Cycas divyadarshanii

Cycas divyadarshanii è una grande cicadea arborescente dell’Asia sud-orientale continentale, diffusa dal Manipur (India nord-orientale) e dalla Birmania fino allo Yunnan, alla Thailandia, al Laos e al Vietnam, dove cresce in boschi radi e secchi di collina. Descritta nel 2020 da Jibankumar Singh Khuraijam e Rita Singh, questa specie del genere Cycas riunisce le popolazioni orientali che un tempo venivano attribuite a Cycas pectinata: molte piante coltivate e molti semi venduti con quel nome appartengono in realtà a questa specie. La IUCN non l’ha ancora valutata.

In sintesi: Cycas divyadarshanii

  • Nome accettato: Cycas divyadarshanii Khuraijam & Rita Singh (2020), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e, secondo un estratto di ricerca, da POWO (che però gli attribuisce soltanto il Manipur)
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo formale; piante a lungo identificate come Cycas pectinata (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; yendang (manipuri) e mondang (birmano) secondo il protologo
  • Distribuzione naturale: India (Manipur), Birmania, Cina (Yunnan), Thailandia (nord e ovest), Laos, Vietnam (altopiani del centro e del sud)
  • Stato IUCN: non valutata (NE); gli autori propongono la categoria «vulnerabile»
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato sul freddo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: boschi decidui radi e secchi, tra 770 e 1400 m di altitudine nel Manipur
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto cilindrico alto fino a 10 m, semplice o ramificato; foglie lunghe da 1 a 2,2 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; nessun riscontro con questo nome sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas divyadarshanii?

Senza coni, Cycas divyadarshanii si distingue a fatica dalle altre Cycas con megasporofilli pettinati (sezione Indosinenses). Secondo i suoi autori, il carattere decisivo è il cono maschile: grande, cilindrico-ovoide, formato da microsporofilli lunghi e stretti che terminano con una lunga spina ricurva verso l’interno, senza l’ispessimento sporgente che segna la faccia superiore dei microsporofilli di Cycas pectinata. I dettagli, secondo il protologo:

  • Fusto: arborescente, cilindrico, alto fino a 10 m, semplice o ramificato.
  • Foglie: verde scuro o verde brillante, lunghe da 100 a 220 cm, con 100-230 paia di foglioline distanziate di 6-10 mm, glabre; picciolo di 17-36 cm, con 12-22 spine per lato.
  • Foglioline mediane: da diritte a falcate, lunghe 16-23 cm e larghe 6-9 mm, inserite a 50-60°, terminate da una minuscola punta, con margini ricurvi o arrotolati.
  • Catafilli: strettamente triangolari, di 3-5 cm per 1,2-2 cm, con tomento bruno e punta molle.
  • Coni maschili: da cilindrico-ovoidi a fusiformi, gialli (verdi da giovani), di 26-50 cm per 15-19 cm; microsporofilli di 50-62 mm per 17-24 mm, con spina apicale di 20-42 mm.
  • Megasporofilli: fitti, densamente tomentosi, lunghi 14-20 cm; lamina sterile da deltoide-ovata a quasi circolare, di 5-9 cm per 8-10 cm, profondamente pettinata, con 23-34 lobi laterali; spina apicale di 3-6 cm.
  • Semi: 2-6 per megasporofillo, spesso obovoidi e appiattiti, di 3,6-4,6 cm per 3,9-4,5 cm, gialli poi arancio fino a bruno scuro; sarcotesta con uno spesso strato fibroso, senza strato spugnoso.

Gli autori segnalano anche differenze nell’anatomia delle foglioline (cellule a palizzata più lunghe, idioblasti meno numerosi e sparsi, lamina leggermente arrotolata) e nel polline (granuli ellittici, con cavità dell’esina più piccole) rispetto a Cycas pectinata. Già nel 2007 Osborne e colleghi avevano notato che la «Cycas pectinata» del Vietnam si distingueva dalle specie vicine per i coni maschili ovoidi molto grandi, con microsporofilli lunghi e stretti.

Ibridi

Per questa specie non è documentato alcun ibrido.

Possibili confusioni

  • Cycas pectinata, del versante occidentale della catena indo-birmana (Assam, Meghalaya, Sikkim, Bengala Occidentale, Bihar, Nepal, Bhutan, Bangladesh): fusto fino a 16 m, microsporofilli più corti e più larghi (45-60 mm per 20-32 mm) con un ispessimento sporgente, megasporofilli più grandi (11-25 cm); le valli del Brahmaputra e del Barak separano le due specie;
  • Cycas siamensis e Cycas clivicola, altre specie della sezione Indosinenses presenti in Birmania e in Thailandia, che gli autori citano come affini; come per tutto il gruppo, le piante senza coni sono difficili da identificare, e Khuraijam e Singh osservano che il fusto liscio delle grandi Cycas pectinata può essere scambiato per quello di Cycas clivicola.

Tassonomia

Cycas divyadarshanii è un nome accettato da The World List of Cycads. Anche POWO, l’autorità nomenclaturale seguita dal sito, lo accetta secondo un estratto di ricerca (la pagina non ha potuto essere consultata direttamente), ma gli attribuisce soltanto il Manipur («Assam»), mentre The World List of Cycads e il protologo estendono l’areale alla Birmania, allo Yunnan, alla Thailandia, al Laos e al Vietnam. Non è stato possibile verificare come POWO tratti le popolazioni dell’Asia sud-orientale, forse lasciate sotto Cycas pectinata.

La specie è stata descritta nel 2020 da Jibankumar Singh Khuraijam e Rita Singh negli atti della 10ª conferenza internazionale sulla biologia delle cicadee (Medellín, 2015), pubblicati sulla rivista Cycads (volume 5, pagine 59-76). Dopo oltre dieci anni di studi sul campo e in erbario, gli autori hanno concluso che Cycas pectinata, descritta dell’Assam nel 1826, è limitata al versante occidentale della catena indo-birmana, e hanno descritto le popolazioni situate a est con il nome di Cycas divyadarshanii, scegliendo un tipo del Manipur. Si basano sulla morfologia dei coni maschili, sull’anatomia delle foglioline, sul polline e su coleotteri impollinatori diversi: Cycadophila assamensis è legato alla Cycas pectinata dell’Assam, mentre Cycadophila yunnanensis, presente sulle Cycas dell’Asia sud-orientale, è stato trovato sulle piante del Manipur.

Per chi coltiva, la conseguenza è concreta: secondo The World List of Cycads, la maggior parte delle descrizioni, delle foto e dei semi di «Cycas pectinata» provenienti da Thailandia, Vietnam, Laos, Birmania o Yunnan si riferisce ormai a Cycas divyadarshanii. La specie appartiene alla sezione Indosinenses, definita da megasporofilli profondamente pettinati. Gli autori ipotizzano una diversificazione nello Yunnan e nello Stato Shan, seguita da migrazioni verso l’Himalaya, la Thailandia e il Vietnam; si tratta di un’ipotesi, non verificata da uno studio filogenetico.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Divya Darshan Pant (1919-2001), professore all’università di Allahabad, specialista delle cicadee e paleobotanico, autore di una monografia sulle Cycas (2002).

Il tipo è una pianta maschile raccolta da Khuraijam nel novembre 2007 nelle Sadar Hills, nel Manipur (Khuraijam 38522, erbario dell’università Indraprastha, IPUH). La separazione era stata intuita in precedenza: Yang e Meerow (1996) vedevano in Cycas pectinata un complesso che comprendeva diversi taxa non descritti, e Nagalingum e colleghi (2011) avevano distinto nella loro filogenesi due linee senza nome, «Cycas pectinata A» e «B», prive di piante indiane; la loro corrispondenza con la nuova specie non è stabilita.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano attestato. Il protologo riporta yendang in manipuri e mondang in birmano. In Thailandia, il rapporto del dipartimento dell’Agricoltura (2019) chiama ปรงเขา (prong khao, «cicadea di montagna») le piante che indica come Cycas pectinata; secondo la classificazione di The World List of Cycads, queste piante thailandesi dovrebbero rientrare in Cycas divyadarshanii, anche se il rapporto non lo dice.

In natura

Nel Manipur, secondo il protologo, Cycas divyadarshanii cresce in boschi decidui radi e secchi, tra 770 e 1400 m di altitudine. The World List of Cycads la indica anche in Birmania, nello Yunnan, nel Laos, nel nord e nell’ovest della Thailandia (Chiang Mai, Kanchanaburi, Mae Hong Son, Phetchabun, Phrae, Sukhothai) e nel centro e nel sud del Vietnam (Binh Dinh, Gia Lai, Kon Tum, Lam Dong, Ninh Thuan, Phu Yen, Quang Nam, Quang Ngai). Secondo gli autori, la regione ha estati calde e umide, un monsone intenso e inverni miti.

Nel Manipur, il coleottero Cycadophila yunnanensis, ritenuto l’impollinatore delle Cycas dell’Asia sud-orientale, vive nei suoi coni (Skelley e colleghi, 2017, citati dal protologo). La fenologia e i dispersori dei semi non sono documentati per la specie in senso stretto.

Stato di conservazione e normativa

Secondo The World List of Cycads, Cycas divyadarshanii non è stata valutata dalla IUCN (NE); i suoi autori propongono la categoria «vulnerabile», senza specificare i criteri. La valutazione di Cycas pectinata (vulnerabile, 2010) riguardava la specie in senso ampio, e quindi anche queste popolazioni orientali. In Thailandia, il rapporto del dipartimento dell’Agricoltura (2019) riprende per la «Cycas pectinata» thailandese questo statuto IUCN del 2010 e segnala, per tutte le Cycas del paese, prelievi in natura e la vendita di piante e polloni selvatici su internet, nei mercati locali e alle frontiere.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas divyadarshanii rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, non elenca ancora questo nome, pubblicato nel 2020 (ricerca del 12 ottobre 2026): la protezione deriva dall’iscrizione dell’intera famiglia, che copre ogni specie, elencata o no.

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la documentazione sulla provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Nessuna istituzione ha pubblicato una scheda di coltivazione per Cycas divyadarshanii con questo nome. Gli unici riscontri trovati vengono dal forum francese Fous de palmiers e riguardano piante nate da semi raccolti in Birmania e distribuiti nel 2013 come Cycas pectinata. Il collezionista che li aveva portati in Francia ha precisato nel luglio 2019 che non si trattava di Cycas pectinata, poi nel novembre 2020 che appartenevano a Cycas divyadarshanii. Nel 2014 la descriveva come «una cicadea molto bella, non troppo difficile da far crescere» una volta raggiunta una buona taglia.

Lo stesso coltivatore, che ha visto la pianta nel suo ambiente, riferisce che la specie sopporta il caldo, ma che le foglie possono bruciarsi in una serra surriscaldata; consiglia di non lasciare mai seccare la zolla durante i grandi caldi, ricordando che le cicadee «non sono succulente». Osserva inoltre che in natura la pianta alterna stagioni secche e piogge intense, e che tollera un’umidità elevata se l’aria circola bene e il substrato è drenante.

In Italia

Cycas divyadarshanii non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca del nome sul forum Tropicamente non dà alcun risultato. Sullo stesso forum, nel 2009, un coltivatore elencava una «Cycas pectinata» tra le giovani cicadee della sua collezione, senza indicarne l’origine: in mancanza di questa informazione, nessuna fonte permette di dire se si tratti di Cycas divyadarshanii. Nessuna pianta coltivata in Italia con questo nome è quindi documentata.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. I riscontri del forum Fous de palmiers (2013-2014) danno qualche riferimento sui semi birmani: sarcotesta spugnosa, difficile da togliere con il coltello; germinazione in sacchetto di torba umida a 25-28 °C; nascite scalari nell’arco di vari mesi, fino a un anno a seconda della maturità dell’embrione; molti semi raccolti immaturi si sono spaccati senza germinare. Un coltivatore del Finistère, in Bretagna, ha ottenuto nel 2014 una plantula con due fusti da un solo seme. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.

Rusticità

Per Cycas divyadarshanii non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Gli inverni del suo areale sono miti, e per quanto risulta la pianta non è mai stata provata in piena terra né in Italia né in Francia.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sui forum Fous de palmiers e Tropicamente non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. Le piante nate dai semi birmani del 2013 sono state allevate in casa, in germinatoio o in serra, e nessuno dei loro coltivatori ha indicato una temperatura minima sopportata.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato per questa specie con il suo nome attuale. I riscontri pubblicati come Cycas pectinata non possono esserle attribuiti senza conoscere l’origine delle piante.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas divyadarshanii. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la cicade del Giappone (Cycas revoluta) tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Con questo nome non è documentato alcun uso. Nel Manipur, Laishram e colleghi (2015) hanno studiato i frutti della cicadea locale, attribuita a Cycas pectinata, usati dai guaritori tradizionali maiba e maibi; secondo la classificazione del 2020, queste piante dovrebbero rientrare in Cycas divyadarshanii. Tali preparazioni non sono prive di rischi, vista la tossicità dei semi.

Domande frequenti

Cycas divyadarshanii e Cycas pectinata sono la stessa pianta?

No, secondo la classificazione attuale. Dal 2020 Cycas pectinata indica le popolazioni del versante occidentale della catena indo-birmana, e Cycas divyadarshanii quelle orientali, dal Manipur al Vietnam.

La mia «Cycas pectinata» è una Cycas divyadarshanii?

Probabilmente sì, se proviene da Thailandia, Vietnam, Birmania, Laos o Yunnan. Solo la provenienza, oppure un cono maschile, permette di deciderlo.

Come si distinguono le due specie?

Dal cono maschile: in Cycas divyadarshanii i microsporofilli sono lunghi e stretti, senza ispessimento sulla faccia superiore. Le foglie si somigliano troppo per bastare.

Da dove viene il nome?

Onora Divya Darshan Pant (1919-2001), botanico indiano specialista delle cicadee e delle piante fossili.

È minacciata?

Non è ancora stata valutata dalla IUCN. I suoi autori la considerano vulnerabile, e in Thailandia sono segnalati prelievi di Cycas selvatiche.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato sul freddo: vive con inverni miti e non è mai stata provata in piena terra, né in Italia né in Francia.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Khuraijam, J.S. & Singh, R. (2020). Taxonomic status of the Cycas pectinata complex. Cycads 5(1): 59-76. [Protologo: descrizione, habitat, nomi vernacolari, statuto proposto, confronto con Cycas pectinata; testo integrale consultato (PDF di The World List of Cycads).]
  • Osborne, R., Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Phan, K.L. (2007). Cycads of Vietnam. Brisbane e Città del Capo. [Citato da Khuraijam e Singh (2020); non consultato.]
  • Skelley, P. et al. (2017). Review of Cycadophila Xu, Tang & Skelley (Coleoptera: Erotylidae: Pharaxonothinae) inhabiting Cycas (Cycadaceae) in Asia. Zootaxa 4267(1): 1-63. [Coleotteri dei coni; citato da Khuraijam e Singh (2020), non consultato.]
  • Yang, S.L. & Meerow, A.W. (1996). The Cycas pectinata (Cycadaceae) complex: genetic structure and gene flow. International Journal of Plant Sciences 157: 468-483. doi:10.1086/297364 [Citato da Khuraijam e Singh (2020); non consultato.]
  • Nagalingum, N.S. et al. (2011). Recent synchronous radiation of a living fossil. Science 334: 796-799. doi:10.1126/science.1209926 [Linee «Cycas pectinata A e B»; citato da Khuraijam e Singh (2020).]
  • Laishram, S., Sheikh, Y., Moirangthem, D.S. et al. (2015). Anti-diabetic molecules from Cycas pectinata Griff. traditionally used by the Maiba-Maibi. Phytomedicine 22(1): 23-26. doi:10.1016/j.phymed.2014.10.007 [Uso da parte dei guaritori del Manipur, con il nome di Cycas pectinata; consultato il riassunto.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]