Dioon nuusaviorum è una cicadea a fusto aereo endemica del sud-est dello Stato di Guerrero, in Messico, dove vive nelle foreste di pini e di pini e querce della Sierra Madre del Sur, tra 1 030 e 1 190 m di quota. È la specie più recente del genere Dioon: è stata pubblicata nel maggio 2026 sulla rivista PhytoKeys, a partire da popolazioni scoperte nel 2019. Le foglioline fitte e sovrapposte, con il margine curvato verso la punta della foglia, e le foglie giovani verde chiaro la separano dalle specie vicine. I suoi descrittori la considerano in pericolo, ma la IUCN non l’ha ancora valutata.
In sintesi: Dioon nuusaviorum
- Nome accettato: Dioon nuusaviorum Mart.-Domínguez, Nic.-Mor. & D.W.Stev. (2026), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e registrato dall’IPNI; non ancora presente nella versione di giugno 2026 della World Checklist of Vascular Plants di Kew, base di POWO (pubblicata su GBIF)
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno; popolazioni ritenute in passato simili a Dioon holmgrenii
- Famiglia: Zamiaceae, ordine delle Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Messico, sud-est del Guerrero (Sierra Madre del Sur); tre popolazioni conosciute
- Stato IUCN: non valutato (NE); valutazione preliminare «in pericolo» (EN) proposta dagli autori della specie
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (iscrizione di tutte le cicadee, annotazione #4: semi esenti); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: non documentati in coltivazione; in natura, suoli argillosi cosparsi di rocce carsiche, in foresta di pini e querce
- Portamento e dimensioni: fusto eretto o decombente, fino a 3 m di lunghezza e 32 cm di diametro, talvolta ramificato; da 20 a 50 foglie lunghe da 1 a 1,5 m
- In Italia: nessuna presenza documentata, né negli orti botanici né presso i coltivatori
- Tossicità: nessuna analisi propria della specie; tossine documentate nelle altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Dioon nuusaviorum?
Dioon nuusaviorum si riconosce dalle foglioline embricate o fortemente embricate, con il margine curvato verso l’apice della foglia e da tre a sei lunghi denticoli, e dalle foglie giovani verde chiaro. La descrizione originale (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2026), ad accesso libero, fornisce questi caratteri:
- Fusto: aereo, eretto o decombente, lungo fino a 3 m e largo fino a 32 cm, coperto dalle basi delle vecchie foglie, talvolta biforcato nelle piante vecchie;
- Catafilli: persistenti, coriacei, da lineari a strettamente triangolari, verde-giallastri, lunghi da 9 a 13 cm, ricoperti alla comparsa da una fitta peluria bruno chiaro;
- Foglie: da 20 a 50, lunghe da 100 a 150 cm, ricadenti a maturità («dropping» nel testo), verde chiaro alla comparsa con una peluria bruna che diventa grigio-bruna e poi scompare; picciolo quasi cilindrico, lungo da 12 a 18 cm, senza spine;
- Foglioline: da 97 a 167 paia, lineari-lanceolate, coriacee, piane, inserite ad angolo retto sul rachide, embricate o fortemente embricate, con il margine curvato verso l’apice della foglia; le mediane misurano da 6,8 a 12,3 cm per 0,65-0,98 cm; fino a quattro denticoli sul margine distale e uno o due sul margine prossimale, lunghi da 0,26 a 0,37 cm;
- Coni maschili: solitari, ovoidi alla comparsa poi cilindrici e angolosi, di 42-44 cm per 8,2-8,5 cm, coperti da una fine peluria bruno chiaro; squame cuneiformi di 3,4-3,8 cm, con apice acuminato (assottigliato in una punta sottile);
- Coni femminili: solitari, ovoidi, eretti, di 45-56 cm per 25-27,5 cm; squame (megasporofilli) di 8,5-12 cm per 4,8-5,4 cm, fortemente embricate, strettamente triangolari, verdi e tomentose, con apice apicolato (terminato da una punta corta);
- Semi: ovoidi, di 2,77-3,35 cm per 1,99-2,31 cm, bruno chiaro a maturità, con sarcotesta giallo chiaro; guscio interno liscio, segnato da 13-15 creste radiali.
Secondo gli autori, i caratteri delle foglie bastano spesso, ma la forma delle squame dei coni offre l’identificazione più sicura, perché ciascuna delle specie vicine ha una combinazione propria.
Ibridi
Non è segnalato alcun ibrido naturale od orticolo di Dioon nuusaviorum. La descrizione del 2026 non cita altre specie di Dioon a contatto con le sue popolazioni: Dioon stevensonii, la specie geograficamente più vicina, vive più a nord-ovest nel Guerrero e le due specie non si incontrano.
Possibili confusioni
Le specie più simili d’aspetto sono Dioon holmgrenii, dell’Oaxaca, e Dioon stevensonii, del Guerrero e del Michoacán. La descrizione del 2026 le confronta punto per punto:
- Dioon holmgrenii: foglioline non embricate (distanziate di 0,2-1 cm), con margine diritto e da due a cinque denticoli corti (0,15-0,29 cm); squame dei coni maschili con apice acuto, squame dei coni femminili con apice acuminato;
- Dioon stevensonii: foglie giovani bruno dorato (e non verde chiaro), foglioline non embricate secondo il testo, squame dei coni maschili con apice acuto, squame dei coni femminili triangolari, poco o per nulla pubescenti.
La chiave pubblicata nello stesso articolo separa inoltre le specie con foglie carenate e foglioline inserite ad angolo acuto sul rachide, come Dioon califanoi, le cui foglioline sono anch’esse sovrapposte, Dioon argenteum, Dioon purpusii e Dioon planifolium: Dioon nuusaviorum ha invece foglie piane e foglioline inserite ad angolo retto. Tra le specie a foglie piane, Dioon caputoi, Dioon salas-moralesiae e Dioon oaxacensis hanno foglioline non embricate.
Tassonomia
Dioon nuusaviorum è un nome accettato da The World List of Cycads e registrato dall’IPNI. Descritto nel maggio 2026, non figura ancora nella versione di giugno 2026 della World Checklist of Vascular Plants di Kew, la base di POWO, pubblicata su GBIF. Gli autori del nome sono Lilí Martínez-Domínguez, Fernando Nicolalde-Morejón e Dennis Wm. Stevenson; l’articolo, firmato anche da Francisco G. Lorea-Hernández e Francisco Vergara-Silva, è uscito l’11 maggio 2026 su PhytoKeys (volume 274, pagine 229-245; descrizione a pagina 235).
Il tipo è stato raccolto il 28 maggio 2019 nei pressi di Rancho Viejo, nel comune di Tlacoachistlahuaca (Guerrero), a 1 140 m di quota, da Fernando Nicolalde-Morejón e colleghi (numero 3156). L’olotipo è conservato nell’erbario CIB dell’Università Veracruzana, un isotipo a MEXU (Città del Messico). Altri campioni sono stati raccolti lo stesso giorno vicino a Rancho Viejo, verso 1 190 m, e a La Trinidad, verso 1 030 m.
Gli autori hanno scoperto queste popolazioni nel 2019, mentre studiavano nel Guerrero un’altra cicadea, Ceratozamia leptoceras. Erano state ritenute simili a Dioon holmgrenii, specie dell’Oaxaca con un areale nettamente separato. Dopo aver esaminato i campioni d’erbario di tutte le specie del genere e osservato popolazioni dell’Oaxaca, le hanno descritte come specie nuova. Il loro metodo è morfologico: da dieci a quindici piante per popolazione, una matrice di 24 caratteri qualitativi e un’altra di 37 caratteri misurati, trattate con analisi di aggregazione delle popolazioni, analisi della varianza e analisi delle componenti principali. Le tre specie confrontate si separano nettamente, senza sovrapposizioni.
Non sono stati prodotti dati genetici. Gli autori ipotizzano che Dioon nuusaviorum possa essere la specie sorella di Dioon stevensonii, precisando che serviranno dati molecolari per verificarlo. Con questa specie il genere conta diciannove specie, diciotto delle quali in Messico, e le cicadee conosciute nel Guerrero salgono a quattro, con Ceratozamia leptoceras, Dioon stevensonii e Zamia paucijuga.
Etimologia e storia
L’epiteto rende omaggio al popolo Ñuu savi, il nome con cui si designano i Mixtechi, che significa «popolo della pioggia» (The World List of Cycads, dalla descrizione originale). Secondo gli autori, «Ñuu savi» sostituisce oggi «mixteco», adattamento spagnolo di mixtecatl, parola nahuatl che significa «popolo delle nuvole»; gli autori ringraziano del resto alcuni collaboratori Ñuu savi per l’aiuto sul terreno. Il nome del genere viene dal greco dis, «due», e ôon, «uovo», per i due semi portati da ogni squama del cono femminile.
La specie non ha una storia orticola: dalla sua descrizione non è documentata alcuna introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Per Dioon nuusaviorum non è attestato alcun nome comune, né in italiano, né in spagnolo, né in lingua mixteca. La descrizione originale non ne riporta.
In natura
Dioon nuusaviorum è noto soltanto da tre popolazioni, nel distretto degli altipiani del Guerrero della Sierra Madre del Sur, nel sud-est dello Stato: nei dintorni di Rancho Viejo (comune di Tlacoachistlahuaca) e a La Trinidad. Gli autori non hanno trovato alcuna segnalazione più antica di Dioon nel sud-est del Guerrero, né negli erbari né negli inventari floristici della regione.
Cresce in foresta di pini e in foresta di pini e querce, tra 1 030 e 1 190 m, su suoli argillosi cosparsi di rocce carsiche. Il clima della regione è temperato, con una stagione delle piogge marcata in estate; per le sue località non sono pubblicati dati climatici numerici. Ogni popolazione conta più di 50 adulti, e gli autori osservano un buon rinnovamento di plantule e giovani piante.
Le foglie nuove compaiono ogni anno in maggio, in media da 12 a 18 per pianta adulta, talvolta solo 9 o 10. I coni maschili liberano il polline da marzo ad aprile; i coni femminili sono stati osservati alla fine della fase ricettiva da maggio a giugno, e nella stessa popolazione alcune piante possono essere ricettive mentre altre hanno coni già in disgregazione. Gli impollinatori non sono identificati; una figura dell’articolo mostra una farfalla del genere Eumaeus fotografata nell’habitat, senza commento degli autori.
Stato di conservazione e normativa
Dioon nuusaviorum non è ancora stato valutato dalla IUCN: The World List of Cycads lo indica come non valutato (NE). I suoi descrittori propongono, in via preliminare, la categoria «in pericolo» (EN), secondo i criteri B1ab(ii,v) e C2a(i), calcolati con lo strumento GeoCAT. Indicano un’estensione della presenza di «11.662 km²» e una superficie occupata di «12.000 km²»: la notazione con il punto non permette di stabilire con certezza se si tratti di circa 11,7 e 12 km² o di migliaia di chilometri quadrati.
Le minacce citate sono gli incendi, frequenti nelle foreste di pini e querce, e l’avanzata dei terreni agricoli. Due delle tre popolazioni si trovano in zone colpite dal fuoco; la terza, meno esposta, sembra in condizioni migliori.
La specie rientra nell’appendice II della CITES, per l’iscrizione di tutte le cicadee dal 1977; Species+, la banca dati ufficiale della CITES, non ha ancora una scheda a suo nome. L’annotazione #4, nella versione del 5 marzo 2026, esenta semi, polline, colture in vitro in contenitori sterili e fiori recisi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, figura nell’allegato B (regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Descritta nel 2026, non compare nella norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010. Banche dati consultate il 26 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o importazione.
Coltivazione
Per Dioon nuusaviorum non esiste alcun dato di coltivazione: nessuna collezione, nessun forum e nessun vivaio lo citano, e nessun orto botanico lo dichiara a BGCI PlantSearch. I consigli validi per le specie vicine non sono stati verificati per questa specie. Il suo habitat, foreste di pini e querce di media montagna su argilla e rocce calcaree, con una stagione secca, fa pensare a una pianta da substrato drenante e luce intensa, ma è solo una deduzione. Per i principi generali si può consultare la pagina del genere.
In Italia la specie non è documentata, né negli orti botanici, compreso l’Orto Botanico di Napoli, né tra i coltivatori.
Moltiplicazione
Non è stato pubblicato alcun dato di moltiplicazione proprio della specie. Come tutti i Dioon, ha piante maschili e piante femminili, e la semina è la via normale; nei Dioon il cono femminile può richiedere fino a due anni tra la sua comparsa e la liberazione dei semi (Norstog e Nicholls, 1997, citati dagli autori). I semi sono esenti dal permesso CITES; visto lo stato della specie, sarebbero accettabili solo semi provenienti da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Per Dioon nuusaviorum non è documentata alcuna malattia né alcun parassita. In natura la minaccia principale è il fuoco, che colpisce due delle tre popolazioni conosciute.
Rusticità
La resistenza al freddo di Dioon nuusaviorum non è nota: non sono documentati né misure, né riscontri di coltivazione, né dati climatici pubblicati per le sue località (temperature minime, frequenza delle gelate). Si sa soltanto che i descrittori definiscono temperato il clima del suo areale, senza ulteriori dettagli.
In Italia
Non è documentata alcuna prova di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione: né sulle coste liguri e tirreniche, né in Sicilia, in Sardegna o in Puglia, né nelle zone più fredde del Nord. Anche nel sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, non è segnalata alcuna pianta coltivata.
Riferimenti internazionali
Nessun valore di rusticità è stato pubblicato, in nessun Paese. Qualsiasi temperatura minima o zona USDA che circolasse per questa specie sarebbe una stima priva di osservazioni.
Tossicità e precauzioni
Per Dioon nuusaviorum non è stata pubblicata alcuna analisi di tossicità, ma va considerato tossico, soprattutto per i semi. Le cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo, una tossina del fegato e del sistema nervoso. Il rischio è documentato in altre cicadee, in particolare per i cani che masticano i semi e per il bestiame. Usate guanti per maneggiare i semi e teneteli fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso di Dioon nuusaviorum; la descrizione originale non ne cita.
Domande frequenti
Quando è stato descritto Dioon nuusaviorum?
L’11 maggio 2026, sulla rivista PhytoKeys. Le popolazioni erano state scoperte nel Guerrero nel 2019; è la diciannovesima specie del genere.
Come distinguerlo da Dioon holmgrenii?
Soprattutto dalle foglioline. In Dioon nuusaviorum sono sovrapposte, con il margine curvato verso la punta della foglia e da tre a sei denticoli lunghi; in Dioon holmgrenii sono distanziate e diritte, con denticoli più corti. Le squame dei coni confermano l’identificazione.
E da Dioon stevensonii?
Dal colore delle foglie giovani. In Dioon nuusaviorum spuntano verde chiaro, in Dioon stevensonii coperte da una peluria bruno dorato; differiscono anche le foglioline e le squame dei coni.
Che cosa significa il suo nome?
Onora il popolo Ñuu savi, il nome con cui si designano i Mixtechi, che significa «popolo della pioggia».
È una specie minacciata?
Probabilmente sì. La IUCN non l’ha ancora valutata, ma i descrittori propongono la categoria «in pericolo»: le popolazioni sono soltanto tre, minacciate dagli incendi e dall’agricoltura.
Si può coltivare in Italia?
Per ora no. Non sono documentate piante né semi in vendita, e non esiste alcun dato di coltivazione o di rusticità, in Italia o altrove.
È tossico?
Sì, per precauzione. Non esistono analisi sulla specie, ma le cicadee studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- PhytoKeys (Pensoft), A striking new species of Dioon (Zamiaceae) from pine and pine-oak forest of Guerrero, Mexico: https://phytokeys.pensoft.net/article/173907/ — descrizione, tipo, habitat, fenologia, confronti, chiave, valutazione preliminare. Articolo con revisione paritaria ad accesso libero.
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Dioon nuusaviorum: https://cycadlist.org/scientific_name/1080 — nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN (non valutato), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile.
- IPNI, Dioon nuusaviorum: https://www.ipni.org/n/77379798-1 — registrazione del nome e degli autori. Banca dati nomenclaturale di riferimento, affidabile.
- World Checklist of Vascular Plants (WCVP, Royal Botanic Gardens, Kew), versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF: https://www.gbif.org/dataset/f382f0ce-323a-4091-bb9f-add557f3a9a2 — il nome non vi è ancora incluso. Lista di Kew su cui si basa POWO.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — nessun orto botanico dichiara la specie (consultazione del 26 ottobre 2026). Banca dati internazionale degli orti botanici.
Bibliografia
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Stevenson, D.W., Lorea-Hernández, F.G. & Vergara-Silva, F. (2026). A striking new species of Dioon (Zamiaceae) from pine and pine-oak forest of Guerrero, Mexico. PhytoKeys 274: 229-245. doi:10.3897/phytokeys.274.173907 [Protologo; articolo con revisione paritaria ad accesso libero.]
- Norstog, K.J. & Nicholls, T.J. (1997). The Biology of the Cycads. Cornell University Press, Ithaca. [Durata dello sviluppo dei coni femminili; citato dalla descrizione originale.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]