Cycas segmentifida

Cycas segmentifida è una cicadea del sud-ovest della Cina, diffusa nelle valli del bacino del fiume You, tra l’ovest del Guangxi, il sud del Guizhou e il sud-est dello Yunnan, e forse presente anche nel nord del Vietnam. Questa specie del genere Cycas, dal fusto in gran parte sotterraneo, fu descritta nel 1995 da D.Y. Wang e C.Y. Deng. Due caratteri la rendono riconoscibile: il picciolo delle foglie dell’anno, bluastro e spesso pruinoso, e la lamina dei macrosporofilli, profondamente divisa in segmenti a volte biforcati, da cui il nome. È al centro di un gruppo di specie descritte nella stessa regione, oggi in gran parte ricondotte a lei, come Cycas multifida e Cycas xilingensis. La IUCN la considera in pericolo.

In sintesi: Cycas segmentifida

  • Nome accettato: Cycas segmentifida D.Yue Wang & C.Y.Deng (1995), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas multifida, Cycas xilingensis (1997), Cycas longiconifera (1998) e, secondo The World List of Cycads, anche Cycas acuminatissima (1998) e Cycas crassipes (1999), che Hill (2008) attribuisce invece a Cycas sexseminifera; Cycas longlinensis (1997) le è stata a lungo attribuita (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; in cinese 叉孢苏铁 (cha bao su tie), secondo la Flora of China
  • Distribuzione naturale: Cina (ovest del Guangxi, sud del Guizhou, sud-est dello Yunnan); presenza nel nord del Vietnam incerta
  • Stato IUCN: in pericolo (EN); valutazione di H.T. Nguyen (2010, criterio A2cd), confermata dalla valutazione più recente di J.D. Bösenberg (2020)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun valore pubblicato da una fonte scientifica; una piantina ha sopportato circa −4 °C sotto tunnel e velo vicino a Nantes, nella Francia occidentale; una pianta persa per marciume in Emilia-Romagna (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, mezz’ombra di foreste di latifoglie o miste, su pendii ripidi, da calcare a scisti e arenarie, tra 600 e 900 m (Flora of China)
  • Portamento e dimensioni: fusto sotterraneo o corto (fino a 0,5-0,7 m fuori terra); foglie di 1,20-3,30 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; un solo riscontro di coltivazione sul forum Tropicamente
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas segmentifida?

Dal picciolo e dai macrosporofilli. Secondo la Flora of China il picciolo è blu nel primo anno, poi verde; Feng, Liu e Gong (2016), riprendendo la descrizione originale, lo dicono di solito pruinoso. La lamina sterile dei macrosporofilli, ovata o arrotondata, è profondamente pettinata e i suoi segmenti laterali sono a volte biforcati o divisi in modo dicotomico; è questa divisione ad aver dato il nome alla specie. Hill (2008) la distingue dalle altre Cycas cinesi della sezione Stangerioides per i semi piccoli, le foglioline larghe, piatte sul rachide e a margine piatto od ondulato, e la grande lamina dei macrosporofilli con una larga spina apicale.

Le descrizioni pubblicate non coincidono del tutto. Per Hill (2008) il fusto è assente o arriva a 0,5 m, con 10-23 cm di diametro; le foglie, verde scuro molto lucido, misurano 1,20-2,80 m e portano da 80 a 190 foglioline; il picciolo, di 40-140 cm, è spinoso quasi per tutta la lunghezza. Le foglioline mediane sono lunghe 12-42 cm e larghe 9-20 mm, nettamente bicolori, con margini piatti o talvolta ondulati. La Flora of China descrive un fusto sotterraneo che sporge fino a 70 cm, foglie di 2-3,3 m con 55-110 paia di foglioline larghe 1,2-1,8 cm e un picciolo di 0,6-1,5 m con 25-55 spine per lato.

I coni maschili, gialli, fusiformi o strettamente ellissoidi, misurano 30-60 cm per 5-12 cm, con microsporofilli molli. I macrosporofilli, lunghi 10-25 cm e coperti da una peluria giallastra o bruna, portano da 2 a 8 ovuli glabri; la lamina, di 5-13 cm, ha da 16 a 45 segmenti laterali e una spina apicale distinta. I semi, quasi sferici, misurano 28-35 mm per 24-30 mm, con un tegumento carnoso giallo pallido, senza strato fibroso, e un guscio duro finemente verrucoso (Hill 2008; Flora of China).

Ibridi

Nessun ibrido è documentato, né in natura né in coltivazione. La difficoltà della specie riguarda piuttosto i suoi confini: diverse piante della stessa regione, descritte separatamente, si sono rivelate forme di un’unica specie variabile (vedi Tassonomia).

Possibili confusioni

La confusione più frequente è con Cycas guizhouensis. Secondo Feng, Liu e Gong (2016) le due specie occupano bacini diversi, il fiume You per Cycas segmentifida e il fiume Nanpan per Cycas guizhouensis, e si distinguono facilmente per foglie e macrosporofilli. Gli stessi autori, citando Jones (1998), attribuiscono a Cycas guizhouensis coni maschili fusiformi, coni femminili lassi e aperti, sporofilli densamente pelosi e un lobo apicale quasi rotondo; Hill (2008) descrive però anche i coni maschili di Cycas segmentifida come fusiformi, per cui questo carattere da solo non basta.

La Flora of China la confronta con due altre specie. Da Cycas szechuanensis si distingue per il fusto sotterraneo, i piccioli giovani blu e le foglioline più larghe. È vicina a Cycas balansae, ma ha un areale più ampio e più settentrionale, piccioli giovani blu con spine molto più corte e macrosporofilli più numerosi (30-50 insieme), con più segmenti sulla lamina sterile.

Tassonomia

Cycas segmentifida è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. D.Y. Wang e C.Y. Deng l’hanno descritta nel 1995 sulla rivista Encephalartos (43: 11-14), su una pianta coltivata all’orto botanico della Cina meridionale, a Canton (Wang e Peng 2967, 16 maggio 1994; olotipo all’erbario SZG). La descrizione originale non è stata letta: è citata da The World List of Cycads e da Hill (2008). Hill colloca la specie nella sezione Stangerioides, il gruppo delle Cycas cinesi e vietnamite con coni maschili molli, ovuli glabri, tegumento carnoso privo di strato fibroso e guscio verrucoso.

Negli anni successivi, nella stessa regione, furono descritte su uno o due caratteri diverse specie molto simili: Cycas longlinensis, Cycas multifida e Cycas xilingensis nel 1997, Cycas longiconifera e Cycas acuminatissima nel 1998, Cycas crassipes nel 1999. Chen e Stevenson (1999), nella Flora of China, hanno riunito a Cycas segmentifida le cinque descritte nel 1997 e nel 1998. Hill (2008) ha seguito questa scelta, tranne per Cycas acuminatissima, e ha attribuito a Cycas sexseminifera sia questo nome sia Cycas crassipes: i loro tipi provengono dall’areale di quest’ultima e le illustrazioni dei protologhi le corrispondono (Hill 2008, pp. 108-109).

Lo studio molecolare di Feng, Liu e Gong (2016), su DNA del cloroplasto, geni nucleari e microsatelliti di otto taxa del «complesso di Cycas segmentifida», ha riconosciuto soltanto due specie: Cycas guizhouensis, che include Cycas longlinensis, e Cycas segmentifida, che include gli altri cinque taxa. The World List of Cycads segue oggi questa delimitazione: elenca come sinonimi acuminatissima, crassipes, longiconifera, multifida e xilingensis, non longlinensis. Species+ cita invece ancora longlinensis tra i sinonimi. In pratica, una pianta venduta come Cycas multifida o Cycas xilingensis va oggi chiamata Cycas segmentifida, mentre una Cycas longlinensis corrisponde, secondo questo studio, a Cycas guizhouensis.

Un secondo studio degli stessi autori (Feng et al. 2017), su 14 popolazioni, ha trovato una diversità genetica elevata e due unità evolutive all’interno della specie, con aplotipi differenziatisi nel Pleistocene medio, ma senza una netta struttura geografica.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino segmentum, «segmento», e fidus, «diviso», con riferimento alle spine laterali della lamina dei macrosporofilli, finemente ramificate in modo dicotomico (The World List of Cycads, da Haynes 2022; Hill 2008).

La storia della specie è legata alla coltivazione: il tipo proviene da una pianta coltivata all’orto botanico della Cina meridionale. Hill (2008) ritiene che una specie non identificata segnalata nel 1991 nella contea di Longlin, nel nord-ovest del Guangxi, corrispondesse probabilmente a questa.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. La Flora of China riporta il nome cinese 叉孢苏铁 (cha bao su tie).

In natura

Cycas segmentifida vive nel sud-ovest della Cina, soprattutto lungo il fiume You, nel sud-ovest del Guizhou, nel nord-ovest del Guangxi e nell’est dello Yunnan (Feng et al. 2016). Le popolazioni campionate con questo nome da Feng e colleghi si trovano a Wangmo (Guizhou), a Funing e a Guangnan (Yunnan) e a Tianlin (Guangxi); Hill (2008) cita anche raccolte della contea di Xilin, nel Guangxi, località tipo di Cycas xilingensis e di Cycas multifida. Secondo Hill (2008) era un tempo estremamente diffusa nell’ovest del Guangxi e si spingeva in misura limitata nel Guizhou meridionale e nello Yunnan orientale. The World List of Cycads e Species+ indicano anche il Vietnam, il primo con un punto interrogativo.

Cresce su substrati diversi, dal calcare agli scisti, di solito su pendii ripidi nella parte bassa delle valli, con un suolo spesso scheletrico; la vegetazione va dalla foresta sempreverde chiusa ai boschi misti, oggi per lo più degradati in prateria o boscaglia secondaria (Hill 2008). La Flora of China la indica su suoli lateritici derivati da arenaria, in mezz’ombra in foreste di latifoglie o miste, tra 600 e 900 m; l’impollinazione avviene da marzo a giugno e i semi maturano a novembre-dicembre.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas segmentifida in pericolo (EN). The World List of Cycads cita la valutazione di H.T. Nguyen (2010), con il criterio A2cd, cioè un forte declino della popolazione dovuto alla riduzione dell’habitat e allo sfruttamento. Esiste una valutazione più recente, di J.D. Bösenberg (datata 2020 e pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa), che non è stato possibile leggere; la categoria «in pericolo» risulta tuttora nei dati della Lista rossa distribuiti da GBIF (consultazione del 13 ottobre 2026). Donaldson (2003) la classificava ancora vulnerabile (VU), e diverse compilazioni riportano questa categoria superata.

Hill (2008) descrive una specie un tempo moderatamente abbondante in gran parte del Guangxi occidentale, ma oggi fortemente impoverita. Feng et al. (2017) ricordano che le Cycas cinesi sono minacciate dalla raccolta eccessiva, per il fusto commestibile e per l’uso ornamentale, e dalla distruzione dell’habitat a favore delle colture commerciali; raccomandano la conservazione dell’habitat, la raccolta di semi o plantule dalle diverse popolazioni e la sensibilizzazione degli agricoltori locali.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas segmentifida rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

È coltivata in Cina, come mostra il suo stesso tipo, nato da una pianta dell’orto botanico della Cina meridionale, e Hill (2008) cita esemplari coltivati nelle città della regione, raccolti nei dintorni. Nessuna istituzione consultata ha però pubblicato consigli di coltivazione. L’habitat descritto dalle flore, su pendii ben drenati in mezz’ombra, fa pensare a una pianta che teme i ristagni, ma è una deduzione, non un dato di coltivazione.

In Italia

Cycas segmentifida non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), né con questo nome né con i suoi sinonimi. Sul forum Tropicamente la specie compare una sola volta: un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, Italia), che indica una zona di rusticità USDA 8a/8b, riferisce nel maggio 2011 di aver perso una Cycas segmentifida per marciume, in un ambiente che descrive come molto umido d’inverno. Non precisa se la pianta fosse in vaso o in piena terra, né la data o le temperature. È un riscontro isolato, che non permette di trarre una regola.

Moltiplicazione

Per seme, l’unico metodo documentato per le Cycas di questa sezione; non sono stati pubblicati tempi né tassi di germinazione propri della specie. La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate. L’unico problema riportato in coltivazione in Italia è il marciume, in un inverno umido (vedi In Italia).

Rusticità

Nessuna fonte scientifica indica un valore di resistenza al freddo per Cycas segmentifida. Vive in valli subtropicali tra 600 e 900 m di quota, ma nessuna fonte indica le temperature minime sopportate in natura; l’unico dato trovato è il riscontro di un coltivatore francese su una piantina tenuta al riparo (vedi sotto).

In Italia e nel sud della Francia

L’unico riscontro italiano è quello del coltivatore di Ravenna citato sopra: una pianta persa per marciume, in un clima umido, senza indicazione di temperatura. Non è stato pubblicato alcun altro risultato in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Sul forum francese Fous de palmiers l’unico riscontro viene dalla Francia occidentale: un coltivatore della regione di Nantes (Loira Atlantica, Francia), a sud della Loira, riferisce nel settembre 2013 che una piantina nata dalla sua semina del 2012 ha passato l’inverno 2012-2013 in un tunnel, sotto un velo di protezione, con una minima di circa −4 °C, senza danni. È una pianta giovanissima coltivata al riparo: il dato non dice nulla sulla tenuta di una pianta adulta in piena terra. Nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stato trovato alcun riscontro, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Al di fuori dell’Italia e della Francia non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato. Le zone di rusticità USDA talvolta indicate in rete non sono sostenute da alcuna fonte verificabile.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas segmentifida. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nessun uso proprio della specie è documentato in modo affidabile. Feng et al. (2017) ricordano soltanto, per le Cycas cinesi in generale, la raccolta per il fusto commestibile e per l’ornamento. Vista la tossicità del genere, questa notizia non è in alcun modo una raccomandazione.

Domande frequenti

Che cosa significa segmentifida?

«Divisa in segmenti», dal latino: allude alle spine laterali dei macrosporofilli, profondamente divise e talvolta biforcate.

Come si riconosce?

Dal picciolo bluastro e spesso pruinoso delle foglie dell’anno e dalla grande lamina dei macrosporofilli, pettinata in molti segmenti talvolta forcuti.

Dove cresce allo stato spontaneo?

Nel sud-ovest della Cina, lungo il bacino del fiume You, tra Guangxi, Guizhou e Yunnan; la presenza nel nord del Vietnam è incerta.

Cycas multifida e Cycas xilingensis sono specie diverse?

No. Sono sinonimi di Cycas segmentifida, secondo la Flora of China, Hill (2008), gli studi molecolari del 2016 e The World List of Cycads.

In che cosa si distingue da Cycas guizhouensis?

Dall’areale e dagli organi riproduttivi. Le due specie vivono in bacini diversi (fiume You e fiume Nanpan) e differiscono per foglie e macrosporofilli; gli studi molecolari le separano nettamente.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo: l’habitat è in gran parte degradato e le popolazioni sono state impoverite dalla raccolta.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non è documentato. L’unico dato sul freddo riguarda una piantina che ha sopportato circa −4 °C sotto tunnel e velo vicino a Nantes, e l’unico riscontro italiano è una pianta morta di marciume a Ravenna; nessuna prova in piena terra è stata pubblicata, ed è più prudente tenerla al riparo dall’umidità invernale.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Wang, D.Y. & Deng, C.Y. (1995). [Cycas segmentifida]. Encephalartos 43: 11-14. [Protologo; non consultato (rivista non disponibile in rete), citato da The World List of Cycads e da Hill (2008).]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Descrizione, sinonimia, distribuzione, habitat, statuto (pp. 85-86), chiave; attribuzione di Cycas acuminatissima e Cycas crassipes a Cycas sexseminifera (pp. 108-109); testo integrale consultato.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Trattamento consultato nella versione in linea.]
  • Feng, X., Liu, J. & Gong, X. (2016). Species delimitation of the Cycas segmentifida complex (Cycadaceae) resolved by phylogenetic and distance analyses of molecular data. Frontiers in Plant Science 7: 134. doi:10.3389/fpls.2016.00134 [Delimitazione del complesso, caratteri distintivi, popolazioni studiate; testo integrale consultato (PMC4753401).]
  • Feng, X., Liu, J., Chiang, Y.-C. & Gong, X. (2017). Investigating the genetic diversity, population differentiation and population dynamics of Cycas segmentifida (Cycadaceae) endemic to Southwest China by multiple molecular markers. Frontiers in Plant Science 8: 839. doi:10.3389/fpls.2017.00839 [Diversità genetica, due unità evolutive, minacce, raccomandazioni di conservazione; testo integrale consultato (PMC5437697).]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas segmentifida. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42065A10641637. [Valutazione EN A2cd; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Bösenberg, J.D. (2020). Cycas segmentifida. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42065A69156855. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42065A69156855.en [Valutazione più recente; metadati Crossref consultati, testo non consultato (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]