Zamia neurophyllidia

Zamia neurophyllidia è una cicadea dell’America centrale, presente sul versante caraibico dal Nicaragua meridionale a Panama, attraverso il Costa Rica, nelle foreste pluviali di pianura. Descritta nel 1993 da Dennis W. Stevenson, questa specie del genere Zamia, a lungo inclusa in Zamia skinneri, ha grandi foglioline sottili, profondamente pieghettate tra le nervature, da cui viene il nome. Appartiene al complesso di Zamia skinneri ed è una delle Zamia classificate a minor preoccupazione dalla IUCN (valutazione del 2022). In Italia figurava nel 2009 tra le cicadee dell’Orto Botanico di Messina.

In sintesi: Zamia neurophyllidia

  • Nome accettato: Zamia neurophyllidia D.W.Stev. (1993), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; le piante erano prima attribuite a Zamia skinneri
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Nicaragua (Río San Juan, Atlántico Sur), Costa Rica, Panama (Bocas del Toro); 100-200 m secondo la descrizione originale
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura foresta pluviale di pianura, talvolta inondata, e colline ripide coperte di foresta primaria; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni adulte: tronco fino a 2 m (1,5 m comunemente), di 5-12 cm di diametro; fino a 22 foglie di 61-180 cm (popolazioni vicine alla località tipo, 2008)
  • In Italia: elencata nel 2009 tra le cicadee dell’Orto Botanico di Messina; un coltivatore siciliano ne segnalava piante con coni nel 2007 (vedi In Italia)
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia neurophyllidia?

La si riconosce dalle foglioline grandi, ellittiche, sottili e profondamente pieghettate tra le nervature, verde vivo quando spuntano, e da un tronco aereo piuttosto sottile. Esistono però due descrizioni piuttosto diverse.

La descrizione originale (Stevenson, 1993) indica un tronco alto al massimo 60 cm e largo 6-12 cm, 3-10 foglie di 0,5-1 m, un picciolo lungo al massimo 30 cm, 5-8 (raramente 10) paia di foglioline ellittiche, quelle mediane di 12-20 cm per 6-10 cm (5-8 cm nella diagnosi latina). I coni maschili, da crema a fulvi, sono cilindrici o allungati e misurano 5-8 cm per 1-2 cm; i coni femminili, bruni e brevemente peduncolati, sono ovoido-cilindrici, di 10-15 cm per 3-4 cm; i semi, ovoidi, hanno un involucro carnoso rosso e misurano 1-1,5 cm.

Nel 2008 Taylor, Haynes e Holzman hanno mostrato che queste cifre erano state prese in parte su piante di altre regioni, oggi attribuite ad altre specie, e che lo stesso olotipo supera questi valori (foglioline mediane di 26,5-27,5 cm, cono femminile immaturo di 19 cm per 5 cm su un peduncolo di 6 cm, tutt’altro che corto). La loro nuova descrizione, basata su tre popolazioni vicine alla località tipo, presso Changuinola (Bocas del Toro), indica:

  • Tronco: fino a 2 m (1,5 m comunemente), di 5-12 cm di diametro, in genere solitario e più sottile che nelle altre specie del complesso.
  • Foglie: 61-180 cm, fino a 22 per corona (11,5 in media), con 6-11 paia di foglioline (8 in media), verde vivo e glabre quando spuntano, poi verde medio lucido; picciolo di 25,5-92 cm.
  • Foglioline: da ellittiche a oblungo-ellittiche, pieghettate tra le nervature, a margine dentato; le mediane misurano 20-31,3 cm per 6,1-10,5 cm.
  • Coni femminili: solitari, cilindrico-globosi, eretti, di 13,2-20 cm per 5,7-7,2 cm, prima coperti da una peluria fulva, poi bruno medio, su un peduncolo di 7,5-15,5 cm.
  • Semi: da ovoidi a globosi, di 1,8-2,5 cm per 0,9-1,5 cm, con involucro carnoso rosso vivo; da 120 a oltre 220 per cono.
  • Coni maschili: non ancora osservati in quelle popolazioni.

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido. Nel 2015 un coltivatore francese che aveva osservato le Zamia di Bocas del Toro riteneva «molto probabile» che Zamia nesophila si incroci con Zamia neurophyllidia sulla terraferma; nessuna pubblicazione lo conferma.

Possibili confusioni

La confusione più antica riguarda Zamia skinneri, di cui Zamia neurophyllidia è stata considerata a lungo una semplice forma nana. Entrambe hanno foglie giovani verdi e foglioline largamente ellittiche, profondamente nervate. Secondo Stevenson (1993) Zamia neurophyllidia resta più piccola da adulta; tra i caratteri invocati per separarle c’è anche il numero di cromosomi (2n = 18 contro 22), ma Taylor e collaboratori (2008) giudicano questo argomento fragile, perché i conteggi pubblicati riguardavano piante del Costa Rica e non le popolazioni panamensi delle due specie.

Diverse popolazioni un tempo attribuite a Zamia skinneri sono state poi descritte come specie a sé. Quelle con foglie giovani rosse o brune e foglioline molto grandi appartengono ad altre specie del complesso, come Zamia imperialis; Zamia hamannii ha foglie giovani da rosso rosato ad arancio con peluria argentea, mentre Zamia nesophila, anch’essa a foglie giovani verdi, vive sulle spiagge delle isole di Bocas del Toro e non nella foresta della terraferma.

Tassonomia

The World List of Cycads accetta il nome Zamia neurophyllidia; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu descritta nel 1993 da Dennis W. Stevenson sulla rivista Brittonia (volume 45, fascicolo 1, pagina 10), in uno studio dedicato alle Zamiaceae di Panama. L’olotipo (n. 3078), raccolto il 18 gennaio 1980 nella provincia di Bocas del Toro, è conservato nell’erbario dell’università di Panama (PMA), con un isotipo a New York (NY).

Stevenson separò Zamia neurophyllidia da Zamia skinneri, di cui era considerata una varietà nana. Ne faceva una versione ridotta di Zamia skinneri: nella località tipo e nei dintorni le piante avevano mantenuto la loro piccola taglia da adulte per quasi trent’anni, e la trattava come una specie endemica locale, sorella di Zamia skinneri, nata da un adattamento a un ambiente umido di pianura (Stevenson, 1993).

Nel 2008 A.S. Taylor B., J.L. Haynes e G. Holzman hanno riesaminato l’intero complesso di Zamia skinneri partendo dalle popolazioni di Bocas del Toro, e hanno descritto tre specie nuove tratte da piante fino ad allora attribuite a Zamia skinneri: Zamia hamannii, Zamia nesophila e Zamia imperialis. Per Zamia neurophyllidia hanno avanzato un’ipotesi di «nanismo artificiale»: vicino alla località tipo, gli abitanti tagliano da tempo i fusti delle cicadee per usarne la mucillagine come colla, e la maggior parte delle piante portava segni di colpi di machete; nel gennaio 2008, nella foresta meglio conservata, piante con tronco di oltre 1,5 m erano comuni. Gli autori concludono comunque che le piante della regione di Changuinola, pur non essendo nane, sono abbastanza diverse da Zamia skinneri, così come la ridefiniscono, da formare una specie distinta, il cui areale reale resta da precisare.

Etimologia e storia

L’epiteto neurophyllidia è formato dal greco neuro-, «nervo, nervatura», e phyllon, «foglia», e si riferisce alle foglioline fortemente pieghettate (The World List of Cycads, da Haynes 2022).

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in spagnolo.

In natura

The World List of Cycads colloca la specie in Nicaragua (Río San Juan, Atlántico Sur), in Costa Rica e a Panama (Bocas del Toro), sul versante caraibico. Secondo la descrizione originale cresce tra 100 e 200 m di quota, nella foresta pluviale talvolta inondata (Stevenson, 1993).

Le popolazioni vicine alla località tipo studiate nel 2007 e nel 2008 occupano colline ripide coperte di foresta tropicale primaria lungo il río Changuinola e i suoi affluenti, con un clima tropicale a piogge abbastanza regolari tutto l’anno; piante giovani e plantule vi sono comuni. Vi sono stati visti coni femminili quasi maturi in ottobre e coni femminili che si aprivano in gennaio; l’impollinazione sarebbe assicurata, come nelle altre Zamia di Panama, da coleotteri del genere Pharaxonotha (Taylor e collaboratori, 2008). Queste osservazioni riguardano soltanto la regione di Changuinola.

Stato di conservazione e normativa

Zamia neurophyllidia è classificata a minor preoccupazione (LC) dalla IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads). La Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Nel 2008 Taylor e colleghi ricordavano che la Lista Rossa del 2006 la classificava quasi minacciata (NT) e proponevano di portarla a «vulnerabile» (VU A3c), perché un progetto di diga idroelettrica nella regione di Changuinola poteva colpire diverse popolazioni.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia neurophyllidia rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultazione dell’11 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

In Italia

Zamia neurophyllidia è una delle sei Zamia elencate nella pagina «Cicadee» dell’Orto Botanico «Pietro Castelli» di Messina, datata 23 febbraio 2009, accanto a Zamia fairchildiana, Zamia furfuracea, Zamia integrifolia, Zamia loddigesii e Zamia pumila. La pagina non dice se le piante siano in serra o all’aperto, e la loro presenza attuale non è stata verificata.

Un coltivatore di Pedara (Catania, Sicilia) riferisce sul forum Tropicamente, nell’ottobre 2007, che la sua pianta maschile e la sua pianta femminile di Zamia neurophyllidia stavano formando i coni contemporaneamente, e chiede quando impollinare a mano. Non precisa se le piante siano in piena terra o in vaso, né se siano protette d’inverno; l’identificazione non è verificabile. Va ricordato che la specie è stata ridefinita nel 2008: secondo la tassonomia attuale, piante coltivate con questo nome prima di allora potrebbero appartenere anche ad altre specie del complesso di Zamia skinneri, e nessuna fonte permette di stabilirlo per queste piante.

Negli altri orti botanici italiani consultati (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch) la specie non compare.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione propria di Zamia neurophyllidia. Le uniche testimonianze di coltivazione trovate sono quelle italiane citate sopra: la presenza nella lista dell’Orto Botanico di Messina nel 2009 e le piante con coni di un coltivatore di Pedara nel 2007.

Il suo habitat, una foresta pluviale tropicale di pianura, calda e piovosa tutto l’anno, fa pensare a una coltivazione in serra calda e umida, a mezz’ombra; nessuna prova pubblicata lo conferma.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi, e in coltivazione un’impollinazione manuale, come quella che il coltivatore di Pedara si preparava a tentare nel 2007. Non è stato pubblicato alcun dato sulla germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; bisogna comunque assicurarsi che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Nelle popolazioni naturali studiate vicino alla località tipo non è stato osservato alcun parassita né alcuna malattia di rilievo (Taylor e collaboratori, 2008). In coltivazione non esiste alcun dato proprio della specie; le Zamia temono soprattutto il marciume in un terreno freddo e zuppo d’acqua, e le cocciniglie.

Rusticità

Per Zamia neurophyllidia non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una specie di foresta pluviale tropicale di pianura: nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Le due testimonianze italiane (Messina 2009, Pedara 2007) non dicono se le piante crescessero all’aperto né quali temperature abbiano subito: non forniscono quindi alcun dato di rusticità. Nessuna coltivazione in piena terra è documentata in Italia, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun dato sul freddo, in nessun paese.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia neurophyllidia. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale proprio della specie, a lungo confusa con Zamia skinneri e le specie vicine. Vicino alla località tipo, però, gli abitanti tagliano da tempo i fusti di queste cicadee per usare come colla la mucillagine che ne cola (Taylor e collaboratori, 2008).

Domande frequenti

È una palma?

No. Nonostante il tronco e le grandi foglie, Zamia neurophyllidia è una cicadea (Zamiaceae), una gimnosperma che si riproduce con coni, senza parentela stretta con le palme.

Dove cresce?

Sul versante caraibico dell’America centrale, dal Nicaragua meridionale a Panama (Bocas del Toro), attraverso il Costa Rica, nelle foreste pluviali di pianura.

Da dove viene il nome?

Dal greco neuro-, «nervatura», e phyllon, «foglia»: le sue foglioline sono profondamente pieghettate tra le nervature.

Come si distingue da Zamia skinneri?

Secondo la descrizione originale resta più piccola da adulta, e i conteggi pubblicati le attribuiscono 18 cromosomi contro 22. Nel 2008 si è però visto che può superare 1,5 m di altezza e che l’argomento cromosomico è fragile: senza la provenienza, distinguere le due specie non è semplice.

È minacciata?

No, secondo la IUCN, che la classifica a minor preoccupazione (2022). Nel 2008 alcuni botanici proponevano però di considerarla vulnerabile, per un progetto di diga nella regione di Changuinola.

Si trova in Italia?

Sì, almeno in passato: nel 2009 figurava nella lista delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, e nel 2007 un coltivatore di Pedara, in provincia di Catania, ne aveva piante maschili e femminili con coni.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Le testimonianze italiane non dicono se le piante fossero all’aperto e non esiste alcun dato sul freddo: trattandosi di una specie di foresta tropicale di pianura, la scelta prudente è la serra calda.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Stevenson, D.W. (1993). The Zamiaceae in Panama with comments on phytogeography and species relationships. Brittonia 45(1): 1-16. [Protologo di Zamia neurophyllidia (p. 10); testo integrale letto per la scheda francese del sito: descrizione, tipo, habitat, rapporti con Zamia skinneri.]
  • Taylor B., A.S., Haynes, J.L. & Holzman, G. (2008). Taxonomical, nomenclatural and biogeographical revelations in the Zamia skinneri complex of Central America (Cycadales: Zamiaceae). Botanical Journal of the Linnean Society 158(3): 399-429. doi:10.1111/j.1095-8339.2008.00886.x [Nuova descrizione di Zamia neurophyllidia, descrizione di tre specie nuove del complesso; testo integrale letto per la scheda francese del sito.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia neurophyllidia. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42170A69841711. [Valutazione in vigore; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]