Encephalartos schaijesii è una piccola cicadea dell’Africa centrale, con il tronco sotterraneo o molto corto, che cresce nelle savane e nei boschi radi del sud della Repubblica Democratica del Congo, vicino a Kolwezi, e del nord-ovest dello Zambia. Questa specie del genere Encephalartos fu descritta nel 1993; le piante dello Zambia descritte nel 2006 con il nome di Encephalartos flavistrobilus, notevoli per i loro coni gialli, le sono oggi ricondotte. È classificata vulnerabile dalla IUCN e resta pochissimo conosciuta in coltivazione.
In sintesi: Encephalartos schaijesii
- Nome accettato: Encephalartos schaijesii Malaisse, Sclavo & Crosiers (1993), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dall’IPNI; POWO non consultato direttamente (accesso bloccato)
- Nomi antichi e sinonimi: Encephalartos flavistrobilus I.Turner & Sclavo (2006)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Repubblica Democratica del Congo (Lualaba, regione di Kolwezi) e Zambia (provincia Nord-Occidentale, a est di Solwezi)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v)), valutazione del 2022 (Bösenberg), secondo The World List of Cycads
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (iscrizione di tutto il genere, dal 4 febbraio 1977); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: non documentata (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura savana su sabbie del Kalahari (località tipo) e bosco rado di tipo miombo; in coltivazione non documentati
- Portamento e dimensioni adulte: tronco sotterraneo o eretto; per le piante dello Zambia, tronco alto fino a 30-40 cm e foglie di 70-90 cm (descrizione di Encephalartos flavistrobilus); misure della descrizione originale non verificate
- Tossicità: non documentata per la specie; tossine note nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Encephalartos schaijesii?
Encephalartos schaijesii si riconosce anzitutto dal portamento: un ciuffo di foglie piuttosto corte che esce direttamente dal suolo o da un tronco appena visibile. Appartiene a un gruppo di specie centroafricane dall’aspetto simile, che i suoi autori distinguono soprattutto per il colore e la forma delle squame dei coni e per l’inclinazione delle foglie e delle foglioline. La descrizione originale del 1993, fondata sulla morfologia delle foglie, non ha potuto essere consultata (testo a pagamento): le sue misure non sono quindi riprese qui.
La descrizione di Encephalartos flavistrobilus, oggi sinonimo, offre invece un ritratto preciso delle piante dello Zambia (Turner, Sclavo e Malaisse, 2006):
- tronco sotterraneo o eretto, alto fino a 30-40 cm e largo 15-20 cm;
- da 10 a 20 foglie verdi, di 70-90 cm, oblunghe e ristrette verso la base, erette a 60-70°; picciolo di 3,5-4 cm; rachide gialla;
- da 94 a 102 foglioline, le mediane opposte, oblunghe, di 12-13 cm per 1,5 cm, con la punta che si assottiglia gradualmente ed è pungente, percorse da 17-21 nervature parallele; 0 o 1 piccola spina laterale sul margine superiore, da 0 a 2 sul margine inferiore;
- verso la base, foglioline ridotte, talvolta forcute, le ultime trasformate in spine;
- 2 o 3 coni maschili con un breve peduncolo, da ellissoidi a quasi cilindrici, di 16-19 cm per 4-5 cm (da secchi), giallo banana brillante fin dalla comparsa, poi giallo brunastro dopo la maturità;
- un solo cono femminile, giallastro, con un breve peduncolo, piriforme o ellissoide, di 25 cm per 10 cm.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido di Encephalartos schaijesii.
Possibili confusioni
Le confusioni riguardano le altre specie di quello che Turner, Sclavo e Malaisse chiamano il «complesso di Encephalartos poggei»: Encephalartos poggei, Encephalartos marunguensis, Encephalartos schmitzii e Encephalartos delucanus, tutte dell’Africa centro-meridionale e prive di tronco o con tronco corto. Secondo questi autori, a prima vista si somigliano molto, ma si distinguono senza ambiguità con un esame attento dei coni (colore, forma delle squame) e delle foglie (caratteri delle foglioline, inclinazione della foglia e delle foglioline). Encephalartos schmitzii, segnalato nel 1990, è stato la prima cicadea conosciuta dello Zambia; le piante dell’est di Solwezi, dai coni gialli, sono state la seconda.
Senza coni né provenienza, una pianta giovane di questo gruppo è quindi difficile da identificare.
Tassonomia
Encephalartos schaijesii è un nome accettato. François Malaisse, Jean-Pierre Sclavo e C. Crosiers lo pubblicarono nel 1993 nel Bulletin du Jardin botanique national de Belgique (62: 215-219), in un articolo intitolato «Recherches sur les Encephalartos Lehm. (Zamiaceae) d’Afrique centrale. 2. Apport de la morphologie foliaire dans la différenciation spécifique» (pagine 205-219). L’olotipo (Malaisse, Moretti e Sclavo 3), raccolto nel marzo 1988 a Mupenda, 26 km a ovest-sud-ovest di Kolwezi, in una savana su sabbie del Kalahari, è conservato all’orto botanico di Meise, in Belgio (BR).
Nel 2006 Ian Turner, Jean-Pierre Sclavo e François Malaisse descrissero nella rivista Biotechnologie, Agronomie, Société et Environnement (10(3): 181-183) una nuova specie dello Zambia, Encephalartos flavistrobilus, nota in una sola stazione a est di Solwezi (olotipo Turner 1251, aprile 2002, BR), che distinguevano da tutte le altre per il colore giallo dei coni maschili e femminili. The World List of Cycads pone oggi questo nome in sinonimia con Encephalartos schaijesii, il che estende l’areale della specie allo Zambia. Lo studio all’origine di questa messa in sinonimia non è stato identificato nelle fonti consultate. Per il lettore, ciò significa che le piante vendute con il nome di Encephalartos flavistrobilus corrispondono, secondo la lista di riferimento, a Encephalartos schaijesii. Species+ indica ancora solo la Repubblica Democratica del Congo nella distribuzione della specie.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Michel Schaijes, le cui collezioni personali, riunite vicino a Kolwezi, hanno fatto progredire la conoscenza delle piante della regione (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads). Il sinonimo flavistrobilus significa «dai coni gialli».
La conoscenza degli Encephalartos dell’Africa centrale è progredita per tappe, ricordano Turner e coautori: raccolte dei primi esploratori fino all’inizio del Novecento, sintesi (tra cui quella di Melville nel 1957), poi numerose descrizioni a partire dagli anni Sessanta. Encephalartos schaijesii appartiene a quest’ultima ondata, insieme alle specie vicine del Katanga. La storia della sua introduzione in coltivazione non è documentata.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune per Encephalartos schaijesii, né in italiano né in altre lingue; Species+ non gliene attribuisce alcuno. I nomi inglesi che si trovano su alcuni siti non si basano su alcuna fonte.
In natura
Encephalartos schaijesii vive nel sud della Repubblica Democratica del Congo, nella provincia del Lualaba, e nella provincia Nord-Occidentale dello Zambia. La località tipo è una savana su sabbie del Kalahari, vicino a Mupenda, a ovest-sud-ovest di Kolwezi; le piante dello Zambia crescono in un bosco rado di tipo miombo, a est di Solwezi.
Secondo Turner e coautori (2006), le specie di questo gruppo occupano savane arbustive o alberate, boschi radi e savane steppiche su sabbie di tipo Kalahari, con un clima la cui stagione secca dura da quattro a sette mesi, su suoli permeabili o sassosi. I loro areali spesso ridotti, talvolta limitati a una sola stazione, fanno pensare, secondo loro, a un’origine paleoendemica. L’orto botanico di Nong Nooch colloca la specie tra gli Encephalartos a fogliame stagionale (vedi Coltivazione). La quota, gli effettivi dettagliati e la biologia dell’impollinazione non sono documentati nelle fonti consultate.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos schaijesii è classificato vulnerabile (VU) nella Lista rossa della IUCN, secondo i criteri B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v), che corrispondono a un areale ristretto e a un declino continuo, in base alla valutazione di Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Nel 2003 il piano d’azione della IUCN per le cicadee stimava la popolazione tra 1.000 e 5.000 piante, segnalava un forte declino nei trent’anni precedenti e indicava la distruzione dell’habitat come minaccia principale; la specie era allora presente solo in collezioni private. I legami tra questa minaccia e l’attività mineraria della regione, messi in evidenza da alcuni siti, non sono documentati nelle fonti consultate.
La specie rientra nell’Appendice I della CITES, in virtù dell’iscrizione di tutto il genere, in vigore dal 4 febbraio 1977, e nell’Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa (regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Per le importazioni dal Sudafrica di piante riprodotte artificialmente (codici di origine A e D), il gruppo di esame scientifico dell’UE ha espresso un parere favorevole per caudici di 7 cm di diametro al massimo (2011) e un parere sfavorevole oltre questa misura (2013). Species+ segnala anche sospensioni del commercio con la Repubblica Democratica del Congo nel 2014 e nel 2015, non più in vigore. Per un’importazione in Italia ci si rivolge alle autorità CITES nazionali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri). Banche dati consultate il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore.
Coltivazione
La coltivazione di Encephalartos schaijesii è pochissimo documentata. L’unica fonte affidabile trovata viene dalla Thailandia: all’orto botanico tropicale di Nong Nooch, il curatore delle cicadee scrive nel 2022 che le specie «a fogliame stagionale», tra cui cita Encephalartos schaijesii ed Encephalartos flavistrobilus, vi prosperano e producono coni ogni anno. Le piante crescono in aiuole rialzate, in un miscuglio per metà di sabbia, per un quarto di compost e per un quarto di ghiaia grossa, in un clima tropicale di pianura.
Per un coltivatore europeo, questo fa pensare a una pianta da serra calda o temperata, in un substrato drenante, ma non è stata trovata alcuna osservazione di coltivazione in Europa.
In Italia
Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos schaijesii negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 1993, non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli pubblicato nel 1997 su Delpinoa (dati del 1993-94), né nell’elenco delle cicadee di Messina (2009), né nelle altre fonti consultate su Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola.
Riscontri di coltivazione. Sul forum italiano Tropicamente la specie non è mai citata, né con questo nome né come Encephalartos flavistrobilus. Non esiste quindi alcun riscontro per le riviere ligure e tirrenica, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole.
Moltiplicazione
Non è stato trovato alcun dato proprio della specie sulla semina o sulla separazione dei polloni. Valgono i consigli generali del genere: semi freschi e fecondati, substrato drenante, e prudenza con i semi venduti senza garanzia, che rientrano come le piante nell’Appendice I della CITES.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri di Encephalartos schaijesii.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza al freddo di Encephalartos schaijesii.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione né in Italia, sul forum Tropicamente, né in Francia, sul forum Fous de palmiers o nelle altre fonti consultate: il clima del sud-est della Francia, vicino a quello di molte regioni italiane, non offre quindi alcuna esperienza da trasporre. Negli altri Encephalartos, le sopravvivenze osservate nelle zone fredde riguardano spesso giovani piante con il caudice interrato, protette dall’inerzia termica del suolo e talvolta dalla neve; una specie con il tronco sotterraneo potrebbe beneficiarne, ma nulla permette di affermarlo per questa. La coltivazione in vaso, svernata al riparo dal gelo e all’asciutto, è la soluzione prudente.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun valore di rusticità. Le sole osservazioni di coltivazione pubblicate vengono dal clima tropicale di Nong Nooch, dove la specie prospera.
Tossicità e precauzioni
Non è stato pubblicato alcun dato sulla tossicità di Encephalartos schaijesii. Il rischio è documentato nel genere: la tossicità di Encephalartos horridus fu dimostrata nel 1944, e i semi degli Encephalartos contengono cicasina e macrozamina, tossiche per il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. Considerate la pianta tossica, usate i guanti per maneggiare i semi e teneteli lontano dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione, rivolgetevi a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale di Encephalartos schaijesii.
Domande frequenti
Encephalartos flavistrobilus ed Encephalartos schaijesii sono la stessa specie?
Sì, secondo The World List of Cycads, che fa di Encephalartos flavistrobilus un sinonimo. Descritto nel 2006 dallo Zambia, si distingueva per i coni gialli; le ragioni della messa in sinonimia non sono state ritrovate.
Dove cresce Encephalartos schaijesii?
Nel sud della Repubblica Democratica del Congo e nel nord-ovest dello Zambia. Lo si trova in savana su sabbie del Kalahari vicino a Kolwezi e in bosco rado di miombo vicino a Solwezi.
È minacciato?
Sì, è classificato vulnerabile dalla IUCN. Nel 2003 la popolazione era stimata tra 1.000 e 5.000 piante, in forte declino a causa della distruzione dell’habitat.
Si può coltivare in Italia?
In vaso e al riparo, probabilmente, ma non è stata pubblicata alcuna esperienza. Gli unici dati di coltivazione vengono da un orto botanico tropicale, in Thailandia, dove produce coni ogni anno.
Si può vedere in un orto botanico italiano?
Non risulta. Nessuna fonte consultata lo segnala negli orti botanici italiani.
È rustico?
Non si sa. Non è stata trovata alcuna osservazione al freddo; va svernato al riparo dal gelo.
È tossico?
Va considerato tale. Non esiste alcun dato per la specie, ma gli Encephalartos contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads, Encephalartos schaijesii: https://cycadlist.org/scientific_name/341 — nome accettato, autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, sinonimo, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN (VU, 2022). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN (versione 2026.08.15), affidabile; consultata direttamente.
- IPNI, Encephalartos schaijesii: https://www.ipni.org/n/974651-1 — riferimento della pubblicazione originale. Banca dati nomenclaturale di riferimento; consultata direttamente.
- BASE (Presses universitaires de Liège), «Un nouvel Encephalartos Lehm. (Zamiaceae) de Zambie»: https://popups.uliege.be/1780-4507/index.php?id=1014 — descrizione di Encephalartos flavistrobilus, complesso di Encephalartos poggei, ambienti. Rivista con revisione paritaria, fonte primaria; testo integrale consultato.
- Species+ (CITES e UE), Encephalartos schaijesii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/25013/legal — Appendici, pareri dell’UE, sospensioni passate. Banca dati ufficiale; consultata direttamente.
- CYCADS, bollettino del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN (gennaio 2022): https://www.cycadgroup.org/wp-content/uploads/2022/01/CYCADS-VOL_61_2022-1.pdf — coltivazione a Nong Nooch. Articolo del curatore di un orto botanico, affidabile; consultato direttamente.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36 (1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli nel 1993-94, senza Encephalartos schaijesii. Rivista dell’orto botanico, fonte datata; tabella letta direttamente.
Bibliografia
- Malaisse, F., Sclavo, J.-P. & Crosiers, C. (1993). Recherches sur les Encephalartos Lehm. (Zamiaceae) d’Afrique centrale. 2. Apport de la morphologie foliaire dans la différenciation spécifique. Bulletin du Jardin botanique national de Belgique 62: 205-219. [Descrizione originale (p. 215-219); non consultata, testo a pagamento.]
- Turner, I., Sclavo, J.-P. & Malaisse, F. (2006). Un nouvel Encephalartos Lehm. (Zamiaceae) de Zambie. Biotechnologie, Agronomie, Société et Environnement 10(3): 181-183. [Descrizione di Encephalartos flavistrobilus, oggi sinonimo; testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos schaijesii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T217519610A51045191. [Valutazione VU, citata da The World List of Cycads; non consultata, sito inaccessibile.]
- Donaldson, J.S. (a cura di) (2003). Cycads. Status Survey and Conservation Action Plan. IUCN/SSC Cycad Specialist Group, Gland e Cambridge. [Effettivo, declino, minacce e collezioni nel 2003; testo integrale consultato.]
- Lindstrom, A. (2022). The cycad collection at Nong Nooch Tropical Botanical Garden, Thailand. CYCADS 6(1). [Coltivazione in clima tropicale; testo integrale consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]