Cycas revoluta è una cicadea dal fusto tozzo originaria del Giappone meridionale, soprattutto dell’arcipelago delle Ryūkyū, e forse della costa del Fujian, in Cina, dove cresce su rocce e scogliere spesso calcaree. È la specie più coltivata del genere Cycas e, in Italia, la cicadea che si incontra più spesso nei giardini, nei parchi pubblici e negli orti botanici: a Palermo il primo esemplare fu piantato all’aperto alla fine del Settecento. Nonostante il nome inglese di sago palm, non è una palma ma una gimnosperma. Sopporta gelate moderate, soprattutto all’asciutto, ma soffre il freddo umido e prolungato, e tutte le sue parti sono tossiche. Il sito la distingue da Cycas taitungensis, di Taiwan, che POWO include in Cycas revoluta (vedi Tassonomia).
In sintesi: Cycas revoluta
- Nome accettato: Cycas revoluta Thunb. (1782), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla WCVP, base di POWO (consultata tramite GBIF)
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas miquelii Warb. (1900) ed Epicycas miquelii (Warb.) de Laub. (1998); varietà orticole brevifrons, planifolia, prolifera e robusta, senza valore tassonomico; la WCVP (POWO) vi include anche Cycas taitungensis, che The World List of Cycads e il sito trattano come specie distinta
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Asiorientales, di cui è la specie tipo
- Nomi comuni: in italiano «cycas» (Giardini Botanici Hanbury) o «sagù» (Orto Botanico di Palermo); in inglese sago palm, king sago; in giapponese sotetsu
- Distribuzione naturale: Giappone meridionale (arcipelago delle Ryūkyū, isola di Tanegashima; Kyūshū secondo la Flora of China); Cina (Fujian), dove l’esistenza di popolazioni spontanee è oggi incerta
- Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023; vulnerabile, se non in pericolo, in Cina secondo la Flora of China
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: foglie danneggiate già a −3/−6 °C; fusti ripartiti dopo −10/−12 °C con terreno poco gelato (Provenza e Rossiglione, 1956 e 1985); piante in vaso morte a Ravenna nell’inverno 2009-2010 (−7/−10 °C, neve) (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura rocce, scogliere e pendii sassosi; in coltivazione pieno sole o sole filtrato, terreno o substrato molto drenante, asciutto d’inverno
- Portamento e dimensioni: fusto di 1-3 m, raramente 7-8 m, spesso ramificato o con polloni; foglie di 50-150 cm, talvolta di più
- In Italia: presente all’aperto in numerosi orti botanici (Palermo dal 1799 o dal 1793, Napoli, Firenze, Roma, Pisa, La Mortola) e molto comune nel verde pubblico e privato
- Tossicità: tutte le parti, soprattutto i semi; pericolosa per bambini, cani, gatti e cavalli (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas revoluta?
Cycas revoluta si riconosce dalle foglie rigide, verde scuro e lucide, nettamente carenate (a V), con foglioline fitte, strette e rigide i cui margini sono fortemente arrotolati verso il basso: è proprio questo carattere, il margine «revoluto», ad averle dato il nome (Hill 2008).
Il fusto misura in genere 1-3 m, eccezionalmente 7 m secondo Hill (2008) e 8 m secondo la Flora of China, con una ventina di centimetri di diametro nel punto più stretto; alla base, e talvolta più in alto, forma spesso polloni o bulbilli, tanto che gli esemplari vecchi hanno più fusti. La corona conta numerose foglie, fino a 110-160 secondo Hill. Le foglie misurano 50-150 cm (fino a 1,8 m secondo la Flora of China) e portano 100-240 foglioline; da giovani sono coperte da una peluria arancione che poi cade. Il picciolo, corto (6-10 cm secondo Hill, 10-20 cm secondo la Flora of China), è spinoso quasi per tutta la lunghezza. Le foglioline mediane misurano 8-18 cm per 3-6 mm, con una punta pungente.

Come tutte le Cycas, la specie è dioica. La pianta maschile porta un cono fusiforme giallo lungo 30-60 cm. La femmina non forma un vero cono: al centro della corona produce una rosetta di macrosporofilli, foglie modificate di 12-22 cm coperte da un feltro da giallo a bruno chiaro, con la parte superiore profondamente pettinata, che portano ciascuno 2-6 ovuli pelosi. I semi, da arancioni a rossi, sono ovoidi; le dimensioni variano secondo gli autori, da circa 2,5 cm (Hill 2008) a 3,5-5 cm (de Laubenfels e Adema 1998; Flora of China). In Cina l’impollinazione avviene da maggio a luglio e i semi maturano a settembre-ottobre (Flora of China).


Come le altre cicadee, Cycas revoluta forma vicino alla superficie del terreno radici coralloidi, che ospitano cianobatteri simbionti capaci di fissare l’azoto atmosferico (Giardini Botanici Hanbury e Jardin botanique Val Rahmeh).
Ibridi
Non sono documentati ibridi naturali. In coltivazione circolano tra i collezionisti diversi ibridi ottenuti con altre Cycas asiatiche. La banca dati PlantSearch del BGCI segnala Cycas revoluta × taitungensis nelle collezioni del giardino della RHS a Wisley, nel Regno Unito. Sul forum francese Fous de palmiers, tra il 2011 e il 2020, alcuni coltivatori citano ibridi con Cycas taitungensis, Cycas debaoensis e Cycas bifida, oltre a un ibrido complesso (revoluta × micholitzii) × tropophylla. In Italia, un coltivatore di Ravenna riferisce sul forum Tropicamente che il suo semenzale di Cycas revoluta × debaoensis, in serra fredda, ha superato senza danni l’inverno 2009-2010, e che nel 2014 le sue foglie ingiallivano meno di quelle di Cycas debaoensis. Nessuna misura pubblicata permette di confrontare la resistenza al freddo di questi ibridi con quella di Cycas revoluta.
Possibili confusioni
- Cycas taitungensis, di Taiwan, è la confusione principale. Ha foglie più lunghe (100-180 cm) e più piatte, foglioline più lunghe e più larghe (6-8 mm) con margini solo ricurvi, un picciolo più lungo (15-20 cm), «coni» femminili più serrati, a forma di cavolo, e semi più scuri (Hill 2008). De Laubenfels e Adema (1998) aggiungono la superficie costoluta del guscio del seme. Un articolo del sito dedicato alle Cycas taitungensis del Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var (Francia), descrive la stessa differenza in giardino: foglie più lunghe e portamento un po’ più massiccio.
- Cycas panzhihuaensis, del Sichuan e dello Yunnan, ha foglie più morbide, spesso bluastre, con foglioline piatte, e ovuli glabri (Hill 2008).
- Le Cycas tropicali a foglioline larghe e piatte vendute come «Cycas circinalis» o «Cycas rumphii» (queen sago in inglese) non hanno foglioline arrotolate e sono adatte solo a climi senza gelo (zone USDA 10 e 11 secondo l’Università della Florida). In coltivazione, anche negli orti botanici italiani, il nome Cycas circinalis è spesso applicato ad altre specie.
Tassonomia
Il botanico e medico svedese Carl Peter Thunberg descrisse Cycas revoluta nel 1782, riferendosi in particolare a piante coltivate, probabilmente raccolte in Giappone nel 1775-1776; fu la seconda specie di Cycas riconosciuta, dopo Cycas circinalis. Poiché non era stato indicato un tipo, nel 2008 Ken Hill scelse come lectotipo un foglio dell’erbario di Thunberg a Uppsala (UPS 23734), l’unico annotato «e Japonia» (Hill 2008).
Cycas revoluta è la specie tipo della sezione Asiorientales (Schuster 1932), definita da coni maschili consistenti e cerosi, macrosporofilli pettinati, ovuli pelosi e semi rossi a polpa non fibrosa. Questa sezione relitta comprende solo due specie molto vicine, Cycas revoluta e Cycas taitungensis (Hill 2008). De Laubenfels e Adema (1998) la trattavano come sottogenere Revoluta.
Cycas miquelii, descritta nel 1900 da Warburg su una pianta senza spine coltivata ad Amsterdam e detta originaria della Cina meridionale, è solo una forma aberrante di Cycas revoluta (Hill 2008). Le varietà brevifrons e planifolia (Miquel), prolifera (Siebold e Zuccarini) e robusta corrispondono a variazioni orticole senza valore tassonomico. La var. robusta fu descritta da Messeri nel 1927 su piante coltivate a Firenze.
Lo status di Cycas taitungensis divide le fonti. Descritta nel 1994, è accettata dalla Flora of China, da Hill (2008), da de Laubenfels e Adema (1998), da The World List of Cycads e da Species+. Nel 2022 Chang e colleghi (Frontiers in Plant Science), unendo misure morfologiche e sequenziamento genomico (RAD-seq), hanno mostrato che le due linee continuano a scambiarsi geni, tramite il polline e i bulbilli trasportati dalla corrente Kuroshio, e che i loro caratteri si sovrappongono; ne concludono che si tratta di una sola specie e pongono Cycas taitungensis in sinonimia con Cycas revoluta. La World Checklist of Vascular Plants, su cui si basa POWO, li ha seguiti, ed è per questo che POWO estende l’areale della specie fino a Taiwan. Il sito segue The World List of Cycads e dedica una scheda a ciascuna delle due specie, scelta editoriale diversa da quella di POWO.
Forme e cultivar
Le forme variegate esistono ma sono rare (Università del Wisconsin).
Etimologia e storia
L’epiteto deriva dal latino revolutus, «arrotolato all’indietro», in riferimento ai margini delle foglioline (Hill 2008; Haynes 2022). Il nome del genere Cycas riprende un termine greco usato da Teofrasto per una specie di palma (Giardini Botanici Hanbury e Jardin botanique Val Rahmeh).
Prima di Thunberg, la pianta era già stata segnalata da Kaempfer (1712) e da Rumphius (1741) con il nome di «Tessio» (Hill 2008). Alla fine del Settecento era già coltivata in Europa. L’Orto Botanico di Palermo presenta il suo primo esemplare, dono della regina Maria Carolina di Borbone, come il primo Cycas revoluta coltivato all’aperto in Europa, piantato nel 1799 secondo la pagina dell’Università di Palermo; la scheda dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI) indica invece il 1793. Anche l’Orto Botanico di Napoli conserva un esemplare donato dalla stessa regina, fotografato nel 2001 nella rivista del giardino, Delpinoa. Ai Giardini Hanbury, il catalogo del 1912 nota che a lungo nei giardini si conoscevano solo piante femminili, finché alcune piante maschili fiorirono a Bordighera; il giardino possedeva allora i due sessi e sperava di ottenere semi ben formati.
Nomi comuni
In italiano la pianta è chiamata «cycas» (scheda dei Giardini Botanici Hanbury) o «sagù»: l’Orto Botanico di Palermo scrive che vi vivono da lungo tempo all’aperto «il sagù e il falso sagù», cioè Cycas revoluta e la pianta chiamata Cycas circinalis; nomi come «cicade del Giappone» o «sagù del Giappone», usati nel commercio e sul web, non sono documentati in fonti botaniche. In francese si dice cycas du Japon o sagou du Japon (Jardin botanique Val Rahmeh). In inglese si dice sago palm (Species+, ASPCA), king sago (Hill 2008) e fern palm (Species+); il nome sago palm è ambiguo, perché l’ASPCA lo applica anche alle Zamia. In giapponese la specie si chiama sotetsu, e Hill (2008) elenca decine di nomi regionali delle Ryūkyū. In cinese si dice su tie o tie shu, «albero di ferro» (Flora of China; Hill 2008).
In natura
Cycas revoluta è diffusa nelle isole Ryūkyū, nel Giappone meridionale, soprattutto su pendii ripidi o scoscesi e sassosi, talvolta sulle scogliere costiere; un tempo occupava anche terreni più pianeggianti, oggi disboscati (Hill 2008). De Laubenfels e Adema (1998) la indicano in luoghi rocciosi, spesso calcarei. Hill cita anche raccolte dell’isola di Tanegashima, a sud di Kyūshū, e la Flora of China include Kyūshū nell’areale.
In Cina, la Flora of China indica boscaglie sui pendii delle isole e boschi radi sul continente, tra 100 e 500 m di quota, nel Fujian (distretti di Lianjiang e Ningde e alcune isole). Precisa che questa distribuzione, un tempo ampia, è stata fortemente ridotta dalla raccolta commerciale e dalla distruzione dell’habitat, e che non si sa se restino popolazioni spontanee; per Hill (2008) gli indizi di una presenza naturale nel Fujian sono indiretti ma solidi, senza conferme recenti. Anche Species+ considera incerta la presenza in Cina.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas revoluta a minor preoccupazione (LC), nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (categoria verificata tramite GBIF). La valutazione precedente è quella di Ken Hill (2010); già nel 2008 Hill riteneva la specie non minacciata (LC), mentre Donaldson (2003) l’aveva classificata quasi minacciata (NT). Hill (2008) osserva che diversi popolamenti naturali sono protetti e che la specie è coltivata in quantità enormi a partire da piante moltiplicate. In Cina, invece, la Flora of China la considera vulnerabile, se non in pericolo.
La specie è iscritta, come tutta la famiglia delle Cycadaceae, nell’Appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e fiori recisi di piante riprodotte artificialmente non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ conferma questo status e indica il Giappone e, con dubbio, la Cina come paesi di distribuzione (consultazione del 19 ottobre 2026).
Le piante vendute nei vivai e nei garden center provengono da coltivazione. Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio al di fuori dell’Unione europea.
Coltivazione
Cycas revoluta è facile da coltivare se riceve molta luce, un substrato che sgronda rapidamente e acqua nella bella stagione, e se resta all’asciutto con il freddo. La crescita è lenta e procede a ondate: una corona di foglie nuove ogni anno o ogni due anni, mentre nel frattempo la pianta continua a ingrossare fusto e radici (Cycadales.eu).
In vaso
La Royal Horticultural Society consiglia, in serra o al riparo, un terriccio a base di terra, senza torba, arricchito con terriccio di foglie e ghiaia, piena luce con protezione dal sole più cocente, irrigazioni moderate durante la crescita e scarse nel resto dell’anno. L’Università del Wisconsin raccomanda un terriccio per cactacee, o un terriccio alleggerito con il 30-40 % di perlite, pomice o argilla espansa. L’eccesso d’acqua è una delle cause più frequenti di morte delle cicadee coltivate (Università del Wisconsin).
Rinvaso
Le cicadee tollerano di stare strette: non hanno bisogno di rinvasi frequenti e possono restare in un vaso un po’ piccolo. Il rinvaso si fa in primavera o in estate (Università del Wisconsin). Un vaso più piccolo limita anche il volume di substrato che resta umido intorno alle radici; il substrato nuovo deve essere molto drenante.
In piena terra
Dove gela poco, la RHS consiglia un terreno fresco ma ben drenato, in piena luce, con protezione dal sole più forte. Sulla Riviera francese grandi esemplari crescono all’aperto, per esempio al Jardin botanique Val Rahmeh di Mentone e a Villa Thuret ad Antibes (scheda dei giardini Hanbury e Val Rahmeh), e nel centro di Mentone.

Irrigazione e concimazione
Contrariamente a un’idea diffusa, le cicadee amano l’acqua d’estate, purché il terreno sgrondi rapidamente (Cycadales.eu). L’irrigazione è particolarmente importante quando si forma una corona di foglie nuove, finché non induriscono qualche settimana dopo: altrimenti le foglie giovani possono bruciarsi o indurire rimanendo arricciate (Università del Wisconsin). D’inverno si annaffia pochissimo, soprattutto se la pianta sta al fresco. Nonostante la crescita lenta, le cicadee hanno bisogno di concime: basta un concime a lenta cessione o un concime organico liquido nella bella stagione (Cycadales.eu); un eccesso di concime può uccidere la pianta (Università del Wisconsin).
Esposizione e acclimatazione
Una pianta cresciuta all’ombra o in serra può bruciarsi se viene messa all’improvviso in pieno sole: le foglioline sbiancano e poi imbruniscono. Le foglie danneggiate non tornano verdi, ma le successive saranno adattate al sole (Cycadales.eu). Abituate quindi gradualmente al sole le piante appena acquistate. Il caldo estremo può a sua volta lasciare segni: un coltivatore di Ravenna riferisce sul forum Tropicamente, nel luglio 2008, che la sua Cycas revoluta di una decina d’anni, in vaso e abituata al sole, ha mostrato qualche ingiallimento nel punto più esposto dopo una decina di giorni a 38 °C.
Protezione invernale
In piena terra la protezione serve soprattutto a tenere asciutti il cuore della pianta e il terreno. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna consiglia di piantarla al riparo dal vento del nord, contro un muro esposto a sud o a sud-ovest, di curare il drenaggio con sabbia o terriccio per cactacee intorno alle radici e di proteggere le foglie con tessuto non tessuto dal contatto con neve e gelo (2009). Le esperienze francesi mostrano che queste protezioni limitano i danni senza impedirli: a Marennes, sulla costa atlantica, piante in piena terra dal 2005 sono state defogliate negli inverni 2008-2009, 2009-2010 e 2011-2012 nonostante un telo e un tunnel (forum Fous de palmiers, 2015).
In Italia
Cycas revoluta è presente all’aperto in molti orti botanici italiani. All’Orto Botanico di Palermo, il primo esemplare, dono della regina Maria Carolina, fu piantato nel 1799 (o nel 1793 secondo l’APGI). All’Orto Botanico di Napoli diversi esemplari crescono nell’Area delle gimnosperme, insieme a Ceratozamia, Macrozamia, Encephalartos e Dioon, e il giardino ha offerto semi di Cycas revoluta in diverse edizioni dell’Index Seminum tra il 2007 e il 2023. A Firenze, al Giardino dei Semplici, un gruppo di Cycas revoluta cresce in piena terra di fronte all’ingresso della serra fredda e si è «perfettamente adattato al clima fiorentino» (Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze). A Roma la scheda APGI dell’Orto Botanico la cita tra le essenze notevoli della zona collinare. Ai Giardini Hanbury di La Mortola figurava già nel catalogo delle piante coltivate all’aperto del 1897 e nell’Hortus Mortolensis del 1912. La banca dati PlantSearch del BGCI la segnala anche a Pisa, Padova, Catania, Pavia, Siena, Camerino e Cosenza, e l’Orto Botanico di Messina la elencava nel 2009 nella sua collezione di cicadee.
Maggiori dettagli su queste collezioni si trovano nell’articolo del sito sulle cicadee negli orti botanici italiani (vedi Leggi anche). Per la coltivazione nei giardini privati, le esperienze del sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, sono presentate nella sezione Rusticità.
Moltiplicazione
Cycas revoluta si moltiplica per seme o separando i polloni (RHS). Servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. I semi delle cicadee non hanno dormienza: seminateli freschi, sapendo che la germinazione è spesso lenta e irregolare (Università del Wisconsin). Usate i guanti per togliere la polpa dei semi, che è tossica (vedi Tossicità e precauzioni). I semi sono esentati dalla CITES.


I polloni, o bulbilli, crescono alla base del fusto e talvolta più in alto. Si staccano quando raggiungono circa 5 cm di diametro, si tolgono quasi tutte le foglie e si interrano per metà nello stesso substrato degli adulti, annaffiando poco fino alla formazione delle radici, che richiede qualche mese (Università del Wisconsin). Cycas revoluta è usata anche come portainnesto: Simon Lavaud, vivaista francese specializzato in cicadee (Cycadales.eu), vi innesta Cycas australiane che in Europa deperiscono spesso sulle proprie radici.
Malattie e parassiti
All’aperto in Europa Cycas revoluta ha pochi nemici: la RHS la considera in genere indenne da parassiti e malattie all’esterno, ma sensibile al ragnetto rosso in serra. I problemi veri vengono soprattutto dall’eccesso d’acqua, dalle carenze e dalle cocciniglie.
Cocciniglie
Le cocciniglie sono abbastanza frequenti sulle cicadee (Cycadales.eu). La più temuta è la cocciniglia asiatica delle cycas, Aulacaspis yasumatsui: descritta della Thailandia, dal 1996 ha invaso la Florida, dove le Cycas revoluta, le cicadee più piantate, sono state infestate in massa (Università della Florida). In Europa la banca dati dell’EPPO la segnala solo occasionalmente in alcuni paesi (Bulgaria, Croazia, Cipro, Ungheria, Polonia, Slovenia, Turchia, Regno Unito) e in Francia solo come intercettazione; l’Italia non figura nell’elenco (aggiornamento del 27 settembre 2026). Contro le cocciniglie Cycadales.eu consiglia insetticidi specifici o, come alternativa biologica, il sapone nero; controllate il rovescio delle foglioline e la base delle foglie.
Chilades pandava
I bruchi della farfalla Chilades pandava divorano le foglie giovani delle cicadee in Asia e nell’isola della Riunione. Questa farfalla non è stata segnalata come insediata in Italia, né nella Francia continentale, in Spagna, in Grecia o a Cipro.
Marciumi
Il marciume del fusto, alla base o in cima, dipende quasi sempre da un substrato che trattiene l’acqua (Cycadales.eu). In Sicilia un deperimento di piante di Cycas revoluta in vaso di tre anni (crescita bloccata, ingiallimento e disseccamento della corona, marciume delle radici, imbrunimento interno della base del fusto) è stato attribuito a Phytophthora pseudocryptogea, con altre due specie meno virulenti (Aloi e colleghi 2023; prima segnalazione mondiale su questa specie).
Ingiallimento e carenze
Una foglia che ingiallisce non è per forza malata: le foglie vivono alcuni anni, poi ingialliscono e muoiono. Le altre cause sono la mancanza di concime (carenza di magnesio in Cycas revoluta: l’estremità delle foglioline ingiallisce poi imbrunisce; carenza di manganese: ingiallimento del bordo delle foglie, poi necrosi), la mancanza d’acqua d’estate, un pH del terreno o dell’acqua pari o superiore a 8 e la vicinanza del cemento, che rende i concimi meno assimilabili (Cycadales.eu). Macchie gialle sulle foglioline indicano cocciniglie o danni da grandine.
Rusticità
Cycas revoluta è una delle Cycas più resistenti al freddo, ma le foglie soffrono molto prima del fusto. Il Jardin botanique Val Rahmeh colloca i primi danni alle foglie intorno a −3 °C e la morte della pianta a partire da −10 °C. L’Università del Wisconsin indica una sopravvivenza fino a circa −9 °C (15 °F), con foglie danneggiate già intorno a −8 °C. I riscontri di coltivazione mostrano che il fusto di una pianta adulta può ripartire dopo freddi più intensi, se il terreno è poco gelato, e che durata del freddo e umidità contano quanto la minima.
In Italia e nel sud della Francia
In Italia i riscontri pubblicati sono pochi. Un coltivatore di Ravenna (zona USDA 8a/8b) riferisce sul forum Tropicamente che, fino all’inverno 2008, le sue Cycas revoluta in vaso, al riparo dalla pioggia, avevano superato inverni piuttosto miti, ma che nel lungo inverno freddo 2009-2010, con neve e −7/−10 °C, una pianta con un fusto di 40 cm, sotto un terrazzo, ha perso tutte o quasi tutte le foglie, e che le piante tenute nelle stesse condizioni sono poi morte; aggiunge nel 2012 che vicino al mare vede Cycas revoluta passare l’inverno all’aperto senza grossi danni. Un altro coltivatore segnala nel febbraio 2012, dopo minime di −9,7 °C misurate a Milano, due grandi Cycas revoluta in un’aiuola del centro della città diventate completamente gialle.
Le esperienze del sud-est della Francia, dal clima simile a quello di molte regioni italiane (coste liguri e tirreniche, Sicilia, Sardegna, Puglia), sono più numerose. Un coltivatore del Rossiglione indica nel febbraio 2012 sul forum Fous de palmiers che i fusti di Cycas revoluta ripartono dopo −10/−12 °C quando il terreno è poco o per niente gelato, come in Provenza e in Rossiglione nel 1956 e nel 1985, ma che nelle zone più fredde dell’Hérault, dove si possono raggiungere −15 °C, anche piante grandi possono andare perse, come al giardino botanico di Montpellier nell’inverno 1985-1986; il fogliame, aggiunge, soffre da −6 °C. Vicino a Carpentras (Vaucluse), un esemplare in piena terra dal 1986 ha subito −12 °C nel febbraio 2012 e la sua cima si è divisa in due la primavera seguente; il proprietario precisa nel 2016 che la pianta gela verso −8/−10 °C ma rifà le foglie ogni primavera. A Montpellier l’inverno 2012-2013 (−8/−9 °C) ha defogliato quasi tutte le cicadee di un giardino, compresa Cycas revoluta. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var) non sono state pubblicate osservazioni su Cycas revoluta. Queste esperienze sono francesi: nessuna fonte stabilisce una corrispondenza precisa con una località italiana.
Riferimenti internazionali
Nel Canton Ticino, in Svizzera, vicino ai laghi prealpini, alcune Cycas revoluta piantate a metà degli anni Ottanta a Locarno hanno superato quasi indenni l’ondata di freddo del febbraio 2012 (circa −6,5 °C), mentre a Lugano, dove il testimone segnala −8,5 °C e due o tre giorni senza disgelo, i danni variavano molto da una pianta all’altra (forum Fous de palmiers, 2012). Sono riscontri utili, con prudenza, per i laghi prealpini italiani. Nel Regno Unito la Royal Horticultural Society classifica la specie H3: rustica nelle zone costiere e miti (−5/1 °C). Negli Stati Uniti il servizio di divulgazione dell’Università dell’Arkansas indica una rusticità di circa −9 °C (15 °F), con foglie danneggiate già a −5/−6 °C o dal ghiaccio, e una ripresa in primavera finché la corona resta soda. In Carolina del Nord, al Juniper Level Botanic Garden, Cycas revoluta figura tra le cicadee che non sono sopravvissute in piena terra, senza protezione, a minime di 4-9 °F (da −15,6 a −12,8 °C) secondo i punti del giardino, mentre Cycas taitungensis e alcuni ibridi di Cycas revoluta sono sopravvissuti (elenco pubblicato nell’agosto 2014); rispondendo ai lettori, il giardino precisa che Cycas revoluta conserva il fogliame fino a una temperatura più bassa di Cycas taitungensis, ma che quest’ultima è alla fine più rustica.
Tossicità e precauzioni
Cycas revoluta è tossica per l’uomo e gli animali, soprattutto per i semi. Contiene cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo e che provoca disturbi digestivi e danni al fegato, e un amminoacido neurotossico, la beta-N-metilammino-L-alanina (BMAA) (Giardini Botanici Hanbury e Jardin botanique Val Rahmeh). L’ASPCA la classifica tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli: vomito, feci nere, ittero, disturbi della coagulazione, danni e insufficienza epatica, talvolta la morte. In uno studio su 34 cani intossicati in Louisiana tra il 2003 e il 2010, la metà è morta o è stata soppressa (Ferguson e colleghi 2011). La RHS la indica anche come irritante per la pelle.
Non lasciate semi né residui di potatura alla portata di bambini e animali, e usate i guanti per maneggiare i semi e tagliare le foglie, le cui foglioline terminano con una punta dura e il cui picciolo è spinoso. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
In Giappone il midollo del fusto, ricco di amido, forniva una fecola, il «falso sagù», e i semi venivano consumati dopo cottura; la farina deve essere lavata a lungo e poi cotta per eliminare le tossine (Giardini Botanici Hanbury e Jardin botanique Val Rahmeh). Le foglie si usano nelle composizioni floreali e, nelle Antille francesi, sostituiscono talvolta le palme la domenica delle Palme (stesse fonti).
Domande frequenti
Cycas revoluta è una palma?
No. È una gimnosperma della famiglia delle Cycadaceae, più vicina alle conifere e al ginkgo che alle palme. Le grandi foglie pennate e il nome inglese di sago palm alimentano la confusione.
Fino a quale temperatura resiste?
Dipende dalla durata del freddo e dall’umidità. Le foglie si danneggiano verso −3/−6 °C; il fusto di un adulto può ripartire dopo −10/−12 °C se il terreno è poco gelato. A Ravenna piante in vaso sono morte nell’inverno 2009-2010 (−7/−10 °C, neve).
La mia cycas ha gelato: che cosa fare?
Aspettate la primavera prima di tagliare, poi togliete solo le foglie morte. Se il fusto è duro e ben ancorato al terreno, la pianta è probabilmente viva e rifarà le foglie; un fusto molle sta marcendo dall’interno (Cycadales.eu).
Perché le foglie ingialliscono?
Le cause possibili sono diverse: invecchiamento normale delle foglie basse, mancanza di concime (magnesio, manganese), mancanza d’acqua d’estate, terreno troppo calcareo o eccesso d’acqua. Cominciate controllando drenaggio e concimazione.
Quando e ogni quanto rinvasarla?
Raramente, in primavera o in estate. La cycas tollera di stare stretta e può restare in un vaso un po’ piccolo. Usate un substrato molto drenante, come un terriccio per cactacee o un terriccio alleggerito con pomice o perlite.
Come combattere le cocciniglie?
Agendo presto. Controllate il rovescio delle foglioline e trattate con un insetticida specifico o con il sapone nero. La cocciniglia asiatica delle cycas, la più grave, non figura tra le presenze europee segnalate dall’EPPO per l’Italia.
È velenosa per cani e gatti?
Sì, gravemente. I semi sono la parte più pericolosa; l’intossicazione colpisce il fegato e può essere mortale. In caso di ingestione consultate subito un veterinario.
Dove vederla in Italia?
In molti orti botanici: a Palermo, dove il primo esemplare fu piantato all’aperto alla fine del Settecento, a Napoli, a Firenze, a Roma e ai Giardini Hanbury di La Mortola, oltre che in innumerevoli giardini pubblici.
Leggi anche su Succulentes
- Proteggere una cycas dal gelo
- Cycas in vaso: cura, rinvaso, irrigazione e svernamento
- Aulacaspis yasumatsui — La cocciniglia asiatica delle cycas: identificazione, trattamento e prevenzione
- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas revoluta: https://cycadlist.org/scientific_name/191 — protologo (Verh. Holl. Maatsch. Weetensch. Haarlem 20(2): 424, 426-427, 1782), lectotipo (UPS), distribuzione (Fujian, Ryūkyū), LC, sinonimi, etimologia secondo Haynes (2022). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
- Flora of China (eFloras), Cycas revoluta: http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=2&taxon_id=200005230 — descrizione, fenologia, habitat, quota, distribuzione nel Fujian, stato in Cina. Flora di riferimento; consultata il 19 ottobre 2026.
- GBIF, WCVP (Cycas taitungensis): https://api.gbif.org/v1/species?name=Cycas%20taitungensis&datasetKey=f382f0ce-323a-4091-bb9f-add557f3a9a2 — sinonimia di Cycas taitungensis con Cycas revoluta nella World Checklist of Vascular Plants (base di POWO). Dati di Kew diffusi da GBIF, affidabili; consultati il 19 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas revoluta: https://api.gbif.org/v1/species/2683217/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (LC). Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 19 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas revoluta: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/17531/legal — Appendice II della CITES, Allegato B dell’UE, Giappone e Cina (presenza incerta), nomi comuni. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
- Giardini Botanici Hanbury e Jardin botanique Val Rahmeh (MNHN), scheda Cycas revoluta: https://giardinihanbury.com/sites/giardinihanbury.com/files/pagine/Cycas%20revoluta%20IT%20FR.pdf — nomi, etimologia, habitat, soglie di −3 °C e −10 °C, usi, tossicità. Scheda di orti botanici, affidabile per gli usi; soglie senza dettagli.
- Università di Palermo (UNIPA Heritage), Cycadetum: https://musei.unipa.it/en/node/287 — primo Cycas revoluta del giardino, dono della regina Maria Carolina, piantato nel 1799. Fonte istituzionale; data in contrasto con la scheda APGI.
- APGI, scheda Orto Botanico di Palermo: https://www.apgi.it/wp-content/plugins/custom_garden/ajax/get_pdf_client.php?id=1340 — stessa pianta, datata 1793. Associazione Parchi e Giardini d’Italia; data divergente.
- Orto Botanico di Palermo, Storia delle collezioni: https://www.ortobotanico.palermo.it/storia-delle-collezioni/ — «il sagù e il falso sagù, Cycas revoluta e C. circinalis», all’aperto da lungo tempo. Fonte istituzionale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Napoli, «10. Area delle gimnosperme»: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/10-area-delle-gimnosperme.html — esemplari di Cycas revoluta all’aperto. Fonte istituzionale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Napoli, Index Seminum: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/index-seminum.html — semi di Cycas revoluta offerti in diverse edizioni tra il 2007 e il 2023. Fonte istituzionale.
- Orto Botanico di Napoli, Delpinoa 42 (2000, pubblicato nel 2001), tavole: https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_42_2000_%5B2001%5D/Delpinoa_42_2000_%5B2001%5D_063-093_Tables.pdf — esemplare di Cycas revoluta donato dalla regina Maria Carolina (tav. 11b). Rivista dell’orto botanico.
- Museo di Storia Naturale, Università di Firenze, Cycads: https://www.sma.unifi.it/vp-915-cycads.html — gruppo di Cycas revoluta in piena terra davanti alla serra fredda. Fonte istituzionale; consultata il 19 ottobre 2026.
- APGI, scheda Orto Botanico di Roma: https://www.apgi.it/wp-content/plugins/custom_garden/ajax/get_pdf_client.php?id=1433 — Cycas revoluta tra le essenze notevoli della zona collinare. Associazione Parchi e Giardini d’Italia.
- Hortus Mortolensis (1912) e catalogo delle piante all’aperto di La Mortola (1897): https://archive.org/details/hortusmortolensi00giar e https://archive.org/details/alphabeticalcat00dint — presenza storica ai Giardini Hanbury, piante maschili a Bordighera. Cataloghi storici.
- BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — presenza negli orti botanici italiani e dell’ibrido Cycas revoluta × taitungensis a Wisley. Banca dati mondiale delle collezioni; consultata nell’ottobre 2026.
- Orto Botanico di Messina, Cicadee: https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — elenco delle cicadee del giardino (2009), con Cycas revoluta. Fonte istituzionale.
- Royal Horticultural Society, Cycas revoluta: https://www.rhs.org.uk/plants/5127/cycas-revoluta/details — classificazione H3, coltivazione, moltiplicazione, parassiti, tossicità. Società orticola di riferimento; consultata il 19 ottobre 2026.
- University of Wisconsin-Madison Extension, Cycads (S. Mahr, rivisto nel settembre 2026): https://hort.extension.wisc.edu/articles/cycads/ — substrato, rinvaso, irrigazione durante l’emissione delle foglie, concime, polloni, rusticità. Servizio di divulgazione universitario, affidabile.
- Juniper Level Botanic Garden, Winter Hardy Cycads (7 agosto 2014): https://www.juniperlevelbotanicgarden.org/winter-hardy-cycads/ — Cycas revoluta tra le cicadee non sopravvissute in piena terra a minime di 4-9 °F; ibridi sopravvissuti; confronto con Cycas taitungensis nelle risposte del giardino. Giardino di ricerca di un vivaio specializzato, affidabile per le proprie prove; consultato il 21 ottobre 2026.
- University of Arkansas Cooperative Extension, Sago palm: https://www.uaex.uada.edu/yard-garden/in-the-garden/reference-desk/tropicals/sago-palm.aspx — rusticità (15 °F), danni alle foglie, ripresa dopo il gelo. Servizio di divulgazione universitario, affidabile.
- University of Florida (EDIS), Cycas circinalis, Queen Sago (FPS161): https://edis.ifas.ufl.edu/publication/FP161 — uso orticolo del nome Cycas circinalis per il «queen sago», zone USDA 10 e 11. Scheda di divulgazione, affidabile per l’uso orticolo del nome.
- University of Florida (EDIS), Cycad Aulacaspis Scale (EENY-096): https://edis.ifas.ufl.edu/publication/IN253 — origine della cocciniglia, invasione della Florida nel 1996. Servizio di divulgazione universitario, affidabile.
- Cycadales.eu, Les maladies des Cycas: https://cycadales.eu/les-maladies-des-cycas/ — cause di ingiallimento, carenze di magnesio e manganese, irrigazione, scottature, diagnosi dopo il gelo. Vivaio specializzato, esperienza pratica; fonte commerciale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità per cani, gatti e cavalli, sintomi. Centro antiveleni veterinario americano, affidabile.
- Forum Tropicamente, «Piante che ce l’hanno fatta / non ce l’hanno fatta» e «Cicadee rustiche»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/piante-che-ce-lhanno-fatta-non-ce-lhanno-fatta/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/cicadee-rustiche/ — Ravenna, inverno 2009-2010, piante vicino al mare (2012). Riscontri datati, citati senza nome.
- Forum Tropicamente, «Cycas revoluta», «Cycas al nord si può?», «Palme e neve», «Cycas bifida e Cycas debaoensis»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-revoluta/, https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-al-nord-si-puo/, https://www.tropicamente.it/forums/topic/palme-e-neve-2/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-bifida-e-cycas-debaoensis/ — caldo a 38 °C (2008), consigli di protezione (2009), Milano (febbraio 2012), ibrido con Cycas debaoensis (2014). Riscontri datati, citati senza nome.
- Forum Fous de palmiers (Francia): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=171146, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=404964, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=407465, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=329240, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=358500 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=181094 — Rossiglione e Provenza (1956, 1985), Carpentras (2012), Montpellier (2012-2013), Marennes (2008-2012), Ticino (2012). Riscontri datati, citati senza nome.
- Forum Fous de palmiers, ibridi: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=487157, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=484575, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=245698 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=232848 — ibridi con Cycas taitungensis, Cycas debaoensis, Cycas bifida e (revoluta × micholitzii) × tropophylla. Menzioni di collezionisti, senza misure.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Thunberg, C.P. (1782). Verhandelingen uitgegeeven door de Hollandsche Maatschappye der Weetenschappen te Haarlem 20(2): 424, 426-427. [Protologo; riferimento verificato su The World List of Cycads.]
- Messeri (1927). Nuovo Giornale Botanico Italiano, n.s., 34: 324, 327. [Descrizione della var. robusta su piante coltivate a Firenze; citato secondo Hill 2008.]
- Schuster, J. (1932). Cycadaceae. In: Engler, A. (a cura di), Das Pflanzenreich IV.1 (Heft 99). Engelmann, Lipsia. [Sezione Asiorientales; citato secondo Hill 2008.]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Sottogenere Revoluta, descrizione, habitat, differenze con Cycas taitungensis; testo integrale consultato.]
- Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino, e Missouri Botanical Garden Press, Saint Louis. [Consultata nella versione online (eFloras).]
- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Lectotipificazione, sinonimia, descrizione, nomi vernacolari, storia, distribuzione, conservazione; distinzione da Cycas taitungensis; testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
- Chang, J.T., Chao, C.T., Nakamura, K., Liu, H.L., Luo, M.X. & Liao, P.C. (2022). Divergence with gene flow and contrasting population size blur the species boundary in Cycas sect. Asiorientales, as inferred from morphology and RAD-seq data. Frontiers in Plant Science 13: 824158. doi:10.3389/fpls.2022.824158 [Sinonimia di Cycas taitungensis con Cycas revoluta, seguita dalla WCVP e da POWO.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas revoluta. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42080A69155560. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42080A69155560.en [Valutazione attuale (LC); riferimento verificato su Crossref, categoria verificata tramite GBIF.]
- Hill, K.D. (2010). Cycas revoluta. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42080A10622557. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42080A10622557.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
- Aloi, F., Parlascino, R., Conti Taguali, S., Faedda, R., Pane, A. & Cacciola, S.O. (2023). Phytophthora pseudocryptogea, P. nicotianae and P. multivora associated to Cycas revoluta: first report worldwide. Plants 12: 1197. doi:10.3390/plants12051197 [Deperimento in vaso in Sicilia; abstract consultato.]
- Ferguson, D., Crowe, M., McLaughlin, L. & Gaschen, F. (2011). Survival and prognostic indicators for cycad intoxication in dogs. Journal of Veterinary Internal Medicine 25(4): 831-837. doi:10.1111/j.1939-1676.2011.00755.x [Mortalità del 50 % su 34 cani; abstract consultato (PubMed).]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]