Encephalartos hirsutus

Encephalartos hirsutus è una cicadea del Sudafrica, endemica della provincia del Limpopo, che cresceva su pareti di quarzite esposte a sud-est, nella regione del Soutpansberg, tra 800 e 1.000 m di quota. Questa specie del genere Encephalartos si riconosce dalle foglie rigide e glauche, blu-verdi, dalla corona dorata e fittamente lanosa e dalle foglioline sovrapposte che scendono lungo la rachide. Descritta nel 1996 da P.J.H. Hurter e H.F. Glen, è classificata in pericolo critico di estinzione: allora la popolazione selvatica era stimata in 400-500 piante, ma il bracconaggio l’ha quasi annientata, tanto che nel 2015 era nota una sola pianta selvatica.

In sintesi: Encephalartos hirsutus

  • Nome accettato: Encephalartos hirsutus P.J.H.Hurter (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «Venda cycad» in inglese
  • Distribuzione naturale: Sudafrica, Limpopo (regione del Soutpansberg), tre località note nel 1996, tra 800 e 1.000 m
  • Stato IUCN: in pericolo critico di estinzione (CR A2ad; B2ab(v); C1+2a(i,ii); D), Lista rossa 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977; Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; parere sfavorevole dell’UE alle importazioni dal Sudafrica dal 7 febbraio 2013; specie specialmente protetta nel Limpopo
  • Rusticità documentata: nessuna osservazione in coltivazione (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura pareti di quarzite esposte, in boscaglie semidecidue
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto coricato lungo 3,5 m (raramente 4,2 m) e largo 35-40 cm; foglie di 1,1-1,4 m
  • Tossicità: non studiata per la specie; semi tossici negli altri Encephalartos (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Encephalartos hirsutus?

Encephalartos hirsutus si riconosce dall’insieme di foglie rigide, glauche e pungenti, come quelle di diversi «Encephalartos blu» del nord del Sudafrica, e di tre caratteri propri: un portamento coricato, foglioline decorrenti, cioè con la base che si prolunga lungo la rachide, e nervature sporgenti sotto le foglioline. La descrizione originale di Hurter e Glen (1996) ne riporta i caratteri seguenti:

  • Fusto: coricato, con polloni alla base, lungo fino a 3,5 m (raramente 4,2 m) e largo 35-40 cm, rivestito dalle basi delle vecchie foglie;
  • Corona: dorata, fitta, molto lanosa, che diventa grigiastra con l’età;
  • Foglie: numerose, quasi sessili, rigide, glauche, lunghe 1,1-1,2 m (fino a 1,4 m), con l’estremità ricurva; picciolo ingrossato alla base, fino a 13 cm, lanoso; rachide lanosa e poi quasi glabra;
  • Foglioline: intere, inclinate verso la punta della foglia di circa 50°, con le due file che formano un angolo di circa 40°; si sovrappongono a tegola in avanti; quelle mediane sono lunghe 13-17 cm e larghe 2-2,4 cm, strettamente ellittiche, falcate, pungenti, decorrenti alla base; quelle alla base della foglia sono ridotte a una serie di spine;
  • Coni maschili: 5 per fusto, strettamente ovoidi, di circa 50 cm per 9 cm, su un peduncolo di 12 cm; squame lisce, cerose, verde bluastro;
  • Coni femminili: da 1 a 3 per fusto, ovoidi, di circa 40 cm per 35 cm, all’apparenza sessili perché il peduncolo di 6 cm resta nascosto tra i catafilli della corona; glabri e lisci;
  • Semi: circa 200 per cono, con involucro carnoso rosso aranciato; seme interno ellissoide di 30-35 mm per 15-18 mm.

L’epiteto si riferisce alla lana persistente delle foglie (Haynes, 2022). Sul forum italiano Tropicamente, alcune fotografie pubblicate nel 2012 mostrano piante coltivate con foglie diritte e altre con foglie ondulate; nessuna fonte scientifica consultata descrive queste forme.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è segnalato alcun ibrido di Encephalartos hirsutus.

Possibili confusioni

Hurter e Glen (1996) confrontano Encephalartos hirsutus con sei specie dalle foglie rigide, pungenti e glauche: Encephalartos eugene-maraisii, Encephalartos lehmannii, Encephalartos princeps, Encephalartos dolomiticus, Encephalartos dyerianus ed Encephalartos middelburgensis. Le differenze riguardano soprattutto le foglioline e i coni:

  • Encephalartos eugene-maraisii, Encephalartos dolomiticus ed Encephalartos princeps hanno anch’essi foglioline inclinate in avanti e sovrapposte, ma le loro nervature non sono sporgenti e le foglioline non sono decorrenti;
  • Encephalartos lehmannii ed Encephalartos dyerianus hanno foglioline quasi sessili, rivolte all’indietro, che in genere non si sovrappongono; Encephalartos middelburgensis ha foglioline quasi sessili, nettamente rivolte all’indietro;
  • i coni maschili di Encephalartos eugene-maraisii e di Encephalartos lehmannii sono coperti da una corta peluria, quelli di Encephalartos princeps hanno squame prolungate in un becco; i coni femminili di Encephalartos dolomiticus e di Encephalartos princeps hanno squame verrucose, quelli di Encephalartos eugene-maraisii e di Encephalartos lehmannii sono lanosi.

Secondo gli autori, la decorrenza della base delle foglioline non era ancora stata osservata in nessun altro Encephalartos. In natura l’unica altra specie del genere presente nelle vicinanze era Encephalartos transvenosus, dalle foglie verdi, che non si presta a confusione.

Tassonomia

Encephalartos hirsutus è un nome accettato da The World List of Cycads, senza sinonimi. Fu pubblicato nel South African Journal of Botany (volume 62, fascicolo 1, p. 46-48, figura 1), in un articolo di P.J.H. Hurter, dell’orto botanico nazionale del Lowveld a Nelspruit, e di H.F. Glen, dell’istituto botanico nazionale di Pretoria; il nome è attribuito al solo Hurter. L’articolo fu ricevuto nel maggio 1995 e rivisto nell’ottobre 1995; l’IPNI e The World List of Cycads lo datano al 1996, ma la bibliografia di The World List of Cycads indica il 1995 per l’articolo. Il tipo è una raccolta di Hurter (n. 94R/1, foglia e cono maschile) fatta il 7 giugno 1994 nell’antica Provincia del Nord, a 1.000 m (olotipo nell’erbario nazionale di Pretoria). Per proteggere le piante, gli autori pubblicarono solo località approssimative, al livello dei quadranti della carta 1:250.000 di Alldays e di Messina.

Etimologia e storia

L’epiteto hirsutus significa «irsuto, ispido» in latino, con riferimento alle foglie che restano pelose (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads).

La storia della specie è quella di una scomparsa rapidissima. Secondo il SANBI (2015), la popolazione, stimata in 400-500 piante al momento della descrizione nel 1996, contava solo 219 piante nel 2004; in un sorvolo in elicottero nel 2012 non è stata ritrovata alcuna pianta, a parte un solo individuo con quattro fusti, irraggiungibile sul bordo di una parete in una riserva naturale privata. Il commercio internazionale è iniziato nel 1999, appena tre anni dopo la descrizione, e alla fine del 2011 erano stati esportati dal Sudafrica 224 esemplari. I primi bracconieri hanno dissotterrato cespi interi; un importante carico illegale è stato sequestrato negli Stati Uniti, dove 17 piante erano conservate in un luogo sicuro.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano per Encephalartos hirsutus. In inglese la specie si chiama «Venda cycad» (Species+, SANBI, The Gymnosperm Database). Non è stato trovato alcun nome afrikaans o vernacolare in una fonte verificabile.

In natura

Nel 1996 Encephalartos hirsutus era noto solo in tre località distanti tra loro nel nord del Limpopo (allora Provincia del Nord), tra 800 e 1.000 m di quota. Le piante crescevano in posizione esposta su pareti di quarzite rivolte a sud-est, in boscaglie miste semidecidue umide dove era difficile vederle sotto gli alberi di Androstachys johnsonii. Nella località tipo occupavano una parete secca esposta a sud, con Androstachys johnsonii, Adenia spinosa, Barleria bremekampii ed Eragrostis superba. Vi cadono 350-650 mm di pioggia all’anno, soprattutto d’estate (Hurter e Glen, 1996). Il SANBI colloca queste località nella regione del Soutpansberg.

Non è stato pubblicato alcun dato sulla biologia della specie in natura (impollinatori, germinazione, crescita). L’unica pianta selvatica nota nel 2015 non permette più di studiare una popolazione.

Stato di conservazione e normativa

Encephalartos hirsutus è in pericolo critico di estinzione. The World List of Cycads cita la valutazione della Lista rossa della IUCN del 2022 (Bösenberg), secondo i criteri A2ad; B2ab(v); C1+2a(i,ii); D, quest’ultimo criterio corrispondente a una popolazione di meno di 50 individui maturi. La valutazione precedente, citata dal SANBI, adottava A4acd; B2ab(iii,iv,v); C1. A differenza di altri cinque Encephalartos, la specie non è classificata estinta in natura, perché almeno una pianta sopravvive e non si possono escludere altre piante in siti non visitati (SANBI, 2015).

Il SANBI (2015) attribuisce il crollo al bracconaggio per i giardini e le collezioni private. Precisa che non è mai stato rilasciato alcun permesso per raccogliere piante o semi selvatici, ed è quindi molto probabile che tutte le piante in collezione provengano da piante selvatiche prelevate illegalmente. Le incisioni osservate sulle piante selvatiche, attribuite dapprima alla medicina tradizionale, sono più probabilmente dovute ai bracconieri che tagliavano i polloni. Nessuna popolazione è stata seguita nel Limpopo tra il 2004 e il 2011, e la specie non ha un piano di gestione proprio.

Normativa, secondo Species+ (consultato il 2 ottobre 2026) e il SANBI:

  • CITES: Appendice I dal 4 febbraio 1977, come tutto il genere; le piante riprodotte artificialmente sono trattate come esemplari dell’Appendice II;
  • Unione europea, Italia compresa: Allegato A, elenco in vigore fissato dal regolamento (UE) 2026/1383; il gruppo di esame scientifico dell’UE ha espresso un parere sfavorevole alle importazioni dal Sudafrica di piante riprodotte artificialmente (codici di origine A e D) il 3 dicembre 2010, poi di nuovo il 20 giugno 2011 e il 7 febbraio 2013; quest’ultimo parere è in vigore; per un’importazione in Italia ci si rivolge alle autorità CITES nazionali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri);
  • Sudafrica: raccolta delle cicadee selvatiche vietata dal febbraio 2007 (regolamento TOPS, poi avviso governativo n. 371 del maggio 2012); specie specialmente protetta dalla legge ambientale del Limpopo (n. 7 del 2003); il SANBI giudica dannoso il commercio di piante riprodotte artificialmente e riserva l’esportazione di semenzali ai vivai registrati presso la CITES.

Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la situazione su Species+ e su EUR-Lex prima di qualsiasi acquisto o importazione, ed esigete i documenti che provano che una pianta proviene da coltivazione. Diffidate anche delle offerte di semi: nel gennaio 2011 un collezionista italiano raccontava sul forum Tropicamente di aver ricevuto da un sedicente venditore camerunese un’offerta di «grandi quantità» di semi di specie rarissime, tra cui Encephalartos hirsutus e persino Encephalartos woodii, di cui non esiste alcuna pianta femminile; nel 2018 un annuncio anonimo pubblicato sullo stesso forum proponeva ancora semi «fertili e puri» di Encephalartos hirsutus.

Coltivazione

Encephalartos hirsutus è quasi assente dalle collezioni europee, e nelle fonti consultate non è stata pubblicata alcuna regola di coltivazione propria della specie. Il SANBI lo descrive come molto ricercato e molto caro, visibile solo in collezioni private d’élite. Un partecipante del forum francese Fous de palmiers, in tirocinio in un vivaio autorizzato dalla CITES a Pretoria, vi segnalava nel 2011 una trentina di esemplari di buone dimensioni.

Gli unici riferimenti disponibili vengono dal suo habitat: pareti di quarzite ben drenate, esposte, con piogge estive di 350-650 mm. I consigli generali dati per gli Encephalartos blu (substrato minerale molto drenante, sole, annaffiature d’estate e riposo asciutto d’inverno) si applicano per difetto, senza prove pubblicate per questa specie.

In Italia

Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos hirsutus negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 1996, non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli pubblicato nel 1997 su Delpinoa (dati del 1993-94), né nelle altre fonti consultate su Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola.

Riscontri di coltivazione. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna ha dedicato alla specie una discussione nel maggio 2012, con fotografie di piante a foglie diritte e a foglie ondulate, di un semenzale e di piante in vaso; precisa che nessuna di queste piante è sua e di aver visto in vendita in Europa una giovane pianta con una sola foglia a 800 euro. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione di una pianta identificata con certezza: nessun dato esiste quindi per le riviere ligure e tirrenica, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole.

Esperienze in Francia, utili per l’Italia

Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, ma per questa specie non esiste alcuna esperienza francese: sul forum Fous de palmiers la specie è citata solo per la sua rarità e per il suo prezzo.

Moltiplicazione

Encephalartos hirsutus emette polloni alla base (Hurter e Glen, 1996), e ogni cono femminile può produrre circa 200 semi. La moltiplicazione passa per l’impollinazione manuale tra piante di collezione. Il SANBI autorizza l’esportazione di semenzali solo se provengono da vivai registrati, a partire da piante madri detenute legalmente, e auspica che una parte dei semi serva al ripristino della specie. Non sono stati trovati dati propri della specie sulla germinazione.

Malattie e parassiti

Nelle fonti consultate non è descritta alcuna malattia e alcun parassita propri di Encephalartos hirsutus.

Rusticità

La rusticità di Encephalartos hirsutus non è documentata: non è stata trovata alcuna prova né alcuna osservazione di coltivazione al freddo, né in Italia né altrove.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione sul forum italiano Tropicamente né sul forum francese Fous de palmiers. La specie vi è citata solo per la sua rarità e il suo prezzo.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun dato quantificato negli estratti dei forum anglofoni consultati né nella letteratura. L’habitat, tra 800 e 1.000 m nel nord del Limpopo, riceve le piogge d’estate; nessuna fonte consultata indica temperature minime. Come negli altri Encephalartos, una pianta adulta con il fusto coricato e aereo non gode della protezione del suolo di cui beneficiano le giovani piante con il caudice interrato. Dato il suo valore e l’assenza di dati, la specie si coltiva in vaso, al riparo dal gelo.

Tossicità e precauzioni

Nessuno studio ha riguardato la tossicità di Encephalartos hirsutus, ma non va considerato innocuo: la tossicità degli Encephalartos è dimostrata per Encephalartos horridus dal 1944, e i semi delle cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina) che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. Usate i guanti per maneggiare i semi, tenete piante e semi lontano da bambini e animali e, in caso di ingestione, rivolgetevi a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale di Encephalartos hirsutus. Il SANBI (2015) nota che alcune incisioni sulle piante selvatiche sono state attribuite in letteratura a un uso medicinale, ma che sono più probabilmente opera dei bracconieri.

Domande frequenti

Encephalartos hirsutus è estinto in natura?

Non ufficialmente. È classificato in pericolo critico di estinzione. Secondo il SANBI, nel 2015 era nota una sola pianta selvatica con quattro fusti, sul bordo di una parete inaccessibile; non si possono escludere altre piante in siti non visitati.

Perché Encephalartos hirsutus è quasi scomparso?

Per il bracconaggio. La popolazione è passata da 400-500 piante nel 1996 a 219 nel 2004, poi a una sola pianta nota. Le piante sono state sradicate per i giardini e le collezioni private, in Sudafrica e all’estero.

Come riconoscere Encephalartos hirsutus?

Dalle foglioline decorrenti e dalle nervature sporgenti sulla pagina inferiore. Le foglie sono rigide, glauche e pungenti, la corona dorata e lanosa, e il fusto finisce per coricarsi. Questi caratteri lo distinguono dagli altri Encephalartos blu.

Si può acquistare legalmente Encephalartos hirsutus?

Solo una pianta proveniente da coltivazione, con i suoi documenti, ed è molto difficile. La specie è nell’Appendice I della CITES e nell’Allegato A nell’UE, e l’UE ha espresso un parere sfavorevole alle importazioni dal Sudafrica. Secondo il SANBI, tutte le piante in collezione derivano molto probabilmente da prelievi illegali; le offerte di semi in grande quantità sono sospette.

Encephalartos hirsutus è rustico in Italia?

Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna osservazione di coltivazione al freddo, né in Italia né altrove. Conviene coltivarlo in vaso, al riparo dal gelo.

Si può vedere in un orto botanico italiano?

Non risulta. Nessuna fonte consultata lo segnala negli orti botanici italiani.

Da dove viene il nome Encephalartos hirsutus?

Dal latino hirsutus, «irsuto, ispido». Allude alle foglie che restano pelose e alla corona molto lanosa.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hurter, P.J.H. & Glen, H.F. (1996). Encephalartos hirsutus (Zamiaceae): a newly described species from South Africa. South African Journal of Botany 62(1): 46-48. [Descrizione originale; consultata direttamente (copia della Cycad Society).]
  • Hurter, P.J.H., Glen, H.F. & Claassen, I. (1997). Focus on Encephalartos hirsutus. Encephalartos 52: 4-7. [Citato da The World List of Cycads; non consultato.]
  • South African National Biodiversity Institute (2015). NDF assessment for Encephalartos hirsutus. Scientific Authority of South Africa. [Effettivi, bracconaggio, normativa; consultato direttamente.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos hirsutus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41889A51056445. [Stato CR; non consultato (sito bloccato), secondo The World List of Cycads.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia; secondo The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Nomenclatura e distribuzione; consultata direttamente.]
  • Gaudio, L., Aceto, S., Caputo, P., Cozzolino, S., Siniscalco Gigliano, G., Moretti, A. & De Luca, P. (1997). Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae). Delpinoa n.s. 35-36 (1993-1994): 55-64. [Specie coltivate all’Orto Botanico di Napoli; tabella 1 consultata.]