Zamia elegantissima

Zamia elegantissima è una cicadea arborescente di Panama centrale, nota sul versante caraibico, nella provincia di Colón e nel territorio guna di Kuna Yala, dove cresce nelle foreste pluviali di bassa quota. Questa specie del genere Zamia forma un tronco che può raggiungere 3 m e porta numerose foglie erette, verde vivo e lucide, oltre 30 nei grandi esemplari coltivati: da qui il nome, «la più elegante». A lungo confusa con Zamia fairchildiana, del Costa Rica e di Panama occidentale, è stata descritta da Bart Schutzman, Andrew Vovides e Russell Adams nel 1998, ma il suo nome è valido soltanto dal 2003. La IUCN la classifica in pericolo. In Italia non risulta coltivata in alcun orto botanico.

In sintesi: Zamia elegantissima

  • Nome accettato: Zamia elegantissima Schutzman, Vovides & R.S.Adams (2003), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; prima del 1998 queste piante erano attribuite a Zamia fairchildiana; Robert Dressler le chiamava informalmente «Zamia pseudo-pseudoparasitica»
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Panama, versante caraibico: province di Colón e di Kuna Yala; foreste di bassa quota
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, 2022), criteri B1ab(iii,v)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Zamiaceae, semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; quota di esportazione zero fissata da Panama per gli esemplari prelevati in natura
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta pluviale di pianura primaria e ambienti secondari o disturbati; le piante producono coni più spesso sulle rive dei ruscelli, più luminose, che nel sottobosco
  • Portamento e dimensioni adulte: tronco fino a 3 m, base di oltre 8 cm e fino a 21 cm di diametro; foglie numerose, erette, lunghe fino a 170 cm
  • In Italia: nessun orto botanico; nessun riscontro di coltivazione
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia elegantissima?

Un tronco robusto, molte foglie erette e lucide e foglioline piane, dentate nella metà superiore, la caratterizzano. I dati che seguono vengono dalla descrizione originale (Schutzman, Vovides e Adams, 1998) e dal confronto pubblicato da Taylor Blake e Holzman (2012) quando hanno descritto Zamia stevensonii.

Tronco

La pianta è grande e arborescente, con un tronco che raggiunge 3 m. La sua base misura più di 8 cm, e fino a 21 cm, di diametro nelle piante adulte o con coni (Taylor Blake e Holzman, 2012). Anche quando si alza dal suolo, il tronco resta sempre interrato per almeno 15 cm, se il terreno è abbastanza profondo (A. Taylor, citato dalla descrizione originale). Le sue dimensioni variano molto da una popolazione all’altra, e talvolta femmine con coni hanno un fusto di appena 5-10 cm di circonferenza.

Foglie e foglioline

Le foglie sono numerose, spesso più di 30 in coltivazione, erette, lunghe fino a 170 cm. Il picciolo, di 43-44 cm nella descrizione, è quasi inerme: armato nelle plantule, perde a poco a poco con l’età le sue piccole spine cilindriche, e spunta glabro e verde vivo. Le foglioline, lanceolate e un po’ falcate, misurano 20-22 cm per 2,5-4 cm; hanno punta corta, base attenuata e margine con piccoli denti di 0,5-1,5 mm dall’apice fino a circa metà, a volte quasi assenti. Verde vivo, glabre e lucide, non hanno la piega longitudinale delle foglioline di Zamia fairchildiana.

Le fonti non concordano sul colore delle foglie nuove: «verde mela» secondo la descrizione originale, da verde chiaro a verde giallastro secondo la chiave di Taylor Blake e Holzman (2012), ma «color crema» nel capitolo di Taylor e colleghi uscito lo stesso anno. Divergono anche sulle plantule: prime foglie con tre o quattro foglioline secondo la descrizione del 1998, più spesso con sei (abbastanza spesso quattro) secondo Taylor Blake e Holzman (2012).

Coni e semi

La specie è dioica, con piante maschili e piante femminili distinte. I coni maschili, eretti e cilindrici, sono da beige-giallo a bruno chiaro con riflessi verdi, su un peduncolo finemente pubescente; le loro squame fertili terminano con una piccola faccia esagonale sporgente e portano sacche polliniche soltanto sulla faccia inferiore. I coni femminili, cilindrici, con una grossa punta acuta o arrotondata, sono da beige a bruno chiaro con riflessi verdi; contano 14-20 file verticali di squame, la cui faccia è incisa da una fessura stretta e il cui bordo si ripiega verso l’asse del cono. I semi, rosso vivo, misurano 2,8-3 cm per 1,6-1,8 cm e restano nascosti tra le squame fino alla disgregazione del cono. Il numero cromosomico, 2n = 20, era il primo con questo valore segnalato nel genere (Schutzman e collaboratori, 1998).

Ibridi

Nessun ibrido naturale o orticolo di Zamia elegantissima è documentato. Secondo Taylor Blake e Holzman (2012), le quattro Zamia panamensi a tronco del suo gruppo hanno areali separati, senza sovrapposizioni note.

Possibili confusioni

Le confusioni documentate riguardano altre Zamia a tronco dell’istmo:

  • Zamia fairchildiana (Costa Rica sud-orientale, estremo ovest di Panama, versante pacifico): al massimo 20 foglie, arcuate; foglioline sigmoidi, con piega longitudinale, dentate solo all’apice; picciolo coperto alla nascita da una peluria bruno scuro; coni femminili con 5-12 file di squame piatte, che lasciano vedere i semi maturi; sacche polliniche su entrambe le facce delle squame maschili; plantule con due o tre foglioline (Schutzman e collaboratori, 1998);
  • Zamia stevensonii (zona del canale di Panama): la specie più vicina, ma con foglie giovani bianche, base del fusto inferiore a 8 cm, foglie e foglioline meno numerose, coni e semi molto più piccoli (Taylor Blake e Holzman, 2012);
  • Zamia pseudomonticola (nord-ovest della provincia di Chiriquí, sopra i 1 000 m): foglioline con piega longitudinale e punta acuminata, sacche polliniche su entrambe le facce delle squame maschili;
  • Zamia tuerckheimii (Guatemala, Honduras): foglie numerose ma ampiamente arcuate, squame maschili appuntite come in Zamia elegantissima, ma semi visibili nel cono maturo e fusto spesso coricato (Schutzman e collaboratori, 1998);
  • Zamia pseudoparasitica: secondo la descrizione originale, Robert Dressler chiamava la specie «pseudo-pseudoparasitica» perché veniva confusa con questa cicadea epifita; eppure cresce sul terreno.

Tassonomia

Zamia elegantissima Schutzman, Vovides & R.S.Adams è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta su Phytologia 85(3): 137-145, un fascicolo datato settembre 1998 ma uscito, secondo The World List of Cycads, nel 2000. Gli autori avevano citato come tipo due fogli d’erbario senza indicare quale fosse l’olotipo, come invece richiede il Codice di nomenclatura; il nome era quindi invalido. Lo hanno convalidato con una breve nota nel fascicolo 85(6) della stessa rivista, datato dicembre 1998 ma uscito il 21 agosto 2003, che diventa la data di pubblicazione valida. Il tipo è la raccolta n. 4897 di Robert Dressler, fatta nella provincia di Colón verso 300 m di quota il 19 dicembre 1974; l’olotipo è al Missouri Botanical Garden (MO), l’isotipo nell’erbario dell’Università di Panama (PMA).

Separata da Zamia fairchildiana

Stevenson (1993) collocava ancora queste piante in Zamia fairchildiana, a cui attribuiva un areale discontinuo dal Costa Rica sud-orientale fino al territorio guna, nell’est di Panama. Schutzman e collaboratori (1998) hanno dimostrato che le popolazioni di Panama centrale, sul versante atlantico, differiscono da quelle del Costa Rica e di Panama occidentale, sul versante pacifico della cordigliera di Talamanca, per foglie, coni, semi e plantule, e che tra le due non si conosce alcuna popolazione. Per il lettore la conseguenza è che le grandi Zamia a tronco di Panama centrale etichettate «Zamia fairchildiana» prima del 1998 corrispondono a questa specie.

La descrizione di Zamia stevensonii, nel 2012, ha poi separato le piante a foglie giovani bianche della zona del canale, che Taylor (2002) aveva attribuito a Zamia elegantissima. Gli esemplari citati nel 1998 comprendevano del resto raccolte dell’ex zona del canale e della provincia di Panamá; The World List of Cycads oggi cita soltanto Colón e Kuna Yala. Nessuna fonte consultata riattribuisce esplicitamente quegli esemplari.

Posizione nel genere

Nel 1998 Schutzman e collaboratori collocavano la specie in un ipotetico «gruppo di Zamia fairchildiana», con Zamia acuminata, Zamia fairchildiana, Zamia inermis, Zamia obliqua, Zamia soconuscensis e Zamia tuerckheimii. Le analisi molecolari recenti danno un quadro diverso: lo studio dei trascrittomi di Lindstrom e collaboratori (2024), che ha sequenziato una pianta di Colón, riunisce Zamia elegantissima, Zamia obliqua e Zamia stevensonii in uno stesso sottoclade, gruppo fratello di quello di Zamia dressleri e Zamia pseudoparasitica.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino elegans, al superlativo: «la più elegante». Gli autori l’hanno scelto per il portamento della pianta, i cui grandi esemplari coltivati portano 40 foglie o più, grandi, lucide e piuttosto erette, e ricordano che questa bellezza ne ha fatto una pianta ricercata nelle collezioni di cicadee (Schutzman e collaboratori, 1998; Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads).

La sua storia comincia con il botanico Robert Dressler, specialista di orchidee, che alla fine degli anni Settanta aveva ritrovato Zamia pseudoparasitica nella provincia di Veraguas. Chiamava informalmente «pseudo-pseudoparasitica» un’altra pianta di Panama centrale, piuttosto comune, terrestre e arborescente, con un tronco che spesso arrivava a 3 m, confusa con la specie epifita. Sapendo che non era descritta, voleva dedicarla all’entomologo A.G.B. «Sandy» Fairchild, figlio del botanico esploratore David Fairchild, nel cui giardino aveva osservato diverse cicadee panamensi, ma evitava di scrivere il nome prima di pubblicarlo. Il nome si diffuse comunque: Robert Wilson, dell’orto botanico di Las Cruces, in Costa Rica, distribuì semi di piante costaricane con l’etichetta «Zamia fairchildii», e L.D. Gómez pubblicò nel 1982 Zamia fairchildiana sulla base di una popolazione della penisola di Osa, in Costa Rica. Il nome voluto da Dressler finì così legato a un’altra specie, e le piante di Panama centrale rimasero senza nome fino al 1998.

Semi raccolti nel 1983 e nel 1984 lungo il río Iguanita, nella provincia di Colón, hanno dato piante che hanno prodotto i primi coni maschili nel 1996 e i primi femminili nel 1997; le differenze con Zamia fairchildiana erano visibili fin dalle prime foglie delle plantule (Schutzman e collaboratori, 1998). Nel 2013 la Cycad Society ha dedicato alla specie due articoli del suo notiziario, sulla storia tassonomica e sulla coltivazione in Florida, che non hanno potuto essere consultati.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano, e non è attestato alcun nome vernacolare in altre lingue; Species+ non ne cita nessuno. «Pseudo-pseudoparasitica» era un soprannome di lavoro di Robert Dressler; secondo Gómez (1982) è stato stampato senza descrizione (nomen nudum) in un bollettino dei Marie Selby Botanical Gardens, e Gómez lo poneva tra i sinonimi della sua Zamia fairchildiana.

In natura

Zamia elegantissima è endemica del versante caraibico di Panama centrale. The World List of Cycads la indica nelle province di Colón e di Kuna Yala; Taylor Blake e Holzman (2012) la collocano a nord della zona del canale, nel nord e nell’ovest della provincia di Colón, e più a est fino a una parte del territorio guna. Taylor e colleghi (2012) la descrivono come un piccolo arbusto o un albero molto grande dell’est e del nord di Colón, in simpatria con Zamia cunaria, dove il tronco arriva a quasi 3 m, e la annoverano tra le specie della foresta sempreverde di pianura, sotto i 700 m. Per Jay Vannini (2019) il suo areale è frammentato, a bassa quota, nella foresta pluviale tropicale; sulla costa settentrionale di Panama, su suoli rocciosi, ha visto piante senza tronco visibile, con un caudice massiccio e foglie molto grandi.

Secondo la descrizione originale, la specie cresce sia nella foresta pluviale di pianura primaria sia in ambienti secondari o disturbati. I coni sembrano più frequenti sulle piante lungo i ruscelli, meglio illuminate, e quasi assenti nel sottobosco, tranne nelle radure aperte dalla caduta di un albero. Tutte le piante con coni osservate allora erano femmine, e Alberto Taylor segnalava una mortalità molto alta delle plantule in natura; gli autori contrapponevano questa scarsa riproduzione a quella delle popolazioni di Zamia fairchildiana, che producono molti coni di entrambi i sessi, anche all’ombra.

Riproduzione

Nel 2002 Alberto Taylor ha presentato una «prova inconfutabile» di impollinazione da parte di insetti in Zamia elegantissima, in una comunicazione citata da Taylor e colleghi (2012) ma non consultata; potrebbe riguardare in parte le piante descritte poi come Zamia stevensonii, che Taylor attribuiva allora a Zamia elegantissima (Taylor Blake e Holzman, 2012). Nell’istmo questi autori citano come impollinatori coleotteri del genere Pharaxonotha e curculionidi vicini a Rhopalotria. I bruchi della farfalla Eumaeus godarti, principale erbivoro delle cicadee a Panama, distruggono i coni maschili di Zamia elegantissima (Taylor e colleghi, 2012). I semi hanno una particolarità: sembrano privi delle sostanze che, in molte cicadee, impediscono la germinazione finché l’involucro carnoso non è scomparso. La radice buca l’involucro pochi giorni dopo la messa in acqua, e talvolta prima ancora che il seme cada dal cono (Schutzman e collaboratori, 1998).

Stato di conservazione e normativa

Zamia elegantissima è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri B1ab(iii,v), nella valutazione di J.D. Bösenberg datata 5 giugno 2020 e pubblicata nel 2022 (categoria confermata da GBIF il 18 ottobre 2026; la pagina della Lista Rossa non ha potuto essere consultata, accesso bloccato). Questi criteri indicano un areale ridotto, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di individui adulti. Una valutazione precedente, di A. Taylor, era stata pubblicata nel 2010; la sua categoria non ha potuto essere verificata.

Taylor e colleghi (2012) indicavano popolazioni molto piccole, con meno di 50 piante, e constatavano, per l’insieme delle cicadee di Panama, distruzioni e prelievi illegali in quasi tutte le popolazioni visitate, oltre alla minaccia che la deforestazione rappresenta per queste piante di sottobosco. La scarsa produzione di coni all’ombra e l’alta mortalità delle plantule rilevate nel 1998 rendono fragile la rigenerazione naturale.

Sul piano normativo, Zamia elegantissima rientra nell’Appendice II della CITES in virtù dell’iscrizione della famiglia Zamiaceae (escluse le specie dell’Appendice I), in vigore dal 4 febbraio 1977 secondo Species+. L’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026) esclude dai controlli, tra l’altro, i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente; il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie figura nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026; Species+ indica l’Allegato A fino al febbraio 2017. Panama applica inoltre, dal 19 giugno 2025, una quota di esportazione pari a zero per gli esemplari selvatici prelevati in natura (notificazione CITES n. 2025/079), salvo usi scientifici, personali, medici, educativi o giudiziari.

Queste informazioni generali, rilevate il 18 ottobre 2026, non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Zamia elegantissima è una pianta da collezione per serra calda: Jay Vannini (2019) la dice ancora poco coltivata e precisa che per prosperare richiede condizioni pienamente tropicali. Nessun orto botanico ha pubblicato indicazioni di coltivazione; esiste un articolo sulla sua coltivazione in Florida (Broome, 2013), che però non ha potuto essere consultato.

Le indicazioni disponibili sono indirette. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca la specie nel gruppo delle Zamia dell’America centrale e delle foreste di bassa quota del Sudamerica, che giudica «difficile» fuori dai tropici (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:

  • substrato drenante, da neutro ad acido, e acqua da neutra ad acida;
  • notte: circa 22 °C, con brevi passaggi tollerati verso 15 °C;
  • giorno: 28-30 °C, fino a 34-35 °C per la maggior parte delle specie, con possibili danni alle foglie giovani durante i picchi di calore;
  • umidità dell’aria elevata, tra 70 e 90 %, per uno sviluppo ottimale.

Sono consigli d’esperienza per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia elegantissima. La descrizione originale offre due riferimenti concreti: i grandi esemplari coltivati portano spesso più di 30 foglie, fino a 40 e oltre, e piante nate da semi raccolti nel 1983-1984 hanno prodotto i primi coni nel 1996-1997, cioè dopo dodici-quattordici anni. In natura i coni sono più frequenti sulle piante meglio illuminate lungo i ruscelli; se ne può dedurre che una luce viva ma filtrata favorisca la formazione dei coni anche in coltivazione, senza che alcuna fonte lo confermi. Con un tronco che può superare i 2 m e foglie di 1,70 m, la specie richiede col tempo molto spazio.

In Italia

Zamia elegantissima non figura negli elenchi pubblicati degli orti botanici italiani che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, lista del 2009 dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi dei Giardini Botanici Hanbury alla Mortola, BGCI PlantSearch); le collezioni italiane di cicadee sono presentate nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.

Non esiste quindi alcun riscontro di coltivazione in Italia.

Moltiplicazione

La specie si moltiplica per seme, dopo l’impollinazione di una pianta femminile da parte di una pianta maschile con coni maturi nello stesso momento; in coltivazione l’impollinazione è di solito manuale. I semi germinano in fretta: secondo la descrizione originale la radice spunta pochi giorni dopo la messa in acqua, senza dover aspettare la scomparsa dell’involucro carnoso. Conviene quindi seminare semi freschi, togliendo questo involucro con i guanti. Le prime foglie delle plantule portano da tre a sei foglioline secondo le fonti (vedi Come riconoscere). I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale.

Malattie e parassiti

Nessuna malattia propria della specie è documentata. In natura i bruchi di Eumaeus godarti ne distruggono i coni maschili (Taylor e colleghi, 2012). In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume delle radici e del fusto in un substrato freddo e fradicio, e le cocciniglie. Tra queste, Aulacaspis yasumatsui, la cocciniglia asiatica delle cycas, capace di uccidere una cycas adulta in pochi mesi (vedi l’articolo collegato più in basso), annovera il genere Zamia tra le sue piante ospiti secondo la banca dati dell’OEPP, sulla base di Marler, Lindström e Watson (2021); non è stato segnalato alcun attacco su Zamia elegantissima in particolare.

Rusticità

Zamia elegantissima non è rustica: è una specie delle foreste tropicali umide di pianura, e non è documentato alcun dato di resistenza al freddo, né in natura né in coltivazione. Per le foreste sempreverdi di pianura di Panama, Taylor e colleghi (2012) riportano temperature comprese tra 24 e 30 °C. Le temperature indicate da Cycadales.eu per il suo gruppo descrivono le condizioni per una crescita sana, non un limite di sopravvivenza.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione, né all’aperto né in vaso, in Italia (coste liguri e tirreniche, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole) o nel sud della Francia, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Simon Lavaud nota che a Montpellier, perfino a luglio e agosto, le minime notturne si aggirano intorno a 19 °C, al limite per le specie del gruppo di Zamia elegantissima, e che i climi europei sono troppo secchi: un’esperienza francese che vale anche per le regioni italiane. In Italia la specie va quindi coltivata in serra calda e umida tutto l’anno.

Riferimenti internazionali

Non è documentata alcuna rilevazione di freddo per la specie. La Florida, dove la specie è coltivata secondo il titolo dell’articolo di Broome (2013), è l’unico luogo di coltivazione fuori dai tropici segnalato; non avendo potuto leggere l’articolo, non se ne ricava alcun dato sul freddo. La piena terra è concepibile soltanto in un clima tropicale umido, senza gelo.

Tossicità e precauzioni

Non è documentato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia elegantissima. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: studi farmacologici citati da The Gymnosperm Database hanno trovato nelle Zamia glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo (vedi anche l’articolo del sito sulla tossicità delle cicadee, collegato più in basso), e l’ASPCA cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato in cani, gatti e cavalli; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nessun uso tradizionale di Zamia elegantissima è documentato. L’unico uso noto è ornamentale, nelle collezioni di cicadee.

Domande frequenti

Perché si chiama elegantissima?

Per il suo portamento: in latino significa «la più elegante». Gli autori hanno scelto questo nome pensando ai grandi esemplari coltivati, che portano 40 foglie o più, grandi, lucide e piuttosto erette.

Che differenza c’è con Zamia fairchildiana?

La distribuzione e diversi dettagli. Zamia elegantissima vive sul versante caraibico di Panama centrale, Zamia fairchildiana sul versante pacifico del Costa Rica e di Panama occidentale. La prima ha più foglie, erette, foglioline piane dentate fino a metà e semi nascosti nel cono; la seconda ha foglie arcuate, foglioline con piega longitudinale e semi visibili tra le squame.

E con Zamia stevensonii?

Soprattutto il colore delle foglie giovani e la taglia. Zamia stevensonii, della zona del canale, ha foglie giovani bianche, un fusto largo meno di 8 cm alla base e coni molto più piccoli; Zamia elegantissima ha foglie giovani verdi e un fusto più spesso, fino a 21 cm.

Perché il nome è del 2003 e non del 1998?

Perché la prima pubblicazione era invalida. Gli autori avevano citato come tipo due fogli d’erbario senza precisare quale fosse l’olotipo; hanno corretto la svista con una nota uscita nel 2003, data che vale per il nome.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (EN, 2022); le sue popolazioni, piccole e sparse, si riproducono male all’ombra e perdono molte plantule.

Si può coltivare in Italia?

Sì, ma soltanto in serra calda e umida. È una grande specie tropicale, senza alcuna resistenza al freddo conosciuta; la piena terra non è possibile in nessuna regione italiana, non esiste alcun riscontro di coltivazione nel paese e le piante devono provenire da semina in coltivazione.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma nel genere Zamia sono stati trovati glicosidi tossici, e i semi delle cicadee sono la parte più pericolosa per persone e animali.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia elegantissima: https://cycadlist.org/scientific_name/462 — autori, pubblicazione invalida (Phytologia 85(3), uscita nel 2000) e convalida (85(6), uscita il 21 agosto 2003), tipo (Dressler 4897, Colón, 300 m, 19 dicembre 1974, olotipo MO), distribuzione, stato IUCN e criteri, etimologia (Haynes 2022), articoli del 2013. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 18 ottobre 2026.
  • The Cycad Society, Schutzman, Vovides e Adams 1998 (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-elegantissima.pdf — descrizione originale: storia (Dressler, Fairchild), diagnosi, descrizione, etimologia, ecologia, germinazione, confronto con Zamia fairchildiana e Zamia tuerckheimii, cromosomi, plantule. Articolo di rivista botanica; testo integrale letto (scansione, riconoscimento ottico dei caratteri) il 18 ottobre 2026.
  • The World List of Cycads, nota di convalida (Phytologia 85(6): 389, PDF): https://cycadlist.org/storage/proto/Zamia_elegantissima.pdf — designazione dell’olotipo (MO) e dell’isotipo (PMA), data di pubblicazione valida. Fonte primaria; letta il 18 ottobre 2026.
  • The Cycad Society, Gómez 1982, «Plantae mesoamericanae novae II» (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-pseudomonticola.pdf — «Zamia pseudo-pseudoparasitica Dressler», nomen nudum posto nella sinonimia di Zamia fairchildiana. Fonte primaria (Phytologia 50: 401-404); letta il 18 ottobre 2026.
  • The Cycad Society, Taylor Blake e Holzman 2012 (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-stevensonii.pdf — distribuzione delle quattro Zamia panamensi a tronco, chiave (foglie giovani, diametro del fusto), plantule, confusione passata con Zamia stevensonii. Articolo con revisione paritaria (Botanical Review); testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
  • IntechOpen, Taylor e colleghi 2012, «Biogeographic Insights in Central American Cycad Biology»: https://doi.org/10.5772/32253 — distribuzione nella provincia di Colón, simpatria con Zamia cunaria, popolazioni di meno di 50 piante, foglie giovani color crema, semi, Eumaeus godarti, tipo di foresta. Capitolo di opera scientifica ad accesso libero; testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
  • PubMed Central, Lindstrom e collaboratori 2024: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — campione di Colón, sottoclade che riunisce Zamia obliqua, Zamia elegantissima e Zamia stevensonii. Articolo con revisione paritaria; passaggi riletti il 18 ottobre 2026.
  • Exotica Esoterica, «Central American and Panamanian Cycads in Field and Greenhouse» (Jay Vannini, 17 febbraio 2019): https://www.exoticaesoterica.com/magazine/central-american-and-panamanian-cycads-in-field-and-greenhouse — areale frammentato, tronco robusto, piante a caudice massiccio della costa settentrionale, coltivazione ancora rara ed esigente. Articolo di un naturalista e collezionista; valore indicativo; letto il 18 ottobre 2026.
  • Cycadales.eu (Simon Lavaud), «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — Zamia elegantissima nel gruppo delle foreste di bassa quota, condizioni consigliate per il gruppo, minime estive di Montpellier. Vivaio specializzato francese: consigli d’esperienza per gruppo di specie; riletto il 18 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Zamia elegantissima: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/27084/legal — Appendice II della CITES (iscrizione delle Zamiaceae) dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea; quota di esportazione zero di Panama (2025); distribuzione (Panama). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata tramite la sua API pubblica il 18 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • GBIF (API), Zamia elegantissima: https://api.gbif.org/v1/species/5284162/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista Rossa della IUCN (EN), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
  • The Gymnosperm Database (archivio dell’Università di Amburgo), Zamia: https://www-archiv.fdm.uni-hamburg.de/b-online/earle/za/za/index.htm — glicosidi del metilazossimetanolo (cicasina, macrozamina) trovati nel genere da studi farmacologici. Pagina datata (1999) di una banca dati specializzata seria; dato a livello di genere.
  • Banca dati mondiale dell’OEPP, Aulacaspis yasumatsui, piante ospiti: https://gd.eppo.int/taxon/AULSYA/hosts — il genere Zamia figura tra le piante ospiti, secondo Marler, Lindström e Watson (2021). Organizzazione intergovernativa, affidabile.
  • ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea per cani, gatti e cavalli (cicasina, BMAA), citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.

Bibliografia

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