Cycas simplicipinna

Cycas simplicipinna è una piccola cicadea dal fusto quasi sempre sotterraneo che vive nel sottobosco delle foreste sempreverdi umide dell’Indocina settentrionale: montagne del nord e del nord-est della Thailandia, Laos, Vietnam centrale e sud dello Yunnan, in Cina. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1971 dal botanico thailandese Tem Smitinand come Cycas micholitzii var. simplicipinna, varietà a foglioline intere di una specie dalle foglioline divise; Ken Hill la elevò al rango di specie nel 1995. Porta poche grandi foglie erette, lucide, con foglioline larghe e ben distanziate. La IUCN la considera quasi minacciata.

In sintesi: Cycas simplicipinna

  • Nome accettato: Cycas simplicipinna (Smitinand) K.D.Hill (1995), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: basionimo Cycas micholitzii var. simplicipinna Smitinand (1971); inclusa da de Laubenfels e Adema (1998) in un Epicycas tonkinensis in senso ampio; posta con dubbio nella sinonimia di Cycas balansae dalla Flora of China (1999)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; in thailandese มะพร้าวเต่า (ma phrao tao), plong e phrao tao
  • Distribuzione naturale: Thailandia settentrionale e nord-orientale, Laos (Saravan), Vietnam (Quảng Trị), Cina (Yunnan); presenza in Birmania incerta
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT), valutazione di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023), dopo quella di H.T. Nguyen (2010)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato pubblicato verificabile (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, ombra del sottobosco di foreste sempreverdi umide, spesso vicino ai corsi d’acqua
  • Portamento e dimensioni: fusto sotterraneo, di 8-14 cm di diametro; 2-5 foglie erette, con un picciolo di 35-140 cm e un rachide di 90-250 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; una sola menzione, senza dati di coltivazione, sul forum Tropicamente
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas simplicipinna?

Dalla corona molto rada di poche grandi foglie erette, che sembrano uscire direttamente dal suolo, dalle foglioline intere, larghe e distanziate, e dai coni maschili piccoli e stretti. È la combinazione che, secondo la descrizione ripresa da LLIFLE, la separa subito dalle altre cicadee thailandesi, insieme ai piccoli macrosporofilli con spine corte e ai semi piccoli.

Il fusto, di 8-14 cm di diametro (eccezionalmente da 7 a 20 cm), resta quasi sempre sotto terra; di rado affiora e striscia per un breve tratto, con una corteccia quasi liscia, da grigio pallido a giallastra. Smitinand (1971) osservava che, in casi estremi, la pianta forma un fusto corto di circa 20 cm fuori terra. La corona conta solo da 2 a 5 foglie alla volta. Le foglie sono pennate, erette o ascendenti, da verde chiaro a verde intenso e molto lucide; le giovani foglie portano una peluria arancione che cade man mano che si distendono. Il picciolo misura 35-140 cm, cioè il 40-60 % della lunghezza della foglia, ed è armato di spine corte; il rachide, di 90-250 cm, termina sempre con una coppia di foglioline.

Le foglioline, 18-38 (fino a 45) per lato, misurano 20-56 cm per 1,4-2 cm e sono distanziate di 20-40 mm sul rachide; piatte, con margini piani od ondulati, hanno una sola nervatura mediana in rilievo sulla faccia superiore. I catafilli, morbidi e pelosi, misurano 4-5 cm. Nel protologo Smitinand descriveva foglie di 115-150 cm con 18-19 foglioline per lato, larghe 1,4-1,8 cm, dai margini ondulati e dalla consistenza cartacea: valori che corrispondono alla parte bassa degli intervalli più recenti.

La pianta è dioica. I coni maschili, piccoli e stretti, fusiformi, giallo crema, misurano 15-21 cm per 2-4 cm, valori dati già dal protologo; i microsporofilli, lunghi 12-14 mm, non hanno spina apicale. Le piante femminili portano macrosporofilli di 7-12 cm coperti da un feltro bruno, con 2 ovuli glabri; la lamina, ovata, di 45-55 mm per 18-35 mm, è profondamente pettinata, con spine laterali di 15-25 mm, e la spina apicale non si distingue dalle laterali. I semi, ovoidi, misurano 25-27 mm per 18-21 mm; il tegumento carnoso è giallo, senza pruina e senza strato fibroso, e il guscio è verrucoso. Le cifre di questa descrizione, tranne quelle attribuite a Smitinand, sono quelle della scheda LLIFLE, che cita tra le sue fonti le pagine sulle cicadee curate da Ken Hill; la descrizione di Hill e Yang (1999) non ha potuto essere consultata direttamente.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido naturale o orticolo. Uno studio genetico pubblicato nel 2025 ha anzi cercato ibridi tra Cycas simplicipinna e Cycas pectinata in tre popolazioni dello Yunnan in cui le due specie crescono insieme, senza trovarne nemmeno tra le plantule (Zheng et al. 2025, vedi In natura).

Possibili confusioni

La confusione più diretta è con Cycas micholitzii, di cui la specie fu a lungo considerata una varietà. La differenza è netta: Cycas micholitzii ha foglioline divise dicotomicamente, che le danno un aspetto quasi di felce, mentre quelle di Cycas simplicipinna sono intere. Smitinand (1971) separava inoltre la sua varietà per le foglioline più strette e per i macrosporofilli con due soli ovuli. LLIFLE presenta le due specie, con Cycas bifida (foglioline biforcate una volta) e Cycas multipinnata (foglioline divise più volte), come una serie che va dalle foglioline intere a quelle più volte divise. Anche Cycas debaoensis ha foglie più volte divise.

Più difficile è la distinzione con le altre Cycas sino-vietnamite senza fusto aereo e con foglioline intere. Cycas balansae le è così vicina che la Flora of China la riuniva con dubbio a Cycas simplicipinna. Cycas collina, secondo Hill (2008), si riconosce per le foglie più grandi e spesso più numerose, con più foglioline, e per i coni maschili più grandi (25-60 cm), dai microsporofilli arrotondati e senza spina apicale. Il nome Cycas simplicipinna è stato del resto applicato in Cina proprio a piante di Cycas collina (vedi Tassonomia).

Cycas pectinata, che condivide con essa una parte dell’areale nello Yunnan, è facile da separare: ha un vero fusto aereo e coni maschili duri, e appartiene a un’altra sezione del genere (Indosinenses).

Tassonomia

Cycas simplicipinna è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Tem Smitinand descrisse la pianta nel 1971 nel Natural History Bulletin of the Siam Society (24: 164), nella sua revisione delle Cycas della Thailandia, come Cycas micholitzii var. simplicipinna: non avendo trovato in Thailandia la forma tipica di Cycas micholitzii, ma solo una forma a foglioline non divise, la descrisse come varietà nuova. Scelse due tipi a Chiang Mai: una pianta maschile del Chiang Dao, a 600 m (Smitinand e Alsterlund 6768, 24 aprile 1960), e una femminile del Doi Suthep, a 1100 m (Smitinand 4757, 19 luglio 1958), entrambi nell’erbario forestale di Bangkok (BKF). Ken Hill elevò la varietà al rango di specie nel 1995, negli atti della terza conferenza internazionale sulla biologia delle cicadee (p. 150).

La storia del nome è stata movimentata. De Laubenfels e Adema (1998), nella revisione che separava il genere Epicycas, inclusero la varietà di Smitinand in un Epicycas tonkinensis in senso ampio, insieme a Cycas balansae e ad altri nomi, e scelsero come lectotipo l’esemplare femminile del Doi Suthep. Un anno dopo la Flora of China (Chen e Stevenson 1999) poneva Cycas simplicipinna, con un punto interrogativo, nella sinonimia di Cycas balansae, precisando che potrebbe meritare il rango di specie ma che serviva più materiale fertile per deciderlo. Le revisioni regionali di Hill e Yang (1999, Thailandia) e di Hill, Nguyen e Loc (2004, Vietnam) l’hanno invece descritta come specie distinta, ed è questo il trattamento oggi seguito.

La specie appartiene alla sezione Stangerioides, il gruppo delle Cycas sino-vietnamite dai coni maschili morbidi, dal tegumento carnoso privo di strato fibroso che si stacca facilmente e dal guscio verrucoso (Hill 2008; Zheng et al. 2017).

Resta aperta una questione di distribuzione. Secondo Hill (2008), le piante cinesi chiamate Cycas simplicipinna da Wang (1996) e dalla Flora of China appartengono in realtà a Cycas collina, e nella sua revisione delle Cycas della Cina Cycas simplicipinna non figura tra le specie cinesi. The World List of Cycads cita invece lo Yunnan nell’areale della specie, e i botanici dell’Istituto di botanica di Kunming trattano come Cycas simplicipinna le popolazioni dello Xishuangbanna e di Pu’er (Zheng et al. 2017 e 2025). Species+, la banca dati della CITES, non elenca la Cina tra i paesi dell’areale. Chi trova il nome su piante o semi di origine cinese deve tenere presente questa divergenza.

Etimologia e storia

L’epiteto unisce il latino simplex, «semplice», e pinna, «fogliolina»: allude alle foglioline intere, in contrasto con quelle divise di Cycas micholitzii, di cui la pianta fu dapprima considerata una varietà (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads).

Smitinand aveva già notato l’ampia distribuzione della pianta in Thailandia, tra 600 e 1500 m, e citava un solo campione della Cina occidentale (K. Wilson 5420, a Kew); ne ipotizzava la presenza in Birmania e in Laos. I campioni che elencava, raccolti a Chiang Mai (Doi Suthep, Chiang Dao, Doi Inthanon, Fang), a Phrae, a Phu Kradueng (Loei) e a Phu Tong, in buona parte dal botanico Kerr, mostrano che la pianta era nota agli erbari ben prima della sua descrizione.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. In Thailandia il rapporto del Dipartimento dell’agricoltura sulle cicadee del paese (2019) la chiama มะพร้าวเต่า (ma phrao tao); Smitinand (1971) riportava i nomi locali plong e phrao tao a Chiang Mai e ma phrao tao a Phrae. LLIFLE indica il nome cinese 單羽蘇鐵 (dan yu su tie), che nessuna flora consultata conferma.

In natura

Cycas simplicipinna è una delle Cycas indocinesi più largamente distribuite. The World List of Cycads la indica nello Yunnan, in Laos (provincia di Saravan), in Thailandia (Chiang Mai, Loei, Mae Hong Son, Phrae), nel Vietnam centrale (provincia di Quảng Trị) e, con dubbio, in Birmania. In Thailandia un’indagine del Dipartimento dell’agricoltura (2019) ha contato 520 piante in quattro località: i distretti di Chat Trakan (provincia di Phitsanulok), Nam Nao (Phetchabun), Seka (Bueng Kan) e Phu Ruea (Loei).

È una pianta d’ombra e di umidità. Smitinand la raccoglieva nella foresta sempreverde e nella foresta montana inferiore, tra 600 e 1500 m; il rapporto thailandese la descrive sparsa nelle foreste umide e sempreverdi del nord e del nord-est, spesso lungo i ruscelli o in luoghi umidi vicino all’acqua. LLIFLE parla di siti riparati, all’ombra fitta del sottobosco di alte foreste sempreverdi, con piante sparse e popolamenti densi rari.

In Cina la specie vive nel bacino del Lancang (Mekong), nello Yunnan. Zheng et al. (2025) hanno studiato tre popolazioni dello Xishuangbanna e della regione di Pu’er in cui cresce insieme a Cycas pectinata, e confrontato l’habitat di 16 sue popolazioni con quello di 13 popolazioni di Cycas pectinata. Rispetto a questa occupa posizioni più alte sui versanti e suoli meno acidi. È impollinata da due sole specie di coleotteri del genere Cycadophila (famiglia Erotylidae), diverse dagli impollinatori di Cycas pectinata, e i suoi coni maschili rilasciano il polline da aprile a settembre, con un picco in aprile-maggio. Gli autori attribuiscono la sua dispersione più ampia nelle popolazioni miste al rotolamento dei semi dalle posizioni alte dei versanti, ma presentano questa spiegazione come un’ipotesi.

Uno studio genetico su sette popolazioni cinesi (118 individui) ha rilevato un’elevata diversità genetica a livello di specie ma una diversità bassa all’interno di ciascuna popolazione, una forte differenziazione tra le popolazioni e una netta struttura genetica; i dati indicano una contrazione recente delle popolazioni durante l’ultimo periodo glaciale, senza ritiro in un rifugio comune (Feng, Wang e Gong 2014). Secondo gli autori, queste caratteristiche dovrebbero orientare la conservazione della specie, che considerano minacciata in Cina.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas simplicipinna quasi minacciata (NT). La prima valutazione, di H.T. Nguyen, è del 2010; la più recente, di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023), conferma la categoria secondo GBIF, e The World List of Cycads indica i criteri A2cd, cioè un declino stimato legato alla perdita di habitat e al prelievo. Secondo la sintesi di LLIFLE, che riprende la valutazione del 2010, le popolazioni contano più di 10 000 individui maturi, molte restano in tutto l’areale e alcune si trovano in aree protette, ma il disboscamento potrebbe diventare una minaccia. In Thailandia, durante l’indagine del 2019, gli abitanti hanno riferito prelievi illegali in natura, e il rapporto del Dipartimento dell’agricoltura conclude che l’esportazione non va autorizzata per nessuna Cycas thailandese tranne Cycas chamaoensis e Cycas siamensis. In Cina è presente in tre aree protette dello Yunnan (riserve naturali nazionali del Naban River e dello Xishuangbanna, riserva provinciale di Nuozhadu) e la minaccia principale è la frammentazione dell’habitat (Zheng et al. 2017).

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas simplicipinna rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Nessuna istituzione consultata ha pubblicato risultati di coltivazione propri di Cycas simplicipinna. Le sole indicazioni disponibili vengono dalla scheda LLIFLE, fonte secondaria: specie adatta alle regioni tropicali con una stagione secca, facile da coltivare e capace di sopportare brevi periodi di siccità, adatta alla coltivazione in vaso; preferisce una luce intensa ma filtrata al pieno sole, che ne sbiadisce il colore, va riparata dal calore del pomeriggio e chiede un suolo profondo e ben drenato. LLIFLE consiglia di concimare solo quando la gemma apicale comincia a gonfiarsi, all’inizio del ciclo di crescita annuale. Sono consigli generici, coerenti con l’habitat di sottobosco umido, ma non verificati da altre fonti.

Alcuni riscontri di coltivazione in serra vengono dal forum francese Fous de palmiers. Un coltivatore francese ha seguito le sue piante tra il 2010 e il 2011: in serra la specie emetteva di solito 3 o 4 foglie per volta, con una ripresa a fine inverno, e una foglia formata in autunno restava più piccola del normale; nell’estate del 2011 una pianta ne ha prodotte soltanto due. Nel 2015 un coltivatore di Barcellona ha descritto una coppia di piante con un fusto di circa 20 cm di diametro, che hanno emesso nuove foglie in agosto (il maschio) e all’inizio di ottobre (la femmina), e che ha messo a svernare in una serra non riscaldata senza conoscerne la resistenza al freddo; non ha riferito il risultato. Nessuno di questi messaggi riporta una temperatura minima.

In Italia

Cycas simplicipinna non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente compare in un solo messaggio dell’ottobre 2009, in cui un utente la elenca tra le giovani cicadee della sua collezione e chiede quali reggano una serra fredda; un coltivatore di Ravenna risponde che le specie cinesi e vietnamite come questa sono ancora poco conosciute. Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi, e in coltivazione l’impollinazione va di solito fatta a mano. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. LLIFLE indica, in termini generali, una germinazione lenta, da 6 a 18 mesi, e consiglia di pulire i semi dalla polpa e di conservarli alcuni mesi prima della semina, perché l’embrione completa la maturazione dopo la raccolta. La stessa scheda menziona la rimozione dei polloni come operazione di manutenzione, senza dati sul loro uso per la moltiplicazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate. Come per tutte le Cycas coltivate in vaso o in serra, il ristagno d’acqua resta il rischio principale per il fusto sotterraneo.

Rusticità

Per Cycas simplicipinna non esiste alcun dato pubblicato e verificabile di resistenza al freddo. LLIFLE la considera «probabilmente tropicale nelle sue esigenze», e le zone USDA che le si attribuiscono in rete non sono sostenute da misure. In teoria il fusto sotterraneo protegge la gemma apicale nel suolo, ma nessuna osservazione documenta una ripresa dopo il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, i soli riscontri trovati riguardano piante coltivate in serra, senza temperature né prove all’aperto, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Nemmeno fuori dall’Europa è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione all’aperto datato. In mancanza di dati, il consiglio prudente è coltivarla in vaso e ripararla dal gelo.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas simplicipinna. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale proprio della specie. In Thailandia, secondo il rapporto del 2019, le cicadee vendute sul mercato interno provengono in gran parte da prelievi in natura, ma il rapporto non dà dettagli per questa specie.

Domande frequenti

Che cosa significa simplicipinna?

«A foglioline semplici», in latino: il nome ricorda che le foglioline sono intere, a differenza di quelle divise di Cycas micholitzii, di cui la pianta fu descritta come varietà.

Cycas simplicipinna e Cycas micholitzii sono la stessa pianta?

No. Smitinand la descrisse nel 1971 come varietà di Cycas micholitzii, ma dal 1995 è trattata come specie distinta. Cycas micholitzii ha foglioline divise, Cycas simplicipinna foglioline intere.

Ha un tronco?

Quasi mai visibile. Il fusto resta di solito sotto terra e le poche foglie sembrano uscire direttamente dal suolo; solo di rado affiora per una ventina di centimetri.

Dove cresce in natura?

Nel sottobosco delle foreste sempreverdi umide del nord e del nord-est della Thailandia, del Laos meridionale, del Vietnam centrale e del sud dello Yunnan, spesso vicino ai ruscelli. La sua presenza in Birmania non è confermata.

È facile da coltivare?

Forse, ma nessuna fonte verificata lo dimostra. LLIFLE la descrive come facile e adatta al vaso, in luce filtrata e substrato drenante; i riscontri di forum riguardano solo piante in serra.

Sopporta il pieno sole?

Meglio di no. È una pianta di sottobosco: secondo LLIFLE il pieno sole ne sbiadisce le foglie, e conviene una luce intensa ma filtrata.

È rustica in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato verificabile sul freddo: in mancanza di prove, tenetela in vaso e al riparo dal gelo.

È velenosa?

Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Smitinand, T. (1971). The genus Cycas Linn. (Cycadaceae) in Thailand. Natural History Bulletin of the Siam Society 24: 163-175. https://archive.org/details/nhbss_024_1-2k_smitinand_thegenuscycasli [Protologo di Cycas micholitzii var. simplicipinna (p. 164): tipi, descrizione, località, nomi thailandesi; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1995). [Cycas simplicipinna (Smitinand) K.D.Hill, comb. et stat. nov.] Proceedings of the Third International Conference on Cycad Biology: 150. [Elevazione al rango di specie; non consultato, riferimento rilevato su The World List of Cycads e IPNI.]
  • Hill, K.D. & Yang, S.L. (1999). The genus Cycas (Cycadaceae) in Thailand. Brittonia 51(1): 48-73. [Descrizione (pp. 50-52, fig. 2); non consultato (accesso a pagamento), riferimento rilevato su The World List of Cycads.]
  • Hill, K.D., Nguyên, T.H. & Lôc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. [Descrizione delle popolazioni vietnamite (pp. 147-148); non consultato, riferimento rilevato su The World List of Cycads.]
  • de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Inclusione della varietà in Epicycas tonkinensis e scelta del lectotipo; testo integrale consultato.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino, e Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Sinonimia dubitativa con Cycas balansae; consultata nella versione online.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Applicazione del nome a piante cinesi di Cycas collina, caratteri distintivi, sezione Stangerioides; testo integrale consultato.]
  • Feng, X., Wang, Y. & Gong, X. (2014). Genetic diversity, genetic structure and demographic history of Cycas simplicipinna (Cycadaceae) assessed by DNA sequences and SSR markers. BMC Plant Biology 14: 187. doi:10.1186/1471-2229-14-187 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4114127/ [Sette popolazioni cinesi, 118 individui, struttura genetica, contrazione durante l’ultimo glaciale; articolo con revisione paritaria, riassunto consultato su Europe PMC il 21 ottobre 2026.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5415521/ [Aree protette e minacce nello Yunnan; testo integrale consultato.]
  • Zheng, F., Wang, Y., Xi, H., Xiao, S., Feng, X., Gong, X. & Liu, J. (2025). Ecological isolation maintains the species boundaries between two sympatric Cycas from Southwest China. Ecology and Evolution 15(7): e71769. doi:10.1002/ece3.71769 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12237619/ [Assenza di ibridi con Cycas pectinata, habitat, impollinatori e fenologia nello Yunnan; testo integrale consultato.]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas simplicipinna. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42085A10625321. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42085A10625321.en [Prima valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas simplicipinna. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T42085A69157953. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42085A69157953.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]