Cycas zeylanica

Cycas zeylanica è una cicadea arborescente delle coste dello Sri Lanka meridionale e delle isole Andamane e Nicobare, in India, dove cresce nelle foreste litorali su suolo sabbioso, vicino al mare. Appartiene al genere Cycas e al gruppo delle Cycas costiere dai semi galleggianti. Descritta nel 1932 come sottospecie, Cycas rumphii subsp. zeylanica, è stata elevata al rango di specie nel 2002; il nome Cycas sainathii, pubblicato nel 2014 per piante delle Andamane, ne è oggi un sinonimo secondo The World List of Cycads. Nello Sri Lanka è diventata rarissima e la IUCN la classifica «in pericolo critico».

In sintesi: Cycas zeylanica

  • Nome accettato: Cycas zeylanica (J.Schust.) A.Lindstr. & K.D.Hill (2002), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas rumphii subsp. zeylanica J.Schust. (1932, basionimo); Cycas sainathii R.C.Srivast. (2014), sinonimo secondo The World List of Cycads
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; maha-madu in singalese (Sri Lanka)
  • Distribuzione naturale: Sri Lanka meridionale; India, isole Andamane e Nicobare
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR A2ac), valutazione di A. Lindström del 2020, pubblicata nel 2022; la Lista rossa valuta a parte Cycas sainathii, classificata vulnerabile (VU, 2022) (vedi Stato di conservazione)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES, come tutta la famiglia (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; l’India vieta l’esportazione commerciale degli esemplari prelevati in natura
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foreste litorali vicine al mare, su suolo sabbioso; nello Sri Lanka, pianure della zona umida
  • Portamento e dimensioni: fusto di 2,3-3,1 m per 13-20 cm di diametro; foglie di 140-190 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessuno studio proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas zeylanica?

Due caratteri la separano dalle specie vicine, secondo Lindström e Hill (2007): i catafilli, le foglie ridotte a scaglia che proteggono l’apice del fusto, numerosi, lunghi e pungenti, e le foglioline molto distanziate lungo la rachide. Come tutte le specie del gruppo di Cycas rumphii, ha semi con uno strato spugnoso interno che li fa galleggiare. Le misure che seguono vengono dalla loro descrizione, fondata su piante dello Sri Lanka e delle Andamane.

  • Fusto: arborescente, alto 2,3-3,1 m e largo 13-20 cm, poco ingrossato alla base, con corteccia sottile e liscia; una trentina di foglie nella corona; catafilli e basi delle foglie non persistenti.
  • Foglie: 140-190 cm, da verde vivo a verde scuro, semilucide, piatte (foglioline opposte a 180°), con 70-100 foglioline; tomento bianco o arancione che cade quando la foglia si distende; rachide che termina con una coppia di foglioline. Picciolo di 50-70 cm (30-40% della foglia), glabro, spinoso per il 30-100% della lunghezza.
  • Foglioline mediane: 18-30 cm per 12-15 mm, ristrette a 6-7 mm alla base, nettamente più chiare sotto, inserite a 50-60° sulla rachide e distanziate di 22-27 mm; margini leggermente ricurvi, apice acuto ma non spinoso. Le foglioline basali, di 19-20 cm, non si riducono gradualmente a spine.
  • Catafilli: lineari, pungenti, pelosi, lunghi 10-12 cm.
  • Coni maschili: fusiformi, bruno-arancio, di circa 30-40 cm per 10 cm; microsporofilli di 35-45 mm per 17-19 mm, con una spina apicale evidente, lunga 3-10 mm e nettamente rivolta verso l’alto.
  • Megasporofilli: 17-30 cm, con tomento bruno persistente, portanti 2-4 ovuli glabri; lamina lanceolata di 60-120 mm per 10-17 mm, appena dentata (6-12 piccole protuberanze o spine lunghe al massimo 2 mm); spina apicale di 40-60 mm.
  • Semi: ovoidi appiattiti, di 60-70 mm per 45-55 mm; sarcotesta bruno-arancio, senza strato fibroso; sclerotesta liscia; endotesta spugnosa.

La pianta è dioica. Nello Sri Lanka la forma dei megasporofilli cambia molto da un individuo all’altro, il che complica l’identificazione (vedi Ibridi).

Ibridi

Nessun ibrido con un nome è documentato. Nello Sri Lanka, però, Mudannayake e colleghi (2019) hanno esaminato 25 piante femminili e vi hanno trovato una tale varietà di megasporofilli (sei gruppi morfologici, nessun individuo identico a un altro) da parlare di «complesso di Cycas zeylanica». La spiegano con incroci tra forme arrivate in più riprese dal Sud-est asiatico, con semi trasportati dalle correnti marine; la diversità genetica misurata sul marcatore cloroplastico trnH-psbA resta invece molto bassa.

Alcune piante ricordano, per la parte sterile dei megasporofilli, Cycas pschannae, Cycas edentata, Cycas javana o Cycas falcata. Sono somiglianze osservate dagli autori, che le interpretano come tracce di ibridazione: nessun ibrido è stato dimostrato.

Possibili confusioni

Le confusioni più frequenti sono di nome. Nell’Ottocento le piante dello Sri Lanka venivano chiamate Cycas rumphii (Trimen 1898), e de Laubenfels e Adema (1998) le includevano in Cycas thouarsii. Lindström e Hill (2007) avvicinano Cycas zeylanica proprio a Cycas thouarsii e a Cycas edentata, con cui condivide semi senza ala apicale e microsporofilli muniti di spina; se ne distingue per i catafilli lunghi e pungenti e per le foglioline molto distanziate. Rispetto a Cycas rumphii, Mudannayake e colleghi indicano un carattere del seme maturo: l’assenza di una cresta apicale in Cycas zeylanica.

Nello Sri Lanka vive anche Cycas nathorstii, che si riconosce dalle foglioline più ravvicinate e più cartacee, dai catafilli più corti, morbidi e meno pelosi e dai semi senza strato spugnoso; cresce inoltre nelle foreste interne e collinari del nord dell’isola, in siti più secchi (Lindström e Hill 2007).

Nelle Andamane, The World List of Cycads riconosce tre Cycas: Cycas zeylanica, Cycas pschannae (di cui Cycas andamanica è un sinonimo) e Cycas dharmrajii. Secondo i suoi descrittori, Cycas pschannae si riconosce dai due denti laterali a forma di corno della parte sterile dei megasporofilli, mentre in Cycas zeylanica la lamina è lanceolata e solo leggermente dentata; Cycas dharmrajii ha un fusto gigante, ingrossato alla base.

Tassonomia

Cycas zeylanica è il nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Julius Schuster descrisse il taxon nel 1932, nel Pflanzenreich di Engler (IV.1, fascicolo 99, p. 75), come sottospecie di Cycas rumphii. Nel 2002 Anders Lindström e Ken Hill lo hanno elevato al rango di specie nella rivista Novon (12(2): 238; IPNI 20006946-1). I campioni di Schuster, conservati a Berlino, sono andati distrutti durante la seconda guerra mondiale: come lectotipo è stato quindi scelto un foglio con megasporofilli della raccolta di Thwaites (Sri Lanka, 1866, n. 3862), conservato a Ginevra nell’erbario Barbey-Boissier (Lindström e Hill 2007).

Nella classificazione seguita da Lindström e Hill, la specie appartiene alla sezione Cycas, sottosezione Rumphiae, definita dallo strato spugnoso all’interno del seme. Il gruppo si estende dall’Africa orientale fino alle Figi e a Tonga, e Cycas zeylanica ne è l’unico rappresentante in India, limitato alle Andamane e Nicobare. La tassonomia del gruppo è difficile: tutte le specie del complesso di Cycas rumphii sono state chiamate, prima o poi, Cycas circinalis (Lindström e Hill 2007).

Cycas sainathii, descritta da R.C. Srivastava nel 2014 nell’Indian Journal of Plant Sciences (3(1): 109-110) per piante delle Andamane, è stata posta in sinonimia con Cycas zeylanica dalla revisione delle Cycas delle Andamane e Nicobare di Lal Ji Singh e Dharam Raj Misra (2020), seguita da The World List of Cycads; di questa revisione è stato letto soltanto il riassunto. La Lista rossa della IUCN non segue questo trattamento (vedi Stato di conservazione). In concreto, per The World List of Cycads le piante etichettate Cycas sainathii, come quelle dello Sri Lanka chiamate un tempo Cycas rumphii, vanno chiamate Cycas zeylanica.

Etimologia e storia

L’epiteto viene da Zeylona, forma latinizzata di Ceylon, l’antico nome dello Sri Lanka, dove fu raccolto il tipo (Lindström e Hill 2007; The World List of Cycads, che cita il compendio etimologico di Haynes 2022).

La pianta era nota ai botanici molto prima di avere un nome proprio: la flora di Ceylon di Trimen (1898) la registrava come Cycas rumphii. Tra i campioni citati da Lindström e Hill figura una pianta coltivata a Kew, nata da semi raccolti nelle Nicobare nel 1875 e messa in erbario nel 1881: è la più antica traccia di coltivazione in Europa trovata nelle fonti consultate. La descrizione attuale si basa soprattutto sulle raccolte di Lindström, nello Sri Lanka nel giugno 2000 e nelle Andamane nel dicembre dello stesso anno.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Nello Sri Lanka la pianta si chiama maha-madu in singalese (Lindström e Hill 2007; Species+). Le fonti consultate non indicano nomi vernacoli propri nelle Andamane.

In natura

Vive in due regioni separate dal golfo del Bengala: la costa meridionale dello Sri Lanka e le isole Andamane e Nicobare. L’habitat è la foresta litorale vicina al mare, su suolo sabbioso (Lindström e Hill 2007). Nelle Andamane i campioni d’erbario provengono dall’Andamane meridionale (tra cui la vegetazione di spiaggia di Kodiaghat), dall’isola di Havelock, dove la pianta cresce nella foresta litorale sempreverde a pochi metri sul livello del mare, e da Rangat, nell’Andamane centrale; per le Nicobare la traccia citata sono i semi raccolti nel 1875.

Nello Sri Lanka, Mudannayake e colleghi (2019) hanno trovato 53 piante del gruppo, tutte nella zona umida di pianura, sotto i 1 067 m di quota, tranne due esemplari coltivati in montagna; le piante sono più frequenti vicino alla costa che all’interno. Il loro modello di nicchia ecologica indica condizioni climatiche favorevoli anche nelle Andamane e Nicobare, nel nord di Sumatra, nel sud della Thailandia, nel nord della Malesia peninsulare e, in misura minore, nel sud dei Ghati occidentali: è una previsione climatica, non una presenza osservata.

I semi, grazie al loro strato spugnoso, galleggiano: la dispersione da parte del mare è stata proposta come spiegazione della variabilità di questo gruppo, con colonizzazioni successive che producono forme diverse anche a breve distanza (Lindström e Hill 2007).

Stato di conservazione e normativa

È in pericolo critico. La Lista rossa della IUCN la classifica CR secondo il criterio A2ac, cioè per una forte riduzione della popolazione già avvenuta, constatata direttamente e legata al declino dell’habitat; la valutazione è di A. Lindström, datata 2020 e pubblicata nella versione 2022-1 della Lista rossa (The World List of Cycads; metadati del DOI); i dati della Lista rossa ripresi da GBIF confermano la categoria CR (consultazione del 18 ottobre 2026). Gli stessi dati trattano però Cycas sainathii come una specie distinta, valutata vulnerabile (VU) da L.J. Singh nella versione 2022-1, e vi riconducono anche Cycas pschannae, Cycas andamanica e Cycas dharmrajii: per la IUCN una parte delle piante delle Andamane rientra quindi in un’altra valutazione, mentre The World List of Cycads considera Cycas sainathii un sinonimo di Cycas zeylanica e accetta come specie distinte Cycas pschannae (di cui Cycas andamanica è un sinonimo) e Cycas dharmrajii. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

La situazione è molto diversa nei due paesi. Nello Sri Lanka, già prima del 2004 Lindström non aveva trovato alcuna popolazione in grado di rinnovarsi, ma solo grandi esemplari vecchi e sparsi, nessuno dei quali in un’area protetta; lo tsunami dell’oceano Indiano (datato 2005 nell’articolo) ha poi colpito la stretta fascia costiera in cui sopravvivevano, e gli autori ritenevano probabile che la maggior parte delle piante fosse morta, proponendo per l’isola la categoria CR o forse EX (Lindström e Hill 2007). Nel 2019 Mudannayake e colleghi, dopo un’esplorazione di tutta la zona umida, non hanno trovato popolazioni naturali ma solo individui sparsi, in gran parte piantati dagli abitanti, e stimano che nel paese ne restino probabilmente meno di 200.

Nelle Andamane e Nicobare, invece, la specie era descritta nel 2007 come diffusa e comune, con grandi popolazioni in diverse località. Ha però subito gravi danni da cicloni ripetuti, e lo sviluppo di villaggi turistici sul mare ha eliminato diverse popolazioni un tempo numerose; alcune si trovano in aree protette o in zone militari interdette. Per l’India gli autori proponevano la categoria «vulnerabile» (Lindström e Hill 2007).

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas zeylanica rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977; l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026) esenta in particolare semi e polline. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie è nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ segnala inoltre una misura nazionale più severa: l’India vieta l’esportazione a fini commerciali degli esemplari prelevati in natura delle specie delle appendici CITES, salvo le varietà coltivate (notifica CITES n. 2018/031). Dati controllati su Species+ il 13 ottobre 2026: prima di un acquisto o di un’importazione verificate la normativa in vigore e chiedete i documenti di provenienza.

Coltivazione

Si coltiva soprattutto nei paesi d’origine. Nello Sri Lanka la maggior parte delle piante superstiti è stata piantata volontariamente dagli abitanti, in particolare all’interno dell’isola (Mudannayake et al. 2019); Lindström ha raccolto campioni di piante coltivate lungo le strade, a Hikkaduwa e a Peradeniya (Lindström e Hill 2007). Fuori dall’Asia la sola traccia trovata è la pianta di Kew dell’Ottocento: non è stato trovato alcun resoconto recente di coltivazione in Europa.

Quanto segue è dedotto dall’habitat, non da prove pubblicate: una cicadea delle foreste costiere tropicali richiede probabilmente calore tutto l’anno, molta luce, un substrato sabbioso e ben drenato e annaffiature regolari durante la crescita, più rade quando la temperatura cala. Con un fusto di 2-3 m resta una Cycas arborescente di taglia moderata, ma in clima temperato ha bisogno di una serra calda.

In Italia

Cycas zeylanica non compare, né con questo nome né come Cycas sainathii, negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury). Sul forum Tropicamente la ricerca di «zeylanica» restituisce soltanto messaggi su altre piante con lo stesso epiteto, e quella di «sainathii» nessun risultato. Nessuna pianta coltivata in Italia è quindi documentata; la soluzione prudente sarebbe il vaso, in serra calda tutto l’anno o almeno durante l’inverno.

Moltiplicazione

Per seme, come le altre Cycas; non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. Essendo la pianta dioica, per avere semi servono un esemplare maschile e uno femminile e, in coltivazione, l’impollinazione manuale. La sarcotesta carnosa si toglie prima della semina, con i guanti. Nella sottosezione Rumphiae la maturazione dei semi richiede circa due anni, ma il dato è confermato solo per Cycas seemannii, Cycas thouarsii e Cycas bougainvilleana, non per Cycas zeylanica (Lindström e Hill 2007). Data la rarità della specie, cercate soltanto semi o piante di origine legale e documentata.

Malattie e parassiti

Nessun parassita è documentato specificamente su Cycas zeylanica. Nelle Andamane la farfalla delle cicadee, Luthrodes pandava, i cui bruchi divorano le parti aeree, è stata segnalata nel 2022 su altre Cycas dell’arcipelago, Cycas pschannae e Cycas dharmrajii (Purti et al. 2022). In coltivazione valgono i nemici comuni a tutte le Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e il marciume del fusto e delle radici quando il substrato resta troppo umido.

Rusticità

Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Cycas zeylanica. Vive sulle coste tropicali umide dello Sri Lanka e delle Andamane, senza stagione fredda, e nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: le ricerche sui forum Fous de palmiers e Tropicamente, con entrambi i nomi, non hanno dato alcun riscontro sulla specie, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo in nessun paese. Le zone di rusticità USDA talvolta attribuite a questa pianta non si basano su prove documentate e non sono riportate qui.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche in assenza di uno studio proprio della specie. Il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e in particolare i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi; in caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nessun uso alimentare o medicinale proprio di Cycas zeylanica è documentato nelle fonti consultate. Nello Sri Lanka la pianta è soprattutto coltivata: Mudannayake e colleghi (2019) segnalano esemplari molto vecchi in luoghi storici, come antiche chiese cattoliche della zona umida meridionale, e avanzano l’ipotesi che alcuni semi siano stati portati dal Sud-est asiatico da mercanti all’epoca della colonizzazione portoghese e olandese (XVI-XVII secolo). È un’ipotesi degli autori, non un fatto dimostrato.

Domande frequenti

Cycas zeylanica e Cycas sainathii sono la stessa pianta?

Sì per The World List of Cycads, che segue la revisione di Singh e Misra (2020): Cycas sainathii è un sinonimo di Cycas zeylanica, il nome da usare. La Lista rossa della IUCN valuta però ancora Cycas sainathii a parte, come specie vulnerabile.

Che cosa significa zeylanica?

Significa «di Ceylon». L’epiteto viene da Zeylona, forma latinizzata dell’antico nome dello Sri Lanka, dove fu raccolto il tipo.

Dove cresce in natura?

Sulla costa meridionale dello Sri Lanka e nelle isole Andamane e Nicobare, in India, nelle foreste litorali su sabbia, vicino al mare.

Perché è così minacciata nello Sri Lanka?

Perché le popolazioni naturali sono scomparse. Già prima del 2004 restavano solo vecchi esemplari sparsi, poi colpiti dallo tsunami; oggi l’isola ne conterebbe meno di 200, in gran parte piantati dagli abitanti. Nelle Andamane la specie è più comune, ma soffre per i cicloni e lo sviluppo turistico.

Come distinguerla da Cycas pschannae nelle Andamane?

Dai megasporofilli. In Cycas pschannae la parte sterile porta due denti laterali a forma di corno; in Cycas zeylanica la lamina è lanceolata e solo leggermente dentata.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo, la pianta viene da coste tropicali senza inverno e nessuna coltivazione italiana è documentata: va tenuta in vaso, in serra calda o al riparo d’inverno.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esiste uno studio sulla specie, ma tutte le Cycas contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Schuster, J. (1932). Cycadaceae. In Engler, A. (ed.), Das Pflanzenreich IV.1 (Heft 99): 75, fig. 10 C-D, 11 M. [Basionimo Cycas rumphii subsp. zeylanica; non consultato, dati da IPNI e The World List of Cycads.]
  • Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2002). Notes on the species of Cycas (Cycadaceae) from Sri Lanka and islands of the Andaman Sea. Novon 12(2): 237-240. doi:10.2307/3392960 [Nuova combinazione e lectotipificazione; non consultato direttamente.]
  • Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [Descrizione completa, tipo, distribuzione, habitat, stato di conservazione in India e nello Sri Lanka, nome vernacolo; testo integrale consultato.]
  • Mudannayake, A., Ranaweera, L., Samaraweera, P., Sooriyapathirana, S. & Perera, A. (2019). The morpho-genetic and ecological niche analyses reveal the existence of climatically restricted Cycas zeylanica complex in Sri Lanka. Scientific Reports 9: 16807. doi:10.1038/s41598-019-53011-w [Variabilità dei megasporofilli, ipotesi di ibridazione e dispersione marina, modello di nicchia, stima della popolazione; testo integrale consultato.]
  • Singh, L.J. & Misra, D.R. (2020). Reappraisal of the genus Cycas L. (Cycadaceae) in Andaman and Nicobar Islands, India. Indian Journal of Forestry 43(1): 46-57. doi:10.54207/bsmps1000-2021-513ETJ [Sinonimia di Cycas sainathii; letto soltanto il riassunto.]
  • Purti, N., Singh, L.J. & Pandey, A.K. (2022). New hosts for the cycad blue butterfly, Luthrodes pandava Horsfield (Lepidoptera: Lycaenidae) in an island ecosystem. Feddes Repertorium 133(3): 234-243. doi:10.1002/fedr.202100024 [Farfalla delle cicadee nelle Andamane; letto il riassunto.]
  • Lindström, A. (2022). Cycas zeylanica. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42098A69829252. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42098A69829252.en [Categoria CR A2ac; scheda non consultata direttamente, dati da The World List of Cycads e Crossref, categoria confermata da GBIF.]
  • Singh, L.J. (2022). Cycas sainathii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T103631608A243419871. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T103631608A243419871.en [Valutazione VU con il nome sainathii, pubblicata nella versione 2022-1; riferimento verificato su Crossref, categoria ripresa da GBIF, scheda non consultata.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]