Zamia ulei è una cicadea a fusto sotterraneo dell’Amazzonia occidentale, presente in Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador e Perù, nel sottobosco delle foreste di pianura. Questa specie del genere Zamia si riconosce dal picciolo armato di aculei diritti e dalle grandi foglioline larghe, dentellate verso l’apice. Fu descritta nel 1907 dal botanico tedesco Udo Dammer su una pianta raccolta nel 1901 sull’alto Rio Juruá dal naturalista Ernst Ule, al quale è dedicata. Le descrizioni pubblicate ne danno misure molto diverse, segno di una specie ancora poco conosciuta. La IUCN la classifica a minor preoccupazione.
In sintesi: Zamia ulei
- Nome accettato: Zamia ulei Dammer (1907), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Zamia cupatiensis Ducke (1922); Zamia ulei subsp. ulei (1935)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato in italiano; nessun nome portoghese o spagnolo verificato
- Distribuzione naturale: Bolivia (Pando), Brasile (Acre, Amazonas, Rondônia), Colombia (Amazonas, Caquetá, Guainía, Putumayo, Vaupés), Ecuador (Napo, Pastaza, Sucumbíos), Perù (Loreto, Madre de Dios, Ucayali), secondo The World List of Cycads
- Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: non documentati in natura; in coltivazione, secondo un vivaio specializzato francese, substrato drenante da neutro ad acido, caldo costante e aria molto umida
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo e tuberoso, di 4-6 cm di diametro; 1-4 foglie, lunghe 1-1,5 m secondo la Flora de Colombia, fino a 4 m secondo Segalla e Calonje (2019); foglioline lunghe fino a 50 cm nella descrizione originale
- In Italia: nessuna presenza documentata, né negli orti botanici italiani né tra i coltivatori
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia ulei?
Non ha tronco visibile: dal suolo spuntano poche foglie, con un picciolo armato di aculei e foglioline larghe, ellittiche, dentellate nella metà superiore. Il picciolo spinoso è il carattere più sicuro. Le tre descrizioni disponibili, quella originale e due moderne, non concordano però sulle dimensioni, e conviene presentarle separatamente.
La descrizione originale di Dammer (1907), scritta in latino e in tedesco sulla base della raccolta tipo e letta nel volume digitalizzato, indica:
- Portamento: pianta senza fusto visibile, con grandi foglie largamente ovate nel contorno.
- Picciolo: arrotondato, lungo circa 1 m o più, coperto soprattutto nella parte inferiore da numerosi aculei diritti, cilindrici, lunghi 1-4 mm, disposti ad angolo retto.
- Rachide e foglioline: rachide di 30-45 cm con 5-8 paia di foglioline quasi opposte, distanti 4-5 cm; foglioline leggermente falciformi, molto ristrette verso la base, a margini quasi paralleli, acute, con 12-15 piccoli denti spinosi per lato nella parte superiore, percorse da una sessantina di nervature, lunghe circa 50 cm e larghe 6 cm.
- Cono femminile: peduncolato, cilindrico, terminato da una punta, di circa 20 cm per 6 cm; scaglie esagonali alte 12 mm e larghe 22 mm, densamente coperte di peli bruno-rossicci, in 9 file verticali di 13-14 scaglie.
- Semi: due per scaglia, ovoido-oblunghi, vagamente trigoni, lunghi 15 mm e spessi 8 mm secondo il testo latino (5 mm nel testo tedesco, probabilmente un refuso).
La Flora de Colombia (Stevenson, 2001), basata soprattutto su esemplari colombiani, descrive una pianta più piccola:
- Fusto: sotterraneo e tuberoso, ristretto all’apice, di 4-6 cm di diametro.
- Foglie: 2-4 per pianta, lunghe 1-1,5 m, largamente ovate nel contorno; picciolo cilindrico lungo fino a 1 m, di solito armato di numerosi aculei; rachide lungo fino a 50 cm, con 3-6 paia di foglioline quasi opposte, di solito spinoso nel terzo inferiore.
- Foglioline: da oblungo-ellittiche a ellittico-ovate, talvolta leggermente falciformi, lunghe 12-20 cm e larghe 6-10 cm (quelle mediane), non solcate, da papiracee a quasi coriacee, sessili, a base ottusa e ristretta, con 12-15 denti per lato nella metà superiore.
- Coni maschili: di solito 2-5, bruno chiari, cilindrici, lunghi 6-10 cm e larghi 1-2 cm, su un peduncolo di 6-8 cm.
- Coni femminili: di solito solitari, bruni, cilindrici, lunghi 18-20 cm e larghi 4-6 cm, su un peduncolo di 8-10 cm.
- Semi: rossi, da ovoidi a oblunghi, lunghi 15 mm e larghi 8 mm.
- Cromosomi: 2n = 26 (Caputo et al., 1996).
Segalla e Calonje (2019), che hanno studiato sul terreno una popolazione dell’Acre, in Brasile, per confrontarla con Zamia brasiliensis, danno valori molto più grandi per le piante adulte: 1-2 foglie per pianta, lunghe fino a 4 m; da 8 a 50 foglioline per foglia, lunghe 16-50 cm e larghe 3-7 cm; picciolo armato di aculei robusti; coni femminili rosso-bruni a maturità, con 20-22 file di scaglie; coni maschili coperti di un feltro color cuoio, con 14-18 sacche polliniche disposte in due gruppi ben separati lungo i margini della scaglia; sclerotesta (il guscio duro del seme) di 18-19 mm per 8-10 mm.
Le foglioline cambiano con l’età: le piante giovani hanno foglie piccole con foglioline simili a quelle di Zamia brasiliensis, mentre gli adulti producono foglie e foglioline molto più grandi (Segalla e Calonje, 2019). Questa variazione, insieme alla scarsità di studi sulle Zamia amazzoniche, spiega probabilmente in parte le differenze tra le descrizioni; nessuna fonte consultata lo afferma esplicitamente. Le foglioline di 50 cm della descrizione originale si avvicinano comunque alle misure del 2019 più che a quelle della Flora de Colombia.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
Il carattere più sicuro è il picciolo spinoso. Tra le Zamia sudamericane a fusto sotterraneo, le specie vicine del Cerrado e della sua transizione con l’Amazzonia hanno invece il picciolo liscio (Segalla e Calonje, 2019):
- Zamia brasiliensis, del Mato Grosso e della Rondônia: picciolo liscio, foglie fino a 1,12 m, foglioline larghe 2,4-3,5 cm. I suoi esemplari d’erbario venivano spesso presi per piante giovani di Zamia ulei;
- Zamia boliviana, del Cerrado del Brasile e della Bolivia: picciolo liscio, foglie fino a 1,19 m, foglioline strette (1,1-2 cm).
Le tre specie hanno areali vicini che non si sovrappongono. In Amazzonia la confusione è più delicata. Zamia amazonum ha anch’essa un fusto sotterraneo, ma secondo Stevenson (2001) se ne distingue per le foglie più lunghe, fino a 2,5 m, le foglioline lanceolate e i coni femminili piccoli. Zamia lecointei fu trattata da Adolpho Ducke, nel 1935, come sottospecie di Zamia ulei (vedi Tassonomia). La Flora de Colombia avvicina inoltre Zamia ulei a Zamia obliqua, che però ha foglioline asimmetriche, oblique, e un portamento arborescente.
Nella chiave delle Zamia colombiane della Flora de Colombia (2001), aggiornata da Calderón e Stevenson (2003), Zamia ulei è la specie a foglioline papiracee, dentate (finemente seghettate), oblungo-ellittiche e a base simmetrica, con 3-6 paia di foglioline e un fusto sotterraneo.
Tassonomia
The World List of Cycads accetta Zamia ulei Dammer; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu pubblicata nel 1907 da Udo Dammer nelle Verhandlungen des Botanischen Vereins der Provinz Brandenburg (annata 48, datata 1906, pagine 117-118), nella seconda parte dei «Beiträge zur Flora der Hylaea nach den Sammlungen von Ule’s Amazonas-Expedition», curata dallo stesso Ernst Ule; il fascicolo uscì l’8 marzo 1907. La Flora de Colombia cita per errore il volume 47: in quel volume era uscita la prima parte della serie, come precisa una nota del volume 48. La descrizione originale cita una sola raccolta: Ule 5523, sull’alto Rio Juruá presso «Cachoeira», in Amazonas (Brasile), datata maggio 1901 da The World List of Cycads.
Le fonti divergono sullo statuto del campione di Amburgo (HBG): The World List of Cycads lo indica come olotipo, con isotipi a L, G, MG e K, mentre la Flora de Colombia lo presenta come lectotipo designato da Stevenson e Sabato nel 1986, con isolectotipi a F (frammento), G, K, L e MG. Le fonti pubblicate non spiegano la differenza.
Il sinonimo principale è Zamia cupatiensis, descritta da Adolpho Ducke nel 1922 negli Archivos do Jardim Botânico do Rio de Janeiro (3: 20, tav. 1). Nel 1935 Ducke ridusse la propria Zamia lecointei a sottospecie di Zamia ulei, creando così automaticamente anche il nome Zamia ulei subsp. ulei, oggi sinonimo; secondo la scheda di Zamia lecointei, Ducke si basava su un’idea di Zamia ulei dalle foglioline lineari-lanceolate che non corrispondeva al tipo di Dammer, descritto con foglioline ovato-lanceolate. Zamia lecointei è oggi di nuovo accettata come specie.
Più in generale, Segalla, Pimenta e Calonje (2023) considerano le Zamia del bacino amazzonico il gruppo meno compreso del genere: dieci specie accettate, tra cui Zamia ulei, che formano per la maggior parte un insieme monofiletico ma richiedono una revisione tassonomica. Segalla e Calonje (2019) notavano già che le circoscrizioni della maggior parte delle specie amazzoniche restano poco chiare.
Lo studio basato sui trascrittomi di Lindstrom e collaboratori (2024), che ha campionato una pianta dell’Acre, colloca la specie nel clade VII, quello delle Zamia a est delle Ande e del nord della Colombia: Zamia ulei vi forma una coppia con Zamia amazonum, sorella di un gruppo formato dalla coppia Zamia muricata – Zamia lecointei e da Zamia orinoquiensis.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Ernst Heinrich Georg Ule (1854-1915), raccoglitore di piante tedesco che condusse ampie ricerche in Amazzonia e raccolse per primo la specie in Brasile (The World List of Cycads, da Haynes, 2022). La raccolta tipo, numero 5523, fu fatta nel maggio 1901 sull’alto Rio Juruá, in Brasile, durante la spedizione amazzonica di Ule; Dammer descrisse le cicadee e le palme raccolte in quella spedizione.
Dammer riferisce anche, sulla base di indicazioni orali di Ule, che la specie cresceva oltre che sull’alto Juruá: fino a «Boca de Moa» e a «Jurimaguas» (Yurimaguas, in Perù), presso Tarapoto a «St. Antonio», dove conviveva con Zamia lindenii, e sul fiume Huallaga presso «Shapaga». Questi nomi di luogo sono letti in un testo digitalizzato con riconoscimento ottico dei caratteri e alcuni restano incerti; queste indicazioni non sono confermate da raccolte d’erbario.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome comune attestato in italiano. Alcuni siti attribuiscono alla specie nomi portoghesi, che nessuna fonte affidabile conferma.
In natura
Zamia ulei è largamente diffusa nel bacino amazzonico (Segalla e Calonje, 2019): The World List of Cycads la indica in cinque paesi, dalla Bolivia (Pando) al Brasile (Acre, Amazonas, Rondônia), alla Colombia (Amazonas, Caquetá, Guainía, Putumayo, Vaupés), all’Ecuador (Napo, Pastaza, Sucumbíos) e al Perù (Loreto, Madre de Dios, Ucayali). La Flora de Colombia la indicava nel 2001 soltanto in Amazonas e Guainía per la Colombia, oltre che nel Perù orientale e nel Brasile occidentale, con una popolazione isolata a nord del Rio delle Amazzoni, nello Stato del Pará.
Secondo la stessa flora la specie è relativamente comune, in popolazioni sparse in tutto l’areale, e la produzione di semi e l’insediamento delle plantule sembrano elevati. Le fonti pubblicate non descrivono con precisione né l’habitat, né la quota; impollinatori e fenologia non sono documentati per la specie.
Per dare un’idea del clima, Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu, cita quello di Iquitos, in Perù, dove crescono diverse Zamia, tra cui Zamia hymenophyllidia, Zamia macrochiera e Zamia ulei: minime notturne di circa 23 °C, massime diurne di 30 °C, 2900 mm di pioggia all’anno e umidità dell’aria tra l’88 e il 91 % (Lavaud, 2023, da climate-data.org).
Stato di conservazione e normativa
Zamia ulei è classificata a minor preoccupazione (LC) nella Lista Rossa della IUCN, in una valutazione di C. López-Gallego e M. Calonje pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). La Flora de Colombia la descriveva già nel 2001 come relativamente comune in tutto l’areale.
Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia ulei rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. L’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e quindi comprende la specie.
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non esiste una guida di coltivazione pubblicata da un orto botanico, e non è documentato alcun riscontro di coltivazione da parte di appassionati. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca Zamia ulei nel gruppo delle Zamia delle foreste di bassa quota dell’America centrale e del Sudamerica, che giudica tra le più difficili da coltivare fuori dai tropici (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:
- substrato drenante, da neutro ad acido, e acqua da neutra ad acida;
- notte: circa 22 °C, con brevi discese tollerate verso 15 °C;
- giorno: 28-30 °C, fino a 34-35 °C per la maggior parte delle specie, con possibili danni alle foglie nuove durante i picchi di calore;
- umidità dell’aria elevata, tra il 70 e il 90 %, per uno sviluppo ottimale.
Secondo lo stesso autore i climi europei, anche quello di Montpellier d’estate, dove le notti di luglio e agosto si aggirano sui 19 °C, sono troppo freschi e troppo secchi per queste specie, che crescono male, sono meno robuste e più esposte al marciume delle radici in condizioni non ottimali; consiglia la serra, la veranda o un interno luminoso e riscaldato. Sono consigli d’esperienza validi per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia ulei. Le foglie, che secondo Segalla e Calonje (2019) possono raggiungere 4 m nelle piante adulte, richiedono inoltre molto spazio.
In Italia
Non è documentata alcuna pianta in Italia. La specie non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch).
Moltiplicazione
Non esistono dati di moltiplicazione propri della specie in coltivazione. Come tutte le Zamia, ha piante maschili e piante femminili distinte e si moltiplica per seme fresco, dopo impollinazione; in natura, secondo la Flora de Colombia, la produzione di semi e l’insediamento delle plantule sono elevati. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Per il gruppo delle specie dei tropici umidi Lavaud (2023) segnala soprattutto il rischio di marciume delle radici in condizioni troppo fresche; le cocciniglie sono, come per tutte le cicadee, il parassita più comune in coltivazione.
Rusticità
Per Zamia ulei non esiste alcun dato di resistenza al freddo, né in natura né in coltivazione. Il clima di Iquitos citato da Lavaud (minime intorno ai 23 °C) e le sue indicazioni per il gruppo delle specie di bassa quota (notti intorno ai 22 °C, brevi discese verso 15 °C) descrivono le condizioni di una crescita sana, non un limite di sopravvivenza.
In Italia e nel sud della Francia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane.
Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, l’unico dato sul genere riguarda Zamia integrifolia, della Florida, sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012 con danni alle foglie, un’esperienza francese trasferibile a molte regioni italiane dal clima simile. Nulla permette di estendere questo risultato a Zamia ulei, una specie dell’Amazzonia mai provata al freddo.
Riferimenti internazionali
Non è documentata alcuna misura di freddo, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è documentato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia ulei. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Le fonti pubblicate non documentano alcun uso tradizionale proprio di Zamia ulei. Usi alimentari del fusto amidaceo, dopo detossificazione, sono citati da alcuni siti per le Zamia amazzoniche, ma non hanno potuto essere attribuiti con certezza a questa specie.
Domande frequenti
Come distinguerla da Zamia brasiliensis e Zamia boliviana?
Dal picciolo. In Zamia ulei è armato di aculei robusti, anche nelle piante giovani; nelle altre due specie è liscio. Da adulta Zamia ulei è inoltre molto più grande.
Quanto sono grandi le foglie?
Dipende dalla fonte. La Flora de Colombia indica 1-1,5 m con 3-6 paia di foglioline; Segalla e Calonje (2019), su piante dell’Acre, fino a 4 m con un massimo di 50 foglioline. La descrizione originale dà foglioline di circa 50 cm su un picciolo di circa 1 m. Le foglie delle piante giovani sono molto più piccole.
Dove vive?
In Amazzonia occidentale. The World List of Cycads la indica in Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador e Perù; la Flora de Colombia segnalava anche una popolazione isolata nel Pará.
È minacciata?
No. La IUCN la classifica a minor preoccupazione (2022), e la Flora de Colombia la descriveva come relativamente comune in tutto il suo vasto areale.
Si può coltivare in Italia?
Solo in serra calda, secondo le indicazioni disponibili. Un vivaio specializzato la colloca tra le Zamia difficili dei tropici umidi, che chiedono notti intorno ai 22 °C e aria molto umida; non è documentata alcuna pianta in Italia.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia ulei: https://cycadlist.org/scientific_name/563 — autore, pubblicazione, tipo (Ule 5523, maggio 1901, olotipo HBG), distribuzione per paese, statuto IUCN (LC), sinonimi, etimologia, bibliografia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 12 ottobre 2026.
- Flora de Colombia (Universidad Nacional de Colombia), trattamento di Zamia ulei: https://www.biovirtual.unal.edu.co/floradecolombia/es/description/628/ — descrizione di D.W. Stevenson (2001): misure, lectotipo, sinonimo, cromosomi, distribuzione, conservazione, confronto con Zamia obliqua. Flora nazionale; consultata il 12 ottobre 2026.
- Segalla R. & Calonje M. (2019), descrizione di Zamia brasiliensis (PDF): https://phytotaxa.mapress.com/pt/article/download/phytotaxa.404.1.1/24823 — tabella di confronto tra Zamia brasiliensis, Zamia boliviana e Zamia ulei (misure di piante dell’Acre), variazione con l’età, chiave. Articolo scientifico, testo integrale letto.
- Calderón E. & Stevenson D.W. (2003), chiave delle Zamia della Colombia (PDF libero su The World List of Cycads): https://cycadlist.org/storage/references/open/e3f8ea08-f4dd-47de-970f-3bb10099a44e.pdf — caratteri di Zamia ulei nella chiave. Articolo scientifico.
- Cycadales.eu, «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (Simon Lavaud, 6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — gruppo di coltivazione delle foreste di bassa quota, clima di Iquitos, condizioni consigliate. Vivaio specializzato; consigli d’esperienza per gruppi di specie.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — appendice II della CITES per tutto il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Internet Archive, Verhandlungen des Botanischen Vereins der Provinz Brandenburg, annata 48: https://archive.org/details/verhandlungendes48bota — descrizione originale di Zamia ulei (pagine 117-118), date dei fascicoli, nota sulla prima parte della serie nel volume 47. Fonte primaria, scansione letta il 13 e il 17 ottobre 2026.
- PubMed Central, Lindstrom et al. (2024): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — campione dell’Acre, coppia con Zamia amazonum nel clade VII. Articolo scientifico; passaggi riletti il 17 ottobre 2026.
Bibliografia
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- Stevenson, D.W. (2001). Orden Cycadales. Flora de Colombia 21: 1-91. Instituto de Ciencias Naturales, Universidad Nacional de Colombia, Bogotá. [Trattamento della specie; versione in linea consultata.]
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- Segalla, R., Pimenta, R.S. & Calonje, M. (2023). Zamia multidentata (Cycadales, Zamiaceae), a new arborescent species of Zamia from Acre, Brazil. Phytotaxa 598(1): 21-31. doi:10.11646/phytotaxa.598.1.2 [Le Zamia amazzoniche, gruppo da rivedere; introduzione letta; titolo verificato su Crossref.]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Posizione nel clade VII; testo integrale consultato su PubMed Central.]
- Stevenson, D.W. & Sabato, S. (1986). Typification of names in Zamia L. and Aulacophyllum Regel (Zamiaceae). Taxon 35(1): 134-144. doi:10.2307/1221051 [Lectotipi di Zamia ulei e di Zamia cupatiensis secondo la Flora de Colombia; non consultato.]
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- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
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