Cycas multifrondis

Cycas multifrondis è una cicadea cinese a foglioline divise, descritta nel 1996 da Wang Dingyue a partire da una pianta coltivata nell’orto botanico di Xiamen e attribuita allo Yunnan. È uno dei nomi più discussi del genere Cycas: The World List of Cycads la accetta come specie, mentre Ken Hill (2004, 2008) vi vedeva una forma ibrida tra Cycas bifida e Cycas dolichophylla, e per questo diverse liste la collocano tra i sinonimi di Cycas bifida o la scrivono Cycas × multifrondis. Non si conosce con certezza alcuna popolazione selvatica e l’IUCN non l’ha valutata.

In sintesi: Cycas multifrondis

  • Nome accettato: Cycas multifrondis D.Yue Wang (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); trattato come ibrido, Cycas × multifrondis (Cycas bifida × Cycas dolichophylla), dalla World Checklist of Vascular Plants, la base di POWO (tramite GBIF); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo proprio; nome collocato da Hill (2004) sotto Cycas bifida come ibrido, escluso dalle specie da Hill (2008), posto in sinonimia con Cycas micholitzii dalla Flora of China (1999) (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides (Zheng e colleghi 2017)
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato
  • Distribuzione naturale: Cina (Yunnan) secondo The World List of Cycads; dal sud-est dello Yunnan al nord del Vietnam secondo la WCVP; nessuna popolazione selvatica censita da Zheng e colleghi (2017)
  • Stato IUCN: non valutata (NE)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES come tutta la famiglia delle Cycadaceae (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea; nome assente da Species+
  • Rusticità documentata: nessuna misura; un coltivatore italiano segnala foglie bruciate a −2 °C senza riparo (2010) (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: habitat selvatico sconosciuto; mezz’ombra secondo lo stesso coltivatore
  • Portamento e dimensioni: protologo non consultato; foglie fino a 3 m in coltivazione secondo un coltivatore
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; alcuni riscontri sul forum Tropicamente (2010)
  • Tossicità: nessuna analisi propria del taxon; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas multifrondis?

Cycas multifrondis somiglia molto, nell’aspetto generale, a Cycas debaoensis, ma ha foglioline meno divise. La descrizione originale di Wang (1996) non ha potuto essere consultata, e nessuna flora o revisione moderna descrive il taxon, dato che Hill lo tratta come un ibrido. Le sole osservazioni trovate vengono da coltivatori.

Un coltivatore italiano che l’ha cresciuta da seme scrive nel settembre 2010 sul forum Tropicamente che l’aspetto generale è quasi identico a quello di Cycas debaoensis, ma che le foglioline di Cycas multifrondis, nonostante il nome, sono molto meno divise, più larghe e più lunghe, di un verde più scuro e con i margini ondulati. Secondo lui la pianta preferisce la mezz’ombra e lì può formare foglie di tre metri. Come tutte le piante della sezione Stangerioides dovrebbe avere fusto sotterraneo, coni maschili molli e semi gialli con guscio verrucoso (Hill 2008; Zheng e colleghi 2017), ma questi caratteri non sono descritti per il taxon.

Se si segue l’interpretazione di Hill, una pianta intermedia tra Cycas bifida, dalle foglioline forcute, e Cycas dolichophylla, dalle foglioline intere, dovrebbe avere foglioline divise ma meno finemente di quelle delle specie più frastagliate: è una deduzione, coerente con l’osservazione del coltivatore italiano, non una descrizione pubblicata.

Ibridi

Lo stesso status di Cycas multifrondis dipende dall’ibridazione. Hill (2008) riferisce che Cycas dolichophylla cresce a contatto con Cycas bifida in diverse popolazioni cinesi, dove si osserva una gamma di forme intermedie interpretate come uno sciame ibrido; il tipo di Cycas multifrondis è, per lui, una di queste forme. Uno studio genetico su sei Cycas della Cina meridionale (Tao e colleghi, Frontiers in Genetics, 2021) ha confermato un forte mescolamento genetico tra Cycas dolichophylla e diverse specie vicine, tra cui Cycas bifida.

In coltivazione circolano ibridi Cycas revoluta × Cycas multifrondis; uno di essi è proposto in scambio sul forum francese Fous de palmiers nel 2019. La loro resistenza al freddo non è stata pubblicata e non dice nulla sul taxon puro.

Possibili confusioni

  • Cycas debaoensis: aspetto molto simile, ma foglioline divise più finemente e più abbondantemente (osservazione colturale citata sopra); nella chiave di Hill (2008) le sue foglioline sono a loro volta divise in modo pennato.
  • Cycas bifida: foglioline forcute per dicotomia vicino alla base, fino a tre volte, foglie di 2-5 m (Hill 2008); è uno dei genitori supposti.
  • Cycas multipinnata: solo una o due foglie, fino a 6 m, con foglioline divise in modo pennato (Hill 2008).
  • Cycas longipetiolula, altro nome di Wang (1996), indica secondo Hill forme ibride tra Cycas bifida e Cycas multipinnata; i due nomi circolano insieme nelle collezioni.
  • Cycas micholitzii, del Vietnam centrale e del Laos, a cui la Flora of China riconduceva il nome.

All’acquisto, una giovane pianta etichettata Cycas multifrondis non può essere identificata con certezza, perché le prime foglie non sono caratteristiche; d’altra parte il nome indica, secondo Hill, una forma ibrida più che una specie stabile.

Tassonomia

È il punto centrale di questa scheda: le fonti di riferimento non concordano.

  • Wang (1996) descrive Cycas multifrondis come specie in Cycads in China (p. 80), da una pianta coltivata nell’orto botanico di Xiamen (Wang 5024, 28 giugno 1994). Il tipo è depositato, secondo The World List of Cycads, nell’erbario SYS e, secondo Hill (2008), nell’erbario dell’orto botanico Fairy Lake di Shenzhen (SZG), con un isotipo a NF.
  • La Flora of China (Chen e Stevenson 1999) colloca il nome tra i sinonimi di Cycas micholitzii, intesa allora in senso ampio.
  • Hill, Nguyen e Loc (2004) lo citano, secondo The World List of Cycads, come ibrido sotto Cycas bifida; da qui il suo trattamento come sinonimo di Cycas bifida in alcune liste.
  • Hill (2008), nella revisione delle Cycas della Cina, lo esclude dalle specie: il tipo è una forma dello sciame ibrido tra Cycas dolichophylla e Cycas bifida.
  • Chen, Yang e Li (2014) lo considerano invece una specie indipendente, secondo Zheng e colleghi (2017), che lo collocano nella sezione Stangerioides.
  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15) lo accetta come specie, citando i trattamenti di Hill come sinonimia o nome escluso, senza esporre nuovi argomenti.
  • La World Checklist of Vascular Plants, che alimenta POWO, lo accetta nella forma ibrida Cycas × multifrondis (GBIF).

Il sito segue The World List of Cycads, lista di riferimento delle cicadee, segnalando questo disaccordo. In pratica, una pianta venduta con questo nome è al massimo una forma intermedia del complesso bifida–dolichophylla.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino multi-, «molti», e frons, frondis, «fronda, foglia», con riferimento al numero di foglie, elevato rispetto alle specie vicine (Haynes 2022, secondo The World List of Cycads). Il taxon è stato descritto da una pianta di orto botanico: per questo l’IPNI gli attribuisce come distribuzione d’origine la Cina sud-orientale (Fujian, dove si trova Xiamen), mentre The World List of Cycads lo attribuisce allo Yunnan.

Semi sono stati venduti in Europa alla fine degli anni 2000: un coltivatore polacco racconta sul forum Fous de palmiers di averli comprati nel maggio 2009 da un commerciante di semi specializzato, e su Tropicamente alcuni coltivatori italiani ne discutono l’acquisto e la semina nel 2010.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in altre lingue.

In natura

L’areale naturale di Cycas multifrondis non è noto con certezza. The World List of Cycads indica lo Yunnan; la WCVP, il sud-est dello Yunnan e il nord del Vietnam. Zheng e colleghi (2017), nel loro bilancio della distribuzione e della conservazione delle Cycas della Cina, non hanno censito alcuna popolazione selvatica; citano, con un punto interrogativo, la riserva naturale del monte Dawei, nello Yunnan. Quota, substrato e clima indicati nella vecchia versione di questa scheda non avevano alcuna fonte.

Stato di conservazione e normativa

Cycas multifrondis non è stata valutata dall’IUCN (NE, secondo The World List of Cycads). Zheng e colleghi (2017) sottolineano che le Cycas della Cina sono in gran parte minacciate e che per questo taxon non è stata trovata alcuna popolazione selvatica durante le loro ricerche.

Il nome non figura in Species+, la banca dati della CITES, ma tutta la famiglia delle Cycadaceae è inclusa nell’Appendice II dal 4 febbraio 1977: la pianta rientra quindi in questa appendice. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la famiglia figura nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas multifrondis non è documentata in coltivazione da alcuna istituzione consultata; le sole informazioni vengono da coltivatori amatoriali. Descrivono una pianta a grandi foglie, che ama la mezz’ombra e il cui fogliame soffre già a −2 °C.

Un coltivatore polacco riferisce sul forum Fous de palmiers di aver seminato nel 2009, di aver piantato quattro esemplari in piena terra nel marzo 2014 sotto una protezione riscaldata (cavo da 50 W interrato a 30 cm, termostato a circa 3 °C) e di averli poi dissotterrati tutti nell’ottobre 2015, perché crescevano male, per svernarli in casa. Questa esperienza, in un clima continentale molto più freddo di quello italiano, non dice nulla sulla rusticità del taxon, ma mostra quanto sia difficile coltivarlo all’aperto in un clima continentale freddo.

In Italia

Cycas multifrondis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente, nell’agosto 2010, un coltivatore di Ravenna (zona USDA 8a/8b) sconsiglia di provarla perché «piuttosto tropicale» e indica Cycas debaoensis come scelta più resistente al freddo; un altro coltivatore, di località non precisata, riferisce i danni a −2 °C e la ripresa descritti in Rusticità. Nemmeno nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, sono state pubblicate esperienze sul taxon: il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni.

La coltivazione in vaso, svernata al riparo dal gelo, è la soluzione prudente nella maggior parte d’Italia; è una deduzione tratta da questi riscontri, non un risultato pubblicato.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas multifrondis è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi. Le piante in coltivazione nascono da seme; il coltivatore italiano citato sopra stimava che un primo cono potesse comparire dieci-dodici anni dopo la semina. Se il taxon è davvero una forma ibrida, come pensa Hill, i suoi semi non riprodurranno necessariamente la pianta madre. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria del taxon. Le cocciniglie, tra cui Aulacaspis yasumatsui, minacciano tutte le Cycas coltivate.

Rusticità

Non esiste alcuna misura affidabile. L’unico riferimento è un riscontro di coltivazione: un coltivatore italiano scrive sul forum Tropicamente, nell’agosto 2010, che la pianta brucia le foglie a −2 °C se non è riparata, ma si riprende bene nella stagione vegetativa, e che ha la stessa rusticità di Cycas debaoensis; la località e le condizioni di coltivazione non sono precisate.

In Italia e nel sud della Francia

Oltre a questo riscontro, non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione, né in Italia né nel sud della Francia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda il taxon. In mancanza di dati, coltivatela al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Fuori dall’Italia l’unico riscontro trovato viene dalla Polonia (piena terra sotto protezione riscaldata, 2014-2015, abbandonata). Nessuna fonte affidabile indica una zona di rusticità USDA.

Tossicità e precauzioni

Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas multifrondis. Il rischio è però ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Consideratela tossica: tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Per questo taxon non è documentato alcun uso.

Domande frequenti

Cycas multifrondis è una vera specie?

Dipende dalla fonte. The World List of Cycads la accetta come specie, come Chen, Yang e Li (2014); Ken Hill (2004, 2008) vi vede una forma ibrida tra Cycas bifida e Cycas dolichophylla, e la base di POWO la scrive Cycas × multifrondis.

È la stessa pianta di Cycas bifida?

No, ma alcune liste la collocano tra i sinonimi di Cycas bifida, perché Hill l’aveva citata dapprima sotto questa specie come ibrido. Per Hill si tratta di una forma intermedia tra Cycas bifida e Cycas dolichophylla.

Come distinguerla da Cycas debaoensis?

Dalle foglioline meno divise, più larghe, più lunghe, più scure e con i margini ondulati, secondo un coltivatore italiano che le ha coltivate entrambe; l’aspetto generale è molto simile.

Dove cresce in natura?

Non si sa con certezza. Il tipo proviene da una pianta coltivata a Xiamen; le liste la attribuiscono allo Yunnan, o anche al nord del Vietnam, ma nel 2017 non è stata censita alcuna popolazione selvatica.

È rustica in Italia?

Poco. Un coltivatore italiano segnala foglie bruciate già a −2 °C senza riparo, con una buona ripresa in seguito; non esiste nessun altro valore affidabile. In vaso, al riparo dal gelo, si evitano rischi.

È minacciata?

Non si sa: l’IUCN non l’ha valutata e non si conosce con certezza alcuna popolazione selvatica.

È velenosa?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas multifrondis: https://cycadlist.org/scientific_name/169 — protologo, tipo (Wang 5024, Xiamen, 1994, SYS), etimologia secondo Haynes (2022), Yunnan, NE, trattamenti di Hill (2004, 2008) e della Flora of China. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee dell’IUCN, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
  • GBIF, World Checklist of Vascular Plants, Cycas ×multifrondis: https://api.gbif.org/v1/species/206945329 — trattamento come ibrido accettato, distribuzione «China (SE. Yunnan) to N. Vietnam». Lista di Kew che alimenta POWO, affidabile; consultata tramite API il 19 ottobre 2026.
  • IPNI, Cycas multifrondis: https://www.ipni.org/n/993114-1 — pubblicazione (Cycads in China: 80, 1996), distribuzione d’origine (Fujian, Guangdong). Indice nomenclaturale di riferimento; consultato tramite API il 19 ottobre 2026.
  • Tropicamente, discussione «Cycas multifrondis»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-multifrondis/ — foglie bruciate a −2 °C senza riparo, mezz’ombra, confronto delle foglioline con Cycas debaoensis, parere di un coltivatore di Ravenna (2010). Riscontri datati, citati senza nome.
  • Forum Fous de palmiers, «Culture de Cycas debaoensis et multifrondis»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=325400 — piena terra sotto protezione riscaldata in Polonia (2014), seguita nella discussione «Cycas debaoensis» fino allo sradicamento (ottobre 2015). Riscontro datato, citato senza nome.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità di Cycas revoluta per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario statunitense, affidabile; dato a livello di genere.

Bibliografia

  • Wang, D.Y. (1996). Taxonomy of Cycas in China. In: Wang, F.X. & Liang, H.B. (a cura di), Cycads in China, pp. 33-142 (Cycas multifrondis, p. 80). [Protologo; non consultato, riferimento tratto da The World List of Cycads e dall’IPNI.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino e Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Sinonimia con Cycas micholitzii; non consultato, secondo The World List of Cycads.]
  • Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Loc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Citato come ibrido sotto Cycas bifida (p. 191) secondo The World List of Cycads; testo non consultato.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Nome escluso: tipo interpretato come forma dello sciame ibrido Cycas dolichophylla × Cycas bifida; tipo ed erbari; testo integrale consultato.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 [Nessuna popolazione selvatica censita, trattamento di Chen, Yang e Li (2014), sezione; testo integrale consultato.]
  • Tao, Y., Chen, B., Kang, M., Liu, Y. & Wang, J. (2021). Genome-wide evidence for complex hybridization and demographic history in a group of Cycas from China. Frontiers in Genetics 12: 717200. doi:10.3389/fgene.2021.717200 [Mescolamento genetico tra Cycas dolichophylla e specie vicine; riassunto consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]