frontiers in Genetics 12: 717200. doi:10.3389/fgene.2021.717200 [Mescolanza genetica con Cycas bifida, Cycas balansae e Cycas changjiangensis su cinque individui; articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, testo non consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas dolichophylla. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42053A68900008. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42053A68900008.en [Valutazione attuale (NT), realizzata nel 2020 e pubblicata nella versione 2023-1; riferimento verificato su Crossref, categoria rilevata tramite GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, autori, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]