Cycas changjiangensis

Cycas changjiangensis è una piccola cicadea dal fusto in gran parte sotterraneo, endemica dell’ovest dell’isola di Hainan, nella Cina meridionale, dove cresce su colline erbose, pendii rocciosi e boschi aperti a stagione secca marcata. Questa specie del genere Cycas, descritta nel 1998 dal botanico cinese Nan Liu, è stata a lungo chiamata anche Cycas hainanensis subsp. changjiangensis; alcuni studi genetici recenti la includono in Cycas taiwaniana, ma The World List of Cycads continua ad accettarla come specie. La IUCN la classifica in pericolo (2022).

In sintesi: Cycas changjiangensis

  • Nome accettato: Cycas changjiangensis N.Liu (1998), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas hainanensis subsp. changjiangensis (N.Liu) N.Liu (2004); inclusa in Cycas taiwaniana da Feng e colleghi (2021), trattamento non seguito dalla lista mondiale
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese 葫芦苏铁 (hu lu su tie)
  • Distribuzione naturale: Cina, isola di Hainan, contea di Changjiang (ovest dell’isola)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri A2acd+4acd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), valutazione di J.D. Bösenberg del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea; in Cina, protetta come parte di Cycas taiwaniana nell’elenco nazionale delle piante selvatiche protette del 2021
  • Rusticità documentata: nessun valore misurato; un vivaio britannico la colloca in zona USDA 9b, senza dati di coltivazione a sostegno (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, colline e pendii rocciosi tra erbe e bassi arbusti o boschi aperti, oppure suoli sabbiosi profondi in terreno pianeggiante; 600-900 m di quota
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto spesso sotterraneo, fino a 50 cm per 15 cm, con base rigonfia fino a 25 cm; 25-45 foglie di 50-130 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; cercata presso i vivai italiani da un appassionato nel 2023, senza esito documentato
  • Tossicità: nessuna analisi specifica; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas changjiangensis?

Si riconosce dal portamento nano, con un fusto per lo più nascosto sotto terra e allargato di colpo alla base, e dalle foglioline strette e attorcigliate sul rachide. Nella chiave di Hill (2008) si separa dall’altra specie cinese a fusto sotterraneo, Cycas segmentifida, per le foglioline larghe 6-10 mm e torte sul rachide. La Flora of China ne dà questa descrizione:

  • Fusto: spesso sotterraneo, cilindrico o a forma di fiasco, talvolta moniliforme (strozzato a tratti, come un rosario), fino a 50 cm per 15 cm, con la base bruscamente rigonfia fino a 25 cm di diametro; apice quasi glabro; corteccia grigia, quasi liscia verso la base.
  • Foglie: 25-45, pennate, di 50-130 cm per 20-40 cm, con lembo piatto, ovato-oblungo.
  • Picciolo: quasi circolare in sezione, di 10-40 cm, con 9-16 spine su ogni lato per tutta la lunghezza; base densamente coperta di tomento bruno.
  • Foglioline: 40-70 paia, distanziate di 0,8-1,8 cm e inserite a 55-65° sul rachide, diritte, coriacee, glabre, di 10-17 cm (fino a 23) per 4-7 mm (fino a 9); nervatura centrale in rilievo sulle due facce, soprattutto sopra; margine piatto o appena ricurvo; apice attenuato e pungente.
  • Catafilli: triangolari-lanceolati, di 4-7 cm, densamente coperti di tomento giallo-bruno.
  • Coni maschili: conico-cilindrici, di 15-25 cm per 4-6 cm; microsporofilli di 1,5-2 cm, con un breve mucrone ricurvo.
  • Megasporofilli: 40-60, serrati, di 8-13 cm, con tomento sericeo bruno-giallastro; lembo largamente ovato o a ventaglio, di 5-6 cm per 4-8 cm, pettinato con 17-35 lobi di 2-3,8 cm; 1-2 ovuli glabri per lato.
  • Semi: 2-4 per megasporofillo, da verdi a bruno-giallastri, largamente obovoidi o quasi sferici, di circa 2 cm per 1,8 cm; sarcotesta né spugnosa né fibrosa.

La revisione di Hill (2008) dà per foglie, megasporofilli e semi misure molto più grandi (foglie fino a 230 cm, semi di 35-40 mm), identiche a quelle che lo stesso autore indica per Cycas hainanensis, pur affermando che Cycas changjiangensis ha semi più piccoli: le misure della Flora of China, coerenti con questa differenza, sono quindi da preferire.

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido con nome, né naturale né di coltivazione, ma la genetica mostra scambi con altre specie. Uno studio RADseq su sei specie di Cycas della Cina meridionale (Tao e colleghi, Frontiers in Genetics, 2021) ha trovato in generale poca mescolanza tra le specie, salvo negli individui di Cycas dolichophylla, che mostrano un’importante mescolanza genetica con Cycas bifida, Cycas changjiangensis e Cycas balansae. Il riassunto dello stesso studio menziona inoltre segnali di ibridazione relativamente forti tra Cycas dolichophylla e Cycas szechuanensis e l’antenato comune di Cycas taiwaniana e Cycas changjiangensis; la costruzione della frase lascia però un dubbio sulle coppie coinvolte. Si tratta di flussi genici antichi nelle popolazioni selvatiche, non di ibridi orticoli. Lo studio non permette invece di attribuire alla sola Cycas changjiangensis la scarsa diversità genetica e la forte differenziazione che descrive per l’insieme delle sei specie.

Possibili confusioni

Le confusioni più probabili riguardano le altre specie del «complesso Cycas taiwaniana», un gruppo di Cycas della Cina meridionale molto simili tra loro, di cui fanno parte anche Cycas hainanensis, Cycas lingshuiensis (pubblicata come «lingshuigensis»), Cycas szechuanensis e Cycas fairylakea (Feng e colleghi, 2021). Le differenze che seguono sono quelle indicate da Hill (2008), salvo l’ultima, tratta dalla Flora of China:

  • Cycas hainanensis, delle parti più umide dell’est di Hainan: fusto aereo alto 0,3-1,5 m (eccezionalmente 3,5 m); Cycas changjiangensis se ne distingue per il portamento nano e in gran parte sotterraneo, il lembo del megasporofillo più piccolo e i semi più piccoli. The World List of Cycads include oggi Cycas hainanensis in Cycas taiwaniana.
  • Cycas taiwaniana: fusto aereo non rigonfio alla base, foglioline più larghe (9-16 mm) e picciolo più lungo (30-60 % della foglia).
  • Cycas segmentifida: anch’essa a fusto sotterraneo, ma con foglioline più larghe (9-20 mm) e piatte sul rachide.
  • Cycas siamensis: secondo la Flora of China le somiglia per la base del fusto grigia e bruscamente rigonfia, ma Cycas changjiangensis se ne distingue nettamente per la nervatura centrale molto rilevata sulla pagina superiore delle foglioline e per i semi piccoli (circa 1,8 cm di diametro), con sarcotesta né spugnosa né fibrosa.

Sulle giovani piante, senza coni, queste distinzioni sono difficili: un’identificazione sicura richiede piante adulte e, se possibile, strutture riproduttive.

Tassonomia

Cycas changjiangensis è accettata da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Nan Liu l’ha descritta nel 1998 in Acta Phytotaxonomica Sinica 36(6): 552-554, sulla base della raccolta N. Liu 97002, fatta il 10 giugno 1997 nelle praterie collinari della contea di Changjiang, tra 800 e 900 m di quota; l’olotipo è conservato nell’erbario dell’Istituto botanico della Cina meridionale (IBSC), a Canton. Nel 2004 lo stesso autore l’ha ridotta a sottospecie di Cycas hainanensis (Cycas hainanensis subsp. changjiangensis), combinazione oggi considerata sinonimo.

Ken Hill, nella revisione del genere in Cina (2008), l’ha mantenuta come specie e collocata nella sezione Stangerioides, definita da coni maschili morbidi, megasporofilli pettinati, ovuli glabri e semi gialli dalla sarcotesta non fibrosa. Il dibattito però continua. Nel 2021 Feng e colleghi (Taxon), combinando caratteri morfologici, DNA dei plastidi, geni nucleari e microsatelliti, hanno riconosciuto nel complesso Cycas taiwaniana solo due specie: Cycas szechuanensis (con Cycas fairylakea) e Cycas taiwaniana, in cui hanno incluso Cycas changjiangensis, Cycas hainanensis e Cycas lingshuiensis. Uno studio del 2019 (Wang e colleghi, Frontiers in Genetics) arrivava a una conclusione simile, con le popolazioni dell’isola di Hainan riunite in un unico lignaggio.

The World List of Cycads ha seguito questa proposta per Cycas hainanensis e Cycas lingshuiensis, ma non per Cycas changjiangensis, che resta una specie accettata, con una propria valutazione IUCN del 2022. In Cina, invece, l’elenco nazionale delle piante selvatiche protette del 2021 la tratta come parte di Cycas taiwaniana (Li e colleghi, 2024). Questa pagina segue la lista mondiale; chi cerca la pianta nelle fonti cinesi recenti può trovarla sotto il nome di Cycas taiwaniana.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce alla contea di Changjiang, nell’ovest della provincia di Hainan, dove la specie è stata raccolta, con la terminazione latina -ensis, «originario di» (Hill, 2008; Haynes, 2022). Il nome della contea si scrive 昌江 e non va confuso con quello del fiume Azzurro, Chang Jiang (长江), che si traslittera allo stesso modo: la pianta non ha alcun legame con il bacino del fiume.

La specie è entrata in coltivazione fuori dalla Cina già prima della sua descrizione: Hill (2008) cita piante dell’orto botanico di Sydney nate da semi raccolti da Liu nel 1996 nella contea di Changjiang, e piante coltivate nel giardino tropicale Nong Nooch, in Thailandia.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. La Flora of China riporta il nome cinese 葫芦苏铁, hu lu su tie: su tie è il nome cinese delle cicadee del genere Cycas e hu lu indica la zucca a fiasco, un probabile riferimento al fusto rigonfio «a forma di fiasco» descritto dalla stessa flora; nessuna fonte consultata spiega esplicitamente il nome. Il vivaio britannico Trebrown non conosce alcun nome comune inglese.

In natura

Cycas changjiangensis è nota solo dall’ovest dell’isola di Hainan, nella contea di Changjiang; Hill (2008) cita un campione della zona di Bawangling. Le fonti descrivono l’habitat in modo un po’ diverso:

  • la Flora of China indica colline e pendii rocciosi tra erbe e bassi arbusti, o boschi aperti di latifoglie, tra 600 e 800 m, in un clima tropicale con estati calde e piovose e inverni caldi e secchi;
  • l’etichetta del tipo parla di praterie collinari tra 800 e 900 m;
  • Hill (2008) descrive boschi stagionalmente secchi su suoli sabbiosi profondi, in terreno pianeggiante.

Le fonti concordano su un ambiente aperto; la Flora of China e Hill indicano inoltre una stagione secca marcata, molto diversa dalle foreste pluviali dell’est dell’isola dove vive Cycas hainanensis (Hill, 2008). Secondo la Flora of China, l’impollinazione avviene in aprile-maggio e i semi maturano in ottobre-novembre.

Stato di conservazione e normativa

Cycas changjiangensis è classificata in pericolo (EN) dalla IUCN, nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 con i criteri A2acd+4acd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v), secondo The World List of Cycads; la categoria EN è confermata dai dati della IUCN ripresi da GBIF (consultazione del 18 ottobre 2026). I criteri indicano una riduzione della popolazione e un areale piccolo, con habitat in declino e numero di individui in calo. Era già considerata in pericolo nella valutazione di Donaldson (2003), ripresa da Hill (2008). Hill osservava che esistevano ancora popolazioni selvatiche piuttosto grandi, perché il loro habitat non è un buon terreno agricolo, ma che altre erano fortemente degradate. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

In Cina, l’elenco nazionale delle piante selvatiche protette del 2021 tratta la specie come parte di Cycas taiwaniana (Li e colleghi, 2024); il livello di protezione non è stato verificato. A livello internazionale, come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES, mentre le piante vive richiedono un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 12 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Per Cycas changjiangensis non sono state pubblicate raccomandazioni di coltivazione specifiche. È però coltivata da tempo in alcune collezioni tropicali e subtropicali: all’orto botanico di Sydney e nel giardino Nong Nooch, in Thailandia (Hill, 2008), e nel giardino botanico di Darwin, nel nord tropicale dell’Australia, dove piante con questo nome sono state fotografate nel 2016 da un visitatore del forum francese Fous de palmiers.

Il suo habitat dà le sole indicazioni disponibili: ambienti aperti e luminosi, suoli sabbiosi o rocciosi ben drenati e una lunga stagione secca. Le si addicono quindi molta luce, un substrato minerale che non trattenga l’acqua e annaffiature ridotte durante il riposo. Queste indicazioni sono dedotte dall’ambiente naturale e non da prove di coltivazione pubblicate.

In Italia

Cycas changjiangensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente, nel settembre 2023, un appassionato cercava vivai italiani che potessero venderla, insieme a Cycas hainanensis e ad altre palme e cicadee rare; un coltivatore di Palermo ha risposto indicando alcuni vivai che «potrebbero» avere qualcuna delle piante richieste, e ricordando che molte specie rare sono diventate ancora più difficili da trovare dopo la strage di palme causata dal punteruolo, che ha spinto molti appassionati e vivaisti a rinunciare. Nessun messaggio riferisce di una pianta coltivata in Italia, e non è documentato alcun risultato di coltivazione.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas changjiangensis è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. La moltiplicazione per seme è documentata dall’introduzione all’orto botanico di Sydney a partire da semi raccolti in natura (Hill, 2008), ma non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. Nel 2008 sono stati sviluppati marcatori microsatelliti per studiarne la genetica di conservazione (Li e colleghi, Conservation Genetics), utili anche per gestire la diversità delle collezioni. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume del fusto e delle radici in un substrato troppo bagnato, rischio accresciuto per un fusto in gran parte sotterraneo.

Rusticità

Per Cycas changjiangensis non esiste alcun dato misurato di resistenza al freddo. Il vivaio britannico Trebrown la classifica in zona USDA 9b, che corrisponde a minime medie annue comprese tra −3,9 °C e −1,1 °C; si tratta però di una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione. Nessun messaggio di forum consultato riporta una temperatura sopportata dalla specie.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Neppure nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, esiste un riscontro: sul forum Fous de palmiers la specie compare solo nelle foto del giardino botanico di Darwin, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. In mancanza di dati, la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Le sole coltivazioni note fuori dalla Cina, a Sydney, a Darwin e nel giardino Nong Nooch in Thailandia, si trovano in climi da subtropicali a tropicali, e nessuna fonte riporta un episodio di freddo. Il fusto sotterraneo può proteggere la pianta grazie all’inerzia termica del suolo, ma questo vale soprattutto per le piante giovani e non protegge le foglie: non è una prova di rusticità.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas changjiangensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di ogni altra. Il composto principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli e segnala vomito, diarrea talvolta con sangue, ittero e lesioni del fegato che possono essere mortali.

Usate i guanti per maneggiare i semi e la loro polpa, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Le fonti consultate non descrivono alcun uso tradizionale proprio di Cycas changjiangensis. Date le tossine del genere, nessuna parte della pianta va consumata.

Domande frequenti

Il nome ha a che fare con il fiume Azzurro?

No. L’epiteto si riferisce alla contea di Changjiang (昌江), nell’ovest dell’isola di Hainan, e non al fiume Chang Jiang (长江), che si scrive con altri caratteri.

Cycas changjiangensis è una sottospecie di Cycas hainanensis?

Non più. Lo è stata dal 2004, ma Hill (2008) e The World List of Cycads la trattano come specie. Alcuni studi genetici la includono invece, insieme a Cycas hainanensis, in Cycas taiwaniana.

Come si distingue da Cycas hainanensis?

Dal portamento. Cycas changjiangensis è nana, con un fusto in gran parte sotterraneo rigonfio alla base, e vive negli ambienti secchi dell’ovest di Hainan; Cycas hainanensis forma un fusto aereo e vive nelle foreste pluviali dell’est.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022), per il declino dell’habitat e delle popolazioni. È protetta dalla CITES (appendice II), nell’Unione europea dall’allegato B e in Cina dall’elenco nazionale delle piante protette.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non è documentato. Non esiste alcuna misura di resistenza al freddo né alcuna prova in piena terra in Italia o in Francia; la prudenza consiglia il vaso e il riparo dal gelo.

È tossica?

Sì, bisogna considerarla tale. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose per l’uomo e gli animali, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Liu, N. (1998). A new species of the genus Cycas from Hainan Island, China. Acta Phytotaxonomica Sinica 36(6): 552-554. [Protologo; non consultato direttamente, riferimento ripreso da The World List of Cycads.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China, vol. 4: 1-7. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Descrizione, nome cinese, habitat; consultata su eFloras.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Revisione per la Cina: chiave, sezione, sinonimia, habitat, conservazione, piante coltivate; testo integrale consultato.]
  • Li, L., Wang, Z.-F., Jian, S.-G., Zhu, P., Zhang, M., Ye, W.-H. & Ren, H. (2009). Isolation and characterization of microsatellite loci in endangered Cycas changjiangensis (Cycadaceae). Conservation Genetics 10: 793-795. doi:10.1007/s10592-008-9664-4 [Marcatori genetici per la conservazione; riferimento verificato su Crossref, testo non consultato.]
  • Wang, X.-H., Li, J., Zhang, L.-M., He, Z.-W., Mei, Q.-M., Gong, X. & Jian, S.-G. (2019). Population differentiation and demographic history of the Cycas taiwaniana complex (Cycadaceae) endemic to South China as indicated by DNA sequences and microsatellite markers. Frontiers in Genetics 10: 1238. doi:10.3389/fgene.2019.01238 [Due lignaggi nel complesso, popolazioni di Hainan riunite; riassunto consultato.]
  • Feng, X.-Y., Wang, X.-H., Chiang, Y.-C., Jian, S.-G. & Gong, X. (2021). Species delimitation with distinct methods based on molecular data to elucidate species boundaries in the Cycas taiwaniana complex (Cycadaceae). Taxon 70: 477-491. doi:10.1002/tax.12457 [Proposta di inclusione in Cycas taiwaniana; riassunto consultato.]
  • Tao, Y., Chen, B., Kang, M., Liu, Y. & Wang, J. (2021). Genome-wide evidence for complex hybridization and demographic history in a group of Cycas from China. Frontiers in Genetics 12: 717200. doi:10.3389/fgene.2021.717200 [Studio RADseq su sei specie della Cina meridionale; riassunto consultato.]
  • Li, J.H., Zhang, S.W., Yang, X.B. et al. (2024). Composition and floristic characteristics of national key protected wild plants distributed in Hainan Province, China. Guihaia. doi:10.11931/guihaia.gxzw202401028 (preprint ChinaXiv 202405.00161) [Trattamento della specie in Cycas taiwaniana nell’elenco nazionale del 2021; riassunto consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas changjiangensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42045A67339247. [Valutazione in vigore, EN; ripresa da The World List of Cycads, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; ripresa tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]