Cycas campestris

Cycas campestris è una cicadea delle pianure erbose e delle savane a eucalipti del sud-est della Papua Nuova Guinea, nota nelle province Centrale e del Golfo, intorno a Port Moresby. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1994 da Ken Hill, nella sua revisione del gruppo di Cycas media in Nuova Guinea. Il nome latino, che significa «dei campi, delle pianure», ricorda che cresce in terreni aperti. È una specie ancora poco conosciuta, i cui limiti sono stati discussi, e che la IUCN classifica quasi minacciata. Poiché la descrizione originale non ha potuto essere consultata, questa scheda si basa in gran parte sulle etichette d’erbario pubblicate.

In sintesi: Cycas campestris

  • Nome accettato: Cycas campestris K.D.Hill (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; una parte del materiale citato da Hill nel 1994 è stata attribuita a Cycas schumanniana da de Laubenfels e Adema (1998)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; le etichette d’erbario riportano i nomi locali «Atolo» (Kanosia, 1935) e «Wakoro» (lingua matapaili, 1962)
  • Distribuzione naturale: Papua Nuova Guinea, province Centrale e del Golfo; località tipo ai laghi Lea Lea, vicino a Port Moresby
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT, criterio B1b(iii,v)), valutazione di J.D. Bösenberg (2022), NT secondo GBIF
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato; specie di pianura tropicale, da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: savana aperta a eucalipti, prateria e colline erbose, dal livello del mare a circa 400 m, secondo le etichette d’erbario; suolo non documentato
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto in genere non ramificato, per lo più di 1-2,5 m, fino a circa 5 m e 30 cm di diametro nella savana densa; foglie di circa 0,9-1,4 m, secondo le etichette d’erbario
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né nelle collezioni dei forum
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas campestris?

La descrizione originale (Hill 1994) non ha potuto essere letta, perché l’editore ne blocca l’accesso; i caratteri con cui Hill separa la specie dalle vicine non sono quindi riportati qui. Le etichette della raccolta tipo e degli esemplari più antichi oggi attribuiti a questo nome, pubblicate tramite GBIF, descrivono la pianta così:

  • Fusto: eretto, in genere non ramificato; «in genere non più di 1,5 m» nella savana aperta, ma fino a circa 5 m di altezza e 30 cm di diametro nella savana densa a eucalipti vicino a Port Moresby (1955); circa 2,4 m (8 piedi) a Port Moresby (1925) e circa 2,5 m con un fusto di 20 cm sul fiume Aroa (1962); una raccolta del 1977 descrive un arbusto di circa 1 m.
  • Foglie: lunghe circa 0,9-1,2 m (3-4 piedi) a Port Moresby, fino a circa 1,4 m (4 piedi e 6 pollici) sull’isola Yule; una trentina nella corona di una pianta femminile di 2 m (1962); verde scuro, lucide sopra e più chiare sotto; foglie giovani coperte di peli rossicci che si staccano facilmente sfregandoli (raccolta tipo); picciolo bruno chiaro, rossiccio alla base.
  • Coni maschili: lunghi circa 30 cm, arrotondati all’apice e assottigliati alla base (raccolta tipo); bruno chiaro all’esterno e color crema all’interno, oppure bruno giallastro chiaro.
  • Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): bruno chiaro e pubescenti; di solito portati sotto le foglie, ma alcune piante li portano eretti sopra le foglie, con semi già sviluppati (1955).
  • Semi: da verdi a verde oliva, talvolta giallastri all’apice.

Le cifre che circolano in rete (foglie di 80-170 cm con 120-230 foglioline, coni maschili di 13-17 cm) sono attribuite alle Cycad Pages di Ken Hill, oggi non più in linea; non hanno potuto essere verificate sul suo testo, e il cono maschile di circa 30 cm della raccolta tipo non vi corrisponde. De Laubenfels e Adema (1998) descrivono ancora altro: un albero di foresta di 8 m, con foglie di 180-250 cm e semi rossi, in base al solo esemplare tipo (vedi Tassonomia).

Ibridi

Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.

Possibili confusioni

In Nuova Guinea Cycas campestris appartiene allo stesso gruppo di Cycas papuana e di Cycas schumanniana, due specie che Hill ha ristabilito nella stessa pubblicazione del 1994. I caratteri che le separano non hanno potuto essere letti nel testo originale. Secondo de Laubenfels e Adema (1998), Cycas schumanniana ha foglioline molto più strette e denti più corti all’apice dei megasporofilli. Il gruppo è legato a quello di Cycas media, la grande cicadea della costa orientale dell’Australia.

Tassonomia

Cycas campestris è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Ken Hill la descrisse nel 1994 nell’articolo «The Cycas media group (Cycadaceae) in New Guinea», Australian Systematic Botany 7(6): 527-541 (descrizione alle pagine 538-540). Secondo il riassunto dell’articolo, Hill vi riconosce tre specie in Nuova Guinea: Cycas campestris, nuova, e Cycas papuana e Cycas schumanniana, ristabilite dopo essere state poste in sinonimia; vi descrive anche la serie Armstrongianosae e sceglie un tipo per la sezione Endemicae. Il tipo di Cycas campestris fu raccolto ai laghi Lea Lea, nella provincia Centrale, da Jacobs e Conn (numero 5950); l’olotipo è a Sydney (NSW).

De Laubenfels e Adema (1998) hanno mantenuto il nome, ma con una definizione del tutto diversa: per loro solo l’esemplare tipo appartiene alla specie, che descrivono come un albero delle foreste di pianura diffuso in tutta la Nuova Guinea, mentre le altre raccolte citate da Hill andrebbero attribuite a Cycas schumanniana. The World List of Cycads, che cita questa pubblicazione come una sinonimia parziale, segue la definizione di Hill e limita la specie alle province Centrale e del Golfo. Questa divergenza spiega perché le descrizioni pubblicate non concordano; non è stato trovato alcuno studio più recente che risolva la questione.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino campestris, «dei campi, delle pianure», e si riferisce alla presenza della specie in terreni aperti ed erbosi (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads).

Le piante delle savane di Port Moresby furono raccolte molto prima di ricevere un nome: esemplari d’erbario oggi attribuiti a Cycas campestris risalgono al 1918, quando un raccoglitore la annota «molto comune sulle colline» intorno a Port Moresby, e al 1925, quando un altro la descrive come «comune in ogni savana». Il tipo fu raccolto il 18 settembre 1990 su un pendio ai laghi Lea Lea, sul fiume Laloki, da S.W.L. Jacobs e B.J. Conn. Non è stata trovata alcuna informazione sulla sua introduzione in coltivazione.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato. Due etichette d’erbario riportano nomi locali: «Atolo», annotato a Kanosia nel 1935 senza indicazione della lingua, e «Wakoro», in lingua matapaili, annotato sul fiume Aroa nel 1962. Nessun altro nome vernacolo ha potuto essere verificato.

In natura

Cycas campestris è endemica del sud-est della Papua Nuova Guinea: The World List of Cycads la segnala nelle province Centrale e del Golfo, e la località tipo si trova ai laghi Lea Lea, nella regione di Port Moresby. Le etichette d’erbario descrivono savane aperte a eucalipti, praterie di savana e colline erbose: savana a eucalipti su un leggero pendio lungo la strada di Rigo (1969), prateria di savana aperta sul fiume Aroa (1962), alta savana boscosa rada a eucalipti a Kupiano (1977), savana aperta a Kanosia (1935). Le altitudini annotate vanno da circa 5 a 100 m intorno a Port Moresby, e raggiungono 400 m alle cascate di Rouna (1940).

Fonti secondarie aggiungono che queste praterie sono spesso percorse dal fuoco; nessuna fonte primaria consultata lo conferma. L’impollinatore e i dispersori dei semi non sono documentati.

Stato di conservazione e normativa

Cycas campestris è classificata quasi minacciata (NT, criterio B1b(iii,v)) nella valutazione di J.D. Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads; una versione corretta della valutazione è stata pubblicata nel 2023, e i dati IUCN ripresi da GBIF indicano la categoria NT (consultazione del 21 ottobre 2026). Esiste anche una valutazione precedente di K.D. Hill (2010). Il criterio indica un areale limitato, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di individui adulti; il dettaglio delle minacce non ha potuto essere verificato, perché la Lista rossa non era consultabile.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas campestris rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 3 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Non è stato trovato alcun dato di coltivazione pubblicato per Cycas campestris, e la specie non compare in nessuno dei forum consultati (Tropicamente, Fous de palmiers). È coltivata al Montgomery Botanical Center, nella Florida meridionale (un’accessione entrata nel 2016 secondo il suo catalogo), e dichiarata dall’orto botanico di Cairns, nel Queensland tropicale; nessuno dei due giardini ha pubblicato osservazioni su di essa. Il suo ambiente d’origine, la savana tropicale di pianura, fa pensare a una coltivazione in serra calda o in veranda, in pieno sole e in un substrato drenante; è una deduzione dall’habitat, non documentata per la specie.

In Italia

Cycas campestris non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente il termine «campestris» rimanda soltanto alla palma Trithrinax campestris; non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione di questa cicadea in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas campestris è dioica e si moltiplica per seme; servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume delle radici in un substrato troppo bagnato.

Rusticità

Per Cycas campestris non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una specie delle pianure tropicali della Nuova Guinea, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. La coltivazione si fa quindi in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto, nemmeno dai giardini botanici che la coltivano (Florida meridionale, Queensland tropicale).

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas campestris, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’Università statale della Carolina del Nord indica che la cicasina è presente in tutte le parti della pianta. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali; la scheda riguarda Cycas revoluta, ma il rischio vale per tutto il genere.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Un’etichetta d’erbario del 1962, raccolta sul fiume Aroa, annota che gli abitanti dicevano di mangiare lo strato carnoso del seme dopo averlo bollito. È la nota isolata di un raccoglitore; nessun’altra fonte consultata documenta questo uso, che non va mai imitato: i semi delle Cycas contengono tossine pericolose.

Domande frequenti

Che cosa significa «campestris»?

Significa «dei campi, delle pianure» in latino: ricorda che la specie cresce in terreni erbosi aperti.

Dove cresce Cycas campestris?

In Papua Nuova Guinea, nelle province Centrale e del Golfo, intorno a Port Moresby, nella savana a eucalipti e sulle colline erbose.

Perché le descrizioni non concordano?

Perché due revisioni l’hanno definita in modo diverso. Hill (1994) applica il nome alle cicadee delle pianure erbose del sud-est; de Laubenfels e Adema (1998) lo riservano al solo esemplare tipo, che descrivono come un grande albero di foresta.

Quanto cresce?

Le etichette d’erbario annotano soprattutto piante di 1-2,5 m, e fino a circa 5 m nella savana densa vicino a Port Moresby.

È minacciata?

In parte. La IUCN la classifica quasi minacciata (valutazione del 2022), per un areale limitato e un habitat in declino.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa, ma è improbabile. Non esiste alcun dato sul freddo: è una specie di pianura tropicale, da coltivare in vaso al riparo dal gelo.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas campestris: https://cycadlist.org/scientific_name/77 — autore, protologo (Austral. Syst. Bot. 7(6): 538-540), tipo (Jacobs e Conn 5950, laghi Lea Lea; olotipo NSW), distribuzione, statuto IUCN NT (Bösenberg 2022), etimologia, sinonimia parziale di de Laubenfels e Adema. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Cycas campestris: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/26540/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
  • GBIF (API), Cycas campestris, categoria IUCN: https://api.gbif.org/v1/species/2683233/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (NT). Infrastruttura di dati di riferimento che riprende la Lista rossa; consultata il 21 ottobre 2026.
  • GBIF, occorrenze di Cycas campestris: https://www.gbif.org/occurrence/search?taxon_key=2683233 — etichette della raccolta tipo (Jacobs e Conn, 1990) e di esemplari di Port Moresby (1918, 1925, 1955), Kanosia (1935), cascate di Rouna (1940), isola Yule (1955), fiumi Aroa e Brown (1962), strada di Rigo (1969) e Kupiano (1977): habitat, dimensioni, nomi locali, uso. Dati d’erbario primari; consultati il 21 ottobre 2026.
  • BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — Montgomery Botanical Center e orto botanico di Cairns che dichiarano la specie. Banca dati mondiale delle liste dei giardini, non datata; consultata nell’ottobre 2026.
  • Montgomery Botanical Center, catalogo della collezione vivente (BG-BASE): https://www.montgomerybotanical.org/research/living-collection/ — un’accessione (2016). Catalogo di giardino; consultato nell’ottobre 2026.
  • Crossref, scheda di Hill (1994): https://api.crossref.org/works/10.1071/SB9940527 — riassunto dell’articolo originale (tre specie riconosciute, Cycas campestris nuova, serie Armstrongianosae). Metadati dell’editore, affidabili; testo integrale non consultato (accesso bloccato).
  • ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
  • NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.

Bibliografia

  • Hill, K.D. (1994). The Cycas media group (Cycadaceae) in New Guinea. Australian Systematic Botany 7(6): 527-541. doi:10.1071/SB9940527 [Protologo, pagine 538-540; riassunto letto tramite Crossref, testo integrale non consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concetto ristretto al tipo, pagine 380-381, e sinonimia parziale con Cycas schumanniana, pagina 375; testo integrale consultato (archive.org).]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas campestris. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42072A10618293. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42072A10618293.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref, categoria non verificata.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas campestris. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42072A67338321. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42072A67338321.en [Valutazione in vigore; versione corretta e.T42072A243415225 pubblicata nel 2023; riferimenti verificati su Crossref, categoria NT ripresa da GBIF; pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]