Cycas bifida è una cicadea senza fusto visibile del Guangxi meridionale, in Cina, e del Vietnam nord-orientale, dove cresce in boscaglie basse, spesso attorno ad affioramenti calcarei carsici. Descritta nel 1902 come varietà di Cycas rumphii (Cycas rumphii var. bifida) e a lungo confusa con Cycas micholitzii, questa specie del genere Cycas deve il nome alle foglioline forcute, che si dividono per dicotomia vicino alla base. È trattata come specie dal 2004 e l’IUCN la classifica vulnerabile (2022).
In sintesi: Cycas bifida
- Nome accettato: Cycas bifida (Dyer) K.D.Hill (2004), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas rumphii var. bifida Dyer (1902), il basionimo; a lungo trattata in Cina come Cycas micholitzii (vedi Tassonomia)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese long-kou su-tie e cha-ye su-tie, «cicadea dalle foglie forcute» (Hill 2008)
- Distribuzione naturale: Guangxi meridionale (Cina) e Vietnam nord-orientale (province di Cao Bang, Lang Son e Tuyen Quang); un campione della contea di Hekou (Yunnan)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU A2cd), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessuna soglia misurata in coltivazione; in laboratorio meno tollerante al gelo di Cycas panzhihuaensis (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, boscaglie basse piuttosto fitte, miste sempreverdi e caducifoglie o bambuseti, spesso su terra rossa attorno a rocce calcaree, anche su suoli limosi su scisti; nessun dato colturale pubblicato
- Portamento e dimensioni: fusto sotterraneo di 10-30 cm di diametro; 2-5 foglie lunghe 2-5 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; un solo riscontro di coltivazione, negativo, su Tropicamente (Ravenna, 2014)
- Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas bifida?
Si riconosce dalle foglie lunghissime, portate da lunghi piccioli spinosi che escono direttamente dal suolo, con foglioline che si biforcano vicinissimo alla base. Ken Hill (2008) avverte però che foglioline divise compaiono anche in specie affini e in una forma orticola di Cycas revoluta diffusa in Giappone; nel suo gruppo, Cycas bifida si distingue per le foglie lunghe con foglioline lucide, sottili, relativamente lunghe e larghe, divise molto vicino alla base. Questa è la sua descrizione.
- Fusto: sotterraneo (acaule), di 10-30 cm di diametro nel punto più stretto; 2-5 foglie nella corona.
- Foglie: verde brillante, semilucide, lunghe 200-500 cm, leggermente carenate o piatte in sezione, con 40-80 foglioline e un tomento bianco e arancio che cade quando la foglia si distende; rachide di solito terminato da una coppia di foglioline.
- Picciolo: 110-160 cm (35-50 % della foglia), glabro, spinoso per il 90-100 % della lunghezza, con spine di 1-6 mm.
- Foglioline mediane: ramificate per dicotomia fino a tre volte, nettamente discolori, lunghe 300-600 mm e larghe 18-25 mm, inserite a 45-70° sul rachide e distanziate di 60-95 mm, ristrette a 3-4 mm alla base; piatte, con margini piatti; apice dolcemente acuminato, non pungente.
- Catafilli: strettamente triangolari, flessibili, pelosi, di 55-90 mm.
- Coni maschili: fusiformi, gialli o crema, lunghi 35-55 cm e larghi 6-8 cm; microsporofilli molli, senza spina apicale.
- Macrosporofilli: 7-11 cm, con tomento bruno, portano 2-6 ovuli glabri; lamina ovata di 35-100 mm, profondamente pettinata, con 12-15 spine laterali flessibili di 18-50 mm.
- Semi: ovoidi appiattiti, di circa 25 × 20 mm; sarcotesta gialla, spessa 2 mm, senza strato fibroso; guscio verrucoso.
Ibridi
Gli ibridi naturali sono ben documentati. Hill (2008) descrive serie di forme intermedie, interpretate come sciami ibridi, dove Cycas bifida cresce vicino a Cycas multipinnata, nello Yunnan, e segnala intermedi con Cycas dolichophylla osservati a nord-ovest di Thai Nguyen, in Vietnam (senza campione d’erbario). Secondo Hill, due nomi pubblicati da Wang nel 1996 si basano su piante di questo tipo: Cycas longipetiolula (bifida × multipinnata) e Cycas multifrondis (bifida × dolichophylla, descritta da una pianta coltivata nell’orto botanico di Xiamen); The World List of Cycads accetta tuttavia Cycas multifrondis come specie. Alcune piante coltivate nell’orto botanico di Fairy Lake, a Shenzhen, sono ritenute ibridi tra Cycas bifida e Cycas diannanensis, ma nessun campione lo documenta (Hill 2008).
Uno studio genetico su sei Cycas della Cina meridionale (Tao e colleghi, Frontiers in Genetics, 2021) ha inoltre rilevato una forte mescolanza genetica tra Cycas dolichophylla e diverse specie affini, tra cui Cycas bifida. In pratica, una pianta venduta con questo nome può portare geni di specie vicine. Anche in coltivazione circolano ibridi, per esempio con Cycas revoluta o con Cycas panzhihuaensis, di cui i forum francesi e italiani mostrano esemplari senza dati sulla specie pura.
Possibili confusioni
Diverse Cycas della frontiera tra Cina e Vietnam hanno foglioline divise. Nella chiave delle specie cinesi di Hill (2008):
- Cycas multipinnata e Cycas debaoensis hanno foglioline a loro volta divise in modo pennato, mentre quelle di Cycas bifida sono solo forcute; Cycas multipinnata ha una o due foglie lunghe fino a 6 m, Cycas debaoensis 3-15 foglie fino a 3 m, con segmenti lungamente assottigliati.
- Cycas micholitzii, del Vietnam centrale e del Laos, è la specie più simile; Cycas bifida se ne distingue per la taglia maggiore, le foglioline più lunghe, più larghe, più morbide e più lucide e i coni maschili più grandi, con microsporofilli per lo più privi di spina.
- La forma orticola giapponese di Cycas revoluta con foglioline divise (Hill 2008) forma un tronco e ha foglioline rigide con margini arrotolati e ovuli tomentosi.
Tassonomia
Cycas bifida è una specie accettata della sezione Stangerioides, che riunisce Cycas asiatiche per lo più senza fusto, con coni maschili molli, sarcotesta lassa e facile da staccare, priva di strato fibroso, e guscio verrucoso. POWO non ha potuto essere consultato direttamente.
La storia del nome è intricata. William Thiselton-Dyer descrisse Cycas rumphii var. bifida nel 1902, da un frammento di foglia raccolto da H. B. Morse nel 1896 nel distretto di Longzhou, nel Guangxi meridionale (olotipo a Kew). Nel 1905 descrisse Cycas micholitzii su materiale dell’Annam, nel Vietnam centrale, notando la somiglianza con la sua varietà senza riunire i due taxa. Gli autori successivi, compresa la Flora of China (Chen e Stevenson 1999), trattarono tutte queste piante come Cycas micholitzii. Ken Hill, con Nguyen Tien Hiep e Phan Ke Loc, elevò le piante del Guangxi e del Vietnam settentrionale al rango di specie, come Cycas bifida, nella revisione delle Cycas del Vietnam (The Botanical Review, 2004), e confermò la distinzione nella revisione cinese del 2008. Per il lettore questo significa che la vecchia letteratura cinese e alcune etichette che parlano di Cycas micholitzii possono riferirsi a Cycas bifida.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino bifidus, «diviso in due», «forcuto», in riferimento alle foglioline divise per dicotomia (Hill 2008; Haynes 2022). Il tipo, Morse 273, fu raccolto nel dicembre 1896 sulle colline rocciose della «pagoda del faro» a Lungchow (Longzhou) ed è formato da due fogli d’erbario conservati a Kew. Hill (2008) cita anche piante coltivate di origine selvatica nota: in un vivaio del centro di ricerche forestali di Nanning e in un parco cittadino di Longzhou, entrambe provenienti dalla contea di Longzhou, e in un giardino della provincia di Tuyen Quang, in Vietnam.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. Hill (2008) riporta due nomi cinesi, long-kou su-tie e cha-ye su-tie, il secondo dei quali significa «cicadea dalle foglie forcute»: è una traduzione, non un nome italiano in uso.
In natura
Secondo Hill (2008), Cycas bifida cresce nel Guangxi meridionale e nel Vietnam nord-orientale, in boscaglie basse, cespugliose ma piuttosto fitte, miste sempreverdi e caducifoglie, o in bambuseti, spesso su suoli rossi di terra rossa sopra e attorno ad affioramenti calcarei carsici scoscesi, ma anche su suoli limosi sviluppati su scisti e metarenarie. È localmente abbondante, ma molte popolazioni sono oggi impoverite. The World List of Cycads ne indica la presenza nel Guangxi, in Cina, e nelle province di Cao Bang, Lang Son e Tuyen Quang, in Vietnam; Hill cita inoltre un campione della contea di Hekou, nello Yunnan, vicino al confine vietnamita.
Le sue radici sono state studiate in dettaglio: uno studio del 2018 basato sul sequenziamento di nuova generazione (Zheng e colleghi, Journal of Microbiology) ha trovato comunità molto diverse di batteri e funghi sia nelle radici coralloidi sia in quelle normali, con i cianobatteri, partner azotofissatori delle cicadee, più dominanti nelle radici coralloidi.
Stato di conservazione e normativa
L’IUCN classifica Cycas bifida come vulnerabile (VU A2cd), nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (categoria verificata tramite GBIF; la Lista rossa non ha potuto essere consultata); la valutazione precedente, del 2010, era di Nguyen Tien Hiep. Hill (2008) riferisce che il numero di piante è stato fortemente ridotto dalla raccolta e da uno sviluppo agricolo e forestale senza freni, e che rarità e portamento insolito ne fanno una pianta molto ricercata dai collezionisti; la specie restava comunque frequente in molte località, soprattutto in Vietnam, e non era ritenuta a rischio nel breve periodo. Prima della separazione, figurava nella Lista rossa IUCN del 1997 come Cycas micholitzii, in pericolo per la Cina.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas bifida è inclusa nell’Appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie figura nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo status (consultazione del 19 ottobre 2026).
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Cycas bifida è una pianta spettacolare ma ingombrante, da giardino caldo o da grande serra; nessuna istituzione ha pubblicato indicazioni colturali dettagliate. È però coltivata in diversi orti botanici americani: il Montgomery Botanical Center, in Florida, ne possiede tre accessioni del 1994, e il Fairchild Tropical Botanic Garden un’accessione del 2021.
Il suo habitat offre i riferimenti più sicuri: una boscaglia piuttosto fitta, che suggerisce di proteggerla dal sole più forte, e suoli molto drenanti, spesso di origine calcarea, ma anche su scisti. Sono deduzioni tratte dall’habitat, non risultati di prove pubblicate. Le dimensioni delle foglie, che in natura raggiungono 2-5 m, vanno considerate nella scelta del posto, e i lunghi piccioli sottili fanno pensare a una posizione riparata dal vento, anche questo per deduzione. Una giovane pianta, con foglie molto più corte di quelle di un adulto, può essere tenuta in un vaso profondo, con un miscuglio molto drenante e luce intensa ma filtrata, e svernare al riparo dal gelo; anche queste indicazioni derivano dall’habitat e dalla scarsa tolleranza al gelo misurata in laboratorio, non da esperienze di coltivazione.
In Italia
Cycas bifida non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). L’unico riscontro di coltivazione trovato è un insuccesso: un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) riferisce sul forum Tropicamente di aver acquistato nel 2009 una giovane Cycas bifida da un vivaio inglese, di aver avuto nel luglio 2013 problemi di clorosi con questa specie e con Cycas debaoensis, e nel maggio 2014 che la pianta, tenuta a mezz’ombra, era morta dopo il deterioramento delle foglie, forse per clorosi. Nessuna esperienza con la specie pura è stata pubblicata nemmeno nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: il forum Fous de palmiers parla solo di ibridi e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Moltiplicazione
Come tutte le Cycas, Cycas bifida è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Nelle fonti pubblicate non ci sono dati di germinazione propri della specie né resoconti di moltiplicazione per polloni. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; preferite semi raccolti su piante coltivate, tenendo presente che i semi di collezioni miste possono essere ibridi (vedi Ibridi).
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie, tra cui Aulacaspis yasumatsui, minacciano tutte le Cycas coltivate, ma nelle fonti pubblicate non sono stati segnalati attacchi su questa specie in particolare. Il coltivatore di Ravenna citato sopra attribuiva i suoi problemi a una clorosi, senza una diagnosi confermata.
Rusticità
In coltivazione non è stata misurata alcuna soglia di resistenza al freddo per Cycas bifida. Due studi cinesi di laboratorio danno una risposta relativa: esposte al freddo e poi al gelo, le sue piante hanno mostrato un forte calo dell’attività fotosintetica, scesa a zero dopo il periodo di recupero, e lipidi di membrana molto più alterati di quelli di Cycas panzhihuaensis, la specie di riferimento per la tolleranza al freddo nel genere (Zheng e colleghi, BMC Plant Biology, 2021); lo stesso contrasto è emerso con un gelo inatteso (Wu e colleghi, Frontiers in Plant Science, 2023). Cycas bifida è quindi nettamente meno tollerante al gelo di Cycas panzhihuaensis, ma questi studi non forniscono una temperatura utilizzabile in giardino.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione della specie pura all’aperto, né in Italia né nel sud della Francia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Finché non saranno pubblicati risultati, consideratela sensibile al gelo e fatela svernare al riparo.
Riferimenti internazionali
Nessuna fonte affidabile le attribuisce una zona di rusticità USDA, e non è documentato alcun episodio di gelo datato negli Stati Uniti o in Australia. Gli orti americani che la coltivano (Florida, California, Hawaii) non hanno pubblicato dati sul freddo.
Tossicità e precauzioni
Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas bifida. Il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas bifida. Hill (2008) osserva soltanto che rarità e portamento insolito ne fanno una pianta molto apprezzata dai collezionisti.
Domande frequenti
Perché le foglioline di Cycas bifida sono forcute?
Perché si dividono per dicotomia vicino alla base, fino a tre volte secondo Hill (2008); bifida significa «forcuta». Il carattere ricorre in alcune specie cinesi e vietnamite affini e in una forma orticola giapponese di Cycas revoluta.
Come distinguerla da Cycas micholitzii?
È più grande, con foglioline più lunghe, più larghe, più morbide e più lucide e coni maschili più grandi, con scaglie per lo più senza spina; Cycas micholitzii cresce nel Vietnam centrale e nel Laos. Le due specie sono state confuse fino alle revisioni di Hill del 2004 e del 2008.
È la stessa pianta di Cycas multipinnata o di Cycas debaoensis?
No. In quelle due specie le foglioline sono a loro volta divise in modo pennato, mentre in Cycas bifida sono solo forcute. In natura esistono però sciami ibridi con Cycas multipinnata.
Che rapporto c’è con Cycas multifrondis?
Hill (2008) vedeva nel tipo di Cycas multifrondis una forma ibrida tra Cycas bifida e Cycas dolichophylla ed escludeva quel nome dalle specie; The World List of Cycads la accetta oggi come specie distinta.
È rustica in Italia?
Non secondo i dati disponibili. Non è stata misurata alcuna soglia all’aperto e gli studi di laboratorio mostrano che sopporta il gelo molto meno di Cycas panzhihuaensis; fatela svernare al riparo dal gelo.
È minacciata?
Sì. L’IUCN la classifica vulnerabile (2022), perché raccolta e disboscamento hanno impoverito molte popolazioni, anche se resta localmente frequente, soprattutto in Vietnam.
È velenosa?
Sì, va considerata tale. Non esistono analisi su questa specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose per persone e animali, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Cycas resistenti al freddo: 5 specie per il nord Italia: le specie più tolleranti al gelo, tra cui Cycas panzhihuaensis, con cui Cycas bifida è stata confrontata in laboratorio.
- Aulacaspis yasumatsui — La cocciniglia asiatica delle cycas: identificazione, trattamento e prevenzione
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas bifida: https://cycadlist.org/scientific_name/69 — autore, pubblicazione (Bot. Rev. 70(2): 161-163, 2004), etimologia secondo Haynes (2022), basionimo, distribuzione per provincia, stato IUCN (VU A2cd). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee dell’IUCN, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas bifida: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/14010/legal — Appendice II della CITES, Allegato B dell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas bifida: https://api.gbif.org/v1/species/2683296/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (VU), ripresa dall’IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 19 ottobre 2026.
- Fairchild Tropical Botanic Garden, Garden Explorer, Cycas bifida: https://fairchild.gardenexplorer.org/taxon-200987.aspx — un’accessione (2021-0747). Catalogo dell’orto, affidabile per la presenza; consultato nell’ottobre 2026.
- Montgomery Botanical Center, catalogo della collezione vivente: https://www.montgomerybotanical.org/research/living-collection/ — tre accessioni (94717, 94719, 941444). Catalogo dell’orto, affidabile per la presenza; consultato nell’ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Cycas bifida e Cycas debaoensis»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-bifida-e-cycas-debaoensis/page/2/ — insuccesso di una giovane pianta a Ravenna (messaggio del maggio 2014). Riscontro di coltivazione isolato e datato, citato senza nome.
- Tropicamente, discussione «Le foglie nuove delle Cycadacee»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/page/3/ — clorosi su Cycas bifida e Cycas debaoensis riferita dallo stesso coltivatore di Ravenna (luglio 2013). Riscontro isolato, citato senza nome.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità di Cycas revoluta per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario statunitense, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Revisione di riferimento per la Cina: descrizione, chiave, storia del nome, caratteri distintivi, habitat, ibridi, nomi esclusi, conservazione, nomi cinesi; testo integrale consultato.]
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- Nguyen, H.T. (2010). Cycas bifida. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42059A10615518. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42059A10615518.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]