Cycas scratchleyana

Cycas scratchleyana è una grande cicadea delle foreste umide della Nuova Guinea, diffusa dal sud-est della Papua Nuova Guinea fino alla Papua indonesiana e alle Molucche; in Australia se ne conosce una sola pianta, sull’isola Mer (Murray), nello stretto di Torres. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1885 da Ferdinand von Mueller, poi confusa a lungo con Cycas circinalis e Cycas rumphii, e nel 1932 Schuster la ridusse a varietà di Cycas circinalis con il nome di Cycas circinalis var. scratchleyana. La riconoscono le foglioline lunghe e sottili, spesso ondulate, il picciolo spinoso per tutta la lunghezza e l’ampia lamina dentata dei macrosporofilli. La IUCN la considera a rischio minimo.

In sintesi: Cycas scratchleyana

  • Nome accettato: Cycas scratchleyana F.Muell. (1885), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas circinalis var. scratchleyana (F.Muell.) J.Schust. (1932), citato anche come Cycas circinalis subsp. papuana var. scratchleyana; a lungo identificata per errore come Cycas circinalis, Cycas rumphii o Cycas media
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; nomi locali in Nuova Guinea e nelle Molucche (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: Papua Nuova Guinea (province Centrale, del Golfo, di Milne Bay, Occidentale), Indonesia (Papua, Papua Occidentale, Molucche), Australia (isola Mer, stretto di Torres, una pianta, che Species+ non riporta)
  • Stato IUCN: a rischio minimo (LC), valutazione di J.D. Bösenberg datata 2020, pubblicata nel 2023 (Lista rossa 2023-1)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foreste umide più o meno chiuse, su pendii e creste, talvolta su dune coralline consolidate; nessun dato di coltivazione affidabile
  • Portamento e dimensioni: fusto di 4 m, raramente 7-12 m, di 12-20 cm di diametro nel punto più stretto (10-25 cm secondo la Flora of Australia); foglie di 1,70-3,10 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas scratchleyana?

Da tre caratteri: la lamina larga e ovale dei macrosporofilli, armata di numerose spine laterali corte o medie; le foglioline lunghe, strette e sottili, prive di ipoderma e spesso fortemente ondulate; il picciolo, di solito spinoso per tutta la lunghezza (Lindström et al. 2009; Flora of Australia). La descrizione che segue riprende Lindström, Hill e Stanberg (2009), con le integrazioni della Flora of Australia.

Il fusto raggiunge 4 m, raramente 7 m (fino a 12 m secondo la Flora of Australia), con 12-20 cm di diametro nel punto più stretto (10-25 cm secondo la Flora of Australia). Le foglie, da verde vivo a verde scuro e molto lucide, misurano 1,70-3,10 m; piatte in sezione, portano da 160 a 300 foglioline e una peluria bianca che cade man mano che si distendono. Il picciolo, di 25-70 cm, è glabro e spinoso sull’80-100 % della lunghezza. Le foglioline mediane misurano 22-31 cm per 10-16 mm, sono nettamente bicolori, con i margini leggermente ricurvi e ondulati e la punta dolcemente acuminata; la nervatura mediana sporge su entrambe le facce. I catafilli, lineari e pungenti, misurano 5-10 cm.

I coni maschili, da strettamente ovoidi a fusiformi, gialli o bruno chiaro, sono lunghi 20-25 cm e larghi 10-13 cm secondo Lindström et al. (35-55 cm secondo la Flora of Australia); la spina apicale dei microsporofilli è ridotta (2-6 mm). I macrosporofilli, di circa 28 cm e coperti da una peluria bruno-arancio, portano da 2 a 8 ovuli; la lamina, da ovale a lanceolata, misura 45-80 mm per 38-50 mm e porta 28-40 spine laterali flessibili, con una spina apicale di 25-30 mm. I semi, ovoidi e appiattiti, misurano 43-55 mm per 32-40 mm; il tegumento carnoso, arancione, spesso 5-7 mm, ricopre uno strato fibroso, e Lindström et al. (2009) non vi hanno trovato tessuto spugnoso.

Ibridi

Lindström et al. (2009) interpretano alcune piante dei dintorni di Port Moresby, con foglioline più strette, più dure e leggermente carenate, come prodotti di ibridazione con Cycas campestris. La Flora of Australia ipotizza anche un’introgressione con Cycas seemannii o Cycas bougainvilleana per esemplari con foglioline più larghe e più dure, che Lindström e colleghi attribuiscono piuttosto a una risposta alla luce intensa.

Possibili confusioni

La specie più vicina è Cycas apoa, del nord della Nuova Guinea, la cui lamina dei macrosporofilli ha spine laterali poco distinte o assenti; De Laubenfels e Adema (1998) non distinguevano le due specie. Nella chiave di Lindström et al. (2009), Cycas scratchleyana si separa da Cycas javana e da Cycas montana per la lamina dei macrosporofilli larga (oltre 35 mm). Cycas papuana, del sud della Nuova Guinea, ha invece il picciolo senza spine e le foglie giovani bluastre. Alcune piante dell’arcipelago di Tanimbar, con la lamina più stretta, sono attribuite alla specie in via provvisoria: potrebbero rappresentare una variazione regionale, una forma di passaggio verso Cycas javana o un altro taxon.

Tassonomia

Cycas scratchleyana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Ferdinand von Mueller la descrisse nel 1885 sul Victorian Naturalist (2(2): 18-19), sulla base di una raccolta fatta da W.E. Armit nel 1883 durante la spedizione dell’Argus nell’entroterra di Port Moresby («Mount Bedford, Jala River, Dedouri Country»). L’unico esemplare noto, MEL 68059, è accettato come olotipo, con un isotipo a Kew (Lindström et al. 2009).

Per oltre un secolo la specie è stata fraintesa. La maggior parte degli autori ne ignorò il nome e usò Cycas circinalis (Lauterbach 1900, White 1923); Thiselton-Dyer (1888) ne faceva una forma di Cycas rumphii. Schuster (1932) la ridusse a varietà di Cycas circinalis nella sottospecie papuana, il che equivaleva a fondere in un’unica specie le tre sottosezioni della sezione Cycas. In tempi più recenti, negli erbari le sono stati applicati senza spirito critico i nomi Cycas rumphii, Cycas circinalis e Cycas media.

Hill (1994) l’ha ristabilita e collocata nella sottosezione Rumphiae, quella delle Cycas con semi galleggianti; anche De Laubenfels e Adema (1998) descrivevano semi con strato spugnoso. Disponendo di materiale più completo, Lindström, Hill e Stanberg (2009) hanno constatato l’assenza di tessuto spugnoso e trasferito la specie, insieme a Cycas apoa e Cycas javana, nella sottosezione Cycas, estendendo molto verso est l’areale noto di questo gruppo. In pratica, le vecchie segnalazioni di Cycas circinalis o di Cycas rumphii nelle foreste del sud-est della Nuova Guinea possono riferirsi a questa specie.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Sir Peter Henry Scratchley (1835-1885), ingegnere militare e amministratore coloniale britannico, commissario speciale per il territorio della Nuova Guinea dal 1884 alla morte, avvenuta nel 1885, lo stesso anno della descrizione (Lindström et al. 2009; Haynes 2022).

Nel 2003 B. Wannan e I. Toh raccolsero sull’isola Mer (Murray), nello stretto di Torres, una pianta isolata alta 15-16 m, che Forster (2005) ha attribuito alla specie, nuova per l’Australia. Cresceva su suolo sabbioso, all’interno di un villaggio: Forster non esclude una piantagione antica o semi portati come cibo dalla vicina Nuova Guinea, ma considera possibile anche un’origine naturale. Non è documentata alcuna storia di introduzione in coltivazione.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Hill (1994), citato da Lindström et al. (2009), riporta diversi nomi locali: bico (villaggio di Ekor, Halmahera), enge-enge (lingua mekeo, villaggio di Maipa), notuweh (villaggio di Medino) e kataki (lingua dsimakani, regione del lago Murray).

In natura

Cycas scratchleyana è diffusa nella Nuova Guinea orientale, dalle zone vicine alla costa fino ai contrafforti montuosi, dalla provincia di Milne Bay all’ovest della Papua indonesiana e alle Molucche (Aru, Halmahera, Tanimbar), soprattutto sui versanti meridionali. Spesso presente in quota (fino a oltre 900 m), cresce su pendii o creste, in foresta umida più o meno chiusa; nella parte orientale dell’areale scende anche in foreste simili su dune di sabbia corallina consolidate e sui promontori vicini (Lindström et al. 2009). De Laubenfels e Adema (1998) la segnalano soprattutto lungo i corsi d’acqua, fino a 900 m e talvolta a 1500 m. Le raccolte dalla Papua indonesiana sono rare, e la specie vi è probabilmente più abbondante di quanto suggeriscano gli erbari.

Sull’Australia le fonti non concordano. The World List of Cycads e la Flora of Australia includono la pianta dell’isola Mer, nello stretto di Torres (vedi Etimologia e storia), mentre Species+, la banca dati ufficiale della CITES, elenca soltanto l’Indonesia e la Papua Nuova Guinea. La divergenza riguarda una sola pianta, la cui origine naturale è giudicata incerta da Forster (2005) e dalla Flora of Australia, che la considera forse un’antica piantagione.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas scratchleyana a rischio minimo (LC), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg datata 2020 e pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, che sostituisce quella di K.D. Hill (2010). Anche Lindström et al. (2009) non la ritenevano minacciata, mentre la valutazione di Donaldson (2003) la classificava quasi minacciata (NT) per l’Indonesia e la Papua Nuova Guinea.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas scratchleyana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie con il suo nome e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

È poco coltivata, anche se commercianti specializzati ne propongono i semi, e nessuna istituzione consultata ha pubblicato consigli di coltivazione. L’idea che sia una delle Cycas più tolleranti all’ombra proviene dal sito commerciale di un venditore di semi; nessuna fonte indipendente la conferma, anche se è coerente con il suo habitat di foresta più o meno chiusa. In Italia, in mancanza di qualsiasi dato proprio della specie, la serra calda e umida, con un vaso capiente, resta la scelta prudente: è una deduzione tratta dall’ambiente d’origine, non un risultato di coltivazione pubblicato.

In Italia

Cycas scratchleyana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Le Cycas circinalis segnalate in alcuni di questi orti portano un nome spesso applicato male in coltivazione, ma nessuna fonte ne indica la provenienza e nulla permette di ricondurle a questa specie. Sul forum Tropicamente la ricerca di «scratchleyana» non dà alcun risultato.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di moltiplicazione proprio della specie: i semi sono in vendita, ma né i tempi né i tassi di germinazione sono documentati. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate.

Rusticità

Per Cycas scratchleyana non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Vive in foresta tropicale umida, fino a oltre 900 m di quota, e nessuna fonte consultata dice se sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Lo stesso vale per il sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: le ricerche sul forum francese Fous de palmiers e sul forum Tropicamente non hanno dato alcun riscontro, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Nelle fonti accessibili non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato. Sul forum statunitense PalmTalk esiste una discussione dedicata ai semi della specie, che non è stato possibile leggere (accesso bloccato).

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas scratchleyana. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. De Laubenfels e Adema (1998) segnalano che la specie è usata come alimento, senza precisarne la preparazione; nelle Cycas i semi sono commestibili solo dopo un lungo trattamento che elimina le tossine. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Sì, come alimento, ma la documentazione è scarna. De Laubenfels e Adema (1998) indicano che la specie è usata come cibo dall’uomo, senza precisare né le parti né le preparazioni. Forster (2005) ricorda che i semi delle Cycas sono consumati dai popoli autoctoni dell’Australia e della Papua Nuova Guinea, il che potrebbe spiegare la presenza della pianta dell’isola Mer. Non sono stati trovati dati più precisi.

Domande frequenti

Dove cresce Cycas scratchleyana?

In Nuova Guinea, soprattutto nell’est e nel sud, fino alle Molucche, in foresta umida fino a oltre 900 m; in Australia se ne conosce una sola pianta, sull’isola Mer, nello stretto di Torres.

Cycas scratchleyana è una varietà di Cycas circinalis?

No. Schuster la trattò così nel 1932, ma è una specie distinta; Cycas circinalis vive in India.

In che cosa si distingue da Cycas apoa?

Dalle spine dei macrosporofilli. Quelle di Cycas scratchleyana sono nette e numerose; Cycas apoa ne ha di poco distinte o nessuna.

I suoi semi galleggiano?

No, secondo Lindström et al. (2009), che non vi hanno trovato tessuto spugnoso; autori precedenti sostenevano il contrario, da cui la sua vecchia collocazione tra le Cycas con semi galleggianti.

È minacciata?

No. La IUCN la classifica a rischio minimo, perché è diffusa in Nuova Guinea.

Sopporta l’ombra?

Non è dimostrato. Lo afferma il sito commerciale di un venditore di semi, ma nessuna fonte indipendente lo conferma; in natura vive comunque in foreste più o meno chiuse.

È rustica in Italia?

Con ogni probabilità no, ma non esiste alcun dato sul freddo. È una pianta di foresta tropicale umida: la serra calda è la scelta prudente, dedotta dal suo habitat e non da prove di coltivazione.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. doi:10.7751/telopea20095826 [Descrizione (pp. 392-395), nomi vernacoli, storia, trasferimento nella sottosezione Cycas; testo integrale consultato.]
  • Forster, P.I. (2005). Cycas scratchleyana F.Muell. (Cycadaceae), a new species record for Queensland and Australia. Austrobaileya 7(1): 229-230. [Pianta dell’isola Mer; testo integrale consultato (BioStor).]
  • Hill, K.D. (1994). The Cycas rumphii complex (Cycadaceae) in New Guinea and the western Pacific. Australian Systematic Botany 7(6): 543-567. doi:10.1071/SB9940543 [Ripristino della specie, nomi vernacoli; non consultato direttamente, citato da Lindström et al. (2009) e dalla Flora of Australia.]
  • Mueller, F. von (1885). [Cycas scratchleyana]. Victorian Naturalist 2(2): 18-19. [Protologo; non consultato direttamente, citato da The World List of Cycads e da Lindström et al. (2009).]
  • Osborne, R. (2011). Focus on Cycas scratchleyana F.Muell. Encephalartos 103: 9-13. [Articolo di sintesi della rivista Encephalartos; non consultato, riferimento rilevato su The World List of Cycads.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas scratchleyana. The IUCN Red List of Threatened Species, versione 2023-1: e.T42083A69156646. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42083A69156646.en [Valutazione in vigore (LC), datata 15 ottobre 2020 nei metadati Crossref; categoria confermata da GBIF; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas scratchleyana. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42083A10624172. [Valutazione precedente; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; testo consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]