Zamia imperialis

Zamia imperialis è una delle cicadee più spettacolari del Nuovo Mondo e una delle più minacciate: endemica di Panama centrale (province di Coclé, Colón, Panamá e Veraguas), cresce nel sottobosco della foresta pluviale. Questa specie del genere Zamia si distingue per il fusto aereo, le enormi foglioline plissettate, lunghe fino a 75 cm e larghe fino a 21 cm, e soprattutto per le foglie nuove, che spuntano di un rosso scuro, da bordeaux a bruno-rossastro, prima di diventare verdi. Descritta soltanto nel 2008 da Alberto S. Taylor, Jody L. Haynes e Greg Holzman, era stata a lungo confusa con Zamia skinneri e chiamata informalmente «red-leafed skinneri». La IUCN la classifica in pericolo; i suoi descrittori conoscevano meno di 200 piante in natura.

In sintesi: Zamia imperialis

  • Nome accettato: Zamia imperialis A.S.Taylor, J.L.Haynes & Holzman (2008), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; prima del 2008 le piante erano incluse in Zamia skinneri (forma «red-leafed» o «red-emergent»)
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «cebolla» («cipolla», in spagnolo) in alcune località di Panama, nome dato collettivamente a queste piante (descrizione originale)
  • Distribuzione naturale: Panama (Coclé, Colón, Panamá, Veraguas); due popolazioni studiate, una dal livello del mare a circa 200 m, l’altra verso 600 m o più
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri B1ab(iii,v); C2a(i), valutazione del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, annotazione #4: semi esentati); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura sottobosco ombroso di foresta pluviale, vicino ai ruscelli, su ghiaia di torrente coperta di humus ricco; clima caldo e umido tutto l’anno, senza stagione secca
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto aereo alto 1 m o più e largo fino a 22 cm, a volte ramificato; foglie di 52-257 cm con 2-9 paia di foglioline
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia imperialis?

Si riconosce da tre caratteri insieme: un fusto aereo ben visibile, foglioline enormi e plissettate, e foglie nuove rosso scuro. La provenienza, Panama centrale, completa l’identificazione. La descrizione seguente viene dalla descrizione originale (Taylor e collaboratori, 2008).

Fusto

Il fusto aereo raggiunge comunemente 1 m di altezza o più e fino a 22 cm di diametro negli esemplari vecchi. Può ramificarsi alla base, in cima o in entrambi i punti. Come in tutte le cicadee, la pianta forma radici coralloidi che ospitano cianobatteri capaci di fissare l’azoto atmosferico.

Foglie e foglioline

Ogni corona porta in media tre foglie, eccezionalmente fino a dodici. Le foglie misurano 52-257 cm e portano da 2 a 9 paia di foglioline; la maggior parte ne ha 4 o 5 paia. Il picciolo, verde scurissimo quasi nero, misura 37-164 cm ed è in media 1,87 volte più lungo del rachide, una proporzione molto più forte che in Zamia skinneri. Picciolo e rachide sono armati di aculei.

Le foglioline, da ellittiche ad acuminate, hanno il margine seghettato e sono plissettate tra le nervature, il che dà alla lamina un aspetto ondulato. Le foglioline mediane misurano 27-75 cm per 6,5-21 cm; quelle apicali 19-67 cm per 6,3-17 cm, quelle basali 25-66 cm per 5,5-18,5 cm. Le foglie giovani spuntano rosso scuro, bordeaux o bruno-rossastre, leggermente coperte da una peluria fulva, mentre quelle di Zamia skinneri in senso stretto spuntano verde vivo e glabre. Le prime foglie delle plantule portano di solito quattro foglioline lungamente acuminate. Questo colore delle foglie nuove spiega il vecchio nome informale «red-leafed skinneri».

Coni e semi

La specie è dioica. I coni maschili misurano 8,5-19 cm per 2-3 cm, da conico-cilindrici a cilindrici allungati, giallastri o giallo-brunastri, su un peduncolo di 4,8-8 cm. I coni femminili, di solito uno per pianta, misurano 21-31 cm per 7-11 cm, da cilindrici a cilindrico-globosi, su un peduncolo di 6-9 cm; giovani sono coperti da una peluria rossastra, poi diventano bruni. A maturità le loro squame sono brune, e non verdi come in Zamia skinneri. I semi, con un involucro carnoso rosso vivo, misurano 1,9-3 cm per 1,1-1,9 cm, e un cono maturo può contenerne 370 o più.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido. Taylor e collaboratori (2008) hanno proposto che le cicadee a foglioline plissettate di Panama formino un complesso di specie che ha conosciuto episodi ripetuti di convergenza e di ibridazione, legati alle oscillazioni del livello del mare nel Pleistocene e alla frammentazione delle foreste; è un’ipotesi biogeografica, non l’osservazione di ibridi. In una parte del suo areale la specie convive con Zamia obliqua, ma non è stata documentata alcuna ibridazione tra le due.

Possibili confusioni

La confusione principale riguarda gli altri membri del complesso Zamia skinneri, tutti di Panama o dell’istmo centroamericano:

  • Zamia skinneri in senso stretto, della costa continentale di Bocas del Toro (Panama nord-occidentale): foglie nuove verde vivo e glabre, foglioline più piccole, foglie e foglioline più numerose, picciolo molto più corto rispetto al rachide, coni femminili più piccoli con squame verdi, semi più piccoli;
  • Zamia neurophyllidia, dal Nicaragua a Panama occidentale: foglie giovani verde vivo, secondo la sua ridescrizione del 2008, nervature e distribuzione diverse;
  • Zamia hamannii (Bocas del Toro), descritta nello stesso articolo del 2008: foglie più corte e foglioline meno largamente plissettate;
  • Zamia nesophila (isole di Bocas del Toro): habitat insulare e colore diverso delle foglie nuove;
  • Zamia pseudoparasitica, l’unica cicadea epifita, che da adulta cresce sui rami degli alberi: la confusione è possibile solo con giovani piante a terra.

Nel commercio Zamia imperialis circola ancora a volte con il vecchio nome informale «Zamia skinneri red form» o «red-leafed skinneri».

Con Zamia wallisii, della Colombia, è spesso citata tra le Zamia dalle foglioline più grandi: quelle di Zamia imperialis sono le più lunghe, quelle di Zamia wallisii le più larghe; le due specie, lontane geograficamente, non si confondono.

Tassonomia

Zamia imperialis A.S.Taylor, J.L.Haynes & Holzman è accettata da The World List of Cycads. Fu pubblicata nel novembre 2008 da Alberto S. Taylor B., Jody L. Haynes e Greg Holzman nel Botanical Journal of the Linnean Society (volume 158, fascicolo 3, pagine 399-429, figure 7c, 8c e 11), in un articolo intitolato «Taxonomical, nomenclatural and biogeographical revelations in the Zamia skinneri complex of Central America». L’olotipo (Taylor e Quirós ASTB01-LRica 1) fu raccolto il 18 novembre 2004 a Panama, provincia di Coclé, nel sottobosco di una foresta aperta d’altura, su suolo limoso e humus e in una vegetazione secondaria molto fangosa, per lo più arbustiva; è conservato nell’erbario dell’Università di Panama (PMA), con isotipi al Missouri Botanical Garden (MO), all’orto botanico di New York (NY), alla Smithsonian Institution (US) e a Xalapa (XAL).

La divisione del complesso Zamia skinneri

Prima del 2008 il nome Zamia skinneri, descritto nel 1851 da materiale raccolto da Józef Warszewicz a Panama, riuniva tutte le cicadee con fusto e foglioline plissettate di Panama e del nord-ovest dell’America centrale. Gli appassionati vi distinguevano da decenni una forma con foglie nuove verdi e una forma con foglie nuove rosse, del centro di Panama. Taylor, Haynes e Holzman (2008) hanno:

  • limitato Zamia skinneri in senso stretto alle popolazioni a foglie nuove verdi della costa continentale di Bocas del Toro;
  • ridescritto Zamia neurophyllidia, pubblicata nel 1993, a partire dalle popolazioni vicine alla sua località tipo, presso Changuinola (Bocas del Toro), precisando che il suo areale reale restava da stabilire;
  • descritto tre specie nuove: Zamia hamannii, Zamia imperialis (le popolazioni a foglie nuove rosse di Panama centrale) e Zamia nesophila.

Per il lettore la conseguenza è semplice: le piante di Panama centrale con foglie nuove rosse, vendute un tempo come Zamia skinneri, si chiamano oggi Zamia imperialis. Le analisi molecolari del genere (Calonje e collaboratori, 2019; Lindstrom e collaboratori, 2024) confermano la vicinanza di queste specie centroamericane senza riunirle.

Etimologia e storia

L’epiteto imperialis, «imperiale», si riferisce al portamento maestoso della pianta e all’aspetto regale delle sue enormi foglioline plissettate, rosse quando spuntano (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). La descrizione originale segnala che in alcune località di Panama queste piante sono chiamate collettivamente «cebolla» («cipolla»), senza spiegare l’origine del nome.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano. In spagnolo, a Panama, le piante sono chiamate «cebolla» in alcune località, secondo la descrizione originale; il nome non è proprio di questa specie. Nel commercio orticolo inglese si incontra ancora «red-leafed skinneri».

In natura

The World List of Cycads colloca Zamia imperialis nelle province panamensi di Coclé, Colón, Panamá e Veraguas. L’areale reale è però molto più ristretto di quanto suggeriscano queste province: i descrittori hanno studiato due popolazioni, una con poco meno di 100 piante, l’altra con poco più di 100, largamente disperse e difficili da individuare. Una popolazione cresce verso 600 m di quota o più, l’altra dal livello del mare a circa 200 m.

Le piante crescono vicino ai ruscelli, spesso nei bacini dei loro affluenti e a volte alle sorgenti, in foreste scure ricche di felci e di palme, su un suolo di ghiaia di torrente sciolta coperta da un humus ricco; il clima è caldo e umido tutto l’anno, con piogge regolari e senza stagione secca. I semi, spesso trascinati dalla corrente, danno plantule lontano dalle piante adulte. Molte piante crescono in ombra profonda, dove producono raramente coni: in nove anni di studio i descrittori hanno visto soltanto sei coni femminili, due in una popolazione e quattro nell’altra, e notano la stessa rarità di coni nelle piante coltivate all’ombra. Il ciclo dei coni maschili va da fine luglio a inizio novembre, con liberazione del polline da fine ottobre a novembre, e i semi maturano circa un anno dopo l’impollinazione. Nel 2008 nessuna impollinazione era ancora stata osservata direttamente (Taylor e collaboratori, 2008).

Stato di conservazione e normativa

Zamia imperialis è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri B1ab(iii,v); C2a(i), nella valutazione pubblicata nel 2022 da G. Holzman, A. Taylor-Blake e J. Haynes, come la riporta The World List of Cycads (Lista Rossa non consultata direttamente). I criteri indicano un areale ridotto, con declino della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi, e una popolazione piccola e frammentata. Nel 2008 i descrittori ricordavano che la Lista Rossa del 2006 classificava queste piante, allora sotto il nome di Zamia skinneri, in pericolo (EN A2acd; C1), e proponevano di portarle a «in pericolo critico» (CR B2abc) viste le distruzioni osservate.

Le minacce descritte sono diverse:

  • Distruzione dell’habitat: deforestazione nel centro di Panama. La più piccola delle due popolazioni studiate, pur trovandosi in un parco nazionale, resta esposta al bracconaggio e alla distruzione.
  • Tagli con il machete: secondo la descrizione originale, gli abitanti, indigeni e coloni, che risalgono i ruscelli di testata dove attingono l’acqua per i villaggi tagliano le piante spinose che li intralciano. Molte piante adulte portano cicatrici e hanno ributtato, e molte piccole piante sono in realtà teste di grandi piante tagliate anni prima. In diversi villaggi gli abitanti hanno indicato che un tempo le piante erano molto più numerose.
  • Riproduzione scarsa: coni rari all’ombra profonda e popolazioni disperse.

Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, Zamia imperialis rientra nell’appendice II della CITES, dove il genere figura dal 4 febbraio 1977; l’annotazione #4 esenta in particolare semi, polline e plantule ottenute in vitro in contenitori sterili. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (elenco fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Zamia imperialis è rara fuori dalle collezioni specializzate. Non è stata pubblicata alcuna guida di coltivazione basata su prove; le indicazioni seguenti derivano dall’ambiente naturale descritto nel protologo e vanno prese come tali. In Italia non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca del suo nome sul forum Tropicamente restituisce soltanto piante di altri generi (Alcantarea, Hoya, Dahlia).

Luce

In natura la pianta cresce spesso in ombra profonda, ma vi produce raramente coni, sia in natura sia nelle piante coltivate all’ombra (Taylor e collaboratori, 2008). In serra conviene quindi una luce filtrata ma intensa, senza sole diretto nelle ore calde.

Substrato e irrigazione

L’ambiente naturale, ghiaia di torrente coperta di humus vicino all’acqua, suggerisce un substrato ricco di sostanza organica ma molto drenante, mantenuto umido, e un’acqua poco calcarea; la specie viene da un clima senza stagione secca, quindi i lunghi periodi asciutti vanno evitati.

Temperatura e umidità

È una specie tropicale di pianura e di bassa montagna, che vive tutto l’anno al caldo e all’umido: in Italia si coltiva soltanto in serra calda o in un ambiente riscaldato con umidità elevata. Non esiste alcun dato misurato sulla temperatura minima che sopporta.

In vaso

In vaso servono contenitori profondi e larghi per il fusto e l’apparato radicale; il rinvaso si fa in primavera.

Moltiplicazione

Si moltiplica per seme. Fuori dall’areale servono piante maschili e femminili in cono nello stesso momento e un’impollinazione manuale. I semi vanno seminati freschi, dopo aver tolto la polpa con i guanti, in un substrato drenante tenuto al caldo e umido; la germinazione è lenta e irregolare. Le prime foglie delle plantule portano di solito quattro foglioline lungamente acuminate. La divisione di piante ramificate è teoricamente possibile ma rischiosa.

Malattie e parassiti

In natura i descrittori non hanno osservato né parassiti né malattie (Taylor e collaboratori, 2008). In coltivazione valgono i rischi comuni alle cicadee tropicali di serra: cocciniglie (compresa Aulacaspis yasumatsui, temuta nelle collezioni di cicadee), cocciniglie farinose alla base delle foglie, e marciumi in un substrato asfittico o con aria stagnante. Una buona circolazione dell’aria in serra limita i problemi fungini.

Rusticità

Zamia imperialis non è rustica: è una specie tropicale umida, e non esiste alcun dato di resistenza al freddo, né in natura né in coltivazione.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stata segnalata alcuna coltivazione all’aperto in Italia, in nessuna regione, e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Nemmeno nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, esiste un riscontro. In Italia la sola coltivazione sensata è la serra calda.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun riscontro di freddo, in nessun paese. La piena terra è immaginabile soltanto in climi tropicali umidi senza alcun gelo.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia imperialis. Il rischio è però documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e altri composti tossici per il fegato e il sistema nervoso, e l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Considerate tutta la pianta tossica, tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

La descrizione originale segnala un uso artigianale: la mucillagine che cola dai fusti tagliati serve a incollare i pezzi di strumenti a corda tradizionali panamensi, come la chitarra e la mejoranera, una piccola chitarra (Taylor e collaboratori, 2008). Non è documentato alcun uso alimentare o medicinale proprio della specie.

Domande frequenti

Perché Zamia imperialis è considerata così spettacolare?

Per tre caratteri insieme: foglioline tra le più grandi del genere (fino a 75 × 21 cm) e plissettate, foglie nuove rosso scuro e un fusto aereo alto un metro o più. Il nome imperialis, «imperiale», scelto nel 2008, si riferisce proprio a questo aspetto maestoso.

Che differenza c’è con Zamia skinneri?

La provenienza e le foglie nuove. Fino al 2008 erano riunite sotto Zamia skinneri; oggi Zamia skinneri indica le piante a foglie nuove verdi di Bocas del Toro, mentre quelle a foglie nuove rosse di Panama centrale sono Zamia imperialis, che ha anche foglioline più grandi e un picciolo molto più lungo.

Quante piante esistono in natura?

Poche. I descrittori ne conoscevano due popolazioni, una di poco meno e l’altra di poco più di 100 piante, cioè meno di 200 in tutto; una sola delle due si trova in un parco nazionale.

Perché gli abitanti tagliano le piante con il machete?

Perché sono spinose e intralciano i sentieri lungo i ruscelli dove si attinge l’acqua. Molte piante tagliate ributtano, ma gli abitanti di diversi villaggi dicono che un tempo erano molto più numerose.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022); nel 2008 i descrittori proponevano addirittura la categoria in pericolo critico.

Si può coltivare in Italia?

Sì, ma soltanto in serra calda e umida. Non sopporta il freddo e la piena terra non è possibile in nessuna regione italiana; le piante in commercio devono provenire da semina in coltivazione.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Taylor B., A.S., Haynes, J.L. & Holzman, G. (2008). Taxonomical, nomenclatural and biogeographical revelations in the Zamia skinneri complex of Central America (Cycadales: Zamiaceae). Botanical Journal of the Linnean Society 158(3): 399-429. doi:10.1111/j.1095-8339.2008.00886.x [Protologo di Zamia imperialis, con Zamia hamannii e Zamia nesophila; riferimento verificato su Crossref.]
  • Holzman, G., Taylor-Blake, A. & Haynes, J. (2022). Zamia imperialis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T187837A1828912. [Valutazione EN B1ab(iii,v); C2a(i); riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata.]
  • Calonje, M., Meerow, A.W., Griffith, M.P., Salas-Leiva, D., Vovides, A.P., Coiro, M. & Francisco-Ortega, J. (2019). A time-calibrated species tree phylogeny of the New World cycad genus Zamia L. (Zamiaceae, Cycadales). International Journal of Plant Sciences 180(4): 286-314. [Filogenesi del genere; non consultata direttamente.]
  • Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. [Filogenesi del genere; non consultata direttamente.]
  • Stevenson, D.W. (1993). The Zamiaceae in Panama with comments on phytogeography and species relationships. Brittonia 45(1): 1-16. [Descrizione di Zamia neurophyllidia.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia di imperialis, ripresa da The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]