Cycas debaoensis

Cycas debaoensis è una piccola cicadea quasi priva di fusto delle colline calcaree del Guangxi occidentale, nella Cina meridionale, dove se ne conoscono solo poche popolazioni. Scoperta nel 1996 e descritta nel 1997, questa specie del genere Cycas è famosa per le foglie divise due o tre volte, che le danno l’aspetto leggero di una felce più che di una cicadea comune. Classificata in pericolo critico dalla IUCN e protetta in Cina, è diventata comunque una pianta da collezione molto ricercata, oggi presente negli orti botanici di diversi paesi. In Europa i riscontri di coltivazione sono pochi e riguardano soprattutto piante in vaso, anche in Italia.

In sintesi: Cycas debaoensis

  • Nome accettato: Cycas debaoensis Y.C.Zhong & C.J.Chen (1997), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Sinonimi: Cycas panshuiensis Y.Yang (2017), secondo The World List of Cycads
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides (Hill 2008)
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese 德保苏铁 (de bao su tie, «cicadea di Debao»); in inglese «Debao cycad» e «multipinnate cycad» (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: Cina, Guangxi occidentale (contee di Debao e Napo); popolazioni dello Yunnan sono segnalate dal 2017, ma The World List of Cycads indica solo il Guangxi
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR), rivalutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (criterio A4cd secondo The World List of Cycads, dalla valutazione del 2010)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea; protezione statale di prima classe in Cina
  • Rusticità documentata: nessun dato datato in piena terra in Italia o in Francia; in vaso, sopravvivenza in serra fredda (Ravenna) e in un locale non riscaldato sceso a −4 °C (Francia settentrionale); in California, pianta da giardino illesa con brevi gelate intorno a −4 °C (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura pendii calcarei asciutti e soleggiati, in boscaglie o boschi radi, e anche su sabbie; in coltivazione un po’ d’ombra nel pomeriggio e drenaggio perfetto
  • Portamento e dimensioni: fusto quasi sotterraneo, che sporge dal suolo al massimo 40 cm (raramente 70 cm); 3-15 foglie di 1,3-3 m
  • In Italia: coltivata in vaso da appassionati (Ravenna 2010-2018, Ragusa 2018); nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani consultati
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas debaoensis?

Le foglie divise la tradiscono al primo sguardo: in quasi tutte le Cycas le foglioline sono semplici, mentre qui ogni fogliolina primaria si divide in foglioline secondarie, a loro volta forcate in segmenti stretti. Solo Cycas multipinnata condivide questa struttura (Hill 2008). Le due descrizioni di riferimento, la revisione di Ken Hill (2008) e la Flora of China (1999), divergono su diverse misure: si riportano entrambe.

  • Fusto: quasi sotterraneo, di 15-20 cm di diametro nel punto più stretto (Hill); sporge dal suolo al massimo 40 cm, raramente 70 cm, per 25-40 cm di larghezza, talvolta cespitoso, con corteccia bruno-grigia, squamosa verso l’apice e quasi liscia alla base (Flora of China).
  • Foglie: 3-15 nella corona, verde scuro e semilucide; lunghe 250-300 cm secondo Hill, 1,3-2,7 m secondo la Flora of China, che le descrive tripennate, coperte da una peluria bianca che cade quando la foglia si distende.
  • Picciolo: 80-150 cm, pari al 30-50 % della foglia, spinoso per tutta la lunghezza (Hill); 0,6-1,3 m, con 20-55 brevi spine per lato, tranne alla base (Flora of China).
  • Foglioline: Hill conta 30-50 foglioline per foglia; le mediane, lunghe 500-560 mm, sono divise in modo pennato e poi forcate verso l’apice, più larghe sotto la metà. La Flora of China descrive 6-14 paia di foglioline primarie, le mediane di 40-70 cm, ciascuna con 3-5 paia di foglioline secondarie forcate due o tre volte; i segmenti, lineari, misurano 10-22 cm (fino a 28) per 0,8-1,5 cm, verde lucido sopra, più chiari sotto, con apice lungamente assottigliato.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, pelosi, di 70-90 mm (Hill).
  • Coni maschili: fusiformi, color crema, morbidi, di 20-30 cm per 5-7 cm, senza spina all’apice dei microsporofilli (Hill); 13-25 cm per 4-9 cm secondo la Flora of China.
  • Megasporofilli: 12-14 cm (Hill) o 15-20 cm (Flora of China), coperti da una peluria bruna o bruno-giallastra, con 2-6 ovuli glabri; la lamina, da rotonda a quasi a ventaglio, è profondamente divisa in 26-28 (Hill) o 39-51 (Flora of China) lacinie morbide e filiformi di 3-6 cm.
  • Semi: ovoidali, di 25-27 mm per 20-22 mm, con involucro carnoso giallo di 2 mm, senza strato fibroso, e guscio verrucoso (Hill); 3-3,5 cm per 2,5-3 cm, verdi poi giallastri o bruni, secondo la Flora of China.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido naturale. In coltivazione circolano ibridi venduti con i nomi Cycas revoluta × Cycas debaoensis e Cycas panzhihuaensis × Cycas debaoensis: il vivaio americano Jungle Music offriva il secondo nel 2023, e i semi del primo erano proposti da venditori specializzati già all’inizio degli anni 2010, secondo i coltivatori dei forum Tropicamente e Fous de palmiers. La loro parentela si basa sulla parola dei venditori.

Alcuni riscontri riguardano questi ibridi, non la specie pura. Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) riferisce sul forum Tropicamente che una giovane Cycas revoluta × Cycas debaoensis ha superato senza danni l’inverno 2009-2010 in serra fredda, in un periodo in cui registrava fino a −7 °C e alcuni giorni interamente sotto zero; la pianta è raddoppiata di volume nell’estate 2010 e nel 2012 era la sua cicadea più veloce. In Francia, nella regione di Parigi, un coltivatore riferisce sul forum Fous de palmiers che un giovane ibrido piantato in piena terra nella primavera 2010 ha sopportato −5 °C sotto protezione nell’inverno 2010-2011, ma non è cresciuto l’estate seguente, per mancanza di caldo. Questi risultati non dicono nulla della rusticità di Cycas debaoensis pura.

Possibili confusioni

L’unica specie con cui può essere davvero confusa è Cycas multipinnata, l’altra Cycas a foglie divise, presente nello Yunnan orientale, nel nord del Vietnam e nel Guangxi occidentale (Hill 2008). Secondo Hill, Cycas debaoensis se ne distingue per le foglie più corte e più numerose (3-15, contro 1-2 foglie che possono raggiungere 6 m), le foglioline più strette e più spesse, più larghe sotto la metà, e i megasporofilli in genere più lunghi, con lamina più grande. La Flora of China aggiunge i segmenti lungamente assottigliati, la lamina più larga dei megasporofilli, divisa in 39-51 lacinie, e l’habitat più asciutto e soleggiato. Cycas bifida, le cui foglioline sono solo forcate e non divise in modo pennato, completa il gruppo nella chiave di Hill.

In coltivazione le due specie vengono mescolate: il Ruth Bancroft Garden, in California, scrive nel 2023 di non essere del tutto sicuro che la sua pianta, ricevuta in dono, sia una vera Cycas debaoensis, proprio per questa confusione. Sulle giovani piante i caratteri distintivi sono difficili da vedere; un coltivatore del forum Tropicamente osserva però (2010) che le plantule di Cycas debaoensis hanno foglie divise fin dalla prima foglia. I semi di origine documentata restano la scelta più sicura.

Tassonomia

Cycas debaoensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO, protetto da una pagina di verifica, non ha potuto essere consultato. Y.C. Zhong e C.J. Chen l’hanno descritta nel 1997 in Acta Phytotaxonomica Sinica 35(6): 571, dalla raccolta Y.C. Zhong 8762, fatta il 27 agosto 1997 sulle montagne rocciose della contea di Debao, a 850 m di quota, su suolo calcareo bruno vicino a grandi massi. L’unico sinonimo accolto dalla lista mondiale è Cycas panshuiensis Y.Yang, pubblicato nel 2017; le fonti pubblicate non spiegano le ragioni di questa sinonimia.

Il tipo si è rivelato complicato. Nel 2022 Yong Yang e David Ferguson (PhytoKeys 211) hanno ritrovato nell’erbario dell’Istituto di botanica di Pechino (PE) nove fogli della raccolta Zhong 8762, sette etichettati come olotipo e due come isotipo, uno dei quali porta anche semi raccolti nell’ottobre 1998, quindi una raccolta distinta. Hanno perciò designato un lectotipo, il foglio PE00047578, che porta la scrittura degli autori e insieme foglie e megasporofilli con giovani semi; gli altri fogli, a PE e al GXMI, sono isolectotipi.

Hill (2008) colloca la specie nella sezione Stangerioides: coni maschili morbidi, involucro carnoso del seme lasso e senza strato fibroso, guscio verrucoso, caratteri condivisi con Cycas multipinnata e con un gruppo più ampio di specie cinesi e indocinesi.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce alla contea di Debao, nel Guangxi occidentale, con la terminazione latina -ensis, «originario di» (Hill 2008; Haynes 2022, tramite The World List of Cycads). Secondo Hill (2008) questa specie notevole è stata scoperta soltanto nel 1996 e descritta l’anno seguente.

Il suo ingresso in coltivazione è stato rapido. Le prime accessioni del Montgomery Botanical Center, in Florida, risalgono al 2003 a giudicare dai loro numeri, e la rivista di The Cycad Society pubblicava già nel 2006 articoli sulla sua coltivazione in Florida e alle Hawaii (non consultati, riservati ai soci). In Italia, gli appassionati del forum Tropicamente ne acquistavano giovani piante già nel 2009, e la specie compare nelle loro collezioni negli anni seguenti. In Cina un programma di reintroduzione avviato dall’amministrazione forestale di Stato e dall’orto botanico di Fairy Lake, a Shenzhen, è stato attuato nel 2007 (vedi Stato di conservazione).

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. La Flora of China riporta il nome cinese 德保苏铁, de bao su tie, «cicadea di Debao». In inglese, «Debao cycad» compare nel catalogo del Royal Botanic Garden di Sydney, e «multipinnate cycad» è usato dal vivaio britannico Trebrown e dal servizio di divulgazione dell’Università statale del Mississippi; questo nome descrittivo e commerciale potrebbe indicare anche Cycas multipinnata.

In natura

Cycas debaoensis occupa un’area minuscola nel Guangxi occidentale. Hill (2008) cita due popolazioni, nelle contee di Debao e di Napo, in boschi misti di latifoglie sempreverdi e decidue su pendii calcarei, e osserva che gran parte di questo habitat forestale è stata disboscata o fortemente degradata. La Flora of China descrive boscaglie e boschi radi di piccoli alberi su pendii asciutti, soleggiati e aperti di colline calcaree, tra 700 e 1000 m, e collocava la popolazione conosciuta su una superficie di circa 20 ettari, in un villaggio.

La specie non è legata esclusivamente al calcare. Secondo Zheng e colleghi (2017), sulla base di Zhan et al. (2011), cresce su diversi tipi di suolo: la popolazione del fiume Gula occupa zone sabbiose, le altre sono sparse su colline calcaree isolate. Gli stessi autori segnalano tre nuove località nella contea di Funing, nello Yunnan, e anche Yang e Ferguson (2022) citano popolazioni nello Yunnan, sulla base di uno studio del 2022 non consultato; The World List of Cycads indica solo il Guangxi.

Secondo la Flora of China l’impollinazione avviene in marzo e aprile e i semi maturano in novembre. Non è documentato alcun impollinatore né disseminatore per la specie. Con marcatori microsatelliti, l’eterozigosità attesa della specie (0,484) è vicina alla media delle Cycas cinesi studiate (0,44), secondo la sintesi di Zheng e colleghi (2017).

Il Ruth Bancroft Garden descrive falesie e cenge calcaree intorno ai 900 m, spesso avvolte dalla nebbia nella stagione calda, ma senza citare fonti; la Flora of China descrive invece un habitat asciutto e soleggiato. Nessuna pubblicazione riguarda una presenza nella contea di Jingxi, né dati climatici misurati nelle stazioni della specie.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas debaoensis in pericolo critico (CR). The World List of Cycads indica il criterio A4cd, tratto dalla valutazione di W. Tang (Lista rossa 2010): corrisponde a un declino delle popolazioni su un periodo che comprende passato e futuro, attribuito qui allo sfruttamento e alla perdita di habitat. La rivalutazione di J.D. Bösenberg, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, ha sostituito quella del 2010; la categoria CR è confermata dai dati IUCN diffusi da GBIF (consultati il 21 ottobre 2026). La valutazione di Donaldson (2003), citata da Hill, la classificava già CR. La pagina della Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

Le minacce sono ben note: Hill (2008) descrive una specie già fortemente ridotta ed esposta ai collezionisti, e la Flora of China avvertiva nel 1999 che, senza misure di conservazione, sarebbe scomparsa dalla natura entro dieci anni. Zheng e colleghi (2017) citano il sovrasfruttamento, con una struttura per età squilibrata, ed elencano quattro riserve in cui è presente: le riserve provinciali dei monti Huanglian e Laohutiao e le riserve di contea del monte Gulong e di Defu, nel Guangxi. Il programma di reintroduzione del 2007 ha dato risultati: le piante reintrodotte nella riserva del monte Huanglian, nella contea di Debao, hanno cominciato a produrre coni e semi (Gan et al. 2013, citati da Zheng et al. 2017). Nessuna fonte consultata quantifica l’entità del declino.

In Cina tutte le specie di Cycas figurano in prima classe nell’elenco nazionale delle piante selvatiche protette del 2021; Yang e Ferguson (2022) lo ricordano per Cycas debaoensis. Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, è iscritta nell’Appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): i semi non sono soggetti alla CITES, mentre le piante vive richiedono un permesso di esportazione. Nell’Unione europea la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ conferma queste iscrizioni e indica la sola Cina come paese d’origine (banche dati consultate il 21 ottobre 2026). Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

In breve: Cycas debaoensis si coltiva in piena terra in California e in Florida, al riparo altrove; chiede un drenaggio perfetto, concimazioni generose e un po’ d’ombra nel pomeriggio, e il marciume è l’insuccesso più spesso riferito.

Il riscontro più dettagliato viene dal Ruth Bancroft Garden, a Walnut Creek (California), la cui pianta ha prodotto il primo cono maschile nel 2023. Il giardino constata che sopporta il pieno sole e annaffiature piuttosto scarse, ma che è più bella e vigorosa con un po’ d’ombra nel pomeriggio e irrigazioni più generose; come quasi tutte le cicadee vi richiede un drenaggio perfetto e risponde bene a buone dosi di azoto. Il giardino riporta anche, come dato aneddotico, che in Florida la crescita sarebbe più rapida in serra a nebulizzazione.

In pratica, e per deduzione dai riscontri qui sotto più che da un protocollo collaudato: vaso grande e profondo, miscela minerale molto drenante, caldo d’estate, annaffiature regolari durante la crescita e ridotte con il fresco, e riparo luminoso senza gelo in inverno, salvo forse nelle zone più miti.

In Italia

I riscontri italiani riguardano piante in vaso, e sono più prudenti dei dati americani. Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) riferisce sul forum Tropicamente di aver tenuto le giovani piante al chiuso nei primi inverni (2010), poi in serra fredda, dove la pianta non ha avuto problemi col freddo (2012); coltivata a mezz’ombra, ha però foglie che ingialliscono e seccano ai margini nonostante un concime con microelementi e un terriccio tendenzialmente acido (2012), e che si rovinano in poco tempo (2014); nel 2018 cresceva bene, sempre in vaso profondo. Un coltivatore di Ragusa (Sicilia) riferisce nel 2018 di essere al terzo tentativo, perché le piante precedenti sono marcite senza una causa evidente, in un miscuglio di ghiaino e sabbia grossa annaffiato di rado con acqua decantata.

Nessuna presenza della specie è documentata negli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Firenze, Roma, Pisa, La Mortola, Messina). Il Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non ha pubblicato osservazioni su questa specie, e non sono documentati risultati in piena terra nel sud della Francia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas debaoensis è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Si moltiplica per seme; come ricordato sopra, le plantule mostrano foglie divise fin dalla prima foglia (Tropicamente, 2010), il che aiuta a verificare le giovani piante. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie e nessuna fonte affidabile conferma la formazione di polloni o l’attecchimento di talee di fusto. I semi sono esentati dalla CITES dall’annotazione #4: acquistate soltanto semi o piante di coltivazione.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. Come tutte le Cycas, può essere attaccata dalla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui. Il problema principale riferito in coltivazione è il marciume del fusto sotterraneo e delle radici (Ragusa, 2018), insieme al disseccamento dei margini delle foglie in vaso (Ravenna, 2012-2014), la cui causa non è stabilita.

Rusticità

Della sua rusticità reale si sa poco: non esiste alcun dato datato in piena terra in Italia o in Francia, e gli unici valori pubblicati vengono dagli Stati Uniti.

In Italia e nel sud della Francia

Non è documentato alcun risultato in piena terra, né sulle coste liguri e tirreniche, né in Sicilia, Sardegna o Puglia, né nella pianura padana o sui laghi prealpini. I coltivatori di Ravenna e di Ragusa citati sopra tenevano le piante in vaso, al riparo in inverno; a Ravenna la pianta in serra fredda non ha sofferto il freddo, senza che sia indicata la minima raggiunta. Anche per il sud della Francia, il cui clima è confrontabile con quello di molte regioni italiane, non è documentato alcun risultato: il Jardin zoologique tropical non ha pubblicato osservazioni sulla specie.

Riferimenti internazionali

Il Ruth Bancroft Garden riferisce che la sua pianta, in piena terra a Walnut Creek (California), non ha sofferto per brevi cali di temperatura «into the mid-twenties» °F, cioè intorno a −4 °C, precisando che il suo limite reale è sconosciuto. Il servizio di divulgazione dell’Università statale del Mississippi la colloca in zona USDA 9b e la dice «ritenuta rustica» fino a 17 °F (−8,3 °C), segnalando però che altre fonti le attribuiscono solo la zona 10a; anche il vivaio britannico Trebrown la pone in zona 9b, una classificazione commerciale. Nessuno di questi valori si basa su prove pubblicate.

In Francia settentrionale, un coltivatore di Crépy-en-Valois (Oise) riferisce sul forum Fous de palmiers (settembre 2013) che le sue Cycas debaoensis in vaso hanno resistito a −4 °C nel locale non riscaldato in cui sverna le piante. In Polonia, un coltivatore riferisce sullo stesso forum (aprile 2014) che quattro piante hanno passato l’inverno 2013-2014 in una veranda non riscaldata, con almeno −3 °C per due o tre giorni, senza danni a foglie e radici; piantate poi in piena terra sotto ripari riscaldati, hanno superato l’inverno 2014-2015, ma una primavera fredda ha fatto seccare parte delle foglie senza nuova crescita a metà luglio 2015: un insuccesso istruttivo sul bisogno di caldo della specie.

I valori più bassi che circolano in rete (da −5 a −8 °C) non hanno potuto essere ricondotti a un riscontro datato e verificabile.

Tossicità e precauzioni

Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas debaoensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, trasformata durante la digestione in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi e, in caso di ingestione, rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Le fonti pubblicate non descrivono alcun uso tradizionale di Cycas debaoensis. Il solo uso documentato è ornamentale, ed è proprio la raccolta per l’orticoltura che Hill (2008) indica come una minaccia per le popolazioni selvatiche.

Domande frequenti

Perché Cycas debaoensis somiglia a una felce?

Perché le sue foglie sono divise due o tre volte: ogni fogliolina si suddivide in foglioline secondarie e poi in segmenti stretti. Tra le Cycas, solo Cycas multipinnata condivide questo carattere.

Come distinguerla da Cycas multipinnata?

Dalle foglie più numerose e più corte (3-15, contro 1-2 molto lunghe), dalle foglioline più strette e più spesse e dai megasporofilli più grandi. Sulle giovani piante la differenza è difficile da vedere, e le piante coltivate sono talvolta etichettate male.

È rustica?

Moderatamente, per quel poco che se ne sa. Un giardino californiano riferisce brevi gelate intorno a −4 °C senza danni, e piante in vaso hanno sopportato −4 °C in un locale non riscaldato nel nord della Francia. Nessun risultato in piena terra è documentato in Italia: lo svernamento al riparo dal gelo resta la scelta prudente.

Si può coltivare in piena terra in Italia?

Non è documentato. I coltivatori italiani che ne parlano la tengono in vaso, e a Ragusa le piante sono marcite più volte; un tentativo in piena terra richiederebbe almeno un drenaggio perfetto e un clima molto mite, senza garanzie.

Ha bisogno di calcare?

No, a quanto risulta. Cresce su colline calcaree ma anche su sabbie, e nulla dimostra che esiga un substrato calcareo in coltivazione; ciò che conta, secondo i coltivatori, è un drenaggio perfetto.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo critico, è protetta in prima classe in Cina e le sue popolazioni selvatiche sono state fortemente ridotte dalla raccolta e dalla perdita di habitat. Una reintroduzione è in corso nel Guangxi.

È velenosa?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose per l’uomo e gli animali, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Zhong, Y.C. & Chen, C.J. (1997). [Descrizione originale di Cycas debaoensis.] Acta Phytotaxonomica Sinica 35(6): 571. [Protologo; non consultato, riferimento tratto da The World List of Cycads e da Hill (2008).]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino e Missouri Botanical Garden Press, Saint Louis. [Descrizione, habitat, fenologia, conservazione; versione online letta.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Descrizione, chiave, sezione, distribuzione, storia, conservazione; testo integrale letto.]
  • Yang, Y. & Ferguson, D.K. (2022). Lectotypification of Cycas debaoensis (Cycadaceae). PhytoKeys 211: 75-80. doi:10.3897/phytokeys.211.93650 [Fogli d’erbario, lectotipo PE00047578, protezione di prima classe in Cina, menzione dello Yunnan; testo integrale letto.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 [Suoli sabbiosi e calcarei, località dello Yunnan, riserve, reintroduzione del 2007, diversità genetica; testo integrale letto.]
  • Tang, W. (2010). Cycas debaoensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42038A10635002. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42038A10635002.en [Valutazione precedente, CR A4cd secondo The World List of Cycads; riferimento verificato su Crossref.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas debaoensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42038A68899343. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42038A68899343.en [Valutazione attuale (CR); riferimento verificato su Crossref, categoria confermata da GBIF; pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Broome, T. (2006). Growing Cycas debaoensis in Central Florida. Cycad Newsletter 29(1): 13; Holzman, G. (2006). Cycas debaoensis cultivation in Hawaii. Cycad Newsletter 29(1): 12. [Citati da The World List of Cycads; pubblicazione riservata ai soci, non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]