Cycas montana è una cicadea delle foreste montane dell’interno di Flores, nelle piccole isole della Sonda (provincia indonesiana di Nusa Tenggara Orientale). Questa specie del genere Cycas è stata descritta nel 2009 da Anders Lindström e Ken Hill, che l’hanno distinta dalle altre Cycas indonesiane per le foglie verdi, le foglioline rigide e strette e la peluria bruna persistente dei piccioli. È una delle specie meno documentate del genere; la IUCN la classifica a minor preoccupazione.
In sintesi: Cycas montana
- Nome accettato: Cycas montana A.Lindstr. & K.D.Hill (2009), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «tulumpu» e «watai» a Flores (lingue non precisate)
- Distribuzione naturale: Indonesia, isola di Flores (Nusa Tenggara Orientale), foreste montane dell’interno
- Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione di A. Lindström del 2020 (Lista rossa 2023-1)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foreste montane, almeno da 400 a 650 m di quota; nessun dato di coltivazione
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 1,5 m di altezza e 30-35 cm di diametro; foglie di 2,2-2,5 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas montana?
Tra le Cycas dell’Indonesia, Cycas montana si riconosce da quattro caratteri riuniti dai suoi autori: foglie verdi e non glauche, una peluria bruna persistente sul picciolo, foglioline rigide e strette (meno di 10 mm di larghezza) e semi privi di strato spugnoso (Lindström, Hill e Stanberg 2009).
È una cicadea tozza. Ecco la descrizione della specie secondo i suoi autori:
- Fusto: fino a 1,5 m di altezza, ma di 30-35 cm di diametro nel punto più stretto.
- Foglie: verde scuro e lucide, lunghe 2,23-2,48 m, con 144-151 foglioline; picciolo di 63-72 cm, spinoso soltanto per circa un quinto della lunghezza.
- Foglioline: quelle mediane misurano 23-25 cm per 8-10 mm; sezione leggermente carenata, margini nettamente ricurvi, punta acuta e pungente.
- Catafilli (le squame che proteggono l’apice): strettamente triangolari e morbidi.
- Coni maschili: non osservati.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): di 20-35 cm, con peluria arancione persistente e 2-6 ovuli glabri; lembo lanceolato di 4,5-10 cm, debolmente pettinato, con 14-40 spine laterali pungenti di 9-13 mm e una robusta spina terminale di 25-40 mm.
- Semi: ovoidi, di 50-55 mm per 30-45 mm, con involucro carnoso bruno ambrato, uno strato fibroso e nessun tessuto spugnoso.
Ibridi
Per questa specie non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
Nella chiave di Lindström, Hill e Stanberg (2009) Cycas montana è vicina a Cycas javana, di Giava: entrambe hanno foglie verdi, picciolo spinoso e un lembo del megasporofillo stretto con spine laterali ben evidenti, ma Cycas javana ha foglioline larghe, di oltre 10 mm. Altre tre specie della regione si distinguono facilmente:
- Cycas scratchleyana, della Nuova Guinea, ha un lembo del megasporofillo molto più largo (oltre 35 mm);
- Cycas glauca, di Timor e Sumba, si riconosce dal fogliame glauco;
- Cycas apoa ha megasporofilli quasi privi di spine laterali.
Il nome può creare un’altra confusione, del tutto diversa: lo stesso epiteto è portato da Zamia montana, della Colombia, e da Macrozamia montana, dell’Australia, cicadee di generi e continenti diversi.
Tassonomia
Cycas montana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie è stata descritta nel 2009 nella revisione delle Cycas dell’Indonesia di Lindström, Hill e Stanberg (Telopea 12(3): 385-418), che descriveva anche Cycas sundaica.
Gli autori la collocano nella sezione Cycas, sottosezione Cycas: un gruppo di una dozzina di specie dai semi senza tessuto spugnoso, con involucro carnoso fibroso e lembo del megasporofillo stretto, distribuito dall’India e dallo Sri Lanka fino a Luzon e alla Nuova Guinea. La maggior parte sono piante di foresta chiusa, spesso su crinali lontani dalla costa.
L’articolo contiene una contraddizione: il testo dedicato alla sottosezione afferma che i semi di Cycas javana e di Cycas montana non sono stati visti e che il loro strato fibroso è solo supposto, mentre la descrizione della specie riporta semi misurati, con strato fibroso presente. Questa scheda riprende la descrizione segnalando la riserva.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino montanus, «di montagna», con riferimento all’ambiente montano della specie a Flores (Lindström e colleghi 2009; Haynes 2022).
Il tipo fu raccolto da Anders Lindström il 27 aprile 2000 a 400 m di quota, presso il villaggio di Wae Moto, a Ndara (distretto di Nggoang, Manggarai), nell’ovest di Flores (olotipo nell’erbario di Bogor, BO; isotipo all’università della Columbia Britannica, UBC). Due raccolte più antiche, fatte a Nunang (Manggarai) a 650 m nel 1965 e nel 1980, sono conservate a Leida. Durante la stessa missione Lindström osservò diverse piante coltivate nei villaggi intorno a Bajawa (Ngada), che secondo gli abitanti provenivano dalle foreste vicine.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. Lindström, Hill e Stanberg (2009) riportano due nomi locali, «tulumpu» e «watai», senza precisarne la lingua: a Flores si parlano diverse lingue, e l’uso esatto di questi nomi resta da documentare.
In natura
Cycas montana è endemica di Flores, dove è limitata alle foreste montane dell’interno, alle quote più elevate (Lindström e colleghi 2009). Le località note si trovano nell’ovest e nel centro dell’isola (Manggarai, Ngada), tra 400 e 650 m per quelle di cui è indicata la quota, e sul monte Ondorea, vicino a Nangamboa. L’estensione delle popolazioni, l’impollinazione e la fenologia non sono documentate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas montana a minor preoccupazione (LC), secondo la valutazione di A. Lindström del 2020, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa. Nel 2009 gli autori della specie la giudicavano «non minacciata, benché non protetta» e proponevano la categoria «quasi minacciata» (NT). Non è citata alcuna area protetta che ospiti la specie.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas montana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Al di fuori di Flores, dove alcune piante sono coltivate nei villaggi della regione di Bajawa, nessuna istituzione consultata documenta la coltivazione di Cycas montana, e nessun riscontro è stato trovato sui forum francesi o italiani. Pianta di foresta tropicale di media montagna, andrebbe coltivata in vaso, in serra o in veranda temperata o calda.
In Italia
Cycas montana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca «cycas montana» restituisce soltanto discussioni su agavi o su altre cicadee, tra cui una pianta venduta nel 2009 con il nome commerciale di «Cycas diannanensis montana»; nessuna riguarda la specie di Flores (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas montana non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Le montagne di Flores in cui cresce, tra 400 e 650 m circa, hanno un clima tropicale senza gelo: nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti, nonostante il nome.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: sul forum Fous de palmiers la ricerca «Cycas montana» rimanda soltanto ad agavi o ad altre cicadee con lo stesso epiteto, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas montana, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso. Le piante osservate nei villaggi intorno a Bajawa mostrano che la specie è coltivata localmente, ma il motivo di questa coltivazione (ornamento, alimentazione, uso rituale) non è indicato.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas montana?
Soltanto sull’isola di Flores, in Indonesia, nelle foreste montane dell’interno, almeno tra 400 e 650 m di quota.
È la stessa specie di Zamia montana o Macrozamia montana?
No. Hanno lo stesso epiteto, «di montagna», ma sono piante di generi e continenti diversi: Zamia montana vive in Colombia, Macrozamia montana in Australia.
Come si riconosce?
Dalle foglie verdi e lucide, dalla peluria bruna che resta sul picciolo, dalle foglioline rigide larghe meno di 1 cm e dai semi senza strato spugnoso.
È minacciata?
No, secondo la IUCN, che la classifica a minor preoccupazione. Nessuna area protetta la ospita, però.
È rustica, visto il nome?
Con ogni probabilità no. «Di montagna» indica qui foreste tropicali tra 400 e 650 m circa, senza gelo; non esiste alcun dato sul freddo.
Si trova in coltivazione?
Raramente. È piantata in alcuni villaggi di Flores, ma in Europa non è documentata alcuna coltivazione.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas montana: https://cycadlist.org/scientific_name/167 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (LC), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas montana: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65523/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Lista rossa della IUCN, Cycas montana (Lindström, valutazione 2020): https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T187819A1827204.en — categoria LC. Riferimento rilevato tramite Crossref; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. https://doi.org/10.7751/telopea20095826 [Protologo (pp. 396-397, fig. 3), chiave, sottosezione, nomi locali, statuto proposto; testo integrale consultato.]
- Lindström, A. (2023). Cycas montana. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T187819A1827204. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T187819A1827204.en [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato tramite Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]