Cycas javana

Cycas javana è una cicadea endemica dell’isola di Giava, in Indonesia, che cresce nelle foreste sempreverdi chiuse dell’interno, spesso lungo i corsi d’acqua di montagna. Descritta nel 1842 da Miquel come semplice varietà, Cycas circinalis var. javana, e poi dimenticata per oltre un secolo, questa specie del genere Cycas è stata elevata al rango di specie soltanto nel 1996. Si riconosce dalle foglie molto lucide e dai megasporofilli stretti, regolarmente dentati di spine pungenti. Gran parte del suo habitat è stata disboscata e la IUCN la classifica in pericolo critico di estinzione.

In sintesi: Cycas javana

  • Nome accettato: Cycas javana (Miq.) de Laub. ex D.Yue Wang (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas circinalis var. javana Miq. (1842), basionimo; piante attribuite un tempo a Cycas rumphii
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano né inglese attestato; nessun nome vernacolare nelle fonti consultate
  • Distribuzione naturale: Indonesia, isola di Giava (Giava occidentale, centrale e orientale) e vicina isola di Kangean
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR, criteri A2ace+4ace), secondo The World List of Cycads
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foresta sempreverde chiusa dell’interno, spesso lungo i ruscelli di montagna; sopravvive anche in ambienti disturbati
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di 2-4 m, di 15-20 cm di diametro; foglie fino a 205 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas javana?

Secondo Lindström, Hill e Stanberg (2009), due caratteri la distinguono: i semi privi di strato spugnoso e il lembo stretto dei megasporofilli, regolarmente dentato di numerose spine pungenti. Le grandi foglie piatte sono di un verde molto lucido, appena bluastre quando si aprono. La loro descrizione:

  • Fusto: eretto, di 2-4 m, di 15-20 cm di diametro.
  • Foglie: fino a 205 cm, da verde scuro a verde medio, molto lucide, leggermente bluastre mentre si distendono, piatte, con circa 146 foglioline; peluria bruna o bruno-arancio che cade all’apertura; terminano con una spina corta o con una coppia di foglioline; picciolo di 30-60 cm, glabro, spinoso sul 40-90 % della lunghezza.
  • Foglioline mediane: lunghe 24-37 cm e larghe 10-15 mm, inserite a circa 50°, nettamente più chiare sotto, ristrette a 2,5-6 mm alla base; margini da leggermente a moderatamente ricurvi; apice acuto; nervatura mediana sporgente sulle due facce.
  • Catafilli (le squame che proteggono l’apice): lineari, morbidi, coperti di lunghi peli bruno-arancio.
  • Coni maschili: ovoidi, arancioni o bruni; la spina apicale dei microsporofilli è sporgente e fortemente rialzata.
  • Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): di 22-36 cm, con peluria bruna persistente, portano 2-8 ovuli glabri; lembo lanceolato di 60-100 mm per 11-30 mm, con 12-30 spine laterali pungenti di 5-20 mm e una spina terminale distinta di 10-65 mm.
  • Semi: non osservati dagli autori; privi di strato spugnoso secondo la loro chiave e le loro osservazioni.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido. Lindström e colleghi segnalano soltanto che alcune piante dell’arcipelago di Tanimbar, attribuite provvisoriamente a Cycas scratchleyana, potrebbero riflettere un’intergradazione con Cycas javana oppure appartenere a un altro taxon; la questione non è stata studiata.

Possibili confusioni

Quattro specie sono state confuse con Cycas javana o le somigliano:

  • Cycas rumphii, nella quale Miquel l’aveva fatta confluire: cicadea soprattutto costiera dell’Indonesia orientale, con semi dotati di uno strato spugnoso che li fa galleggiare e megasporofilli quasi senza spine;
  • Cycas edentata, delle coste dell’Indonesia occidentale: megasporofilli con spine laterali appena accennate, semi spugnosi;
  • Cycas scratchleyana, della Nuova Guinea e delle Molucche, dello stesso gruppo: lembo dei megasporofilli molto più largo, con 28-40 denti;
  • Cycas circinalis, dell’India sud-occidentale, della quale Miquel considerava questa pianta una varietà: specie ben distinta, che non cresce in Indonesia.

Tassonomia

Cycas javana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il botanico olandese Friedrich Anton Wilhelm Miquel la descrisse nel 1842 nella sua Monographia Cycadearum (p. 28, tavole I e II) come Cycas circinalis var. javana, a partire da un esemplare raccolto a Giava da Carl Ludwig Blume (Blume 1089, olotipo a Leida, su due fogli). De Candolle la citava ancora nel 1868, ma Miquel la fece poi confluire in Cycas rumphii, e il nome rimase abbandonato fino al 1996.

David de Laubenfels la elevò al rango di specie nell’opera collettiva Cycads in China, pubblicata nel 1996 a cura di F.X. Wang e H.B. Liang (p. 65). La combinazione vi è attribuita a de Laubenfels ma compare in un capitolo di D.Y. Wang, senza che il suo contributo sia indicato espressamente: secondo The World List of Cycads, il Codice di nomenclatura impone allora la forma «de Laub. ex D.Yue Wang». Lindström, Hill e Stanberg (2009) giudicano «sostanzialmente corretto» il trattamento della specie da parte di de Laubenfels e Adema (1998), benché questi autori applicassero male altri nomi indonesiani. La collocano nella sottosezione Cycas della sezione Cycas, insieme a Cycas scratchleyana e Cycas apoa, gruppo definito da semi privi di strato spugnoso. Per il lettore, una pianta di Giava etichettata in passato come Cycas rumphii o come varietà di Cycas circinalis può dunque corrispondere a questa specie.

Etimologia e storia

L’epiteto è formato sul nome dell’isola di Giava, con il suffisso latino -ana che indica appartenenza: ricorda che la specie vive a Giava e vi fu raccolta per la prima volta (Lindström e colleghi 2009; Haynes 2022).

Le raccolte antiche conservate a Leida e a Bogor, fatte da Koorders, Backer e altri botanici del periodo coloniale tra il 1889 e il 1954, coprono tutta Giava, dalla regione di Pelabuhan Ratu, a ovest, al monte Watangan, presso Puger, a est, oltre all’isola di Kangean. Piante di riferimento raccolte nel 1999 vicino al villaggio di Cibaraja, lungo un ruscello nella parte occidentale di Giava, sono coltivate all’orto botanico di Nong Nooch, in Thailandia.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in inglese né in indonesiano. In Italia la si indica quindi soltanto con il nome scientifico.

In natura

Cycas javana è apparentemente endemica di Giava e della vicina isola di Kangean, a nord-est (Lindström e colleghi 2009); The World List of Cycads la cita nelle province di Giava occidentale, centrale e orientale. Vive nella foresta sempreverde chiusa dell’interno, spesso lungo i ruscelli, nelle regioni montuose, e sopravvive anche in ambienti disturbati. A Kangean è stata raccolta a bassa quota (22 m); nella parte occidentale di Giava, intorno ai 500 m.

Impollinatori, fenologia e dispersori dei semi non sono documentati; gli stessi semi non erano stati osservati dagli autori della revisione del 2009.

Stato di conservazione e normativa

Secondo The World List of Cycads, la IUCN classifica Cycas javana in pericolo critico di estinzione (CR) in base ai criteri A2ace+4ace: forte riduzione della popolazione, passata e prevista, legata al declino dell’habitat e allo sfruttamento. Sono citate due valutazioni, quella di Ken Hill (2010) e quella di Anders Lindström, pubblicata nel 2023; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

Nel 2009 Lindström e colleghi osservavano che gran parte dell’habitat originario era stata disboscata per l’agricoltura, ma che popolazioni sane sopravvivevano nelle zone più elevate; all’epoca raccomandavano lo statuto «quasi minacciata», mentre la categoria ufficiale era «dati insufficienti» (Donaldson 2003). La cocciniglia asiatica delle Cycas, Aulacaspis yasumatsui, è ampiamente diffusa a Giava.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas javana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.

Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas javana è presente in poche collezioni, come l’orto botanico di Nong Nooch, e lo era un tempo all’orto botanico di Bogor (esemplare Stolk 149). Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione specifica, e sui forum francesi e italiani consultati non è stato trovato alcun riscontro. L’ambiente di foresta tropicale umida indica una pianta da serra calda e umida.

In Italia

Cycas javana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Vi figura invece Cycas rumphii, il nome nel quale la specie fu a lungo inclusa: l’Orto botanico di Napoli la propone nei suoi Index Seminum dal 2012-13 al 2022-23, con piante delle serre Califano che producono coni maschili, e l’Orto botanico di Messina la elenca nella sua pagina sulle cicadee del 2009. Nessuna fonte riferisce queste piante a Cycas javana, e niente permette di dire che lo siano. Sul forum Tropicamente la ricerca «cycas javana» non dà alcun risultato e la ricerca «javana» rimanda soltanto alla palma Pinanga javana (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro in piena terra o in vaso è quindi documentato in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non sono documentate malattie proprie della specie. La cocciniglia Aulacaspis yasumatsui, ampiamente diffusa a Giava e a Bali, è la principale minaccia sanitaria segnalata: un tempo distrusse l’intera collezione di Cycas dell’orto botanico di Bogor, e l’insetto predatore che altrove ne limita la diffusione sembra assente da queste isole (Lindström e colleghi 2009).

Rusticità

Per Cycas javana non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Giava ha un clima tropicale, e nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.

Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: la ricerca sul forum francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro sul freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas javana, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.

In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Che cosa significa javana?

«Di Giava». La specie vive su quest’isola indonesiana, dove fu raccolta per la prima volta.

È una varietà di Cycas circinalis?

No. Miquel l’aveva descritta così nel 1842, ma è una specie distinta, elevata a questo rango nel 1996; la vera Cycas circinalis vive in India.

Dove cresce Cycas javana?

A Giava e sulla vicina isola di Kangean, nelle foreste sempreverdi dell’interno, spesso lungo i ruscelli di montagna.

Come si distingue da Cycas rumphii?

Dai semi senza strato spugnoso e dai megasporofilli stretti, dentati di numerose spine. Cycas rumphii è soprattutto costiera.

Le Cycas rumphii degli orti botanici italiani sono in realtà Cycas javana?

Non si sa. Nessuna fonte lo afferma: la confusione tra i due nomi è storica, ma l’identità delle piante italiane andrebbe verificata da uno specialista.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo critico di estinzione: gran parte delle sue foreste è stata disboscata.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e nessun riscontro italiano: è una pianta di foresta tropicale, da serra calda e umida.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Miquel, F.A.W. (1842). Monographia Cycadearum: 28, t. 1, fig. t, u; t. 2, fig. E1. [Basionimo Cycas circinalis var. javana; non consultato, citato secondo Lindström e colleghi (2009) e The World List of Cycads.]
  • Wang, D.Y. (1996). In: Wang, F.X. & Liang, H.B. (a cura di), Cycads in China: 65. [Pubblicazione della combinazione Cycas javana; non consultato, titolo del capitolo non rilevato, riferimento secondo The World List of Cycads.]
  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. doi:10.7751/telopea20095826 [Descrizione, storia, distribuzione, statuto (pp. 395-396), cocciniglia a Giava; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Trattamento della specie alle pp. 380-381, giudicato corretto da Lindström e colleghi 2009; concezione molto ampia delle specie; non consultato direttamente.]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas javana. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42093A10629129. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Lindström, A. (2023). Cycas javana. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42093A68903080. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato); categoria non verificata alla fonte.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]