Dioon oaxacensis

Dioon oaxacensis è una cicadea endemica dello Stato di Oaxaca, nel Messico meridionale, che cresce su colline rocciose in zone aride, insieme a piante adattate alla siccità. Questa specie del genere Dioon è stata descritta nel 2020 a partire da popolazioni che fino ad allora erano attribuite a Dioon merolae: alcuni studi genetici avevano mostrato che formavano una linea evolutiva distinta. Si riconosce dalle foglioline piatte, rigide e diritte e dai grandi coni. Ancora poco studiata, non è stata valutata dalla IUCN e la sua coltivazione non è documentata, né in Italia né altrove.

In sintesi: Dioon oaxacensis

  • Nome accettato: Dioon oaxacensis Gut.Ortega, Pérez-Farr. & Vovides (2020), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non consultato (accesso bloccato)
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni incluse un tempo in Dioon merolae; venduto in passato con il nome commerciale di Dioon sp. «El Camarón», secondo un commerciante di semi
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca; località tipo nella Sierra Sur; zone aride dell’est dello Stato secondo gli autori
  • Stato IUCN: non valutato (NE)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES, per l’iscrizione dell’intera famiglia delle Zamiaceae (annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; nessuna iscrizione nella norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010 secondo Enciclovida
  • Rusticità documentata: non documentata
  • Esposizione e substrato: in natura, colline rocciose in ambiente secco; in coltivazione, non documentati
  • Portamento e dimensioni: pianta arborescente (Enciclovida); dimensioni non verificate, perché la descrizione originale non ha potuto essere letta
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici e nessun riscontro di coltivatori
  • Tossicità: non documentata per la specie; tossine note nelle altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Dioon oaxacensis?

Secondo il riassunto della descrizione originale, Dioon oaxacensis si riconosce facilmente dalle foglioline piatte, rigide e diritte, inserite obliquamente sul rachide, e dalle grandi strutture riproduttive. Il testo completo dell’articolo è a pagamento e non ha potuto essere consultato: per questo le misure di dettaglio (numero di foglie, lunghezza delle foglioline, dimensioni dei coni) non sono riportate in questa pagina.

Le chiavi di identificazione pubblicate in seguito offrono qualche indizio in più, ma non concordano del tutto. Quella di Gutiérrez-Ortega e collaboratori (2021) distingue la specie, all’interno del suo gruppo, per le foglioline piatte, fortemente embricate, non ricurve verso il basso all’apice, e per una foglia spesso moderatamente carenata. Quella di Martínez-Domínguez e collaboratori (2026) la colloca invece tra le specie a foglie piane e foglioline non embricate, e la separa da Dioon salas-moralesiae per le foglioline non arcuate all’apice. Il disaccordo riguarda proprio l’embricatura delle foglioline: una pianta isolata, senza provenienza nota, resta quindi difficile da identificare.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è segnalato alcun ibrido di Dioon oaxacensis.

Possibili confusioni

La confusione più probabile è con Dioon merolae, la sua specie sorella, le cui foglioline, embricate, sono nettamente ricurve verso il basso all’apice (chiave del 2021) e disegnano un motivo regolare (chiave del 2008). Dioon salas-moralesiae, descritto nel 2021 dall’Oaxaca sud-orientale, se ne distingue per le foglioline leggermente arcuate verso il basso alla punta. José Said Gutiérrez-Ortega, primo autore della descrizione, segnala anche somiglianze con Dioon purpusii, che però ha foglie carenate e foglioline poco o per nulla embricate.

I semi venduti con il nome di Dioon sp. «El Camarón» sono presentati da un commerciante come appartenenti a questa specie. Sul forum francese Fous de palmiers, nel 2013, un coltivatore del Gard riferiva che questa forma passava per un Dioon merolae «più imponente». Senza una provenienza precisa, l’identità di queste piante non può essere garantita.

Tassonomia

Dioon oaxacensis è un nome accettato, senza sinonimi. José Said Gutiérrez-Ortega, Miguel Ángel Pérez-Farrera, Andrew P. Vovides, Silvia H. Salas-Morales e Jeffrey Chemnick lo hanno descritto nel 2020 sulla rivista Phytotaxa (474: 51-61), in un articolo intitolato, in traduzione, «una nuova specie di cicadea delle valli centrali aride di Oaxaca». Il nome è attribuito ai primi tre autori. L’olotipo (Pérez-Farrera e Gutiérrez-Ortega 3467) proviene dalla Sierra Sur di Oaxaca ed è conservato all’erbario Eizi Matuda (HEM) dell’Università di Scienze e Arti del Chiapas.

La separazione da Dioon merolae si basa sulla genetica. In uno studio pubblicato lo stesso anno su New Phytologist, Gutiérrez-Ortega e collaboratori hanno analizzato il DNA dei cloroplasti, marcatori distribuiti sull’intero genoma, la morfologia e il clima delle popolazioni attribuite a Dioon merolae. Ne sono emersi gruppi geografici nettamente distinti, separati da zone inadatte alle cicadee ma rimasti fedeli allo stesso tipo di ambiente. La descrizione del 2020 precisa che la delimitazione di Dioon oaxacensis concorda con questi risultati. Nel 2021 un secondo studio ha separato le popolazioni dell’Oaxaca sud-orientale con il nome di Dioon salas-moralesiae, e Dioon merolae indica ormai soltanto le popolazioni restanti, del Chiapas e dell’Oaxaca. In pratica, una pianta dell’Oaxaca etichettata Dioon merolae prima del 2020 può appartenere a una di queste due specie.

Gutiérrez-Ortega e collaboratori (2021) collocano Dioon oaxacensis nel «clade Purpusii», insieme a Dioon merolae, Dioon salas-moralesiae, Dioon purpusii, Dioon argenteum, Dioon califanoi, Dioon caputoi, Dioon holmgrenii e Dioon planifolium.

Etimologia e storia

L’epiteto oaxacensis significa «di Oaxaca» e ricorda che la specie è endemica di questo Stato messicano (Haynes, 2022). La storia della sua introduzione in coltivazione non è documentata. La forma venduta con il nome di Dioon sp. «El Camarón» circolava almeno dal 2012 presso un commerciante europeo di semi, secondo i messaggi del forum Fous de palmiers.

Nomi comuni

Per Dioon oaxacensis non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in spagnolo: la banca dati Enciclovida della CONABIO, l’agenzia messicana per la biodiversità, non ne riporta. «El Camarón» è un nome commerciale legato alla provenienza delle piante, non un nome vernacolare.

In natura

Dioon oaxacensis è endemico dell’Oaxaca. Secondo il riassunto della descrizione, le sue popolazioni occupano di solito ambienti secchi, su colline rocciose, in compagnia di piante ben note per il loro adattamento all’aridità. Il titolo dell’articolo colloca la specie nelle valli centrali aride dello Stato, la località tipo si trova nella Sierra Sur e il primo autore scrive che la linea si è evoluta negli ambienti aridi dell’Oaxaca orientale. Le località precise, l’altitudine e la consistenza delle popolazioni non sono indicate nelle fonti consultate.

Studi precedenti hanno mostrato che l’aridificazione del Messico, durante il Miocene, ha favorito la diversificazione dei Dioon e l’adattamento dell’epidermide fogliare nelle specie degli ambienti aridi (Gutiérrez-Ortega e collaboratori, 2018). Queste ricerche riguardavano il genere nel suo insieme, non questa specie in particolare.

Stato di conservazione e normativa

Dioon oaxacensis non è ancora stato valutato dalla IUCN (categoria NE, secondo The World List of Cycads). Non è stata trovata alcuna stima pubblicata della consistenza delle popolazioni né delle minacce.

Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, non cita la specie per nome, ma l’iscrizione dell’intera famiglia delle Zamiaceae all’appendice II della CITES (con l’annotazione #4, che esenta in particolare i semi) e all’allegato B del regolamento europeo (regolamento (UE) 2026/1383, in vigore dal 29 giugno 2026) si applica anche a lei; Enciclovida la indica del resto nell’appendice II. Le regole sono le stesse in Italia e in tutti i Paesi dell’Unione. Non è stata rilevata alcuna iscrizione nella norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010. Una pianta acquistata deve provenire da coltivazione ed essere accompagnata dai documenti richiesti. Banche dati consultate il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.

Coltivazione

Nessun dato pubblicato descrive la coltivazione di Dioon oaxacensis. L’ambiente naturale, colline rocciose di regioni secche, suggerisce un substrato minerale e molto drenante e annaffiature moderate, ma si tratta solo di precauzioni dedotte dall’habitat, non di esperienze documentate. All’orto botanico di Nong Nooch, in Thailandia, il curatore delle cicadee scrive nel 2022 che tutti i Dioon descritti vi sono coltivati e producono coni, senza dettagli su questa specie.

In Italia la specie non compare né nelle pubblicazioni degli orti botanici consultate (in particolare quelle dell’Orto Botanico di Napoli, che possiede la collezione di Dioon più ricca del Paese) né nei messaggi del forum Tropicamente.

Moltiplicazione

La semina è la sola via di moltiplicazione segnalata. Sul forum Fous de palmiers, un coltivatore il cui profilo indica Belley (Ain) e Montpellier (Hérault), in Francia, riferisce nel gennaio e nel febbraio 2013 che nessun seme di Dioon sp. «El Camarón» era germinato, mentre i semi di un’altra specie seminati nello stesso momento erano spuntati. Una sola prova non permette di trarre conclusioni. I semi delle cicadee sono esenti dalla CITES, il che li rende il modo più semplice per procurarsi legalmente una specie rara.

Malattie e parassiti

Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita specifico di Dioon oaxacensis.

Rusticità

Non è stato trovato alcun dato sulla resistenza al freddo di Dioon oaxacensis.

In Italia

Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Italia, in nessuna regione: né sulle coste liguri e tirreniche, né in Sicilia, in Sardegna o in Puglia, né nelle zone più fredde del Nord. Anche in Francia, compreso il sud-est mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, la specie non è documentata in piena terra. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, con ricovero al riparo dal gelo e dalla pioggia in inverno, è la scelta prudente.

Riferimenti internazionali

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun valore di rusticità, misurato o dichiarato da un vivaio. Le temperature citate per Dioon merolae non possono essere trasferite a questa specie, che vive in un ambiente diverso.

Tossicità e precauzioni

Per Dioon oaxacensis non è stato pubblicato alcun dato di tossicità. Il rischio è però documentato in altre cicadee, i cui semi e tessuti contengono tossine come la cicasina, pericolose per l’uomo, il bestiame e gli animali domestici. Considerate quindi la specie potenzialmente tossica e tenete i semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale specifico di Dioon oaxacensis.

Domande frequenti

Dioon oaxacensis è un vecchio Dioon merolae?

Sì, in parte. Fino al 2020 le sue popolazioni erano attribuite a Dioon merolae. Le analisi genetiche hanno mostrato che formavano una linea distinta, descritta come nuova specie. Una pianta dell’Oaxaca etichettata Dioon merolae prima di quella data può quindi essere un Dioon oaxacensis.

Come distinguerlo da Dioon merolae?

Dalla forma delle foglioline. In Dioon oaxacensis sono piatte, rigide e diritte; in Dioon merolae si incurvano nettamente verso il basso all’apice. Gli autori sottolineano anche le grandi dimensioni dei suoi coni.

Dioon oaxacensis e Dioon sp. «El Camarón» sono la stessa pianta?

Lo afferma un commerciante di semi, ma nessuna fonte scientifica consultata lo conferma. Senza una provenienza precisa, l’identità delle piante vendute con questo nome non può essere garantita.

È una specie minacciata?

Non si sa. La specie non è ancora stata valutata dalla IUCN e nessun dato pubblicato descrive la consistenza delle popolazioni. È comunque protetta dalla CITES, come tutte le Zamiaceae.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non è stata trovata alcuna osservazione né stima della sua resistenza al freddo, in Italia o altrove. Coltivatelo in vaso e ricoveratelo al riparo dal gelo e dalla pioggia in inverno.

È tossico?

Va considerato tale. Non esistono dati sulla specie, ma le altre cicadee contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Gutiérrez-Ortega, J.S., Pérez-Farrera, M.A., Vovides, A.P., Salas-Morales, S.H. & Chemnick, J. (2020). Dioon oaxacensis (Zamiaceae): a new cycad species from the arid central valleys of Oaxaca (Mexico). Phytotaxa 474(1): 51-61. doi:10.11646/phytotaxa.474.1.5 [Protologo; riassunto e bibliografia consultati, testo completo non consultato.]
  • Gutiérrez-Ortega, J.S., Salinas-Rodríguez, M.M., Ito, T. et al. (2020). Niche conservatism promotes speciation in cycads: the case of Dioon merolae (Zamiaceae) in Mexico. New Phytologist 227(6): 1872-1884. doi:10.1111/nph.16647 [Articolo con revisione paritaria; linee evolutive di Dioon merolae; riassunto consultato.]
  • Gutiérrez-Ortega, J.S., Pérez-Farrera, M.A., Chemnick, J. & Gregory, T.J. (2021). A reassessment of Dioon merolae (Zamiaceae) leads to the description of Dioon salas-moralesae, a new cycad species from Southeastern Oaxaca, Mexico. Phytotaxa 528(2): 93-110. doi:10.11646/phytotaxa.528.2.3 [Tre linee nel vecchio Dioon merolae, clade Purpusii e chiave; riassunto e chiave consultati (Plazi).]
  • Gutiérrez-Ortega, J.S., Yamamoto, T., Vovides, A.P. et al. (2018). Aridification as a driver of biodiversity: a case study for the cycad genus Dioon (Zamiaceae). Annals of Botany 121(1): 47-60. doi:10.1093/aob/mcx123 [Articolo con revisione paritaria; diversificazione legata all’aridificazione; riassunto consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
  • Lindstrom, A. (2022). The cycad collection at Nong Nooch Tropical Botanical Garden, Thailand. CYCADS 6(1). [Coltivazione dei Dioon in clima tropicale; testo integrale consultato.]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Stevenson, D.W., Lorea-Hernández, F.G. & Vergara-Silva, F. (2026). A striking new species of Dioon (Zamiaceae) from pine and pine-oak forest of Guerrero, Mexico. PhytoKeys 274: 229-245. doi:10.3897/phytokeys.274.173907 [Chiave che include Dioon oaxacensis; testo integrale consultato.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]