Cycas pectinata è una grande cicadea arborescente delle colline ai piedi dell’Himalaya orientale e dell’India nord-orientale, dal fusto liscio e dagli enormi coni maschili. Fu nominata nel 1826, la quarta specie del genere Cycas a ricevere un nome. A lungo la si è creduta diffusa dall’India al Vietnam e alla Cina meridionale, ma una revisione del 2020 ha separato le popolazioni orientali con il nome di Cycas divyadarshanii: secondo The World List of Cycads, Cycas pectinata occupa ormai soltanto il Nepal, il Bhutan, il Bangladesh e l’India nord-orientale (Assam, Bihar, Meghalaya, Sikkim, Bengala Occidentale). Questa separazione non è seguita ovunque, e molte piante vendute con questo nome provengono dal Sud-est asiatico. Il nome Cycas jenkinsiana, pubblicato nel 1854, indica la stessa specie. La IUCN la classifica vulnerabile.
In sintesi: Cycas pectinata
- Nome accettato: Cycas pectinata Buch.-Ham. (1826), secondo The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas jenkinsiana Griff. (1854); Cycas circinalis var. pectinata (Buch.-Ham.) J.Schust. (1932); dal 2020 The World List of Cycads colloca le popolazioni del Sud-est asiatico e del Manipur in Cycas divyadarshanii
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Indosinenses
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nomi locali in assamese, khasi, nepalese, cinese e thai (vedi Nomi comuni)
- Distribuzione naturale: Bangladesh, Bhutan, India (Assam, Bihar, Meghalaya, Sikkim, Bengala Occidentale), Nepal (The World List of Cycads); areale più ampio nelle fonti anteriori al 2020
- Stato IUCN: vulnerabile (VU), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (versione 2023-1 della Lista rossa), che sostituisce quella di Nguyen (2010, VU A2cd+4cd), riferita alla specie in senso ampio
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato affidabile per la specie in senso stretto (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foreste collinari, spesso nel sottobosco ombroso, su suoli profondi argillosi; esigenze in coltivazione non documentate
- Portamento e dimensioni adulte: fusto di 1-12 m (fino a 16 m secondo Khuraijam e Singh, 2020), liscio, talvolta ramificato; foglie di 0,9-2,6 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; sul forum Tropicamente soltanto menzioni di collezione, senza dati di coltivazione
- Tossicità: semi tossici nel topo ad alte dosi; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas pectinata?
Cycas pectinata si riconosce dal fusto alto, grigio e liscio, privo delle basi delle foglie, dalle foglie piatte a foglioline strette e dai grandissimi coni maschili ovoidi, le cui squame terminano con una lunga punta rivolta verso l’alto. Esistono due descrizioni, perché non riguardano lo stesso insieme di piante.
Lindström e Hill (2007), che trattavano ancora la specie in senso ampio (dall’India al Vietnam), la descrivono così:
- Fusto: 1-12 m, 14-20 cm di diametro, con corteccia sottile e liscia; i catafilli e le basi fogliari non persistono.
- Foglie: 30-40 per corona, da verde scuro a verde-grigio, semilucide, lunghe 150-240 cm, piatte, con 180-312 foglioline; picciolo di 30-80 cm.
- Foglioline: quelle mediane misurano 20-31,5 cm per 7,5-10,5 mm, con margini leggermente ricurvi.
- Coni maschili: ovoidi, gialli o verdi, lunghi 30-55 cm per 16-22 cm di diametro; squame rigide, terminate da una punta di 17-32 mm.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): 22-30 cm, coperti da una peluria grigia, con 2-4 ovuli; lembo arrotondato, profondamente diviso in 40-50 spine morbide, con una spina terminale distinta di 3,5-7,5 cm.
- Semi: ovoidi appiattiti, di 42-45 mm; sarcotesta gialla con uno strato fibroso; nessuno strato spugnoso.
Khuraijam e Singh (2020) danno, per le sole piante a ovest della catena indo-birmana, valori un po’ diversi: fusto fino a 16 m, ramificato o no; foglie di 90-264 cm, con 100-230 paia di foglioline di 13-22 cm per 6-12 mm; coni maschili di 24-62 cm; megasporofilli di 11-25 cm con 1-5 ovuli; semi di 3,4-5,2 cm, gialli e poi da arancioni a rosso-arancio. Il carattere che usano per separare le due specie si trova sulle squame dei coni maschili: in Cycas pectinata la faccia superiore porta una protuberanza ispessita, assente in Cycas divyadarshanii, le cui squame sono anche più lunghe e più strette.
Ibridi
Non è noto alcun ibrido naturale od orticolo di Cycas pectinata. In Cina, Zheng e colleghi (2025) non hanno trovato alcuna mescolanza genetica, né negli adulti né nelle plantule, tra piante che chiamano Cycas pectinata e Cycas simplicipinna, che crescono insieme nello Xishuangbanna e nella regione di Pu’er (Yunnan). Le due specie restano separate dal periodo di produzione dei coni, dagli impollinatori, dalla posizione sui pendii e dal pH del suolo. Secondo The World List of Cycads, però, queste popolazioni dello Yunnan appartengono a Cycas divyadarshanii.
Possibili confusioni
Oggi la confusione principale è con Cycas divyadarshanii, la specie separata nel 2020. Le due si somigliano molto: soltanto i coni maschili permettono di distinguerle con sicurezza, e la provenienza aiuta. A ovest delle valli del Brahmaputra e del Barak si tratta di Cycas pectinata; nel Manipur, in Birmania, in Thailandia, nel Laos, in Vietnam e nello Yunnan, di Cycas divyadarshanii, secondo The World List of Cycads. Sul forum francese Fous de palmiers, un appassionato che nel 2013 aveva distribuito semi «di Cycas pectinata» raccolti in Birmania ha precisato nel 2019 e poi nel 2020 che si trattava in realtà di Cycas divyadarshanii. Le piante e i semi venduti in Europa come Cycas pectinata provengono spesso dal Sud-est asiatico: la loro identità va quindi verificata.
Altre specie possono trarre in inganno:
- Cycas siamensis, dell’Indocina, più piccola e con la base del fusto rigonfia;
- Cycas clivicola e Cycas elongata, che condividono la corteccia sottile e liscia, attribuita da Lindström e Hill (2007) alla rapida decomposizione delle basi fogliari in clima umido;
- Cycas hongheensis, dello Yunnan, dal fusto alto e liscio paragonabile, ma con foglie carenate coperte da una peluria bianca piuttosto persistente, carattere che la distingue da tutto il gruppo secondo Hill (2008);
- Cycas circinalis, dell’India meridionale, di cui Schuster, nel 1932, considerava Cycas pectinata una varietà; i suoi megasporofilli non sono divisi a pettine.
Tassonomia
Cycas pectinata è accettata da The World List of Cycads. Secondo un estratto di ricerca, POWO accetta anche Cycas divyadarshanii, ma le attribuisce soltanto il Manipur; l’areale che POWO assegna a Cycas pectinata non ha potuto essere verificato, perché il sito è bloccato.
La specie fu descritta nel 1826 dal chirurgo e botanico scozzese Francis Buchanan-Hamilton nelle Memoirs of the Wernerian Natural History Society (5(2): 322-323), da piante delle «colline che delimitano il Bengala a est» e delle foreste del Kamrup, in Assam. Non era citato alcun campione. De Laubenfels e Adema (1998) designarono come lectotipo un campione raccolto da Hooker e Thomson a Chittagong nel 1855; Lindström e Hill (2007) fanno notare che si tratta in realtà di un neotipo, perché raccolto dopo la pubblicazione. Nel 2018 Khuraijam e colleghi hanno proposto di conservare il nome con un nuovo tipo raccolto nel Kamrup nel 2008; l’esito di questa proposta non è stato verificato, e The World List of Cycads indica sempre il tipo di Chittagong.
Il nome è stato spesso attribuito per errore a William Griffith (1854), che si limitò a ridescrivere la specie; Griffith pubblicò invece Cycas jenkinsiana, da una pianta dell’Assam, oggi sinonimo. Schuster (1932) ne aveva fatto una varietà di Cycas circinalis. Lindström e Hill (2007) e Hill (2008) trattavano Cycas pectinata come una specie molto diffusa, dall’Himalaya al Vietnam, pur osservando che era a capo di un gruppo di specie affini.
Nel 2020 Jibankumar Singh Khuraijam e Rita Singh hanno pubblicato uno studio morfometrico delle popolazioni indiane (Cycads 5(1): 59-76). Secondo loro, Cycas pectinata è confinata a ovest della catena indo-birmana, separata dalle valli del Barak e del Brahmaputra dalle popolazioni più orientali, che descrivono come specie nuova, Cycas divyadarshanii, con un tipo del Manipur. Fondano la separazione sulle squame dei coni maschili, sull’anatomia delle foglioline, sul polline e su coleotteri impollinatori diversi: Cycadophila assamensis, proprio della Cycas pectinata dell’Assam, e Cycadophila yunnanensis, trovato nelle Cycas divyadarshanii del Manipur come nelle cicadee del Sud-est asiatico. The World List of Cycads ha adottato questa separazione, che non è però seguita da tutti: nel 2025 un gruppo dell’Istituto di botanica di Kunming chiama ancora Cycas pectinata le piante dello Yunnan. In pratica, una pianta originaria della Thailandia, della Birmania o del Vietnam venduta come Cycas pectinata è, secondo la lista di riferimento, una Cycas divyadarshanii.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino pectinatus, «a forma di pettine», in riferimento ai lunghi denti dei megasporofilli (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads; Lindström e Hill 2007).
Francis Buchanan-Hamilton (1762-1829) fu chirurgo del servizio medico del Bengala dal 1795 al 1815, poi sovrintendente del giardino botanico di Calcutta nel 1814-1815 (Lindström e Hill 2007). Secondo questi autori, Cycas pectinata è la quarta specie di Cycas ad aver ricevuto un nome. Secondo Hossain e colleghi (2021), William Griffith aveva osservato la specie già nel 1838 nella foresta di Baroiyadhala, vicino a Chattogram (Bangladesh). Non è stata trovata alcuna informazione affidabile sulla sua introduzione in coltivazione in Europa.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. Sono pubblicati i seguenti nomi locali:
- assamese: thaljimura (Lindström e Hill 2007; Species+), nagphal, nagchampa, ak phal (Khuraijam e Singh 2020);
- khasi (Meghalaya): dieng-sia-goda (Lindström e Hill 2007; Khuraijam e Singh 2020);
- nepalese: thakal, thaljimura (Lindström e Hill 2007); jaggar in Nepal e thakal nel Sikkim secondo Khuraijam e Singh (2020);
- tharu (Bihar): khu-tha; Bhutan: bango-shing (Khuraijam e Singh 2020);
- cinese: bi-chi su-tie («cicadea dai megasporofilli a pettine»), feng-wei-jiao, feng-huang-dan (Lindström e Hill 2007; Hill 2008; Species+).
I nomi cinesi, birmani (môndaing) e thai (boka, plong, prong khao, prong pa) citati per Cycas pectinata in senso ampio si riferiscono, secondo la classificazione attuale di The World List of Cycads, a piante collocate in Cycas divyadarshanii; Khuraijam e Singh (2020) attribuiscono del resto i nomi yendang (manipuri) e mondang (birmano) a Cycas divyadarshanii. Nomi come «Himalayan cycad», che circolano in rete, non sono stati trovati in una fonte di riferimento.
In natura
Nel senso di The World List of Cycads, Cycas pectinata vive in Bangladesh, in Bhutan, in Nepal e nell’India nord-orientale (Assam, Bihar, Meghalaya, Sikkim, Bengala Occidentale). Le fonti ne descrivono l’habitat in modo diverso:
- Lindström e Hill (2007): specie comune nelle foreste collinari dell’Himalaya sud-orientale, soprattutto sopra i 500 m circa, nel sottobosco di foreste medie e alte, su suoli profondi spesso argillosi e fertili, in ombra da media a fitta; spesso su calcare, ma anche su granito e rocce metamorfiche;
- Khuraijam e Singh (2020): foreste decidue calde tra 52 e 250 m di quota; in Bhutan, pendii collinari con pini fino a 1300 m; in Nepal, foreste di sal (Shorea robusta) tra 300 e 730 m;
- Tobgay e colleghi (2023): in Bhutan, unica specie di Cycas del paese, trovata in due località, su terreni ripidi di foresta rada di pino chir;
- Hossain e colleghi (2021): in Bangladesh, limitata ad alcune colline del parco nazionale di Baroiyadhala (Sitakunda, distretto di Chattogram).
La differenza tra queste descrizioni dipende probabilmente in parte dalla delimitazione della specie: quella di Lindström e Hill comprendeva anche le popolazioni dell’Indocina.
Stato di conservazione e normativa
Cycas pectinata è classificata vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref; categoria VU confermata dai dati della Lista rossa ripresi da GBIF, consultazione del 21 ottobre 2026). Sostituisce la valutazione di Nguyen (2010), già «vulnerabile» (criteri A2cd+4cd secondo The World List of Cycads), che riguardava la specie in senso ampio, prima della separazione del 2020. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente: non si sa se la valutazione del 2023 applichi questa separazione. Cycas divyadarshanii non è stata valutata (The World List of Cycads); Khuraijam e Singh (2020) propongono la categoria «vulnerabile» per entrambe le specie.
Gli studi recenti descrivono popolazioni in calo. In Bhutan, Tobgay e colleghi (2023) citano la distruzione dell’habitat e la raccolta come pianta ornamentale, oltre a una scarsa produzione di semi e alla predazione. In Bangladesh, Hossain e colleghi (2021) hanno contato nel 2018 circa 12 individui e 5 plantule per ettaro a Baroiyadhala, con molte piante morte o bruciate; attribuiscono il declino alla distruzione dell’habitat, agli incendi e alla raccolta non sostenibile delle foglie e dei coni maschili e femminili.
Come tutte le specie della famiglia delle Cycadaceae, Cycas pectinata rientra nell’appendice II della CITES; Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, la indica come un’iscrizione a livello di famiglia, con l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026). L’annotazione esenta in particolare semi, polline e plantule o colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili; le piante vive restano soggette ai permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ mantiene ancora per questa specie un areale ampio, dal Nepal al Vietnam (nove paesi; consultata il 2 e il 13 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione.
Coltivazione
Non è stato trovato alcun dato di coltivazione affidabile per Cycas pectinata in senso stretto. La maggior parte delle piante coltivate con questo nome in Europa e negli Stati Uniti viene da semi raccolti nel Sud-est asiatico e appartiene quindi probabilmente a Cycas divyadarshanii. I pochi consigli pubblicati sul forum francese Fous de palmiers riguardano queste piante: nel 2014 un coltivatore esperto raccomandava di non lasciare seccare la zolla in estate e segnalava che le foglie possono bruciare in una serra troppo calda.
In base al suo habitat, Cycas pectinata richiede probabilmente un suolo profondo e ben drenato, una luce filtrata da giovane e un clima senza gelo; le grandi dimensioni da adulta limitano la coltivazione in vaso agli esemplari giovani. Queste indicazioni si deducono dall’habitat e non sono confermate da prove pubblicate.
In Italia
Cycas pectinata non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente (ricerca del 13 ottobre 2026) il nome compare soltanto in due discussioni del 2009: un elenco di collezione di giovani cicadee, a cui un coltivatore di Ravenna rispondeva classificando la specie in zona USDA 9a sulla base di letture, non di prove, e precisando che le specie cinesi e vietnamite erano ancora poco conosciute; e una serie di foto di nuove foglie emesse in estate da una pianta etichettata Cycas pectinata, senza località né origine della pianta. Nessun riscontro di coltivazione con identificazione sicura e dati di clima è quindi documentato in Italia; con ogni probabilità, come altrove in Europa, le piante coltivate con questo nome provengono dal Sud-est asiatico.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme. Sul forum Fous de palmiers, gli appassionati che nel 2013-2014 hanno seminato i semi birmani già citati segnalano una germinazione lenta e irregolare, con alcuni semi che hanno impiegato più di un anno a germinare, e molti semi vuoti. Queste osservazioni riguardano probabilmente Cycas divyadarshanii. Non è stato trovato alcun dato pubblicato proprio di Cycas pectinata in senso stretto.
Malattie e parassiti
Non è stato trovato alcun dato proprio di Cycas pectinata. Valgono le minacce note per il genere: la cocciniglia asiatica delle Cycas, Aulacaspis yasumatsui, che secondo l’OEPP non è segnalata in Italia (aggiornamento del 16 ottobre 2026), e il marciume delle radici in un substrato fradicio. La resistenza alla cocciniglia talvolta attribuita alla specie sui forum americani si basa su un’osservazione isolata, rilevata tramite un estratto, e riguarda piante di origine sconosciuta.
Rusticità
Per Cycas pectinata in senso stretto non esiste alcun valore misurato di resistenza al freddo, né alcun riscontro di coltivazione affidabile.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. La classificazione in zona 9a proposta nel 2009 sul forum Tropicamente si basava su letture e non su un’esperienza.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, esiste un riscontro utilizzabile. L’unica testimonianza trovata sul forum Fous de palmiers riguarda una pianta della Corsica del Sud, dissotterrata dai cinghiali nel 2013 e poi rimessa in vaso, senza alcun valore di temperatura; poiché l’identità della pianta non è verificabile, non viene presa in considerazione. Il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun dato misurato. Sul forum americano PalmTalk (rilevato tramite un estratto di ricerca, sito non consultabile), un coltivatore riferisce che le sue piante, svernate sotto un portico non riscaldato che scende talvolta a −7 °C (20 °F), perdono le foglie e ripartono in primavera, e un altro classifica la specie in zona USDA 9a; né il luogo né l’origine delle piante sono precisati, e si tratta probabilmente di Cycas divyadarshanii. Queste testimonianze non sono quindi prese come riferimento. Le zone di rusticità e la fama di «Cycas tropicale asiatica più rustica» che si leggono in rete non sono sostenute da alcuna fonte.
Tossicità e precauzioni
La tossicità di Cycas pectinata è documentata negli animali: Marak e colleghi (2023), nell’India nord-orientale, hanno sperimentato sul topo un estratto dei semi, usati localmente come rimedio. Ad alte dosi l’estratto si è rivelato tossico, con danni ai reni; gli autori giudicano prive di effetti rilevabili le dosi più basse, ma lo studio non riguarda né la cicasina né il consumo umano e non permette alcuna conclusione su un uso senza rischi.
Più in generale, nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di ogni altra. Il veleno principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. In cani, gatti e cavalli l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero, lesioni del fegato e casi mortali; il Pet Poison Helpline aggiunge disturbi nervosi.
Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Gli usi pubblicati riguardano soprattutto l’India nord-orientale. Marak e colleghi (2023) indicano che i semi servono da rimedio in alcune zone del nord-est dell’India. Laishram e colleghi (2015) hanno studiato i frutti usati dai guaritori tradizionali maiba e maibi, nel Manipur: in questa regione, secondo la classificazione del 2020, le piante appartengono a Cycas divyadarshanii. In Bangladesh, Hossain e colleghi (2021) descrivono una raccolta delle foglie e dei coni, senza precisarne l’uso. Altri usi alimentari (semi, foglie giovani) circolano su siti enciclopedici senza una fonte primaria verificata: non vengono ripresi. Queste preparazioni non vanno riprodotte.
Domande frequenti
Cycas pectinata cresce in Thailandia e in Vietnam?
No, secondo The World List of Cycads. Dal 2020 le popolazioni del Sud-est asiatico, dello Yunnan e del Manipur sono collocate in Cycas divyadarshanii; Cycas pectinata è limitata al Nepal, al Bhutan, al Bangladesh e all’India nord-orientale. Alcune banche dati, tra cui Species+, mantengono ancora un areale ampio.
Che differenza c’è con Cycas divyadarshanii?
Sta soprattutto nei coni maschili. In Cycas pectinata le squame portano una protuberanza ispessita sulla faccia superiore; in Cycas divyadarshanii sono più lunghe e più strette, senza questa protuberanza. Per una pianta senza coni, la provenienza è l’indizio migliore.
È rustica?
Non si sa. Per la specie in senso stretto non esiste alcuna misura né alcun riscontro di coltivazione affidabile; le testimonianze trovate riguardano piante di origine sconosciuta. In Italia, la coltivazione al riparo dal gelo è l’unica scelta prudente.
Quanto diventa grande?
Molto. Il fusto misura 1-12 m secondo Lindström e Hill (2007), fino a 16 m secondo Khuraijam e Singh (2020), con foglie di 0,9-2,6 m.
Cycas jenkinsiana è un’altra specie?
No. Questo nome, pubblicato da Griffith nel 1854 su una pianta dell’Assam, è un sinonimo di Cycas pectinata.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica vulnerabile (valutazione pubblicata nel 2023), e gli studi recenti in Bhutan e in Bangladesh mostrano popolazioni ridotte, minacciate dalla distruzione dell’habitat, dal fuoco e dalla raccolta.
È tossica?
Sì. I semi si sono rivelati tossici nel topo ad alte dosi, e tutte le parti delle Cycas sono tossiche per l’uomo e per gli animali.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas pectinata: https://cycadlist.org/scientific_name/183 — nome accettato, autore, protologo, lectotipo di Chittagong, distribuzione limitata a Bangladesh, Bhutan, India e Nepal, sinonimi, statuto IUCN VU A2cd+4cd (Nguyen 2010), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 2 e il 13 ottobre 2026.
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas divyadarshanii: https://cycadlist.org/scientific_name/892 — specie separata nel 2020, tipo del Manipur, distribuzione (Cina, India, Laos, Birmania, Thailandia, Vietnam), non valutata dalla IUCN; dà accesso al testo di Khuraijam e Singh (2020). Lista di riferimento, affidabile; consultata il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas pectinata: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/21005/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4, versione CoP20 del 5 marzo 2026) e allegato B dell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383); nomi locali e areale ampio (nove paesi). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 2 e il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Plants of the World Online (POWO), Cycas divyadarshanii: https://powo.science.kew.org/taxon/77306139-1 — specie accettata, areale limitato al Manipur. Banca dati di riferimento di Kew; rilevato tramite un estratto di ricerca, pagina non letta (sito bloccato).
- Journal of Threatened Taxa, Tobgay e colleghi (2023): https://threatenedtaxa.org/index.php/JoTT/article/view/7809 — popolazioni, habitat e minacce in Bhutan. Rivista scientifica ad accesso aperto; riassunto consultato.
- Journal of Threatened Taxa, Hossain e colleghi (2021): https://threatenedtaxa.org/index.php/JoTT/article/view/5922 — densità, minacce e osservazione di Griffith del 1838 in Bangladesh. Rivista scientifica ad accesso aperto; riassunto consultato.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «Qui veut des graines de Cycas pectinata?» (t=16231) e «Cycas rencontrés au Bhoutan…» (t=11959): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=16231 — semi birmani ricondotti a Cycas divyadarshanii (2019-2020), consigli di coltivazione in serra (2014), germinazione lenta. Forum francese di coltivatori, a valore indicativo.
- Forum Tropicamente, «Rusticità Dioon spinulosum» (ottobre 2009): https://www.tropicamente.it/forums/topic/rusticita-dioon-spinulosum/ e «Le foglie nuove delle cycadacee» (2009): https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/ — menzioni di collezione, senza dati di coltivazione né località. Forum italiano di coltivatori; informazione di contesto.
- PalmTalk, «Cycas pectinata»: https://www.palmtalk.org/forum/topic/65978-cycas-pectinata/ — testimonianze di svernamento (portico non riscaldato, −7 °C, zona 9a), non prese come riferimento per mancanza di luogo e di origine delle piante. Forum di coltivatori; rilevato tramite un estratto di ricerca, pagina non letta (sito bloccato).
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli, cicasina, sintomi. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- Pet Poison Helpline, Sago Palm: https://www.petpoisonhelpline.com/poison/sago-palm/ — sintomi digestivi, nervosi ed epatici negli animali. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Buchanan-Hamilton, F. (1826). Commentary on the Herbarium Amboinense. Memoirs of the Wernerian Natural History Society 5(2): 322-323. [Protologo; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Griffith, W. (1854). Notulae ad Plantas Asiaticas 4: 9-10. Bishop’s College Press, Calcutta. [Pubblicazione di Cycas jenkinsiana; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Lindström e Hill (2007), testo non consultato.]
- de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Designazione del tipo di Chittagong; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads, testo non consultato.]
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