Zamia obliqua

Zamia obliqua è una cicadea arborescente delle foreste pluviali di pianura di Panama e della Colombia occidentale, dove cresce nel sottobosco dal livello del mare fino a circa 500 m. Questa specie del genere Zamia si riconosce dal tronco diritto, sottile e grigiastro, che negli esemplari più grandi della Colombia raggiunge i 5 m, e dalle foglioline cartacee di un verde lucido, a base obliqua e finemente dentate verso la punta. Descritta nel 1875 dal botanico tedesco Alexander Braun su piante portate dalla Colombia da Gustav Wallis, è stata a lungo confusa con Zamia manicata. La IUCN la considera a minor preoccupazione (LC), ma a Panama le sue popolazioni sono sparse e spesso ridotte a relitti. In Italia non risulta coltivata in alcun orto botanico.

In sintesi: Zamia obliqua

  • Nome accettato: Zamia obliqua A.Braun (1875), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Zamia obliqua Regel ex Ducos (1877), omonimo posteriore illegittimo, ricondotto a questa specie; il nome è stato inoltre applicato per errore a Zamia manicata (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «maizito» nel Chocó colombiano (Flora de Colombia), «chigua macho» e «maicito» in spagnolo (Species+)
  • Distribuzione naturale: Colombia (Antioquia, Chocó, Valle del Cauca), Panama (Colón, Darién, Panamá Oeste) e, secondo The World List of Cycads, Costa Rica (Puntarenas), una presenza discussa (vedi In natura)
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC, 2022)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Zamiaceae, semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; quota di esportazione zero fissata da Panama per gli esemplari prelevati in natura
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foreste pluviali primarie e secondarie di pianura e di foreste semidecidue di bassa quota; in coltivazione, substrato drenante da neutro ad acido (consiglio di gruppo di un vivaio specializzato)
  • Portamento e dimensioni adulte: tronco aereo alto da 0,5 a 5 m e largo da 5 a 12 cm, da 5 a 20 foglie lunghe 1-2,5 m
  • In Italia: nessun orto botanico; nessun riscontro di coltivazione
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia obliqua?

Il tronco sottile e diritto, le foglie numerose e le foglioline a base obliqua la separano dalle altre Zamia della sua regione. Le misure che seguono vengono dalla trattazione della specie nella Flora de Colombia (Stevenson, 2001), basata su piante colombiane; la descrizione originale di Braun, più breve, se ne discosta su diversi punti (vedi più avanti).

Tronco

La pianta è arborescente: il tronco è alto da 0,5 a 5 m, ma largo soltanto da 5 a 12 cm. La Flora de Colombia lo descrive diritto, sottile, liscio e grigiastro, e considera la specie una delle più spettacolari dei neotropici. Lo studio filogenetico di Lindstrom e collaboratori (2024) cita Zamia obliqua come esempio attuale di cicadea a fusto sottile e spesso ramificato. I catafilli, piccole foglie squamiformi che proteggono la gemma, hanno base triangolare e punta lungamente acuminata e misurano 3-5 cm per 2-3 cm.

Foglie e foglioline

Ogni pianta porta da 5 a 20 foglie lunghe da 1 a 2,5 m. Il picciolo, di 30-70 cm, è armato di numerose spine corte; il rachide porta spine nel terzo inferiore e da 10 a 20 paia di foglioline. Le foglioline mediane, da ellittiche a obovate, misurano 5-10 cm di lunghezza per 3-6 cm di larghezza: cartacee, prive di solchi, sessili, hanno base obliqua cuneata, punta acuminata e margine finemente dentato nel terzo superiore, di un verde lucido. La base obliqua è il carattere più costante della specie e permette di distinguere le piante giovani, ancora senza tronco, da Zamia ulei, che ha foglioline a base simmetrica.

Il testo della Flora de Colombia contiene però una contraddizione: la descrizione parla di foglioline a base obliqua, mentre il commento finale cita «foglioline simmetriche» tra i caratteri distintivi; la chiave delle specie della stessa flora, invece, usa foglioline «falcate e a base obliqua».

Coni e semi

La specie è dioica, con piante maschili e piante femminili distinte. I coni maschili, da giallastri a bruno chiaro, da cilindrici a ovoidi-cilindrici, misurano 4-6 cm per 1-1,5 cm e stanno su un peduncolo corto, di 2-4 cm. Le loro squame fertili (microsporofilli) portano sacche polliniche su entrambe le facce, un carattere che le separa da quelle di Zamia manicata, fertili soltanto sulla faccia inferiore. I coni femminili, dello stesso colore, misurano 15-25 cm per 5-8 cm. I semi, ovoidi e rossi, misurano 1-1,5 cm per 0,5-0,8 cm. Il numero cromosomico è 2n = 18 (Norstog, 1980, citato dalla Flora de Colombia).

Che cosa diceva la descrizione originale

La diagnosi in tedesco di Braun (1875) descrive una specie «più piccola» di Zamia wallisii, con fusto piuttosto sottile che porta più foglie insieme, picciolo «inerme», 2 paia di foglioline nelle piante giovani e da 4 a 6 paia in quelle più vecchie. Le foglioline, sottili, poco coriacee e verde lucido, sono oblungo-ovate, «un po’ disuguali», ristrette in un breve picciolo e terminate da una lunga punta a forma di coda; sono dentate nella metà superiore, con denti molto acuti e ravvicinati, e hanno 25-30 nervature, né incavate sopra né sporgenti sotto. Braun aggiunge soltanto «nella regione calda». Il picciolo senza spine e il piccolo numero di foglioline si allontanano nettamente dalla descrizione del 2001 (picciolo armato, 10-20 paia); nessuna pubblicazione spiega questa differenza.

Ibridi

Nessun ibrido naturale o orticolo di Zamia obliqua è documentato. A Panama la specie vive tuttavia in ampia simpatria con Zamia imperialis e con Zamia pseudoparasitica nel centro-nord del paese (Taylor e colleghi, 2012); questi autori hanno osservato che i coni di una specie possono attirare gli impollinatori di altre specie, ma non ne hanno tratto alcuna conclusione su un’ibridazione.

Possibili confusioni

Le confusioni documentate riguardano soprattutto specie della Colombia e di Panama:

  • Zamia manicata (Chocó, Antioquia, Darién): fusto sotterraneo, foglioline oblunghe lunghe fino a 35 cm, portate da un piccolo picciolo con un cercine semicircolare alla base della lamina, coni maschili su un lungo peduncolo (15-30 cm), coni femminili da vinaccia a porpora; secondo la Flora de Colombia le due specie non sono strettamente imparentate, nonostante la lunga confusione (vedi Tassonomia);
  • Zamia ulei (Amazzonia): le piante giovani e senza tronco di Zamia obliqua le somigliano, ma le sue foglioline, soltanto 3-6 paia, hanno base simmetrica e il fusto resta sotterraneo;
  • Zamia fairchildiana (Costa Rica, Panama occidentale): Lindström e collaboratori (2013) ritengono che l’unica raccolta costaricana attribuita a Zamia obliqua, una pianta senza tronco del golfo Dulce, sia piuttosto una giovane Zamia fairchildiana, specie molto abbondante in quella zona, le cui piante giovani hanno talvolta foglioline dentate;
  • Zamia stevensonii e Zamia elegantissima (Panama): queste due Zamia a tronco sono le parenti più strette secondo Lindstrom e collaboratori (2024); le foglie giovani di Zamia stevensonii spuntano bianche, quelle di Zamia elegantissima color crema (Taylor e colleghi, 2012).

Le foglioline di Zamia obliqua non sono pieghettate: basta questo per separarla dalle grandi Zamia panamensi a foglioline plissettate, come Zamia imperialis o Zamia skinneri.

Tassonomia

Zamia obliqua A.Braun è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il nome è stato pubblicato nel 1875 nei Monatsberichte der Königlich Preussischen Akademie der Wissenschaften zu Berlin (pagina 376), in appendice a una memoria di Braun sulle cicadee. L’olotipo, conservato a Berlino (B), è andato perduto durante la Seconda guerra mondiale (Acuña-Castillo, 2010); Stevenson e Sabato (1986) hanno quindi designato un neotipo, cioè un esemplare scelto per sostituirlo: la raccolta n. 1569 di Berthold Seemann, fatta a Cabo Corrientes, in Colombia, nel dicembre 1847, conservata al Natural History Museum di Londra (BM), con un isoneotipo a Kew (K).

Un omonimo e una lunga confusione

Due anni dopo Braun, un’altra Zamia obliqua, attribuita a Regel e pubblicata da Ducos nell’Illustration horticole (1877, volume 24, pagina 140, tavola 289), fu descritta a partire da una tavola. Questo nome posteriore è illegittimo; The World List of Cycads lo pone tra i sinonimi della specie di Braun.

La Flora de Colombia ricostruisce poi una confusione durata decenni con Zamia manicata. Nel 1932 Schuster mise Zamia manicata in sinonimia con Zamia obliqua e pubblicò una descrizione che univa i tronchi e i coni della seconda alle foglie della prima; a causa di questo errore, Schultes ridescrisse Zamia manicata nel 1958 con il nome di Zamia madida. Più tardi, la descrizione di Zamia obliqua data da Gómez (1982) corrispondeva ancora a Zamia manicata, e Stevenson giudica errata la sinonimia che ne derivava. Per il lettore la conseguenza è semplice: in opere vecchie il nome Zamia obliqua può indicare piante che sono in realtà Zamia manicata, e viceversa.

La Flora riassume inoltre la descrizione di Braun attribuendole foglioline sessili e fusti fino a 2,5 m; il testo di pagina 376 non indica invece alcuna altezza del fusto per Zamia obliqua e parla di foglioline «ristrette in un breve picciolo». Nessuna pubblicazione spiega questa differenza.

Posizione nel genere

Gli studi molecolari collocano Zamia obliqua tra le Zamia dell’istmo di Panama. Nel 2012 Taylor e colleghi la ponevano nel «clade di Panama», in mezzo a un gruppo di specie a foglioline pieghettate (Zamia dressleri, Zamia neurophyllidia, Zamia skinneri), benché le sue foglioline non lo siano. L’analisi di trascrittomi di Lindstrom e collaboratori (2024), la più recente, riunisce Zamia obliqua, Zamia elegantissima e Zamia stevensonii in un sottoclade, gruppo fratello di quello di Zamia dressleri e Zamia pseudoparasitica, in accordo con Calonje e collaboratori (2019); l’esemplare sequenziato proveniva dal Darién.

Taylor e colleghi (2012) lasciavano anche aperta una domanda: Zamia obliqua, il cui areale è frammentato dal centro di Panama fino al Chocó e a Cabo Corrientes, è una sola specie, oppure più specie vicine, nate in cladi diversi e divenute simili sotto pressioni ambientali comparabili? Per rispondere, secondo loro, bisognava campionare un numero maggiore di popolazioni. Un articolo divulgativo di Jay Vannini (2019) riprende questa ipotesi e osserva che le piante della zona del canale di Panama sono in genere più piccole.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino obliquus, «obliquo», ma le fonti non lo leggono allo stesso modo. Per Haynes (2022), ripreso da The World List of Cycads, allude «apparentemente» all’angolo obliquo con cui le foglioline sono inserite sul rachide; per la Flora de Colombia indica la base obliqua delle foglioline. Braun non spiega il nome; la sua diagnosi descrive foglioline «un po’ disuguali».

La specie è una delle tre cicadee scoperte nel 1873 dal raccoglitore Gustav Wallis nella Nuova Granada, l’attuale Colombia, e descritte da Braun nell’appendice della sua memoria del 1875, insieme a Zamia wallisii e a Zamia montana. Braun precisa che le tre specie erano allora coltivate presso l’orticoltore James Veitch: la pianta era quindi in coltivazione già al momento della descrizione, ma il seguito di questa introduzione non è documentato.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano. In spagnolo la Flora de Colombia riporta «maizito» nel Chocó, mentre Species+ indica «chigua macho» e «maicito». Secondo la stessa Flora, in Colombia diverse Zamia sono chiamate localmente «chigua», il che ha alimentato la confusione intorno a Zamia chigua: «chigua macho» non è dunque un nome esclusivo di questa specie.

In natura

Zamia obliqua vive nelle foreste pluviali di pianura, dal livello del mare a circa 500 m, da Panama fino al dipartimento colombiano del Valle del Cauca. The World List of Cycads la indica in Colombia (Antioquia, Chocó, Valle del Cauca), a Panama (Colón, Darién, Panamá Oeste) e in Costa Rica (Puntarenas).

In Colombia la Flora de Colombia la descrive nel sottobosco delle foreste pluviali primarie e secondarie, e nota che le Zamia capaci di sopportare ambienti molto umidi, come questa, hanno in genere un tronco ben sviluppato. Gli esemplari più grandi, alti fino a 5 m e con una chioma ampia, vengono dalle foreste pluviali di pianura della Colombia occidentale (Vannini, 2019, sulla base di Benavides e collaboratori, 2010).

A Panama, Taylor e colleghi (2012), che tra il 1998 e il 2010 hanno studiato più di 40 popolazioni di cicadee dell’istmo, la descrivono come un arbusto o un grande albero, presente in diversi siti isolati del Darién, con popolazioni relitte disgiunte vicino alla costa atlantica, nella zona del canale e nel nord-ovest dell’antica provincia di Panamá; Acuña-Castillo (2010) cita anche popolazioni disgiunte nella comarca Ngäbe-Buglé. Vi cresce in foresta sempreverde di pianura e in foresta semidecidua di bassa quota, sotto i 700 m. Secondo gli stessi autori è l’unica Zamia panamense con un areale ampiamente disgiunto, e la più diffusa dopo Zamia pseudoparasitica. Spiegano questa ampia distribuzione con impollinatori abbondanti e poco specializzati: coleotteri del genere Pharaxonotha e curculionidi vicini a Rhopalotria visitano i coni di Zamia obliqua.

Tang e colleghi (2024) hanno poi dato un nome a questi coleotteri. Nel centro e nell’est di Panama Zamia obliqua condivide Pharaxonotha panamensis con altre quattro Zamia di aspetto molto diverso (Zamia dressleri, Zamia elegantissima, Zamia nana e Zamia stevensonii), e lo stesso curculionide, Notorhopalotria panamensis, vive nei suoi coni maschili. Le popolazioni colombiane del Chocó ospitano un altro Pharaxonotha, non ancora descritto, il che va nel senso dell’ipotesi di più specie; i coleotteri del Panama occidentale e della Costa Rica, se esistono, non sono stati studiati. Gli autori ricordano anche esperimenti di scelta dei coni in cui il coleottero dell’habitat di Zamia dressleri si radunava sui coni di Zamia obliqua con la stessa facilità che su quelli di altre specie (Terry e colleghi, 2012).

Secondo la Flora de Colombia, soltanto gli individui più grandi formano coni femminili: le piante devono superare 1 m di altezza prima di riprodursi, ma poi la specie produce molti semi. Una popolazione colombiana è stata usata anche per uno studio di genetica quantitativa sull’ereditabilità di caratteri morfologici e fisiologici (Gómez-Lopera e López-Gallego, 2017).

Una presenza discussa in Costa Rica

Sul Costa Rica le fonti non sono d’accordo. Merello (2003) vi aveva segnalato la specie sulla base di una sola pianta senza tronco del golfo Dulce (R. Aguilar e collaboratori n. 2970). Lindström e collaboratori (2013) ritengono più probabile che questa raccolta sia una giovane Zamia fairchildiana: la località dista più di 300 km dalla stazione panamense più vicina e la consistenza delle foglioline è insolita; anche Taylor e colleghi (2012) non la contavano tra le specie del Costa Rica. La revisione delle Zamia del Costa Rica di Acuña-Castillo (2010), una tesi universitaria non pubblicata in rivista, accetta invece la specie per il paese sulla base della stessa raccolta, fatta nella bahía Chal, a Mogos de Osa: secondo l’autore le sue due foglie incomplete mostrano caratteri diagnostici (foglioline ellittiche, finemente dentate, con un breve picciolo senza ghiandola), e la specie dovrebbe essere prioritaria per la conservazione nel paese. The World List of Cycads mantiene il Costa Rica (Puntarenas) nell’areale e mostra una raccolta fotografata in quella provincia nel novembre 2013 (R. Aguilar n. 14685). Species+ cita soltanto la Colombia e Panama. La questione resta aperta.

Stato di conservazione e normativa

Zamia obliqua è classificata a minor preoccupazione (LC) nella Lista Rossa della IUCN, secondo la valutazione di C. López-Gallego datata 19 giugno 2020 e pubblicata nel 2022 (categoria confermata da GBIF il 18 ottobre 2026; la pagina della Lista Rossa non ha potuto essere consultata, accesso bloccato). Una valutazione precedente, di D.W. Stevenson, era stata pubblicata nel 2010; la sua categoria non ha potuto essere verificata.

Questo giudizio favorevole sull’insieme dell’areale non deve nascondere la situazione locale. Nel 2001 la Flora de Colombia riferiva che la specie era considerata in pericolo estremo a Panama per la distruzione dell’habitat, che si sapeva poco sulla consistenza delle popolazioni colombiane e che restava vulnerabile perché si riproducono soltanto le piante alte più di 1 m; ricordava anche che figurava nella Lista Rossa delle piante minacciate della IUCN del 1997. Nel 2012 Taylor e colleghi descrivevano ancora popolazioni panamensi ridotte a relitti. Secondo loro la deforestazione minaccia la sopravvivenza delle cicadee dell’istmo, quasi tutte piante di sottobosco, e in quasi tutte le popolazioni visitate hanno constatato distruzioni e prelievi illegali.

Sul piano normativo, Zamia obliqua rientra nell’Appendice II della CITES in virtù dell’iscrizione della famiglia Zamiaceae (escluse le specie dell’Appendice I), in vigore dal 4 febbraio 1977 secondo Species+. L’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026) esclude dai controlli, tra l’altro, i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente; il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie figura nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026; fino al febbraio 2017 era nell’Allegato A. Species+ segnala infine una misura nazionale più restrittiva di Panama: dal 19 giugno 2025 una quota di esportazione pari a zero si applica agli esemplari selvatici prelevati in natura (notificazione CITES n. 2025/079), salvo usi scientifici, personali, medici, educativi o giudiziari; ha sostituito una sospensione dei permessi di esportazione commerciale di esemplari selvatici decisa nel maggio 2023.

Queste informazioni generali, rilevate il 18 ottobre 2026, non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Zamia obliqua si coltiva in serra calda, in veranda riscaldata o in casa, in un ambiente luminoso; mai all’aperto tutto l’anno in Europa. Nessun orto botanico ha pubblicato indicazioni di coltivazione proprie della specie: quelle disponibili vengono da due fonti di coltivatori esperti.

Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca la specie nel gruppo delle Zamia dell’America centrale e delle foreste di bassa quota del Sudamerica, che giudica «difficile» fuori dai tropici, pur presentando Zamia obliqua come una specie arborescente «regolarmente disponibile in vivaio e di coltivazione abbastanza facile» (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:

  • substrato drenante, da neutro ad acido, e acqua da neutra ad acida;
  • notte: circa 22 °C, con brevi passaggi tollerati verso 15 °C;
  • giorno: 28-30 °C, fino a 34-35 °C per la maggior parte delle specie, con possibili danni alle foglie giovani durante i picchi di calore;
  • umidità dell’aria elevata, tra 70 e 90 %, per uno sviluppo ottimale.

Secondo la stessa fonte, i climi europei sono troppo freschi e troppo secchi per queste specie, anche d’estate, e una coltivazione in condizioni insufficienti dà una crescita debole, piante poco robuste e un rischio di marciume delle radici. Sono consigli d’esperienza per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia obliqua.

Jay Vannini (2019), naturalista e collezionista di cicadee centroamericane, la consiglia per il giardino tropicale, il giardino d’inverno o la serra calda; la cita tra le Zamia che restano ottime piante in vaso per tutta la vita, pur scrivendo, nella sua scheda della specie, che sopporterebbe bene la coltivazione in vaso «secondo quanto riferito». Mostra anche una pianta femminile con coni nel giardino d’inverno dello Huntington Botanical Garden, a Pasadena, in California. Nessuna fonte indica l’esposizione da adottare in coltivazione; poiché in natura la specie cresce nel sottobosco, se ne può dedurre che una luce filtrata le si addica più del pieno sole. Dato che il tronco può superare qualche metro, una grande pianta richiede col tempo una serra alta.

In Italia

Zamia obliqua non figura negli elenchi pubblicati degli orti botanici italiani che abbiamo potuto consultare: l’Index Seminum e gli articoli dell’Orto Botanico di Napoli, che ospita la collezione italiana di cicadee più ricca, la lista del 2009 dell’Orto Botanico di Messina, i cataloghi dei Giardini Botanici Hanbury alla Mortola e BGCI PlantSearch; queste collezioni sono presentate nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.

Non esiste quindi alcun riscontro di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso.

Moltiplicazione

La specie si moltiplica per seme, dopo l’impollinazione di una pianta femminile da parte di una pianta maschile con coni maturi nello stesso momento; in coltivazione l’impollinazione è di solito manuale. Non è stato pubblicato alcun protocollo di semina proprio di Zamia obliqua. Per le Zamia di Panama, Taylor e colleghi (2012) indicano che i semi hanno bisogno di un periodo di post-maturazione di qualche settimana dopo la disgregazione del cono e che, in un esperimento condotto all’Università di Panama su altre specie, il loro tasso di germinazione calava nel corso dell’anno fino a diventare trascurabile dopo dodici mesi: conviene quindi seminare semi freschi, liberati dall’involucro carnoso indossando i guanti. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale.

Malattie e parassiti

Non sono documentati malattie o parassiti propri della specie. In natura, a Panama, il principale erbivoro delle cicadee è il bruco della farfalla Eumaeus godarti, che divora foglie e coni; secondo Taylor e colleghi (2012) le piante attaccate si riprendono in genere in fretta. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume delle radici e del fusto in un substrato freddo e fradicio, e le cocciniglie. Tra queste, Aulacaspis yasumatsui, la cocciniglia asiatica delle cycas, capace di uccidere una cycas adulta in pochi mesi (vedi l’articolo collegato più in basso), annovera il genere Zamia tra le sue piante ospiti secondo la banca dati dell’OEPP, sulla base di Marler, Lindström e Watson (2021); non è stato segnalato alcun attacco su Zamia obliqua in particolare.

Rusticità

Zamia obliqua non è rustica: è una specie delle foreste tropicali umide di pianura, e non esiste alcun dato di resistenza al freddo, né in natura né in coltivazione. Le temperature indicate da Cycadales.eu per il suo gruppo (notti intorno a 22 °C, brevi passaggi verso 15 °C) descrivono le condizioni per una crescita sana, non un limite di sopravvivenza. Nelle foreste sempreverdi di pianura di Panama in cui vive, Taylor e colleghi (2012) riportano temperature comprese tra 24 e 30 °C.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto, né in Italia (coste liguri e tirreniche, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole) né nel sud della Francia, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Simon Lavaud nota che a Montpellier, perfino a luglio e agosto, le minime notturne si aggirano intorno a 19 °C, al limite per le specie del suo gruppo, e che i climi europei sono troppo secchi: un’esperienza francese che vale anche per le regioni italiane. In Italia Zamia obliqua va quindi considerata una pianta da serra calda o da interno riscaldato e umido tutto l’anno.

Riferimenti internazionali

Non è stata pubblicata alcuna rilevazione di freddo per la specie, in nessun paese. Perfino nella California meridionale l’esemplare citato da Vannini (2019) cresce al riparo del vetro, nel giardino d’inverno dello Huntington Botanical Garden. La piena terra è concepibile soltanto in un clima tropicale umido, del tutto privo di gelo.

Tossicità e precauzioni

Non è stato pubblicato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia obliqua. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: studi farmacologici citati da The Gymnosperm Database hanno trovato nelle Zamia glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo (vedi anche l’articolo del sito sulla tossicità delle cicadee, collegato più in basso), e l’ASPCA cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato in cani, gatti e cavalli; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nessun uso tradizionale proprio di Zamia obliqua è documentato. Il nome locale «maizito» è riportato dalla Flora de Colombia senza spiegarne l’origine né citare un uso.

Domande frequenti

Da dove viene il nome obliqua?

Dal latino obliquus, «obliquo». Secondo la Flora de Colombia si riferisce alla base obliqua delle foglioline; secondo Haynes (2022), ripreso da The World List of Cycads, alluderebbe piuttosto all’angolo obliquo con cui le foglioline sono inserite sul rachide. Braun, autore del nome, non l’ha spiegato.

Quanto diventa alta Zamia obliqua?

Fino a 5 m. La Flora de Colombia indica un tronco alto da 0,5 a 5 m e largo soltanto da 5 a 12 cm, con al massimo una ventina di foglie. Le piante della zona del canale di Panama sarebbero in genere più piccole.

Che differenza c’è con Zamia pseudoparasitica?

Il modo di vivere. Zamia obliqua è una pianta terrestre di sottobosco, con tronco aereo, secondo la Flora de Colombia e Taylor e colleghi (2012); nessuna pubblicazione la segnala come epifita. Zamia pseudoparasitica, con cui convive nel centro-nord di Panama, è invece l’unica cicadea epifita conosciuta e vive sui rami degli alberi. Le due specie sono comunque strettamente imparentate secondo Lindstrom e collaboratori (2024).

Come si distingue da Zamia manicata?

Facilmente, sulle piante adulte. Zamia manicata ha fusto sotterraneo, foglioline lunghe fino a 35 cm portate da un piccolo picciolo con un cercine e coni femminili porpora; Zamia obliqua ha un tronco aereo, foglioline sessili di 5-10 cm e coni bruno chiaro. I due nomi sono stati tuttavia confusi per decenni.

Cresce anche in Costa Rica?

È discusso. The World List of Cycads la indica nella provincia di Puntarenas, come la revisione di Acuña-Castillo (2010), ma Lindström e collaboratori (2013) ritengono che la vecchia raccolta costaricana fosse una giovane Zamia fairchildiana, e Species+ cita soltanto la Colombia e Panama.

È minacciata?

Non su scala mondiale: la IUCN la classifica a minor preoccupazione (LC, 2022). A Panama, però, le sue popolazioni sono sparse e spesso relitte, e la distruzione delle foreste ha a lungo fatto considerare la specie molto minacciata in quel paese.

Si può coltivare in Italia?

Sì, ma soltanto in serra calda e umida o in casa, al caldo tutto l’anno. Non si conosce alcuna resistenza al freddo, la piena terra non è possibile in nessuna regione italiana e non esiste alcun riscontro di coltivazione nel paese; le piante acquistate devono provenire da semina in coltivazione.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma nel genere Zamia sono stati trovati glicosidi tossici, e i semi delle cicadee sono la parte più pericolosa per persone e animali.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia obliqua: https://cycadlist.org/scientific_name/526 — autore, pubblicazione, neotipo (Seemann 1569, Cabo Corrientes, dicembre 1847, BM, isoneotipo K), distribuzione per paese e provincia, stato IUCN, etimologia (Haynes 2022), omonimo di Regel ex Ducos, raccolta costaricana del 2013. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 18 ottobre 2026.
  • Monatsberichte der Königlich Preussischen Akademie der Wissenschaften zu Berlin, 1875, copia digitalizzata diffusa da The World List of Cycads: https://cycadlist.org/storage/proto/Zamia_obliqua.pdf — descrizione originale di Braun (pagina 376): diagnosi in tedesco, scoperta di Wallis nel 1873, coltivazione presso James Veitch. Fonte primaria; pagina riletta sull’immagine il 18 ottobre 2026.
  • Flora de Colombia (Universidad Nacional de Colombia), trattazione di Zamia obliqua: https://www.biovirtual.unal.edu.co/floradecolombia/es/description/625/ — descrizione di D.W. Stevenson (2001): misure, neotipo, omonimo, cromosomi, habitat, altitudine, conservazione, nome locale, confronto con Zamia manicata e Zamia ulei. Flora nazionale; riletta il 18 ottobre 2026, insieme alla trattazione di Zamia manicata (description/621) e alla chiave del genere (description/613).
  • IntechOpen, Taylor e colleghi 2012, «Biogeographic Insights in Central American Cycad Biology»: https://doi.org/10.5772/32253 — distribuzione a Panama, tipi di foresta, impollinatori, simpatria, posizione nel clade di Panama, ipotesi di una o più specie, assenza dal Costa Rica, minacce. Capitolo di opera scientifica ad accesso libero; testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
  • Insecta Mundi, Tang, Skelley, Taylor B. e Salzman, «Review of Pharaxonotha Reitter inhabiting cones of the cycad Zamia L. in Panama» (2024): https://journals.flvc.org/mundi/article/view/135731 — Pharaxonotha panamensis e Notorhopalotria panamensis nei coni di Zamia obliqua, coleottero distinto nel Chocó, esperimenti di scelta dei coni. Rivista di entomologia con revisione paritaria; testo integrale letto il 25 ottobre 2026.
  • Repositorio Kérwá (Università del Costa Rica), Acuña-Castillo 2010, Revisión taxonómica y morfológica y distribución de Zamia (Zamiaceae) en Costa Rica: https://kerwa.ucr.ac.cr/handle/10669/84075 — raccolta costaricana (bahía Chal, Mogos de Osa) attribuita a Zamia obliqua, perdita dell’olotipo di Braun a Berlino, popolazioni panamensi. Tesi di laurea magistrale ad accesso libero, non pubblicata in rivista; testo integrale riletto il 18 ottobre 2026.
  • The Cycad Society, Lindström e collaboratori 2013 (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-nana.pdf — discussione della raccolta costaricana attribuita a Zamia obliqua. Articolo con revisione paritaria (Phytotaxa); testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
  • PubMed Central, Lindstrom e collaboratori 2024: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — esemplare del Darién, sottoclade che riunisce Zamia obliqua, Zamia elegantissima e Zamia stevensonii, fusto sottile e spesso ramificato. Articolo con revisione paritaria; passaggi riletti il 18 ottobre 2026.
  • Exotica Esoterica, «Central American and Panamanian Cycads in Field and Greenhouse» (Jay Vannini, 17 febbraio 2019): https://www.exoticaesoterica.com/magazine/central-american-and-panamanian-cycads-in-field-and-greenhouse — dimensioni in Colombia (secondo Benavides e collaboratori 2010), piante più piccole vicino al canale, coltivazione in vaso, pianta con coni allo Huntington Botanical Garden, dubbio sul Costa Rica. Articolo di un naturalista e collezionista, con fonti citate; valore indicativo per la coltivazione; letto il 18 ottobre 2026.
  • Cycadales.eu (Simon Lavaud), «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — Zamia obliqua nel gruppo delle foreste di bassa quota, disponibilità in vivaio e coltivazione «abbastanza facile», condizioni consigliate per il gruppo, minime estive di Montpellier. Vivaio specializzato francese: consigli d’esperienza per gruppo di specie; riletto il 18 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Zamia obliqua: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/23534/legal — Appendice II della CITES (iscrizione delle Zamiaceae) dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea dal 2017 (prima Allegato A); misure nazionali di Panama (2023, 2025); nomi spagnoli; distribuzione (Colombia, Panama). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata tramite la sua API pubblica il 18 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • GBIF (API), Zamia obliqua: https://api.gbif.org/v1/species/5284082/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista Rossa della IUCN (LC), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
  • The Gymnosperm Database (archivio dell’Università di Amburgo), Zamia: https://www-archiv.fdm.uni-hamburg.de/b-online/earle/za/za/index.htm — glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo, trovati nel genere da studi farmacologici. Pagina datata (1999) di una banca dati specializzata seria; dato a livello di genere.
  • Banca dati mondiale dell’OEPP, Aulacaspis yasumatsui, piante ospiti: https://gd.eppo.int/taxon/AULSYA/hosts — il genere Zamia figura tra le piante ospiti, secondo Marler, Lindström e Watson (2021). Organizzazione intergovernativa, affidabile.
  • ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea per cani, gatti e cavalli (cicasina, BMAA), citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.

Bibliografia

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