Zamia cremnophila

Zamia cremnophila è una cicadea del sud del Messico, scoperta nello Stato di Tabasco e segnalata anche nel vicino Chiapas, che vive sulle pareti di calcare delle colline coperte di foresta tropicale. Questa specie del genere Zamia, descritta nel 1988, ha un fusto sotterraneo e foglie che ricadono lungo la roccia; le foglie giovani spuntano di un rosso porpora scuro. Il suo nome significa «che ama le rupi». La IUCN la classifica in pericolo.

In sintesi: Zamia cremnophila

  • Nome accettato: Zamia cremnophila Vovides, Schutzman & Dehgan (1988), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in spagnolo
  • Distribuzione naturale: Messico (Tabasco, Chiapas)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione del 2022, criteri B1ab(v)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, pareti e pendii rocciosi di calcare in foresta tropicale sempreverde; nessun dato di coltivazione
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto sotterraneo lungo da 10 a 25 cm o più; foglie pendenti lunghe da 0,45 a 2 m, con 15-25 paia di foglioline
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia cremnophila?

Il portamento basta quasi da solo: una Zamia che cresce sulla roccia, con foglie ricadenti e molto spinose, le cui foglie nuove spuntano rosso porpora. La descrizione originale (Schutzman, Vovides e Dehgan, 1988) fornisce le misure seguenti:

  • Fusto: sotterraneo, di solito non ramificato, lungo da 10 a 25 cm o più e largo da 3 a 9 cm.
  • Foglie: pendenti, lunghe da 0,45 a 2 m; si arcuano già nelle piante più piccole, un carattere che non cambia quando si modifica l’ambiente di coltivazione. Le foglie giovani spuntano rosso porpora scuro.
  • Spine: sul picciolo e sul rachide, spesso ramificate, lunghe da 0,5 a 4 mm.
  • Foglioline: da 15 a 25 paia, da lungamente lanceolate a oblunghe, lunghe da 10 a 36 cm e larghe da 2 a 4 cm, sovrapposte tranne nell’ombra profonda.
  • Cono maschile: bruno chiaro, su un peduncolo di 2,5 cm; le scaglie portano da 14 a 18 sacche polliniche.
  • Plantule: le prime foglie hanno sempre due foglioline.
  • Cromosomi: 2n = 16, con un cariotipo relativamente simmetrico.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

Sul terreno l’habitat rupestre e le foglie pendenti la rendono difficile da confondere. Le specie più vicine sono altre Zamia messicane:

  • Zamia splendens: secondo la diagnosi latina, Zamia cremnophila se ne distingue per le foglie pendenti e molto spinose delle piante adulte, le foglioline lanceolate e sovrapposte e i coni eretti.
  • Zamia splendens e Zamia purpurea: la descrizione originale indica altre differenze, cioè plantule a due foglioline (quattro nelle altre due specie), foglie giovani rosso porpora (rosso rosato nelle altre due) e un numero più frequente di sacche polliniche per scaglia maschile mediana pari a 16, contro 20 in Zamia splendens e 4 o 8 in Zamia purpurea.

Tassonomia

Zamia cremnophila è stata descritta nel 1988 da Andrew P. Vovides, Bart Schutzman e Bijan Dehgan sulla Botanical Gazette (volume 149, fascicolo 3, pagina 351), in un articolo che presentava due nuove Zamia del sud del Messico. Il tipo è stato raccolto in Tabasco il 18 agosto 1981 da M.A. Magaña e S. Zamudio (Magaña 343); l’olotipo è conservato nell’erbario nazionale del Messico (MEXU), con isotipi in diversi erbari (CSAT, FCME, MO, UAMIZ, XAL; la descrizione originale cita solo quello di XAL). Il nome non ha sinonimi.

Fin dalla descrizione gli autori avvicinarono la specie a un gruppo comprendente Zamia purpurea e Zamia splendens. Gli studi filogenetici successivi (Calonje e collaboratori, 2019) l’hanno collocata nel clade «Purpurea», un gruppo di specie messicane che comprende anche Zamia lacandona, Zamia purpurea, Zamia splendens e Zamia grijalvensis.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal greco kremnos, «rupe, precipizio», e -philus, «che ama», per il suo habitat sulle pareti rocciose (Haynes, 2022). Secondo la descrizione originale, gli autori notarono nel gennaio 1985 un esemplare insolito nell’erbario dell’INIREB di Mérida e si recarono poi sulla località per studiare la pianta in natura.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome volgare, né in spagnolo né in italiano: si usa il nome scientifico.

In natura

La specie è stata scoperta nello Stato di Tabasco, dove cresce sui fianchi rocciosi di colline calcaree, nella foresta tropicale sempreverde («selva alta perennifolia», secondo la descrizione originale); The World List of Cycads la segnala anche nel vicino Chiapas. Si installa su pareti di calcare ombreggiate, con le foglie che ricadono lungo la roccia, il portamento che le ha dato il nome. Come tutte le cicadee, sviluppa radici coralloidi che ospitano cianobatteri capaci di fissare l’azoto.

Stato di conservazione e normativa

Zamia cremnophila è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, con i criteri B1ab(v): areale ridotto, con un declino del numero di individui maturi.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, rientra nell’Appendice II della CITES, in cui le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97: l’importazione di piante vive richiede un permesso. Stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.

Coltivazione

Nelle fonti consultate non è stata trovata alcuna esperienza di coltivazione documentata. La descrizione originale, però, conteneva un’osservazione utile: le foglie si arcuano anche nelle piccole piante coltivate, qualunque sia l’ambiente, e le foglioline smettono di sovrapporsi nell’ombra profonda. Il portamento ricadente suggerisce una posizione rialzata, su una roccia o in un vaso alto, dove le foglie possano pendere; nessuna fonte, però, descrive tecniche di coltivazione proprie della specie. Per i principi generali si rimanda alla pagina del genere.

In Italia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).

Moltiplicazione

Nessun dato di coltivazione. Come tutte le Zamia la specie è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile, e in coltivazione un’impollinazione a mano. Le plantule si riconoscono dalle prime foglie a due foglioline.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia cremnophila al freddo, al caldo o alla siccità. La specie vive nella foresta tropicale sempreverde di bassa quota del Tabasco, senza gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è nota alcuna prova all’aperto in Italia. Nemmeno nel Sud-Est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è stata trovata alcuna coltivazione o osservazione di freddo che la riguardi.

Riferimenti internazionali

Nessun riscontro di coltivazione è stato trovato, né nella letteratura orticola né sui forum consultati; nessuna soglia di temperatura può essere proposta. In mancanza di dati, la pianta andrebbe coltivata al riparo, in un ambiente riscaldato.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia cremnophila. Il rischio è però documentato nel genere: per Zamia furfuracea l’ASPCA cita la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. Considerate la pianta tossica e tenetela lontano da bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale proprio della specie.

Domande frequenti

Che cosa significa «cremnophila»?

«Che ama le rupi», dal greco kremnos (rupe) e -philus (che ama): la pianta cresce sulle pareti di calcare.

Dove cresce?

Nel sud del Messico: nello Stato di Tabasco, dove è stata scoperta, e nel vicino Chiapas, su colline calcaree coperte di foresta tropicale.

Come si riconosce?

Dalle foglie pendenti e molto spinose che ricadono lungo la roccia, dalle foglie giovani rosso porpora e dalle plantule a due foglioline.

Come si distingue da Zamia splendens e Zamia purpurea?

Secondo la descrizione originale: plantule a due foglioline (quattro nelle altre due), foglie giovani rosso porpora (rosso rosato nelle altre due) e un diverso numero di sacche polliniche nei coni maschili.

È minacciata?

Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN (2022), per un areale ridotto e un declino del numero di adulti.

È tossica?

Sì, come tutte le cicadee: in mancanza di dati specifici va considerata tossica, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Schutzman, B., Vovides, A.P. & Dehgan, B. (1988). Two new species of Zamia (Zamiaceae, Cycadales) from southern Mexico. Botanical Gazette 149(3): 347-360. [Descrizione originale (p. 351); testo integrale letto in scansione, con riconoscimento ottico del testo: misure, tipo, habitat, differenze con le specie vicine, cromosomi.]
  • Calonje, M., Meerow, A.W., Griffith, M.P., Salas-Leiva, D., Vovides, A.P., Coiro, M. & Francisco-Ortega, J. (2019). A time-calibrated species tree phylogeny of the New World cycad genus Zamia L. (Zamiaceae, Cycadales). International Journal of Plant Sciences 180(4): 286-314. [Quadro filogenetico; clade «Purpurea».]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia cremnophila. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42132A243402779. [Valutazione in pericolo; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia, ripresa da The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]