Zamia purpurea

Zamia purpurea è una piccola cicadea a fusto sotterraneo del sud del Messico, nota negli Stati di Veracruz e di Oaxaca, dove cresce nella foresta tropicale sempreverde di pianura, in particolare nella regione di Uxpanapa. Descritta nel 1983, questa specie del genere Zamia deve il suo nome al colore rosso porpora scuro dei coni femminili giovani; anche le sue foglie nuove sono colorate, da bruno-rossastre a bruno-verdastre. La IUCN la classifica in pericolo critico (valutazione del 2022).

In sintesi: Zamia purpurea

  • Nome accettato: Zamia purpurea Vovides, J.D.Rees & Vázq.Torres (1983), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato nelle fonti consultate
  • Distribuzione naturale: Messico (Veracruz, Oaxaca); 100-150 m per le raccolte del protologo
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR), criterio A4cd, valutazione del 2022; «in pericolo di estinzione» secondo la norma messicana NOM-059
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sottobosco della foresta tropicale sempreverde e semisempreverde; substrato non documentato
  • Portamento e dimensioni adulte: pianta piccola, alta 50 cm o poco più; fusto sotterraneo tuberoso di 4 cm o più di diametro; 1-6 foglie di 10-90 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; citata una sola volta sul forum Tropicamente (2009), senza esperienza di coltivazione
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia purpurea?

Zamia purpurea si riconosce dalle poche foglioline larghe, lucide e nervate, dai coni molto piccoli e dal colore dei coni femminili giovani, porpora-bruno. Il protologo di Andrew P. Vovides, J.D. Rees e Mario Vázquez-Torres, nella Flora de Veracruz (fascicolo 26, 1983), la descrive così:

  • Pianta: piccola, alta fino a 50 cm o più.
  • Fusto: sotterraneo, a forma di tubero, di 4 cm o più di diametro, non ramificato, con le cicatrici delle basi fogliari e dei catafilli caduti.
  • Foglie: da 1 a 6 o più, lunghe 10-90 cm, in una corona aperta, da erette ad aperte; picciolo e rachide armati di poche spine spesse e corte, sericei o tomentosi vicino alla base.
  • Foglioline: 3-4 paia, opposte o quasi, di 6-26,5 cm per 2-8 cm, brune o bruno-verdastre da giovani, poi verde chiaro o scuro, più pallide sotto; da ellittiche a lanceolate o da largamente oblanceolate a obovate, con il margine un po’ revoluto e seghettato verso l’apice acuto.
  • Coni maschili: uno, due o più, conici, di 2,5-3 cm per 0,8-1 cm, con un tomento bruno chiaro; circa quattro sacche polliniche per squama.
  • Coni femminili: conici, di circa 7 cm per 3,5 cm, porpora-bruni con un tomento bruno chiaro da giovani, poi nerastri, con l’apice a cupola.
  • Semi: di circa 1 cm per 0,7 cm, ovali irregolari, con involucro carnoso da rosa a rosso.
  • Cromosomi: 2n = 16.

Secondo gli autori, la specie si distingue dalle altre Zamia messicane per il colore delle foglie nuove, glabre, per le nervature in rilievo, per la lucentezza delle foglioline, per la piccolezza dei coni maschili e femminili, per il colore e la forma delle squame e per il numero ridotto di sacche polliniche. Le foglie nuove sono descritte come bruno-rossastre all’emissione.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

Il protologo considera Zamia purpurea più vicina alle Zamia dell’America centrale che a quelle del Messico, e in particolare a Zamia skinneri:

  • Zamia skinneri, del Panama: foglioline simili, larghe, seghettate, lucide e nervate, ma pianta più grande, con un fusto che secondo le descrizioni dell’epoca raggiunge 1 m, squame femminili solcate e 2n = 18 o 22; Zamia purpurea è più piccola, con un fusto sotterraneo, foglie nuove bruno-rossastre e coni femminili porpora che diventano quasi neri.
  • Altre Zamia messicane hanno foglie nuove molto colorate, come Zamia vazquezii e Zamia splendens (Cycadales.eu); la provenienza (Uxpanapa e regioni vicine), le 3-4 paia di foglioline e i coni piccolissimi aiutano a riconoscere Zamia purpurea.
  • Zamia loddigesii, presente anch’essa nella regione di Uxpanapa (Gómez Díaz, 2025): i caratteri indicati dal protologo, poche foglioline larghe, lucide e nervate e coni piccolissimi, permettono di separarle.

Tassonomia

Zamia purpurea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Fu descritta nel 1983 da Andrew P. Vovides, J.D. Rees e Mario Vázquez-Torres nel fascicolo 26 della Flora de Veracruz (pagine 28-31, figura 5), nel trattamento delle Zamiaceae dello Stato redatto da Vovides. Il nome non è mai stato messo in sinonimia. The World List of Cycads cita, tra i suoi riferimenti, la tipificazione dei nomi di Zamia di Stevenson e Sabato (1986).

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino purpureus, «porpora», e si riferisce al colore rosso porpora scuro dei coni femminili immaturi (The World List of Cycads, sulla base di Haynes, 2022).

L’olotipo fu raccolto da Andrew Vovides nel Veracruz il 30 gennaio 1982 (Vovides 734) ed è conservato nell’erbario dell’Instituto de Ecología di Xalapa (XAL). Il protologo cita altri esemplari dei comuni di Hidalgotitlán e di Jesús Carranza, nel sud del Veracruz, e uno di Xalapa; l’illustrazione si basa sull’esemplare Rees 1654, di Hidalgotitlán.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in spagnolo.

In natura

Zamia purpurea è endemica del Messico, negli Stati di Veracruz e di Oaxaca (The World List of Cycads). Il protologo la colloca tra 100 e 150 m di quota, nella foresta tropicale alta sempreverde e semisempreverde e nella foresta tropicale media semisempreverde, in particolare nella foresta sempreverde di Uxpanapa; vi segnala la formazione dei coni da aprile a settembre.

Uno studio del 2025 sul rischio di estinzione delle cicadee del Veracruz (Gómez Díaz) fornisce dati recenti: 14 località note, un’estensione di presenza di circa 4700 km², il 70 % dell’areale nel Veracruz, ripartito su nove comuni, e un numero di individui stimato intorno ai 2000. Il sud del Veracruz, in particolare l’Uxpanapa, è una delle zone più ricche di cicadee dello Stato, con quattro specie: Zamia purpurea, Zamia loddigesii, Ceratozamia euryphyllidia e Ceratozamia dominguezii.

Stato di conservazione e normativa

Zamia purpurea è classificata in pericolo critico (CR) dalla IUCN, secondo il criterio A4cd, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads): il criterio indica una riduzione forte della popolazione, su un periodo che comprende passato e futuro, legata al declino dell’habitat e allo sfruttamento. La Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente. In Messico la specie figura nella categoria «in pericolo di estinzione» della norma NOM-059-SEMARNAT-2010, secondo lo studio del 2025, che stima al 47 % la perdita del suo habitat e al 95 % la parte del suo areale fuori dalle aree protette: l’Uxpanapa, ricco di cicadee, non ha alcuna area protetta che lo copra.

Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, Zamia purpurea rientra nell’appendice II della CITES, dove il genere figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore al 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante stesse richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ nomina la specie e conferma questo statuto (consultazione dell’11 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Zamia purpurea è presente nelle collezioni specializzate: il vivaio francese Cycadales.eu mostra una pianta adulta coltivata, che dice giunta alla taglia massima raggiungibile dalla specie, e la cita tra le Zamia messicane dalle foglie nuove molto colorate. Non è stata pubblicata però alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie.

Lo stesso vivaio, nelle sue note di coltivazione del 2023, colloca Zamia purpurea nel gruppo delle Zamia di Messico, Guatemala, El Salvador e Honduras, di difficoltà media. Per questo gruppo consiglia un substrato drenante, leggermente calcareo o neutro, qualsiasi tipo di acqua, temperature invernali di 5-10 °C con risalite diurne verso 20-25 °C, un terreno piuttosto asciutto ma non secco durante i periodi freschi, e almeno quattro-sei mesi l’anno di temperature estive (25-30 °C di giorno). Sono indicazioni generali di gruppo: Zamia purpurea viene da una foresta sempreverde di pianura, più umida di quella di molte specie del gruppo.

In Italia

Zamia purpurea non compare nelle liste pubblicate degli orti botanici italiani che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente compare in una sola discussione: nel marzo 2009 un appassionato di Ravenna (Emilia-Romagna) la citava, con Zamia splendens, tra le cicadee che avrebbe voluto coltivare, notando, da foto di piante coltivate alle Hawaii, che le foglie nuove sono inizialmente color cioccolato. Il messaggio non riporta alcuna esperienza di coltivazione in Italia, e la sua ipotesi di una rusticità da zona USDA 9b, dedotta dalla coltivazione nella California meridionale, non è sostenuta da alcuna prova.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile e, in coltivazione, un’impollinazione manuale. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; data la situazione critica della specie in natura, sono accettabili soltanto semi provenienti da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume delle radici in un terreno freddo e troppo bagnato.

Rusticità

Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Zamia purpurea. Vive nella foresta tropicale sempreverde di pianura, tra 100 e 150 m; nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia, in nessuna regione, né alcun episodio di gelo datato. Le ricerche sul forum italiano Tropicamente hanno dato soltanto il messaggio del 2009 già citato, senza prove, e non è nota alcuna esperienza nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. La pianta va coltivata in vaso e svernata al riparo dal gelo, in serra temperata calda o in casa, in un luogo luminoso.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo per questa specie, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia purpurea. Il rischio è invece ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso proprio di Zamia purpurea.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia purpurea?

Nel sud del Messico, negli Stati di Veracruz e di Oaxaca, nella foresta tropicale sempreverde di pianura, in particolare nella regione di Uxpanapa.

Perché si chiama «purpurea»?

Per il colore rosso porpora scuro dei coni femminili giovani, che diventano poi quasi neri. Anche le foglie nuove sono colorate, da bruno-rossastre a bruno-verdastre.

Quanto diventa grande?

Poco: la pianta supera di poco i 50 cm, con un fusto sotterraneo e da 1 a 6 foglie lunghe al massimo 90 cm, il che la rende adatta al vaso.

È minacciata?

Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico (2022) e la legge messicana «in pericolo di estinzione»; quasi tutto il suo areale è fuori dalle aree protette.

È rustica?

No, per quanto se ne sa. Viene da una foresta tropicale di pianura e non esiste alcuna prova di resistenza al gelo.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Vovides, A.P., Rees, J.D. & Vázquez-Torres, M. (1983). Zamiaceae. Flora de Veracruz 26: 28-31, fig. 5. [Protologo di Zamia purpurea; testo consultato.]
  • Gómez Díaz, J.A. (2025). Assessing the extinction risk of Veracruz cycads. Cambridge Prisms: Extinction 3: e7. doi:10.1017/ext.2025.5 [Testo integrale consultato.]
  • Stevenson, D.W. & Sabato, S. (1986). Typification of names in Zamia L. and Aulacophyllum Regel (Zamiaceae). Taxon 35(3): 134-144. [Non consultato; citato da The World List of Cycads.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia purpurea. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42137A69836112. [Valutazione della Lista Rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Lavaud, S. (2023). Notes sur la culture des Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu, Montpellier. [Note di coltivazione di un vivaio specializzato; consultate online.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]