Cycas taiwaniana è una cicadea arborescente della Cina meridionale, nota da tempo come pianta coltivata nel Guangdong e nel Fujian e oggi molto rara in natura. Questa specie del genere Cycas ha un nome fuorviante: il botanico inglese William Carruthers la descrisse nel 1893 credendola originaria di Taiwan, dove invece non cresce; la cicadea di Taiwan è Cycas taitungensis, a lungo chiamata per errore Cycas taiwaniana. Dal 2021 le sono ricondotte anche le cicadee dell’isola di Hainan descritte come Cycas hainanensis, Cycas lingshuiensis (pubblicata come «lingshuigensis») e Cycas shanyaensis. La IUCN la considera in pericolo.
In sintesi: Cycas taiwaniana
- Nome accettato: Cycas taiwaniana Carruth. (1893), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas revoluta var. taiwaniana (Carruth.) J.Schust. (1932); Cycas hainanensis C.J.Chen (1975), Cycas lingshuiensis G.A.Fu (2004, pubblicata come «lingshuigensis») e Cycas shanyaensis G.A.Fu (2006), sinonimi secondo The World List of Cycads, dopo Feng et al. (2021)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; in cinese 台湾苏铁 nella Flora of China, e altri nomi locali (vedi Nomi comuni)
- Distribuzione naturale: Cina meridionale; Fujian e Guangdong secondo The World List of Cycads, isola di Hainan secondo gli studi genetici più recenti (vedi In natura)
- Stato IUCN: in pericolo (EN); rivalutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, dopo la valutazione di K.D. Hill (2010, EN A2cd+4cd)
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; in Cina, tutte le Cycas sono piante protette di primo livello (Wu et al. 2022)
- Rusticità documentata: nessun dato pubblicato verificabile; due riscontri francesi a −5 °C in piena terra riguardano piante di identità dubbia (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, mezz’ombra lungo i ruscelli, boschi radi e radure erbose secondo le fonti continentali; foreste pluviali su suoli calcarei e vulcanici a Hainan
- Portamento e dimensioni: fusto fino a 3,5 m, di 15-30 cm di diametro; foglie di 1,5-3 m
- In Italia: coltivata nella serra tropicale dell’Orto e Museo botanico di Pisa (2018) e registrata per Pisa da BGCI PlantSearch
- Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas taiwaniana?
Dal portamento robusto, con un vero fusto aereo e una grande corona di foglie, e dai semi piccoli. Secondo Hill (2008) sono questi i caratteri che la distinguono nel gruppo delle Cycas cinesi dai coni maschili morbidi; i macrosporofilli hanno di solito una spina apicale ben distinta e larga (7-30 mm alla base), mentre le foglioline, piuttosto strette, sono variabili e nettamente ruotate sul rachide. La descrizione che segue è quella di Hill (2008).
- Fusto: arborescente o sotterraneo, fino a 3,5 m, di 15-30 cm di diametro; corona di 12-30 foglie.
- Foglie: verde scuro, molto lucide, lunghe 150-300 cm, piatte o appena carenate, con 140-300 foglioline e un tomento arancione o bruno che cade man mano che si distendono; rachide terminato da una coppia di foglioline; picciolo di 40-150 cm (30-60 % della foglia), glabro, spinoso per tutta la lunghezza.
- Foglioline mediane: 180-440 mm per 9-16 mm, nettamente bicolori, distanziate di 10-24 mm e ruotate sul rachide; piatte, con margini leggermente ricurvi, punta aristata e pungente, nervatura in rilievo sopra.
- Catafilli: strettamente triangolari, pungenti, da pelosi a fittamente fioccosi, di 85-130 mm.
- Coni maschili: da strettamente ovoidi a fusiformi, gialli, di 30-45 cm per 8-10 cm; microsporofilli morbidi, di 20-30 mm, senza spina apicale.
- Macrosporofilli: 15-22 cm, con tomento bruno, portano 2-6 ovuli glabri; lamina orbicolare di 70-120 mm per 55-70 mm, profondamente pettinata, con 24-52 spine laterali morbide di 20-42 mm; spina apicale distinta o no, di 20-45 mm per 7-30 mm alla base.
- Semi: da subglobosi a ovoidi, di 28-36 mm per 20-30 mm; tegumento carnoso giallo, senza pruina e senza strato fibroso; guscio verrucoso.
La Flora of China (Chen e Stevenson 1999), che dà alla specie un contenuto più ampio (vedi Tassonomia), descrive un fusto fino a 3,5 m per 35 cm, 60-90 foglie di 1,5-3 m con 70-150 paia di foglioline spesso falcate, macrosporofilli riuniti in numero di oltre trenta, con una lamina romboidale-ovata a lobo terminale appiattito e dal margine di solito finemente seghettato, e semi di 2,8-3,3 cm; impollinazione in aprile-maggio, semi maturi in settembre-novembre.
Ibridi
Non è descritto alcun ibrido naturale o orticolo. Uno studio genomico su sei Cycas della Cina meridionale (Tao et al. 2021) ha però rilevato segnali di ibridazione antica relativamente forti che coinvolgono Cycas dolichophylla, Cycas szechuanensis e l’antenato comune di Cycas taiwaniana e di Cycas changjiangensis (la formulazione del riassunto non permette di stabilire con certezza quali coppie siano interessate). Si tratta di storia evolutiva, non di ibridi che si possano trovare in coltivazione.
Possibili confusioni
- Cycas taitungensis, la cicadea delle montagne del sud di Taiwan: è la confusione storica più importante, perché per decenni la pianta di Taiwan è stata conosciuta con il nome di Cycas taiwaniana, fino alla sua descrizione nel 1994 (Hill 2008). Appartiene a un’altra sezione del genere, con ovuli pelosi, semi rossi e guscio solcato longitudinalmente, ed è molto vicina a Cycas revoluta.
- Cycas szechuanensis, del Guangdong e del Fujian: la specie più vicina, con la quale forma il «complesso di Cycas taiwaniana»; secondo Hill (2008) ha una lamina dei macrosporofilli senza spina apicale larga (al massimo 8 mm alla base) e semi più grandi, fino a 45 mm.
- Le cicadee di Hainan: Cycas hainanensis e Cycas lingshuiensis, oggi incluse in Cycas taiwaniana, erano distinte da Hill (2008) per le foglie più carenate, con foglioline più strette e fitte, la lamina dei macrosporofilli più piccola, con spine laterali meno numerose ma più lunghe, e i semi più grandi. Cycas changjiangensis, inclusa in Cycas taiwaniana da Feng et al. (2021), resta una specie distinta per The World List of Cycads.
- Cycas revoluta, molto più comune in coltivazione: foglioline molto più strette e rigide, con i margini arrotolati.
Tassonomia
Cycas taiwaniana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. William Carruthers la descrisse nel 1893 nel Journal of Botany (31: 1-3, tav. 331), su esemplari raccolti da Robert Swinhoe e conservati nell’erbario di Henry F. Hance, poi acquistato dal British Museum; l’olotipo è a Londra (BM), un isotipo a Kew (K). La specie appartiene alla sezione Stangerioides, il gruppo delle Cycas cinesi e indocinesi dai coni maschili morbidi, dal tegumento carnoso privo di strato fibroso e dal guscio verrucoso (Hill 2008; Zheng et al. 2017).
Il contenuto della specie è cambiato molto nel tempo:
- Schuster (1932) la trattava come una varietà di Cycas revoluta, e le flore cinesi degli anni Settanta vi includevano anche le piante di Taiwan, separate solo nel 1994 come Cycas taitungensis (Hill 2008);
- la Flora of China (Chen e Stevenson 1999) ne faceva una specie ampia del Guangdong, del Guangxi orientale, dello Hunan sud-occidentale e dello Yunnan sud-orientale, in cui includeva anche Cycas diannanensis, Cycas fairylakea e una sottospecie di Cycas pectinata;
- Hill (2008) l’ha limitata alle piante della Cina continentale, distinte da quelle di Hainan, che attribuiva a Cycas hainanensis;
- Feng e colleghi (2021, Taxon), con tre metodi di delimitazione delle specie basati su dati molecolari, hanno riconosciuto nel complesso di Cycas taiwaniana due sole specie: Cycas szechuanensis, che comprende Cycas fairylakea, e Cycas taiwaniana, che comprende Cycas changjiangensis, Cycas hainanensis e Cycas lingshuigensis. The World List of Cycads segue questo trattamento, tranne che per Cycas changjiangensis, che mantiene come specie.
Il risultato è paradossale: il concetto attuale della specie, centrato sulle popolazioni selvatiche di Hainan, è quasi l’opposto di quello di Hill (2008), che escludeva proprio le piante di Hainan. Anche le banche dati non sono allineate: The World List of Cycads indica come distribuzione il Fujian e il Guangdong pur includendo i sinonimi di Hainan, e Species+ cita ancora Taiwan, dove la specie non cresce.
Etimologia e storia
L’epiteto si riferisce a Taiwan, da cui si pensava provenisse la specie (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads). L’errore ha una storia precisa, ricostruita da Hill (2008). Robert Swinhoe, console britannico ad Amoy (oggi Xiamen), il 21 agosto 1867 spedì a Joseph Dalton Hooker, a Kew, un macrosporofillo con una lettera: lo descriveva come «una caricatura botanica di un pellicano», che i cinesi chiamavano «hai-te-koe» («pollo di ferro di mare») e usavano per aromatizzare il tè, aggiungendo che la pianta era così rara da non sapere come crescesse. Più tardi, quello stesso anno, inviò materiale più completo a Hance e a Hooker. Sul foglio d’erbario usato da Carruthers un’annotazione, non di mano di Swinhoe e forse di Hance, indicava «Ex insula Formosa»: da qui il nome. Swinhoe non precisò mai dove fossero stati raccolti gli esemplari.
Nel 1902 William Thiselton-Dyer riferì che il console G. Phillips aveva ritrovato la pianta di Swinhoe nel 1883 «sulle colline a 60 miglia da Swatow» (oggi Shantou, nel Guangdong), che non l’aveva mai vista a Taiwan e che era molto ricercata come pianta da giardino sul continente. Le segnalazioni di Cycas taiwaniana a Taiwan derivano dall’applicazione errata del nome alla cicadea dell’isola (Hill 2008).
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. La Flora of China riporta il nome cinese 台湾苏铁, letteralmente «cicadea di Taiwan», che riflette lo stesso equivoco sull’origine; curiosamente, lo traslittera «guang dong su tie», cioè «cicadea del Guangdong». Hill (2008), citando Walters e Yang (1994) e Bonta e Osborne (2007), elenca anche feng wei cao e feng wei jiao (nomi che rimandano alla coda della fenice), hai-tie-ou, Guangdong su-tie e Taiwan su-tie; Swinhoe, nel 1867, trascriveva il nome locale come «hai-te-koe».
In natura
La distribuzione della specie dipende dal concetto adottato. Per Hill (2008), Cycas taiwaniana era diffusa ma sporadica nelle province del Fujian, del Guangdong, del Guangxi, del Guizhou e dello Hunan; coltivata da tempo nel Guangdong e nel Fujian, era nota soprattutto da piante coltivate ed era ormai estremamente rara in natura. Le piante selvatiche da cui provenivano alcuni suoi campioni crescevano in mezz’ombra lungo i ruscelli, su suoli non calcarei. La Flora of China la indica in luoghi soleggiati ed erbosi o in boschi misti radi, spesso disturbati, tra 400 e 1100 m.
Secondo gli studi genetici più recenti, invece, la specie è originaria dell’isola di Hainan (Feng et al. 2021). Wu e colleghi (2022) hanno campionato dodici popolazioni selvatiche di Hainan, distribuite soprattutto intorno ai monti Yinggeling e Wuzhishan, e una popolazione coltivata del Fujian, che deriva da uno dei gruppi genetici dell’isola. Hanno trovato una diversità genetica piuttosto bassa, una forte differenziazione tra popolazioni e tre gruppi distinti da proteggere separatamente; la popolazione coltivata è meno diversa di quelle selvatiche, il che secondo gli autori mostra i limiti della conservazione in coltivazione. La storia delle popolazioni è segnata da due fasi di contrazione delle popolazioni durante il Pleistocene e l’Olocene, seguite da una recente espansione, legate alle oscillazioni climatiche e del livello del mare. Hill (2008) descriveva le piante di Hainan (allora Cycas hainanensis) nelle parti più umide dell’est dell’isola, dal livello del mare a circa 1200 m, su suoli calcarei e vulcanici, in foresta pluviale, con circa 2000 mm di pioggia all’anno.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas taiwaniana in pericolo (EN). La valutazione di K.D. Hill del 2010 si basava sui criteri A2cd+4cd, cioè un declino della popolazione, passato e previsto, legato alla perdita di habitat e al prelievo (The World List of Cycads); una rivalutazione di J.D. Bösenberg è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref, i cui metadati la datano all’11 dicembre 2020), e i dati della Lista rossa ripresi da GBIF indicano sempre la categoria EN (consultazione del 18 ottobre 2026). La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Hill (2008) ricordava che la specie era stata fortemente ridotta nei secoli dalla raccolta in natura e dalla distruzione dell’habitat, e che la Lista rossa del 1997 le attribuiva per errore Hainan e Taiwan. Secondo gli studi citati da Wu et al. (2022), a Hainan pesano la distruzione dell’habitat, il disturbo umano e il commercio illegale; in Cina tutte le Cycas figurano nell’elenco delle piante protette di primo livello.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas taiwaniana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ registra la specie con il suo nome e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).
Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Cycas taiwaniana è una pianta coltivata da secoli: già nell’Ottocento era molto ricercata nei giardini della Cina continentale (Phillips, citato da Hill 2008), e la maggior parte degli esemplari noti proviene da piante coltivate nel Guangdong e nel Fujian. Nessuna istituzione consultata ha però pubblicato consigli di coltivazione propri della specie, né risultati di prove in Europa. Le indicazioni generiche che circolano in rete (esposizione, concimazione, zone USDA) non sono sostenute da fonti verificabili.
In Francia il nome compare sul forum Fous de palmiers soprattutto tra il 2011 e il 2015, a proposito di piante vendute come «Cycas taiwaniana» da un vivaista spagnolo su un sito d’aste. La loro identità è stata contestata fin dall’inizio: un collezionista esperto di cicadee vi vedeva nel 2014 delle Cycas taitungensis, poi nel 2015, dopo essersi consultato con dei professionisti, piuttosto ibridi di Cycas revoluta (con Cycas panzhihuaensis o con Cycas taitungensis), ricordando che la vera Cycas taiwaniana ha foglioline molto più larghe e semi gialli. I riscontri di coltivazione pubblicati con questo nome non possono quindi essere attribuiti con sicurezza alla specie (vedi Rusticità).
In Italia
Cycas taiwaniana è una delle poche Cycas cinesi documentate in un orto botanico italiano. Nel marzo 2018 l’Orto e Museo botanico dell’Università di Pisa ha inaugurato una nuova serra tropicale che ospita, tra le specie rare o minacciate, Cycas circinalis e Cycas taiwaniana, presentata come esclusiva della Cina meridionale (gonews.it, 23 marzo 2018); BGCI PlantSearch registra la specie per Pisa. Nessuna fonte precisa l’origine di quelle piante, né a quale dei concetti della specie corrispondano. Si tratta comunque di una coltivazione in serra, non all’aperto. La lista delle cicadee dell’orto botanico di Messina (2009) non cita Cycas taiwaniana, ma la specie di Taiwan, Cycas taitungensis.
Sul forum Tropicamente il nome compare in un solo messaggio dell’aprile 2012, che segnala piante vendute come «Cycas taiwaniana» da un venditore spagnolo su un sito d’aste: nessun dato di coltivazione, e un’identificazione non verificabile.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Wu e colleghi (2022) raccomandano anzi l’impollinazione artificiale in alcune popolazioni selvatiche di Hainan, per limitare la consanguineità. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: chiedete che provengano da piante coltivate e controllatene il colore a maturità, giallo in Cycas taiwaniana, rosso in Cycas taitungensis.
Malattie e parassiti
Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate.
Rusticità
Per Cycas taiwaniana non esiste alcun dato pubblicato e verificabile di resistenza al freddo. Bisogna inoltre diffidare dei dati che circolano con questo nome: per decenni la cicadea di Taiwan, oggi Cycas taitungensis, è stata chiamata Cycas taiwaniana (Hill 2008), e molte indicazioni di rusticità date con questo nome potrebbero riguardare quella specie. È una deduzione, che nessuna fonte verifica caso per caso.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie: le sole piante documentate, a Pisa, sono in serra tropicale. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stato trovato alcun riscontro affidabile. I due soli riscontri in piena terra pubblicati sul forum Fous de palmiers riguardano piante la cui identità è stata messa in dubbio sul forum stesso: li riportiamo per questo motivo, non come dati sulla specie. Sulla Côte Bleue (Bocche del Rodano) un coltivatore riferisce nel maggio 2011 che la sua pianta, messa in piena terra l’anno precedente e lasciata senza protezione per prova, ha avuto il fogliame un po’ rovinato, come le sue Cycas revoluta, dopo una minima di −5 °C durante l’inverno 2010-2011, e che in primavera ha ricacciato prima di loro; la diceva fornita da uno specialista che ne garantiva l’identità, ma il caso è stato discusso nella stessa conversazione. A Viols-le-Fort (Hérault) un altro coltivatore riferisce nell’aprile 2014 che la sua pianta, acquistata dal vivaista spagnolo, messa in piena terra e avvolta in un velo di protezione, ha ingiallito durante l’inverno 2013-2014, la cui minima era stata di −5 °C all’inizio di dicembre, e ha emesso nuove foglie dalla fine di marzo. Il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Nemmeno fuori dall’Europa è stato trovato alcun valore di freddo verificabile per questa specie. In mancanza di dati, il consiglio prudente è coltivarla in vaso e ripararla dal gelo.
Tossicità e precauzioni
Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas taiwaniana. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
L’unico uso documentato è quello riferito da Swinhoe nel 1867: ad Amoy le foglie, chiamate «hai-te-koe», servivano ad aromatizzare il tè (Hill 2008). Non si sa da dove provenissero quelle piante, e questo uso non dimostra che la pianta sia innocua. L’uso principale della specie resta quello ornamentale.
Domande frequenti
Perché si chiama taiwaniana se non cresce a Taiwan?
Per un errore di etichetta. Gli esemplari usati da Carruthers nel 1893 portavano l’annotazione «Ex insula Formosa», cioè Taiwan, scritta da un’altra persona; la specie cresce invece nella Cina meridionale.
Qual è allora la cicadea di Taiwan?
Cycas taitungensis, descritta nel 1994 per la pianta delle montagne del sud dell’isola, che fino ad allora era chiamata per errore Cycas taiwaniana.
Cycas hainanensis e Cycas taiwaniana sono la stessa specie?
Sì, secondo la tassonomia attuale (The World List of Cycads, dopo Feng et al. 2021). Hill (2008) le considerava invece due specie distinte, una di Hainan e una della Cina continentale.
Che cos’è il «complesso di Cycas taiwaniana»?
Un gruppo di sei nomi molto simili della Cina meridionale. Lo studio molecolare del 2021 vi riconosce due specie: Cycas taiwaniana e Cycas szechuanensis.
Si può vedere in Italia?
Sì, in serra: nel 2018 era coltivata nella nuova serra tropicale dell’Orto e Museo botanico dell’Università di Pisa.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo; in natura è diventata molto rara, ed è protetta in Cina.
È rustica in Italia?
Non si sa. Non esiste alcun dato verificabile sul freddo: quelli che circolano con questo nome possono riguardare Cycas taitungensis, e i due riscontri francesi a −5 °C in piena terra riguardano piante di identità dubbia.
È velenosa?
Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola: dove vedere le cicadee in Italia, con le piante della serra tropicale di Pisa.
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas taiwaniana: https://cycadlist.org/scientific_name/224 — protologo, tipo, distribuzione (Fujian, Guangdong), statuto IUCN (EN A2cd+4cd), sinonimi, etimologia, riferimenti. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas taiwaniana: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/21422/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, paesi dell’areale (Cina, Taiwan). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Flora of China (eFloras), Cycas taiwaniana: http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=2&taxon_id=200005234 — descrizione, nome cinese, habitat, fenologia, con un concetto ampio della specie oggi non seguito. Flora nazionale di riferimento; consultata il 13 ottobre 2026.
- International Plant Names Index (IPNI), Cycas taiwaniana: https://www.ipni.org/n/297043-1 — dati nomenclaturali. Banca dati nomenclaturale di riferimento; consultata il 13 ottobre 2026.
- GBIF, statuto IUCN di Cycas taiwaniana: https://api.gbif.org/v1/species/2683235/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (EN). Banca dati internazionale che riprende la Lista rossa; consultata il 13 ottobre 2026, riletta il 18 ottobre 2026.
- gonews.it, «Nuova serra tropicale all’Orto e Museo botanico dell’Università di Pisa» (23 marzo 2018): https://www.gonews.it/2018/03/23/nuova-serra-tropicale-allorto-museo-botanico-delluniversita-pisa/ — presenza di Cycas taiwaniana nella serra tropicale di Pisa. Testata giornalistica locale che riporta le parole del direttore dell’orto; consultata il 13 ottobre 2026.
- BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — Cycas taiwaniana registrata per l’orto botanico di Pisa. Banca dati delle collezioni dei giardini botanici, incompleta per l’Italia; interrogata il 10 ottobre 2026.
- Orto botanico «Pietro Castelli» di Messina, pagina «Cicadee» (23 febbraio 2009): https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — elenco delle cicadee della collezione, con Cycas taitungensis e senza Cycas taiwaniana. Fonte istituzionale; consultata il 13 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Cycas petrea»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-petrea/ — una menzione del 2012 di piante vendute con questo nome, senza dati di coltivazione. Forum italiano di coltivatori; consultato il 13 ottobre 2026.
- Fous de palmiers, discussione «Cycas Taiwaniana» (maggio 2011): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=130077#p130077 — pianta in piena terra sulla Côte Bleue (−5 °C nell’inverno 2010-2011, fogliame un po’ rovinato), identità discussa, distinzione da Cycas taitungensis. Forum francese di coltivatori, identificazione contestata; riletto il 18 ottobre 2026.
- Fous de palmiers, discussione «Cycas taiwaniana» (2012-2015): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=330765#p330765 — dubbi sull’identità delle piante vendute con questo nome, riscontro di Viols-le-Fort (inverno 2013-2014). Forum francese di coltivatori, identificazione non verificabile; riletto il 18 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Carruthers, W. (1893). On Cycas taiwaniana sp. nov. and C. seemanii A.Br. Journal of Botany 31: 1-3, tav. 330-331. [Protologo; non consultato direttamente, citato da Hill (2008) e da The World List of Cycads.]
- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Descrizione (pp. 96-99), storia del tipo, nomi locali, distribuzione, distinzione da Cycas hainanensis e Cycas szechuanensis, sezione Stangerioides; testo integrale consultato.]
- Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino, e Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Concetto ampio della specie; consultata nella versione online.]
- Feng, X.Y., Wang, X.H., Chiang, Y.C., Jian, S.G. & Gong, X. (2021). Species delimitation with distinct methods based on molecular data to elucidate species boundaries in the Cycas taiwaniana complex (Cycadaceae). Taxon 70(3): 477-491. doi:10.1002/tax.12457 [Due specie nel complesso; consultato solo il riassunto.]
- Wu, L.X., Xu, H.Y., Jian, S.G., Gong, X. & Feng, X.Y. (2022). Geographic factors and climatic fluctuation drive the genetic structure and demographic history of Cycas taiwaniana (Cycadaceae), an endemic endangered species to Hainan Island in China. Ecology and Evolution 12(11): e9508. doi:10.1002/ece3.9508 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9674470/ [Popolazioni di Hainan, struttura genetica, storia demografica, minacce, popolazione coltivata del Fujian meno diversa, impollinazione artificiale raccomandata; testo integrale consultato, riletto il 18 ottobre 2026.]
- Tao, Y., Chen, B., Kang, M., Liu, Y. & Wang, J. (2021). Genome-wide evidence for complex hybridization and demographic history in a group of Cycas from China. Frontiers in Genetics 12: 717200. doi:10.3389/fgene.2021.717200 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8435751/ [Segnali di ibridazione antica che coinvolgono Cycas dolichophylla, Cycas szechuanensis e l’antenato di Cycas taiwaniana e Cycas changjiangensis; testo integrale consultato, riassunto riletto su Europe PMC il 18 ottobre 2026.]
- Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5415521/ [Sezione Stangerioides; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (2010). Cycas taiwaniana. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42049A10638039. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42049A10638039.en [Valutazione EN A2cd+4cd; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas taiwaniana. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T238708222A69827031. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T238708222A69827031.en [Rivalutazione pubblicata nella versione 2023-1 (data dell’11 dicembre 2020 nei metadati Crossref); riferimento verificato su Crossref, categoria EN ripresa da GBIF, pagina non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]