Cycas circinalis

Cycas circinalis è una cicadea arborescente endemica dell’India meridionale, dove cresce soprattutto nei Ghati occidentali, in boscaglie secche di collina, fino alla costa. Prima specie descritta del genere Cycas, di cui è la specie tipo, è anche quella il cui nome è stato applicato peggio: per due secoli si sono chiamate «Cycas circinalis» Cycas tropicali dell’Asia, dell’Africa e del Pacifico, e la maggior parte delle piante vendute con questo nome in Italia appartiene ad altre specie. La vera Cycas circinalis, quasi assente dalle coltivazioni, è classificata in pericolo dalla IUCN, minacciata dalla raccolta di foglie, midollo e semi.

In sintesi: Cycas circinalis

  • Nome accettato: Cycas circinalis L. (1753), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas circinalis var. angustifolia Miq. (1840), Cycas wallichii Miq., Cycas undulata Desf. ex Gaudich. (1829), Cycas circinalis subsp. vera J.Schust. (1932); al contrario, molti nomi pubblicati sotto Cycas circinalis indicano altre specie (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; specie tipo del genere e della sezione Cycas
  • Nomi comuni: «falso sagù» all’Orto Botanico di Palermo; queen sago in inglese (nome orticolo spesso applicato ad altre specie); numerosi nomi indiani (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: India meridionale, Ghati occidentali (Kerala, Karnataka, Tamil Nadu, sud del Maharashtra); The World List of Cycads aggiunge l’Andhra Pradesh
  • Stato IUCN: in pericolo (EN A2cd+4cd), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato per la specie in senso stretto; piante vendute con questo nome danneggiate già a 0/−1 °C in Italia e in Francia (identità incerta, vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura boscaglie secche stagionali di collina, affioramenti rocciosi e costa; in coltivazione luce intensa, substrato drenante, calore
  • Portamento e dimensioni: fusto fino a 7-8 m, di 12-43 cm di diametro; foglie di 1,5-2,7 m
  • In Italia: il nome compare in diversi orti botanici (Palermo, Napoli, Roma, Pisa, Padova, Messina), ma l’identità delle piante non è stata verificata
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas circinalis?

Cycas circinalis è una grande cicadea a foglie piatte, con foglioline lunghe e larghe e foglie giovani dai riflessi bluastri; si riconosce soprattutto dai macrosporofilli non pettinati e dai microsporofilli terminati da una lunga punta affusolata (Lindstrom e Hill 2007).

Il fusto raggiunge 7 m, con 12-27 cm di diametro secondo Lindstrom e Hill (2007), 8 m e 27-43 cm secondo de Laubenfels e Adema (1998); la corteccia è spessa e sugherosa. Le foglie, verde vivo e semilucide, misurano 150-270 cm e sono piatte: le foglioline opposte si inseriscono a 180° sul rachide. Ciascuna porta 54-110 foglioline. Il picciolo, di 34-70 cm, è spinoso per il 30-100 % della lunghezza. Le foglioline mediane misurano 22-36 cm per 9-13 mm, con margini piatti e punta morbida. I catafilli, strettamente triangolari, sono morbidi.

I coni maschili, da ovoidi a conici, da bruno chiaro a bruni, misurano 24-48 cm per 12-18 cm; ogni microsporofillo termina con una spina apicale sporgente di 20-39 mm. I macrosporofilli, di 20-35 cm, restano coperti da una peluria arancione; portano 4-14 ovuli glabri e una lamina lanceolata di 27-40 mm, regolarmente dentata con 10-28 piccole spine pungenti di 1-4 mm. I semi, allungati, di 30-39 mm per 20-24 mm, hanno polpa giallo chiaro e, secondo Lindstrom e Hill (2007), nessuno strato spugnoso interno.

In natura la specie perde talvolta le foglie durante le siccità estreme (Lindstrom e Hill 2007). Uno studio di campo condotto in India (Raju e Rao 2011) descrive bulbilli che nascono sul fusto delle piante maschili e possono radicare.

Ibridi

Non sono documentati ibridi naturali né ibridi di coltivazione per Cycas circinalis in senso stretto. Gli «ibridi di circinalis» talvolta proposti riguardano in genere piante di altre specie vendute con questo nome (vedi Possibili confusioni).

Possibili confusioni

«Cycas circinalis» in coltivazione: un nome applicato male

La confusione risale a Linneo. Creando il genere nel 1753, fondò Cycas circinalis su otto opere precedenti che descrivevano in realtà almeno tre specie: solo due riguardano la pianta indiana che oggi porta questo nome; le altre corrispondono a Cycas revoluta, separata da Thunberg, e a Cycas rumphii, separata da Miquel nel 1839 (Lindstrom e Hill 2007). Nel 1832 Roxburgh descrisse con questo nome piante coltivate a Calcutta di origine sbagliata, diffondendo l’idea errata di una Cycas circinalis presente dall’India all’Indonesia (de Laubenfels e Adema 1998). Nel 1932 Schuster riunì sotto Cycas circinalis, con sottospecie, varietà e forme, gran parte del genere.

Risultato: per Lindstrom e Hill (2007) è probabilmente il nome che compare più spesso nella letteratura, senza che un solo autore l’abbia applicato in modo del tutto corretto, e quasi tutte le piante coltivate con questo nome appartengono in realtà al complesso di Cycas rumphii. Gli autori citano usi errati a Ceylon (Cycas nathorstii), in Thailandia, in Malesia (Cycas edentata), nelle Filippine, in Nuova Guinea e nel Pacifico occidentale (Cycas seemannii, Cycas micronesica). De Laubenfels e Adema (1998) concludono che la maggior parte delle citazioni di Cycas circinalis senza provenienza nota va scartata, e notano che gli studi sul galleggiamento dei semi attribuito a questa specie si basavano probabilmente su piante identificate male.

In orticoltura l’Università della Florida descrive ancora con questo nome il queen sago, grande Cycas tropicale a foglie piatte dei giardini della Florida. Sul forum Tropicamente diversi coltivatori italiani lo notano già dal 2009: «di solito le circinalis che ci sono in giro sono tutte thouarsi» (2009), e quelle vendute nei bricocenter «sono tutte morte» presso chi le aveva acquistate (2010). In Francia un vivaista specializzato conferma nel 2019, sul forum Fous de palmiers, che le piante vendute nei garden center come Cycas circinalis sono Cycas thouarsii e che la vera specie è quasi assente in coltivazione.

Come distinguerla dalle specie vicine

  • Cycas thouarsii, del Madagascar e dell’Africa orientale, spesso venduta con questo nome: semi molto più grandi (54-60 mm), con uno strato spugnoso che li fa galleggiare, microsporofilli con punta corta e uncinata (de Laubenfels e Adema 1998). Secondo il vivaista citato, le sue foglie adulte sono lucide, mentre quelle di Cycas circinalis sono opache.
  • Cycas rumphii e le specie vicine dell’Indonesia e del Pacifico: microsporofilli troncati con punta molto corta (circa 5 mm), foglioline più larghe (14-18 mm) e semi crestati e galleggianti (de Laubenfels e Adema 1998).
  • Cycas sphaerica, dei Ghati orientali, a lungo attribuita a Cycas circinalis (var. orixensis): microsporofilli più nettamente affusolati e denti dei macrosporofilli più lunghi (de Laubenfels e Adema 1998; Lindstrom e Hill 2007).
  • Cycas nathorstii, dello Sri Lanka e dell’India meridionale: foglie giovani verde vivo, non bluastre (Lindstrom e Hill 2007).
  • Cycas annaikalensis, piccola popolazione delle colline di Annaikal, vicino a Palakkad, nell’areale di Cycas circinalis: distinta per le foglie, ma il suo status richiede ancora studi (Lindstrom e Hill 2007).

Tassonomia

Linneo descrisse Cycas circinalis nel 1753 in Species Plantarum, come unica specie del nuovo genere Cycas, indicando «Habitat in India». Poiché nessun campione è legato alla descrizione, la tavola 19 del «Todda Panna» di Rheede, pubblicata nel 1682 nell’Hortus Malabaricus, è stata designata come lectotipo da Stevenson nel 1993 (Lindstrom e Hill 2007). Cycas circinalis è anche il tipo del nome del genere.

Hill (1995) e poi Lindstrom e Hill (2007) hanno ristretto il nome a una specie indiana. Questi ultimi attribuiscono ad altre specie una ventina di combinazioni pubblicate sotto Cycas circinalis: per esempio subsp. thouarsii e subsp. madagascariensis (= Cycas thouarsii), subsp. seemannii (= Cycas seemannii), subsp. papuana (= Cycas papuana), var. javana (= Cycas javana), var. orixensis (= Cycas sphaerica). Sono invece sinonimi di Cycas circinalis la var. angustifolia Miq. e il suo equivalente Cycas wallichii, oltre a Cycas undulata, descritta da una pianta coltivata a Parigi nel 1820. De Laubenfels e Adema (1998) vi aggiungevano Cycas squarrosa e Cycas squamosa, due nomi orticoli dell’Ottocento.

Le due revisioni divergono sull’areale: de Laubenfels e Adema (1998) segnalavano la specie in Kerala e in Sri Lanka, mentre Lindstrom e Hill (2007) attribuiscono le piante dello Sri Lanka a Cycas nathorstii. The World List of Cycads, seguita dal sito, accetta Cycas circinalis solo per l’India.

Etimologia e storia

L’epiteto deriva dal latino circinalis, «avvolto a spirale», in riferimento alle foglioline arrotolate delle foglie giovani (Lindstrom e Hill 2007; Haynes 2022). Conosciuta da secoli in India, la pianta entra negli scritti occidentali con l’Hortus Malabaricus di Rheede (1682), con il nome malayalam di «Todda Panna». Piante dell’India meridionale erano coltivate in Europa già all’inizio dell’Ottocento: secondo Dyer, citato da de Laubenfels e Adema (1998), la forma orticola chiamata Cycas squamosa era stata introdotta dal Travancore nel 1824.

All’Orto Botanico di Palermo, la pagina sulla storia delle collezioni ricorda che tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento furono messe a dimora, insieme a Ceratozamia mexicana e Dioon edule, piante di «Cycas circinalis, elegante cicadacea della penisola indiana», i cui esemplari sarebbero oggi «i più imponenti coltivati in piena aria in Europa». La loro identità non è stata verificata alla luce delle revisioni recenti.

Nomi comuni

L’Orto Botanico di Palermo chiama «falso sagù» le sue grandi «Cycas circinalis», accanto al «sagù», Cycas revoluta; l’Università della Florida usa queen sago. Questi nomi orticoli riguardano però soprattutto piante di altre specie. In India, Lindstrom e Hill (2007) riportano tra gli altri in hindi jangli-madan-mast-ka-phul, in kannada mundicalu, in tamil madanagama e canningay, in telugu kamkshi e in sanscrito varaguna; Species+ ne riprende una parte.

In natura

Cycas circinalis è endemica dei Ghati occidentali e delle colline vicine, in Kerala, Karnataka, Tamil Nadu e nel sud del Maharashtra (Lindstrom e Hill 2007); The World List of Cycads aggiunge l’Andhra Pradesh. Cresce di solito in boscaglie arbustive piuttosto dense, secche per una parte dell’anno, su colline dove molti alberi perdono le foglie nella stagione secca; si estende dagli affioramenti rocciosi fino alla costa. Lindstrom e Hill (2007) la descrivono come una specie adattabile, localmente abbondante, con grandi popolazioni costiere in Kerala, integrate nei villaggi. De Laubenfels e Adema (1998) la segnalano fino a 1 070 m di quota.

Nella riserva della biosfera dei Nilgiri, uno studio della Keystone Foundation (Varghese e Ticktin) ha osservato popolazioni molto ridotte: nelle popolazioni sfruttate per le foglie, il 92 % delle piante più alte di 20 cm veniva raccolto e oltre il 90 % delle foglie asportato; le popolazioni sfruttate per il midollo non avevano più individui oltre i 50 cm. Le piante impiegherebbero 15-20 anni a riprodursi. La produzione di foglie varia con le piogge: un’emissione all’anno nei siti secchi, foglie tutto l’anno dopo un’emissione principale a maggio nel sito più piovoso.

L’impollinazione è discussa. Raju e Rao (2011) la ritengono soprattutto anemofila e notano una debole produzione di calore e odore da parte dei coni, a loro avviso senza ruolo nell’impollinazione; descrivono anche uno strato spugnoso che farebbe galleggiare i semi, dispersi nella stagione delle piogge. Lindstrom e Hill (2007) e de Laubenfels e Adema (1998) affermano invece che i semi di Cycas circinalis non hanno strato spugnoso e non galleggiano. La divergenza non è risolta; potrebbe dipendere dall’identità delle piante studiate, ma nessuna fonte lo afferma.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas circinalis in pericolo (EN A2cd+4cd), nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (categoria verificata tramite GBIF e The World List of Cycads; la Lista rossa non ha potuto essere consultata). I criteri indicano un declino passato e futuro legato alla perdita di habitat e allo sfruttamento. Una valutazione precedente risale al 2010 (Varghese e colleghi); Donaldson (2003) considerava i dati insufficienti (DD).

Le minacce sono ben documentate. Nei Nilgiri i semi e le foglie giovani sono consumati dalle comunità indigene, i semi venduti come rimedio in Kerala, il midollo dei fusti e i coni maschili raccolti da raccoglitori esterni per i mercati della medicina tradizionale, e le foglie adulte prelevate in massa nel Tamil Nadu per l’industria floreale (Varghese e Ticktin, rapporto della Keystone Foundation). Lindstrom e Hill (2007) notano che l’habitat è stato fortemente ridotto e degradato, ma che buone popolazioni sopravvivono in parchi nazionali e riserve forestali, e che in Kerala gli abitanti non tagliano i fusti come nel Tamil Nadu e nell’Andhra Pradesh.

La specie è iscritta, come tutta la famiglia delle Cycadaceae, nell’Appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline e plantule in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (allegati fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Species+ indica l’India come unico paese di distribuzione (consultazione del 19 ottobre 2026). Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e preferite piante ottenute da seme in coltivazione.

Coltivazione

La vera Cycas circinalis è quasi assente dalle coltivazioni europee; non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie in senso stretto. Il suo ambiente naturale, colline tropicali con una stagione secca marcata, indica una cicadea da clima caldo, che sopporta la siccità stagionale ma non il freddo. Al Royal Botanic Garden di Edimburgo è coltivata in serra, nell’Orchid & Cycad House. Nella maggior parte d’Italia si coltiva in vaso, ritirata d’inverno in serra o veranda luminosa e al riparo dal gelo, in un substrato molto drenante, con irrigazioni regolari d’estate e rare d’inverno, come le altre Cycas tropicali.

In Italia

Il nome compare in diversi orti botanici italiani, ma l’identità delle piante non è stata verificata. All’Orto Botanico di Palermo, grandi «Cycas circinalis» vivono all’aperto da oltre un secolo. All’Orto Botanico di Napoli, nelle serre Califano, ne sono stati fotografati gli ovuli, e il giardino ne ha offerto il polline negli Index Seminum dal 2012-13 al 2018-19, segno che vi crescono piante maschili che producono coni. La scheda APGI dell’Orto Botanico di Roma la cita tra le essenze notevoli della zona collinare, all’aperto; a Pisa è ospitata dal 2018 nella nuova serra tropicale; la banca dati PlantSearch del BGCI la segnala a Padova, e l’Orto Botanico di Messina la elencava nel 2009 («Cycas circinnalis»).

Sul forum Tropicamente, un coltivatore di Ravenna riferisce di averne perse due, una per marciume e l’altra deperita dopo due anni di crescita in vaso (2009), e di averla vista in piena terra solo a Palermo, dubitando che possa vivere a Roma (2014); un altro coltivatore indica che in Sicilia, sulla costa occidentale a 1 km dal mare, le sue «circinnalis» restavano all’aperto d’inverno senza problemi (2009, 2013). Il Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var, Francia) non ha pubblicato osservazioni sulla specie.

Moltiplicazione

Cycas circinalis si moltiplica per seme; servono una pianta maschile e una femminile. Nei vivai di villaggio dei Nilgiri le prime semine hanno germinato solo al 20-30 %; interrare i semi per due o tre settimane nella sabbia prima di trapiantarli ha portato il tasso oltre il 50 %, e un lotto ben seguito di 500 semi ha superato l’80 % di germinazione, contro circa il 60 % per un lotto di 2 000 semi in un vivaio meno curato (Varghese e Ticktin, rapporto della Keystone Foundation). Anche i bulbilli che nascono sul fusto delle piante maschili possono radicare (Raju e Rao 2011). I semi sono esentati dalla CITES.

Malattie e parassiti

Non sono documentate malattie né parassiti propri di Cycas circinalis in coltivazione. Come tutte le Cycas, può essere attaccata dalle cocciniglie, tra cui Aulacaspis yasumatsui, e marcire se il substrato resta umido con il fresco.

Rusticità

Non esistono dati di rusticità per Cycas circinalis in senso stretto; i riscontri disponibili riguardano piante vendute con questo nome.

In Italia e nel sud della Francia

I soli riscontri riguardano piante vendute con questo nome, di identità incerta. Un coltivatore del Lazio riferisce sul forum Tropicamente nel dicembre 2014 che le foglie delle sue «circinalis» sono state gravemente danneggiate per due inverni di seguito e che, tagliate, sono state sostituite da foglie lunghe un terzo delle precedenti. Nel sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, un coltivatore di Fuveau (Bocche del Rodano) indica nel dicembre 2019 sul forum Fous de palmiers che le foglie della sua «Cycas circinalis» in piena terra si sono bruciate a 0 °C, e un giardiniere di Carcassonne (Aude) riferisce sul forum Au jardin la perdita del 99 % del fogliame al primo gelo, a −1 °C. Il vivaista francese citato sopra riassume che la specie venduta con questo nome tollera solo geli brevi e che, se durano, il fogliame brucia. All’aperto la si può tentare soltanto nelle situazioni più miti, come a Palermo; altrove va ritirata al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

L’Università della Florida riserva il queen sago venduto con il nome di Cycas circinalis alle zone USDA 10 e 11, cioè ai climi senza gelo significativo. Il Royal Botanic Garden di Edimburgo la coltiva in serra.

Tossicità e precauzioni

Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas circinalis in senso stretto, ma tutte le specie di Cycas studiate contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA, soprattutto nei semi. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In India i semi sono comunque consumati dopo preparazione e venduti come rimedio (Varghese e Ticktin, rapporto della Keystone Foundation); uno dei nomi tamil, canningay, significherebbe «convulsioni della mano», forse in riferimento alla tossicità (Lindstrom e Hill 2007). Considerate la pianta tossica: semi fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per maneggiarli e, in caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nella riserva della biosfera dei Nilgiri le comunità indigene consumano i semi e le foglie giovani; in Kerala i semi sono raccolti in grande quantità e venduti localmente come rimedio; il midollo del fusto e i coni maschili alimentano i mercati della medicina tradizionale, e le foglie adulte l’industria floreale nel Tamil Nadu (Varghese e Ticktin, rapporto della Keystone Foundation). Il nome hindi jangli-madan-mast-ka-phul, «fiore selvatico del dolce desiderio», alluderebbe a virtù afrodisiache attribuite alla pianta (Lindstrom e Hill 2007).

Domande frequenti

La Cycas circinalis del mio vivaio è una vera Cycas circinalis?

Probabilmente no. La vera Cycas circinalis, indiana, è quasi assente dalle coltivazioni; le piante vendute con questo nome sono per lo più Cycas thouarsii o specie del complesso di Cycas rumphii.

Come riconoscere la vera Cycas circinalis?

Soprattutto dagli organi riproduttivi: macrosporofilli non pettinati, con piccoli denti, microsporofilli con lunga punta affusolata, semi di 3-4 cm. Le foglie giovani sono bluastre e le foglioline larghe 9-13 mm.

Da dove viene?

Dall’India meridionale, soprattutto dai Ghati occidentali (Kerala, Karnataka, Tamil Nadu, sud del Maharashtra). Non cresce né in Indonesia né in Africa, contrariamente a quanto affermano molte fonti antiche.

È rustica?

No. Non esistono dati per la specie in senso stretto, e le piante vendute con questo nome perdono il fogliame già a 0/−1 °C. All’aperto solo nelle zone più miti, come Palermo.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2023): foglie, midollo, coni e semi sono raccolti in massa e l’habitat si riduce.

Perché questo nome è stato usato così male?

Perché Linneo lo fondò su descrizioni di più specie, e poi Roxburgh, Miquel e Schuster lo applicarono a Cycas dell’Asia, dell’Africa e del Pacifico. Le revisioni dal 1995 al 2007 l’hanno ristretto all’India.

È velenosa?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi proprie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Linnaeus, C. (1753). Species Plantarum 2: 1188. Laurentius Salvius, Stoccolma. [Protologo; riferimento verificato su The World List of Cycads, testo non consultato.]
  • Rheede tot Drakestein, H.A. van (1682). Hortus Indicus Malabaricus 3, t. 19. Amsterdam. [Lectotipo; citato secondo Lindstrom e Hill 2007.]
  • Hill, K.D. (1995). The genus Cycas (Cycadaceae) in the Indian region, with notes on the application and typification of the name Cycas circinalis L. Taxon 44(1): 23-31. doi:10.2307/1222674 [Restrizione del nome all’India; riferimento verificato su Crossref, testo non consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Storia delle confusioni, descrizione, sinonimia, semi non galleggianti; testo integrale consultato.]
  • Lindstrom, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [Descrizione, lectotipo, sinonimia, combinazioni applicate male, distribuzione, conservazione, nomi vernacolari; testo integrale consultato.]
  • Raju, A.J.S. & Rao, N.G. (2011). Taxonomic aspects and coning ecology of Cycas circinalis L. (Cycadales: Cycadaceae), a threatened species of India. Journal of Threatened Taxa 3(1): 1425-1431. doi:10.11609/JoTT.o2372.1425-31 [Impollinazione, bulbilli, semi galleggianti secondo gli autori; abstract consultato.]
  • Varghese, A. & Ticktin, T. (s.d., dati 2006-2008). Conservation of the endemic overexploited cycad, Cycas circinalis L., in the Nilgiri Biosphere Reserve, South India. Rapporto finale, Keystone Foundation e The Cycad Society. [Raccolta, demografia, germinazione; testo integrale consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas circinalis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42089A2959396. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42089A2959396.en [Valutazione attuale (EN); riferimento verificato su Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Varghese, A., Krishnamurthy, V., Garnesan, R. & Manu, K. (2010). Cycas circinalis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42089A10627275. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42089A10627275.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]